La merendina crossover

October 10th, 2007 § 32 comments

Talvolta (troppo di rado per i miei gusti, ma che ci volete fare) mi capita di fare qualche raid blogante su temi gastronomici. Oddio, “gastronomici” è un po’ impegnativo per le cose che ingurgito; ecco, forse “alimentari” è una definizione migliore.

Fatto sta che poco tempo fa giravo un po’ mesto in un PAM (il flaneur del secondo millennio non struscia più senza meta per le strade, ma vaga tra gli scaffali alla ricerca di chissà cosa) – che si dice al maschile, cazzarola, essendo l’acronimo di “Più A Meno” – preso da interrogativi fondamentali sul perché la Findus non rinnova più i 4 Salti in Padella (ok, sono usciti i sughi surgelati in questi giorni, ma non è la stessa cosa), sul perché il Mulino Bianco sembra aver finito la sua vis innovativa dopo il colpaccio della linea “Pan di stelle” e così via, da una perversione consumistica all’altra.

E mentre giravo mi sono accorto che alla Kinder-Ferrero hanno tirato fuori qualcosa di nuovo, giusto per mettere un po’ di scompiglio nel mercato e nei nostri apparati digerenti: Kinder Frutti. (c’è pure un sito Web ufficiale, con tanto di giochini per bambini moribondi di noia)

Il nome fa pietà, ma notoriamente la capacità comunicativa della Ferrero è pari a zero o quasi (anni di pubblicità ottantoidi fuori tempo massimo della Nutella, piene di giovani simpatici e amiconi, secoli di cialtronate finto-lusso con i Rocher, Ambrogio e la contessa, imbarazzanti duetti familiari di fronte all’ovetto Kinder, ecc.), quindi non c’è da sorprendersi.

Però il prodotto ha un suo perché. A vederlo, un singolo “Frutti” (credo si chiamino al plurale) è identico ad un Flauto del Mulino Bianco, ma è lungo la metà. Contrariamente ai Flauti, che sono fatti con del materiale gommoso stranissimo per cui mi restano sullo stomaco ogni volta che provo a mangiarli, i Frutti sono fatti più o meno dello stesso impasto spugnoso con cui fanno la Kinder Brioss (altro nome inquietante, a proposito) e il Kinder Colazione Più. Può non piacere, ma si fa mangiare, grippa da dio qualsiasi ripieno e non ha quel “mood” alcolico che hanno i Flauti (davvero ma con che cacchio di materiale li fanno?).

Ma c’è di più, oltre ad un mezzo flauto spugnoso e commestibile. Sul dorso, infatti, alla Kinder hanno ricavato una finestrella quadrata in cui c’è della marmellata piuttosto legnosa con dei pezzetti solidi dentro, sulla cui origine è meglio non interrogarsi (io ho assaggiato i Frutti alla pesca e dentro la marmellata sembrava di sentire le scorzette solide che ci sono dentro la marmellata di arance). Il tutto poggia sul ripieno del mezzo flauto, che è il solito finto latte delle Kinder Brioss: un ingrediente che, se messo tra i due pezzi di spugna e in dosi limitate, ha un suo perché, ma che se lo si piazza a secchiate in mezzo a due pezzi ancora più spugnosi si trasforma nel terribile Kinder Fetta Al Latte (altro nome da Nobel), che credo sia una delle cose alimentari più indecenti dopo le sottilette e il ketchup.

Ecco, siamo alle merendine crossover, agli ibridi. Fate accoppiare un flauto e una Kinder Brioss (la frase si presta in qualche modo a equivoci fallico-verbali che lascio al vostro buon cuore), sperate che il risultato di quella unione sia affetto da nanismo, aggiungete una finestrella di marmellata e il gioco è fatto.

Il risultato è una mezza brioche, che ovviamente ti vendono come prodotto con poche calorie (ovvio, è le metà di una merendina normal-size!) e che però fa il suo effetto, perché nella metà dello spazio concentra i mood di almeno 2 tipi di brioche note ai nostri palati.

Ok, siamo nell’era del mash-up e la prospettiva di “merendine di sintesi” è lì di fronte a noi e alle nostre bocche spalancate. Già mi vedo tra qualche mese alle prese con un Saccottino ripieno di ciliegie dei Mon Cheri, oppure un Buondì Motta finalmente non immangiabile (è la cosa più secca e asciutta dopo il Sahara), farcito con la “crema che sa di ovetto Kinder” del Merendero, con in mezzo l’ovoide giallo delle sorprese dell’ovetto Kinder (così quelli voraci lo inghiottono e poi si ride).

La prospettiva a modo suo è un po’ inquietante, però non è nemmeno una novità. Conoscevo un tizio che ogni estate acquistava “Nutella Snack & Drink” il kit mangereccio Ferrero (quello strano packaging in cui ti davano in un colpo solo una dose di EstaThe, 6 mini-grissini e una “presa” di Nutella e che credo abbia pure vinto dei premi per essere una “meal solution” molto pratica) e invece di consumarlo in modo “ordinato” – cioè pucciando i grissini nella Nutella e dissetantosi, nei limiti del possibile, con l’orrido EstaThe – rovesciava tutto in una tazza e faceva uno zuppone di grissini, Nutella ed EstaThe vomitevole a vedersi ma stranamente perverso a mangiarsi e a modo suo fin buono.

Avendo tempo, denaro e fegato, mi metterei lì a provare innesti tra brioche, merendine, dolciumi e simili. Cosa succede se trapianto un Ciocorì dentro un Tegolino? Si mette a camminare e mi aggredisce mentre grido “It’s alive, it’s alive, it’s aliiiiiiiiveeee!”?

§ 32 Responses to La merendina crossover"

  • davide says:

    Per favore, avete visto in giro prodotti test FERRERO??? Potete scrivermi per favore!!!!!! Cerco ad esempio la Nutella Cacao rarissima!!!!!! GRAZIE
    speck@email.it

  • Suzukimaruti says:

    smeerch: questo tuo commento l’ho recuperato dallo spam

  • Smeerch says:

    Io uso Fastweb ma non credo di finire nello spam. 🙂

  • tititi says:

    scusate ma dove avete trovati i kinder frutti?
    io son riuscito a rubarne uno ad un mio amico, ma poi il nulla…ma ci sono?

  • Nikbike says:

    ma pane e nutella o pane burro e zucchero, fa troppo conservatore ?!?
    …di sicuro conserva meglio la salute! e la parola junkfood la dice tutta su che roba mettiamo in circolo nel nostro apparato 😉

  • daiwojima says:

    Ok, grazie Suz. Ora sto scrivendo dal mio nuovo E61i connesso a Wind. Dovrebbe comparire subito.

  • Suzukimaruti says:

    daiwojima: e’ il filtro antispam che mette nello spam tutti i commenti provenienti da gente che usa fastweb. ma non e’ un problema perche’ al tempo li recupero io a mano.
    quindi se commentate e non compare nulla, pazientate (o mandatemi una mail)

  • degra says:

    Io merendine non ne mangio, perchè preferisco il junkfood salato rispett a quello dolce, tipo snack salati cinesi che fanno malissimo.
    Adoravo i Pan di Stelle, ma quando ancora ero uso a far colazione ad orari umani e con cose umane (latte & biscotti, per dire), ora la faccio alle 10 e mangio panino e cappuccio, quindi non faccio più testo.

    Comunque al PAM non ci posso entrare: appena vedo da lontano l’insegna comincio a cantarmi nella mente (ma se sono con altre persone la canto ad alta voce) “senti come grida il peperone: PAM!” e mi metto a ridere DA SOLO come un deficiente…

  • dina says:

    io lavoro per la Ferrero…mi occupo della vendita e promozione dei prodotti…e vi posso assicurare che sono prodotti che vanno alla grande…
    ps: io non li compro solo per il fatto che sono troppo cari…1.99 solo 6 Frutti?????

  • daiwojima says:

    Ho fatto due commenti di prova per vedere se il ritardo nella pubblicazione dipende dal provider.

  • daiwojima says:

    Commento di prova, poi spiego…

  • daiwojima says:

    Vedo che qui nessuno (tranne un cenno di Pietro Izzo) di junk food salato. Non amo patricolarmente i dolci, anche se oggi mi sono scafozzato un decente cannolo siculo e una meravigliosa zeppola “hopefully” artigianali) quindi vado decisamente sul salato. Premetto che escludo gli hamburger dalla categoria junk food: sono genuini o sono all’uranio impoverito – soprattutto quelli colle collinette dorate e non solo per motivi di igiene politica, ma anche – a Torino – di igiene sportiva. Passiamo alle cose serie: la mia vera ossessione sono le Pringles, declinate anche in tutte le varie sottomarche e imitazioni. Davanti a un tubo di Pringles che praticamente acquisto solo in una nota catena di noleggio video (dove spesso vado solo perche’ sono colto da una improvvisa carenza postprandiale di Pringles) perdo ogni barlume di umanità e mi trasformo nel più triste e disperato animale da ingrasso. Avessi a disposizione cento tubi, cento tubi divorerei. In caso di carenza notturna – escludendo a priori per ovvi motivi i distributori automatici di Piazza Statuto (a Torino) – ho la fortuna di avere praticamente sotto casa in un viale alberato di borgata Parella (sempre a Torino) un rozzo ma utile distributore di profilattici, cartine e generi di primo conforto.
    I Pringles mancano ma – per fortuna ci sono spesso i Friskies al peperoncino. Una volta mi sono persino avventurato nell’acquisto di una confezione con brand Montana (per gli ultraquarantenni quello di Gringo, per i pischelli quello di Gene Gnocchi e i suoi nipoti) di un panino al prosciutto sottovuoto. Non era buono, ma non faceva neanche schifo. Certo che però i (o le?) Pringles…

  • Robbo says:

    Temo che il retrogusto alcolico sia proprio dovuto alla minima presenza di alcol che serve a mantenere quella sensazione di morbidezza/freschezza che hanno sempre, fino alla data di scadenza (ed oltre!).
    Spero che qualcuno smentisca quanto ho scritto!

    Robbo

  • Sel says:

    @pakistano: pakistano, grazie della preziosa info.. non guardo mai i contenuti degli schifi che mangio.. posso dare la Fiesta anche ai minorenni! il curaçao non è letale sotto i 15 anni, vero?

    Buondì, Girella, Yo-Yo e Ciocorì:
    http://www.buondi.it/contatti.htm

    @Dani: allora devi provare i cloni dell’Eurospin. Creano DIPENDENZA.

  • Dani says:

    Io i pangoccioli li snobbo da quando ho scoperto il clone, infinitamente migliore, che si trova al Lidl. Confezione tipo “sacchetto” molle con le scimmie sopra (ma non chiedetemi il nome).

  • BMV-Pedrita says:

    Il pangoccioli è la mia droga. Però son più del partito di Pietro: sono espertissima di junk food salato, molto meno di quello dolce.

    In generale, ancorchè mi piaccia moltissimo mangiare, posso confessare di avere degli standard di scelta bassissimi. 😀

  • Riccardo says:

    Occhio che, se non sbaglio, il buondì non è più Motta ma Bistefani. Non ne sono sicuro al 100% ma un paio di mutande potrei pure scommetterle.

  • pietroizzo says:

    io sono più esperto di junkfood salato (tipo pringles, fonzies, ma anche gli incredibili cracker di riso salati della Scotti)… Sui dolci sono un po’ impreparatyo, sono fermo alla fiesta e al mars, ma ho visto che c’è un mars nuovo, più chiaro e sottile… ne vogliamo parlare?

  • pakistano says:

    @sel: ma il mood alcolico della Fiesta non è dovuto ad alcool etilico ma al Curaçao, sta qui la differenza che non è da poco.

  • dany says:

    Le mie origini chieresi (Chieri è uno tra i comuni che fanno da test per i nuovi prodotti Ferrero) mi hanno permesso di conoscere Frutti già molto tempo fa! La mia sensazione è stata la stessa: un surrogato di kinder brioss con una finta marmellata spiattellata in una ferita del già striminzito pan di spagna. E se si pensa a come viene tagliata quella finestrella…
    Non ho mai pensato ad anticipare sul blog i prodotti della Ferrero che arrivano a Chieri prima che in qualsiasi altra parte del pianeta. Posso tediarvi con molto altro…
    Però oro ora mi viene in mente che prima dell’uscita dell’Happy Hippo era stato messo alla prova una specie di duplo da frigorifero che probabilmente non usava il solito cioccolato alle nocciole: anche la mia cucciola l’ha rifiutato guardandomi con muso interrogativo!

  • Sel says:

    Il ‘Choco Stick’ è un crossover fra Pinguì e Maxi.
    Il ‘Frutti’ lo sto dando come merenda ai bambini ma dopo aver letto (e riso molto per la splendida autoironia critica) questo post credo che li butterò.. 🙂

    Il mood alcolico della ‘Fiesta’ non lo batte nessuno, però.

  • CV says:

    Hai scordato i pangoccioli del Mulino Bianco che sono relativamente recenti.

    Il mood alcolico dei flauti (e di tutti i prodotti fatti con il pan-spugnetta, pancarrè compreso) deriva dall’uso di alcool etilico. Leggete bene gli ingredienti e strabiliate
    ;-D

  • luca says:

    Complimenti per il post, così mi piaci. Ieri mentre tornavo dal calcetto ho sentito gli ultimi minuti della radio Centro95. Complimenti anche lì, sei simpatico, dalla voce si sente che te la tiri un pò ma sei in gamba (fai qualcosa anche per l’accento piemunteis).

  • Giovy says:

    LOL! Post stupendo, per chi fino a qualche mese fa mangiava quantità notevoli di queste schifezze…
    Poi è arrivata la dieta, le merendine sono sparite e con esse 11 chili di sottoscritto…
    Un consiglio: NON mangiatele!!! 😀

  • Suzukimaruti says:

    smeerch, ma qui stiamo parlando di merendine e non di biscotti. sul piano delle merendine, a parte le merendine pan di stelle mi sa che Mulino Biaco e’ un po’ fermo da mesi (diciamo dalle veneziane in poi, che seguivano i croissant fiacchi).
    .
    Come consistenza, il Frutti non assomiglia alla Kinder Paradiso (che e’ fatta di simi-pan di spagna abbastanza aereo), ma alla Kinder Brioss.
    I choco-sticks temo siano fatti con quel precipitato gommoso di latte che mi rende immangiabili i pingui’, la fetta al latte, ecc.
    Li devo provare.
    .
    Ma e’ bello sapere che i junkfoodologi sono tanti! 🙂

  • Smeerch says:

    Ti vedo poco attento caro il mio Suzuki.
    La Mulino Bianco dopo i Pan di Stelle, negli ultimi 10 anni, si è inventata come minimo 4 o 5 tipi di biscotti tra cui ricordo, così al volo, i Cuor di mele (ovviamente alla mela) e le Campagnole – volendo escludere i buonissimi GranCereale croccante.
    http://www.barillagroup.it/marchieprodotti/mulinobianco/biscottidacolazione/index.htm
    A me, personalmente, il Kinder Frutti sembra una Kinder Paradiso con una striscia di marmellata, come dici tu ‘legnosa’.
    Da qualche settimana, poi, ho scoperto un’altra novità Kinder per il banco frigo:
    http://www.smeerch.it/2007/09/01/kinder-choco-sticks/
    Si chiama Kinder Choco Sticks (è una confezione multipla da sei) e sembra una specie di Kinder Pingui a barrette.

  • Suzukimaruti says:

    e’ un’ipotesi affascinante, livefast.

  • livefast says:

    io tendo ad assumere che la Ferrero faccia pubblicità imbarazzante per precisa scelta. non è facile trovare un modo di farsi ricordare. l’imbarazzo è una sensazione che si fissa nel profondo.

  • Francesco says:

    Semplicemente fantastico. Ho riso così tanto che alla fine avevo gli addominali scolpiti!

  • daiwojima says:

    A questo punto non resta che ingurgitare otto ettolitri di Diet Coke, spararsi una tubetto di Happy Mentos e stare a vedere cosa succede

  • regulus21 says:

    Bono il Ciocorììììì! Ma lo fanno ancora??? O_o

  • Andrea Beggi says:

    Starebbe in piedi un business model nel quale si prevede che io venga pagato per leggere i tuoi post? Ormai ogni volta che scrivi qualcosa devo prendere un giorno di ferie….

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