Tanto tuonò che tuonò

October 20th, 2007 § 19 comments

Per ben 48 ore ci siamo tutti – giustamente – agitati per un provvedimento che sembrava lasciare spazio ad eventuali bavagli contro blog e in generale la Rete (siamo franchi: una legge sbagliata nel merito e pure mal formulata e ambigua nella sostanza), il Ministro competente fa quello che raramente si vede nella politica italiana: ammette l’errore e annuncia che vi sarà posto rimedio. Oggettivamente un segno di civiltà (cioè, un segno ancora più di civiltà sarebbe stato il non proporre nemmeno un decreto simile, ma sorvoliamo).

Credo che sia uno dei primi casi in cui la blogosfera (di cui gli altri media vedono solo Grillo, non illudiamoci) svolge perfettamente il suo compito di verifica dell’attività di chi governa. E aiuta il legislatore a non fare cavolate, segnalando – ai ministri che firmano le cose senza manco leggerle, come hanno ammesso sia Gentiloni sia Di Pietro – che forse è il caso di leggere prima di firmare alla cazzo di cane (cosa che credo si impari in terza elementare, no?).

Di certo, da oggi tutti i venditori di enciclopedie di soppiatto (sì, quelli del “firma qui! è gratis”) e tutti i club del libro del mese assedieranno i due ministri. Clienti sicuri.

Se iniziassimo ad agire così su tutti i campi e non solo in quelli che riguardano strettamente la Rete (cosa che finora è il più grosso limite della collettività bloggante), sarebbe – azzardo – perfino un bene per il Paese e forse faremmo qualcosa di più intelligente che misurarci il pisello su BlogBabel.

§ 19 Responses to Tanto tuonò che tuonò"

  • Suzukimaruti says:

    Gene: hanno ammesso l’errore e vi porranno rimedio. Mi pare inutile riportare il testo della proposta come era PRIMA, sapendo che sarà riformulato in modo tale da evitare equivoci (perché era quello, altro che volontà di “imbavagliare” la blogosfera!).
    .
    La proposta cambierà, non ci resta che vigilare che quanto promesso accada.
    .
    E poi, a cambiamento avvenuto, facciamo una bella riflessione collettiva sull’isteria della blogosfera e sul pecoronismo, perché ovviamente i toni sono stati imbarazzantemente alti a fronte di un equivoco.

  • Gene says:

    avranno ammesso l’errore, ma ora mentono sapendo di mentire. Oppure, cosa ancora peggiore Levi non ha scritto il disegno di legge.
    Art. 2
    (Definizione del prodotto editoriale)
    1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da
    finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,
    che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
    esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
    2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
    3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.
    Art. 7
    (Attività editoriale su internet)
    1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che
    svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione
    delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
    2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera
    responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle
    informazioni.
    Tutto mi sembre tranne il non voler imbavagliare i blogger di “professione”

  • Keper says:

    I ministri hanno ammesso l’errore?
    Promettono cambiamenti?
    Benino.
    Basta con l’ottimismo legato alle dichiarazioni, altrimenti con Berlusconi avremmo avuto meno tasse per tutti.
    .
    Diventiamo ottimisti con i fatti e vediamo come va a finire.

  • ilaria says:

    Nonostante io viva all’estero, appena avuta notizia dell’obrobrio, ho bloggato, ho scritto lettere al NY Times, LA Times, World Press, Democracy Now, Current TV e al Parlamento Europeo denunciando la legge censura.
    Se teniamo sempre gli occhi aperti e diciamo quello che pensiamo e’ molto piu’ difficile che i furbacchioni la facciano franca nel silenzio.

  • Infatti,
    La cosa che un provvedimento assolutamente fascista -o se vogliamo CINESE- sia stato anche solo proposto mi fa vergognare e pensare che la politica italiana sia proprio senza speranza.

  • clod says:

    non so esattamente quanto sia civile ricoprire il ruolo di ministro e dichiarare “innocentemente” di non aver letto attentamente una proposta di legge poi votata. Si dice che chiedere (una registrazione) sia legittimo, rispondere (con un rifiuto) sia cortesia. E noi siamo stati più che ….. gentiloni.

  • vb says:

    Io faccio parte di una cosa che si chiama “Comitato Consultivo per la Governance di Internet”, del ministero dell’Innovazione, dove ci sta una manciata di persone tra quelle che Internet in Italia l’hanno messa in piedi. Abbiamo suggerito per mesi che forse era il caso che ci facessero vedere questa bozza di riforma per le parti riguardanti Internet, secondo te l’hanno fatto?

    Il fatto che sia solo un decreto, che sia quasi inapplicabile, e così via, non mi consola. Bene ha fatto Gentiloni a riconoscere la stupidaggine e promettere di rimediare, ma se nessuno avesse sollevato il problema ci tenevamo una legge scritta così?

  • Stefano says:

    Un segno di civiltà? …bha…

  • mazzetta says:

    vorrei far notare che l’operazione http://www.scandaloitaliano.wordpress.com ha raggiunto il risultato di affondare italia.it, ma non di quello di capire chi si sia intascato i soldi

    quello mi è parso un buon esercizio di citizen responsability della bloggagine che andrebbe tenuto a mente e implementato

  • Suzukimaruti says:

    Francesco: non diciamo menate. E’ un decreto che probabilmente non andra’ nemmeno a regime. E, casomai andasse a regime, dopo 60 giorni decade se non e’ convertito in legge.
    .
    Urge che la blogosfera studi un po’ di educazione civica.

  • Francesco says:

    Sì, certo, promettono di correggere. Ma intanto, mentre ci lavorano, cade il governo… Scommettiamo che finisce così?

  • Suzukimaruti says:

    Samuele: l’alternativa (cioe’ i berluscones) e’ peggio e ha fatto mostruosamente di peggio (la legge Urbani, cioe’ la legge piu’ liberticida in tema di Rete in tutto l’Occidente, ma anche la legge Pisanu, quella per cui per navigare su Internet da un luogo pubblico devi dare i tuoi documenti, ecc.).
    Alla fine il decreto non sara’ effettivo. Danno non fatto. Va bene cosi’.
    .
    La bella notizia e’ che due ministri ammettono pubblicamente i propri errori (e mi sa che da oggi staranno piu’ attenti) e segnalano la propria attenzione alla voce della Rete.
    .
    Quindi e’ meglio che durino fino al 2011 e poi arrivi Veltroni, che e’ uno che usa la Rete da tempi non sospetti e finora si e’ mosso molto bene online.

  • kit says:

    alle volte (oramai molto spesso) la politica mi sorpende…..questa poi…è davvero grossa

  • pietro says:

    tutto è bene quel che finisce bene… e l’ultimo chiuda la porta! 😛

  • Sid says:

    Concordo e sottoscrivo, anzi, nemmeno io sfuggo al pessimo comportamento dei vari Gentiloni,Di Pietro e compagnia firmante… la scorsa domenica ho firmato e votato per eccesso di fiducia negli altri; mi servirà da lezione 😉

  • Samuele says:

    Io sono allibito. Due ministri del governo firmano una legge senza nemmeno leggerla. E’ incredibile!! E lo ammettono pure, ancora più incredibile. Se non sei in grado vattene a casa che al tuo posto ci mettiamo un altro!!!

    Tu dici: “il Ministro competente fa quello che raramente si vede nella politica italiana: ammette l’errore e annuncia che vi sarà posto rimedio”.

    Io la vedo diversamente. Il governo ci ha provato, fortunatamente per noi ci siamo accorti della cosa e abbiamo usato l’unica arma che abbiamo: ne abbiamo parlato. Sui blog, a casa, nei bar, via mail! Io ho mandato 6 mail diverse sia a Levi che a Bertinotti e non penso di essere stato l’unico. A quel punto si sono accorti che l’arma era a doppio taglio e hanno fatto marcia indietro…

    Fortunatamente dureranno ancora poco…

  • nando says:

    Per me il solo fatto che sia stato partorito la dice lunga.
    Il ministro si scusa perche’ non ha letto parola per parola; ma mica era una parola soltanto, erano righe, svariate righe.
    Stanco? Troppo tennis?
    E pensare che tra poco tempo ci tocca quell’altro……

  • degra says:

    Non voglio sottovalutare la blogosfera, ma già al TG di ieri sera Levi, il firmatario di quella parte, aveva assicurato che non avrebbe riguardato blog e siti personali. E su richiesta del giornalista, che aveva ripreso la notizia dei giornali della mattina.
    Era ovvio che la cosa non sarebbe stata mai attuata, anche se nessuno se ne fosse accorto in tempo: è impossibile fisicamente da applicare e verificare.
    Idem come ai tempi della legge sull’editoria by Urbani…
    Il fatto che solo Grillo fosse ancora una volta visibile è che magari per lui l’articolo di legge si applica proprio, visto che non si tratta di un blogghino, ma di un prodotto editoriale superiore a parecchi giornali tradizionali.
    E il rischio democratico l’hanno visto solo quelli che non hanno mai notato che col passato governo ci fosse stata qualche lacuna della democrazia.

  • gpessia says:

    Blogbabel è un ottimo servizio, l’ho capito oggi (ieri lo odiavo)! E’ vero, è sprecato per misurarcisi il pisello ma per tenere traccia dei post di altri blogger e creare una rete di post indirizzati tutti su argomento è fenomenale. Nei mesi scorsi ho visto tanti che usavano lo stesso meccanismo per auto promuoversi, che cosa non lo so 🙂 ma funzionava.

    Ecco come dici tu… se al posto di stare a misurarsi il pisello uno blogbabel lo usa per creare una hype machine su argomenti scottanti sarebbe moooolto meglio. 😉

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