It’s time for him to go*

October 15th, 2007 § 48 comments

Ieri, preso da euforico sadismo per il successo travolgente delle Primarie, mi e’ capitato di chiedere in Rete qualche riflessione sul flop clamoroso di Adinolfi e sul fatto che evidentemente fare “il candidato dei blogger” evidentemente e’ una strategia che non funziona.

Avrei voluto scriverci un post stamattina, ma avrei finito per fare la parte di quello che copia, perche’ hanno detto tutto il dicibile su Giornalettismo Militante in un post consigliatissimo.

Ora se Adinolfi e’ uno serio, moderno, seguace di una nuova idea della politica per cui se fallisci ti metti da parte, ecco ehm se ne deve anna’. Si ritira a vita privata, continua a fare il mestiere che fa e dopo una performance imbarazzante capisce che non e’ piu’ credibile, che ha un consenso pari a quello di un eventuale masochistico Movimento per l’abolizione della cioccolata (non so se esiste realmente, ma se esistesse raccoglierebbe comunque piu’ dello 0,1% di consensi) e che in certi casi, per parafrasare il motto de iMille – da cui se ne e’ andato – “e’ tempo di andare”.

Devo dire che l’outcome delle Primarie (al di la’ del fatto che sono contento per il risultato in termini di performance di Veltroni e di numero dei partecipanti) e’ consolatorio.
Ed e’ consolatorio constatare che operazioni come quella di Adinolfi (e prima ancora Scalfarotto, che pure aveva preso una quantita’ spropositata di voti in piu’, pur risultando numericamente marginale) vanno sempre a finire male.

Insomma, a giocare con la rappresentativita’ di certe categorie (i giovani e soprattutto la Rete) ci si brucia. Anche perche’ non basta avere un blog e meno di cinquant’annni per autocandidarsi a rappresentante di giovani+blogger e risultare credibile.

Per di piu’ mi piace pensare che “i blogger” sia una di quelle definizioni categoriche e assolutamente non indicative di qualcosa di omogeneo. Tra le poche cose che ho capito della blogosfera c’e’ sicuramente il fatto che si tratta di una delle realta’ piu’ frammentate e non categorizzabili al mondo. E mi sembra pure naturale, essendo fatta da gente che – per definizione – mette un po’ del proprio ego e della propria personalita’ in gioco.

Insomma, qui ci sono personalita’ inevitabilmente forti, gente estroversa, stronzoni inenarrabili, persone incontentabili, pignoli, ossessivi, molestatori verbali, socialconfusi, militanti aggressivi, geek d’assalto, ecc. Farne una categoria e’ semplicemente stupido.
Pretendere di rappresentarla e’ ancora piu’ stupido. E la stupidita’ non paga, politicamente (cioe’ si’ paga in certi ambiti, ma non in quelli battuti da Adinolfi).

Ora speriamo che la lezione si sia capita e che al prossimo giro non salti fuori l’ennesimo furbastro che tenta fantozzianamente di cannibalizzare la blogosfera. Perche’ dopo due “insuccess stories” (adoro l’inglese maccheronico) come le candidature di Scalfarotto e Adinolfi e’ vero che nessuno ci prova piu’? Dai, siamo seri.

Update: vedo che Adinolfi sul suo blog ci spiega che in realta’ lui ha preso l’1,3% perche’ si e’ candidato solo nel 10% dei collegi. Balle: questa e’ una panzana in malafede. Il dato reale e’ che non e’ riuscito a raccogliere le firme per presentare le sue liste nel 90% dei collegi. E dire che ne bastavano 100 per ogni collegio di 10.000 persone.
Se i chiari di luna sono questi, mi sa che  la reazione del candidato dei blogger sara’ politicamente 1.0. Complimenti…

* edit: gli slogan scelti da Adinolfi si prestano a bruttissimi giochi di parole, tipo che avrei potuto intitolare questo post “Si può fare (da parte)”, ma mi è venuto in mente tardi. In ogni caso rinnovo l’invito ad Adinolfi: te ne devi andare, forza!

[se mi candido nel mio quartiere, un 2% lo prendo perfino io che sono una brutta persona, facendomi votare da cugini, amici, compagni di classe e zie prezzolate. E non vado certo a pensare che, poiché non mi sono candidato nel resto d’Italia, il mio risultato nazionale è che ho preso il 2% in tutto lo Stivale. Adinolfi, sta cosa non sta in piedi ed è una caduta di stile agghiacciante! Un motivo in più per farsi da parte, dai. Se l’onestà intellettuale non ti viene, almeno ricorri alla decenza]

§ 48 Responses to It’s time for him to go*"

  • vb says:

    Enrico, tu che sei del giro e probabilmente conosci i retroscena meglio di me, mi sapresti dare un commento sulla vicenda delle primarie piemontesi, dove c’è il forte dubbio che abbiano “aggiustato” un risultato sgradito alla dirigenza del partito?

  • Suzukimaruti says:

    visti i pochi voti che ha preso Adinolfi, mi sa che tra un po’ sarà lui a tirare fuori qualcosa di spugnoso ai semafori! 🙂
    (ma 30 centesimi non glieli nega nessuno, pover’uomo)

  • degra says:

    e mi sa che lo faresti davvero, se dovessi vedere Adinolfi in autostrada 😛

  • Suzukimaruti says:

    “tirare fuori il flauto spugnoso ogni volta che vedo Adinolfi in autostrada”: bellissimo 🙂

  • degra says:

    uno spettacolo: sulla definizione di content providing ho pianto!

  • Suzukimaruti says:

    qui siamo a meta’ tra il cut-up e il Nanni Balestrini piu’ ispirato. Ci mancano giusto i disegni di Gianfranco Baruchello.
    Da oggi soprannominatemi Signorino Richmond.

  • for those... says:

    nuxx, standing ovation! Ma chi sei, il figlio di Burroughs (o di manuel Agnelli)? 🙂

  • Suzukimaruti says:

    nuxx, io ti amo. sappilo! 🙂

  • nuxx says:

    La scoperta più funky del mondo è che ho trovato il modo di crearmi una sorta di occhio alla De Andre’ personalizzato: e’ un esperimento scientifico radical-chic, ci si vede in streaming, ci si becca, ehm, “in Rete”, ci si deve ingegnare per una bella figa. Non e’ un pleonasmo per sordociechi del Lesotho, mi spiego meglio.
    In sostanza basta scaricare un piccolo occhio Orb 2.0 (Telethon only, sorry) che mi permette di installare Second Life sul computer di Andrea Pezzi, trasformandolo in un server marketting streaming business-to-business Daft AS/400/E61 Digital PR-Unix a 91.2 Mhz nanopublishing rss, cioè con una cosa che fa venire il cancro.
    No grazie, non c’e’ storia, se proprio devo farmelo venire, allora preferisco la versione ultralusso dell’opera omnia di Lenin da 605 sterline con vinile doppio, helpdesk, sciarpe rubate e girasoli finti con bollino “Free Burma”.
    Cosa significa, in parole povere?
    Significa, per esempio, che dalla prossima settimana dovrò stare per 3 mesi a Camogli, causa BarCamp per l’abolizione della bassa padana, e – essendo tutto il giorno impegnatissimo a risultare credibile – non potrò scaricarmi la carne grigliata e il pasticcio di mais di Mafe, comunisti di merdaaaa!
    Lo dico da una vita: per superare i dissidi tra popoli, niente meglio che un bel disco in piemontese di Gigi D’Alessio. La vaccata unisce. Ecco una notizia mostruosamente imbarazzante.
    A proposito: se per caso siete a Torino e volete passare a trovarmi io sono in boxer in cucina che bloggo con Paolo Pulici, sono il flaneur del secondo millennio, mi manca solo il capello impomatato alla Ian Brown, la cravatta col nodo bipartisan e la banfa da fonduta di raschera.
    Mi spiego: da quasi una decina d’anni lavoro in proprio dalle parti della pippa mentale e in sostanza faccio 2 cose, cioe’ aiuto gli ultras bianconeri a perdere la verginita’ in birreria, a comunicare meglio di Bjork e poi – con i miei collaboratori – faccio content providing, cioe’ tiro fuori il flauto spugnoso ogni volta che vedo Adinolfi in autostrada (chi e’ in vena di finezze dice “esposizione strategica di cazzi miei”).

  • Anellidifumo says:

    Suzuki, il bello della blogosfera è che tu e io non siamo d’accordo praticamente su nulla. Eppure – o proprio per questo – siamo all’interno della stessa coalizione.

    Ma non per molto. Quando vi alleerete con l’Udc io voterò per un’altra coalizione, auspicabilmente più di sinistra.

  • gregorj says:

    arrivo un po’ tardi, ma la colpa è dello spoglio lento: 4535 voti per la lista di Adinolfi. Che aveva presentato liste in 52 collegi. Per presentare ciascuna lista bisognava raccogliere 100 firme. Quindi, nemmeno i 5200 che avevano firmato per lui 3 mesi fa hanno mantenuto il voto.

  • for those... says:

    Vi schifate perche’ il PD, a vostra detta, sara’ pieno di baciapile cattolici? Bene, avete appena perso l’occasione per andare a votare alle primarie per qualcuno che fosse meno cattolico di altri.
    il fatto che il leader non sia un estremista cattolico non è garanzia di niente. Anche alle politiche ero andato a votare quelli “più di sinistra” sperando che avessero più voce in capitolo. Poi mi sono ritrovato Mastella ministro della giustizia. Quanto ha preso il suo partito alle elezioni? Amarezza…
    Cmq sono anch’io in attesa di qualcosa di concreto da parte del PD. Finora è un guscio vuoto con pessime premesse.

  • Dani says:

    “Fa anche ridere chi dice che le primarie erano scontate. Anzi, non fa ridere perche’ manifesta ignoranza. Le primarie non servivano solo ad eleggere il leader (quello si’, scontato perche’ uno dei competitor era una personalita’ talmente forte, carismatica e politicamente spendibile da essere automaticamente vincente), ma anche ad eleggere i rappresentanti regionali che costituiranno l’assemblea costituente del PD. E quella non era un’elezione affatto scontata.”
    .
    Aah, ok. Roba già troppo da insider/appassionato per me. Me ne ritorno nella mia ignoranza, un po’ meno ignorante.

  • valentina says:

    Perchè abolire Adinolfi? Dispensa tanto buon umore, direbbe De Andrè…
    Ma soprattutto, che nessuno raccolga la proposta di un movimento anti cioccolata, chè come vanno le cose in Italia poi a qualcuno piace e rischia di vincere….:)

  • Suzukimaruti says:

    Riguardo ad EdTV, che ho scoperto essere un aggressore verbale di professione che infesta un po’ di blog (amico, sei veramente una persona aggressiva e arrogante, lasciatelo dire da uno che ama la polemica e i polemici: forse hai bisogno di aiuto psicologico), direi che anche un bambino di terza elementare riesce a cogliere la differenza tra una manifestazione di piazza di alcune decine di migliaia di persone (la cui piattaforma e’ un gigantesco “vaffanculo” generico contro “i politici”) e un’articolata elezione in cui piu’ di 3 milioni di persone partecipano, esprimono giudizi (peraltro variegati: qui in Piemonte la sfida tra i due candidati regionali e’ finita 49% a 51%) e scelgono un’assemblea che andra’ a costituire un partito (piaccia o no il partito, beninteso).
    .
    E’ proprio tutta li’ la differenza tra una manipolatoria manifestazione di piazza con il suo seguito di contenuti urlati e con i toni socialconfusi che traspaiono quotidianamente nei commenti del blog di Grillo e la politica “bella” (e sarebbe bella anche se la facessero a destra), quella in cui circolano le idee, si fanno scelte razionali, ecc.
    .
    Una singola mezza giornata di esperienza politica renderebbe evidente il fatto che e’ piu’ facile riempire una piazza di gente “contro” (e piu’ e’ generico il termine contro cui ci si pone, piu’ si ha successo) piuttosto che portare a votare piu’ di 3 milioni di persone “per”.
    .
    Ah dimenticavo. Il buon Vance Packard non si sarebbe mai firmato con cognome e nome.

  • Suzukimaruti says:

    Dovrei rispondere ad un po’ di commenti, ma la cosa si farebbe lunghetta.
    .
    Metto li’ un paio di ragionamenti.
    Il primo e’ che votare alle primarie del PD non coincide affatto con il votare PER il PD. Una come la Hack lo ha capito ed e’ andata a votare pur essendo piu’ a sinistra come posizioni (io stesso andrei a votare ad eventuali primarie della sinistra estrema)
    .
    Vi schifate perche’ il PD, a vostra detta, sara’ pieno di baciapile cattolici? Bene, avete appena perso l’occasione per andare a votare alle primarie per qualcuno che fosse meno cattolico di altri.
    .
    Scusatemi ma mi fa un po’ ridere la categoria di chi si lamenta a priori dei programmi e dell’identita’ di un partito (non ancora scritti e con il partito alla fase pre-costituente) e poi si perde (tirandosela pure, manco fosse una cosa di cui vantarsi) l’unica occasione per influire realmente nella composizione del balance of power interno al partito.
    .
    In questo atteggiamento c’e’ un narcisismo intimamente estremista (lamentosi sempre, per definizione: lo ha scritto Berselli oggi e credo lo abbia ripreso Sofri sul suo blog) che fa un po’ ridere i polli.
    .
    Fa anche ridere chi dice che le primarie erano scontate. Anzi, non fa ridere perche’ manifesta ignoranza. Le primarie non servivano solo ad eleggere il leader (quello si’, scontato perche’ uno dei competitor era una personalita’ talmente forte, carismatica e politicamente spendibile da essere automaticamente vincente), ma anche ad eleggere i rappresentanti regionali che costituiranno l’assemblea costituente del PD. E quella non era un’elezione affatto scontata.
    E se non avete votato avete perso l’occasione per contare, per influenzare, per dirigere la formazione del PD nella sua fase costituente. Per ognuno dei “io sono piu’ di sinistra” che non ha votato temo ci sia stato un fan della Binetti che e’ corso a votare. Meno male che 2 milioni e 800 mila diessini hanno supplito agli errori dei “piu’ di sinistra” (riempie la bocca da morire dirlo, lo so. poi passa).
    .
    Beh, ora l’assemblea costituente e’ pronta e i rappresentanti eletti ieri decideranno la linea del PD (e solo allora io scegliero’ se aderirvi formalmente: pronunciarsi adesso e’ stupido: sulla base di cosa lo si fa?).
    E se tra questi rappresentanti ci sara’ una maggioranza di persone di sinistra e laiche, forse il PD sara’ diverso da quello che TUTTI temiamo. Certo e’ proprio un’occasione sprecata non essere andati a votare. (ovvio, uno di destra avrebbe fatto bene a non votare e a non dare legittimazione politica agli avversari)
    .
    Riguardo ad Adinolfi, credo che il triste y solitario final con cui si e’ messo a trassare sul numero di voti presi (cioe’, anche l’1,3% sarebbe ridicolo) dica molto sulla credibilita’ del personaggio e sulla sua serieta’. E anche sul suo modo “nuovo” di far politica. Ho visto democristiani di lungo corso cavarsela con piu’ decenza, in passato.
    In questi casi di sconfitta imbarazzante, lo stile con cui si esce di scena e’ tutto. E il povero Adinolfi ha sbroccato, diciamocelo. Che tristezza.

  • A X E L L says:

    due commenti mangiati…

  • A X E L L says:

    si è mangiato un commento! Tu fai censura, tu sei uno sporco reazionario maoista!!!! 🙂

  • A X E L L says:

    per quelli che pensano che le primarie siano inutili.
    Quando si va a votare è sempre un bene.
    I candidati potevano essere di più e diversi, ma non c’erano o non avevano la forza o era dei palloni gonfiati.
    Esistono partiti e schieramenti creati nei tavoli di Pubblitalia 80… ricordatevelo sempre.
    E se non sapete di cosa parlo, siete già colpevoli.

  • Giovanni says:

    Cero che le liste bloccate….suz mi chiedevi ieri perchè così poca affluenza in Basilicata. Beh, dovresti dare uno sguardo ai candidati in lista. Gente che era non è passata alle comunali, poi è andata in Forza Italia per finire nel PD oppure figli o parenti di senatori e via dicendo….non è proprio tutto rosa eh!

  • garethjax says:

    I blogger non hanno bisogno di un partito, hanno bisogno di un mondo ideale nel quale vivere 🙂
    Spostiamoci tutti in una provincia, prendiamo residenza e votiamo tutti assieme per una scissione dall’italia verso la svizzera o la danimarca 🙂

  • seymour caulfield says:

    Credo che la sindrome della “Torre d’avorio” sia sempre più diffusa tra i bloggers.

  • Sir Drake says:

    Me l’ero cavata con una battuta su Adinolfi, ma vista l’evoluzione della discussione aggiungo qualcosa.
    Io – ex militante (Fgci, Pci, Pds, Ds), elettore fedele del controsinistra – ho deciso di andare a votare solo sabato sera.
    Non mi piaceva l’idea di un nuovo partito, che fosse la somma di due apparati.
    Poi ho pensato che un’altra possibilità era giusto darla a questo centrosinistra, anche perchè non vedo alternative di GOVERNO (non credo lo siano i “vaffanculo” di Grillo & Co.).
    Ero convinto di essere uno dei pochi. Ma ieri mattina quando ho visto la fila al seggio sono stato felice.
    Ho iniziato a pensare che forse, questo Pd, sarebbe stato il partito della gente, il partito di chi crede ancora che la politica la debbano fare i partiti.
    Quando ieri sera ho sentito che eravamo andati a votare in tanti, sono stato contento di essermi fidato ancora una volta.
    C’è tanto da fare ora, ma sono convinto che è sempre meglio esserci, piuttosto che stare a guardare.

    Rispetto alla vittoria di Veltroni, che dire? Era scontata? E certo, è stato scelto lui proprio perchè tutti i sondaggi dicevano che era il candidato più gradito all’elettorato di centrosinistra.
    Dove sarebbe l’imposizione? Nel fatto che è stato candidato che tutti volevano come segretario?

  • marco says:

    bravo degra.
    per quanto mi riguarda, lo 0,1 a adinolfi è anche troppo. che supponenza che aveva quel tipo…quanto al Pd, vi piaccia o no, è nato ed è nato bene. se si è in malafede è un conto, altrimenti si deve ammettere che il gruppo ed i partiti fondatori del PD una legittimità popolare ce l’hanno…e questo serviva, in questi tempi di capipopolo a orologeria, e di “estremi sinistri” buoni a prendersela col governo, ma timorosi-e parecchio- di fronte alle nuove squadracce fasciste che da roma in giù fanno quello che gli pare (menano, per intendersi).
    se l’intellighenzia radical-webbista-chic ce la fa, faccia qualcosa di utile, si unisca,si organizzi, e per i voti che prende conterà.
    ma fatela finita con questo atteggiamento snobistico alla “ho capito tutto io”.

  • Alex says:

    io stamane ho scritto quello che pensavo sul servizio che ci hanno reso i bloggers votati alla scalata politica…
    http://fotodiario.wordpress.com/2007/10/15/bloggers-grillo-e-adinolfi-che-bel-servizio/

    Alex

  • degra says:

    @Luca: a parte l’utilità o meno delle primarie, il partito conta, eccome! E dovrebbe interessare anche alla gggente.
    Tu dici che il governo attuale non ha fatto nulla. Anche ammettando che sia vero, ti sei chiesto perchè? Perchè le troppe forze politiche non l’hanno permesso e, per di più, con forza inversamente proporzionale al peso politico.
    Un partitone può servire (si spera che serva) ad eliminare l’interferenza di partitini che fanno più danno che utilità (basti vedere il fatto che vorrebbero sostituirsi ai sindacati nella difesa dei lavoratori, ed è tutto detto) ad un governo.
    E questa è cosa nota anche a chi sta dall’altra parte: solo il padrone di casa delle libertà non ha capito, dacchè non capisce nulla di politica, che con un partito del genere potrebbe evitare le rotture di balle da parte di Lega e UDC.
    I tre milioni che hanno votato, questo l’hanno capito.
    La differenza tra loro e quelli che hanno partecipato al V-Day è lampante: questi hanno espresso un voto (della cui utilità si può discutere fino a domani, ma tant’è), quelli hanno solo gridato e osannato uno pseudo leader delle folle, senza produrre nulla di concreto.
    Cioè l’antipolitica contro la politica attiva: se il sistema democratico si basa sulle elezioni, è più utile cercare di fondare un partito (si spera) migliore, o gridare che tutti devono andare a casa?

  • fuco says:

    come ho già commentato altrove:

    non è che un esponente della “blogosfera” attiri automaticamente i voti dei “blogger”. è come se prodi attirasse i voti dei cicloturisti. io, “blogger”, questo adinolfi non l’avevo mai sentito nominare prima di ieri. poi, spulciando nel suo blog (bruttissimo e autoreferenziale), non c’è uno straccio di programma politico, però si capisce subito che è un fan degli U2 e di Branduardi nonchè giocatore di poker. uno con queste caratteristiche non lo voto per principio, che sia blogger o no. ah, ecco, vedo adesso che il programma politico l’ha scritto in un libro. mi sembra che lo 0,1% dei voti sia un successo insperato per uno così.

    poi: la cosa più divertente delle “primarie” è stato vedere in giro dei manifesti pubblicitari in cui a una tipa (classica intellettualoide di sinistra, ancora giovane, con occhiali e capelli arruffati, forse studentessa fuori corso, probabilmente precaria, magari anche blogger) viene attribuaita la seguente affermazione: “c’è la democrazia. quindi decido io. voto alle primarie”. una delle barzellette più belle degli ultimi mesi. peccato non avessi con me la macchina fotografica, anche perchè mi sembra che questi manifesti li abbiano fatti sparire in fretta. ma c’è ancora qualcuno convinto di poter “cambiare le cose” votando? votando per chi vince (al limite) si può avere la certezza di far parte del gregge più grosso.

  • degra says:

    Dani, almeno in America i primi due si sfidano un po’ più da vicino che 78 contro 14, e magari il secondo va a far da vice al primo alle presidenziali, qui nemmeno quello…

  • Dani says:

    Il mio solo dubbio è: a che sono servite queste inutilissime primarie? Lo sapevamo tutti benissimo che avrebbe vinto Veltroni. Sapevano tanto di confronto all’americana: prendi un candidato sicuro e 4 fantocci.

  • EdTv says:

    Sei meraviglioso.
    Il tuo trasudare pensiero debole ti rende davvero unico e sensazionale in questo panorama di blogger col cazzo moscio.

    Poi mi chiedevo a proposito del fatto che ti definisci un esperto internazionale di psicologia delle folle…tu che la sai lunga/lunghissima, il discorso sulla manipolazione collettiva della folla vale solo per Beppe Grillo (da te paragonato a Hitler) o anche per i 3 milioni di umanoidi alle pseudo-urne?

    C’è una folla strumentalizzabile e una consapevole? Mi fai uno schemino, per favore?

    Tuo affezionato,
    Packard Vance

  • for those... says:

    anch’io non sono andato a votare (anche se per motivi diversi da quelli di vb); anch’io concordo sull’impossibilità di rappresentare “tutti i bloggers”; ma soprattutto, anch’io ho grossi dubbi sulla veridicità dei risultati. Non sono mica convinto che il motivo della debacle di adinolfi sia perché i bloggers sono tanto intelligenti che non si sono lasciati ingabolare dal furbetto di turno. Gawronski (ma come cavolo si scrive??) ha ottenuto lo stesso risultato senza autoproclamarsi nulla. Questi due risultati mi puzzano tanto di manovra del partito per dimostrare a tutti che “l’antipolitica non esiste”. Tanto è vero che è stato uno dei commenti che si sono sentiti di più. Non fai parte dell’establishment? Non sei nessuno. E tanti saluti a chi prova a cercare alternative (che, per ora, fanno ridere i polli. cfr v-day, grillo e accoliti. Su questo sono assolutamente d’accordo con Suz).
    x Luca. Non è che se non promulghi mille leggi malfatte, tutte a tuo favore per salvarti il c*lo, significa che non stai governando!

  • daiwojima says:

    Premetto: sono Anti(P)Democratico (in senso debole, cioè non condivido progetto e atteggiamenti), pur cercando di essere democratico in senso forte, vale a dire cercando di rispettare le opinioni di tutti e il loro diritto a esprimerle secondo l’antica massima di Voltaire (ma era poi democratico costui ?)
    Ad ogni buon conto – da osservatore esterno attento e interessato, non foss’altro che per scrivere qualche post sul mio blog o qualche commento sugli altri o per prendere amabilmente in giro l’entusiasmo del buon Suz – devo riconoscere l’inconsistenza della cosiddetta candidatura “Web 2.0”, poi tramutata in 0.1. E’ come se Letta o Gawronski si fossero presentati come candidati dei “nipoti” o dei “sottosegretari alla presidenza del consiglio”, Bindi come candidata delle “ninfe egerie” e WalterEgo come candidato dei “gobbi” (che tra l’altro ricominciano a vincere – si fa per scherzare Suz – e Forza Toro!)
    Comunque il PD che in queste ore trovo più interessante è il “Partito Derivati”: cfr. Report e Corriere della Sera (su Dagospia, purtroppo consultabile gratis solo entro stasera).

  • raccoss says:

    FMF, t’las rasùn. Ho scritto “noi blogger” ma sarebbe stato più corretto dire “il blogger”

  • alexia says:

    0,1% equivale a TREMILA TRECENTO voti.

    ho detto tutto, le percentuali sono fin troppo clementi a volte

    TREMILA TRECENTO voti in tutta Italia

    il nulla.

  • effemmeffe says:

    Racoss, ma “noi blogger” chi?
    E’ proprio quello il problema di Adinolfi (che a dir la verità non saprei riconoscere nemmeno io come regulus21)

  • luca says:

    Come al solito nei post di Suzuki non riesco ad andare oltre la prima riga.
    Parli di successo delle primarie. Successo de che? Non riesco a capirlo.
    Avete votato fra di voi. Spiegami in cosa sta il successo.
    Siete al Governo e siete IM BA RAZ ZAN TI !!!! Il governo meno governante della storia d’Italia, allora cosa fate? Il gioco dei partiti. Prendi 2 partiti e ne fai uno e andate avanti me si e mesi a giocare e seghe mentali con i candidati e le votazioni, tutto fra di voi, che bel segno di democrazia, che meraviglia. Per il resto tutto MORTO, la ggggente ne ha le balle piene, lo capite o no? Basta con ste cazzate dei partiti, fate qualcosa, pure di sinistra ma fate qualcosa!!!!!! Tornate sul pianeta Terra!!!!!

  • regulus21 says:

    (m’ha fregato lo pseudo tag)
    .
    .
    .
    (tenendo perfino conto che gran parte degli indirizzi di blog contengono numeri maggiori di novanta e minori di 17, come cucciolotta92 e peppino15 😀 )

  • regulus21 says:

    Vorrei anche dire che io non conosco Adinolfi e che se non me lo indicavano ieri sera in TV, ora non ne avrei nemmeno riconosciuto il volto. (cong. e condiz. ad libitum)

    Detto chiaramente: ci saranno DUE blog, delle centinaia che ho visitato, che trovo simili al mio. Di questi due blogger, uno vota AN, l’altro non so. Avrà mai un senso la “catalogazione” dei blog?

    Davanti ad una tavolata di orecchiette malriuscite, mia madre dice che sembrano “gli uomini della piazza”, ossia tutti diversi. Tentare di dare una catalogazione ai blog, vorrebbe dire cercare di far apparire gli uomini tutti uguali, o per lo meno, catalogabili. Sembra una cosa scontata, ma non lo è affatto.
    .
    .
    .
    (tenendo perfino conto che gran parte degli indirizzi di blog contengono numeri >90 e

  • vb says:

    Io a votare alle primarie non ci sono andato, perché mi sembrava che mi considerassero una fioriera coreografica per abbellire una decisione già presa nel palazzo, non certo un cittadino con diritto di voto.

    Inoltre, non sapremo mai se il risultato di Adinolfi è preciso o se sia stato “abbellito” verso il basso dalle segreterie dei partiti che gestivano l’operazione, a cui certo gli outsider non facevano piacere, e che sarebbero ben lieti di impartire alla rete la lezione che dici tu, ossia “votate per il candidato del partito e state zitti”.

    Ciò detto, concordo con te che “blogger” non è nè una professione nè una categoria, e che la candidatura di Adinolfi era imbarazzante per quanto era evidente il tentativo di autopromozione narcisistica, al di là di qualsiasi vago tentativo di darle un contenuto politico.

    Ciò però non vuol dire che non ci sia una enorme fetta di società “a rete”, fatta in gran parte di giovani, che non è politicamente rappresentata, e che un po’ è andata a votare ieri, un po’ no, ma sempre turandosi il naso.

    Forse è solo troppo narcisistica, sfiduciata e disorganizzata (ma anche smaliziata) per sostenere il primo “blogger” che si autonomina suo re.

  • raccoss says:

    Ma poi, noi blogger sentiamo il bisogno di essere rappresentati? E di fronte a chi?
    C’è bisogno di sovvenzioni statali ai blog? Della legittimazione ufficiale del tag “strike”? L’introduzione di un’ora di lezioni di Flash alle scuole medie?

  • Smeerch says:

    Suzuki, sottoscrivo in pieno.

  • Giovanni says:

    Se uno vuole rappresentare i blogger di certo non si auto incorona salvatore della patria. Al massimo l’ho incoroniamo noi.
    Adinò, ma mi faccia il piacere…!

  • alexia says:

    0,1% corrisponde a 3300 voti in tutta Italia.

    tre mila tre cento.

    e ho detto tutto: a volte le percentuali sono fin troppo clementi.

  • .mau. says:

    flop d’accordo, ma perché “clamoroso”?

  • catepol says:

    il fatto che ieri mio fratello, più giovane di me, mi abbia chiesto (nB avendo già deciso di andare a votare uolter) ma ala fine quello grasso dei blogger…ma chi sono sti blogger…

    E io a spiegare i blogger sono tutte le persone che hanno un blog, cioè anche io per capirci…

    Ma quind quanti siete, mi ha chiesto sempre mio fratello?

    Blogger tanti ho risposto…
    con Adinolfi credo pochi…
    perchè in un blog ci scrivi il cavolo che ti pare
    e ognuno ci fa quello che ti pare…
    mica è un partito…

    😉

  • Sir Drake says:

    Ma perché – se pure avesse preso l’1,3% – sarebbe stato un buon risultato????
    Ma mi faccia il piacere!!!
    Invece di Generazione “U”, si doveva chiamare Generazione “zero virgola U”!

  • degra says:

    tanto più che se proprio qualcuno deve rappresentare i blogger, dovrebbe essere il loro punto di riferimento da prima, uno di cui tutti parlano (bene, di preferenza), altrimenti chiunque può dire (millantare?) di rappresentare una categoria, così per sport…
    Però è triste vedere che su 5 candidati, per gli ultimi due siano dovuti servire i soli decimali (e i secondi, per l’ultimo) a definire la percentuale di voti.
    Un po’ di serietà (onestà intellettuale e meno autoproclamazione a rapresentante di chicchessia) sarebbero utili, se si vuole dare un’idea di “nuovo”.
    Almeno Scalfarotto s’è fatto tutta l’Italia in macchina e s’è sbattuto un attimino in più…

  • alessio says:

    C’è stato un commento che indicava un conto che non so verificare, secondo il quale Adinolfi avrebbe preso meno voti delle firme usate per la presentazione delle liste. Sarebbe un caso da manuale delle elezioni politiche. 🙂

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