We gotta stop making music people “like”

March 3rd, 2008 § 7 comments

Qualche giorno fa Seth Godin ha tenuto un discorso – con tanto di slide che purtroppo non possiamo che immaginarci – sul passato, presente e futuro del music business.

Per quanto ne capisco di musica e di industria musicale, direi che è una lettura praticamente obbligatoria, perché da buon alieno nel mondo della discografia il buon Seth si permette di dire tutto quello che un discografico non vorrebbe mai sentirsi dire. E per di più massacra con infantile candore miti, leggende, mostri sacri e certezze su cui si è basato per anni l’intero music biz, dispensando – nel mezzo – un bel po’ di suggestioni e suggerimenti su come dovrebbe cambiare il mercato della musica. E non si tratta di ritocchi.

Per dire, trovo grande il passaggio in cui spiega ai discografici che si sono convertiti improvvisamente al 2.0 che il buzz-marketing, il passaparola, ecc. (chiamatelo come cavolo volete) funziona solo con i dischi che gli utenti *amano* e non con quelli che gradiscono.

Cioè, un appassionato di musica si mette lì e rompe le balle ai suoi amici su quanto sia bello il disco degli XYZ solo se gli XYZ hanno davvero fatto un album che lui ama con tutto il cuore. Quindi è dura sperare che gli utenti si mettano a promuovere i milioni di dischi gradevoli, carini, nonbrutti che quotidianamente la discografia ci propina, convinta che la genericità di un prodotto musicale sia garanzia per il suo successo.

Sì, certo, la musica all’acqua di rose, per tutti, venderà ancora, fino a quando l’ambaradan 1.0 che è l’attuale discografia old-style reggerà. Ma, visti i conti, è solo una questione di (poco) tempo. 

§ 7 Responses to We gotta stop making music people “like”"

  • Suzukimaruti says:

    YumbaYumba me l’ero perso. In effetti è puro spamming di un sito che si è già capito che è lì per vendere loghi e suonerie ai tamarri.
    .
    Riguardo alla distinzione tra “like” e “love” credo la cosa valga anche per i quindicenni. Ovvio che a quell’età si tende ad estremizzare ciò che si prova, ma continuo a pensare che un prodotto tipo Natalie Imbruglia (faccio un nome a caso tra mille) riesca al massimo ad essere musica che qualcuno apprezza, non certo che qualcuno “ama”.

  • elvetico says:

    Lo spam qua sopra riassume il tutto meglio di qualsiasi articolo.

    Comunque la distinzione tra musica “love” e musica “like” è una stronzata (con tutto il rispetto). Quella che noi chiamiamo “like” è sicuramente “love” per mandrie di quindicenni, con tutto lo YUMBAYUMBA di passaparola di contorno. E all’industria va bene così.

  • elvetico says:

    Lo spam qua sopra riassume il tutto meglio di qualsiasi articolo.

    Comunque la distinzione tra musica “love” e musica “like” è una stronzata (con tutto il rispetto). Quella che noi chiamiamo “like” è sicuramente “love” per mandrie di quindicenni, con tutto lo YUMBAYUMBA. E all’industria va bene così.

  • MICHELE says:

    Be,che dire…ha ragione infatti!
    Ai discografici qualcuno si era sognato di dire che le cose con il web 2.0 sarebbero cambiate profondamente!! (ma hanno fatto finta di non sentire, anche perchè forse i loro diretori artistici/marketing poi non erano poi così “artistici” e sociali)
    Ad ogni modo facendo serfing nella rete ho notato con mio grande entusiasmo che esistono già un sacco di portali musicali dove chi più, chi meno traghetta la promozione di opere musicali di artisti non conosciuti ma altrattanto bravi (anzi direi in alcuni casi molto più bravi di quelli cosiddetti noti) con la possibilità di scaricare/condividere/votare/etc. le loro opere gratuitamente e legalmente ma con un pò di pubblicità, la quale si fà essa stessa promotrice della nuova cultura musicale creata dal basso!!
    A tal proposito ve ne segnalo uno che a leggere la sua mission promette veramente bene!!
    E’un social network musicale in COOMING SOON.
    Ci saranno vantaggi per tutti, dagli artisti ai locali agli utenti fino agli inserzionisti che avranno la possibilità di pubblicizare con marketing mirato i loro prodotti insieme alle opere musicali, si chiama http://WWW.YUMBAYUMBA.COM ed ha anche un suo http://WWW.MYSPACE.COM/YUMBAYUMBA già molto attivo, all’interno protagonista una mascotte che è messa in varie posizioni/espressioni con vari strumenti che rappresentano i generi musicali a 360° del sito YUMBAYUMBA !!
    Io ho già lasciato la mia e-mail che ho poi confermato alla mia casella di posta elettronica(senza questa operazione di conferma non potrò avere info per via della privacy) per le newsletter future!
    Buon divertimento e in bocca al lupo YUMBAYUMBA!

  • Smeerch says:

    Bisognerebbe spiegarlo anche a chi non ha mai letto un blog e ne vorrebbe tirare su uno visitatissimo e attivissimo per il suo prodotto.

  • djdona says:

    a proposito di musica, quest’anno mi e’ mancato il tuo resoconto sanremese…

  • garethjax says:

    seth e’ un grande. Bisognerebbe farlo leggere ai nostri politici. 🙂

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