Quel che penso del caso Luttazzi

December 10th, 2007 § 14 comments

Boh, passerò per infame ma non riesco ad appassionarmi alla questione Luttazzi e non riesco ad indignarmi, anzi.

Lo so, teoricamente la libertà d’espressione è un concetto assoluto e come tale va trattato. Quindi è giusto combattere per il diritto da parte di tutti di dire quello che vogliono, fatti salvi i principi di responsabilità, ecc. Cioè, “dì pure le cose più turpi, è un tuo diritto, ma sappine affrontare tutte le conseguenze”.

Però nel caso di Luttazzi a La7 sono in imbarazzo.
Il fatto è che se fossi stato il direttore della rete avrei pure io mandato a stendere Luttazzi per quel che ha detto (e lo avrei fatto, come ha fatto La7, DOPO, in modo tale da non censurare nessuno).
E non per lesa maestà nei confronti di Giuliano Ferrara o degli altri che ha menzionato, ma per la bruttezza, il livore e la mancanza di classe del quadretto immaginato. E lo dico da fan della primissima ora del comico romagnolo, per nulla imbarazzato dalle “parolacce” (giuro che mi leggo un paio di volte l’anno il Millelire di “101 cose da evitare ad un funerale” e rigorosamente rido per giorni come un bambino balengo).

Vuoi criticare l’orrido supporto supino della destra italiana all’inutile e sanguinaria (e masochista) guerra in Iraq?
Hai mille modi e francamente non ti manca il talento per farlo con uno stile incredibile, forse superiore a tutti gli altri comici che ci sono in giro, come hai sempre fatto.

Però se te ne esci con quello che hai detto l’altra sera in TV, significa che sei a corto di idee e ti vuoi solo sfogare/vendicare personalmente.
E vai mandato a casa non per quello che hai detto, ma per quello (di migliore) che non hai detto, perché evidentemente non ti è venuto in mente.

E se il barricadero incazzuso alla Sabina Guzzanti (che sui toni apocalittici ha fatto un intero film) ha la meglio sul grande comico che sei, tanto che ti mancano le idee, allora vai con lei a fare i film che schizzano veleno a 360 gradi.

Insomma, la mia contestazione a Luttazzi si basa su un parametro di qualità, non di lecchinismo politico.

Cioè, fossi stato Campo Dall’Orto (che per questioni lavorative mi sono trovato a stimare in più occasioni, by the way) avrei mandato legittimamente a stendere un comico che non riesce più a fare satira e si rifugia nell’insulto (peraltro tristanzuolo: un’immagine di pissing e shitting banale, piuttosto conservatrice e molto anni Settanta, con cui tuttalpiù dimentichi una riga sulla macchina, altro che gli orrori della guerra in Iraq) perché evidentemente è entrato anni fa nella modalità “vittima a priori” e non riesce più ad uscirne.
Magari non gli avrei fermato la trasmissione, ma sicuramente una pubblica reprimenda per la mancanza di idee l’avrei fatta girare, dopo averne fatta una in privato. Cioè, io direttore di rete ho tutto il diritto di pretendere qualità dai miei collaboratori. E Luttazzi poteva fare mooooolto di meglio, in quel frangente. 

Mi spiego meglio: se uno in tv fa una cosa sgradevole, schifosa, ecc. è ragionevole che venga rimosso dal video? Credo che qualsiasi persona dotata di buonsenso risponderebbe di sì.
E se lo fa un ex epurato da Berlusconi (per cui all’epoca mi indignai: adoravo la sua trasmissione con lo stacchetto di “Upside Down” di Diana Ross) la regola è valida lo stesso?

Cioè, se Luttazzi fa una cazzata o ha una caduta di stile è lecito farglielo notare e considerarlo responsabile di quanto ha fatto? O in quanto vittima sacrosanta di Berlusconi è immune e qualsiasi atto nei suoi confronti si configura come censura?

Non mi ricordo più chi – a proposito di Israele e della questione ebraica – parlava di “dittatura delle vittime” o qualcosa di simile. Cioè dell’arroganza di chi – dopo aver subito un torto enorme – si sente al di sopra di tutto e si considera intoccabile (e chi lo tocca, magari a ragione, è un nazista, antisemita, berlusconiano, ecc. a seconda dei casi).
Mi sa che questo è un caso da manuale di questa sindrome.

Aggiungerei anche che mi preoccupa leggere in giro per blog tanti post di indignazione per Luttazzi rimosso per questioni qualitative dal suo programma (notate bene: nè epurato politicamente, nè censurato, visto che tutto è regolarmente andato in onda, replichei incluse) e ben poco su cose che forse la meriterebbero di più (dal balcone di casa vedo giusto la Thyssen-Krupp, sì proprio quella).

L’ansia che ho è che il beppegrillismo imperante ci faccia perdere di vista un po’ di priorità. Quindi ci incazziamo di più per le sorti di un personaggio televisivo (vivo, in salute) che del fatto che nel 2007 ancora si muore (male) di lavoro, perfino nel “nord evoluto e che guarda all’Europa”. Fate voi.

§ 14 Responses to Quel che penso del caso Luttazzi"

  • Suzukimaruti says:

    Approfitto di quanto scrive il buon daiwojima (che mi trova peraltro d’accordo e ha citato Pasolini come intendevo fare nel post, ma poi ho evitato per non allungarlo troppo) per rispondere ad un po’ di commenti.
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    Il fatto è che o leggete male e non capite o – cosa più probabile – mi esprimo male io.
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    Vado per punti.
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    Primo: non sono affatto favorevole – e l’ho scritto – alla sospensione del programma di Luttazzi.
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    Secondo: non considero l’intervento di La7 un atto di censura, visto che la puntata è andata in onda, così come le sue repliche. Qualcuno ribalta la prospettiva dicendo che questo è una “colpa” del direttore di rete. Per me è un merito: si è concesso a Luttazzi di trasmettere nella sua piena autonomia e *dopo* gli si è detto che ha fatto qualcosa che la Rete considera spiacevole. Mi sembra un atteggiamento correttissimo.
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    Terzo: riguardo alla presunta violazione della libertà d’espressione (cosa che io contesto) mi pare che tutti dimentichiamo un dato e cioè che Luttazzi parla su La7, cioè una rete privata che – come tutte le libere imprese – ha precisi valori, parametri di qualità, sensibilità interne, ecc. e che ha diritto per contratto a ficcare il naso nella qualità di quello che trasmette. Sarebbe folle se non lo facesse.
    Cioè se domani il tizio che legge le previsioni del tempo su La7 lo fa ruttando, la rete ha tutto il diritto di prenderlo da parte e dirgli due paroline.
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    Quarto: e siamo proprio al punto chiave: è legittimo che una rete televisiva abbia suoi parametri di qualità, di decenza, ecc. (discutibili quanto vogliamo, magari non coincidenti coi nostri) e che decida liberamente di applicarli? Secondo me sì. E lo dico constatando che i parametri di decenza di La7 non coincidono coi miei (a me le “parolacce” non danno fastidio, anzi io consentirei anche la bestemmia in tv proprio in nome della libertà d’espressione).
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    Quinto: quanto detto sopra smentisce nei fatti (ma l’ho scritto nel post, boh forse ve lo siete perso) chi ha scritto che io sia tra quelli che si sono scandalizzati per cacca+pipì+sadomaso.
    Tutt’altro! Io sono incacchiato – in quanto fan – con Luttazzi per il fatto che ha preferito il livore e un’immagine triste (che non scandalizza nessuno se non qualche anima pia) ad una battuta fulminante, intelligente, che fa pensare.
    E qui ringrazio Daiwojima per aver menzionato Pasolini. Già, penso proprio a “Salò” e al suo “girone” della merda. Lì la violenza gratuita, il pugno in faccia delle immagini crudeli, ecc. erano grande arte e servivano a far toccare con mano (e con le pareti interne dello stomaco) l’orrore del fascismo, la sua perversione umana e ideologica, la barbarie di essere servi o padroni, ecc. E’ un film che violenta la mia sensibilità e mi inquieta solo a pensarci. Però *è arte* e di fatto il genio di Pasolini sta nell’usare il sesso, la merda, la violenza, ecc. in modo tale da dire qualcosa di nuovo e di forte su un tema come il fascismo. Cioè da vero intellettuale ha usato cose “disdicevoli” per fare e dire qualcosa di grande.
    Quindi a me va benissimo la merda, la coprolalia, le parolacce, ecc. Ma che servano. E Luttazzi non è Pasolini. E la sua uscita sulla scenetta sadomaso con pissing & shitting è roba da terza media rispetto a Salò. E non fa orrore quanto dovrebbe. E non fa ridere. Serve solo a lui a sfogarsi dei suoi scazzi (giustificatissimi, beninteso) col mondo e con la destra che all’epoca lo epurò.
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    Sesto: a chi mi critica la preoccupazione che la blogosfera stia dando più importanza all’affaire Luttazzi che a cose ben più gravi come i morti in acciaieria, beh l’invito è uno solo: farsi un giro in Rete.
    Lo so benissimo che esiste un’indignazione multitasking, per cui ci si incazza per Luttazzi e per i morti in acciaieria contemporaneamente. Però quando si tratta di esprimere l’indignazione, passare all’azione, ecc. chissà perché il caso Luttazzi straccia la questione dei morti sul lavoro. Andate su Blogbabel e date un’occhiata ai tag del momento e ve ne fate un’idea.
    Mi piacerebbe pensare che in verità tutti si stanno indignando col giusto grado di priorità e antepongono i morti sul lavoro alle bizze di un comico che ha fatto un’uscita non alla sua altezza e semplicemente sulla questione non hanno ritenuto utile scrivere nulla perché senza parole, ma so che non è vero.
    La mia teoria è che nella blogosfera – e temo anche nella società italiana – si va diffondendo un qualunquismo “grilliano” distruttivo e superficiale, per cui le sorti del comico di turno contano più di questioni che una volta avremmo considerato fondamentali. D’altronde la gente è disposta a scendere in piazza in trentamila per chiedere la riduzione dello stipendio dei parlamentari, ma quando si tratta di chiedere che nel 2007 non si muoia più di lavoro finisce che al corteo ci vanno poche persone.
    Ecco cosa succede: le nuove forme di impegno politico del 2007 sono pesantemente venate di un “minimalismo ingenuo” che mi spaventa un po’. E su quelle issues minori spadroneggeranno i soliti guitti arruffapopolo.
    .
    Settimo: a chi mi critica l’aver citato l’Olocausto nel ragionamento posso solo ribadire un invito pacato: rileggi. Parlavo di “dittatura delle vittime” e mi sembra assolutamente appropriato fare un parallelo tra una teoria e un fatto avvenuto. Non vedo dove stia il dolo o dove stia l’offesa, l’inadeguatezza, ecc.
    E proprio in nome della libertà d’espressione rivendico il diritto di parlare di quel che voglio nei modi in cui più mi aggrada (il “canale” è mio, in questo caso).
    E credo che l’atto censorio per cui uno arriva e dice “Vietato menzionare la Shoah!” ma poi attacca una rete che si è limitata a sospendere la trasmissione di un comico che potrebbe fare di meglio, sia emblematico della confusione politica che impera di questi tempi.

  • daiwojima says:

    Sintetizzo un post appena fatto sull’argomento:

    Alla fine questi comici finiscono sempre per scivolare sulla merda.

    Dubito però che sia la stessa per cui un Pasolini già cancellato
    fisicamente dalla faccia terra fu censurato in Italia per
    Salò. Le 120 giornate di Sodoma fino al dissequestro del 18 giugno 1977 e continua a
    esserlo trent’anni dopo in Svizzera proprio a causa dei pasti fecali,
    la cui rappresentazione grafica viola alcune norme della legislazione
    elvetica in tema di pornografia. D’altra parte bisogna forse domandare
    ai censori, ma anche ai censurati, è pornografia questa?

    Certo, Pasolini non è pornografico e chi lo taccia di ciò non è tanto
    dissimile da coloro i quali bruciavano i libri o emettono
    anatemi. Non so se Luttazzi sia più pornografico di certe scene tratte
    da reality show in cui, per esempio, intellettuali d’assalto
    insultano pesantemente i loro interlocutori, certo i responsabili di
    quei programmi, anche se pesantemente offesi loro stessi dal soggetto in questione,
    non si sognano nemmeno di censurare quei bei momenti
    televisivi, anzi.

    Dunque Luttazzi non è Pasolini e, tantomeno, non è Sgarbi.
    C’è chi in televisione può dire tutto, chi soltanto quello che è
    funzionale al proprio ruolo (anche quello di vittima sacrificale) e chi
    niente del tutto.

    Questa è la filosofia della merda (televisiva).

  • Dani says:

    Postilla: la seguente frase
    “Quindi ci incazziamo di più per le sorti di un personaggio televisivo (vivo, in salute) che del fatto che nel 2007 ancora si muore (male) di lavoro, perfino nel “nord evoluto e che guarda all’Europa”. Fate voi.”
    è orrenda, becera e populista. L’uscita stile “signora mia” che meno sopporto. Perchè dà per scontato che le persone siano delle specie di idioti che non possono incazzarsi per più di un argomento alla volta. Cioè, O sei incazzato per Luttazzi O sei incazzato per le morti sul lavoro. Mi riservo il diritto di essere incazzato per tutti gli argomenti che mi pare, da zero a infinito contemporaneamente, con diversa intensità.

  • Dani says:

    Ok. Allora licenziamo tutti quelli che – secondo un non ben definito metro di giudizio del tutto personale (di chi, non si sa) – in tv fanno cose “sgradevoli e schifose”. O anche che solo le dicono. O che le dicono per far ridere o almeno per provarci. O che le dicono per fare frasi a effetto.
    Li licenziamo tutti? Va bene.
    Poi però non si riparta a dire quanto è brutta la censura. Quanto è brutto limitare le libertà altrui. Quanto è brutto berlusconi che si offende perchè gli dicono che è un mafioso e allora scaccia tutti perchè lui, povero, s’è offeso.

  • Blutarsky says:

    D’accordissimo, soprattutto quando parli di “dittatura delle vittime”. Hai scritto un post meravigliosamente perfetto.

  • for those... says:

    Essenzialmente concordo con raccoss.
    è successo e sucederà ancora che un programma venga bloccato per la sua (non)qualità artistica ma di solito accade dopo la prima, max seconda puntata ed è sempre frutto di un flop di audience.
    Campo Dall’Orto sarà apprezzabilissimo ma ci ha messo 6 puntate ad accorgersi che Luttazzi è volgare e 5 giorni ad accorgersi che era stato offeso Ferrara? (E poi Ferrara viene giustamente insultato da tutti. Benigni gli da del ciccione ogni volta che parla eppure non l’ha epurato nessuno – per questo)
    La 7 è liberissima di dire che non le piace la produzione di un proprio collaboratore, ma il modo e la motivazione con cui è stato bloccato il programma, è un po’… “particolare”!
    Concordo però anche sul fatto che Luttazzi (che a me fa quasi sempre ridere) sia un piagnone che fa la vittima e spesso usa i suoi spettacoli per portare attacchi personali e ripicche ai suoi “nemici”.

  • Dani says:

    E ti pareva se Suz non era favorevole alla scacciata.

  • E peraltro qualcuno dice che le battute del buon Luttazzi non sono nemmeno così originali.

    Nella fattispecie della battuta sotto accusa, invece: mi ha fatto venire in mente un vecchio numero di Ratman ambientato in una scuola di fumetto. Qui l’insegnante di umorismo spiegava come l’effetto comico dato da parole come “cacca” fosse triviale e non certo raffinato. Il che è banale, ma verissimo, direi.

  • palmasco says:

    Hai ragione, la vicenda di Luttazzi è insignificante.
    Usare la Shoa in una riflessione del genere è inspiegabile e inaccettabile. Non c’è veramente nessun legame tra le due cose, ma proprio nessuno, per quanto si possa essere di parte.

    Resta il sapore di una volgarità molto alla moda, ma difficile da accettare lo stesso, di usare qualsiasi cosa, anche la tragedia del potere criminale, per dare un tono a pensieri insignificanti su insignificanti episodi.

    p.s. Capita spesso nella blogsfera che un disaccordo radicale come quello che esprimo qui, venga invitato ad astenersi dal commentare, a leggere altro, a passare avanti.
    Per me è più importante affermare che certi paragoni non sono accettabili.

  • enrico says:

    a me luttazzi ha sempre fatto ridere e molto.
    a me la battuta ha fatto ridere.

    poi,
    usare un immaginario e un linguaggio volutamente osceno (che parla di pupù e sesso, ecc.), è esso stesso un modo di criticare quello che qualcuno chiama “il pensiero dominante”.

    ovvero, in questo caso, il pensiero dominante è:
    – quello che è permesso dire e quello che non è permesso dire
    – e soprattutto l’imposizione di stili con cui dire le cose

    mi rattrista che ci si scandalizzi per il linguaggio di luttazzi… quando la vita di ogni giorno è, ovviamente, fatta di queste cose (pupù, sesso, ecc.).

  • vittorio says:

    mi trovo per la prima volta a commentare su queste pagine. innanzitutto stima per il tuo blog, e stima per la tua visione oggettiva del beppegrillismo, che condivido su tutta la linea.

    su luttazzi:
    concordo sul fatto che abbia sfruttato male l’occasione che gli hanno offerto. tuttavia ritengo che il motivo della chiusura della trasmissione sia stato in realtà ciò che avrebbe detto sabato 8: sembra, presentando una critica a ‘Spe salvi’, l’ultima enciclica del Papa. A mio avviso su La7, satira sul Papa, più o meno bonaria(tale è per me quella di Crozza) se ne è già fatta abbastanza, e forse i capoccia della rete hanno messo le mani avanti prima di sorbirsi un’altra sequela di ‘scomuniche’…

  • raccoss says:

    Grillo non si lamenta per il suo stato da epurato? Ma se è la sua “battuta” di apertura dei suoi spettacoli da dieci anni.
    .
    Comunque “vaffanculo” a tutti. Se lo dice grillo, vaffanculo non è una parolaccia.

  • raccoss says:

    1) Un direttore della rete dovrebbe essere sensibile solo a) agli ascolti e b) alle querele. Il primi c’erano e le seconde non sono mai arrivate: quindi non c’erano motivi per chiudere la trasmissione. Non mi risulta che nessun altro direttore di rete si sia mai autoeletto arbiter elegantie della televisione, questa è una prima assoluta.

    2) Tal dall’Orto oltre a non conoscere Luttazzi e le sue battute (già pronunciate in giro per teatri da qualche mese a questa parte), è ben addormentato o per lo meno distratto, visto che ha permesso che la trasmissione sia andata in onda anche in replica 5 giorni dopo la prima. E’ invece andato a bloccare Luttazzi direttamente in sala montaggio mentre montava l’ultima puntata. Strano vero?

  • a me luttazzi non ha mai fatto ridere. mai. e non penso che il problema sia la libertà di informazione o di espressione, quella è un’altra cosa. il signor luttazzi dovrebbe smetterla di piangere il morto in continuazione, assumersi le sue responsabilità e fare scelte precise. alla fine anche grillo non va in tv da una vita. ma non mi sembra che si lamenti troppo per la cosa…

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