Un provinciale in Provenza – ottavo giorno

August 20th, 2007 § 5 comments

Eccoci in Camargue, tecnicamente ancora in Provenza ma decisamente più a sud di prima.

Giunti dalle parti di Arles, arrivano già le buone notizie e arrivano dall’etere. Qui, infatti, si prendono le frequenze di Radio Nova (sui 92.4, ma non ha l’RDS) e io godo: è la migliore radio al mondo e non posso spiegarvi perché se non invitandovi ad ascoltarla in streaming su http://www.novaplanet.com

Sto andando in un posto curioso: la capitale europea degli zingari. Qui ogni 24 e 25 maggio si raccolgono decine di migliaia di zingari da tutto il mondo e festeggiano la loro santa patrona, le cui ossa sono conservate nella chiesa locale.

Beh, ora è agosto e nonostante maggio non sia proprio dietro l’angolo, qui ci sono prevalentemente zingari: sia i negozianti e i ristoratori, sia i turisti. Fa più elegante chiamarli “gitani”, forse. Ma sono zingari, al 90% del genere benestante e intraprendente. Con ormai 7 giorni di sole addosso, mi mimetizzo perfettamente tra loro. Ho solo poco oro addosso (e tra i denti, nel caso degli europei-orientali), ma per il resto ci sono.

Per non farci mancare niente, passiamo la prima notte in un gigantesco campo zingari che qui insistono a chiamare “campeggio”, ma qui non esiste il concetto di piazzola, non ci sono alberi rilevanti e ci si mette tutti alla cazzo di cane.
Piantiamo la Quechua da 3 secondi (a chi ha inventato le tende istantanee bisogna dare un Nobel), anzi la appoggiamo, e ricapitoliamo quello che abbiamo capito della Camargue, contando che non è la prima volta che ci capito (ma l’ultima volta ero in camper).

Prendete la piana della Maremma, ricordatevela “amara” come era una volta, con tanto di paludi, stagni, ecc., fatela sferzare da molto più vento ed ecco la Camargue. Stessi ingredienti (vacche, tori, cavalli, uccelli), stesso paesaggio (con meno pini marittimi e perfettamente pianeggiante), vacaros al posto dei butteri e il gioco è fatto.

Qui tira un po’ troppo vento freddo per andare in spiaggia e infatti ripieghiamo sulla piscina del campeggio zingaro. Piscina dove sta per partire la lezione di aquagym.

Io non ho niente contro l’aquagym e contro chi lo fa, ma in generale patisco qualsiasi tipo di animazione turistica. E patisco chi non fa una mazza tutto l’anno e poi d’estate si mette in testa di fare sport, col risultato che – rattrappito da 11 mesi di inerzia – si scassa qualcosa e manda le ferie a ramengo.

Grazie al cielo qui sono zingari e l’animazione è soft: non ti stanno sulle balle, non c’è un singolo animatore che insiste a dirti “ma dai, sciogliti, sorridi!” solo perché gli hai fatto capire con uno sguardo fulminante che no, il corso di xyz latinoamericano (nell’animazione è tutto “latinoamericano”, come attitudine e come grado zero del divertimento italiota crasso) non lo vuoi fare e desideri ardentemente la sua morte tra atroci e lunghi dolori; penso, infatti, che il primo animatore insistente sia stato sistemato per bene dalla popolazione del campeggio e da allora nessuno abbia più osato molestare vacanzieri e viaggiatori.

Prova tu ad andare da uno dei tanti capofamiglia gitani a dirgli di “sciogliersi”: un bell’assaggio di lama si Siviglia non lo si nega a nessuno (anche se io , che sono un bel pezzo di democratico e tifo per il recupero dei colpevoli, per il problema-animatori preferisco la mazza da baseball: se usata con perizia non uccide, ma procura fratture dolorose, che comportano lunghi periodi di guarigione in cui i colpevoli di attentato alla quiete e al buongusto altrui possono riflettere sui propri errori).

Però in piscina c’è una luce bellissima e non ho voglia di andarmene via per colpa dell’aquagym altrui. Quindi resto, certo che dovrò subire una mezz’ora di gente bruttissima che farà ginnastica in acqua su basi musicali dai Vengaboys in giù.

Invece no. Qui, credo complici le “argomentazioni sivigliane” di cui dicevo prima, i cetacei ginnici non espropriano la piscina, ma condividono l’acqua con gli altri bagnanti e stanno attenti a non rompere troppo le balle. E invece che orrida house latineggiante da palestra, risuona un trittico di Primal Scream (tuttora mi faccio rimbalzare in testa la rima tra aquagym e Primal Scream), “French Kiss” di Lil’Louis (in versione vocal, che è più potabile) e “Destination Unknown” di Crystal Waters (non la versione mash-up con “Calabria”: l’originale). Boh, forse è merito di Radio Nova, ma la musica è tutto un altro pianeta. Il che è la dimostrazione che non è obbligatorio suonare musica da idioti per garantire un suono “per tutti”.

Dopo alcuni minuti goduti, lascio la piscina mentre le casse diffondono un pezzone acid dei primi anni Novanta, con tanto di 303 in wild pitch. Per la prima volta nella mia vita, ho visto degli zingari felici e io sono tra loro.

§ 5 Responses to Un provinciale in Provenza – ottavo giorno"

  • kabalino says:

    Sta cosa della capitale degli zingari l’ho già vista da qualche parte…

  • raccoss says:

    Gli zingari lo hanno rapito?

  • regulus21 says:

    L’ultimo rigo contiene un’ottima citazione di una pessima cosa (IMHO).

  • renzo says:

    Beh del raduno degli zingari sapevo, del fatto che ora ti tocchi ballare danze gitane la sera alla kusturica, tu, re del 4/4…
    vabbè vedremo che riesci a combinare
    Io sono nella nuova dimora che è pittoresca ma anche un po’ rupestre visto che stasera mi è saltata la luce 4 volte.
    Meno male che almeno gli zingari sono felici perchè a me un po’ girano. Volevo cucinare un gateauxxx di patate e invece il microonde fa salatare la luce
    Anche l’asciugacapelli.
    Camadonn!

  • raccoss says:

    Camargue era una delle nostre possibili mete.

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