Sindromi natalizie

December 24th, 2007 § 14 comments

L’eccessiva esposizione alla pubblicità della Bauli (quella col bambino che canta “A Natale puoi…” e si prodiga in atti berlusconiani di bontà manifesta) può avere diversi effetti collaterali sugli spettatori (oltre al fatto che tutte le persone di buon gusto boicottano l’orrida azienda veronese, come personalmente faccio da sempre):

– sindrome di Burzum: l’intenso desiderio di brandire una mazza ferrata e/o un’ascia bipenne e distruggere l’ambiente e le persone circostanti (infierendo possibilmente sulle vecchiette o sui tanti presepi viventi e/o meccanici) gridando anatemi in un gutturale norvegese arcaico costituiscono la principale manifestazione clinica.
L’adesione a culti neopagani incendiari di chiese e/o gruppi di neonazisti black metal è un effetto collaterale constatato in numerosi casi. Più rara, causa incompatibilità ideologica, l’adesione ad Al Qaeda, alla Spectre o alla McLaren, ma la stronzaggine risultante è uguale.

 – sindrome di Erode: la sindrome comporta un odio intenso verso qualsiasi essere umano di età inferiore ai 14 anni, con punte di isteria e breakdown nervosi al grido di “bambini di merdaaaaaaa!”. Nota per la sua pericolosità sociale, la sindrome può essere condotta verso forme più accettabili (es. bucatore di palloni, Grinch, abbattitore di gelati tenuti in mano da minori, liberatore di palloncini, molestatore di Winx, vivisezionatore di Pòkemon, ecc.) con un’opportuna terapia di isolamento.
Qualora la sindrome colpisca appartenenti al corpo docente, si consiglia di avvertire immediatamente l’Autorità Sanitaria e il Ministero dell’Istruzione, onde evitare fenomeni distruttivi altrimenti noti come “chiede l’attualità”, “fa le domande sulle didascalie”, “insiste nel farci fare le equivalenze in decametri”. 

– sindrome dello Sbirulino di Stoccolma: lo shock emotivo da iper-stucchevolezza può portare, con un fenomeno di inversione, la vittima bauliana ad una smodata ed estremistica adesione a ciò che odia, cioè i canoni ideologico-estetici più raccapricciantemente melensi del Natale, con tragiche conseguenze come l’acquisto di angioletti della Thun, la frequentazione di mercatini “tradizionali” natalizi e il conseguente acquisto di orrido artigianato in legno fatto in Cina da minori sfruttati, la creazione di oggetti-dono in pasta di sale, l’ascolto di compilation di carole di Natale, l’abuso di carillon, l’attentato al risparmio energetico con luminarie natalizie degne di un hotel sulla Strip di Las Vegas, l’invio compulsivo di centinaia di mail di auguri in HTML o con allegati pesantissimi (solitamente foto in TIF o Bitmap di gattini e cagnolini o GIF animate con 200 frame), l’assemblaggio di presepi dettagliatissimi, salvo che per il solito improbabile Gesù bambino biondo e l’adozione generalizzata di atteggiamenti buonisti ben oltre il settimo grado della scala Veltroni.
Attualmente la sindrome sembra incurabile, anche se una terapia sperimentale a base di insulti pare abbia dato risultati incoraggianti in alcuni casi. 

– sindrome di Randy Brooks*: forse il caso più grave di reazione post-bauliana, provoca reazioni negative autopoietiche, a base di cinismo, negatività, humour macabro, venerazione per Felice Andreasi, sadismo implicito, desideri distruttivi e amarezza di ritorno. L’accumulo di pensieri negativi può acutizzarsi e portare all’atarassia, all’isolamento o – nelle forme più gravi – all’umorismo di bassa lega e alla bizzarria mentale.

Lo scrivente, che è vittima di quest’ultima sindrome, attualmente sta combattendo il proliferare di orridi presepi viventi evocando mentalmente un concetto: abbinare per assonanza “presepe vivente” al film “Cimitero vivente“, con tanto di bue ed asinello zombie e immaginare stragi di pastorelli, madonne e bambinelli (nella sua fantasia i Re Magi sono stati giustamente decapitati dai rispettivi sudditi e/o esiliati in Svizzera coi Savoia), con il solo San Giuseppe che si salva e – in quanto unico superstite – si ritrova ingiustamente accusato dalla polizia di Pilato e si dà alla clandestinità e al brigantaggio, diventando una sorta di eroe rivoluzionario popolare impegnato nella cacciata dei romani. D’altronde si sa che San Giuseppe è il personaggio più di sinistra di tutto il vangelo (e infatti è imbarazzatissimo dall’idea di comparire in una “cosa da preti” e per tutto il tempo tiene un basso profilo, poi si dà alla macchia), se si mette a fare il Che Guevara della Galilea, non c’è poi da meravigliarsi. 

* per i non pratici, Randy Brooks è l’autore di “Granma Got Run Over by a Reindeer“, una delle canzoni natalizie più dark in assoluto, basata sul simpatico fatto che la nonnina viene arrotata da una renna il giorno di Natale e schiatta e la festa si trasforma in un funerale. Qui il video del duo che l’ha portata al successo.

§ 14 Responses to Sindromi natalizie"

  • Luca says:

    Sarà come dici tu Suzuki, un pò forzatello quello che ho scritto ma mi ha dato quell’impressione lì, tra le righe. Comunque ti auguro tanti bambini…..

  • degra says:

    Luca, tralasciando la cosa del clone, che mi rimbalza, lo so che le famiglie esistono e fanno figli.
    Però converrai anche che tra quello che succede quaotidianamente in molte famiglie e le menate (ricordiamoci che sono cose grazie a cui molte famiglie campano) di cui parli, io propendo tutta la vita per le seconde.
    E chi commenta un post scherzoso con cose tipo “fatti una vita” o “pensa alla salute” non si comporta diversamente.
    Oppure se il commento è ironico, metti le faccine che così si capisce.

    Per il resto, non so se hai figli (se ne hai saranno sicuramente educatissimi) ma a me è bastato aver a che fare con un po’ di bambini (dall’asilo alle medie), per verificarne l’educazione: pari a zero.
    Io sono stato bambino, ma quando ero ad una manifestazione pubblica stavo seduto e zitto vicino a mamma e papà, non spostavo sedie per la sala, mandando a quel paese chi osava dirmi di non farlo, non gridavo come un ossesso, non tiravo roba e non rompevo i coglioni.
    Eppure sono stato bambino anch’io: da non credere.
    E già allora qualcuno cominciava a fare un po’ di casino, ma nulla a questo livello.
    La vista di queste cose, assieme alle notizie felici di famiglie sterminate, mi fanno sperare di non aver a che fare con i bambini.
    E mi fanno capire che è molto illogico che una persona combatta per aver l’affidamento (o almeno qualche visita) del figlio, quando poi fa saltare per aria un appartamento o cerca di darsi fuoco al telegiornale della sera.
    Evidentemente i figli sono uno scopo della propria vita e non delle vite messe al mondo.
    Se non hai figli sei un fallito?
    Sti cazzi!

    Scusa Suz se ho ulteriormente peggiorato la tua immagine e ho dato risposte da flame, però il Natale mi rende così: incazzoso.
    Eppure la pubblicità Bauli l’avrò vista tre volte in tutto…

  • Suzukimaruti says:

    In verità io mi sono limitato a fare il classico post simpatico natalizio in cui me la prendo con la pubblicità melensa e retorica della Bauli e ci scherzo un po’ sopra a suon di iperboli in cui stigmatizzo l’uso strumentale dell’immagine dei bambini fatto dai media (e teoricamente la mia sarebbe una posizione a tutela dei bambini, oltre che del buon gusto).
    .
    Tutto il resto, perdonami Luca, è un po’ forzatello: da un mio post scherzoso a dire che detesto i bambini ce ne passa.
    (detto questo, come tipo di persona non sono uno di quelli che farebbe volentieri il maestro d’asilo o il capo scout, ma non sono nemmeno Erode).
    .
    Quello che scrive degra è firmato degra e pertiene a degra, piaccia o no. Dubito che le sue idee espresse su questo blog possano contribuire – mi sfugge come, tra l’altro – a peggiorare (ulteriormente) la mia immagine pubblica, anche perché è dura farla andare sotto zero.

  • Luca says:

    Suzuki, dai retta a me, dì 2 parole al tuo clone Degra, sembra che vi mettiate d’accordo, prima uno e poi l’altro e tra l’altro non fa altro che peggiorare la tua immagine, trovati qualcun altro di meglio che ti faccia da spalla.
    Comunque Degra il mondo va come la maggioranza assoluta delle famiglie normali italiane, con i bambini, hai presente no? anche tu lo sei stato, giusto? non ci sono solo quelli che danno fuoco, madonna mia cosa devo leggere ancora….

  • degra says:

    E come gira il mondo?
    Mariti che ammazzano le mogli o si danno fuoco al tg per avere l’affidamento dei figli, cosa illogica peraltro? O bambini iper viziati e maleducatissimi, che non sanno far altro che urlare e fare qualsiasi cosa (tanto sono bambini no?), in barba alle finte raccomandazioni e alle fintissime “minacce” di covnienza di genitori idioti che sanno tener buono un bambino solo con palate di euro (e nemmeno ci riescono sempre)?
    E poi ci si meraviglia se la natalità diminuisce…
    Purtroppo le uniche persone che dovrebbero avere figli sono quelle che hanno l’intelligenza di non farne, mentre il resto si vanta pure, se riesce ad avere una famiglia numerosa…

  • Suzukimaruti says:

    Mannò, dai, è che la Bauli renderebbe odiosi i bambini perfino a Maria Teresa!

    Cioè, è detestabile l’uso strumentale e iperglicemico che la pubblicità fa dei bambini, non i bambini stessi.

    Ma la mente malata che ha concepito l’idea dello spot (e la canzone) “A Natale puoi…” deve essere mandato in un campo di riabilitazione in Siberia, come minimo! 🙂

  • Luca says:

    Alé! Suzuki non sopporta i bambini, per lui una vita esclusivamente di iPhone, Windows, twitter, blackberry e tutte ste menate, chiamiamole poi col loro vero nome.
    Che tristezza Suzuki, ti auguro di capire come gira davvero il mondo.

  • felice bisonte says:

    si sta

    come a natale

    sull’albero

    le palle

  • Rhadamanth says:

    Buone Feste!
    😀

  • Cachorro Quente says:

    La sindrome di Randy Brooks mi spinge a divulgare compulsivamente quest’opera geniale: http://www.youtube.com/watch?v=yRfvSOuwM_4

  • degra says:

    penso proprio di soffrire della sindrome di erode.
    soprattutto dopo aver passato tre serate a seguire e fotografare recite natalizie varie, dove i bambini urlavano come ossessi e mi davano del lei (tra l’altro la cosa peggiore!)

  • regulus21 says:

    Io sono Sbirulino di Stoccolma. Abbi pietà di me, ma gli auguri DEVO farteli perché DEVO SEMBRARE buono.

    Cazzo!

  • Anche io soffro della sindrome di Brooks a quanto pare.

  • Annarella says:

    “Il settimo grado della scala Veltroni” e’ fantastico 😉

    La visione di “Nightmare before Christmas” e “Muppet’s Christmas Carol” in che categoria pone ?

    In ogni caso: Auguri 😀

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