Luttazzi 2.0 – riprendiamo il dibattito da qui

December 10th, 2007 § 37 comments

Riprendo qui un lungo commento che ho fatto al mio post precedente. Mi sono accorto che è più lungo del post e a modo suo è un post, quindi lo ribadisco qui così la discussione riprende in modo più ordinato.

Ecco il commento.

Approfitto di quanto scrive il buon daiwojima (che mi trova peraltro d’accordo e ha citato Pasolini come intendevo fare nel post, ma poi ho evitato per non allungarlo troppo) per rispondere ad un po’ di commenti.
.
Il fatto è che o leggete male e non capite o – cosa più probabile – mi esprimo male io.

Vado per punti.

Primo: non sono affatto favorevole – e l’ho scritto – alla sospensione del programma di Luttazzi.

Secondo: non considero l’intervento di La7 un atto di censura, visto che la puntata è andata in onda, così come le sue repliche. Qualcuno ribalta la prospettiva dicendo che questo è una “colpa” del direttore di rete. Per me è un merito: si è concesso a Luttazzi di trasmettere nella sua piena autonomia e *dopo* gli si è detto che ha fatto qualcosa che la Rete considera spiacevole. Mi sembra un atteggiamento correttissimo.

Terzo: riguardo alla presunta violazione della libertà d’espressione (cosa che io contesto) mi pare che tutti dimentichiamo un dato e cioè che Luttazzi parla su La7, cioè una rete privata che – come tutte le libere imprese – ha precisi valori, parametri di qualità, sensibilità interne, ecc. e che ha diritto per contratto a ficcare il naso nella qualità di quello che trasmette. Sarebbe folle se non lo facesse.
Cioè se domani il tizio che legge le previsioni del tempo su La7 lo fa ruttando, la rete ha tutto il diritto di prenderlo da parte e dirgli due paroline.

Quarto: e siamo proprio al punto chiave: è legittimo che una rete televisiva abbia suoi parametri di qualità, di decenza, ecc. (discutibili quanto vogliamo, magari non coincidenti coi nostri) e che decida liberamente di applicarli? Secondo me sì. E lo dico constatando che i parametri di decenza di La7 non coincidono coi miei (a me le “parolacce” non danno fastidio, anzi io consentirei anche la bestemmia in tv proprio in nome della libertà d’espressione).

Quinto: quanto detto sopra smentisce nei fatti (ma l’ho scritto nel post, boh forse ve lo siete perso) chi ha scritto che io sia tra quelli che si sono scandalizzati per cacca+pipì+sadomaso.
Tutt’altro! Io sono incacchiato – in quanto fan – con Luttazzi per il fatto che ha preferito il livore e un’immagine triste (che non scandalizza nessuno se non qualche anima pia) ad una battuta fulminante, intelligente, che fa pensare.
E qui ringrazio Daiwojima per aver menzionato Pasolini. Già, penso proprio a “Salò” e al suo “girone” della merda. Lì la violenza gratuita, il pugno in faccia delle immagini crudeli, ecc. erano grande arte e servivano a far toccare con mano (e con le pareti interne dello stomaco) l’orrore del fascismo, la sua perversione umana e ideologica, la barbarie di essere servi o padroni, ecc. E’ un film che violenta la mia sensibilità e mi inquieta solo a pensarci. Però *è arte* e di fatto il genio di Pasolini sta nell’usare il sesso, la merda, la violenza, ecc. in modo tale da dire qualcosa di nuovo e di forte su un tema come il fascismo. Cioè da vero intellettuale ha usato cose “disdicevoli” per fare e dire qualcosa di grande.
Quindi a me va benissimo la merda, la coprolalia, le parolacce, ecc. Ma che servano. E Luttazzi non è Pasolini. E la sua uscita sulla scenetta sadomaso con pissing & shitting è roba da terza media rispetto a Salò. E non fa orrore quanto dovrebbe. E non fa ridere. Serve solo a lui a sfogarsi dei suoi scazzi (giustificatissimi, beninteso) col mondo e con la destra che all’epoca lo epurò.

Sesto: a chi mi critica la preoccupazione che la blogosfera stia dando più importanza all’affaire Luttazzi che a cose ben più gravi come i morti in acciaieria, beh l’invito è uno solo: farsi un giro in Rete.
Lo so benissimo che esiste un’indignazione multitasking, per cui ci si incazza per Luttazzi e per i morti in acciaieria contemporaneamente. Però quando si tratta di esprimere l’indignazione, passare all’azione, ecc. chissà perché il caso Luttazzi straccia la questione dei morti sul lavoro. Andate su Blogbabel e date un’occhiata ai tag del momento e ve ne fate un’idea.
Mi piacerebbe pensare che in verità tutti si stanno indignando col giusto grado di priorità e antepongono i morti sul lavoro alle bizze di un comico che ha fatto un’uscita non alla sua altezza e semplicemente sulla questione non hanno ritenuto utile scrivere nulla perché senza parole, ma so che non è vero.
La mia teoria è che nella blogosfera – e temo anche nella società italiana – si va diffondendo un qualunquismo “grilliano” distruttivo e superficiale, per cui le sorti del comico di turno contano più di questioni che una volta avremmo considerato fondamentali. D’altronde la gente è disposta a scendere in piazza in trentamila per chiedere la riduzione dello stipendio dei parlamentari, ma quando si tratta di chiedere che nel 2007 non si muoia più di lavoro finisce che al corteo ci vanno poche persone.
Ecco cosa succede: le nuove forme di impegno politico del 2007 sono pesantemente venate di un “minimalismo ingenuo” che mi spaventa un po’. E su quelle issues minori spadroneggeranno i soliti guitti arruffapopolo.

Settimo: a chi mi critica l’aver citato l’Olocausto nel ragionamento posso solo ribadire un invito pacato: rileggi. Parlavo di “dittatura delle vittime” e mi sembra assolutamente appropriato fare un parallelo tra una teoria e un fatto avvenuto. Non vedo dove stia il dolo o dove stia l’offesa, l’inadeguatezza, ecc.
E proprio in nome della libertà d’espressione rivendico il diritto di parlare di quel che voglio nei modi in cui più mi aggrada (il “canale” è mio, in questo caso).
E credo che l’atto censorio per cui uno arriva e dice “Vietato menzionare la Shoah!” ma poi attacca una rete che si è limitata a sospendere la trasmissione di un comico che potrebbe fare di meglio, sia emblematico della confusione politica che impera di questi tempi.

§ 37 Responses to Luttazzi 2.0 – riprendiamo il dibattito da qui"

  • Sensibilità? Impresa privata?
    Questa è CENSURA!
    Esempio: a me il Bagaglino fa CAGARE. Senza bisogno di censure o ritorsioni fisiche, ho una possibilità semplice, anzi due.
    Cambiare canale, non andare ai loro spettacoli.
    Libertà, vero?

  • Suzukimaruti says:

    bah, è dietrologia poco credibile.

  • FABIO says:

    Cito dall’intervista a Luttazzi pubblicata su http://www.danieleluttazzi.it

    La motivazione ufficiale della sospensione del tuo programma è quella di aver insultato Giuliano Ferrara. Qual è la tua versione?
    Non mi piacciono le dietrologie, ma può darsi che la ragione non sia tanto la battuta su Ferrara ma il monologo sull’enciclica del Papa. Come mi ha detto Dario Fo: quando si tocca la Chiesa è lì che cominciano i guai.

    Altri motivi che secondo te possono aver spinto alla chiusura?
    Io dico cose precise sulla realtà italiana. Il mio è un pensiero eterodosso rispetto a quello unico che sta imperando: quello che sposa la filosofia del precariato di massa e la logica della guerra. Siamo in tanti a pensarlo ma non abbiamo accesso ai mezzi di comunicazione di massa importanti come la televisione. Possiamo farlo nei nostri blog o a teatro ma quando riesci a raggiungere il pubblico e il programma ha successo ecco che viene chiuso. Paradosso che mi è stato fatto notare da un giornalista della stessa “La7”. “Era già successo”, mi ha detto. “Un programma raggiunge un picco di audience e poi per un motivo strano viene interrotto”. Davvero strano, no?

  • Suzukimaruti says:

    ma va là: in quel caso non lo avrebbero chiamato a trasmettere in tv, no?

  • FABIO says:

    La trappola in cui sono cascati tanti è credere che Luttazzi sia stato cacciato per la volgarità, mentre è stato cacciato perché scomodo.
    Le notizie che faceva passare facendo satira sono tollerate finché sono scritte su un blog o su un libro, non quando vengono ascoltate da 2-3 milioni.
    Le puntate di Decameron rimarranno nella mia memoria personale, quindi invio un grazie a Massimo Giacon.

  • for those... says:

    stamattina su radiopopolare ho sentito una battuta che mi ha fatto tanto ridere (simple minds, simple pleasures!):
    “fare il PD con la Binetti è come andare in discoteca con Komeini. Poi non lamentarti se hai passato una serata di merda.”

  • Filippo says:

    Per essere precisi, qui le proposte.

  • Filippo says:

    niente di piu’ facile, Suzuki. iMille si stanno battendo per far accettare le unita’ virtuali (basate sul web) a fianco delle unita’ territoriali nel PD. Il tuo desiderio sulla Binetti, fidati e’ comune.

  • Suzukimaruti says:

    beh, dai, andato via Adinolfi mi pare che iMille siano una delle cose migliori del PD, no? (e no, la Binetti non ci sarebbe entrata ne iMille. E prego ogni giorno Manitù affinché non entri nel PD. Anzi, lotterò per IMPEDIRE che una clericofascista omofoba come la Binetti entri in qualcosa diverso dal PNF)

  • OT:
    …beh che dire, ci penseranno iMille a proteggerci da ogni tipo di censura..magari con altre proposte o consigli della Binetti in versione democratica.
    Se non ti interessano queste lagne inutili non leggerle, no?

  • Filippo says:

    mmmmm, qua ci sono tutti gli elementi per un nuovo tormentone nazionale dopo Perugia e Garlasco, ma stvolta tutto in rete. Spero che non comincino a fiorire campi interi di esamine, disamine e congetture sulle motivazioni della “censura” e sui poteri forti (ma celati) che l’hanno voluta, con conseguenti analisi e controanalisi di tutte le parti in causa per i mesi a venire. Sperem.

  • Fasuto says:

    Naturalmente sottoscrivo ogni riga dell’intervento di Massimo Giacon. Poi mi scuso con Suzuki per il tono livoroso di alcune parti del mio primo commento: è ovvio che esistano diverse posizioni fra chi apprezza stile e contenuti di Luttazzi. C’è chi predilige il primo periodo della sua produzione, chi la sua presenza a “Mai dire gol”, chi il periodo dopo “Satyricon”, chi tutto… tu hai tutto il diritto di dirti deluso per una battuta che definisci troppo al di sotto delle possibilità di Daniele. OK! Chiariamo però alcune cosette. Rimanendo ai miei commenti, io non ho parlato di censura politica né moralistica, ma di censura tout court. Non mi interessa andare a ipotizzare scenari da intrigo internazionale, con il Papa (“che è un sant’uomo”), o Berlusconi, o D’Alema e Fassino, o la dirigenza Telecom, o quella Mediaset, o anche il solo Ferrara o la Santanchè o magari tutti insieme, che ordinano a Dall’Orto di sospendere “Decameron”. Guardo ai fatti. Quando parlo di censura, parlo di censura delle cinque puntate restanti di “Decameron”, che nessuno potrà vedere in TV. Così come in un qualsiasi libro di “storia della televisione” italiana si definisce “censura” l’esclusione di Dario Fo e Franca Rame da Canzonissima ’62. Proviamo un po’ a ricostruire lo svolgimento dei fatti, ovviamente per quanto ne sappiamo. Sabato 1, ore 23,30, va in onda la puntata incriminata di Luttazzi. Consegnata mezz’ora prima della messa in onda (come previsto da contratto), cosa che impedisce evidentemente qualsiasi censura preventiva: al massimo potevano interrompere la trasmissione. Ma nessuno interviene. Non c’è nessun comunicato da parte di La7 (nemmeno di complimenti per gli ascolti del programma, peraltro). Se fosse stata in vigore la regola interna di cui ipotizzi l’esistenza (ma che in RAI non mi pare applichino, visto che all’epoca di “Satyricon” Vespa, pur dichiarandosi diffamato da Luttazzi, non mi sembra che abbia ottenuto la chiusura immediata del programma) sarebbe entrato un azione un qualche organismo “di controllo” interno all’azienda, e nel giro di pochissimo Luttazzi sarebbe stato avvertito a dovere. Invece passano i giorni, e si arriva alla replica di giovedì 6, sempre ore 23,30. Forse, ipotizzo io, Dall’Orto guarda questa puntata e trova che qualcosa non va. Il pomeriggio del giorno dopo, senza essersi consultato con Ferrara, né con nessun altro (lo ha dichiarato lui stesso) manda un SMS a Luttazzi in cui comunica la sospensione del programma. A richiesta di Luttazzi, gli spiega via mail quello che non gli è andato del programma. A mezzanotte fra venerdì 7 e sabato 8 viene diffuso alle agenzie il comunicato sulla sospensione del programma, accompagnato da giudizi pesanti sull’operato di Luttazzi che fanno capire subito che il programma non riprenderà più. I contenuti web vengono immediatamente cancellati (perché, se Luttazzi si dichiarava ancora fiducioso in un chiarimento con Dall’Orto?). Come fece all’epoca di “Satyricon”, quando venne sospeso per una settimana dopo l’intervista a Travaglio (ed ho sbagliato, in questo caso, a aprlare di “censura”), Luttazzi continua a montare la sesta puntata: se “Decameron” è “solo” sospeso, questa potrebbe sempre essere trasmessa in futuro, dopo un mese o, che so, anche un anno. Ma gli viene fisicamente impedito (con minacce che La7 non ha ancora smentito, a quanto ne so) di montare il programma, e gli viene detto che il girato in questione sarà distrutto, eventualità che spinge Luttazzi alla denuncia ed al sequestro delle registrazioni. Considerato le modalità quantomeno anomale della sospensione – divenuta soppressione de facto, e aggiungendo che è stata impedita la comunicazione della notizia nel TG di La7 (perché?), io mi sento pienamente autorizzato a parlare di censura. Non ci sono prove dell’esistenza di una regola interna “anti-diffamazione” che comporti l’automatica chiusura di un programma, né Dall’Orto né Ferrara vi hanno fatto menzione, e mi pare che il codice di autoregolamentazione di La7 si concentri sulla fascia 7,30-22,30. A settembre, Daniele mi disse che, di fronte ai dirigenti di La7 che spingevano affinché iniziasse il programma per ottobre, aveva chiesto precise garanzie contrattuali. Mi auguro che le abbia avute (il programma è iniziato con un mese di ritardo sul previsto, quindi propendo per il sì) e che coi soldi ottenuti possa autoprodursi. Temo che le porte della TV generalista, finché rimarrà in vigore il maxi-trust (RAI+Mediaset+quelli che raccolgono le briciole di Mediaset) attivo dalla metà degli anni ’80, rimarranno sempre chiuse per lui, ed è un vero peccato per un autore che è riuscito ad andare oltre i format (mentre proprio ieri la Ventura ha dichiarato di sognare “uno show alla Lettermann” – e con lei siamo a quota cinquanta o giù di lì) ed a realizzare un compendio avanzato di tutte le proprie esperienze passate (monologo+cortometraggio+notiziario+intervista…) con “Decameron”. Ciao e scusate ancora la lunghezza spropositata del mio commento (si vede che la faccenda mi sta a cuore?).

  • Alfonso says:

    Buon pomeriggio,
    sono un utente qualsiasi della rete, della tv, della telefonia ecc. Non so nulla di specifico circa il luttazziàme se non quello che diceva il sito di la7. Beh, il comunicato è in stile “censura”. La frase che ha tradito Luttazzi (esattamente come quella “precedente” sull'”Italia di merda”) è un palese capro espiatorio, il riferimento a Ferrara è esplicito, nel comunicato. Al di là della liceità dell’intervento, nonché delle qualità del “satiro”. Il fatto di aver mandato in onda la puntata per poi sospendere il programma sarà anzi un po’ sospetto, ma non cambia assolutamente l’approccio della rete.
    Peraltro, ma questa è una mia opinione, su Ferrara non ha detto praticamente niente di diverso rispetto ai suoi colleghi comici quando lo prendono in giro. Anzi, a voler essere didascalici l’ha solo messo dentro a una vasca.

  • Ciao Suz,
    siccome avevo già preparato il post, se avrai voglia di leggerlo, qui ho scritto cosa penso io, rispondendo anche a voi.
    Fate i bravi 🙂

  • Massimo Giacon says:

    Buongiorno,
    sono Massimo Giacon, e sono uno dei collaboratori di Luttazzi alla trasmissione n. 6, quella sull’encilclica papale etc…
    Credo che lo stesso Daniele abbia ampiamente comunicato che Ferrara e la sua battuta (che piaccia o meno), non c’entrano nulla con la sospensione del programma. Non mi sembra stia facendo molto vittimismo, la sua vita futura sarà fatta di teatri pieni e di buone vendite librarie, per non parlare della penale che dovrà pagare La7 per la chiusura di Decameron.
    Il problema è un’altro: con la scusa del buon gusto per quanto tempo dovremo accettare di farci fare da balia di un sistema che ci considera dei bambocci incapaci di decidere da soli se una cosa ci piace o no? Se allo spettatore non piace una cosa (soprattutto in un canale privato) ha un mezzo molto efficace e semplice per farla pagare al comico in questione (non guardare quel programma). Mi rendo conto di dire una banalità, ma in fondo tutto si riduce a questo, senza tirare in ballo Pasolini ,de Sade e magari anche Rabelais.
    La recente dissociazione dell’emittente la7 da Decameron consente a tutti di inaugurare un nuovo trend.
    I proprietari di teatri denunciano Daniele Luttazzi per l’abuso di libertà a lui concessagli da parte del pavimento del tatro e dell’atmosfera interna al teatro stesso.
    La Feltrinelli denuncia Luttazzi per l’abuso di libertà concessagli da parte degli scaffali delle librerie, dove il suo libro (contenente la famosa battuta su Ferrara), si può leggere di nascosto e senza alcun controllo preventivo.
    I fogli di carta bianca denunciano Daniele Luttazzi per l’abuso di libertà concessagli per l’utilizzo del loro spazio vergine e innocente.
    la mamma di Daniele luttazzi denuncia Daniele Luttazzi per l’abuso della libertà concessagli per l’utilizzo del cervello e della lingua (forniti come optional sin dal momento della nascita).

  • raccoss says:

    Hai poi ragione: non c’è censura.
    .
    L’interesse nasce dalla curiosità per una vicenda con un po’ di mistero (le domande: perchè questi modi bruschi? chi ha deciso? se non è stato Ferrara, chi ha chiesto il blocco di luttazzi?).
    .
    Il livore nasce dalla delusione di scoprire che neppure La7 è una televisione libera ma deve sottostare a qualcuno o qualcosa (rif. domande al punto precedente)

  • raccoss says:

    Ed è altrettanto naturale (magari non condivisibile) che la rete cancelli tutto il materiale online riguardante Decameron, incluse le puntate precedenti, visto che c’è una probabile querela di mezzo.

    .
    No, non è naturale. Primo perchè non c’è nessuna querela di mezzo che è improbabile a sentire Ferrara (l’unico che può farla).
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    E anche se ci fosse censura sarebbe normale sequestrare (e non cancellare, visto che sono prove) soltanto la puntata incriminata.

  • Suzukimaruti says:

    Non sono certo qui per difendere La7, visto che il mio post verteva su altro (ma continuo a non riuscire a farmi capire: è palese che ormai la discussione politica o para-politica è questione di scazzi fra tifoserie e se non ci si schiera subito con una delle due opposte fazioni sono cazzi…).
    .
    Però è naturale che lo scazzo tra Luttazzi e La7 abbia preso pieghe, appunto, da scazzo.
    Censura? No, no, no e no! Questa è una questione logica: i contenuti “incriminati” non solo sono andati in onda, ma sono anche stati regolarmente replicati.
    .
    Tutto il resto, ora che il rapporto tra La7 e Luttazzi si è concluso, rientra nelle beghe tra due litiganti e non mi riguarda (e comunque attenderei la presenza di pareri di entrambe le parti prima di gridare al lupo). Ma mi sembra ovvio che La7 – se ha tagliato i ponti con Luttazzi – gli impedisca di trasmettere: non capisco dove sia il problema, visto che è una naturale conseguenza della scelta fatta (che, ripeto, non condivido). Ed è altrettanto naturale (magari non condivisibile) che la rete cancelli tutto il materiale online riguardante Decameron, incluse le puntate precedenti, visto che c’è una probabile querela di mezzo.
    .
    Non so in che mondo vivano molti di voi, ma mi sembra che si stia facendo dell’allarmismo ingiustificato su cose che sono assolutamente preventivabili e ovvie.
    .
    Quel che so è che nessuno mi ha impedito di assistere alla scorsa puntata di Decameron, quindi censure zero. Semplicemente una rete ha licenziato un suo dipendente, risolvendone il contratto, perché evidentemente ha violato qualche regola interna.
    .
    Avessero voluto epurare Luttazzi non lo avrebbero chiamato a trasmettere da loro: non ci va un genio per capirlo.
    E poiché la rete non ha battuto ciglio di fronte a battute politicamente pesantissime e ad altre tremila “parolacce” dette da Luttazzi nelle puntate precedenti è ovvio che il problema non è una censura politica o moralistica ma la violazione di qualche regola interna (magari quella che dice “fai quel che vuoi ma ti è vietato diffamare i colleghi di rete – e Ferrara lo è) che, volendo, possiamo mettere in discussione, ma è – appunto – interna. Roba tra La7 e i suoi dipendenti. E se Luttazzi ha firmato un contratto, per quanto ne so ha deciso di sottostarvi.
    .
    Quindi se vogliamo possiamo scrivere (di nuovo, non era l’oggetto del mio post ma tanto parlate tutti di questo ugualmente) che La7 è antipatica/stronza/infame coi suoi dipendenti (ognuno sceglie l’aggettivo che preferisce). Ma non possiamo certo dire che sono dei censori politici. E giuro che mi piacerebbe dirlo, ma non è questo il caso.

  • Fasuto says:

    Per Mondo: mi aspettavo un commento del genere. Vedi, io ho scritto “Prova ne è il fatto che emissari dell’emittente abbiano cercato, sabato scorso, di cancellare il girato passato e futuro di “Decameron” e, molto probabilmente, ci siano riusciti oggi”. In due hanno denunciato la tentata aggressione di sabato: Luttazzi e la regista del programma Franza Di Rosa. Da allora non hanno più avuto accesso alla sala di montaggio del programma, ma uno dei funzionari ha comunicato loro che avrebbero cancellato il girato di “Decameron”. Dopo che Marco Travaglio ha denunciato la cosa, durante il programma di Crozza (eh sì, cosa mi tocca guardare adesso per farmi quattro risate ^__^), la direzione di La7 ha affidato a Crozza la smentita della “avvenuta cancellazione del girato di Decameron”. Non hanno smetito la tentata aggressione e quindi, ne converrai, è piuttosto probabile che sia avvenuta – oppure anche le smentite, come le sospensioni di programmi, le fanno con una settimana di ritardo?
    Luttazzi aveva ipotizzato che ieri mattina (lunedì) alle 10, alla riapertura degli studi, i funzionari di cui sopra (o altri) avrebbero messo in atto quanto minacciato ma, grazie alla sua denuncia ai Carabinieri, questi hanno eseguito il sequestro preventivo dei filmati, che (per il momento) sono al sicuro. Che sollievo! Io avevo detto “molto probabilmente” perchè sono, di natura, pessimista ed ho visto come la direzione di La7 ha cancellato, in pochi minuti, ogni traccia di “Decameron” (a parte il loro comunicato stampa) dal sito della rete (alle ore 00,10 lancio di agenzia, all’una non c’era più niente). Resta il fatto che le modalità complessive della soppressione del programma (lapidarietà della comunicazione + carattere definitivo della sanzione + motivazioni della stessa + rimozione della notizia dello stop a Decameron dal TG di La7 (denunciata dal CdR) + “scaramucce” in sala di montaggio ecc.) mi portano ad usare la parola censura. D’altronde, e qui chiudo (per il momento…) perchè La7 ha rimosso dal sito tutti i filmati delle 4 puntate precedenti, che nessun dirigente aveva (ufficialmente) criticato, se il casus belli era solo quello della 5a puntata? Bye!

  • Sìsì, per carità, Pasolini è stato un grande, e il film in questione ha tutto il pregio della crudezza non fine a sé stessa.
    Vorrei però ricordare al gentile pubblico che il regista ha riadattato il racconto di de Sade «Salò o le 120 giornate di Sodoma»; sicché, il grande è stato il divin Marchese, dopotutto.

    Giusto una precisazione per difendere il lavoro di uno dei più grandi scrittori-filosofi naturalisti, così sottostimato e liquidato come pornografo.

    Mi rendo conto che è nota di poco valore rispetto al nocciolo dell’articolo, ma mi piaceva che questo aspetto non venisse totalmente trascurato.

  • miss welby says:

    ma guarda, non è poi questo gran casino, non è la fine del mondo.

    vengo a trovarti per proporre di controlinkarci, se vuoi. ciao

  • Annarella says:

    @hobo: anche per me e’ stato piu’ istruttivo parlare con uno che nelle fonderie c’ha lavorato. Ma non e’ che se ne abbia sempre uno sottomano

  • Mondo says:

    Ottimo, mezzo commento è stato tagliato, ho usato simboli che non potevo usare…
    Dopo “il fatto che” ci va “emissari dell’emittente abbiano cercato, sabato scorso, di cancellare il girato passato e futuro di “Decameron””.
    Scusate.

  • Mondo says:

    Premessa: la frase che segue è indipendente dal mio pensiero in materia Luttazzi / censura / etc etc.

    Tutti citano come argomento (o addirittura prova) a favore della censura il fatto che > e altri fatti riguardanti modalità di comunicazione della sospensione. Però finora nessuno a parte Luttazzi ha confermato tutto ciò; prove un po’ deboli direi.

  • hobo says:

    “D’altronde la gente è disposta a scendere in piazza in trentamila per chiedere la riduzione dello stipendio dei parlamentari, ma quando si tratta di chiedere che nel 2007 non si muoia più di lavoro finisce che al corteo ci vanno poche persone”.
    .
    Veramente oggi in piazza a Torino c’erano almeno 30.000 persone. Per me è stato molto più istruttivo sentire quello che raccontano gli operai della Thyssen-Krupp che leggere madamina Gramellini, in ogni caso.

    [e lo so che è non c’entra nulla, e che son storie del secolo scorso, però a me pensare che l’acciaieria dell’incidente ha dei legami – fossero anche solo simbolici – con quei Krupp lì, quelli che costruirono i cannoni tedeschi nella prima guerra mondiale, che finanziarono abbondantemente Hitler, che usarono i prigionieri di guerra e gli internati dei lager come lavoratori/schiavi, beh, mi fa venire i brividi – suggestione, solo suggestione]

  • Cachorro Quente says:

    Volevo intervenire anch’io, ma mi accontento di sottoscrivere ogni parola detta da Fausto.

  • Annarella says:

    Vorrei intervenire sulla questioni dei morti della Thyssen. Se oggi dovessi scrivere qualcosa sulla questione, penso che mi limiterei a dire “prendete i dirigenti e mandateli in miniera”. E’ un argomento di cui si fa molta fatica a scrivere e discutere. Un po’ per la morte orrenda, un po’ perche’ dopo aver letto Gramellini sul tema, non penso si possa scrivere nulla di piu’.

    .

  • Fasuto says:

    Avevo preparato un lungo commento al tuo post precedente, ma visto che hai chiarito un poco le tue posizioni sul caso Luttazzi, butto via tutto e semplifico.
    Premetto che seguo (pur senza commentare) il tuo blog da tempo, che ho condiviso la tua analisi sul “grillismo” e che sono un militante di quella cosa che si chiama PD.
    Andiamo per punti.
    Primo: bravo. Effetivamente, l’hai scritto.
    Secondo: quello di La7 è un atto di censura, altrochè. Prova ne è il fatto che emissari dell’emittente abbiano cercato, sabato scorso, di cancellare il girato passato e futuro di “Decameron” e, molto probabilmente, ci siano riusciti oggi. Quanto alla correttezza, Dall’Orto ha comunicato la sospensione-cancellazione del programma a Luttazzi non con, che so, una convocazione d’urgenza nel suo ufficio, ma con un SMS. Che stile, che uomo! Ma forse stava solo mettendo a frutto la sua tariffa TIM.
    Terzo: peccato che Dall’Orto abbia venduto agli inserzionisti pubblicitari (golosi di pubblico giovane-e-colto-e-pure-disinibito) la favola che La7, prima TV in Italia, avrebbe concesso a Luttazzi di portare in TV, senza censure, “quello che faceva a teatro”. Luttazzi l’ha fatto e, guarda caso, l’hanno bloccato dopo la puntata che riprendeva, aggiornandolo, lo spettacolo del 2006 ed il suo libro del 2005. Ma forse Dall’Orto è rimasto ancora a Fontecedro e Panfilo Maria Lippi. Quanto alla sensibilità di La7, conosco quella che hanno avuto, ed hanno ancora, nell’evitare di disturbare la programmazione di RAI e Mediaset con la scusa della TV di nicchia – di qualità che propone come “nuovi” programmi che, vent’anni fa, la RaiTre di Guglielmi (e, soprattutto, Voglino) avrebbe scartato (Bombay, Crozza, Exit… l’elenco sarebbe troppo lungo).
    Quarto: sarei d’accordo con te, ma a parte quanto ho già detto sopra, se i parametri di decenza di La7 sono quelli che si sono palesati negli ultimi giorni, cosa pensavano di fare con Luttazzi? Persino i suoi monologhi del 1987 (qualcuno lo puoi vedere su Youtube) sono incompatibili con questi parametri, figuriamoci queli degli ultimi cinque anni…
    Quinto: per quanto mi riguarda, trovo che Luttazzi abbia contaminato il Pasolini dell’ultimo periodo con elementi presi in primis dalla comicità anglosassone, realizzando un frullato che può essere indigesto per molti, ma che non mi pare produca gli esiti di cui parli. Fare subire a G.F. quello che hanno subito i prigionieri di Abu Ghraib non è roba “da terza media”, significa a mio parere mescolare alto (le malebolge dantesche, ad esempio) e basso (la pornografia “di massa”) in qualcosa che dimostra, soprattutto, una grande partecipazione per le sofferenze dei più deboli. Come faceva, ovviamente a modo suo, un artista come Pasolini in “Salò” (e guarda caso, i contemporanei che attaccavano il film lo paragonavano, in evdiente malafede, al successivo filone dei “porno SS”).
    Sesto: condivido in buona parte quello che affermi, ma ti faccio notare che Luttazzi non è un guitto arruffapopolo. Ha scritto pagine di critica al populismo di Grillo anche più efficaci delle tue. Ha chiuso il suo blog per sfuggire ad un ruolo di leader che alcuni dei suoi fan volevano appioppargli. Se avesse potuto portare in TV la sesta puntata di “Decameron” avrebbe parlato non solo del Papa o del dialogo fra i Poli, ma anche della tragedia di Torino. E magari i blog avrebbero commentato i suoi affondi, e non il suo affondamento.
    Settimo: d’accordo con te, peccato che Luttazzi non sia affatto vittima… della sindrome delle vittime. Dai tanti calci nel sedere che ha preso, da quando fa questo mestiere (censura RAI nel 1988, censura di Costanzo nello stesso anno, censura di TMC se non erro nel ’92, censura della Gialappa’s sui testi della rubrica “Tabloid”, censura Mediaset su “Barracuda”, censura RAI su “Satyricon” e adesso questa di La7) ha sempre tratto materiale per il proprio lavoro, senza fondare partitini o movimenti d’opinione, senza scrivere autobiografie piagnucolanti, senza obbligare nessuno a seguirlo (a teatro, i suoi spettacoli sono rigorosamente “fuori cartellone”), senza fare il giro delle sette chiese per mettersi in mostra (ha fatto più promozioni del suo ultimo libro Vespa in un giorno, che Luttazzi in un mese). E per ora mi fermo qui… saluti (scusa la prolissità).

  • raccoss says:

    Non so se e in che modo La7 abbia il culo parato a giudicare da come si dice siano andati i fatti. E cioè che abbiano mandato alcuni funzionari a occupare la sala di montaggio di Luttazzi tanto che lui ha dovuto chiamare i carabinieri e ottenuto che la sgombrassero.
    .
    Penso da sempre che tu dia troppa importanza alla blogosfera. E’ un bello e importante strumento di comunicazione, ma non è espressione del pensiero collettivo universale.
    .
    Non ti leggo certo in quanto sei una blogstarre, ma perchè è un piacere leggerti.
    .
    Ma quando abiliti i tag e ???

  • raccoss says:

    Ce l’anno già rigato 🙁

  • Suzukimaruti says:

    raccoss: io infatti sono più che convinto che La7 abbia agito con il culo paratissimo dal punto di vista legale.
    Ma come dicevo non sposo la loro linea d’azione. Io avrei tirato il culo a Luttazzi chiedendogli di fare di meglio (e può farlo sicuramente).
    .
    Riguardo ai post e ai morti sul lavoro criticavo l’indignazione a buon mercato. Cioè, mi inquieto a leggere post in cui la gente dice che “il mondo è una merda perché Luttazzi, ecc.”. E credo ci sia tanta superficialità ingenua in questo.
    .
    Insomma, non sono uno di quelli che si indigna (troppo) via blog, quindi non ho seguito il coro dei lamentosi pro-Luttazzi. E riservo altri spazi alla mia azione politica, per una questione di decenza.

    P.S. La prossima volta che mi chiami blogstar ti rigo il Qashqai 🙂 [e ci tengo a far notare con fierezza che, dopo innumerevoli sforzi, sono riuscito a far uscire il blog dalle varie top ten in cui la gente si accoltella per un link]

  • raccoss says:

    Suzukimaruti. Perdonassero la minuscola.

  • raccoss says:

    Tre) Non è che un direttore di rete è come un re con diritto di vita e di morte (e ius primae noctis) sui suoi sudditi. Dipende da come hanno stipulato il contratto Luttazzi e la rete. A seconda di come è stato scritto, potrebbe addirittura essere Luttazzi a denunciare La7 (Santoro vs. Rai docet)

    Tre bis) Stupisce poi non tanto che una rete abbia deciso di sopprimere un suo programma in base a non ben chiare logiche moralistiche e anticommerciali, quanto la violenza di un comunicato stampa uscito Sabato che paventava addirittura “azioni legali” contro Luttazzi in base a non si sa quale appiglio.

    Sei) Stupisce che una blogstar come suzukimaruti abbia dedicato due post a Luttazzi e manco uno a fatti ben più gravi come l’incidente dell’acciaieria. Sono smarrito… 😛

  • Jean says:

    e invece qui si parla di vera e propria censura. Sul sito di La7 è stato rimosso tutto il materiale riguardante Decameron, perfino la pagina dedicata al programma, come se non fosse mai esistito

  • Suzukimaruti says:

    In quel caso prenoto il format: è mio e nessuno me lo tocca!
    Un artista del rutto potrebbe personalizzare le sue performance in base alle condizioni climatiche. Pensa che gioia quando in Italia ci sono un sacco di temporali…

  • Filippo says:

    //le nuove forme di impegno politico del 2007 sono pesantemente venate di un “minimalismo ingenuo” che mi spaventa un po’. E su quelle issues minori spadroneggeranno i soliti guitti arruffapopolo.//

    condivido in toto il tuo lungo post. Bravo, Suzuki (anche se le prevsioni del tempo recitate ruttando sarebbero un must di sicuro successo). 🙂

  • vb says:

    Direi che su Luttazzi la pensiamo allo stesso modo

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