O scegli me o scegli lei – sfogo politico con letterina finale

December 30th, 2007 § 29 comments

Ok, lo so che il titolo ricorda l’immortale brano dei Los Marineros a “Indietro tutta”, ma a mali estremi, estremi rimedi.

Il fatto è che ho un problema politico. Grosso. Immenso. Si chiama Binetti.

d il problema è talmente grave che, per ora, smetto di militare per il Partito Democratico e ora come ora non lo voto.

Di qui in poi il post prosegue per un numero fastidioso di caratteri. Proseguite la lettura solo se siete in vacanza e fuori piove o c’è nebbia. Ah, dimenticavo, il post è NSFC (not suitable for catholics).

Per proseguire, cliccate qui sotto.

Come avranno capito i pochi coraggiosi che hanno cercato di fare surf sullo tsunami di parole con cui periodicamente innaffio i post in cui (s)ragiono di politica, sono uno tra quelli “presi bene” dall’idea di fare il Partito Democratico.

L’idea, dicevo, mi piace: unire i vari riformismi, uscire dallo steccato di vecchie identità e cercare di mettere d’accordo idee e persone che, pur avendo storie e stili di vita diversi, alla fine vogliono le stesse cose, cioè un paese un po’ più dinamico, con meno privilegi, meno incrostazioni burocratiche e più giustizia in tutti i sensi.
Insomma, per la prima volta fare una vera casa comune tra riformisti veri e onesti. E non, come è capitato in passato con le varie “cosa 1” e “cosa 2”, dare una copia delle chiavi di casa nostra (di noi di sinistra) agli alleati, proponendogli di trasferirsi da noi.

E’ per quello che prendo a male parole quelli che – da sinistra – attaccano la puntina sul disco che fa “sì, ma il Partito Democratico non è più una cosa di sinistra…” e quelli che – dal centro – dicono “Ossignore, ci siamo spostati a sinistra, coi comunisti!”.
Il fatto è che in un panorama tristanzuolo e mediocre come l’elettorato italiano (e ciò che esprime, ma la colpa è prima di tutto della gente) e in uno scenario in cui il dibattito politico tra la ggggente è sospeso tra il “signora mia” e il “vi rompereeeemo il culo”, l’idea di costruire una cosa “terza” senza essere accusati a seconda dei casi di aver venduto il culo ai democristiani o ai comunisti è semplicemente puro wishful thinking.

Poiché facciamo una cosa del tutto nuova, ci sta pure che si perda un po’ di identità e che le vedute su alcuni temi di frontiera spesso non coincidano. Francamente è un rischio che vale la pena correre, vista l’opportunità e il beneficio che ne trarrebbe la politica italiana.
Insomma, io non mi nascondo il fatto che alleandosi con un pezzo di riformismo di centro, la sinistra responsabile si va a mettere in un mezzo guaio coi cattolici, ma si può fare. Tanto prima o poi si estinguono. Sono più (e più importanti) le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono.

D’altronde se l’obiettivo a lungo termine è fare un partitone che conti il 40% dell’elettorato e abbia un peso politico notevole, ci sta che candidi gente che non la pensa esattamente al millimetro come me, che già ho problemi a trovare gente che mi piaccia in un partito che prende solo il 16%.

Però, cazzarola, ci sono dei limiti. Non so capire bene dove sono di preciso, ma so capire quando li si supera. E la senatrice Binetti li ha superati. Tutti.

Mi spiego meglio. Per amore dell’unità io sono disposto ad avere nel PD anche gente che pensa – per fare un favore alla Chiesa – che sia giusto finanziare la scuola privata (io, in quanto liberale, sono contrarissimo e in quanto ateo, anticattolico, avversatore dell’insegnamento di tipo confessionale e nemico dei diplomifici a pagamento, ancora più contrario) o che, per andare dietro al Papa, è contraria ai DICO/PACS. Mi turo un po’ (tanto) il naso, ma capisco che possano esserci e non possiamo regalarli tutti alla barbarie destrorsa.

Però se un domani il PD mi candida Er Pecora, Hitler o Calderoli, lo scenario è ben diverso: non si tratta di gente che ha molti punti in contatto con me e *alcuni* punti di diversità ideologica e di stili di vita. No, sono persone di cui combatto tutto: le idee, lo stile, il linguaggio, ecc.

In un partito che si chiama “democratico” non può assolutamente stare uno che nega l’Olocausto. E infatti non c’è. E non può nemmeno starci uno che fa il solito trito razzismo contro i meridionali. E infatti non c’è. E non può starci un fan di Stalin, un monarchico o un supporter non pentito di Prima Linea o di Al Qaeda.

Ecco, non può starci nemmeno chi – come la Binetti – dichiara di considerare l’omosessualità una “malattia da curare” e vota contro ad una legge – su cui era stata posta la fiducia – che considerava reato punibile gli atti di omofobia. Si tratta di un’opinione talmente stupida, antiscientifica e assurdamente bigotta (ma esistono bigottismi non assurdi?) da essere quasi patetica nella sua mostruosità. Lo sanno perfino gli omofobi che non è così e tra l’altro questo non gli impedisce di odiare gli omosessuali.
E vorrei far notare che mi indigno pur non essendo uno di quelli che considera la “causa omosessuale” tra quelle centrali per il Paese (ciò non toglie che io continui ad essere favorevole al matrimonio tra omosessuali e all’adozione da parte di coppie gay, ma le considero battaglie meno importanti rispetto, per dire, al risanamento del deficit o alla lotta al precariato)

Ormai la questione Binetti è una comica e una tragedia al tempo stesso. Lo sanno perfino i muri che una così non può stare in un partito di centrosinistra o in un qualsiasi partito che si dichiari democratico (a parole teoricamente lo sarebbero tutti, inclusa Forza Italia) e dovrebbe limitarsi al (sempre più piccolo e disabitato) recinto maleodorante dell’estrema destra clerico-fascista, intendo quella extraparlamentare.

Fa semplicemente ridere vedere quanto sia fuori posto, incomprensibile, assurda, inspiegabile e aliena una figura così in un partito moderno, progressista, anti-razzista e intelligente. Cioè, ci sono persone a destra (anche molto più a destra, perfino tra gli impresentabili) che hanno visioni più progressiste e meno razziste di lei!

E fa piangere il fatto che – per quanto tutti noi ci affanniamo nel progettare un PD innovativo, “avanti”, ecc. – tutto crolla di fronte alla “questione Binetti” e ai cosiddetti “teo-dem”. Sopporto a fatica i “teo”, ma questa è tutto tranne che “dem”. Diciamolo con franchezza: è una razzista, del livello dei Borghezio, dei Calderoli, dei Prosperini, ecc. Solo che sa coniugare i verbi e non ha la bava alla bocca (sennò le si macchia il cilicio), quindi a noi superficialoni sembra più presentabile. 

Questa qui, oltre a disgustarmi e ad essere in palese contrasto con le fondamenta di un “partito democratico”, fa perdere credibilità al progetto del PD e fa perdere voti.

Perché una persona sana di mente non vota un partito che candida una nazista omofoba di quel genere lì. E un partito sano di mente non ammette tra i suoi iscritti una persona di quel genere lì, con quelle idee lì, con quella pericolosità politica lì (a momenti, a causa del suo mancato voto di fiducia sulla legge che, seguendo una direttiva europea, metteva fuori legge il razzismo omofobo, cascava il Governo).

Ovviamente è tutta colpa di Rutelli. Cicciobello, dopo aver flirtato per anni con la comunità ebraica, un mattino batte la testa e si sveglia cattolico, perché ha capito che se vuoi contare qualcosa nella politica italiana devi baciare qualche pila. E passi. Ma un bel giorno si presenta in casa con la Binetti e non contento la candida pure alle politiche nella Margherita e la fa eleggere. “Cavoli loro”, pensai all’epoca, visto che io votavo i DS. Mi sembrava un’operazione brutta a livello ideologico (una così sarebbe troppo perfino per Forza Nuova) e loffia dal punto di vista strategico, visto che è pura fantascienza sperare che, candidando una clerico-fascista, i clerico-fascisti inizino a votare il centrosinistra.

Ma ora sono cavoli miei, visto che la Binetti sta nel PD. E io non ho niente contro il PD, anzi l’idea mi piace, il segretario pure, ci milito e lo voterei senza problemi. 
Ad una condizione. Fuori la Binetti. Via dalle balle. Davvero, lo dico col cuore in mano e la dedizione alla causa di uno che ha preso la prima tessera a 14 anni e da allora non ha più smesso di militare; uno di quelli dello zoccolo duro, che alla fine ha fatto sempre il suo dovere di militante e di elettore, anche quando gli candidavano Rutelli, Livia Turco o facevano alleanze incomprensibili con gli estremisti No-Tav.

Fino a quando c’è la Binetti (ed eventualmente quelli come lei, ma credo siano sì e no in 3), il PD non è una cosa seria. E dio (che non esiste) solo sa quanto mi costa scriverlo.

Sì, perché tutte le cose belle teorizzate e scritte crollano di fronte alla pratica.
Cosa scriviamo a fare una carta dei valori e uno Statuto se poi li facciamo calpestare da gente come lei? Con che faccia ci poniamo come alternativa alla destra becera se poi candidiamo una come lei? Con quale credibilità presentiamo il PD come un partito moderno e laico se poi candidiamo una come lei, con le sue idee apertamente razziste (che nel resto d’Europa sarebbero considerabili reato)?

[modalità prepolitica]

Cavoli, io sono di sinistra perché, tra mille cose, voglio che i razzisti e il razzismo spariscano dalla faccia della terra, perché voglio che lo Stato sia laico e che le chiese di ogni genere smettano di dettare legge al di sopra dello Stato, perché voglio che la gente possa fare sotto le lenzuola tutto quello che preferisce, senza che nessuno si permetta di giudicare.

[/modalità prepolitica] 

Ecco, uso il blog a fini meramente personali e vanamente politici.

Letterina al Segretario.

Caro Veltroni o chi per lui.
Sappi che, per quanto vale, riguardo al PD pongo una condizione: o me o la Binetti.

Il mio voto puoi anche perdertelo (e sarò costretto a votare i radicali, se la smettono di fare gli ultras pro-Israele), ma non so se puoi perderti il voto di quelli come me, cioè i militanti nei secoli fedeli che finora non hanno mai mollato il “partito” in tutte le sue incarnazioni, anche quando facevate cazzate immani, tipo dare un posto di sottosegretario ad un missino come Misserville o candidare un ex AN monarchico (per di più monarchico in Italia, coi Savoia! Capito? I Savoia! S-A-V-O-I-A.) come Fisichella o candidare Livia Turco alle regionali in Piemonte (risultato: il minimo storico della Sinistra in regione). 

E guarda che se perdi il voto dei cretinetti fedelissimi come me, perdi anche tutta la fatica che facciamo ogni giorno per convincere l’elettorato potenziale a votare per il PD. E sappi che se molli l’elettorato di sinistra a se stesso, quello segue chi grida di più.

Li hai mai visti i ragazzini ad un corteo? Alla fine vanno tutti dietro al camioncino degli autonomi, perché c’è la musica a palla, le ragazze hanno un look più strappone e fanno i duri, nonostante dicano un sacco di stronzate. Ecco gli elettori fanno lo stesso, se non c’è qualcuno che li fa ragionare.

E se il mio voto è perdibile (per di più porto sfortuna: da quando voto abbiamo vinto solo 2 volte! Entrambe le volte male, peraltro), non so quanto lo sia quello dei tanti laici che magari non militano ma guardano i titoli dei giornali e – giustamente – non votano per un partito in cui c’è qualcuno che, mentre indossa un cilicio, pensa che i gay siano dei malati da curare.

E vorrei che ti rendessi conto che basta una sola persona sbagliata a mandare in vacca un partito intero. Sì, l’elettorato è superficiale, i media pure. Adeguati, cazzarola! L’immagine di questi tempi è tutto. E qui ci giochiamo l’immagine e pure la sostanza.  

Ci metti poco ad accompagnare la Binetti alla porta. Per di più, visto il cilicio, è abituata alle umiliazioni e ai patimenti e pensa pure di meritarseli un po’. Dai, è stata una mattana di Rutelli ma ora basta.

E non attaccarmi la solita pippa su “ma, i cattolici, ecc.”. I cattolici nel PD ci sono. E per quanto mi riguarda sono anche troppi e rompono fin troppo le balle, ma ci siamo alleati con loro, alcuni – come la Bindi – sono pure cool e bisogna conviverci bene.
Ma se non sai distinguere, per dire, tra Letta junior e la Binetti, cioè tra un moderno cattolico democratico e progressista e una razzista senza se e senza ma, allora smetti di fare politica e fai altro. O vai da un buon oculista, perché hai dei problemi.

Quindi, caro Walter, poche balle: sai bene anche tu che ci ride dietro mezza Italia per questa storia della Binetti nel centrosinistra. E’ come se domani Cossutta fosse improvvisamente candidato senatore per l’UDC e alla prima riunione in Vaticano iniziasse a gridare che la religione è l’oppio dei popoli.

Se sei segretario e hai preso una barca di voti (incluso il mio), allora conterai qualcosa.
Prendi Rutelli, spiegagli la questione (en passanti digli che prima o poi sarà il caso che si fermi nella sua deriva a destra) e fagli capire che va bene fare da specchietto per le allodole cattoliche, ma ci sono dei limiti di credibilità che sono stati ampiamente superati e che il bilancio-Binetti è molto negativo. Se va bene ha preso il voto di qualche suorina del suo giro che prima votava per Casini, ma in compenso ha fatto scappare via migliaia e migliaia di persone laiche ed intelligenti.

Sì, lo so pure io che nel PD ci sono i sette ottavi dei DS, meno la parte più stupida e antimoderna che alla fine è “confluita in Rifondazione” con il nome di Sinistra Democratica e che conta uno zerovirgola, ma non ti rendi conto che basta una Binetti qualsiasi a far sparire i Bersani, i Rodotà, ecc.?

Boh, Walter, fatti tu i conti e vedi se è il caso di continuare questa farsa imbarazzante e questo connubio impresentabile con miss-cilicio. Nel mentre, senza offesa, mi astengo dal militare e – in caso di elezioni (speriamo di no) – dal votare PD. E, te lo dico con franchezza, stai perdendo il voto di uno di quelli che, in condizioni normali, sarebbe affogato nella nave che affonda ma non avrebbe mai abbandonato la causa. Il giorno che ti limiterai a far notare che in un partito democratico ci possono stare solo quelli che hanno idee democratiche e accompagnerai alla porta tutti quelli che hanno idee diverse, il tuo karma migliorerà enormemente e mi sa perfino le tue sorti elettorali.

Sempre speranzoso che tu mi dia retta (o al limite smetta di tifare per la juve), ti porgo i miei saluti militanti.

Suzukimaruti

§ 29 Responses to O scegli me o scegli lei – sfogo politico con letterina finale"

  • Suzukimaruti says:

    Demis, vado per punti e parto dal fondo.
    Vero, un partito non è fatto di singole personalità outstanding, ma di (tante) persone.
    Quindi gli apparati di partito fatti col bilancino alla PCI (“Larizza per gli operai, Odifreddi per i laici, la Binetti per i clericofascisti, Grillini per i gay, Livia Turco per le donne, ecc.”) non tradiscono il fatto che la realtà di partito è migliore di certi suoi vertici e probabilmente è più amalgamata e omogenea di quanto lo possano essere loro.
    Concordo. Ma c’è un “però”.
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    Il “però” è che la Binetti è troppo. Una così, per quanto mi riguarda, è fuori dal sistema democratico e la considero portatrice di odio e di idee pericolose tanto quanto i fascisti (quelli veri). Una così non deve nemmeno avvicinarsi ad una sezione (si chiamano ancora così?) del PD e in un paese civile sarebbe in carcere per istigazione all’odio razziale.
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    Prova a vederla così: domani Roberto Fiore, il capo di Forza Nuova, aderisce al PD e propone di discriminare gli omosessuali e “curarli” in appositi centri.
    Ha senso ignorare questa cosa in nome di, come suggerisci, “un linguaggio che sappia parlare al credente come al non credente, all’etero come al gay”?
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    Il discorso che fa tu (che riassumo malamente con un “molliamo le menate ideologiche e mettiamoci a fare politica, quella vera”) ha tantissimo senso ed è la base del PD: culture diverse che si incontrano e fanno cose insieme.
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    Però devono essere culture conciliabili. Fino a dove ci spingiamo nell’ecumenismo del PD? (che, ripeto, è cosa buona e giusta, ma DEVE avere dei confini).
    Oppure in nome del “fare politico” accettiamo tutti?
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    Credo che il limite sia facilmente individuabile: quattro valori in croce, come la democrazia, l’uguaglianza, la nonviolenza, la scienza (sono anni che lo dico: mettiamo la Scienza tra i valori!), ecc. e una cosa banale tipo la Costituzione. Chi sta fuori dal recinto di questi valori anche solo per un millimetro sta fuori dal PD e se si avvicina lo prendiamo a gavettoni (e sceglie Odifreddi con cosa riempirli).
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    E la Binetti è fuori da molti di questi valori, visto che ha un pensiero antiscientifico (pensa che i gay siano dei malati e che le “lobby gay” abbiano cancellato questa fondamentale verità *di fede*, visto che la scienza non è ancora riuscita a dimostrarlo), ha un pensiero discriminatorio (verso i gay) che ha tradotto in atti (ha bocciato una legge che mette fuori legge la discriminazione verso gli omosessuali) e non rispetta la laicità dello Stato e delle sue istituzioni.
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    Insomma, tra il “fare politico” insieme ai credenti (che purtroppo esistono e dobbiamo averci a che fare) e il “fare politico” con una nazista c’è una bella differenza.
    E un partito serio DEVE mandare via quella brutta persona. Ovvio che non lo può fare adesso (la stronza non si dimetterebbe certo da parlamentare), visto che farebbe cadere il Governo. Ma alla prima occasione, via, raus, fuori!
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    Va fermata, la Binetti (se dio esistesse e fosse buono, la fulminerebbe seduta stante e al suo posto subentrerebbe chi la seguiva in lista).
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    Riguardo Israele, Palestina, gay, ecc. c’è sempre il solito equivoco. Sì, in Israele gli Israeliani hanno tirato su una splendida democrazia in cui – come è giusto e naturale – anche i gay sono liberi di vivere senza discriminazioni.
    Peccato che il loro senso di democrazia finisca al primo check-point. Di lì in poi tirano fuori il peggiore imperialismo, il fascismo del nuovo millennio e una discriminazione razziale unita ad un vero e proprio massacro etnico che va avanti da anni in parallelo alla schiavizzazione di un popolo e di una nazione.
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    La gara qui non è tra chi è più “internamente” democratico. Ma è tra il dare la libertà ad un popolo e ad un paese (che attualmente è nel Terzo Mondo, con tutte le ricadute politiche del caso: dittature, corruzione, arruffapopolo, terrorismo, ignoranza, ecc.) e vedere sparire dalla faccia della terra le ultime odiose colonie, che sono un fossile di odio del secolo passato.
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    Ecco perché ho difficoltà ad avvicinarmi ai Radicali italiani, perché per anni hanno flirtato con la politica israeliana e addirittura vorrebbero portare Israele nell’Unione Europea (entrano loro, esco io, ma grazie al cielo la Francia – che alla fine continua ad essere il baluardo della democrazia in Europa – si opporrà per sempre).
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    Poiché sono un democratico che che pensa che Israele per la sua politica di occupazione e di massacro etnico di uno stato confinante dovrebbe subire sanzioni internazionali mostruose, un embargo che la metta in ginocchio e – una volta arresasi e ritiratasi dalla Palestina – rinunciare per 50 anni ad un esercito e accettare per un paio di decenni una massiccia presenza di caschi blu dell’ONU che vigilino sul rispetto dei diritti umani in loco, capisci che posso apprezzare molte battaglie radicali solo a distanza.
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    Ma la mia speranza che i Radicali si sveglino e – visto che parlano sempre di diritti umani – inizino a capire che Israele è uno dei più grandi violatori di diritti umani al mondo. E lottino, come sarebbe giusto e civile facessero tutti, per 2 popoli, 2 stati. Disarmati.

  • Demis says:

    Scusami Suz -e scusate tutti per la divagazione in tema…Ma mi ha incuriosito la sfumatura sui radicali un po’troppo pro Israele e allora cerco di dare il mio contributo ad una discussione interessante, quale è quella ospitata in queste pagine.
    A me risultano due cose:
    1. Che in diversi stati a cultura araba/musulmana,l’omosessualità sia punita o con la morte o duramente repressa. Un amico egiziano -mi manca la conferma sul posto- mi diceva che l’andazzo da loro è quello di considerarla come…una malattia sociale da curare;
    2. Che di fatto molti omosessuali palestinesi, potendolo fare, si siano rifugiati in Israele, perché in Palestina -la martoriata Palestina, l’oppressa Palestina- vige una barbara oppressione nei confronti dei gay, anche se non sfocia ufficialmente nella condanna a morte.
    Di certo la Binetti non è musulmana,né la sharia coincide con le posizioni del cattolicesimo, però certamente emerge forte il fatto che i temi “eticamente sensibili” (termine orribile) lo sono non solo per una fetta di popolazione italiana di matrice cattolica, ma lo sono e lo saranno sempre di più per la crescente parte di popolazione che proviene da altre aree culturali e alle quali deve sapersi rivolgere un soggetto politico credibile.
    Un soggetto politico NON è credibile se, in nome di una sverniciata di finto pluralismo che non coinvolge nessuno,nemmeno più emotiamente, intruppa gli Odifreddi per dare il contentino ai liberal finti intellettuali con le Binetti per far fremere ancora qualche ultranovantenne più papale del papa, mentre, di fatto, non riesce a proporre un linguaggio comune -magari basato sulla semplicità del fare- veramente politico e che sappia parlare al credente come al non credente, all’etero o al gay.Almeno per me questo è il significato di laicità (che poi è il significato etimologico).
    A me dà l’aria che, talvolta, ci siano uomini/bandiera che vengono presi e poi messi nel cassetto all’occorrenza, per farli assurgere a caprio espiatorio del malfunzionamento di un sogno che, trasformato in realtà, dimostra tutti i suoi limiti. E, in fondo, se è così, è completamente privo di senso rispettare gli ordini di scuderia del partito, anche se fanno a pugni con le proprie convinzioni (in fondo c’è anche una sorta di irrazionale clericalismo del laico…stra-laico),come pure, per una sola persona, buttare via tutto quel che di positivo, “insieme”, per citare WV, si può fare.
    Ciao! Demis
    E forza Ferrari!

  • Suzukimaruti says:

    Arnaldo: tra il fatto che gli stupidi antimoderni della Sinistra Arcobaleno vogliano fare Rodotà il loro portabandiera e il fatto che Rodotà lo voglia davvero, c’è di mezzo il mare.
    .
    I socialisti sono altra cosa e si stanno distinguendo per la loro intransigenza laica, che mi trova assolutamente d’accordo. E per di più stanno fuori dalla sinistra estrema.
    Patisco un po’ la loro classe dirigente (soprattutto al Sud continuo a vedere facce da PSI craxiano).
    .
    Infatti se non potrò votare PD, con buona probabilità voterò per dei radicali civili, se restano nel centrosinistra (con lo stesso spirito per cui voterei i lib-dem in UK e non i neo-labour). Dipende molto dal collegio. Ma di che mi preoccupo: per le politiche non si vota prima del 2011, per quell’epoca avrò già aderito a Forza Nuova o qualcosa di simile. 🙂

  • Arnaldo says:

    Piccola nota: Mi sa che Rodotà è già andato con “la parte più stupida e antimoderna”, tanto che qualcuno vuole farne anche il “capo”. Finora ci sono state emorragie solo a sinistra. E come soluzione di sinistra non c’è solo la cosa rossa, ma anche i socialisti. Che – nonostane il garofano e quello che tutti sanno – mi sembra si battano proprio per quello che chiedi. Tipo far pagare l’ICI alla Chiesa. Hanno presentato l’emendamento all’ultima finanziaria, il PD ha votato contro (non solo la Binetti), e la cosa rossa s’è astenuta.

  • Sir Drake says:

    Anche io sono stato fedele nei secoli: dalla Fgci, al Pci, al Pds, ai Ds, al Pd.
    Ho condiviso tutte le scelte, ho messo da parte i sentimenti per dare spazio alla ragione.
    Ho messo nel cassetto la bandiera rossa con la falce e martello, perchè ho sempre creduto nella ricchezza delle diversità e nella possibilità di riunirle in un grande partito democratico.
    Mi ritrovo in tutto il tuo percorso (anche perchè è stato esattamente lo stesso) e anche nelle conclusioni.
    Mi stavo preoccupando perchè – per la prima volta – ho visto crollare le mie certezze, i miei punti di riferimento.
    Mi consola, anche se non mi fa soffrire di meno, il fatto di non essere solo.
    Non credo che voterò mai i radicali (anche se in passato fui tentato dalla “doppia tessera”), ma con questo Pd, fatico proprio a trovare qualche punto d’incontro.
    Che brutto momento!

  • Sauro says:

    Ti ringrazio per la risposta. Effettivamente è un discorso lungo e complesso, ma per me parecchio affascinante. Io sono uno di quelli che tutt’oggi anela all’anarchia, perchè la ritiene il più giusto dei modi di vivere in società, ma ancora non riesce a disfarsi delle comodità del “vivere dentro il sistema borghese” (sto semplificando di brutto, eh? E parlando in terza persona, cosa che mi inquieta non poco). Diciamo che sono molto combattuto e mi sto guardando intorno, affamato di imput sul tema.

  • Yoshi says:

    “Insomma, io sono un fottutissimo liberal di sinistra, che si trova benissimo in un sistema capitalista e che magari predica uno Stato più leggero, meno ficcanaso e soprattutto meno burocratico e in generale auspica che tutti i “centri d’emissione di etiche” (le chiese, i partiti, le tradizioni culturali, ecc.) facciano un passo indietro e stiano SOTTO lo Stato e non si permettano di dettare legge. Ecco, forse della mia fascinazione anarchica adolescenziale mi è rimasto solo un profondo sentimento antireligioso, tradotto in irridente militanza quotidiana.”

    cavolo, inizi a starmi simpatico:) ok, ci sono ancora molte cose da smussare, ma confido che col tempo tu ti possa ravvedere. prossimo passo: leggere “for a new liberty” per una salutare
    shock and awe 🙂
    http://en.wikipedia.org/wiki/For_a_New_Liberty:_The_Libertarian_Manifesto

  • Suzukimaruti says:

    Sauro: in effetti l’argomento è spessissimo e richiederebbe pagine e pagine, anche perché è uno dei miei temi preferiti, che negli anni ho percorso in lungo e in largo. Provo a buttare lì due o tre macro-idee (tagliate con l’accetta) che se vuoi poi dettagliamo altrove e altroquando.
    .
    Diciamo che la scelta anarchica riguarda la vita tutta e comprende, nei limiti del possibile, per sua stessa definizione un rifiuto totale di compromissione col “potere” così com’è e con le sue strutture (la burocrazia, il mercato, il sistema partitico, ecc.). Insomma, la classica contestazione allo “stato di cose”.
    .
    Capirai che è una scelta di vita che prevede pesanti rinunce e una dedizione totale alla militanza e alla coerenza con le proprie idee.
    Cosa di per sè molto poetica e molto ottocentesca (ed estremamente affascinante: lo dico da ex makhnovista dai 16 ai 18 anni).
    .
    Quindi quando vedo sedicenti anarchici con la partita IVA o che lavorano nel marketing o che fanno i commercianti (!) o che sono cattolici (!!!), ecc. mi scappa da ridere.
    .
    Cioè, fare gli anarchici veri e propri significa vivere completamente in autogestione, possibilmente – per la serie “nè servi nè padroni” campare del proprio lavoro diretto (non a caso i pochi “duri e puri” vivono in comuni agricole in cui buona parte dell’autostentamento arriva da agricoltura e allevamento), limitare al minimo i rapporti col potere (e i pochi averli conflittuali), essere realmente anti-autoritari e militare contro lo sfruttamento economico, religioso, politico, ecc.
    .
    A stretta norma bakuniniana, poi, gli anarchici dovrebbero essere pure federalisti, libertari, comunitari, ma questo in molti se lo sono dimenticati (salvo la FAI).
    .
    Poi va da sè che sono davvero pochi gli anarchici che possono interpretare in senso talebano il proprio stile di vita (per dire, il “capo” degli anarchici a Torino ha aperto un locale, ha la partita IVA, ecc.), ma la triste verità è che il 90% degli autodefiniti anarchici che incontro sono persone che (per ignoranza, per stupidità, ecc.) non vanno a votare alle elezioni e sperano di edulcorare il loro status con una definizione che – mi spiace dirlo – non possono permettersi perché l’anarchia è una cosa seria.
    .
    Io non potrei mai essere anarchico, pur avendo un mood irriverente un naturale odio per le gerarchie, le forme autoritarie di qualsiasi genere e la burocrazia.
    Il fatto è che sono uno che si trova benissimo nella cultura di mercato (e che magari milita per fissarne alcuni limiti etici: non sono esattamente una bestia), adora le automobili (potenti, lussuose, magari SUV), i gadget high-tech, lavora nel marketing, ha la partita IVA e in generale è “democraticamente” edonista.
    Insomma, io sono un fottutissimo liberal di sinistra, che si trova benissimo in un sistema capitalista e che magari predica uno Stato più leggero, meno ficcanaso e soprattutto meno burocratico e in generale auspica che tutti i “centri d’emissione di etiche” (le chiese, i partiti, le tradizioni culturali, ecc.) facciano un passo indietro e stiano SOTTO lo Stato e non si permettano di dettare legge. Ecco, forse della mia fascinazione anarchica adolescenziale mi è rimasto solo un profondo sentimento antireligioso, tradotto in irridente militanza quotidiana.

  • Pappafico says:

    Giusto, certa gente deve stare fuori dalle balle. Sei democratica? allora devi imparare a tuarti il naso quando si tratta di votare i provvedimenti che non condividi appieno.
    Basta con la Binetti, Rossi, Turigliatto, Bordon, Dini ed altri cazzari che hanno lo 0,000000% e pretendono, con il ricatto, di comandare.
    Mi auguro che Veltroni si sia scritto chi non deve essere ricandidato alle prossime elezioni.
    A proposito, l’eminente prof. Fisichella? Ce lo ricordiamo?

  • Suzukimaruti says:

    Tutti: un momento, leggo con dispiacere che in tanti state facendo l’errore che pavento, cioè che il casus-Binetti sia la scusa per demolire il progetto PD che è – lo ripeto – la cosa di gran lunga migliore che c’è in Italia dal punto di vista politico.
    .
    Quindi no, non la penso come i tanti di voi che non si fidano a priori di un partito “da fare” (e non ne hanno partecipato alla costituzione, facendo la stupidaggine di rinunciare ad incidere sulla sua formazione, per esempio non andando a votare alle Primarie).
    .
    E’ che a mio giudizio quella è un’ottica sbagliata. State a casa a fare i cavoli vostri e aspettate che i partiti nascano a vostra immagine e somiglianza e poi fate gli schizzinosi. Io mi permetto di criticare in itinere il PD poiché ho partecipato alla sua costituzione, ho visto come è composto e so che la Binetti lì è fuori posto ed è una mostruosità.
    .
    La mia è una critica precisa e circostanziata *AD UN SINGOLO ASPETTO (importantissimo, ci mancherebbe)* ma non una critica di sistema all’idea di PD, che considero fondamentale per la politica tutta (e se vi sfugge la sua importanza, continuate pure a votare partitini dallo 0,7% che vivono di ricatti e di piccolo cabotaggio politico: io voglio il PD anche perché è ora di diserbare i “cespugli” sotto al 10%, quelli che piacciono tanto al popolo immaturo e perdente della sinistra italiana).
    .
    Ho fatto una critica precisa e ho posto una questione dirimente (cioè che nel PD non entrino persone che hanno pensieri nazisti: non mi sembra di chiedere la luna), ma non adotto certo il qualunquismo distruttivo con la puzza sotto il naso che circola per la blogosfera.
    .
    Quindi rifiuto tutti i vostri “ve l’avevo detto io!”, perché a mio giudizio continuano ad essere sbagliati, visto che il 90% degli avvertimenti era contro l’idea di PD.

  • Sauro says:

    Capisco che l’argomento è vasto e potresti non avere voglia di affrontarlo qui ed ora, ma mi interesserebbe sapere quali sono, secondo te, le scelte da compiere e seguire per potersi definire anarchici oggi. A scanso di equivoci, affermo che questa domanda è fatta senza nessun intento provocatorio e/o sarcastico. Mi interesserebbe proprio capire il tuo punto di vista.

  • gommaweb says:

    Caro Suz… Ho letto tutto e sono d’accordo. Capisci ora quando ti spiegavo che del pd non mi fidavo e che volevo fatti e non parole? ho smesso di ascoltare i buonismi di ualter da anniormai. fatti cazzo! e non binetti! cia’

  • Luca says:

    Non l’hai scritto ma è la logica conseguenza di quello che hai scritto anche se non ce la fai ancora a fartene una ragione:
    no binetty no party

  • Yoshi says:

    vabbeh, io invece considero “la questione omosessuale” fondamentale per l’italia perchè tocca tutta una serie di questioni collegate tra loro (vedi la spagna che ci mangia in testa sotto tutti i punti di vista, e là sì che c’è un “precariato” pesante). per quanto riguarda pannella…io lo amo e lo odio, però tendo più verso quest’ultimo sentimento e francamente non riesco a capire perchè la rnp il giorno dopo le elezioni non abbia rotto i coglioni seriamente per entrare nella costituente del pd, anche perchè ormai penso sia assodato che i radicali di pannella hanno scelto il csx (le ultime parole famose…)

  • Suzukimaruti says:

    un po’ di risposte:
    .
    Alessio: a me dell’adesione al partito socialista europeo non può fregare di meno, anche perché è palese che se facciamo una cosa “terza” non siamo socialisti europei. Cioè, io spero che il PD diventi come i liberaldemocratici in UK (attualmente il partito che voterei, se fossi inglese).
    .
    Yoshi: beh, no, non è per moralismo comunista mascherato: è una mera questione di priorità. E francamente il matrimonio tra gay, per quanto auspicabile, è meno urgente di altre cose (come la legge sul conflitto d’interessi, la riforma elettorale, la riduzione del deficit, ecc.). Conta che mi sono sempre considerato vicino ai radicali (e ho militato per anni nel CORA).
    .
    Detta tutta, io pensavo che i radicali si sarebbero sciolti nel PD, che teoricamente dovrebbe avere su molte cose idee coincidenti col PR. Riguardo a Pannella himself, io ce l’ho ancora con lui per i flirt con Berlusconi (anche elettorali) nel 2001, quindi in quanto inaffidabile (e un po’ sclerato) è ragionevole che stia fuori.
    Anzi, credo che il movimento radicale in Italia farebbe un bel po’ di passi in avanti se il “signor Hood” andasse in pensione e la smettesse di trasformare il partito nella sua piccola patria.
    .
    Dario Salvelli: io reputo l’Anarchia una cosa molto seria, oltre che una scelta di vita non banale e non facile da fare, perché comporta sacrifici, massima coerenza, ecc. E per dirsi anarchici non basta non votare (cosa che considero un’infamia: con la destra che c’è in Italia e con un sistema bipolare, per uno di sinistra non votare è come votare a destra), ma fare tutta una serie di scelte non compromissorie che è davvero difficile sostenere. Insomma, salvo pochi “duri e puri” a Carrara e dintorni (quasi tutti ultrasettantenni), vedo ben pochi anarchici veri in giro.
    .
    Luca: attenzione non ho affatto scritto che il PD “non sta nè in cielo nè in terra”. Il PD è un progetto splendido ed è la novità più promettente dello scenario politico italiano, con come segretario il politico più moderno e “sveglio” degli ultimi vent’anni (peccato che sia paraculissimo, ma nessuno è perfetto).
    Insomma, il fatto che una cosa bella come il PD stia facendosi rovinare dalla Binetti non è un argomento a detrimento del PD. Lo è della Binetti.

  • mario says:

    Era ora che te ne accorgessi, ma ti sei accorto anche che il vero problema è Rutelli, è lui che punta a ricreare la DC ed è destinato a “sposarsi”, prima o poi, non solo con la Binetti ma anche con Casini, Buttiglione ecc. ecc., e quando lo farà Veltroni rimarrà con un pugno di mosche in mano ed una credibilità politica dissolta.

  • Luca says:

    C’è sto Degra che sta lì tutto il giorno ad aspettare che finisci un post per scriverci il primo commento. E’ ossessionato. Chissà cosa pensa la Binetti.
    Comunque bel post questa volta, ce n’è voluta parecchia ma finalmente avete capito che sto PD non sta né in cielo né in terra, mi chiedo se bisognasse aspettare le uscite della ciliciosa. O state coi comunisti o coi cattocomunisti, le 2 razze pegiori della politica.
    Molto bene, vi vedo molto bene.

  • raccoss says:

    Dovessi votare oggi…
    .
    Io il mio post antibinetti l’ho fatto un po’ di tempo fa.

  • Livia says:

    Tra l’altro non capisco perché una persona omosessuale (che secondo la Binetti dovrebbe considerarsi “malata”) meriti di essere offesa e denigrata proprio IN QUANTO malata.

    E’ un concetto che non afferro. Dunque secondo la Binetti anche un pazzo potrebbe essere offeso impunemente, così come una persona con una qualsiasi malattia.

    Interessante. Molto cattolico. Molto ipocrita.

  • Ricorda, anche Gesù cacciò i mercanti dal tempio. Alla fine la Binetti verrà cacciata e il PD potrà vantarsi di essere un partito che non vuole certa gente.
    Non sarebbe stato altrettanto credibile se avesse detto, non c’e’ perchè non l’ho voluta.
    Sai come la penso, cioè che non mi posso certo definire di sinistra, però sono per le persone, perchè abbiano qualcosa in cui riconoscersi e leggere che qualcuno, in questo caso tu, viene a perdere certi riferimenti, in ogni caso mi dispiace.
    Un’ultima cosa:
    Non è vero che Dio non esiste, è solo che è di destra e a quelli di sinistra questa cosa gli rode. 😀

  • Matteo says:

    Come Diego, anche io cattolico e sono sostanzialmente d’accordo con tutti voi sull’incompatibilità della Binetti con il PD. invito tutti però a non far vincere la Binetti mettendoci noi fuori dal partito, ma piuttosto stando dentro al fine di buttare fuori lei. Uso le parole di francesco costa (francescocosta.net)

    “Queste parole piuttosto nette confermano quel che penso a proposito della senatrice Binetti. Finita l’avventura di questa sciagurata legislatura (si spera dopo aver approvato una legge elettorale decente e senza essere passati da un governo Dini), la ciliciomunita si volatilizzerà verso la Cosa Bianca prima che Veltroni o una qualsiasi primaria possano sonoramente trombarla.
    Oggi – per rispondere a quanti se lo chiedono – la presenza di Paola Binetti nel Partito Democratico (la cui responsabilità è di Francesco Rutelli) fa certamente perdere voti al Partito Democratico. La sua espulsione dal Partito Democratico però farebbe certamente cadere il governo, e un nuovo parlamento eletto con questa legge elettorale sarebbe costretto a sottostare ai ricatti di mille altre Binetti. Chi ha un minimo a cuore l’interesse del paese non ha dubbi su quale sia il male minore. Gli altri hanno un po’ più a cuore i loro, di interessi

  • Gio says:

    un altro voto in meno.

  • Ormai sono anarchico: non voterei neanche più Radicali perchè anche lì spesso si sconfina nel “buffonismo”. Ecco si, questo si che in Italia sarebbe un probabile partito allargato che va da destra a sinistra. Suz, non ti sei stancato di parlare di politica e di querelle fini a se stesse (Binetti e tante altre discusse qui sul blog?)?

  • D says:

    …se vogliamo dirla tutta anche avere tra le proprie file la Binetti significa accogliere qualcuno che è a favore dell’olocausto: il primo sterminio di massa degli ebrei è stato perpetrato dalla Chiesa in Spagna nel “glorioso” periodo dell’Ufficio della “Santa” Inquisizione.

    Anche io preferisco la sinistra perché credo in uno Stato fatto di persone e non da burattini che non devono pensare a niente se non andare in chiesa e produrre per poi spendere denaro (guidati per la manina in tutto…)

    Non credo nel PD nè nel suo segretario, non vedo questa confluenza di idee e riformismi, vedo un allontanamento dalla Sinistra e dalla laicità, vedo un ritorno al passato ed insieme a Casini e soci possono ricreare davvero la Democrazia Cristiana. Anzi, ti ci metto pure quello schifo di Berlusconi toh! I contatti in fondo ci sono stati, farebbe comodo a tutti e due per mole di voti.

    Non prenderla come un attacco, sono le sensazioni ed i pensieri diversi che ognuno ha. Sono d’accordo per molti motivi con te ma vedo questa cosa, forse, con spirito più disincantato. Poi, se ci mettiamo a farne una questione di chi ha ragione, tutti abbiamo ragione poiché tutti abbiamo i nostri motivi. Anche questo è il bello della democrazia…

    Comunque, ti do ragione quando dici che bisogna anche chiudere un occhio su qualcosina per portare avanti insieme idee comuni, in fondo questo significa apertura e rispetto.

    Devo dire, però, che continuare ad avere a Sinistra Rutelli, cambiafaccia in preda ad una visione mistica con la Binetti che gli si struscia goduriosa addosso frustandosi è davvero SADOMASOCHISMO.

    E’ stato troppo divertente il confronto tra la “suora” in questione ed i leghisti “sputabava”: grande.

    Ciao

  • Diego says:

    Ho letto con interesse tutto il post e aggiungo anche la mia firma alla letterina di fine anno a Veltroni.

    Sono un cattolico personalmente d’accordo con diverse istanze portate avanti dalla componente “cattolica” del Pd, ma sono anche profondamente convinto che la laicità dello Stato sia un principio imprenscindibile per una democrazia compiuta, soprattutto in una società sempre più eterogenea come la nostra.

    Non mi è mai piaciuto chi pensa di essere il depositario della Verità che, per compito divino, deve imporre agli altri. Penso che chi fa politica debba guardare al bene pubblico, che parte dal rispetto delle convinzioni dell’altro.

    Pretendere di estendere per legge alla collettività convinzioni morali personali mi è sempre sembrato un atto di arroganza che a poco a che fare con la democrazia. Figuriamoci con un partito che ha nel nome stesso la qualifica di “democratico”.

  • Yoshi says:

    “ciò non toglie che io continui ad essere favorevole al matrimonio tra omosessuali e all’adozione da parte di coppie gay, ma le considero battaglie meno importanti rispetto, per dire, al risanamento del deficit o alla lotta al precariato”

    ehhh, mi sembra che questo ragionamento sia in continuità con il pensiero comunista che considerava il divorzio roba da borghesi eh…

    cmq, non per fare il solito radicale, però per me è emblematico che nel pd vada bene la binetti e pannella no. cioè, se dentro il pd ci fosse anche una componente radicale (radicale, non comunista) io ci potrei persino fare un pensierino per il mio voto

  • Roberto says:

    E sta pure nella Commissione che deve redigere la Carta dei Valori del PD insieme ad Odifreddi: vorrei sapere come possa uscire una Carta dei Valori con personaggi tanto distanti. Io spero che la Binetti venga cacciata almeno da quella commissione altrimenti chissà che Pd ci ritroviamo, lei non se ne andrà mai perchè il suo intento, come quelli di tutti i moderni teodem, è quello di infiltrarsi in tutti i partiti per combattere con la politica le cosiddette loby laiche, come quella, citata da lei, degli omosessuali che avrebbero fatto in modo che l’omosessualità non fosse più riconosciuta come malattia…stiamo messi bene.

  • alessio says:

    Mi stupisce che tu te ne accorga solo adesso. Durante la corsa accelerata che ha portato alla nascita del Partito Democratico avevo messo, personalmente, due paletti: la presenza della Binetti (non personalizziamo, diciamo dei “TeoDem”) e l’adesione del nuovo partito al Partito Socialista Europeo. Questi erano punti di riferimento per me, e credo di averli anche espressi al congresso di sezione dei DS dove naturalmente non c’era nessuno che mettesse in dubbio la linea del segretario (io ho votato per la mozione 3 con Mauro Zani, voti alla mozione 1: 96%)

    Da allora la cosa non ha fatto che peggiorare, e certo non aiuta avere come segretario un sindaco di Roma che da un decennio stringe patti con cardinali assortiti.

    Mi stupisce però chi si stupisce.

  • degra says:

    A parte il fatto che il comma antiomofobia non c’entrava un cazzo con il decreto sicurezza ed era scritto in modo sbagliato grazie ai soliti pirla (apposta?), per il resto hai più che ragione!
    Un partito che abbia la Binetti e l’aggettivo democratico, è un ossimoro.
    Tutte le idee possono essere manifestate, per me anche il negazionismo dell’olocausto ci sta (ognuno ha le proprie convinzioni sbagliate), ma non devono essere imposte al resto del partito con i soliti veti.
    Ci ricordiamo benissimo tutti che per espressioni simili Buttiglione è stato cacciato a calci in culo dall'”esamino” per diventare commissario europeo, facendoci fare una bella figura…

    (per di più porto sfortuna: da quando voto abbiamo vinto solo 2 volte! Entrambe le volte male, peraltro)

    vedila così: da quando voti tu il centrosinistra ha vinto le uniche due volte, per ora.
    Non è già meglio? 😀

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