La malattia infantile del blogpurismo: riflessioni a freddo dopo il rientro del caso ROC

October 25th, 2007 § 49 comments

Non ho il tempo fisico per fare un post sulla ridda di ansia che si è sviluppata sulla blogosfera a causa del ddl sulla riforma dell’editoria, che anche qui si è preso la sua bella dose di critiche.

Ora che la questione è prontamente rientrata, con tanto di proposte pratiche per rimediare, butto lì un elenchino di riflessioni/spunti che mi vengono a bocce ferme:

– la blogosfera (il termine è improprio, ma non so che sinonimo usare: diciamo “un bel pezzo dei blog più attivi”) è sempre più isterica e si comporta sempre più da folla: francamente, i toni con cui è stata trattata la questione sono stati molto sopra le righe, salvo rari casi. Insomma, prima di usare parole come “bavaglio”, “liberticida”, ecc. rifletterei davvero sul loro significato. Il peggiore insulto che sarei riuscito a produrre sulla proposta del ROC sarebbe stato “burocratismo di merda”.
Credo sarebbe carino interrogarsi sul perché di questi toni allarmati a fronte di una norma che era palesemente una svista e/o una legge che non voleva occuparsi di blog e che era formulata male. Io qualche idea ce l’ho (malsana voglia di protagonismo, cascami di grillismo urlante, una precisa strategia politica che prolifera sul clima qualunquista, ecc.).

– la blogosfera è sempre più penetrabile da maneggiamenti politici di bassa lega; il solo fatto che una proposta di ddl sia stata battezzata *da alcuni* (mi sono segnato i nomi) “Levi-Prodi”, coinvolgendo l’incolpevole mortadellone in una cosa sulla cui ideazione non ha messo becco, è un segno preciso del fatto che qualcuno intende marciarci politicamente.
Chi? Io un sospetto ce l’ho: gli stessi che hanno chiamato “Legge Biagi” una legge che di fatto legalizza il precariato, in modo tale che ci sentissimo un po’ in soggezione a criticarla e a modificarla, perché ha il nome di un martire del terrorismo.

– la blogosfera è sempre più preoccupantemente pecorona. Il post indignato sul ddl dell’editoria è diventato una sorta di moda, un meme con la bava alla bocca. Ed è stato bello leggere post fotocopia e post inutili (o post clamorosamente sbagliati) sui blog di gente che in precedenza non ha mai scritto una singola riga di politica.
Gli stessi che stavano zitti o indifferenti quando veniva approvata la Legge Urbani (quella per cui vai potenzialmente in rovina se ti beccano con un mp3 tarocco), che è infinitamente peggio (ed è stata approvata!) o il decreto Pisanu (quello intelligente per cui se vuoi navigare su Internet da uno spazio pubblico devi fornire le generalità tue e di tua nonna alle Autorità).
Siamo arrivati al paradosso di blog “pucci pucci” (quelli scritti con le “k” al posto delle “c” dure, con “non” abbreviato “nn”, con le immagini di Hello Kitty, i post coi testi di Gigi D’Alessio e le immagini di gattini, cagnolini, pangolini, ecc.) che riversavano indignazione e carineria nello stesso post: 4 righe a base di “liberticida”, “bavaglio”, “no all’Internet tax” e un bel gattino ad illustrare coerentemente il tutto. E poi via, verso il post seguente intitolato “Oggi Gaetano nn mi ha limonata”.
(nota: io sarei felicissimo se le persone disinteressate, quelle che si umiliano dicendo “io non mi occupo di politica”, iniziassero a formarsi, anche sbroccando, una coscienza e un’identità politica, ma credo che questa volta si tratti di un caso transitorio)

– il livello della discussione politica tra blogger è basso: salvo rari casi apprezzatissimi, mi sconsola un po’ vedere quanto è tristanzuolo il grado di impegno politico e quanto si parla male di politica, con toni da osteria verso l’orario di chiusura.
Ho l’impressione che si proceda a fiammate, con gente che parla solo in base ad allarmismi, sbraiti e una paranoia generica e qualunquista. La politica, per quanto ne capisco, è una cosa bellissima da fare, ma ha senso solo se praticata al di fuori delle emergenze e dei toni da emergenza. E lo dico ben conscio del fatto che la politica è forse una delle cose che mi tira fuori maggiormente la passione.

– ci sono sempre i furbi che ne approfittano: ci ho già fatto un post e non ve la faccio lunga, visto che basta rileggerlo.

 

EMANCIPARSI DA BEPPE GRILLO
Facendo due somme spannometriche, mi è venuta la forte impressione che la “battaglia” vinta dalla blogosfera sia stata un po’ un pacco.
Mi spiego: sì, vero, ora ci raccontiamo (ci ho creduto per un po’ pure io) che la voce collettiva dei blogger ha avvertito chi ci governa e ha impedito che facessero un ddl che sarebbe potuto essere interpretato male e comportare qualche fastidio.

Però non riesco a togliermi dalla testa quella vocina maligna che mi spernacchia dicendomi che lo so benissimo (e non lo voglio accettare) che l’attenzione della politica sul caso ROC è stata attirata non dai tanti post della “gente comune”, ma dal post allarmato di Beppe Grillo.

Insomma, non sono convinto che la blogosfera si sia realmente “fatta sentire” dal mondo politico e sto cercando di capire il perché. Perché conta più un blogger fasullo come Grillo rispetto ad una “scena” più ampia, più dialogante e più partecipata? E’ solo una questione di visibilità mediatica? Non credo.

Credo che il limite della blogosfera come (eterogeneo) soggetto attivo sia il fatto che non ha interlocutori nel mondo politico che la riconoscano in quanto soggetto con cui interloquire.
C’è qualche deputato o senatore in grado di dialogare davvero con la parte abitata della Rete? La mia impressione è che a parte il verde Fiorello Cortiana (persona rispettabilissima, ma mi spiace constatare che nel suo caso veleggiamo dalle parti delle carte basse a briscola, in quanto a peso politico) le attenzioni della politica nei confronti della Rete siano bassissime.

Come blogosfera non possiamo pensare di avere credibilità e visibilità “politica” se non interagiamo con alcuni politici. Cioè, se domani esce una legge che ci dà noia e Grillo quel giorno ha altro da dire, chi ci ascolta? E come ci ascolta? E perché mai dovrebbe ascoltarci?

Questo è un problema grosso e di difficile superamento, soprattutto se la blogosfera continua in buona parte a rifiutare e insultare (spesso a priori, in modo antipolitico o qualunquista) la politica e i suoi protagonisti.
Purtroppo serpeggia per la Rete un massimalismo un po’ infantile (forse tutti i massimalismi lo sono, ma sto leninianamente divagando) per cui anche solo l’idea di trovare degli interlocutori competenti in campo politico sarebbe un atto interpretato dai più come mostruoso, uno “sporcarsi le mani” da censurare.

Ovvio che, ghettizzandoci così per una forma malata di purismo, finiamo per non contare un bel niente. E capita che la politica non solo non si occupi della Rete, ma si senta pienamente legittimata a continuare a non capire niente di Internet.

E invece dovremmo iniziare a contare qualcosa, politicamente parlando, anche solo per puri fini di autodifesa.
Come fare? Boh, magari cercare le “teste” politiche più attente al mondo della Rete e cercare di farle entrare (senza farsi usare, come ha fatto Grillo con un pezzo di blogosfera) ancora di più nelle dinamiche, nelle discussioni, che caratterizzano il nostro “fare” rete.
E far capire loro che la Rete, nella sua eterogeneità, è a modo suo un soggetto politico che merita attenzione.

Sono assolutamente pessimista sul fatto che una cosa simile possa accadere (i pochi a provarci finirebbero crocifissi dai blogpuristi), ma provare a buttare lì l’idea non costa nulla.

§ 49 Responses to La malattia infantile del blogpurismo: riflessioni a freddo dopo il rientro del caso ROC"

  • Blau says:

    Io sinceramente non capisco perché sempre questo astio contro il Beppone nazionale. Secondo me lui è il punto di contatto tra il mondo dei blog e il mondo reale. Come qualcuno ha detto e come molti di noi sanno, non sempre Grillo centra le questioni, ma perlomeno da al mondo dei blog la possibilità di avere un portavoce verso il mondo esterno, e non è altro che quello che dice sempre.

    Un abbraccio

  • mazzetta says:

    p.s.

    a proposito di collaborazione pubblico/gente della rete etc. segnalo questa: http://www.mazzetta.splinder.com/post/14094630
    sull’elaborazione del nuovo diritto d’autore

  • Barbara says:

    Per quanto ne so’ di politica…come hai detto tu stesso, ne possiamo parlare a volte straparlare (il piu’ delle volte?), se si ha un’opinione e’ giusto esprimerla perche’ se politica significa “l’arte di governare le societa'” e noi siamo “la societa'” chi meglio puo’ esprimere un giudizio. Ma un momento, me la sto’ cavando con poco, cito una definizione e credo di essere arrivata al nocciolo del discorso. Si parla di governare, non di destra o sinistra…il governo(governare)non e’ determinato da uno schieramento politico, siamo noi che ci siamo creati questi sbarramenti e queste limitazioni?
    Con tutto il rispetto che posso avere per una persona che non conosco, non mi piace sentir parlare di “pecoroni”, di bloggers di seconda categoria, di blog “sprecati” perche’ pieni di cristal-glitter-immagini o altro. Ogni blog e’ figlio di chi l’ha creato, e le ragioni possono essere infinite. Potrei semplicemente definirlo come un diario, in quanto tale personale che invece di essere scritto sopra un bel quaderno e tenuto chiuso nel cassetto e’ pubblicato e disponibile a tutti…rischioso, ma chi ha detto che un libro si giudica dalla copertina?
    Come si puo’ parlare di bloggers in termini cosi’ assoluti? Chi ha mai letto tutti, dico TUTTI i blog? impossibile, quindi evitiamo di generalizzare (e’ una cosa che odio!)! Il bello dei blog e’ proprio quello di poter leggere e commentare rimanendo delle proprie idee o magari ribaltarle completamente, perche’ no? Credo al potere del “passaparola” che nel caso dei blog puo’ diventare…esplosiva, gli allarmismi sono dietro l’angolo ma non credo di essere l’unica a pensare che tutto quello che Grillo dice non sia l’unica verita’. Sto’ leggendo un suo libro proprio in questi giorni, e mi ritrovo ad annuire o a rimanere perplessa, insomma non tutti ci beviamo quello che viene scritto o detto come acqua fresca, dateci almeno un po’ di credito tanto per cambiare!
    Grazie se avrai avuto la pazienza di leggere queste mie parole, io continuero’ a leggere le tue
    Barbara

  • Tronchetti says:

    Ora dopo la svista sulla proposta Levi, cosa dobbiamo pensare della bozza per l’assegnazione delle frequenze sul WiMax?Questo PD mi ricorda sempre più il PSI degli anni 80, ma loro almeno avevano il buongusto di non nascondere la loro immoralità.

  • HelenaRed says:

    Ciao!
    Sono arrivata qui dal blog di un’amico che ti segnalava (http://mattecastellani.splinder.com/

    Questo post è bellissimo e mi trovi pienamente daccordo.

    Mi sono emancipata da Grillo già tempo fa, anche se condivido alcune delle sue battaglie ed ho partecipato al V-Day. Più per un rispetto verso i miei ideali che per rispetto a Grillo. Ho approfittato di un’occasione che ritenevo imperdibile.

    In quanto alla legge sull’editoria web, non ho scritto un post. non perchè la cosa non mi preoccupasse, anzi. Resto in attesa che la proposta venga definita prima di giudicarla. Perchè come detto è una bozza che va migliorata. Una proposta non è esecutiva.

    Non sopporto chi vuole inculcare nella gente il germe della paura: giornalisti, politici, bloggers e compagnia bella.
    Com’è che diceva il personaggio di Dune?
    La paura uccide la mente?

    Io sono convinta che in questo nostro paese di merda ci siano anche delle belle cose, notizie positive che i telegiornali non passano, perchè fa più notizia e suscita più scalpore una tragedia che un’opera di bene. Io ci rifletterei sopra.

    Ci sono tante persone in Italia che si spaccano per fare qualcosa di buono ma i loro sforzi non vengono premiati. Sarebbe ora che qualcosa cambiasse anche in questo.

    Suzuki, l’altro giorno ho approfittato di uno sconto in libreria ed ho acquistato “Politica” di Aristotele. Credo che mi ci immergerò quanto prima!

  • stranigiorni says:

    quoto tutto.
    ma chettelodicoaffà…

    tanto è sempre così.

  • justfrank says:

    Pò esse… ma la malattia contraria è l’incazzarsi tanto per il gusto per farlo, tanto perché va di moda. Ci si incazza e ci si incazza, ma poi che si fa? Vado a leggerlo sul blog di Paolo ma… ops! Non c’è nessun link…

  • Paolo says:

    siete un circoletto di saccenti che non è capace di incazzarsi
    analizzate, analizzate e basta
    sono certo che il national geographic vi dedichera’ un documentario

  • justfrank says:

    Non ho parole, non solo sottoscrivo lettera per lettera questo articolo, avendo già scritto a proposito del DDL Levi quello che vedi sul mio blog. Stavo per scrivere l’ennesimo articolo sull’argomento, includendo alcune considerazioni sul come molti fraintendano il significato dell’espressione “fare rete”; ma hai già scritto tutto tu e io ora non saprei cosa altro aggiungere. Chapeau. 🙂

  • D. says:

    Grillo ormai rasenta la follia.
    Novello savonarola non distingue piu’ tra pagliuzze, travi, soffitti e controsoffitti.
    A distruggere siam capaci tutti. E costruire è tutt’un’altro paio dio maniche.

    Temo che seguirlo sia poco sano.
    Non solo in rete, purtroppo.

  • gregorj says:

    “Come fare? Boh, magari cercare le “teste” politiche più attente al mondo della Rete e cercare di farle entrare (senza farsi usare, come ha fatto Grillo con un pezzo di blogosfera) ancora di più nelle dinamiche, nelle discussioni, che caratterizzano il nostro “fare” rete.”

    ok, come lenin del “che fare”. e adesso, però, manca di dire il come

  • gregorj says:

    un post perfetto. quoto riga per riga.

  • nexusdue says:

    “Siamo arrivati al paradosso di blog “pucci pucci” (quelli scritti con le “k” al posto delle “c” dure, con “non” abbreviato “nn”, con le immagini di Hello Kitty, i post coi testi di Gigi D’Alessio e le immagini di gattini, cagnolini, pangolini, ecc.) che riversavano indignazione e carineria nello stesso post: 4 righe a base di “liberticida”, “bavaglio”, “no all’Internet tax” e un bel gattino ad illustrare coerentemente il tutto. E poi via, verso il post seguente intitolato “Oggi Gaetano nn mi ha limonata”.”

    Questa è fantastica!

    Sul ROC, pienamente daccordo.

  • degra says:

    Ovviamente l’accostamento era solo nel senso che Adinolfi si è autocandidato come “rappresentante” dei blogger. In quanto tale, ovviamente.
    È come se si volesse trovare un referente politico della gente intesa come massa: non ha senso.
    Ma anche prendere come referente un politico che conosca bene il fenomeno della blogosfera non ha molto senso, perchè ci si autodefinirebbe “blogger” come definizione principale.
    Cioè, a me non interessa se i politici che voto non s’intendono di rete: una grandissima fetta di italiani non sa nemmeno cosa sia un blog, perchè dovrei essere rappresentato io piuttosto che tutti gli altri italiani, che hanno sicuramente problemi maggiori dei miei come utilizzatore della rete?
    È per questo che non capisco l’idea del “referente politico” anche solo intesa come persona sensibile ai temi della rete. (ovvio che se ci governa qualcuno che è al corrente delle cose “moderne” è meglio… 😛 )

  • svaroschi says:

    Non trovo calzante l’accostamento di Degra col personaggio di Adinolfi. Proprio perchè siamo persone che hanno un blog (blogger – di nuovo e fino alla nausea – trovo che non voglia dire niente, se non che usiamo uno stesso strumento) non c’è bisogno di qualcuno che si ponga come referente *perchè* ha un blog.

    Non credo che quando si parla di referenti politici si intenda altro che qualcuno sensibile e consapevole di queste dinamiche e del funzionamento degli strumenti.
    E certo, Degra, come dici tu, occorre che i “tecnici” che scrivono le leggi sappiano quello che fanno.

    P.S. Certo, se poi, prima di firmare i politici leggessero le leggi per intero… 😉 )

  • degra says:

    A me, più che altro è sembrata una levata di scudi pretestuosa e basta.
    Il blogggger (a pari della gggente) ha reagito perchè ha letto da Grillo (la maggior parte) che questa legge metteva un bavaglio ai blog.
    Quindi tutti si sono sentiti paladini della libertà d’espressione e della democrazia (di ‘sta cippa, aggiungerei). Neanche se tutti i blogger fossero a rischio perchè trattano di politica e scrivono cose “scomode” per il governo.
    Come al solito, più che blogpurismo, protagonismo e paura di perdere la propria vetrina personale.
    .
    Riguardo al bisogno di referenti politici, non vedo proprio l’esigenza, perchè non esiste una massa di blogger e basta. Non c’è bisogno di un sindacato o di un partito, perchè tutti sono prima persone e poi blogger. E, quindi, hanno più o meno tutti (almeno gli interessati) un’idea politica e dei partiti/personaggi/schieramenti di riferimento.
    Altrimenti la blogosfera (almeno quella “de sinistra”) avrebbe cercato un referente alle primarie, e ce l’aveva lì sul piatto d’argento: Marione Adinolfi.
    Proprio il suo flop (personaggio a parte) deve far capire che al blogger non interessa essere rappresentato in quanto tale, e che la rete non ha bisogno di difensori perchè patria dei blogger.
    L’unica cosa di cui c’è bisogno è un certo numero di tecnici (quelli che stanno dietro le leggi) che sappiano veramente su cosa stanno legiferando.
    I politici possono anche essere digiuni di internet, già non sanno di molte cose, ma almeno i tecnici che siano tecnici davvero, e sappiano sopperire alle mancanze dei politici.
    .
    Grillo ha lanciato la pietra, sapendo che al resto avrebbe pensato il tamtam dei blogpecoroni, perchè non è un pirla. Infatti ha fatto credere a tutti che la burocrazia (di merda, come spesso è) avrebbe messo il bavaglio a tutte le voci libere, mentre il più in pericolo (forse il solo) era lui.
    In questo senso vedo pochissima differenza tra i blogger con le k e quelli senza. Però i primi hanno dalla loro il fatto che essendo digiuni (volontari) di politica (o troppo giovani per volerla capire) si sono fidati dei blogger (presunti) seri, i quali non hanno scusanti per l’isteria di massa creata.

  • raccoss says:

    Non riesco a prendere una posizione così netta sulla questione.
    Come è vero che è grottesco vedere migliaia di blog con la “k” che si preoccupa di politica, mi sembra però positivo che la notizia abbia avuto sufficiente risonanza da essere postillata prima di diventare legge.
    Forse qualcuno ha imparato che è meglio preoccuparsi prima che i “a fine di profitto” diventino parti integranti delle “leggi Urbani”.
    .
    Sul discorso referente blog, continuo a pensare che non ha senso, fintanto che non si dà una definizione di blogger più precisa: ci sono blogger di serie “a” e blogger con la “k”? Oppure siamo tutti uguali, e allora come referente politico ci può andar bene anche Costantino Vitaliano.

  • Samuele says:

    Io, con te, a pranzo, domenica?
    Sei pazzo? Abbiamo un solo ed unico argomento: il Toro. Altrimenti finisce che litighiamo dopo sette minuti… anzi no: finisce che tu incominci a parlare, a parlare, a parlare, a parlare…

  • antonio says:

    livefast: già…

    segnalo, giusto per la cronaca, un bell’approfondimento sul tema, con millemila link pacati
    http://www.apogeonline.com/webzine/2007/10/26/19/200710261901

    per iniziare a pensare a referenze (mi viene chissà sempre in mente il fare la riverenza) politiche, questo potrebbe essere un buon banco di prova – senza andare troppo lontano, e proprio nella corretta formulazione del decreto legge.

  • livefast says:

    a parte il fatto che io *voglio* essere obbligato ad iscrivermi al ROC, credo che il problema dei referenti politici dei blogger sia più che altro generazionale. mi spiego: io conosco diversi uomini politici che sarebbero in grado di interpretare il ruolo di refernte politico della blogsfera *ma* si tratta al massimo di consiglieri provinciali (uno è in predicato di diventare consigliere regionale). se in italia il ritmo di ricambio della classe politica fosse *almeno ragionevole*, probabilmente quelle persone (che hanno 35-40 anni) starebbero già in parlamento e noi avremmo i nostri “referenti” costì.

    è un esercizio che faccio spesso ultimamente: utilizzo il conflitto inesploso tra ggggiovani e vecchi per spiegare qualunque cosa. la cosa orribile è che ci riesco sempre.

  • Più o meno d’accordo, ad eccezione di quel “la Rete, nella sua eterogeneità, è a modo suo un soggetto politico che merita attenzione”. Non sono d’accordo sul fatto che SIA un soggetto politico.E meriterebbe probabilmente assai meno attenzione di quella che ha.

  • noivoiloro says:

    …tornando un attimo alle pecoronate da post-su-blog, voglaimo per afvore parlare dei vari adesivi, pecette, bannerini e cacchiate varie targate FREE BURMA?

    popolo di mtv-dioti….?

  • Suzukimaruti says:

    Samuele: dopo tutte le dichiarazioni sul caso ROC è palese che la cosa sia rientrata. Insomma, hanno anche spiegato come (facendo un comma aggiuntivo, cosa peraltro che potrebbe risultare problematica, ma tant’è).
    .
    Mi sembra altrettanto ovvio che il ddl rientrato non è stato un tentato colpo di mano (può sembrare strano, ma la Rete continua ad essere – per mille motivi – tuttora funzionale e più vicina alla Sinistra), ma banalmente una legge formulata in modo equivocabile.
    Ecco perché mi fido che proveranno a porci rimedio (detta tutta, ho più dubbi sul fatto che ci riescano bene: non invidio chi deve scrivere il comma che definisce il concetto di “blog”).
    .
    Riguardo a Prodi, il ragionamento non tiene. Con questo principio tutte le leggi sono leggi-Prodi, così come tutte le leggi passate erano leggi-berlusconi. Insomma, di questa legge si sa l’autore, si sa la storia e si sa che Prodi non ci ha messo becco. Leggi simili le fanno i tecnici (impreparati, in questo caso).
    .
    Concordo con te su due punti. Il primo è sulla vecchiezza e impreparazione della politica italiana riguardo alla Rete (che non è una technicality, ma ormai un tema che riguarda la libertà d’espressione, i diritti individuali, la libera circolazione del sapere, ecc.).
    Difficile porvi rimedio. Ecco (anche) perché ho votato Veltroni alle Primarie e (anche) perché lo voterò alle elezioni politiche: è un politico che conosce la Rete da tempi non sospetti, la usa bene da anni e anni, è attento ai suoi temi e sono certo che sarà il primo a rispondere concretamente al desiderio (implicito e mal espresso) della Rete di contare come interlocutore in politica.
    .
    L’altra cosa su cui concordo è che il Governo sta facendo poco per rimediare al (tantissimo) male grave fatto dal governo Berlusconi. Perché non sta facendo niente? Perché non ha i numeri, governa per il rotto della cuffia a causa di una legge elettorale tremenda che penalizza tutta l’Italia (legge fatta dalla destra, ricordiamolo!).
    Visto che gli altri fanno leggi tremende come la legge Urbani e il decreto Pisanu e che a sinistra vorrebbero rimediare tali leggi ma non hanno i numeri,c’è una sola scelta intelligente: votare tutti quanti PD alle prossime elezioni! 🙂 [non volermi male: sono poco serio, di questi giorni!].
    Ci vediamo domenica al Festival della Scienza! Vieni per pranzo.

  • Filippo says:

    suzuki for president. Complimenti, sei la voce della coscienza della blogosfera.

  • Samuele says:

    Sto pensando seriamente che a breve uno dei due tiferà per i gobbi. Mah…

    Non capisco perchè parli di rientro del caso ROC. La proposta di legge (partorita casualmente in Agosto) è ancora lì. Qualche smentita di un paio di voltagabbana non bastano a rassicurarmi. Dovrei dormire fra dieci guanciali, ma perché? Appena avremo abbassato la guardia (noi, ma soprattutto Grillo) saranno pronti a rimettercelo nel culo.

    Dici che Prodi non ci ha messo il becco. Ma per la miseria: E’ LUI IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO!! Ma cosa ci sta a fare se non controlla nemmeno le minchiate che scrivono i suoi leccapiedi??

    Poi dici: “le attenzioni della politica nei confronti della Rete siano bassissime.” Falso. Devi modificare: “politica italiana”. All’estero (mi dicono) è molto diverso. Questo perchè le persone che ci governano hanno cent’anni per gamba. Quando Mastella ha iniziato (31 anni fa come si vanta lui) forse c’erano le penne biro. Il 75% dei politici italiani non ha mai usato un computer. Come può confrontarsi con la rete?

    Stai continuando a parlare di legge Urbani, di Legge Pisanu e io ti chiedo: perchè questa Sinistra non fa niente? Sono loro al potere eppure la legge Urbani è ancora lì e nessuno ha mai neanche pensato lontanamente di fare qualcosa. Forse stanno aspettando che il quasi 2% di Mastella faccia cadere il governo…

  • vb says:

    Commenti sparsi: sulla prima parte non sono molto d’accordo, Grillo e gli altri blog hanno indicato la luna e la luna oggettivamente c’era, mi sembra che tu ti lasci un po’ trasportare dal tuo coinvolgimento politico (inteso in senso nobile, cioè in termini culturali e non di “sto amico a… che ce fa magnà” – guarda te che precisazioni tocca scrivere al giorno d’oggi per poter parlare di coinvolgimento politico senza che sembri diffamazione) e minimizzi un provvedimento che in realtà è grave, forse ancor più per metodo e ignoranza che per la sostanza.
    .
    I politici, poi, in questa fase vedono Grillo come Il Nemico e quindi sono ipersensibili ad esso, quasi come se ne avesse parlato Vespa. Gli altri blog non contano un cazzo perché quando Fiorello Cortiana (che tu citi) s’è candidato non dico alle politiche, ma alle comunali di Milano, la rete gli ha portato talmente tanti voti che è stato superato pure dal pizzettaro all’angolo; a dimostrazione che fanno bene a ignorarci, visto che politicamente non siamo organizzati e quindi non esistiamo (e che se provassimo a organizzarci il primo che va avanti sarebbe accoltellato dagli altri, che poi farebbero post goduti come quello che hai fatto tu su Adinolfi, anche se per Adinolfi era giustificato farlo).
    .
    Infine sull’approccio costruttivo: io è sette anni che lo faccio, in perfetta solitudine o quasi, pagandomi di mio i viaggi a Roma e mettendoci le notti. A forza di olio di gomito, un paio di interlocutori politici di spessore e intelligenza li abbiamo messi assieme – Rodotà e il sottosegretario Magnolfi, per cominciare. Per arrivare oltre, serve altro lavoro; e magari proprio la cagnara di questi tre giorni ci permetterà finalmente di arrivare a parlare con Levi e soci, cosa che in un anno (dico, un anno, perché è un anno che io ogni due settimane pingo i suddetti interlocutori dicendo “quand’è che ci fate parlare con Levi”, e loro peraltro ci hanno pure provato) di richieste educate non abbiamo mai ottenuto.
    .
    Quindi ben venga la cagnara di questi giorni, che, sebbene spesso ciò non piaccia per primi a lor politici, la cagnara pubblica è spesso l’unica cosa che ti apre le porte.

  • Concordo pienamente con la tua analisi, mi chiedo se grillo parli per noi oppure se usi chi lo segue solo come arma contundente…in quanto alla carenza di soggetti politici in gradoo di dialogare con la blogsfera, beh bisognerebbe cominciare un po a svecchiare in quell’ambiente.

  • Tonino says:

    [OT}: ma una bella stroncatura di quel personaggio obliquo di Di Pietro qualcuno si decide a scriverla? Viste le ultime si rischia di non fare a tempo.

  • Er Frittata says:

    …anno 2010 Mastella litiga (ancora) con Di Pietro:
    .
    M – tu non capisci un tubo! Non sei neanche nella blogosfera.
    DP – cosa dici. ai tempi di mani pulite io ho usato il computer in aula… e su blogbabbel sono il primo in classifica.
    M – fammi controllare (sfodera il suo nokiamon) non ci credo. Cazzo e’ vero! Ma sicuramente ti sei auto linkato 1.000.000 di volte.
    DP – fantascienza! io sono il tutore politico della bloggosfera ogni link me lo sono guadagnato facendo bloggate a non finire.
    M – adesso ti levo la connessione…per sempre HAHAHA. E la levo anche a tutti quelli che sono in classifica prima di me. Adesso chiamo…

  • palmasco says:

    Non voglio fare polemica, ma nessuna persona ragionevole crede, o ha creduto che la proposta di decreto Levi sia soltanto una gaffe, oppure il frutto di un equivoco semantico, su alcuni dei termini usati – come invece sembra suggerire un certo ottimismo che qui sostieni anche tu in nome dell’impegno politico.
    Non era un decreto diretto contro i blog, tantomeno contro i blogger, questo è chiaro, ma ha rischiato lo stesso di limitarne il campo d’azione, oppure, se vuoi, di complicarne e avvilirne la libertà – se fosse passato e poi fosse stato impugnato alla rovescia.

    E’ sfumato nel nulla, per fortuna, ma rafforza il senso d’allarme e di sfiducia nella capacità della politica di governare la rete, come risorsa preziosa per tutti.
    Non solo non la comprendono, ma quando la pensano, partono evidentemente da interessi di un gruppo ancora più limitato di quello dei blogger. Come dimostra la vicenda del decreto Levi, e soprattutto l’insolita leggerezza col quale si è estinto.

  • regulus21 says:

    (Esprit d’escalier) …per poi insultarti e/o assillarti coi commenti su questo blog 😛

  • regulus21 says:

    “Carenza di soggetti politici interlocutori della blogosfera”…
    …se ti candidi tu, io mi trasferisco nel tuo collegio apposta per votarti 😀

  • Direi che quanto scrivi è pienamente condivisibile, quasi un manifesto, purtroppo sembra che non sia tanto la rete che parla attraverso Grillo, ma che sia Grillo ad usare la rete come arma. Un saluto.

  • antonio says:

    Il tuo post è perfetto e denota una grande capacità di analisi. Non nascondo che sono tra quelli che all’indomani della diffusione della notizia ha segnalato la cosa, senza però scomodare persecuzioni, dittaure ecc..Credo però che almeno il rumore andava fatto, perchè a prescindere dalle motivazioni che avevano generato la norma (burocratiche, di controllo, semplice svista), senza un pò di baccano, o senza il post di Grillo, la norma sarebbe passata così…con conseguenze fastidiose

  • bè che dire: concordo sul primo post in modo assoluto.Direi che di questo bisognrebbe fare post fotocopia da diffondere in rete.

    sul perché si sviluppi questa spiralle allarmista e isterica sta (non so esprimerlo meglio) nella “natura”(?) stessa del mezzo, la stessa per cui, dopo il 2001, internet è diventato il campo su cui imperversa in modo esponenziale una cultura del complottismo della dietrologia paranoica, della magia, del’occultismo e via così.

    un dato come sintomo emblematico apparentemente OT: c’è un legame anche con il motivo per cui si è passati dal successo mondiale di un romanzo illuminista e smascherante, come il Nome della Rosa” di Eco ( approdo di 20 anni di “critica” dell’esistente) al successo del “codice da vinci” frutto invece di questi anni post 2001 e dl guazzabuglio oscurantista e parareligioso terrorista in cui è più bello sgauzzare piuttosto che distinguere e fare ordine.

    insomma: l’allarmiso porta ondata di emozione inconcludente e paura, la paura, per esempio di un incendio, tende a far aggregare momentaneamente sul pianerottolo. Ecco i blog sono il pianerottolo e l’allarmismo paga anche in termini di contatti o di commenti, insomma infiamma l’infiammatore.

    Mi ricorda certi modi assembleari di fine anni 70 (c’ero purtroppo) in cui si alzava sempre quello con il fazzoletto e lo sguiardo eroico e diceva “aho’ a compa’ ce stanno i fasci..” e subito correva un’onda di indignazione e incazzatura fine a sé stessa, dai modi da “ultras da stadio” (altri soggeti che con il web ci sguazzano) e il cui unico fine era radunarsi con gli stalin in mano. stop. E nel mondo blog certa cultura da centro sociale arretrato circola intensamente (penso a ceti blog paraletterari-antagonisti).

    Da qui da questo che giustamente chiami il “parlar male DI politica” si passa al parlar male DELLA politica. Ma se la politica ha nella partecipazione un suo postulato fondamentale, il fatto che la politica (la politica, non i politici) sia alla fine disprezzata dal mondo-.blog che è nato come partecipazione democratica ai media, è un paradosso, un paradosso che sta facendo girare a vuoto, in questo momento la “scena italiana” dei blog. Proviamo, sì, a abuttarla lì, così magari da fermare la spirale e l’avvitamento su sé stessa.

  • Provocazione: la blogosfera è un po come il vaticano. Non voglio le ingerenze della politica sopra. 😛

  • Keper says:

    Il discorso non fa una piega, leggo però tra le righe una tua fiducia nella politica che è morta per molte persone e non penso sia solo legato all’ignoranza.
    .
    Ieri a Matrix La Russa ha avuto difficoltà a pronunciare persino Google, sfornando dati assolutamente inutili che nessuno ha contestato, segno che la maggir parte dei politici, vuoi per ragioni culturali, vuoi per ragioni generazionali, non sono in grado di capire Internet.
    .
    Infine, mi spaventa un po’ la tua intelligenza e capacità vincolata da una visione di sinistra, dove un annuncio sulla stampa ti permette di mettere l’anima in pace con tutta questa storia. Se si fosse trattato di persone di destra avresti reagito nello stesso modo? Ma soprattutto, al di là delle ideologie ha ancora senso fare queste distinzioni?

  • daniela.elle says:

    cacchio mi è partito l’invio sorry! scusa gli eventuali pasticci di sintassi ma il senso spero sia arrivato chiaro. Chiudo dicendo che continuerò a fare come faccio adesso a pescare da sola o con l’aiuto di alcuni riferimenti che rispetto a scoprire cose grazie a questo o quello, continuare a cercare con curiosità, al di là di ogni meccanismo “mainstream” o indicato da altri come tale. Tiè! 🙂

  • daniela.elle says:

    trovo molte tue riflessioni condivisibili se fosse il mio “fottuto” campo da gioco scriverei cose simili (è un problema mio quando esulo dal mio seminato mi sento sempre un po’ fuori posto) e mi sono sentita un po’ fuori posto a ho scritto qualcosa sul roc spinta dal mio senso di indignazione personale, sono una sanguigna e spesso esterno con rabbia, sempre ben mirata ci tengo a sottolinearlo non sparo nel mucchio ma scelgo gli obiettivi, rabbia che scatta per ogni cosa ritengo sia restrittiva o altro. Mi sono sforzata di essere anche equilibrata ma mi è impossibile ne sono consapevole non travasare anche un po’ di delusione fortissima che ho nei confronti di questo governo, sono di sinistra, palpito per certe questioni, ritengo che la politica sia parte integrante di ogni mia scelta, foss’anche quella di scegliere cosa leggere, vedere, sopportare, respiro politica anche adesso scegliendo di dire quello che penso. Non identifico Grillo con la xxxxsfera, per me internet è condivisione, comunicazione orizzontale (leggevo da qualche parte che le classifiche sono importanti nel momento in cui si elegge loro come unico strumento per esistere qui dentro col risvolto inevitabile di influenzare contenuti e ragionamenti che come in pochi altri momenti, adesso nella rete si stanno uniformando vero una competizione che non riconosco non mi piace non alimenterò in nessun modo. Per questo motivo rigetto anche il blogpurismo per me contaminarsi è cogliere suggestioni. Ti ho scritto una specie di romanzo

  • Antonio Sofi says:

    (ora ho capito perchè metti il punto – perchè non ti spazia i comma) 🙂

  • Antonio Sofi says:

    Come hai potuto credo leggere, le nostre impressioni sono assai simili.

    Questo caso è davvero una pallina che sta in bilico su un cucuzzolo – e ci vuol poco (magari un po’ più di ottimismo o pessimismo, un esempio da una parte o dall’altra) per vederla o farla cadere da una parte o dall’altra. Per questo fai bene ad insistere, e anche io nel mio piccolo.

    C’è isterismo, ma c’è capacità di far emergere un tema ad una attenzione più generale. I due lati della montagna. E, attenzione, è vero che i toni sono spesso stati della seria berciamo al mondo-cane e al governo-ladro ma ci sono stati anche, ad andarli a cercare, le riflessioni e le interpretazioni un po’ più propositive. Comunque tu hai ragione quando parli della necessità di aprire *vere* comunicazioni con gli interlocutori politici più interessati – che siano più aperte possibili.

    Comunque, io, per dire, sono ottimista – continuo a vedere questo caso come un segno positivo. E forse perchè non sono andato a vedere i blog coi pangolini del listone-Roc (non ce l’ho fatta lo ammetto). E anche nonostante i post stile Boing Boing che tipo parlava chissà perchè di Ministry of Blogging (!)

    [E qui si aprirebbe una parentesi enorme: ci manca bridging all’estero. Io, poi tendo ad applaudire chiunque lo faccia ma poi esagero nell’applaudire giusto il fatto che lo si faccia senza invece valutarne i contenuti, che sono ahimè quelli che sono, con il solito taglio della serie “Prodi-Levi” e “ci-vogliono-chiudere-internet” e sempre “negative” a tutti i costi – come se non riuscissimo proprio a divezzarci dal vizio provincialissimo di parlar male di noi stessi, accentuare i difetti per consolidare rassicuranti clichè]

    Invece la questione “Grillo” mi interessa molto. Ci sto pensando dall’inizio di questa storia. Come sarebbe andata senza Grillo? Io ho scritto chiaramente che è stato Grillo lo snodo che ha dato velocità e impatto a questa storia. Non ci raccontiamo frottole.

    Ma, allo stesso tempo 1) il tema è emerso dai meccanismi della internet interconnessa (civile.it – pI – blogosfera) e 2) il sasso lanciato ha continuato a creare cerchi concentrici che sono arrivati velocissimamente nelle mille “periferie” a creare una specie di mood condiviso. Che si è riversato in post, commenti ecc. E che è arrivato così alle orecchie dei politici più attenti a queste dinamiche.

    Prova a pensare a questo caso senza Grillo, e ok: non funziona. Ma se provi a pensarlo senza blogosfera (sì anche senza i blog-pangolini), non funziona uguale.

    Con stima, come al solito e persona la lunghezza.

  • garethjax says:

    il tuo blog taglia i miei commenti :-/
    viva akismet.

  • HK says:

    Perfettamente d’accordo con te. Fra l’altro mi sono anche un pochetto incazzucchiato anch’io nel vedere il dilagare come un onda questa cosa del “Levi-Prodi”, ma vabè, e l’idea che alla fin fine i blogger pensino di essere mooolto più potenti d quanto sono, beh, mi viene in mente la leggenda metropolitana che gli elefanti hanno paura dei topi. Beh, non è affatto vero, gli elefanti manco li vedono i topi, li schiacciano camminando e fanno “cazuo, cosa ho pesticciato adesso?”. Ecco, i blog sono il topo quando pensa che l’elefante abbia paura, sta rintanato nella sua tana e va dagli altri topi a dire “se ci uniamo tutti insieme possiamo sconfiggere gli elefanti e dominare il mondo!”
    Certo.
    Il mondo del blog (no, dai, blogosfera no) è bello, divertente, entusiasmante e pieno di persone belle, divertenti, entusiasmanti, ma non si può realisticamente pensare che strillare tutti insieme possa avere qualche effetto nel mondo reale (oltretutto siamo sempre noi che leggiamo e scriviamo, chi legge blog finisce poi per farne uno, e alla fin fine – oddio, me sembro alberto sordi – semo tutti ugguali, noi blogger, stessa facies ermetica, non so se mi spiego). Che poi, voglio dire, Grillo mica è famoso perchè ha un blog, è il blog che è famoso perchè è di Grillo, lui la fama se l’è conquistata altrimenti.
    Vabè, solito delirio, scusate l’intrusione, torno sullo sfondo dei feed.
    Saluti
    HK

  • Andrea Bondi says:

    Posso dirlo? Mi sono, per quanto concerne la blogosfera, innamorato di te. 🙂
    Condivido fino in fondo questo post e quello sui furbi.
    Buon lavoro.

  • garethjax says:

    Secondo me stai un pò sbagliando target. Se è vero che Grillo cavalca l’onda dell’ansia popolare (in rete e non, anche mio padre approva il suo operato e non si tratta di un internauta) dovremmo piuttosto chiederci da cosa è provocata quest’ansia.

    Suggestioni pericolose ? Non credo solo quello.
    C’e’ una paura tremenda, radicata, strisciante… e ogni minima cosa fa scattare misure di “autodifesa” e l’isteria da “colonia di lemmings in pericolo”.

    In psicologia non credo che sia corretto dire all’ammalato “non devi essere ansioso”, bisogna invece cercare le cause e far affrontare e risolvere i problemi.

    Insomma ci vuole un atteggiamento costruttivo da parte di tutti.

  • marchino says:

    se qualche politico si degnasse di sporcarsi le mani in un blog, senza fanfare e lustrini come ha già fatto qualcuno che poi, una volta venuto a mancare il requisito che viene percepito come fondamentale -la vetrina elettorale- fa andare tutto in vacca, allora forse si potrebbe sperimentare una forma di collaborazione a più mani con chi, dal basso politicamente ma dall’alto tecnologicamente, sarebbe in condizione di dare nuovi spunti a questa fase di stanca

  • sapu says:

    … chi è senza peccato scagli il primo post ?!

    Blogosfera isterica ?
    Non so: in questo genere di analisi in cui si va a esprimer giudizio su reazioni oggettivamente esagerate a, pare sempre ci si dimentichi delle cause che tali reazioni han scatenato.
    E far benaltrismo non contribuisce all’analisi: come puoi realisticamente sostenere che la Urbani e Mancino (e Biagi) sian passate sotto silenzio ?
    Bisogna anche considerare le condizioni con cui son passati certi provvedimenti: si hanno aspettative diverse dalla maggioranza che partorisce il Roc e quella che invece abortisce l’Urbani…

    Reazione isterica ?
    E’ concesso un limite alle reazioni, anche a quelle esagerate, e fintanto che quel limite non vien varcato…
    Un po’ come per Grillo: esaspera i toni ?
    Fintanto che sono solo i toni va benissimo (ed infatti ‘va’ benissimo, anche ai peggiori detrattori di Grillo).
    Se poi si dovesse varcare quel limite… beh, non siamo un paese carente di cassandre a posteriori…

    Sull’incidenza della blogosfera esprimo altri dubbi.
    Vero, la politica probabilmente non sente la blogosfera, più per ignoranza che per scarsa sensibilità (anche se Grillo…).
    Pur vero che uno non ci vive nella blogosfera, e quando spegne il video magari fa (tenta di fare) nella vita quel che fa sul blog: informare, discutere, contribuire ad opinioni.
    Contribuire.
    Qualsiasi cosa è meglio di nulla, anche se scoraggiarsi spesso è comunque (anzi cmq :-D) lecito e comprensibile…

  • DElyMyth says:

    Il fatto che io abbia letto tutto il post secondo me e’ grave, ma ormai l’ho fatto 🙂
    Sui ROC mi trovi d’accordo, e la cosa che mi ha impensierita di piu’ e’ stato che se l’annuncio del DDL ha fatto parecchio rumore, fin troppi hanno ignorato (volutamente?) il ritiro e le ritrattazioni di un paio di giorni dopo.

    Anzi, peggio, lunedi’ c’era ancora chi faceva il post-meme contro il DDL gia’ ritrattato.

    Personalmente rientro tra quelli che di politica non parlano, almeno non con regolarita’, e’ un argomento che voglio evitare per evitare brutti flame, litigi e quant’altro, ma quando ne parlo cerco, per lo meno, di informarmi.

    Boh, su quello che hai scritto mi trovi d’accordo, il problema e’ che anche a scriverlo e anche se hai ragione al 100%, penso che alla fine non cambiera’ assolutamente nulla 🙁

    (e si, l’hanno ritirato solo perche’ ne ha scritto Grillo, la cosa e’ triste, ma almeno l’hanno ritirato, guarda il lato positivo…)

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