Non c’è più morale, contessa…

January 13th, 2008 § 21 comments

Che scandalo: questi operai non conoscono limiti.

Prima si prendono la libertà di assentarsi dal lavoro con una scusa non prevista dal regolamento: morire. Per di più senza chiedere il permesso al caporeparto e mettendoci un bel po’ di giorni, ovviamente a carico dell’azienda.
Poi, invece che chiedere scusa e accettare le giuste sanzioni disciplinari per assenteismo, si lamentano pure, mettendo a repentaglio il buon nome dell’azienda.

E’ indubbio che tutto questo è una macchinazione della città di Torino, covo di bolscevichi sanguinari che – tu pensa – non accettano l’idea che in una acciaieria ci possa essere qua e là qualche trascurabile passo falso.

Insomma, che si modernizzi sta classe operaia, e abbia un po’ di tolleranza, suvvia! Cosa sono 7 operai di fronte al grande risultato – di cui beneficeremo tutti – della produttività?

E poi, diciamocelo, mica sono morti 7 luminari, 7 calciatori della nazionale, 7 tronisti. Dai, sono 7 operai, gente che ha fatto dei funerali così uncool, in chiese loffie di periferia in mezzo ai casermoni, stipate di gente con quei brutti giacconi comprati alla Facis (mi fanno notare che è la FaciT, non la Facis, NdSuz). Ne muoiono a decine sulle strade ogni mese, schiantandosi con le loro Uno taroccate.

E’ così: tutto questo rumoroso fastidio è colpa dei comunisti, che ovviamente sono parenti stretti delle Brigate Rosse. E poco importa che queste ultime all’epoca sparassero pià volentieri ai sindacalisti comunisti che ai “padroni”: mai capitato di sbagliare mira? 

Insomma, è inaccettabile che questi si mettano a fare gli eroi. E poi eroi di che? Semmai sopravvissuti. Ma dove andremo mai a finire? Hanno il culo di non essere nemmeno stati sfiorati dall’incidentino in fonderia e si lamentano?
Dovrebbero invece ringraziare che gli è andata bene.

Ma tranquilli che, appena passa questa buriana sollevata da questo complotto comunista e da questi 7 kamikaze bolscevichi che si sono immolati per metterci in difficoltà, i proletari sopravvissuti pagheranno caro l’affronto di aver osato parlare al di fuori delle trasmissioni previste per loro, come l’Italia sul 2, Amici, Forum, ecc.

E’ solo una questione di tempo: con buona probabilità cambierà il Governo (sì, perché questi hanno osato dare solidarietà agli operai: e a noi che ci troviamo con un’acciaieria mezza bruciacchiata?) e tornerà al potere qualcuno che sa da che parte stare. E finalmente potremo fare un po’ di ordine in mezzo a questa marmaglia autolesionista. 

 

Tutto questo per fare i complimenti all’amica Vera Schiavazzi, che conferma il suo essere una grande giornalista con lo scoop sull’analisi post-disastro che qualcuno (e ora venga fuori chi) ha fatto per i vertici tedeschi delle Thyssen.
Un’analisi da leggere assolutamente, perché credo dica qualcosa sullo stato morale di certa impresa. E dice anche che quella gentaglia lì si aspetta che la destra italiana stia dalla parte di chi fa morire gli operai. E mi sa che non sbagliano.
Personalmente, dopo che ho saputo di questo documento delirante, ho represso a forza la voglia di prenderli a pistolettate, incazzato sia come uomo che come torinese.
E se lo scatto omicida viene perfino ad un nonviolento come me (uno che se vede una fionda la scambia per ore per un bastone da rabdomante con un curioso elastico), chissà ad altri meno innocui.

§ 21 Responses to Non c’è più morale, contessa…"

  • cru7do says:

    raccoss: tieni conto che adriano olivetti è morto nel 1960, e che il ricambio generazionale ai vertici aziendali è uno degli aspetti più critici nella gestione a lungo termine.

    la dissoluzione dell’esperienza olivetti ha molte cause concomitanti e tanti imputati. ritengo sia un peccato che non venga fatta studiare a scuola.

    anni fa ho fatto mio malgrado da beta-tester per il DDT: come scaldapiedi elettrico mi sembra un po’ caro e, in qualità di contribuente/utente inorridisco quando vedo i miei soldi venir buttati per spingere tecnologie tramite contributi.

    Senza quei contributi a pioggia, probabilmente ne avrebbero venduti 3.
    Buona parte dei DDT della prima generazione sono inadatti allo scopo ed erano già obsoleti non appena prodotti. Il prezzo è stato gonfiato artificiosamente ed i contributi sono finiti di fatto nelle tasche dei soliti noti.

    Grazie per la lieta novella del 19/1: il giorno dopo controllerò se per caso le frequenze occupate – in tutti i sensi – da rete 4 saranno tornate al legittimo titolare (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Europa_7 )
    😉

  • Lulu11 says:

    So che il post è serio e non dovrei, ma è satato un colpo di fulmine, con te.
    Sàllo.
    (Spero di non aver fatto come i grezzi lasciando due volte lo stesso commento. Nel caso, sòrri).

  • Lulu11 says:

    Lo so che non è il caso, che il post è serio: ma con te ho avuto un colpo di fulmine, sàllo.

  • vb says:

    Suz: La Schiavazzi era (se ricordo bene) già giornalista all’epoca del nostro liceo, nonché rea di aver scritto su di esso in cronaca qualcosa che al nostro preside non era piaciuto.

    Già che ci sono, mi verrebbe da chiederti un commento sul Partito Democratico che esprime solidarietà totale al Papa che fa la vittima degli universitari e a Mastella ministro della Giustizia con moglie indagata per concussione; ma non mi piace sparare sulla croce rossa.

  • e il bello è che poi hanno il coraggio di protestare quando si tirano in ballo i trascorsi nazisti della famiglia Thyssen… del resto hanno ragione: perchè tirare in ballo il passato, basta il presente!

    http://lapennachegraffia.blogspot.com/2008/01/la-penna-che-graffia-si-scusa-coi.html

    complimenti per l’ottimo blog concittadino che ho aggiunto al mio blogroll

  • Suzukimaruti says:

    Beh, ma quella Olivetti lì di Adriano non solo non è fallita, ma all’epoca riusciva a fare in un colpo solo:
    – innovazione
    – sperimentazione di nuovi modelli sociali, a beneficio di tutti (scuola per gli operai, gli incontri di Comunità, ecc.)
    – aggregazione sociale al di là degli schieramenti (che all’epoca erano ancora più rigidi di adesso)
    – imprenditoria illuminata
    – formazione di una classe di manager di altissimo profilo, creativi, intelligenti e “umani” (da quanto ho capito, il babbo di Pietro Izzo era uno di loro), che hanno segnato un pezzo di crescita italiana nel terziario (ne conosco uno ottimo che lavora in Microsoft, per dire)
    – occupazione in un’area dove non c’era una mazza (Ivrea)
    – un pacco di soldi (ma tanti), che non guasta mai
    .
    Poi, tanti anni dopo il fondatore, la Olivetti ha sbroccato ma non era più quella cosa lì, che tuttora si studia nei libri di storia.
    .
    Detto questo, sarò l’ultimo a prendere il digitale terrestre in questo paese. Mi sta sul cazzo come tecnologia! 🙂

  • raccoss says:

    Ti capisco ma…
    .
    La Olivetti è fallita.
    .
    Invece Sabato 19 ci sarà il grande lancio di (Mediaset) Premium Gallery sul DDT.

  • Suzukimaruti says:

    raccoss, ci mancherebbe: è una critica perfida ma legittima.
    .
    Però forse bisognerebbe rivedere il concetto di “libero mercato” caso per caso. E sono convinto che il mio concetto (che, lo assicuro, è liberale gobettiano) sia ben diverso da quello dell’idiota che ha compilato l’analisi per quelli della Thyssen (bisogna ancora capire chi è: sono convinto che sia qualche mega-società di consulenza).
    .
    Detta male, tra il libero mercato (che è una cosa sana e umana, se ha un impianto mutualistico e se non nega il profitto [che, ricordo, ha una sua moralità]) e la macelleria sociale ci sono differenze abissali.
    .
    Insomma, le stesse differenze tra Adriano Olivetti e Berlusconi. Entrambi “padroni” e “capitalisti” pienamente a loro agio nel mercato, ma due universi separati da galassie e galassie di distanza.

  • raccoss says:

    Strano post, per uno di sinistra che però “nel libero mercato ci sguazza”…
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    Sorry, ma non sono riuscito a trattenermi.

  • Suzukimaruti says:

    Ok, era la Facit (ma per me resta quella di via Cigna o di strada Aeroporto).

    Correggo.

    grazie, precisini!

  • Ugo says:

    Ah ecco, anche Giovanni mi dà ragione!

  • Ugo says:

    gente con quei brutti giacconi comprati alla Facis

    Facit di Via Nizza, semmai… La Facis produce abiti che gli operai non si possono di certo permettere!

  • Giovanni says:

    Era meglio una volta, quando aspettavi il capo sotto l’azienda e gliele dicevi con le buone. (a volte sono un vero terrone con pensieri mafiosi, ma questa gente non può esistere, non può!).
    Comunque non era la facit?

  • orangeek says:

    temo che cru7do abbia ragione… e la cosa piu’ triste della storia e’, non so com’e’, i memo interni riportati dal corriere non mi sorprendono affatto.

  • cru7do says:

    purtroppo non è prevista una pena consistente in una interdizione perpetua da incarichi dirigenziali, valida a livello europeo.

    ho il sospetto che verrà contrattato sottobanco lo stralcio della parte penale della vicenda, pur di salvare i livelli occupazionali degli altri impianti. risarcimenti alle famiglie e calci in culo ai sopravvissuti, non appena i media si interesseranno ad altro.
    casualmente, gli attuali dirigenti verranno trasferiti in un altro paese ed il lavoro sporco verrà fatto fare a qualcun altro.

    quanto spero di sbagliarmi…

  • La morte dei sindacati (chè dopo quella degli operai e delle nefandezze di chi era al vertice di quell’acciaieria è la cosa più grave e deplorevole a mio avviso).

  • Suzukimaruti says:

    vb: verifico se ha fatto il Cattaneo, ma ha qualche anno più di noi.

  • vb says:

    A me sembra che l’indignazione (ovvia) per un documento del genere debba però portare a capire che il problema è più vasto, ed è nell’aver lasciato passare il concetto che il sistema economico, ingegnerizzato solo per massimizzare il profitto, può vivere su un piano puramente matematico e slegato da qualsiasi considerazione etica.

    P.S. Ma è la stessa Vera Schiavazzi che quasi vent’anni fa il preside del nostro comune liceo definiva in modi che non è d’uopo riportare in pubblico?

  • Luca says:

    Hai ragione in pieno, i dirigenti dei crucchi sono da mettere in galera al volo.
    Ciò non toglie che i nostri sindacati siano PENOSI.
    Vanno per le ditte a vendere tessere e dove c’è bisogno gli operai si devono arrangiare. Parlo anche qui per esperienza personale.

  • seymour caulfield says:

    Prenderli a pistolettate? Ma che vogliamo ancora fare la rivoluzione? Ma la storia allora non ci ha insegnato proprio niente. Il mercato ha vinto e siamo tutti più felici, per lo meno i sopravvissuti.

    ps Sono entrato in fabbrica 27 anni fa ed ho visto da vicino come si muore lavorando, eppure non riesco ancora ad abituarmici.

  • Annarella says:

    Leggendo l’articolo mi e’ venuto in mente “La banalità del male” di Hannah Arendt.
    I nostri piccoli Eichmann che, nel nome del buzinezz, stimano una vita umana eguale a zero, mi paiono li’ degnamente rappresentati.

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