Un provinciale in Provenza – quarto giorno

August 14th, 2007 § 5 comments

Spiegare Marsiglia a chi non c’è mai stato prevede un esercizio di stile simile alla recensione di un disco: come raccontare a terzi un qualcosa di cui non hanno esperienza diretta?
Ok, c’era chi diceva che “scrivere di musica è come ballare d’architettura”, ma mi sono fatto l’idea che un città, annacquandone un po’ l’unicità, ovvio, sia spiegabile per attrazione con altri modelli metropolitani.

Marsiglia, dicevo, in molte cose è Genova: un porto onnipresente, una sopraelevata in mezzo alle balle, vicoli stretti che s’inerpicano verso chissà dove, ecc. Ma è anche un po’ Napoli, piena di scugnizzi (che qui sono magrebini), con un intrico di vie non pedonali (e che dovrebbero esserlo), decine di saliscendi e scalette. Spennellate con un po’ di cartolina di Parigi, con le piazzette perfette con fontanella e giardinetto d’ordinanza, i boulevard larghi, i bistrot e servite caldo con crostini.

Anzi, calda e con i crostini c’è la bouillabasse (non sono convinto di averla scritta giusta), che erano anni che mi aspettava ma per mille ragioni ha incontrato il mio palato solo ieri sera.
Spiegare la bouillabasse a chi non l’ha mai provata è dura. Anche perché la descrizione tecnica è fuorviante: una zuppa di pesce molto ricca, allungata con zafferano e altre spezie.
Messa così, ok è interessante ma uno non sente suonare le campane: sa di già noto. Ci siamo fatti tonnellate di zuppa di pesce nella vita: brodetto pomodoroso, aglio, pesce, aromi e via.

Qui è diverso: la bouillabasse mi ha riportato a casa, in pieno entroterra. Sì, è la cugina di riviera della bagna cauda. Il fatto è che il pesce viene fatto cuocere per ore e si squaglia, si sbriciola, si fonde. E il tutto prende un consistenza vellutata speziata e pesciosa, esattamente come la bagna cauda. Manca l’aglio, ma arriva.
Infatti con lo zuppone, in cui galleggiano tranci di pesce non stracotto, cozze, ecc., viene accompagnato con crostini su cui sfregare spicchi d’aglio già sbucciati. Bruschette senza pomodoro, anzi “soma d’aj”, come la chiamiamo a Torino. Pucciate il crostino nella bagna cauda d’oltralpe e il gusto è più o meno quello. Forse meno acciugoso e più variegato come aroma di pesce (e infatti il piatto ha una sua autonomia ontologica: non va usato come intingolo per altri cibi, come capita alla bagna cauda), ma foriero di un feeling familiare che ha aggiunto stellette all’esperienza gastronomade.

Unico inconveniente, un alito che stende un bisonte mentre carica. È l’alito da bagna cauda e non ci si può porre rimedio (anche se ogni piemontese ve ne proporrà uno personale, convinto che sia funzionante, tipo tenere 3 chicchi di caffé sotto la lingua, bere 5 bicchieri di latte, ecc.): basta aspettare un periodo variabile dalle 12 alle 72 ore (un mio amico, dopo la serata “bagna cauda infernale” in un noto circolo Arci di Grugliasco, fu cacciato dall’aula universitaria in cui seguiva una lezione: sudava aglio), farsi una bella doccia e tutto va via. Ecco perché la bagna cauda è obbligatorio che la mangino tutti i commensali e solitamente la si prepara per il venerdì: così il lunedì non stronchi i colleghi ogni volta che apri bocca.

Dopo il ritorno virtuale in Piemonte, ecco il giro a Marsiglia. Ma ero già bello lordo di madeleines gastronomiche (e di rosè, oltre che di fette di arancia immerse nel Grand Marnier e guarnite col cioccolato, su un letto di sorbetto all’arancia con scorzette candite), quindi ricordo poco.
So solo che sulla via del ritorno ho saccheggiato una Perrier all’autogrill per esercitare la nobile arte del ruttone liberatorio, godendo come un riccio. L’acqua frizzante resta una delle più grandi invenzioni dell’umanità.

§ 5 Responses to Un provinciale in Provenza – quarto giorno"

  • stefigno says:

    hai decsritto quella pietanza in maniera così croccante , dolce, vellutata…insomma…voglia di andarne a mangiare in ogni dove…
    azz, per l’alito, ma quale è il problema? tua moglie ti bacierà lo stesso, dai . 😉
    e vai di vacanza.

  • DeArt says:

    Condivido sull’acqua gasata o gassata… nei bar nostrani ti guardano sempre strano quando “dici no, non naturale ma gasata” rispondendoti “ah… frizzante”…
    Eh già: “lievemente frizzante”, “leggermente frizzante”, “moderatamente frizzante”…

    La Perrier rimane un mito… ai tempi del liceo con un amico ci prendevamo un paio di bottiglie da un litro di Perrier bella gelata ed era una vera goduria!

    Respecter la bulle! Parbleu…
    http://www.perrier.com/FR/entrezbulle/rubrique89.asp

  • La storia della “bagna cauda infernale” è bellissima, pare una leggenda metropolitana.

    (Burp.)

  • A X E L L says:

    Bouillabaisse, dimenticasti una “i”…

  • regulus21 says:

    Più rutti per tutti! 😀

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