Il cellulare che verrà (?)

August 30th, 2007 § 29 comments

Ieri in molti abbiamo seguito la presentazione da parte di Nokia di alcuni suoi nuovi modelli di telefono cellulare e di alcuni servizi integrati, tra cui uno store di musica online. Al di là della stupidità dei media che hanno intitolato in coro “Nokia sfida la Apple” (non capendo che vendere musica via cellulare alla più grossa base di venduto monomarca sul mercato mobile è ben altra cosa rispetto ad iTunes e soprattutto che sul mercato della vendita della musica online ci sono quasi una decina di player in lizza) l’impressione che ho tratto è un po’ di noia.

Condividendo l’evento via Twitter con un po’ di gente, ho letto una giusta lamentela di Kurai che suonava più o meno così: “sì, ok, ma il device tascabile che vada bene su tutte le reti (quella mobile e quella con la “r” maiuscola) ancora non c’è.

Concordo e devo dire che la cosa, come utente eventualmente disposto a spendere per un prodotto simile, inizia a pesarmi.

Intendiamoci: io sono felicissimo del mio setup mobile attuale, un Nokia E61 e un Blackberry, con il quale mi garantisco due cose fondamentali del Web anche in sua assenza: una navigazione con un browser quasi simile all’originale e la mail always-on, ma alle porte del 2008 mi sembra ragionevole chiedere di più. E quel di più non c’è.

Il fatto è che il know-how e le tecnologie per portare sul mercato un prodotto a suo agio sul Web e sulla rete mobile ci sono ormai da tempo e migliorano costantemente.

 

RITRATTO DI UN DISPOSITIVO MOBILE POSSIBILE 

Cosa vorrei (e come me credo tanti)? Vorrei un telefono cellulare:

– con uno schermo decente: al momento non c’è un telefono che abbia una risoluzione e una dimensione dello schermo ragionevole per gustarsi il Web. Finisce che ci riduciamo ad accontentarci delle operazioni di adattamento grafico delle pagine Web compiute dai browser mobili. E poi manca Flash o è implementato con troppe limitazioni, come sugli ultimi Nokia e sull’iPhone. Insomma, io vorrei un telefono con uno schermo largo circa 800 punti: quanto basta per farci stare in larghezza una pagina Web e limitare al minimo lo scrolling orizzontale, ora che il 99% dei siti è ottimizzato per una larghezza di 1024 punti.

– con una tastiera decente: un prodotto simile DEVE avere una tastiera qwerty reale, che renda facile scrivere e che non costringa gli utenti a soffrire col T9, con i sistemi di riconoscimento della scrittura o con inquietanti tastiere su touchscreen.

– con una dotazione di connettività degna di questo nome: attualmente, salvo che per la fascia medio-bassa, è demenziale fare cellulari senza Wi-Fi e senza HSDPA. E tra l’altro la connettività Wi-Fi andrebbe resa più facile, esattamente come lo è con i computer (un bell’esempio è il modo stupidamente semplice con cui il Nintendo DS si collega alla rete Wi-Fi). Trovo inquietante che un prodotto come l’iPhone sia uscito solo EDGE, così come trovo tremendo che si sia dovuta aspettare una vita e mezza per un Blackberry col Wi-Fi e forse nel 2008 si sveglierà anche Palm, sempre che non fallisca prima.

– con un’antenna GPS: si tratta di una questione culturale; finora la frontiera è stato il raggiungimento del Nirvana dell’always-on: essere sempre connessi, avere sempre a disposizione la Rete e i suoi contenuti. Obiettivo raggiunto. Il passo seguente mi sembra naturale sia collegare la presenza costante online con la presenza “fisica” reale. Cioè, ok la Rete, ma ora voglio la Rete *qui*, cioè la possibilità di avere servizi online che tengano conto non solo di chi sono, ma di *dove* sono. Sì, ok, poi il GPS si può anche usare come navigatore satellitare ed è fondamentale, ma non mi sembra impossibile un servizio mobile che, in base a dove sono, per dire, mi indica i ristoranti più vicini e già che c’è mi propone le loro recensioni user-generated di 2spaghi.it.

– con un browser vero: questo è un requisito fondamentale: avere un browser che fornisce la stessa esperienza di navigazione rispetto ad un computer. Magari sono scemo io, ma non mi sembra una chimera! Abbiamo dispositivi mobili con potenze di calcolo mostruose e non riusciamo a fare un browser decente, che permetta di navigare bene su più finestre (l’unico che ci riesce compiutamente è il browser dei Nokia più recenti), che veda i siti in Flash, che accetti un minimo di plugin multimediali, ecc.?
Tutte queste cose le facevo millenni fa con un Pentium di prima generazione a 133 Mhz e uno schermo 800×600. E sono certo che buona parte dei processori mobili è assolutamente in grado di competere con quel chiavicone di computer che avevo allora e sullo schermo si può ragionare (fatelo almeno largo 720-800 punti, suvvia!).

– con un set di applicazioni fondamentali: un dispositivo mobile deve consentire di fare in mobilità le attività basilari di produttività personale e di comunicazione di un pc. Basta mettere su una delle tante applicazioni che *creano* e aprono documenti Word, Excel e Powerpoint (mentre molti telefoni attuali, tipo alcuni HTC, l’iPhone, ecc. si limitano a visualizzare i file senza consentire agli utenti di modificarli, cosa ben poco utile; cosa lo guardo a fare un documento se non lo posso modificare?), contando che ce ne sono di strepitose (quelle sul Nokia E90 davvero meritano di essere usate). E poi un po’ di versioni mobili dei servizi di instant messaging più diffusi, un client VPN, un client FTP e ovviamente sostituti della telefonia, tipo Skype e simili (anzi, basta e avanza l’ottimo Fring).
Ovviamente non può non esserci un lettore di feed RSS vero e non una cosaccia tipo i live bookmarks di Firefox o il reader di RSS dell’iPhone. Parlo di una versione mobile di un software tipo Newzie o NetNewsWire, che si sincronizza con più feed e non con uno per volta.
Sarà una fissazione mia, ma un device mobile deve essere anche un buon lettore di ebook. E francamente non ho mai capito il senso dei reader hardware di ebook che regolarmente vengono presentati con enfasi e altrettanto regolarmente, come è prevedibile, nessuno compra. Insomma, mi basterebbe un dispositivo che apre i file PDF e li rende leggibili (provate ad aprirne uno su uno schermino 320×240) e tiene il segno. Tutto il resto (prendere nota, evidenziare il testo, ecc.) mi sembra superfluo. Cioè, se c’è bene, altrimenti si vive lo stesso. Sarebbe una soluzione molto comoda.

– “dotato” dal punto di vista multimediale: un dispositivo con uno schermo come dio comanda è ragionevole che faccia vedere foto, video e che suoni musica. Anche qui non vedo impedimenti tecnologici. Insomma, posso far girare film in DivX sul mio Nokia E61 con un player software apposito e non muore nessuno (salvo un po’ la batteria, ma credevo peggio) e credo che su un device prodotto ora, a 2 anni dal suo concepimento, possa farlo senza problemi.
“Insomma, se la frontiera è integrare “l’iPod nel telefonino”, facciamolo bene e superiamo a sinistra l’iPod, che tuttora è un dispositivo che non esegue i DivX e temo non lo farà mai.
E l’esperienza dell’iPhone, anzi l’unico pezzo davvero ammirevole dell’iPhone, dimostra come si possa felicemente integrare un lettore multimediale in un telefono, facendo anche un po’ gli sboroni.  
Ci starebbe pure una fotocamera. Magari niente di eccelso, giusto un device per la videocomunicazione e qualche foto simpatica. Per la fotografia con la “f” maiuscola ci sono le reflex.

– perfettamente integrato con il pc: continuo a patire i telefoni che richiedono cavi proprietari, driver, ecc. per interfacciarsi ad un computer. Insomma, se un telefono è dotato di Wi-Fi perché diavolo devo perdere tempo con un cavo o peggio ancora con il Bluetooth (tecnologia anni fa interessante e ROVINATA dalla macchinosità e dall’inaffidabilità delle sue procedure di accoppiamento dei dispositivi)? Insomma, il Wi-Fi ha più raggio, è più semplice da utilizzare ed è universale. Perché tuttora, pur possedendo un telefono dotato di Wi-Fi, non lo posso usare per sincronizzarlo col computer? E perché nemmeno i prodotti di ultima generazione lo fanno? Cioè, perché posso farlo tra pc e pc e non tra pc e cellulare?
Va da sè che un dispositivo simile DEVE funzionare anche come modem e soprattutto come disco esterno, se connesso ad un computer. Tuttora quest’ultimo aspetto è problematico: ci sono dispositivi che lo fanno senza problemi (l’ultimo Creative Zen presentato ieri, per esempio), altri che ti obbligano a dedicare una parte della memoria all’interfacciamento col pc, altri che ti obbligano ad usare un software di sincronizzazione (solitamente dei moloch ingestibili tipo iTunes e Windows Media Player) e così via.
La soluzione migliore? Un device che si qualifica come disco esterno e che ha un filesystem accessibile e comprensibile. Per mettere gli mp3 sul telefono/lettore multimediale vorrei fare un’operazione banale: trascinarli col mouse in una cartellina. Lasciamo il concetto di sincronizzazione a cose incrementali, che lo richiedono: la rubrica, gli appuntamenti, ecc.

 

QUALCOSA DI BUONO C’E’

Se riuscissimo a fare un collage di tecnologie mobili attualmente diffuse, con buona probabilità riusciremmo a produrre il telefonino (sempre che abbia ancora senso chiamarlo così) definitivo. La cosa che fa rabbia, infatti, è che il “device definitivo” è un concetto a cui più o meno tutti stanno ruotando intorno. E quando dico tutti non intendo solo i produttori di cellulari.

Non a caso il device che più assomiglia al “device definitivo” in questo momento è il nuovissimo Archos 605 Wi-Fi, cioè un lettore multimediale e non un telefono. Basta dare un’occhiata alle specifiche: schermo risoluto e sufficientemente ampio (800×480: mai più browser adattivi), Wi-Fi, legge praticamente ogni tipo di file audio e video (inclusi i DivX, gli XviD, ecc.), sincronizza i file coi sottotitoli e li piazza sui video (cosa fondamentale per chi scarica serie Tv o film dagli Stati Uniti e non sa bene l’inglese), legge i PDF (e tiene il segno), ha un browser vero con tanto di compatibilità Flash (in via di miglioramento di firmware in firmware) e plugin di ogni sorta. Gli mancano giusto una tastiera qwerty reale (ne ha una virtuale sul touch-screen, identica a quella dell’iPhone), un GPS e il modulo GSM/GPRS. Ma dal punto di vista del display, del browser e delle possibilità multimediali, ci siamo. Per di più è uno dei prodotti più scalabili che ci siano sul mercato. Lo si può comprare con tagli di memoria flash da 2 Gb in su (ed espandibile tramite Secure Digital), fino al gigante da 160 Gb, con tanto di hard-disk all’interno.

Anche Nokia può dire la sua: di fatto l’N95 in questo momento è super-completo per quanto riguarda la connettività (ha tutto: Wi-Fi, Bluetooth, USB, GSM/GPRS/EDGE/UMTS/HSDPA, GPS, fotocamera coi controfiocchi), ma sacrifica tanta dovizia con uno schermo 320×240 che, sebbene ottimo come resa grafica e luminosa, è piccolo. E poi non ha una tastiera qwerty. Forse è ancora un po’ troppo telefono.
Da un certo punto di vista, l’E90 – cioè il nuovo Communicator – è un telefono completo. Ha un bello schermo (anche se troppo schiacciato per i miei gusti), la migliore tastiera attualmente sul mercato, ha tutte le dotazioni tecnologiche di questo mondo, però è grossino, è orientato al mondo del business e sul multimedia ancora non ci siamo e potrebbe avere un browser migliore. Ma sicuramente è uno dei modelli più avanti nella corsa verso il device definitivo. Personalmente, non amo i dispositivi “a conchiglia”, perché li trovo scomodi (perché mai devo aprire un aggeggio ogni volta che lo devo usare?), ma l’intuito di Nokia non è da sottovalutare. D’altronde è risaputo che gli utenti che iniziano ad usare i Communicator non riescono più ad usare altro. Perfino gli Internet Tablet tipo l’N800 e simili sono idee buone ma ancora troppo limitate nelle feature per arrivare al “device definitivo”. Diciamo che sicuramente Nokia è quella che è andata più volte più vicina all’obiettivo, ma non ha ancora fatto centro.

Perfino un’azienda da tempo in perenne ritardo tecnologico e culturale come Palm sta cercando, sebbene con il suo prodotto più controverso e destinato ad un insuccesso clamoroso, sempre che venga commercializzato, di fare qualcosa che sia più di un cellulare e meno di un notebook. Sto parlando del Palm Foleo, che più o meno è la versione striminzita di un notebook ma è in grado di garantire navigazione Internet, mail e applicazioni fondamentali in un form-factor più compatto di un portatile e soprattutto senza attese (essendo basato su memoria flash, si avvia all’istante come i palmari). Peccato che il concetto sia ancora troppo “a forma di notebook”, che l’implementazione del prodotto sia pietosa e che funzioni solo coi Treo, che ormai mostrano tutta la loro vecchiaia progettuale anche nelle incarnazioni più recenti.

Metto anche Apple nell’elenco di quelli che ci provano. L’iPhone, in fondo, è un po’ il tradimento di questa filosofia, dopo tante promesse, oppure è un tentativo andato male. I limiti ormai li conosciamo tutti: un sistema chiuso e senza applicazioni di terze parti, connettività solo 2G e la scelta suicida di non integrare una tastiera vera. Però, guardando gli aspetti positivi, l’integrazione tra telefono e lettore multimediale (castrato dalla mancanza di compatibilità coi DivX) è praticamente perfetta e il display è discreto (anche se con quelle dimensioni ci si attendeva una risoluzione maggiore dei 480×320 attuali). Peccato per il browser, che è sostanzialmente quello presente sugli smartphone Nokia di ultima generazione: molto buono per un telefono, non sufficiente per un “qualcosa di più”.
Fossi Steve Jobs, ritarderei ancora un po’ l’uscita di Leopard (facendo aumentare il mal di fegato al buon Distretto71 :-)) e allocherei risorse per un iPhone aperto ad applicazioni terze, col 3G, la tastiera, il GPS e uno schermo da 800 punti. 

PROBLEMI DI VOLUME E DI BATTERIA?

Uno degli assilli che mi viene posto quando disegno mentalmente questo device che non c’è è “ma quanto sarà grosso?”. Beh, io non sono un fan della tascabilità assoluta. Vivo tranquillamente girando con un Blackberry 8700 (a forma di cassa da morto, cicciotto e pesantuccio) e un Nokia E61 (a forma di calcolatrice scientifica anni 80, sottilissimo ma largo): qualsiasi cosa che minore o uguale come ingombri alla somma dei due mi va benissimo.
Cioè, facciamoci due conti: un device “di sintesi” somma le funzionalità di più device. Quindi quando facciamo i conti col volume delle cose trasportate, ricordiamoci che stiamo immaginando un dispositivo che faccia da cellulare, iPod, fotocamera, TomTom, hard disk esterno, ecc. Con quest’ottica credo sia tollerabile qualche centimetro in più, se c’è l’opportunità di non girare con tremila gadget e altrettanti caricabatterie. Detto questo, sono rimasto colpito da quanto sia piccolo l’Archos 605, tenendo in considerazione il suo display e le cose che fa.

A proposito di batterie: più è grosso il device, più c’è spazio per batterie giganti. Il difetto delle tecnologie mobili è che le batterie non si sono evolute molto negli ultimi anni. E vale sempre la regola: batteria più grande, maggiore autonomia. In ogni caso, se un telefono/iPod come l’iPhone ha un’autonomia accettabile (credo scindendo il consumo tra telefono e funzioni multimediali) credo la possa avere anche il “device definitivo”, soprattutto se non sarà un prodotto Apple e non si farà problemi ad essere un po’ meno sottile del solito.

AFTERMATH

La mia convinzione è che il “device definitivo” (sarebbe anche ora di dargli un nome: suggerimenti?) sia a portata di mano. Resta solo da capire chi riuscirà a farlo e quando. Io scommetto le mie dieci lire su Nokia, perché mi sembra la più attenta e la più vicina alle reali esigenze del mercato mobile, anche se la presentazione di ieri l’ha messa su una cattiva strada e le ha fatto perdere risorse e tempo per studiare le interfacce tattili prima o poi fonderò un partito per eliminare i touch-screen). Però ci sta pure che un’innovazione di questo genere arrivi da un outsider, magari dalla Helio, il cui Ocean sta tentando un bel po’ di persone negli Stati Uniti (ma cavoli mettetegli il Wi-Fi!). Oppure dall’Oriente qualcuno si sveglia prima di americani ed europei e si inventa qualcosa. Perfino Sony, che non è esattamente un’impresa scattante, ha in lavorazione un telefono basato sulla PSP (che ha un signor schermo ed è un ottimo player multimediale, oltre ad avere un browser migliorabile) che chissà come sarà.
Oppure attendiamo il GooglePhone: magari la loro mentalità net-oriented può tirare fuori il coniglio dal cilindro. Stiamo a vedere.

Certo, sarebbe bellissimo scoprire che il “device definitivo” sarà super-scalabile, cioè acquistabile con più o meno funzionalità (per dire, io posso fare agevolmente a meno del GPS, dell’hard disk e della fotocamera, ma vorrei avere la mail push e uno slot per schede di memoria) e avrà peso e dimensioni diversi a seconda di quanta roba c’è dentro. Ci sta provando compiutamente Archos con la quinta generazione dei suoi prodotti e la trovo una cosa molto intelligente, oltre che vincente dal punto di vista commerciale.  

Insomma, care case produttrici di tecnologia, affrettatevi perché sono impaziente! Ho solo chiesto una naturale evoluzione del cellulare e non certo un Tricorder! (anche se lo step successivo, mi sa…)

§ 29 Responses to Il cellulare che verrà (?)"

  • Suzukimaruti says:

    Bello lanciare il sasso e nascondere la mano. Intellettualmente onesto.
    .
    Che poi “intellettualmente” è un avverbio sprecato da uno che mi dà del ciellino (A ME!? [modalità mario brega]”A’ zoccolè, io non so’ ateo così, ma così[/modalità mario brega]) e credo dica molto del suo autore.
    .
    Il bello dei talebani è che, stretti nell’angolo delle loro contraddizioni, insultano, scappano e dichiarano l’impossibilità di dialogare. Scappano via tappandosi le orecchie.
    .
    E dire che di cose per cui dialogare ce ne sono: righe e righe di ragionamenti, dati, opinioni, considerazioni, ecc.
    .
    Basterebbe avere un po’ di capacità dialettica, ma nelle scuole coraniche non le insegnano.
    .
    Mi scuso con tutti gli utenti Apple, me incluso, per la stupidità dei singoli che vengono qui brandendo la mela sullo scudo.
    .
    So che c’è gente migliore, ma certi estremismi imbarazzanti (ma si può essere estremisti di un marchio di hardware? ma che vita vuota e insignificante bisogna avere per ridursi così?) temo nascano da un certo atteggiamento militante che trovo davvero pessimo e che fiorisce su molti siti “a tema”. E credo che un po’ sia colpa della tronfia retorica di Steve Jobs e dei suoi toni berlusconiani quando aizza le folle.
    .
    Sono cazzatine informatiche. Get a life.

  • Chewbacca says:

    Ho capito: sei ciellino.
    .
    Sei accecato, non c’è possibilità di dialogo.
    .
    Addio.

  • Suzukimaruti says:

    Di nuovo, non ci capiamo: sì, ho fatto un post il giorno in cui è stato annunciato l’iPhone e ho espresso delle perplessità sulla sua natura, in base a quello che è stato annunciato. E’ un male? Non credo. Anzi,è il sale della terra. Soprattutto se fatto in un giorno in cui la blogosfera non ha fatto altro che sbavare supinamente, alla faccia dell’intelligenza connettiva. Si può essere perplessi dall’annuncio di un prodotto? Credo di sì.
    Pochi giorni dopo il lancio ho fatto mezz’ora di macchina e sono andato a provare l’iPhone da un amico, perché l’onestà intellettuale prevede che dopo le perplessità “su carta” si verifichi sul campo la natura di un prodotto. Detto, fatto.
    .
    No, Chewbacca, premere un tasto prima di ogni virgola (che va cercata su una tastiera a parte) non è una cosa che va via in un’ora. Ecco il busillis: consideri difetti trascurabili quelli che sono in verità elementi deal breaking, roba che non fa vendere i telefoni.
    .
    (è curioso che una simile diminutio di una pecca clamorosa dell’interfaccia di un prodotto venga da un utente Apple, visto quanto normalmente gli applisti la smenano sulle interfacce, sull’usabilità, ecc., facendone un motivo di vanto assoluto)
    .
    Capiamoci: un comunicatore portatile che fatica a farti scrivere i segni di interpunzione è fallato. Va giusto bene per gli SMS. Ma poi il problema non si pone: l’iPhone non ha un word processor, non può editare gli allegati, non è uno smartphone: a cosa serve una tastiera “seria”?
    .
    Ecco la differenza tra un fanboy e un consumatore. Il secondo giudica i prodotti per quello che danno, il primo è “fedele alla linea” e si sente in dovere di pensare che se qualcuno critica uno dei suoi beniamini allora è un malpensante, un prevenuto o ha provato un prodotto fallato.
    .
    E devo confessare che è imbarazzante il grado di apodissi e di scarsa comprensione dell’ “altro” che c’è su questi temi, da parte di alcune comunità. Francamente, l’arroganza con cui nei siti specialistici gli utenti Apple “se la tirano” è prima di tutto dannoso per gli utenti stessi, ormai schiacciati nel ruolo acritico di devoti.
    .
    Valle a trovare le voci critiche su Apple, sono pochissime! Quelle “interne” meno che mai. E così Jobs e compari fanno i loro porci comodi, spesso maltrattando i propri utenti con zozzerie degne della peggiore Microsoft. Ma figurati se qualcuno si lamenta.
    .
    Perfino un bravo giornalista come Giorgio Gianotto, dopo anni di militanza applista, per scrivere le sue perplessità su Applicando deve spesso andarci coi piedi di piombo, perché in questa Scientology dell’informatica è facile passare per eretici, adoratori del vitello d’oro “Winzozz”, propugnatori di empietà, ecc.
    .
    Non è serio, anzi è stupido. L’intelligenza dei consumatori buttata alle ortiche e sostituita con la militanza, gli “evangelisti”, ecc. Ci sono cause migliori con cui riempire una vita, non certo difendere la Apple dai pochi osservatori critici rimasti in vita.

  • Chewbacca says:

    Caro Suzuki, io sostengo che il tuo è un giudizio a priori perché critichi l’iPhone da quando è stato annunciato. Sparando giudizi su un gadget che nessuno aveva ancora maneggiato. Altro che PROVE.
    .
    E mi stupisco delle tue critiche più recenti, quelle fatte dopo averlo provato, tanto che leggendoti mi vien da dire “ma Suzuki di che telefono sta parlando?”
    .
    Non metto in dubbio la tua esperienza, allo stesso modo ti prego di non mettere in dubbio la mia; cercare di liquidarmi dandomi del fan-boy (non sono ne’ uno ne’ l’altro…) è poco serio nei confronti della verità e degli altri lettori (per non parlare del sottoscritto, ma per fortuna non sono permaloso, anche se in genere al terzo “idiota” cominciano a girarmi le palle).
    .
    Io trovo la tastiera dell’iPhone molto comoda, anzi mi sono dovuto ricredere, perché sul touchscreen avevo molti dubbi. Invece scrivo a una o due mani, con i pollici o gli indici, senza problemi; certo premere il tasto “.?123” prima di ogni virgola o punto è una scocciatura, ma una di quelle scocciature che si ammorbidiscono in meno di un’ora…
    .
    Se questo è il prezzo per l’indipendenza dall’hardware… avanti il prossimo difetto!

  • Suzukimaruti says:

    allora non ci capiamo. ormai da settimane e settimane ho quell’iPhone tra le balle in uno degli uffici in cui lavoro (e’ stato parcheggiato in un cassetto dal suo titolare, che non intende piu’ utilizzarlo).
    .
    E ho l’esperienza, la cultura e la conoscenza dell’hardware mobile per giudicare tranquillamente i difetti e i pregi di un telefono. Soprattutto i difetti saltano fuori immediatamente: se la tastiera mi fa fare i salti mortali per scrivere una virgola, e’ palese che non va. E se non riesco a scrivere una mail se non con due mani, non c’e’ storia.
    Cioe’ ci sono difetti che non richiedono anni di frequentazione di un prodotto hardware per essere messi in evidenza. E non sono difetti che alla lunga si ammorbidiscono.
    .
    Chiunque abbia usato un Blackberry o un E61, di fronte al client dell’iPhone non puo’ fare altro che inorridire.
    .
    Quindi, caro chewbacca, ti becchi dell’idiota ogni volta che provi a dire che una PROVA e’ un giudizio a priori. E’ una contraddizione in termini, oltre che una patetica dimostrazione di fanboysmo che ormai ha stancato. Certe cose falle sui forum di Punto Informatico. Qui si discute tra persone serie.

  • chewbacca says:

    signor Maruti, non le chiedo di tessere a priori le lodi di Apple, le chiedo invece di non fare l’errore opposto, cioe’ le chiedo di non criticare in modo prevenuto e cieco un oggetto che nenanche conosce o quasi. Ovviamente la prego di astenersi anche dal dare dell’idiota ai suoi lettori.

    Un test drive di poche ore non e’ sufficiente per giudicare l’iphone, ne emergerebbero solo i pregi…

    Una cosa mi incuriosisce: perche’ e’ cosi’ negativo sulla tastiera dell’iPhone?

  • Suzukimaruti says:

    distretto71: comprendo bene la differenza di toni, ma se uno si manifesta in quanto idiota non ci posso fare niente, se non rilevarlo.
    (cioe’ e’ idiota chi trova poco edificante che uno non tessa le lodi a priori di un marchio – il tutto indipendentemente dalla qualita’ del marchio: e’ un ‘idiozia a priori)
    .
    Detto questo, se vuoi ti puoi fare un test-drive dell’iPhone per un paio di giorni (usiamo lo stesso che ho provato io: tanto il suo titolare e’ qui in Italia la prossima settimana per lavoro) cosi’ ti fai un’impressione.

  • distretto71 says:

    Suz: echecazzo, calma. Onestamente fra “edificante” e “idiota” corre differenza… E chiudo qui.
    ***
    Tornando alle possibili diversità d’opinione, visto che qui pare che Tim nicchi, va a finire che per esprimerla, quest’opinione, mi tocca darmi un abbonamento con T Mobile! 🙂

  • Suzukimaruti says:

    chewbacca: eh? solo un idiota puo’ militare per un marchio, solo un essere senza uno straccio di vita decente.
    E poiche’ qui si e’ persone serie e si considera la tecnologia un hobby, si guarda al mercato in modo laico e non militante.
    .
    E se c’e’ da criticare la Apple, in uno scenario di conformismo in cui esprimere critiche legittime sembra “poco edificante” (sic), lo si fa senza problemi, cosi’ come si sono criticati altri tremila marchi (vedi a proposito il post sullo Zune) in precedenza.
    (il tutto per un post dove parlo di tecnologia in generale: ma sei ubriaco?)

  • chewbacca says:

    Ma lei, signor Maruti, ritiene che da parte sua ci sia “serenita’ di giudizio verso Apple”? Questa sua crociata e’ incomprensibile e poco edificante.

  • for those... says:

    ah, scusate l’OT!

  • for those... says:

    Davide, a me sarebbe mancato il modem 56K sul mioportatile (che non è un mac). è inutile che si insista sul quanto siano avanti in USA o in Croazia o in Bangladesh. Io vivo in Italia, in Lombardia e in prov di MI. Nonostante questo nel paesino dove abito NON c’è wi-fi pubblico. Quindi, quando sono stato costretto a migrare da un operatore ADSL ad un altro (ADSL 2M, perché di più non esiste), l’unico modo che avevo per leggere le mail (che mi servono) durante il guasto del primo operatore e l’attivazione del secondo, era proprio il modem 56K.
    Io ho l’impressione – come diceva suzukimaruti nel post sull’iPhone – che i geek informatici spesso vivano in un mondo irreale fatto delle migliori soluzioni tecnologiche esistenti. Spesso non è così. Per triste e assurdo che possa essere, ci sono posti dove un modem 56k è ancora indispensabile (almeno per casi di emergenza come il mio).

  • distretto71 says:

    Sulla differenza di pensiero fra Suz e il sottoscritto sull’iPhone c’è una piccola storia alle spalle, però qui mi tocca dargli ragione: anzi, proprio avendo ben presente la differenza infrastrutturale esistente fra gli Usa e resto del mondo, e quindi fra la fruizione wi-fi e “tutto il resto” non credo sia lecito affermare che i servizi online possano sopperire ad applicativi residenti. Io – su un fronte tipo: “finché non lo vedo taccio” – continuo a credere in molte positività dell’iPhone, contrariamente al buon Suz, e probabilmente questo succede perché lo analizziamo da due punti di vista diversi (e il mio forse è più vicino al tuo: non è uno smartphone ma un iPod che telefona e soprattutto va online). Ma proprio per questo le differenze vanno tenute presente per quel che sono: differenze, senza cercare di metterci toppe. E poi vedremo, vedremo quanto l’iPhone sarà chiuso. Se lo sarà, sarà uno sbaglio MADORNALE (oltre che, per quanto mi riguarda, un andare contro tutte le prospettive coerenti di evoluzione della rete). Se lo sarà: ho un fanciullesco ottimismo, al riguardo (e come tale criticabilissimo). Per chiudere sul pratico: se per correggere un doc devo truschinare mezz’ora online… tutto meno che Apple, sembra assai Windows.

  • Suz, l’iPhone non è fatto per connettersi via GPRS o EDGE o UMTS (forse in futuro) ma per chi è “always connected” e ha sempre a disposizione una rete wi-fi.
    .
    Da noi è un miraggio ma all’estero no. Prova andare anche solo in Croazia, tanto per dirne una, ci sono access point in piazza, alla fermata dell’autobus ecc ecc quindi dell’Edge “non me ne pò fregà de meno”
    .
    Poi a parte il fatto che alcuni servizi sono specifici per iPhone, ovvero controllano il client e se non è un iPhone il servizio non lo usi (poco male) ed alcuni sono a pagamento (quindi il “mercato” di “software” volendo ci si fa sopra) ma credo che il display dell’iPhone non sia neanche lontanamente paragonabile a quello dell’E61 o dell’E95: le dimensioni in questo caso contano a mio avviso.
    .
    E’ un pò come quando la Apple tolse il lettore floppy del primo iMac: tutti dissero che era una scelta suicida. Da allora ha decuplicato il fatturato. Oppure la recente “mancanza” di un modem a 56K sui nuovi Macbook e adesso forse anche sugli iMac credo: qualcuno ne sente la mancanza?
    .
    Io aspetterei a dare un giudizio così negativo. Anche io appena è stato presentato il prototipo a gennaio la pensavo esattamente come te, ma vedendo l’effetto che ha suscitato in appena 2 mesi di commercializzazione beh forse incomincio a ricredermi

  • Suzukimaruti says:

    Il problema sussiste eccome, Davide. Pensa che l’iPhone ha un sistema EDGE talmente arretrato (colpa del carrier) per cui se sei connesso il telefono è irraggiungibile e non può fare chiamate o ricevere SMS. Quindi se apri un editor di documenti online (che, ricordiamo, esiste sul Web ed esiste per tutti: non è un programma dell’iPhone) e ci metti 20 minuti a scrivere un testo, per 20 minuti l’iPhone è come se fosse spento: non telefona, non riceve. Bel pacco.
    .
    Scusami, ma non è una questione di mercato o di acrobazie verbali di Steve Jobs, uno che chiamerebbe la polenta “pasticcio di mais”.
    Qui si tratta di una cosa precisa. Si possono installare sull’iPhone applicazioni di terze parti (per cui il produttore ha rilasciato un SDK o linee guida di qualche genere?) No, in nessun modo lecito o consentito dalla casa (giusto con l’hacking, con risultati modesti).
    .
    Sul fatto che online ci siano alcuni servizi che “fanno da software” non ci piove, ma è un’altra cosa. Ed esistono per tutti. Per dire, con l’E61 posso usare vari word-processor online, ma mi guardo bene dal dire che sono software in dotazione al telefono: sono servizi online! (e tra l’altro se li uso col Nokia, il telefono è libero e utilizzabile)
    .
    Oppure domani la Samsung, per dire, si mette a vendere un telefono con sopra un normale browser e dice “Comprate il nuovo Samsung XYZ! C’è Google installato sul telefonino!”
    .
    Quindi il fatto che le uniche applicazioni possibili siano servizi online è un limite grave, anzi gravissimo. Per di più rende le cose scomode. Immagina che per lavoro ti mandano un allegato .doc e tu devi modificarlo sull’iPhone. Significa salvare l’allegato, aprire il browser, scovare un servizio di word-processing online, caricare in qualche modo il file allegato, editarlo, trovare un modo di scaricare il file editato (sempre che si possa), aprire la posta, riallegarlo, ecc. Una trafila demenziale.
    Su un qualsiasi smartphone Nokia è questione di un click. E so che gli utenti Apple sono molto sensibili alla facilità e immediatezza d’uso.
    .
    Cioè, non prendiamoci in giro: messa così è una presa per il culo da Apple. Tanto ormai lo sanno tutti: non si può installare software sull’iPhone, non ci può essere un mercato di software terzo per iPhone, non c’è modo di sviluppare codice per iPhone. E’ un sistema chiuso in cui l’unico content provider è Apple e l’unico service-provider è l’operatore telefonico suo partner (hacking esclusi, che sono puri esercizi di stile).
    .
    Personalmente un simile modello mi fa rabbrividire perché è tutto quello contro cui la comunità informatica si batte: reti non neutrali, software chiuso e proprietario, monopolio e impossibilità di creare concorrenza, ecc.
    Solo che essendo la Apple – verso cui non c’è serenità di giudizio da parte di molti – si lamentano in pochi. La verità è che si sta consumando una porcata nei confronti degli utenti, degna della Microsoft dei tempi peggiori.

  • Suzuki il fatto è che non è una scusa che ha inventato la Apple ma un dato di fatto che ha stabilito il mercato. Se non erro è stato proprio dopo il rilascio dell’iPhone che sono incominciati ad uscire una serie di servizi ad esso dedicati proprio per ovviare al fatto che sia chiuso.

    Forse la Apple ha intuito quello che altri non hanno intuito: c’è l’editor di testi e di file excel, videogiochi ecc ecc basta cercare trovi tutto.

    Ok devi essere connesso ma il problema negli States non sussiste. Siamo noi che siamo indietro.

  • Suzukimaruti says:

    Davide Salerno: quella è la scusa che la Apple ha inventato per giustificare il fatto che l’iPhone è un sistema chiuso. Il Web è una piattaforma di sviluppo per qualsiasi telefono che si connette ad Internet, se la metti così. Se col mio Nokia E61 uso Gmail o faccio girare Apache mentre sono connesso online, sto usando un’applicazione?
    .
    L’iPhone è chiusissimo. Niente navigatore satellitare (niente TomTom o software simili), niente editor di testi, niente editor di file Excel, nessuna possibilità di modificare un allegato che ti arriva per posta, niente videogiochi, ecc.

  • Er frittata says:

    Ops, ho postato due volte. Sorry 🙂

  • Er frittata says:

    Beh, i media sono quello che sono, ma certo che Nokia ci ha messo del suo. Presentare un concept fotocopia dell’iPhone affermando “If there is something good in the world then we copy with pride.” non e’ proprio il massimo…condivido la tua noia 🙂
    http://www.engadget.com/2007/08/29/nokias-iphone-no-seriously/

  • L’iPhone non ha un sistema chiuso… il web è il suo sistema operativo.
    E’ concepito per gli Stati Uniti o per paesi non del terzo mondo come l’Italia. Lì avere una connessione ad internet wi-fi è facilissimo e la marea di servizi/software dedicati a questo dispositivo usciti dal 29 giugno ad adesso è la dimostrazione di tutto ciò.

    Insomma è qualcosa di molto più avanti. Il problema è che forse per l’Italia è troppo avanti.

  • Er Frittata says:

    I media “stupidi” avranno visto il concept di Nokia:

    http://www.engadget.com/2007/08/29/nokias-iphone-no-seriously/

    il tutto condito dalla memorabile frase di Anssi Vanjoki – Nokia’s Executive VP & General Manager of Multimedia – “If there is something good in the world then we copy with pride.”

  • ovvero “il post che avrei voluto scrivere io”.

    condivido al 100%, io per il momento viaggio ancora con un Nokia 1110, il prossimo passo sarà “il cellulare che verrà”, aspetto…

  • Ciao

    Io credo che la tua richiesta sia lecita (anche io non vedo l’ora ci sia un dispositivo così), ma che il problema sia mal posto.

    Oggi quello che chiedi c’è, e si chiama N95. Ha un browser (e una suite di applicazioni Internet-based) full compliant, che opera sia su Wi-Fi che su reti mobili (così come per il client di Vox o Flickr per il moblogging, o i reader rss, etc)

    Se poi chiedi il seamless switching (o roaming) tra una rete all’altra, non dipende dal telefono, ma da uno strato software che dev’essere standard tra operatori e reti. Problema mica banale

    Non ha la tastiera, ma puoi collegare una tastiera Bluetooth, e ha lo schermo piccolo, è vero, ma very brilliant, tanto che ci puoi vedere film in qualità di DVD (e con la videocamera ce li puoi anche registrare, e li puoi anche mandare direttamente in tv grazie al connettore dedicato)

    Il GPS, come hai detto tu, c’è. Forse mancano le API per integrarne le funzioni nelle applicazioni. Ma Nokia ha anche rilasciato una piattaforma per creare widget, per cui vedremo cosa faranno gli sviluppatori. Tra cui Marco e Stefano di duespaghi, con cui parlavo della loro idea di un client proprio come dici tu non molto tempo fa

    Ma allora il problema torna su un altro piano: il software. E siccome il software, da che mondo è mondo, sta sui pc, non mi sembra idea da poco l’idea di creare un ponte (o una “porta”) web-based che permetta di sincronizzare i contenuti tra fisso e mobile. Potrebbe diventare una piattaforma di sviluppo standard, un po’ come si dice dovrebbe essere Safari per Apple? Lo spero

    In effetti, spero si acceleri qualsiasi iniziativa per facilitare lo sviluppo e la standardizzazione del software mobile. Ma il problema mi risulta che sia molto più relativo a compatibilità di piattaforme (client, accesso, reti, etc), quindi col boccino anche nel campo delle telco, oltre che dei produttori di cellulari

    Dal punto di vista hardware, il tempo di avanzamento è dettato dal mercato, più che dalle aziende. Nel mondo ci sono ca. due miliardi di telefonini, ma solo 80 milioni di questi (2006) sono dispositivi multifunzionali. Nokia prevede che nel 2007 saranno 120 milioni. Tanti, ma forse non abbastanza per abbassare i prezzi della componentistica, chip e memorie

    Ma tale diffusione si avrà solo quando non tanto noi geek, bensì le persone “normali” riusciranno a usare la tecnologia. E quindi un altro fronte sensibile è quello della semplicità d’uso, più della dotazione funzionale

    Sinceramente preferisco pensare a un telefono multimediale – un “multimedia computer” come li chiama Nokia – facile e immediato, ed è forse questo il difetto principale dell’N95 (a parte il fatto che si pianta ogni tanto)

    Insomma, lo stiamo facendo. E’ solo questione di tempo… 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Riccardo: penso bene di entrambe le cose, anche se i negozi online di mp3 non mi interessano affatto (pagare per la musica? giammai!).

  • Riccardo says:

    Non ho ben capito cosa pensi di Ovi e di Nokia Music Store? Credo niente, ma forse mi sbaglio.

  • Il Nokia E90 non è così lontano 😕

    1) schermo 800×352
    2) tastiera QWERTY (a detta di alcuni un po’ piccoli i tasti)
    3) connessione WI-FI, HDSPA
    4) GPS integrato (con qualche limite software e di prestazioni)

    Sulle Applicazioni non saprei dire non avendolo provato.

  • Salvofan says:

    Dai suz…si chiama Origami! Lo sanno tutti…ma non lo vogliono dire 😀
    http://webnews.html.it/news/leggi/6632/samsung-presenta-3-nuovi-umpc/

    Scherzi a parte…qualcosa del genere inizia a vedersi in giro…ma con schermi 240×400…se vuoi gli 800 devi davvero andare sugli origami.

    Ai posteri l’ardua sentenza!

    Saluti dall’Irlanda…

  • garethjax says:

    Propositi interessanti, ma finchè non ci sarà una nuova generazione di batterie che tengono la carica più a lungo, unificare i device lo reputo “scomodo”. Il punto più critico è il wifi che ha un drenaggio pesantissimo per le batterie:l’ho visto quest’estate mo-bloggando dagli states. L’uso del wifi causava un drenaggio energetico pazzesco.

    Questo inficia la durata utile della batteria (ricarichiamo piu’ spesso), che dopo un tot di tempo va rimpiazzata e anche se ci si rivolge al mercato delle compatibili, è comunque un costo aggiuntivo!

    Riguardo all’iphone più di cosi’, come lancio, non potevano fare: in molti posti addirittura la copertura e’ scarsa o incompatibile: quando in oregon abbiamo trovato la rete “Edge” i nostri nokia non riuscivano a connettersi al network, mentre il motorola razr di uno del gruppo scriveva sms e chiamava. .Pretty strange.

    Alla fine AT&T è il carrier più solido anche se fa solo 2G. In usa l’umts non c’e’ praticamente. Ci sarà in europa di sicuro.

    Spezzo una lancia in favore del touch pad come strumento per leggere testi: è di una comodità sconcertante, si imparara a zoomare dentro in un attimo e per tornare indietro basta un doppio click: usabilità da maestro. Ingombrante invece la scrittura per chi come me ha le ditona da orco.

  • Gianluca says:

    Ciao, anche io sono molto contento del mio E61 (con il quale peraltro puoi avere l’email push esattamente come col blackberry, industriandosi un po’). L’E61 già ha il client VPN e ci gira finanche puTTY (il client SSH), io ci gestisco i server da remoto quando c’è una emergenza, ci faccio girare un feereader vero, un client IM, c’è il client voip SIP. Insomma ce l’ho da dicembre e non sento l’esigenza d’altro grazie a 3G+WiFi.

    Peccato che il browser sia lentino e non supporti flash, quello è vero.

    Riguardo alle tue richieste qualche UMPC sta iniziando a venir fuori, con tastiera piena e schermo largo, ma siamo sicuri che ci sia domanda a sufficienza per uno schermo così grande ? Perchè 720-800 punti significa dimensioni abnormi o pagare tantissimo per un lcd dalla densità enorme su cui inevitabilmente cecarsi.

    Poi c’è anche il Tytn II in uscita della HTC che trovo interessante.

    Comunque se sulla necessità di avere una combinazione wifi+3g/hdspa (alla e61, moto Q9h, Tytn, ecc) sono d’accordo, sul GPS decisamente no; i dispositivi con gps integrato finiscono per avere una complessità (guasti) e un prezzo troppo elevati rispetto alle prestazioni che riescono a fornire, per me sono delle baracche. Preferisco continuare col ricevitore bluetooth, che tanto è piccolissimo, ha una ricezione molto migliore di uno integrato perchè lo puoi posizionare bene senza preoccuparti, ecc.

What's this?

You are currently reading Il cellulare che verrà (?) at Suzukimaruti.

meta

%d bloggers like this: