Quando ce vo’, ce vo’

July 18th, 2007 § 19 comments

Da queste parti si tifa inesorabilmente Bonino.

Emma, ovviamente. (a meno che Eio non scenda in politica, che in quel caso…)

Fatto sta che ci stiamo accorgendo che esiste un conservatorismo di sinistra che su certi temi come l’età pensionabile è talmente demenziale e fuori dal mondo da fare solamente ridere. E ridere tanto.

E lo dico perché siamo il paese in Europa dove si va in pensione prima di tutti gli altri. E dove il 90% dei neopensionati che conosco (ne ho un paio in famiglia, tra l’altro) hanno il serio problema di come passare la giornata, consumando tutta l’energia che hanno dentro.

E finiscono per fare 10 ore di bricolage al giorno, oppure continuano in qualche modo carbonaro a lavorare, alla faccia della CGIL e della sinistra radicale.

E’ demenziale mandare un sessantenne del 2007 in pensione. Cavoli, basta guardarsi intorno! Ma l’avete vista Tina Turner?

Mi chiedo su quale base la CGIL e la sinistra radicale proseguano a difendere un’età pensionabile semplicemente assurda.
Me lo chiedo da tempo e la risposta che mi do è che

1) forse hanno perso il contatto col paese reale e vivono nel beato “autismo di sinistra” (c), perennemente immersi nella bagna della loro identità e per nulla propensi a guardare fuori il mondo VERO, quello fatto da sessantenni freschi come una rosa e più energetici di mille Bertinotti

2) forse pensano ancora in termini da Dopoguerra, per cui lavoratore è sinonimo di operaio (e io capisco che se uno si è fatto la catena di montaggio fino a 60 anni deve avere diritto alla pensione subito, ma il restante 93% dei lavoratori che si logora molto di meno?) e si porta il baracchino per pranzo, mangiando carne una sola volta alla settimana

3) forse pensano che mandare una persona in pensione da giovane sia una cosa buona e giusta a priori (mentre spesso non lo è, soprattutto se il neopensionato si annoia)

4) forse pensano che tutto ciò che dispiace a Confindustria sia automaticamente buono per il paese; meno male che non si è diffusa la notizia che anche Montezemolo respira ossigeno, altrimenti proverebbero ad abolirlo.

Per di più alla CGIL dovrebbero essere i primi a capire che l’età pensionabile si può alzare senza alcun timore: cazzarola, la CGIL *vive* grazie ai pensionati, che sono la spina dorsale della sua organizzazione, la sua manovalanza e la maggior parte della sua militanza attiva.

Insomma, la CGIL muove pensionati (le famose pantere grigie) su e giù per l’Italia, sottoponendoli a viaggi in pullman estenuanti tra un corteo e l’altro. Fateci caso al prossimo corteo: CGIL=nonni.
E sono nonni che tengono ritmi che io mi sogno. Tutta gente che potrebbe tranquillamente lavorare ancora 3 o 4 anni in ufficio, senza alcun problema.

Io so solo una cosa: poiché il centrosinistra straperderà comunque le prossime elezioni, noi dobbiamo cogliere l’occasione e con questi non ci dobbiamo alleare MAI PIU’, nemmeno localmente, come la Sinistra ha fatto in Germania con gli estremisti. Anche a costo di perdere per 30 anni di fila.

C’è una sola cosa che temo di più della destra e sono i conservatori. Una volta i due termini coincidevano perfettamente. Ora no: la destra resta conservatrice e immorale, ma c’è qualcuno sull’ “album di famiglia” che non sa coniugare i verbi al futuro.

E mi chiedo cosa aspetti Fassino a portare in piazza un milione di persone per sostenere l’innalzamento dell’età pensionabile, che è una cosa talmente ovvia e ragionevole da fare da essere perfino “di sinistra”. Sono prontissimo a fare la prova di forza con la CGIL e quei poverini della sinistra estrema: li abbandonerebbero perfino i loro stessi militanti. Dai, contiamoci.

§ 19 Responses to Quando ce vo’, ce vo’"

  • enrico says:

    ma dove sono tutti questi pensionati allontanati a forza dalle loro scrivanie per essere sbattuti su una panchina del parco? caro suz, hai mai sentito che non solo si puo’ rimanere a lavorare superata la l’eta’ MINIMA per andare in pensione ma si ricevono anche INCENTIVI per farlo!! eppure l’opzione non e’ molto popolare… chissa’ perche’. prima di scrivere falsita’ come il tuo punto 3 bisognerebbe pensare un po’ di piu’…

  • Squonk says:

    Appunto: devi avere più gente che lavora, e gente che lavora più a lungo. Hai già dato la risposta.

  • a maggior ragione se già non vale il rapporto 1:1 tra pensionati e nuovi assunti, immaginati se in pensione non li mandi. Senza contare che, come dici tu, un nuovo assunto costerebbe meno che uno con 40 anni di esperienza.
    Mi spiace aprire un dibattito qui, siamo ospiti. Concludo solo dicendo che a mio parere un sistema pensionistico che dipende da quelli che lavorano invece che da quelli che contribuiscono non può stare in piedi. Se un domani i giovani fossero molti meno dei vecchi come la metteremmo? dovrebbero dare tutto il loro guadagno per mantenere quelli in pensione? non credi che ci sia una crepa nel ragionamento?

  • Squonk says:

    Roberto, il giovane non è disoccupato perchè c’è un sessantacinquenne che lavora al posto suo, ma perchè il numero di posti di lavoro non cresce abbastanza. Non esistono, se non in misura molto limitata, automatismi “fuori uno dentro un altro”, perchè sul ricambio delle persone incidono fattori come esperienza, salario, preparazione e via dicendo. Poi, scusa, ma sostenere che l’economia si muove solo grazie ai soldi spesi da chi è in pensione è una tesi bizzarra. Io ho quarant’anni e spendo, come chiunque: lo faccio in proporzione alle risorse di cui dispongo e alla mia maggiore o minore propensione al risparmio, ma spendo. Il punto è quello di poter disporre di un reddito, e qui torniamo al fatto che se tu hai una pensione da fame (come dovresti, andando in pensione da “giovane”), semplicemente non potresti spendere. E anzi, probabilmente, necessiteresti di un mantenimento.

  • @squonk: mentre il giovane che è disoccupato perchè al posto suo al lavoro c’e’ un sessantacinquenne, che invece di essere in giro a spendere i soldi messi da parte in 40 anni di lavoro, ( perchè è solamente cosi che si muove l’economia) è bloccato a lavorare, non costa alla comunità?
    ma veramente sei convinto che uno, se può, smette di lavorare anche se non avrà soldi per vivere? che ti facciano lavorare di più per avere una pensione decente? lo fanno solo perchè OGGI servono soldi. Per il domani saranno problemi di altri. I NOSTRI PURTROPPO!

  • vanz says:

    io non sono giovane, ma non ho voglia di fare un cazzo lo stesso.
    ovvero, come tanti altri ho voglia di fare cose, ma non avremo il tempo di farle finché dobbiamo stare qui sul pezzo.

    per dire, viaggiare: non è che tutti son paraculati come voi (voi due, sì, voi due lì 😉 che saltabeccate dagli appennini alle ande come stambecchi: l’impiegato medio è incatenato alla scrivania e ha tre settimane di ferie all’anno che deve sfangare con duemila euri famiglia inclusa.

  • Carlo says:

    Ma siamo veramente diventati un paese dove nessuno ha più voglia di fare un cazzo (specialmente i “giovani”, perché quella è l’impressione)?

    Vedo che Leo ci scherza pure, sperando che sia uno scherzo.

  • Squonk says:

    Roberto, semplicemente non funziona così: il nullatenente è un costo per la società, perchè bisogna contribuire in parte al suo mantenimento (lasciamo perdere la facezia del Superenalotto). Se lavori poco, prendi poco di pensione, e poi vai a vivere sotto i ponti. Dopo di che, noi dobbiamo spendere per consentirti di vivere in un bilocale dell’Aler – o come si chiama lì da te il vecchio Istituto Case Popolari. Francamente, preferisco che tu lavori cinque anni in più.

  • Per me è un errore comunque semplicemente che qualcuno scelga per qualcun altro.
    Ognuno dovrebbe potere decidere autonomamente quando vuole smettere di lavorare. Ovviamente se ha versato pochi contributi prenderà poco, se ne ha versati molti prenderà molto, però perchè qualcuno deve decidere che io debba lavorare sino a 65 anni, oppure debba smettere di lavorare a 57, se a me non va? il problema è che dal mio lavoro dipendono le pensioni di chi ha lavorato prima di me.
    Ma non si era passati dal metodo retributivo a quello contributivo proprio per sganciare gli uni dagli altri?
    Se io lavoro 5 anni, per 5 anni pago i contributi e poi vinco al superenalotto, perchè non posso smettere di lavorare senza però perdere i 5 anni di contributi che ho versato e che quindi ho il DIRITTO di avere?
    Smettiamola di guardare il dito e fissiamo la Luna.

  • leo says:

    Io ho una teoria semiseria sul problema. In breve: da una parte c’è un blocco sociale che vuole andare in pensione presto, e dall’altra… non c’è nulla. C’è solo qualche politico che fa la morale, oppure ci sei tu che fai i calcoli (e probabilmente sono calcoli giusti), però i famosi giovani, quelli che dovrebbero marciare a Roma per non mandare in pensione i nonni o i genitori, non ci sono.

    Non ci sono perché in realtà molti giovani non sono affatto elettrizzati dalla prospettiva che genitori e nonni vadano in pensione più tardi, in quanto dopo decenni di paghette tendono a considerare il nonno o il genitore principalmente come una risorsa. Se andrà in pensione presto non solo lascerà libero un posto di lavoro, ma integrerà la pensione col lavoro nero, baderà ai nipotini, insomma assolverà pienamente al suo ruolo di piccolo welfare state personale.

    Per contro i politici che sostengono di voler togliere la pensione ai vecchi per darla ai giovani non destano entusiasmo, non risultano credibili. Primo perché sono politici, ultimamente al minimo storico di credibilità. Secondo, perché i giovani sono giovani, quindi poco inclini a prospettive di lungo termine: l’assistenza del genitore (e la sua eventuale eredità) sono obiettivi molto più vicini che non un’eventuale assestamento del bilancio dello Stato eccetera eccetera.

    Insomma, io i giovani in corteo contro le pensioni dei padri non ce li vedo. Il conflitto generazionale in teoria si risolve in pratica in un sistema di mutua assistenza tra le generazioni.

    La principale falla di questo sistema è la badante ucraina: se un genitore pensionato perde la testa per lei e la sposa, il giovane si perde il welfare state.

  • Ivy says:

    Mi sembra banale dire che l’uomo non è nato per lavorare, per cui va bene che l’età pensionabile si riduca del più possibile.
    Penso piuttosto che le speranze di vita di un occidentale medio non permettano proprio di pensare a un abbassamento dell’età.
    I sistemi pensionistici non si basano sull’aria fritta o sui soldi stampati quando servono, purtroppo si basano sul fatto che il giovane paga la pensione al vecchio, e avrà qualcuno che la pagherà quando sarà lui a diventarlo.
    Non ci sono materialmente i soldi per avere più pensionati di quanti ne abbiamo ora, siamo noi giovani a non potercene permettere di più. Tutto qui, questione molto semplice, e purtroppo come ben sottolineato da Suzukimaruti ignorata, chissà perchè, da una parte di sinistra che non vuole staccarsi da certe utopie che portano solo a creare enormi problemi, e non a risolvere i problemi reali.

  • pietroizzo says:

    mah guarda io pure in pensione ci andrei domani mettendoci la firma, se non fosse che prenderei due euro al mese… non mi annoierei x nulla!

  • luca says:

    L’innalzamento dell’età pensionabile è possibile, a mio parere solo per alcune categorie di lavoratori. Nessuno ha ancora parlato del fatto che per vent’anni destra e sinistra al governo hanno fatto finta di non vedere il problema della spesa pensionistica, con il risultato che la mia generazione (quelli nati nei ’70) se la prenderà allegramente in quel posto. Secondo punto: la guerra fra poveri (pensionabili vs ggiovani) è solo fumo negli occhi per nascondere l’amara verità: con il sistema contributivo attuale il patto tra le generaizioni non esiste più. Se io, cococo, verso contributi da fame, avrò una pensione da fame. Punto.
    Chi ti scrive è un neo poverino, che dai ds è passato a sd. Sono diventato un poverino conservatore gran farabutt della sinistra “radicale”… (se questo è il progresso, me ne vanto ) e penso che sia fassino sia bertinotti potrebbero scusarsi con noi per averci preso per il c..o in tutti questi anni. E poi andare a casa. E lasciare spazio a menti fresche, di sinistra, di destra, dall’alto e dal basso.

  • CARBONARO says:

    Ah dimenticavo… Largo ai giovani eh….
    Se si tengono occupati tutti i posti di lavoro alzando indiscriminatamente l’età pensionabile perché lo Stato non si può permettere di mantenere gli emolumenti di tutti i baby pensionati degli anni 90 la parabola di nuove assunzioni che fine fa? Ah, giusto, ma i giovani non devono avere in cuore di avere un’occupazione stabile, va bene il dinamismo, la flessibilità nel lavoro, il precariato. Peccato soltanto che se io non vengo mai assunto dopo una certa età finisco per divenire poco appetibile al”mercato del lavoro”e doopo nessuno vorrà più concedermi uno straccio di occupazione rispettabile; che se io decido di creare una famiglia non poss dire alla mia futura neonata “Ciao bambina, oggi niente pappa sai, il papà ha terminato la sua Co.Co.Pro che non è stata rinnovata e quindi siamo al palo.” Con la conseguenza che, in atttesa della necessaria sicurezza sociale, geneticamente aspettare 35 – 40 anni per poter figliare rappresentano un GAP di anni sostanzioso nei confronti del nascituro.

  • CARBONARO says:

    Mamma che voglia di lavorare per 35 – 40 anni . . .
    Perché non anche 50? Che mi fa vecchio solo al pensiero…..
    Ma l’uomo nasce per lavorare???
    PENSIAMOCI
    Io andrei in pensione anche adesso.
    E caro, ti assicuro che non mi annoierei….

  • Condivido l’analilsi, ma ognuno ha la sua distorsione: per esempio l’idea di una manifestazione di un milione di persone che chiede l’innalzamento dll’età è una illusione ottico-politica, così come alla CGIL ne hanno altre, perché gli unici che dovrebbero farla sono i giovani e io non ce li vedo i giovani scendere in piazza né fare niente che sia partecipazione politica. Mantre i pensionati vanno su e giù per il paese e si fanno rappresentare.E’ come per gli under-40 che protestano perché nel comitato del PD non ci sono giovani: ma come, hanno passato un decennio a star dietro a menate,tv,videogame,vestiti e ora si accorgono dinon essere rappresentati.LA rappresentaanza politica va di pari passo alla partecipazione.LA vera cesura non ci sarà, la cesura c’è già stata nel passato ed è una cesura dell’anti-politica che i ventenni e trentenni di anni fa – come e più quelli di oggi – hanno abbracciato entusiati. E ora che arriva il momento delle scelte è ovvio che la CGIL scelga di tutelare i propri iscritti. Dopo ventanni che i giovani hanno imaprato a ripertere a pappagallo la litani che “isindacati sono una rovna” ora si lamentano che sindacati non li tutelano (precariato ed età pensionabile). Sì dai contiamoci, così smettiamo di illuderci e pensare che ci siano masse di nuove generazioni pronte a protestare. Dopodiché ricominciamo pure, in pochi, realisticamente, a ricostruire una cultura che dica “la politica – come le tutele dei diritti – no nsono robba pallosa”….

  • Tutto condivisibile, a parte la menata del “neopensionato che si annoia” (uno che non ha interessi fuori dal lavoro secondo me è una merdina anche sul lavoro, ma parere puramente personale…)

  • raccoss says:

    Mi permetto di darti ragione. In quanto a “autismo di sinistra” io scrissi: http://raccoss.splinder.com//post/11372316/FAZIO+vs.+BERTINOTTI

  • Matteo says:

    ottimo. l-idea della manifestazione per altro [ nell-aria in questi giorni. ne ha parlato capezzone (ed in questo frangente si lo vedo degno erede della bonino) non che giacchetti a Roma.

    Si dovrebbe fare. sarebbe un momento di cesura pazzesco. Segnerebbe la nascita del vero PD ed anche credo purtroppo la fine del governo Prodi. Ciononostante, credo andrebbe fatto…

    anche se forse ci sarebbe da aspettare aprile 2008, con la legge elettorale nuova (o referndum non piu rimandabile)

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