Amazon Kindle: ebook a prezzi osceni su un lettore odioso

November 20th, 2007 § 17 comments

Ho sentimenti contrastanti nei confronti di Kindle di Amazon, il lettore di ebook che in teoria dovrebbe diventare “l’iPod della lettura”.

Il fatto è che sugli ebook sono anni che facciamo finta di niente e un po’ ci facciamo prendere in giro dai big della Rete. Siamo sinceri: la tecnologia per far leggere libri al prossimo su dispositivi mobili più o meno raffinati esiste da (tanti) anni. Quello che mancava, almeno finora, agli ebook non erano certo i terminali o un pubblico potenziale (di cui non so valutare l’entità, ma non credo sia piccola). Mancava direttamente un mercato, cioè qualcuno voglioso di sobbarcarsi i costi e i rischi di sfidare l’editoria cartacea e iniziare a vendere libri online, senza carta.

Il post continua per un numero fastidioso di righe, pur non parlando del Partito Democratico, della Apple o del Toro. Se il grigiore novembrino non è sufficiente a rovinarvi la giornata, provate a proseguire le lettura.

Intendiamoci, i libri online girano da tempo in mille formati e c’è perfino un po’ di pirateria libraria online (che è un ottimo segnale di “vita” di un mercato), fatta da gente che prende i libri, li scannerizza, li mette in un Pdf e li mette su eMule.
E non mancano nemmeno le case editrici che hanno provato, qua e là, a proporre libri in Pdf da vendere online, spesso con modelli di business disastrosi (ricordo un libro che veniva venduto a 20€ in libreria e a poco meno in Pdf: tanto vale prenderlo in libreria, no?). Mancava, però, qualcosa di grande e di coraggioso, che aprisse il mercato e facesse seriamente concorrenza al libro di carta.

Da questo punto di vista, il progetto che c’è dietro Kindle mi piace molto più dell’hardware (che è orrido a vedersi, senza se e senza ma): 90.000 libri sono una buona base per spiegare al mondo che l’operazione è credibile e, se i piani di sviluppo sono quello che Amazon promette, il futuro sembra roseo.

9,90$ PER UN EBOOK? TROPPI! A QUEL PREZZO PREFERISCO UN LIBRO CARTACEO

Però ho mille dubbi, che esulano in gran parte dalla natura del servizio di Kindle. L’unico strettamente pertinente riguarda il prezzo dei libri. Amazon ha annunciato che ogni ebook costerà 9,90$, come un album su iTunes.
Per quanto ne capisco è oggettivamente un prezzo sproporzionato più di quanto lo sia quello dei dischi.
Un libro, salvo rari casi, ha costi produttivi bassi (cioè gli scrittori non sguazzano nell’oro quanto le rockstar, a meno che non vendano i diritti dei libri a Hollywood) e gran parte del prezzo di copertina va via in “hardware” (carta, rilegatura, copertina, tipografia, ecc.), in magazzino e in gestione dei colli.

Mi piacerebbe capire che modello di business c’è dietro e come mai Amazon ha scelto questo prezzo per i singoli testi, che per quanto mi riguarda è deal-breaking.

Cioè, se Amazon si parla direttamente con gli editori è ovvio che non può che vendere libri elettronici a 9,90$, perché ha le mani legate.

AMAZON EDITORE O AMAZON VANITY PRESS? 

Mi sono fatto l’idea che Amazon ha la forza per rivoluzionare il mercato del libro e “saltare” le case editrici nella catena del prodotto dal produttore al consumatore.
Cioè, se fossi uno scrittore venderei i diritti “cartacei” ad un editore tradizionale e i diritti “elettronici” ad Amazon.

Se Amazon avesse il coraggio di proporsi come editore di ebook, stravolgendo il mercato editoriale tradizionale e accorciando la catena del prodotto, probabilmente potremmo avere libri elettronici a 3 o 4 $ a copia, con vantaggi per tutti (accesso alla cultura più facile, costi ridotti, meno alberi tagliati per fare la carta, meno incazzatura se un libro si rivela una porcheria, ecc.)

Per Amazon non sarebbe di certo un problema. Salvo casi particolari, i diritti di un libro costano poco (se rapportati ai diritti per musica e film e alle possibilità economiche di Amazon stessa) e il margine di rischio è ridottissimo: niente spesa per la carta, niente magazzino, niente trasporti, niente tipografia, niente resi, niente messaggerie, ma giusto il prezzo dei diritti riconosciuti all’autore, il prezzo dell’editing e nulla più. Insomma, un rischio d’impresa bassissimo a fronte di un potenziale enorme.

A modo suo – ed è forse la novità più interessante di tutto il progetto Kindle, pur essendo trascurata dai più – Amazon ha parzialmente intrapreso questa via, lanciando Digital Text Platform, una piattaforma di self-publishing per chi intende vendere i propri testi online. In sostanza gli utenti possono prendere i propri testi, caricarli su Amazon, scegliere a che prezzo venderli e guadagnare un tot per ogni ebook venduto. (NOTA: il tot è il 35% del prezzo di copertina)

La piattaforma è interessante, anche se non ultra-innovativa. Se fatta su grandi numeri può riservare qualche sorpresa da coda lunga. Ovviamente il timore è che si ripetano i classici fenomeni da “autore a proprie spese” e il negozio di ebook di Amazon sia invaso da milioni di pseudo-libri finora disponibili solo nei circuiti della cosiddetta vanity press o rimasti nel cassetto a raccogliere motivatissimi “dolenti declinare” dalle case editrici.

Insomma, c’è una bella differenza tra una Amazon che apre il suo mercato di ebook agli scrittori della domenica (cosa apprezzabilissima per altri motivi, non fraintendetemi) e una Amazon “attore” sul mercato editoriale come “editore digitale”. Per ora, a quanto pare, dobbiamo accontentarci della prima e (non) pagare 9,90$ ogni ebook. 

Alle attuali condizioni, Kindle per me non è conveniente. Cioè, tecnicamente conviene ma il vantaggio economico che offre è troppo poco rispetto al piacere che personalmente mi danno i libri di carta. Tra un ebook a 10€ e la sua versione cartacea a 20€, scelgo il libro “fisico”: la differenza di costo vale la differenza di formato (è un dato soggettivo, beninteso). Se l’ebook costasse 3€ non avrei dubbi: andrei sul digitale senza alcuna remora.

UN LETTORE DI EBOOK ESCLUSIVO PER AMAZON? ALLORA LO VOGLIO PAGARE POCO!

Ci sono, poi, da considerare altri limiti seri del progetto Kindle.

Il più grande è il prezzo dell’hardware. Che senso ha vendere a 400$ un lettore che funziona esclusivamente con prodotti Amazon?

Ad Amazon devono scegliere se ci vendono un prodotto o un servizio.
Se ci vendono il prodotto-Kindle, voglio che sia uno strumento aperto e che funzioni con servizi di terzi (ad esempio leggerci i Pdf che trovo in giro per la Rete).

Ma poiché non è così (e se vogliamo leggere dei Pdf sul Kindle dobbiamo girarli via mail ad Amazon che li converte e ci fa pagare il servizio) e il Kindle, inteso come hardware, non è altro che un terminale per consumare solo ed esclusivamente gli ebook di Amazon, come consumatore pretendo un prezzo vantaggioso.

Non sto chiedendo la luna: vorrei solo che il Kindle funzionasse con lo stesso principio con cui funzionano i cellulari di Tre SIM-locked. Posso usarli solo con Tre? E allora Tre me li tira dietro ad un quinto del prezzo, sperando di rifarsi con il “traffico” generato.

Almeno, fossi Amazon, garantirei a ciascun acquirente di Kindle un buono-spesa in ebook pari al prezzo dell’hardware.

Oppure Amazon per 400$ mi mette in mano un lettore di ebook universale, che legge anche gli ebook di eventuali concorrenti, e mi lascia piena libertà di scelta, senza tassarmi ogni volta che ci carico su qualcosa, fosse anche un mio testo autoprodotto.

ALTRI MOTIVI DI ANTIPATIA VERSO KINDLE: ADDIO NET NEUTRALITY

Ok, Kindle è un hardware chiuso. Ma non finisce qui. Il progetto Kindle è, per quanto mi riguarda, un pericoloso tentativo di fare un hardware non-neutrale nei confronti della Rete e dei contenuti.

Mi spiego meglio. Se possiedo un testo e voglio leggerlo sul mio Kindle, devo pagare Amazon affinché me lo converta in un formato compatibile. E non è certo un costo tecnico: è un balzello con cui mi fanno pagare per usufruire di un contenuto che già possiedo. Ma fin qui non drammatizzo: là fuori cercano sempre di fregarti in qualche modo.

In compenso mi viene l’ansia quando leggo che il Kindle contiene al suo interno un lettore di feed RSS e che Amazon mi chiede un dollaro per ciascun feed al suo interno. Cavoli, è la Rete! Mi stanno facendo pagare – non so con quale diritto – dei contenuti presenti liberamente e gratuitamente online! E non mi tassano il traffico (il Kindle integra un’antenna cellulare con cui si connette al Web), ma le “cose”, scegliendo a monte cosa è gratis e cosa non lo è e facendo una differenziazione sul traffico in Rete.
Funziona così anche con gli allegati delle e-mail (sì, riceve pure le mail): 0.1$ ad allegato spedito.

Bene, questo è un caso da manuale di approccio non-neutrale alla Rete: chi mi fornisce la connettività sceglie cosa e quanto farmi pagare del Web (che teoricamente dovrebbe essere liberamente accessibile in modo indistinto), scelta che non solo mi umilia come consumatore “scegliente”, ma è anche profondamente antidemocratica e anti-mercato. E tradisce del tutto l’identità di Internet.

CONCLUSIONE: CONTRO LE CORPORATION NEMICHE DEL CONSUMATORE, IN HACK WE TRUST

Quindi capitemi se mi rallegro perché nasce un mercato credibile del libro elettronico e mi intristisco perché è praticabile solo con un singolo device proprietario (chiuso e non-neutrale nei confronti della Rete), non consente forme di concorrenza e permette di leggere ebook ad un prezzo inverecondo (e gli unici ad un prezzo ragionevole saranno titoli di ex autori a prorie spese, tipo “Memorie di un lattoniere a Vipiteno”).

L’unica speranza, di fronte all’arroganza delle corporation, dei loro DRM, del loro hardware chiuso e non neutrale e della loro pretesa di limitare le libertà fondamentali dei consumatori, risiede nell’hacking, esattamente come è capitato per l’iPhone e gli assurdi limiti imposti da Apple.

Quindi se qualcuno riuscirà a fare un hacking serio del Kindle e a renderlo in grado di leggere Pdf, doc e altri formati di file di testo in modo gratuito e diretto, sarà già un bel passo avanti. Ma per gli ebook a 9,90$ non c’è hacking che tenga e Amazon non abbasserà i prezzi fino a quando non avrà sbattuto il naso contro le poche vendite realizzate. A meno che un hacker svelto non capisca come sproteggere gli ebook venduti su Amazon e li faccia girare nei circuiti P2P. Speriamo.

§ 17 Responses to Amazon Kindle: ebook a prezzi osceni su un lettore odioso"

  • andre says:

    Secondo me è un ottimo modo x risparmiare carta e gli occhi davanti allo schermo di un pc

  • Massimiliano says:

    Secondo me è difficile che diventi l’ipod della letteratura se non toglie tutte le restrizioni dei file propretari e non permette la lettura di .rtf o.pdf…
    nel caso ipod infatti il lettore può leggere svariate tipologie di file musicali in questo caso le uniche ma fastidiose restrizioni sono quelle dettate da apple in itunes.
    Infatti i file acquistati via itunes possono essere letti dopo aver effettuato un’attivazione su un max di 5 computer.

  • carm says:

    forse non è a conoscenza dei più che un ebook device con le caratteristiche cercate sul kindle ce le ha già il sony portable reader, già disponibile negli usa (vedi ebay) ad un prezzo anche minore del book di amazon. io me lo sono già procurato e mi procura notevoli sodisfazioni, ancorchè difetti nella visualizzazione dei pdf (ma mi sono trovato un protocollo di conversione efficace) e nella ricerca di parola nel testo. ovviamente non ha wireless e non si connette a internet. su youtube video esplicativi. mi auguro che si diffonda come merita, questo o altri prodotti che puntano sulla massima diffusione dei testi, di qualsiasi natura…

  • Krs says:

    Io la penso come Gunther Grass.

    Anni fa, in tempi meno sospetti, di fronte a queste ipotesi disse che, a dir suo, il libro avrebbe resistito ancora a lungo.

    Sono d’accordo
    Krs

  • hai ragione Suz. Scusa l’autocitazione ma noi abbiamo appena pubblicato 2 libri di haiku e li abbiamo messi a 2 e 4 euro. Se vuoi darci n’occhiata li trovi su http://catalogo.deart.org. Ovviamente trattadosi di poetica haiku ne venderemo ben pochi, ma da qualche parte bisogna pur cominciare!

  • Cachorro Quente says:

    Io leggo testi anche lunghi sullo schermo, ma se non sono davanti al computer voglio il mio bel libro cartaceo con le orecchie e il dorso di copertina scassato…

  • Per un’analisi ancora più ampia, consiglio questo link: http://antoniotombolini.simplicissimus.it/

    solo che l’articolo letto stamattina, “Kindle e compagnia”, sembra non sia più online (o forse è in aggiornamento). Questo il permalink: http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2007/11/kindle-e-compagnia-bella-1.html

    Mi sembra un approfondimento valido, anche perché a quanto vedo, qui non si parla per nulla di e-ink, la tecnologia sulla quale si basa il vero salto di qualità dell’e-book reader (tecnologia che ho visto all’opera su iLiad ed è veramente notevole, molto diversa dagli schermi tradizionali perché non “stanca” gli occhi).

  • raccoss says:

    La lettura su schermo è sempre difettosa, ma avere un manuale tecnico su ebook con la possibilità di fare ricerche di parole o di capitoli sarebbe utilissimo.

  • for those... says:

    ELMANCO/Stefano Ricci: va bene cercare bellezza, innovazione e design, ma sei sicuro che esiste un modello di ipod su cui si riesce a leggere un intero libro senza diventare ciechi? Secondo me nemmeno sullo schermo del touch… però io sono come degra: non riesco a leggere testi lunghi su uno schermo.

  • Boh… sembra un prodotto vecchio di 10 anni. Ma lo sanno che intanto hanno costruito un certo iPod?

    Ne venderanno ben pochi.

  • Giordano says:

    Chi non ha mai avuto tra le mani un Archos non potrà poi tanto capire perché kindle o chumby sono degli aggeggi inutili.

  • Smeerch says:

    Questo post è giornalismo puro.

  • Corrado says:

    Ma davvero fanno pagare per scaricare le e-mail? Ma davvero legge solo il loro formato proprietario? Se è così, è un giocattolo che non serve a nulla.

    Quanto ai prezzi degli ebook, mi sembra folle vendere allo stesso prezzo libri “fuori diritti” (che so, Guerra e pace, la Divina commedia…) e libri con il diritto d’autore ancora vigente. Santa polenta, se vai in rete trovi già tutta l’opera di Balzac consultabile e molto ben organizzata. Perché diavolo dovrei pagare 9,90 per averla su un ordigno portatile?

  • degra says:

    Come non condividere?
    Poi io che sono un caso a parte e ho una soglia di attenzione bassissima leggendo a video, devo per forza preferire le versioni cartacee. Anche un PDF stampato in casa, ovviamente 😛

  • Ecco cosa dovrei aggiungere? Nulla,hai detto tutto tu: ah tra l’altro lo trovo anche esteticamente bruttino eh..

  • raccoss says:

    Per un attimo mi era sembrato un bell’oggetto, visto che poneva un occhio di rigurdo all’ergonomicità.

    Ma davo per scontato che leggesse tutti i pdf che avevo a casa.

    E ne ho molti, sopratutto pubblicazioni tecniche.

  • Anja says:

    Grazie del post. E’ proprio vero. A guardarlo bene non c’è equilibrio apparente tra il prezzo (da prodotto) e il modello di business da servizio.
    Speriamo gli americani lo capiscano al volo, così che il prezzo crolli a quello che dovrebbe essere..

    (ma diciamo anche che che l’oggetto in sè rimane interessante, sopratutto per noi olrtreoceano, se confrontato con la difficoltà e il costo di farsi spedire libri da amazon usa)

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