Robot has got the blues*

September 26th, 2007 § 6 comments

Come ho già annunciato un po’ di post addietro ho avviato una piccola collezione di video che ritengo meritevoli, creando una pagina apposita su YouTube.

Purtroppo non è possibile creare feed RSS delle cose che scelgo ed è un peccato, anche perché mi sono reso conto che è una delle cose che aggiorno più spesso e più volentieri (nel giro di pochi giorni sono a più di 150 video linkati): il poco tempo libero che ho davanti al pc lo passo usando YouTube come una sorta di piccola discoteca personale.

[EDIT: Il feed RSS dei preferiti di YouTube si può fare con un accrocchio spiegato qui (nota: è cambiato rispetto a ieri, visto che il vecchio accrocchio ha smesso di funzionare)! In ogni caso, il feed della mia selezione video è questo]

Il senso di questo post era un po’ ricordarvi che c’è questa collezione video che credo sia carina (cioè a me piace, visto che è fatta da video che scelgo io! :-)), un po’ per far girare il più possibile il clip che NON vedete qui sotto, ma che vedete cliccando qui (prima funzionava l’embedding, ora no).

Lo considero uno dei momenti videomusicali più belli e malinconici che abbia mai visto in vita mia ed è estratto da Electroma, il primo film diretto dai Daft Punk (la musica è di Jackson C. Frank, forse uno dei musicisti più sfortunati di sempre; tra l’altro, leggere la sua biografia evoca inquietanti paralleli col contenuto del video; in quanto suo fan, un bel giorno ci farò un post lacrimevole).

Chi bazzicada un po’ questo blog sa che ho una passione smodata da più di un decennio per Thomas Bangalter e Guy-Manuel De Homem Christo, al punto che assistere al loro concerto quest’estate a Traffic mi ha letteralmente lasciato senza parole (cioè, ho un post in bozza che cerco di scrivere da luglio, ma non ci riesco perché sono troppo preso e perché le poche cose scritte sono troppo circonvolute, ombelicali e comprensibili solo a me stesso per essere condivise).

Però confesso che ho avviato la visione di Electroma (si trova, ehm, “in giro”: tanto io sono uno di quelli che il 15 ottobre, appena esce in Italia, lo compra originale come segno di supporto agli autori) convinto che avrei visto un’eminente stronzata.

Evidentemente non volevo accettare il fatto che i due Daft Punk, oltre ad essere i migliori produttori di musica elettronica degli ultimi 10 anni (e dire che di concorrenza ce n’è), potessero essere anche due ottimi registi.

Eppure gli articoli su Electroma spiegavano accuratamente che loro si erano preparati, che avevano letto tutti i manuali e tutte le guide possibili per imparare “come si fa un film” e che non avrebbero fatto una vaccata.

Non mi fidavo, insomma. E mi sbagliavo.
Me ne sono fatto una ragione dopo 10 secondi di video: Electroma è stranamente bellissimo e consiglio a tutti di vederlo. Sì, è un film completamente muto, coi tempi lentissimi, più simile alla videoarte che al cinema vero e proprio. Eppure racconta una storia e ti fa pure venire il magone. Il tutto senza una singola nota suonata dai Daft Punk, cosa che sulla carta ha deluso molti fans assetati di inediti. Ed è una visione bella non solo perché è “dei Daft Punk”, ma bella di suo. E lontanissima – robot a parte – dal loro immaginario, girata nella California desertica, molto rocchettara e folk-intimista, sia come suoni che come immagini. Mi hanno spiazzato, e dire che credevo di conoscerli bene.

Essendo notoriamente un iper-schizzinoso per quanto concerne le mie visioni, vi posso assicurare che Electroma non solo merita, ma conferma quanto già temevo e cioè che i due Daft Punk sono fottutissimi bravi in tutto quello che fanno, cosa che mi dà pure un po’ di fastidio invidioso, ad essere sincero (consigli per autoprocurarsi un po’ di amarezza (c): riflettere sul seguente concetto, adattandolo al proprio caso personale: “ecco, loro sono miei coetanei e sono già i Daft Punk e hanno appena fatto un film fighissimo, mentre io sono in boxer in cucina che bloggo e la cosa più creativa che ho fatto è stata una grande interpretazione dell’oste del moro, che ha strappato l’applauso convinto dei nonni materni nella recita di terza elementare”.)

Amarezza a parte, date una chance alla videoteca (e/o al suo RSS): aggiungo spesso roba nuova (giusto ieri la meravigliosa e storica performance di PJ Harvey che canta “Rid of Me” nello show di Jay Leno, facendo, imperfetta com’è, un sesso incredibile perfino al termosifone che inquadrano alle sue spalle) e cerco di sfuggire, nei limiti, alla banalità da YouTube (cioè niente video di bullismo o di CocaCola e Mentos, a meno che non abbiano una bella colonna sonora).

* teoricamente farei pure il concorso per premiare con un’altra orrida autocassetta (questa volta di pessime tracce drum’n’bass composte dal sottoscritto negli anni Novanta) chi riconosce la citazione nel titolo, ma mi sa che i Worm Is Green (che pure meriterebbero altre platee, essendo musicalmente una specie di versione islandese degli Spiritualized, ma giusto un po’ più apocalittici) li ascoltiamo in 3, cioè la mamma del cantante, un troll islandese ed io (aspirante troll del basso Piemonte), quindi niente. Quindi le tracce drum’n’bass (invereconde, roba per cui Goldie verrebbe a casa a menarmi) restano lì nel cassetto.

§ 6 Responses to Robot has got the blues*"

  • Chewbacca says:

    L’uomo che brucia è senza dubbio la sequenza più bella del film, forse l’unica davvero bella.
    No, anche la scena della clinica bianca è notevole.
    Il film va visto, ma ci vuole una buona dose di autocontrollo per non mollare; insomma lo spettatore deve essere avvertito che non è un film di Bud Spencer e Terence Hill.
    Mi aspettavo una cosa in stile Gondry, che è uno dei miei registi preferiti, per via dei suoi trascorsi con i Daft Punk, ma forse a ben vedere qualcosa di Gondry c’è…

  • vermario says:

    Io che mi consideravo particolarmente sfigato in questi giorni (macchina fusa la sera prima, il giorno dopo rubata la bici, ora influenza), in effetti devo soccombere al buon

    Jackson C. Frank

    ma scusa, avevano una “furnace” nell’aula di musica??

  • Suzukimaruti says:

    Dani: li amo entrambi in modo oscenamente quasi (e sottolineo quasi) omosessuale.
    I primi interpretano perfettamente la mia linea musicale,col giusto mix di alto e basso, di raffinatezza e di tunz tunz maranza, di colti riferimenti kraut e campionamenti di Gino Soccio e fanno la musica piu’ calda e piu’ fredda del mondo, a seconda dei momenti.
    Il secondo e’ in questo momento il politico che meglio esprime la mia linea politica: non c’e’ stata una singola volta che mi sia trovato in disaccordo con il Chiampa. E poi mi piace il suo essere un uomo di sinistra al di fuori degli stereotipi e delle manifestazioni fenotipiche piu’ tristi del sinistrismo. Non flirta con gli estremisti e non li vellica nemmeno retoricamente, non lecca il culo ai potenti e in generale tratta tutti male (cosa che apprezzo tantissimo): e’ un vero uomo libero.
    Si’, mi piace la sua “via antipatica” al socialismo. E poi e’ un uomo il cui trono e’ costituito da una mole mastodontica di FATTI, che poi sono il 90% del suo carisma. Lo adoro.

  • Dani says:

    Suz… che dire: di 2 cose non riesco a capacitarmi. Della tua ammirazione nei confronti dei Daft Punk e di quella nei confronti di Chiamparino. 😀

  • marchino says:

    Io ho fatto l’oste di Cesarea, in terza elementare, ‘desso vado a sentire quei Worm lì che musica fanno e poi, il video del uomo fiammeggiante mi ha fatto venir voglia di vedere quel film lì che dici, anche se io la musica elettronica non è che me la sia mai filata molto. Ciao.

  • marchino says:

    Io ho fatto l’oste di Cesaream, in terza elementare, ‘desso vado a sentire quei Worm lì che musica fanno e poi, il video del uomo fiammeggiante mi ha fatto venir voglia di vedere quel film lì che dici, anche se io la musica elettronica non è che me la sia mai filata molto. Ciao.

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