Mi chiamo Dexter, per gli amici “Veronica”

October 19th, 2007 § 11 comments

In questi giorni in casa siamo alle prese con Dexter, mini-serie televisiva del momento (solo 12 puntate all’anno, anche se lunghe) che racconta le avventure di un solitario consulente dei CSI di Miami (niente a che vedere con l’omonima serie con protagonista il gemello segreto di Osvaldo Bevilacqua) che, nel tempo libero, è un “serial killer etico”* (cioè se la prende solo con cattivi doc, certificati da Carlin Petrini in persona).

Nel frattempo Sky si è messa a ritrasmettere Veronica Mars, altra serie amata da queste parti, per di più snaturandola completamente nei promo (in cui la serie sembra un film sentimentale per adolescenti; ogni volta che li vedo aderisco per 15 minuti ad Al Qaeda).

Presi da una insana visione olistica dell’universo della fiction televisiva, per cui tutto rimanda a tutto, qui abbiamo deciso che le due serie sono strettamente imparentate e che Dexter sia – mutatis mutandis – una versione maschile ed East Coast di Veronica Mars. Il che, mi sia concesso, è un motivo in più per guardarlo.

Va da sè che il post ha senso solo se siete pratici delle due serie (e se non lo siete, siatelo!) ed è a tutti gli effetti una macroscopica pippa mentale che ho dovuto produrre perché altrimenti Svaroschi non ci dorme la notte.

 

Dropout

Sia Veronica Mars che Dexter Morgan sono due individui completamente isolati dalla società che li circonda. Lei vive da aliena in un telefilm che detesta, cioè The OC, lui vive da alieno atarassico in un mondo di sentimenti (in senso lato).
Quel che è certo è che sono due persone isolate e spesso ostracizzate da the rest of the world. E se qualcuno prova ad avere contatti con entrambi è per un equivoco.

 

Una vita a fare finta

Veronica e il suo gemello Dexter fingono. Lo fanno sempre, un po’ per mestiere, un po’ perché gli piace, un po’ per nascondersi in mezzo agli altri. E se non fingono, glissano. Cosa che porta ad effetti talvolta mostruosi. Sì, lo so che scopro l’acqua calda a dire che un’investigatrice e un serial-killer fingono, ma nessuno gli ha prescritto di fingere anche quando escono dai loro panni psico/professionali. O forse non riescono ad uscirne?

 

Humor nero

C’è un filo rosso scuro che unisce Dexter e Veronica Mars ed è lo humor nero. Entrambi, isolati dal mondo in cui volenti o nolenti devono sguazzare, hanno un solo rifugio contro il male (quello vero, quello piccolo e quotidiano, fatto di meschinità, cattivo gusto, mediocrità, ecc.) ed è la battuta caustica, perfida, che trasuda inevitabilmente un senso di superiorità dato per scontato. Il che poi è il bello delle due serie: due asociali (volenti o nolenti) che non possono fare altro che ridere di chi li emargina. E come tutti gli asociali, ridono da soli, con noi complici al di qua dello schermo.

 

Migliori degli altri

E’ palese che i due sono (e sanno di esserlo) migliori degli altri: più intelligenti, più attenti al dettaglio, più “svegli”, più bravi a mentire e a sfruttare la credulonità altrui (che evidentemente negli States, o nella rappresentazione che se ne dà in Tv, deve essere ai massimi livelli). Un po’ se ne compiacciono, anche perché la loro non è una superiorità da supereroi, utilizzata in modo sporadico e per singoli casi (insomma, il motivo per cui Eco dava del fascista a Superman, ricordate?), ma da veri e propri fighi. Cioè, sono superiori sempre rispetto agli altri. E gli unici che possono ambire a rivaleggiare con loro sono quelli come loro. Pochi, fortunatamente.

 

Giustizieri

Magari abbiamo un’idea diversa di giustiziere. Per dire, quelli nati nei miei anni se lo immaginano alla Charles Bronson con un pistolone fumante (espressione equivoca, lo capisco, superata a sinistra dal recentissimo “flauto spugnoso”) o alla Maurizio Merli mentre spara a qualcuno da un’Alfetta.
Però Veronica e Dexter sono giustizieri (individualisti: fanno giustizia quando gli gira e per cosa interessa loro, non si sognerebbero mai di affrontare il male del “sistema”, che accettano con palese pessimismo giansenista), pur non avendone il look. Poco importa che lei si vendichi col fioretto di una battuta o di una procurata figuraccia e lui lo faccia con la mannaia e il trinciapollo, il risultato è lo stesso: ogni tanto puniscono un cattivo e noi solidarizziamo (sentendoci morbosamente in colpa quando lo facciamo con Dexter, ma sotto sotto no, perché a noi pubblico a casa la legge del taglione un po’ piace), sorvolando su metodi ed esiti.

 

Padri ingombranti

Un’occhiata in famiglia rivela ancora più affinità tra i due. Madri? Zero, rimosse e lasciate lì per pochi fotogrammi (cioè, per un’intera stagione Veronica Mars cerca sua madre, poi la trova e viene liquidata dalla serie in sì e no 2 scene prima di sparire del tutto, per di più con un pretesto risibile).

In compenso i padri ci sono eccome. Ingombrantissimi, debordanti. Il che è paradossale, contando che uno è iper-presente in absentia. Eppure è così: genitori a modo loro “modello”, nel senso che hanno tracciato il solco e i figli si sono più che adeguati. Papi fa l’investigatore privato? Eccomi, dov’è la mia lente d’ingrandimento alla Sherlock Holmes? Papi, invece che farti chiudere in un manicomio criminale, decide che devi essere un control freak per incanalare la tua negatività omicida verso una sorta di sporadico giustizialismo alla cazzo di cane? Eccomi, farò i compiti alla lettera e non sgarrerò mai un secondo per tutta la vita.

In Veronica Mars tutta questa presenza incombente del padre ha perfino un po’ preso la mano agli sceneggiatori, al punto che per intere puntate si vedeva più Keith Mars, un inquietante sosia di Rubens Barrichello, che sua figlia.
In Dexter il padre compare sì e no ogni 5 minuti in una secchiata di flashback. E c’è una scena emblematica in cui Dexter, guardando una vecchia foto in cui suo padre fuori campo proietta un’ombra, realizza che suo padre “è sempre stato con me”. 

 

Ricordi perduti e un gigantesco “chi sono”?

Vogliamo sfogliare l’album dei ricordi di Veronica e Dexter? Oh che sorpresa: mancano un sacco di fotografie. Sì, entrambi hanno avuto un trauma di qualche genere che gli ha cancellato un pezzo di memoria. Memoria che contiene tutte le chiavi per risolvere le magagne e i demoni che li perseguitano da sempre, che ci volete fare.

Insomma, una trama costante nella serie è il tentativo prima di cacciare (perché spiacevole) e poi di recuperare (perché tanto va affrontata e non le si sfugge) la memoria rimossa.

In mezzo a tanta incertezza sul passato, ad entrambi capita pure di averne sul presente. Già, tutti e due ad un certo punto della loro vita si devono chiedere “chi sono?”. La domanda non è banale: entrambi hanno dubbi (Dexter fondatissimi, visto che sa di essere figlio adottivo) sulla loro identità, su quella dei loro genitori e non vivono la cosa benissimo. Anzi, ne approfittano entrambi per rimediare un bel test di paternità (ovviamente ottenendolo entrambi con l’inganno), perché non si sa mai.

 

Differenze?

A parte quelle anatomiche e a parte un intero continente di mezzo (lei sta in California e lui in Florida), le differenze sono poche.

Certo, in Dexter c’è un cattivo (?) da manuale, una nemesi da scoprire pian piano e interessantissima, forse più del protagonista (siamo ai livelli di Sephiroth in Final Fantasy 7, come “carisma del cattivo”). In Veronica Mars, invece, la nemesi è più opaca e addirittura cambia d’identità in itinere. 

La vera differenza, però, sta nell’appeal dei due (che, non neghiamocelo, piacciono da morire al pubblico di sesso opposto in quanto figure impossibili).

Lei piace perché è una sorta di Reese Whiterspoon (intesa come il suo personaggio classico) con il cervello, il senso dell’umorismo, la non superficialità (niente telenovelas, niente shopping, niente Avril Lavigne) e una pennellatina di indie che piace ai maschi. Insomma, il paradosso vivente della “bionda californiana” (sempre in senso lato: non offendetevi, bionde!) intelligente e non superficiale: una donna impossibile, punto.

Lui è il bel tenebroso all’ennesima potenza, con in più il vantaggio – per le donne – di sapere cosa pensa mentre sta in silenzio a tenebroseggiare (e lui, contrariamente ai bei tenebrosi nella realtà, pensa, esiste, si esprime: miracolo!). Poco importa che nella vita reale i silenzi carismatici dei bei tenebrosi tradiscano una più banale assenza di cose intelligenti da dire: l’afasia va di moda ed è giusto illudersi che dietro quel silenzio riempitivo ci sia qualcosa di bello e di reale che solo tarda a mostrarsi. Noi maschi facciamo così di fronte ad un push-up, loro di fronte ad un taciturno. Basta crederci.

 

Quindi?

Quindi il consiglio è di guardare entrambe le serie, sempre che Veronica Mars non ve la siate già goduta nella scorsa stagione. Così potete divertirvi a trovare affinità e divergenze tra il compagno Togliatti e noi. E se l’esercizio di stile vi piglia particolarmente, passate al livello successivo e lanciatevi in comparazioni ardite, per esempio scovando l’assoluta affinità tra Scooby-Doo e Ally McBeal o tra Friends e il segnale orario della Rai (questa è facile: nell’ultima stagione gli attori di Friends erano così bolsi e inespressivi, oltre che non più giovani, da risultare quasi entusiasmanti quanto la tipa che dice “Ore tre!”)

Se, invece, le avete già viste e morite di noia, trovatevi qualcosa da fare: mi sono studiato attentamente le nuove serie americane di quest’autunno e se va bene quelle degne di essere provate sono 4 o 5 al massimo e non è assolutamente detto che siano belle.

* la definizione si presta a dilemmi morali laceranti che lascio alla vostra insonnia; io ho già la mia, sorry

§ 11 Responses to Mi chiamo Dexter, per gli amici “Veronica”"

  • Anonymous says:

    Ciao, mi è piaciuto il tuo commento, per quanto io non conosca Veronica Mars. Però mi sto appassionando a Dexter e condivido quello che dici su di lui.
    Ho anche riportato il post nel forum che frequento, all’indirizzo
    http://www.freefans.net/forum/index.php?showtopic=39486
    Spero non ti dispiaccia!

  • Anonymous says:

    Ciao, mi è piaciuto il tuo commento, per quanto io no conosca Veronica Mars. Però mi sto appassionando a Dexter e condivido quello che dici su di lui.
    Ho anche riportato il post nel forum che frequento, all’indirizzo
    http://www.freefans.net/forum/index.php?showtopic=39486
    Spero non ti dispiaccia!

  • mrbrightside says:

    E’ incredibile, è un parallelismo che ho sempre sostenuto anche io, anche se non argomentato così bene! 🙂

    Il voiceover, l’uso intensivo dei flashback, tutte le somiglianze che hai riportato… è proprio vero!
    Inutile dire che ho amato (e amo) entrambe le serie!

  • mrbrightside says:

    L’ho sempre sostenuto anche io! Incredibile trovarlo scritto, e così bene! 😀
    Il voiceover, l’uso intensivo dei flashback, tutti i punti che tu elenchi… è abbastanza evidente!
    Adorato (e adoro) entrambe le serie, ovviamente.

  • BMV-Pedrita says:

    Dexter è PUCCI.
    Dester è figo – a me i rossi non piacciono ma lui sì – è intelligente ed è tanto tenero coi bambini della fidanzata.
    Per essere uno che (dice che) non ha sentimenti, si comporta meglio di altri che pensano di averne.

    Dexter..è..PUCCI…Dexter..è..PUCCI

    *la portano via*

  • vermario says:

    Pushing Daisies anche se un po’ melenso.

  • pollucchero says:

    Non sono male le due serie e non mi era assolutamente venuto in mente un paragone di questo genere.
    Adoro Veronica Mars e me la sto gustando di nuovo su Italia 1, va in onda alle 15:00. Di Dexter ho visto la prima puntata e penso che mi guarderò le successive, anche se è un po’ troppo dark e pulp per i miei gusti (per queste caratteristiche si differenzia notevolmente da Veronica :-)) )

  • svaroschi says:

    Grazie, grazie.
    Dopo notte semi-insonne la giornata può girare per il verso giusto con nuove consapevolezze! 🙂

    Tanto per stare tranquilla ieri ho spiegato a mio padre (appunto!!) il concetto di eroe associato a Dexter.
    Nonostante la parola “serial killer”, ricorrente nella descrizione, mi ha chiesto su quale canale lo trasmettono. Stupore assoluto.

    Ovviamente, dopo averlo visto, potrebbe volermi rinchiudere in un ospedale psichiatrico, lui sì! 😀

  • pietroizzo says:

    dexter è mitico anche noi siamo in botta, solo che siamo ancora a metà serie… scarseggiano le sere libere 🙂 Condivido tutto e capisco il paragone con veronica mars che però, curiosamente, non mi prende per nulla. Cioè, è interessante la figura di outsider, ma la biondina californiana non mi prende per nulla. Forse, se veronica fosse stata interpretata da michelle rodriguez… 🙂
    Senti, ma x caso hai dato un’occhio a bionic woman? 😀

  • SonoUnEkidna says:

    ma tanta tv non fa male? me lo diceva sempre la mia mamma 🙂
    io davanti alla tv mi addormento qualunque cosa trasmettano…indistintamente.

  • raDIO says:

    -ma come fai a trovare il tempo per vedere tutte loe serie televisive e scrivere post così lungh e ben argomentati? Usi il sonno polifasico oppure sei un socio di Hiro Nakamura? Io a malapena ho il tempo di leggerti… ora sono le 6 e 30 del mattino… Ciao raDIO

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