Il boom e poi il silenzio? Ditemi che non è così

July 25th, 2007 § 28 comments

Stavo ragionando sulla notizia che gira in Rete da un po’ di ore secondo cui le vendite dell’iPhone sono deludenti al punto da aver fatto perdere il 4% al titolo Apple in borsa.

Come mi capita sempre quando c’è di mezzo Apple, sono diffidente nel bene e nel male. In questo caso non mi fido delle cifre che ha tirato fuori AT&T (l’operatore telefonico che è partner di Apple nell’avventura iPhone): 146.000 iPhone attivati nel secondo trimestre dell’anno 2007.

Il dato, che sui quotidiani italiani viene presentato come disastroso, è ovviamente drogato. Mi spiego: hanno messo l’iPhone in vendita il 29 di giugno e i giorni utili per rientrare nel trimestre sono due: il 29 e il 30.

Quindi il dato è relativo a due giorni e per quanto mi riguarda è buono. Però in Rete circolavano voci (vendute come notizie e rimbalzate qua e là come oro colato) secondo le quali Apple avrebbe venduto 500.000 iPhone nel primo giorno di commercializzazione. Qualcuno diceva perfino 700.000.

Beh, questo dato – seguendo quanto dice AT&T (che è parte in causa) – mi sembra assolutamente fuori dal mondo. Ma forse c’è anche qui una gabola. Temo, infatti, che il conteggio di AT&T non tenga conto di tutti gli iPhone che sono stati ordinati online e che, verosimilmente, sono stati distribuiti e tecnicamente “comprati” solo 5 o 6 giorni dopo il lancio.
Se è così, i conti potrebbero tornare. Ma, appunto, quando si tratta di Apple non mi fido dei dati cattivi come dei dati buoni. Quindi, dato che nelle prossime ore Apple comunicherà ufficialmente il numero di iPhone venduti, prenderò di nuovo il tutto con le molle, anche perché ormai è notorio che a Cupertino tendono ad arrotondare verso l’alto le cifre di vendita (è un eufemismo).

Faccio una valutazione reale ad occhio. Trecentomila mi sembra una via di mezzo tra la realtà (un po’tristanzuola) comunicata da AT&T e le cifre roboanti che sicuramente arriveranno da Apple.

Ma il problema non è questo (anche se vedo gente che si intristisce alla notizia, boh saranno azionisti?). Mi sembra, invece, più interessante riflettere sull’altra notizia che arriva dagli States: domanda di iPhone in nettissimo calo, moltissimo invenduto nei negozi e pessimismo degli osservatori finanziari.

Sorvolerei sull’ultimo punto, perché credo che gli osservatori finanziari siano solo capaci di confrontare le aspettative di mercato coi dati reali. E nel caso dell’iPhone le aspettative erano comunque troppe e fuori controllo, quindi qualsiasi risultato avrebbe portato una delusione agli analisti. E infatti.

In compenso la notizia secondo cui la domanda è in calo e nei negozi ci sono iPhone che prendono polvere mi fa partire un ragionamento.
Vedo le code nei giorni prima del lancio. Chilometriche, con gente che si accampa e fa la notte. E poi vedo gli Apple Store con gli iPhone che fanno da soprammobili. Il tutto in pochi giorni.
Difficile, in questo caso, non scorgere un forte squilibrio: dalle code agli scatoloni di invenduto il passo normalmente non è breve, no?

Però, riflettendoci, c’è da tirare in ballo l’economia dell’hype. Cioè, esistono prodotti che fanno impazzire il pubblico. Tutti si entusiasmano, sbavano, fanno il coro, ecc. e tutti si mettono in coda per l’acquisto il giorno del lancio.
Però talvolta capita che quel “tutti” si esaurisca in una settimana. E qui casca l’asino.

La mia impressione (che resta tale: mancano dati certi) è che ci sia il rischio che Apple abbia capitalizzato in pochi giorni l’hype generato dal marketing e abbia di fatto saziato la domanda reale, cioè quella dei veri fans disposti a spendere 2000$ per un telefono e un contratto telefonico non molto generoso.

Provo a ripetere il concetto sotto un’altra angolazione. Non è automatico ripetere le dinamiche d’acquisto dell’iPod con un prodotto che costa 10 volte tanto.

Insomma, preso atto dell’entusiasmo collettivo per l’iPhone, forse ci dobbiamo confrontare con “l’entusiasmo praticabile”, che è una frazione dell’entusiasmo globale. Cioè le persone disposte a farsi prendere dall’entusiasmo, dall’hype, ecc. sono tante se si tratta di spendere un paio di centinaia di dollari. E sono molto meno (e sono più caute) quando la spesa è superiore di un’ordine di grandezza.

Probabilmente esiste una scalabilità dell’hype, quella per cui un giorno trovi migliaia di persone in coda per avere un prodotto e – esaurite le teste calde – il giorno dopo hai vendite scarsine.

Non ho idea se alla Apple si sono posti questo problema, ma è qualcosa su cui riflettere. Non so bene come giudicare il fenomeno. Cioè non so se la gente che fa la coda alla fine era solamente una folta rappresentanza di “quelli del Web”, cioè i più attenti alla tecnologia, i fans del marchio, i cool-hunters, ecc o chissà cosa.
Il mio timore è che la settimana calda dell’iPhone sia stata una questione praticamente per soli fans Apple e la reale penetrazione nel mercato, esaurito questo zoccolo duro di aficionados senza se e senza ma, sia ancora tutta da ottenere.
Cioè, un fan della Apple può fare la “pazzia” dei 2000 dollari, anche se gli sembra ardita. Un non-fan potrebbe avere più difficoltà.

Insomma, entro che limite di budget la sciura Pina è disposta a fare la “pazzia”? Temo che quella cifra sia decisamente più bassa dei 2000$ abbondanti che ci vanno per avere un iPhone. Non a caso girano voci abbastanza serie riguardanti l’intenzione di Apple di produrre al più presto un iPhone “nano”, decisamente meno costoso e quindi più abbordabile.

Ci sarebbe anche da riflettere sull’accoglienza dell’iPhone da parte dell’impresa. In effetti i principali big spender telefonici negli Stati Uniti sono i clienti business, cioè quelli che hanno decretato il successo della Research In Motion e dei suoi Blackberry.

Se, come immagino, il prezzo troppo alto impedisce alla Apple di dilagare con l’iPhone sul mercato consumer, non resta che il mercato business, che è quello in cui 2000$ di telefono non sono certo un problema (anche perchè i principali smartphone hanno prezzi e costo dei piani telefonici comparabili all’iPhone).

Certo, conquistare milioni di utenti Blackberry sarà molto dura, anche perché la posta push dei Blackberry è insostituibile e finora Apple non ha presentato soluzioni alternative credibili (no, la sincronizzazione IMAP ad intervalli regolari non è la stessa cosa) e soprattutto personalizzabili e adattabili ai sistemi di posta corporate delle grandi aziende.

Se alla ricetta aggiungiamo l’ingrediente dell’insicurezza (giusto ieri si è diffusa la notizia di un exploit che permetterebbe a chiunque di fare i cavoli suoi su un iPhone via Web, sfruttandone la “penetrabilità” del browser), è ragionevole pensare che l’impresa si tenga stretti i suoi Blackberry.

Insomma, se i dati sono questi la vedo male per l’iPhone, a meno che Apple non cambi del tutto la politica commerciale e lo renda più scalabile come costi. E soprattutto a meno che Apple non si svegli e produca un iPhone Nano quanto prima, con una soglia d’accesso alla “pazzia” decisamente più bassa.

Stiamo a vedere. Di certo eventuali risultati deludenti negli Stati Uniti avrebbero un effetto sui modi e sui tempi di vendita in Europa. Cioè, se l’iPhone non vende negli States, cosa succederà?

Ci sono due scuole di pensiero. La prima vede una Apple indisposta a correre il rischio di un flop in Europa. E questo significa attese ancora più lunghe per l’iPhone nel Vecchio Continente, mentre a Cupertino capiscono come salvare il salvabile nel mercato casalingo, magari rivedendo le politiche commerciali (sono certo che l’accordo con AT&T prevede revisioni periodiche, clausole con soglie di uscita, ecc.: tutte cose che giovano ad una certa elasticità).

La seconda, invece, vede la Apple prendere atto del mezzo flop casalingo e rilanciare immediatamente (a settembre o ottobre, cioè)  il prodotto così com’è su scala globale, con una bella dose di coraggio. Potrebbe essere un trampolino verso il cielo o una pietra tombale. Cioè se ti va male in casa, tanto vale provarci col resto del mondo: tanto gli iPhone, al contrario delle console per i videogiochi, sono sempre profittabili per chi li produce, quindi più se ne vendono e meglio è. E su scala globale ci sono mercati con molta più propensione a spendere in telefonia mobile rispetto agli Stati Uniti (l’Italia è tra questi). 

§ 28 Responses to Il boom e poi il silenzio? Ditemi che non è così"

  • chewbacca says:

    No, infatti, non e’ cosi’.

    “Meglio esser ottimisti e avere torto che essere pessimisti e aver ragione.”

  • raccoss says:

    Soddisfattissimo della Qasquai, ma hai ragione, i tempi d’attesa sono eccessivi. Prima o poi troverò il tempo per recensire.

  • Pino Catapano says:

    ma come, è appena (si fa per dire) uscito il freelander… pensavo ti buttassi su quello, fedifrago…
    Io al cascai ho rinunciato “causa nissan” NON ho intenzione di aspettare nemmeno una ferrari 11 mesi figuriamoci una nissan.
    Peraltro sono in arrivo Tiguan, XC60, e Iosis X… ed io ancora qualche mese aspetto di vedere queste…male che vada inizieranno a svendere l’outlander, il captiva, ecc ecc.
    PS Rav4 e GrandVitara NON mi piacciono…
    Si organizza un acquisto di gruppo…così trattiamo lo scontone???

    NB l’applestore USA è Down…si preannuncia qualcosa di nuovo…o magari è solo manutenzione…

    Bye
    Pino

  • Suzukimaruti says:

    Pino: vecchia volpe stratega! 🙂
    So del Qashqai. Interessava pure a me, ma con tempi d’attesa degni di una Ferrari, si ride! Pare che alla Nissan non si aspettassero un successo così travolgente. In effetti è un’auto molto appetibile.
    Se ti serve una recensione, credo che http://raccoss.splinder.com l’abbia comprato (forse in tempi ragionevoli)

  • STEFIGNO says:

    come sempre bella analisi…e bel post…. 🙂

  • Pino Catapano says:

    FINALMENTE!!! ci siamo arrivati…
    Nel tuo ultimo post hai centrato piuttosto bene la situazione, in riferimento al marketing ed alle politiche commerciali aziendali.

    Sinceramente non trovo disdicevole che ci siano Iphone in negozio, come non ho trovato disdicevole che ci siano I500 nei concessionari…pensa che in un caso dopo due giorni mi hanno addirittura telefonato a casa per chiedermi se ero interessato all’acquisto…(manco lavorassero per la folletto)
    Se avessero seguito l’esempio Nissan Qashqai (oltre 60.000 mila ordini in italia) andando molto oltre la produzione, se la sarebbero presa in saccoccia…perchè conosco più di una persona alla Nissan che mi ha detto che quando dicevano alla gente che doveva aspettare 11 mesi…tanti (e tra questi anche io) si sono tirati indietro e quindi NON venderanno un tubo.

    Peraltro nemmeno quando escono i nuovi computer alla APPLE, mi pare che ci siano mai stati problemi di approvvigionamento;
    insomma mi sembra sia solo una questione di buona organizzazione strategico-logistica.

    PS anche io uso a volte il trucco apple, dicendo che il mio prossimo obiettivo e quello di superare il target raggiunto nell’anno precedente…ma di poco… pochissimo…in modo da avere un margine di miglioramento anche per gli anni successivi…pura strategia…

  • Suzukimaruti says:

    alessandro gaja: sono nella tua stessa situazione (anzi, messo peggio perché ogni anno mi partono tranquilli 4500€ di telefono), ma le statistiche dimostrano che quelli come noi sono una minoranza assoluta e trascurabile sul mercato (se vuoi verifico le statistiche e ti dico esattamente quanto siamo percentualmente, ma se non ricordo male, sotto il 3%).
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    Insomma, se anche tutti quelli come noi comprassero l’iPhone (cosa che sconsiglio: è per sua definizione un telefono con cui non si lavora comodamente e in modo proficuo), i dati di vendita sarebbero bassissimi.
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    Gli utenti che contano numericamente sul mercato sono sostanzialmente di 2 tipi:
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    a) il mass market che spende poco (o spende tanto ma non intende impegnarsi con quote fisse alte per 2 anni e, anzi, continua a campare con il cellulare a credito ricaricabile)
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    b) le utenze corporate, cioè quelli che hanno il telefono pagato dalla *grande* azienda.
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    Ecco, per quanto ne capisco di telefonia mobile l’iPhone sicuramente non ha chances come cellulare business/corporate, perché non è concepito per quell’uso e la Apple nemmeno ci prova ad entrare in quel ramo di mercato lì.
    Meno che mai negli States, dove orami i Blackberry sono insostituibili proprio perché hanno una funzionalità in più che è fondamentale e migliora realmente il modo in cui si lavora, cioè la mail push.
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    L’unico mercato realmente aggredibile è quello “di massa”, ma ho l’impressione che ci siano soglie di spesa oltre le quali l’appeal non ha effetto per ovvi limiti di budget (reali e psicologici).
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    Il problema è proprio il commitment biennale per 60$, che qui diventeranno 60€. Per quel che capisco di mercato mobile, i disposti a compiere quella spesa sono pochi.
    E le chances di allargare l’area dei “disposti” grazie all’appeal estetico e alla coolness dell’oggetto sono a mio giudizio basse.
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    Cioè, l’iPhone può riuscire a vendere decentemente solo se riesce a cambiare le regole del gioco all’interno del mercato mobile. E dubito ci riesca, visto che già fatica un po’ nel più fragile e meno sviluppato mercato mobile statunitense (che per inciso è fiacco, ha terminali più vecchi, ha molti pochi abbonati e campa prevalentemente di utenze business/corporate).
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    Quindi, o la Apple fa un telefono nuovo in partnership con la RIM, o dubito abbia speranze di aprire un fronte sul mercato corporate. Per ora manco ci provano e infatti l’iPhone non è nemmeno pensato per quell’uso.
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    E per il mass market i casi sono due: o trova un modello di vendita diverso e meno “impegnativo” per l’utente, o crea un altro prodotto meno costoso e meno impegnativo (es. 30 dollari al mese per solo un anno e prezzo intorno ai 400 dollari/euro) e prova a rendere più scalabile la sua offerta.
    Il fatto è che la gente i soldi e le certezze biennali non se le può inventare.
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    Il vero dato interessante sono le previsioni di vendita attese. I dati di vendita ottimale attesi da Apple sono assolutamente sottostimati. Cioè, il milione di iPhone venduti entro l’anno sarebbe una cifra disastrosamente bassa.
    Insomma, hanno tenuto basse le aspettative formali, ma tutti sanno che la storia ha senso (e l’avventura dell’iPhone è marginalmente profittabile) se negli States vendono entro dicembre almeno il triplo (ma il FT diceva 4 milioni) di quanto dicono di attendersi.
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    E’ marketing anche quello: dichiarare aspettative bassissime per poter presentare, se è il caso, risultati mediocri come grandi successi e ottenere vantaggi col titolo trainato dall’entusiasmo in borsa (dove si fanno i veri guadagni).
    Non lo fa solo la Apple, intendiamoci. Anzi, è un classico trucchetto del mercato moderno fatto di annunci trionfali per far salire i titoli: chiunque abbia studiato un po’ di economia lo sa benissimo, anzi mi scuso per aver tagliato con l’accetta un concetto molto più complesso :-). E tra l’altro è un gioco su cui le autorità che governano le borse non possono fare molto. E poi lo fanno quasi tutti, ormai.

  • alessandro gaja says:

    carissimo suzuki,..io una figura rara?..un big spender?..sono un semplice libero professionista che, come credo tutti i liberi professionisti spende un capitale al mese in telefonate e, scusa, se non faccio parte della maggioranza, non mi pare neanche di essere una mosca bianca.
    Il fatto di preferire un contratto ad una carta ricaricabile è dovuto al fatto che resta comunque conveniente (oltre che fiscalmente parzialmente detraibile), se poi consideriamo le fasce della prima età (adolescenti) e terza età (anziani) è evidente che siamo fuori discussione preferendo ssi una ricaricabile ad altro: Resta il fatto che io con 3 mi ritrovo a spendere la bellezza di € 2851,20 in due anni e con un LG e senza particolari servizi aggiunti: per quanto mi riguarda in questo senso l’iPhone non è caro. Se poi intendessi dire che l’iPhone non ripeterà i numeri dell’iPod, beh questo mi pare evidente fin dalle premesse e dalle previsioni di vendita di Apple stessa!

  • degra says:

    Ricordo benissimo il “testa di cazzo master” (e anche io mi sono chiesto se ne esistessero degli altri tipi) 😀

    Comunque penso che alla Apple non sia dei pirla (semmai che credano che i clienti siano pirla, ma lì è un’altra storia), e sapessero benissimo quali vendite avrebbero avuto: è il primo telefono che fanno, e sanno (chi meglio di loro?) cosa va e cosa non va. Sicuramente non si aspettavano vendite da iPod, ci mancherebbe altro: siamo in USA, e là sappiamo che i cellulari no nsono così diffusi, nè, quindi, rapidamente diffondibili grazie all’iPhone. Lasciamo stare il prezzo, che là il loro sistema è quello di avere (soprattutto per telefoni business) i contratti biennali obbligatori (altro che la nostra brandizzazione!), quindi non hanno la sindrome da ricarica…
    AT&T, invece, credo che non abbia messo in conto che le vendite sarebbero state “così poche”. €Magari sono stati tra gli iperentusiasti del keynote, forse avevano negli occhi il simbolo del dollaro, alla Paperone, quindi ora sono un po’ tristanzuoli, non so… Ricordati che alla Apple sono furboni e sanno convincere, anche di saper convincere.

  • Suzukimaruti says:

    degra: di quelli che fanno le code per un prodotto penso tutto il male possibile, lo scrissi gia’ tempo fa a proposito di Star Wars e ricordiamo tutti le conseguenze (e mi sono segnato un mitico insulto “sei un testa di cazzo master” che mi presi da chissa’ quale nerd; tra l’altro continuo a chiedermi se esista un “testa di cazzo slave” e se si possano mettere in “testa di cazzo RAID”)
    .
    Pero’ i dati di vendita complessivi sono molto meno di quanto si credesse: 270.000. Che di per se’ e’ un buon risultato, ma rapportato alle aspettative non e’ poi sta meraviglia che ci si attendeva.
    .
    L’invenduto pare sia tanto: ho riletto anche oggi un paio di news autorevoli a tale proposito. Magari e’ una questione stagionale (tipo che la gente a fine mese finisce i soldi, boh?), ma il fatto e’ che ora il ritmo di vendita e’ molto basso e si pensa che l’obiettivo a breve termine di Apple sia difficilmente raggiungibile, a meno che non ci sia un balzo di vendite a settembre.
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    Io sono pessimista, a tale proposito. Ma lo sono sempre, quindi…

  • degra says:

    ma la differenza tra l’entusiasmo apple e la “delusione” AT&T è facilmente spiegabile: AT&T si aspettava di fare il botto, visto che, come tutte le aziende telefoniche, è abituata a servire una grande fetta di clienti; Apple, invece, sapeva di vendere tanto quanto gli altri prodotti Apple. Jobs SA che (indipendentemente dalla qualità) di puntare tutto sul prodotto figo, e sa di conseguenza quale può essere il suo bacino di utenza.
    Ergo lui non si lamenta degli invenduti (bisogna poi vedere che percentuale resta invenduta), perchè è conscio che il prodotto ha un suo target. È un po’ come se Lapo si lamentasse che non vende milioni di paia di occhiali da 2000 euro…

    Comunque non capirò mai lo spirito di chi deve fare la coda per comprare una cosa il giorno stesso in cui esce. Cioè, fra un mese hai aura che non ci siano più iPhone o libri di Harry Potter?
    C’è un bel po’ di sfiga in tutto ciò…

  • Suzukimaruti says:

    lo Zune fa cagareeeeeee! (vivo tuttora senza lettore mp3, salvo un Creative minuscolo che uso come walkman per fare radio)

  • luca says:

    Spiegata la differenza di dati tra Apple e At&t.
    Il titolo Apple vola in questo momento a +8%.
    Prima di scrivere certi post bisogna avere pazienza.
    Siete tutti lì che aspettate che finalmente la Apple crolli invece anche questa volta trionferà.
    State pure lì col vostro vista e lo Zune….

  • Suzukimaruti says:

    Gdr: stiamo parlando di un aggeggio venduto solo negli States (o forse stavi facendo una battuta e non ho colto?). Nel qual caso, 🙂

  • qdr says:

    Tieni anche presente che il 29 a Roma è ss Pietro e Paolo per cui per il 6/7% del target potenziale è stato impossibile procedere all’acquisto..

  • Suzukimaruti says:

    Pino: attenzione, non sono certo – come giustamente dici – uno che si aspetta che l’iPhone venda sempre come nei primi giorni. E nemmeno la Apple lo e’.
    Pero’ la notizia secondo la quale ci sono molti iPhone invenduti negli store Apple e At&T, proprio tenendo conto di questo, credo voglia dire qualcosa.
    .
    Cioe’, e’ ovvio che l’iPhone non vende come nella prima settimana, ma e’ altrettanto ovvio che non vende quanto sperato ora che e’ passato il boom iniziale, se resta dell’invenduto nei negozi.

  • Suzukimaruti says:

    alessandro gaja: il problema e’ proprio l’obbligatorieta’ del contratto biennale, che porta il costo complessivo dell’iPhone a 2000$ minimo (ma per un piano telefonico decente ci va molto di piu’).

    .
    Il mio ragionamento non e’ una comparazione con gli altri smartphone, ma la considerazione che a quelle cifre e’ difficile vendere tanto, perche’ sono cifre troppo alte per l’utente medio e hanno senso praticamente solo per gli utenti business, che poi sono quelli che appunto comprano i palmari, ecc. perche’ paga l’azienda.
    .
    Insomma, se l’iPhone pur non essendo uno smartphone ha costi comparabili ad uno smartphone per uso business, per bene che vada puo’ vendere quanto uno smartphone per uso business, piu’ le vendite agli entusiasti del marchio, che numericamente incidono poco.
    Immaginando anche uno scenario estremo in cui l’iPhone copre l’80% del mercato degli smartphone business, le vendite non sarebbero entusiasmanti.
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    Cioe’, nel mercato della telefonia le persone disposte ad (o in grado di) accollarsi quella spesa li’ sono relativamente poche e sono una minoranza. E anche intercettandole tutte il totale delle vendite sarebbe basso.
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    E il problema in piu’ e’ che l’iPhone non e’ un cellulare utilizzabile per il business, per motivi credo condivisi da tutti.
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    Insomma, il fenomeno iPod mi sa che non si ripete, se la soglia di spesa minima sono 2000 dollari. E’ un impegno troppo gravoso e troppo lungo per poter catturare la “frivolezza” del mercato.
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    Per di piu’ il telefono non e’ venduto “da solo”, cioe’ senza piano tariffario. Anche perche’ costerebbe molto di piu’ (ricordo un’analisi che dice che il 40% del costo dell’iPhone e’ “affogato” nella rata mensile da pagare ad AT&T) e non sarebbe molto appetibile sul mercato (1000 dollari abbondanti per un telefono non avrebbero senso).
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    L’impostazione di vendita sul mercato americano mi rende pure pessimista riguardo al mercato europeo e in particolare a quello italiano. Da noi – lo scrivo guardando i dati del Poli di Milano sul mercato mobile italiano del 2006 – il mass-market e’ costituito per la quasi totalita’ da utenti prepagati e con soglie basse di traffico (non a caso abbiamo demenziali ricariche da 5 euro in commercio, addirittura), con pero’ il vantaggio che il cellulare ce l’hanno TUTTI (anzi, ci sono piu’ cellulari attivi che abitanti), quindi le compagnie guadagnano grazie a pochi utili da un mercato grandissimo (per la serie, “coda lunga”).
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    Il modello di business per cui paghi minimo 60 euro al mese per 2 anni e in cambio hai un telefono, tuttora stenta a decollare, in Italia per di piu’ contando che i piani tariffari in Italia, a parita’ di spesa, sono molto piu’ generosi rispetto a quelli americani e ancora piu’ vantaggiosi rispetto a quelli abbinati all’iPhone.
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    Quindi la mia impressione, suffragata dalla notizia che nei negozi gli iPhone non stanno andando via come il pane e, anzi, c’e’ molto invenduto dopo l’entusiasmo iniziale, e’ che il modello di vendita del prodotto sia un ostacolo alla sua diffusione: troppo impegnativo per il mass-market, sia temporalmente, sia economicamente. Peggio ancora in Europa e peggio di tutti in Italia, dove spendiamo relativamente poco in traffico telefonico procapite, ma cambiamo telefonino con un ritmo esasperante: la vita media di un cellulare e’ di 15 mesi, poi mediamente lo si cambia.
    .
    Quindi non basare le tue impressioni sul tuo livello di spesa (te lo dice uno che si fa piu’ di 1000 euro di bolletta ogni bimestre, senza contare i costi del secondo cellulare), perche’ chiaramente sono impressioni soggettive e riferite ad una figura rara sul mercato: utente big spender, probabilmente business.
    .
    Conta, invece, che l’intero mercato qui vive di gente che ricarica il telefono ogni 10 giorni e magari spende piu’ di 60 euro al mese, ma psicologicamente non ha intenzione di preventivarli (e’ un discorso lungo che gli operatori fanno da anni: come dimostrare agli utenti la validita’ degli abbonamenti a prezzo fisso). Un po’ e’ una questione di stupidita’ del consumatore, un po’ e’ un dato sociale: qui c’e’ incertezza economica, precarieta’, ecc. e una spesa certa di 60 euro al mese per 2 anni non tutti sono disposti ad affrontarla per ovvia insicurezza.

  • Pino Catapano says:

    Aridaje…vabbè fai un post con scritto non mi piace “il phone” e basta…
    Ti hanno già scritto i dati corretti…secondo le stime prefissate non mi pare un problema raggiungere l’obiettivo di vendita prefissato…
    ad ogni modo vorrei evidenziare che anche per il mago “oronzo potter” hanno fatto la fila per comprare il libro…ed anche la I500 fiat…aveva raccolto 30 mila ordini, prima della presentazione…e io credo che alcuni abbiano addirittura annullato l’ordine dopo averla vista…ma indipendentemente da questo problema; ritengo normale che gli eventi superpubblicizzati come la vendita del “il phone” e la I500 ecc ecc. siano un fuoco di paglia destinato a spegnersi in pochissimo tempo; pensare che il trend di vendite dei primissimi giorni venga mantenuto nel tempo è da miopi del marketing…quale sicuramente tu non sei…ma questa pervicacia di cercare il pelo nell’iphone non la capisco…
    Mio commento su iphone…se le condizioni rimmarranno simili a quelle di AT&T in italia non venderà un granchè, e comunque dovrà arrivare con umts hsupa/hdspa, 5 mpixel, ecc ecc…altrimenti non venderà un tubo. e te lo dice un “affezionato” a computer apple…
    Bye Pino
    PS io alle condizioni attuali NON lo comprerei mai 😉

  • alessandro gaja says:

    vabbé allora visto che i parametri di valutazione sono questi e nel prezzo del telefono un pò di persone qui presenti considera anche il costo del servizio…il mio LG U8380 mi è costato € 2851,20 (telefono in comodato gratuito + 2 anni di contratto 3 a € 99,00 + IVA)…punto.

  • Virus1973 says:

    2000$ per una roba che assomiglia al telecomando della mia vecchia TV ?! Pazzi! Cmq concordo sul fatto che non bisogna dar troppa corda agli analisti. Si tratta di aspettare e vedere, io cmq rimango un Nokia dipendente e soprattutto dopo la mia parentesi maledetta con il Motorola RAZR V3 beh Yankee non mi avrete più!

  • alessandro gaja says:

    Suzuki ti dirò, mi sei anche simpatico non fosse altro perchè evochi il mio amato giappone ma perdonami è il modo in cui è posta l’enfasi sul costo di 2.000 $ che non mi torna! Se vogliamo dare una informazione completa allora bisognerebbe (a mio parere si intende) scrivere: siore e siori…l’iPhone costa 650$ più un abbonamento “obbligatorio” ai servizi di AT&T (servizi che a me pare debbano essere comprati comunque, a prescindere dal telefono utilizzato).
    Per quanto riguarda la differenza di prezzo (sempre a me) pare che dall’articolo segnalato risulti essere di 10$ dollari a persona rispetto al piano tariffario di T+Mobile…(se poi si passa da un gestore diverso ad AT&T e si devono sborsare anche 200$ di buona uscita è ancora un altro paio di maniche..) ki o tsukete ne!

  • Ja says:

    A quanto pare i numeri sono questi: 146.000 telefoni attivati da at&t, 270.000 telefoni venduti tranne quelli online (che non possono essere contabilizzati). Non in due giorni, ma in 30 ore – nottata compresa – tra le 18 del 29 e le 22 del 30. Prevedono di venderne un milione entro la fine dell’estate.
    Nulla da dire, ci sono voluti anni a Research in Motion per arrivare a questi livelli, ha avuto molto successo per quello che costa e considerato che il primo impatto con la tastiera virtuale puo’ essere ostico tra i piu’ vecchi.
    Pare anche che l’arrivo in europa sia confermato questo autunno, solo nei mercati piu’ grandi (germania, uk, francia, italia)

    Sul costo di 2000 dollari in due anni e’ passa e’ piu’ o meno in linea con gli smartphone sul mercato, credo. Quanto costa un Treo o un Blackberry in due anni, magari con 8 giga di storage?

  • Suzukimaruti says:

    alessandro gaja: la cifra è dai 2000 $ in su è giustissima. L’articolo di ZdNet che hai linkato si riferisce al costo *in più* rispetto a piani di altri operatori con altri telefoni. Occhio che l’autore sottoline appositamente i “more” per far capire il concetto.
    E grazie per il link, perché è interesante e dà l’idea del maggiore esborso richiesto rispetto alla concorrenza.
    .
    In ogni caso il prezzo è semplice da calcolare: basta sommare il prezzo dell’iPhone alle 24 rate mensili obbligatorie di uno dei piani tariffari ad esso collegati. Cioè, circa 600$ + 1440$ (che è il contratto biennale con l’abbonamento da 60 dollari, cioè l’entry level). Il totale fa poco più di 2000$.

  • Er frittata says:

    Ecco il primo “coccodrilletto” uscito dal cassetto… Ci avrei giurato 🙂
    .
    Il post ha suscitato in me la seguente domanda: quale sara’ la risposta dei big del settore? Mi spiego meglio: e’ mia opinione che con due o tre software update l’iPhone diventa solido e competitivo. Non credo che gli altri produttori possano ignorarlo a livello di interfaccia utente: secondo me dovranno anche loro fare un “coso” simile. Non credo che convenga loro lasciare molto tempo di vantaggio a quelli di Cupertino: iPhone 2.0 puo’ essere molto pericoloso a mio avviso.

  • Suzukimaruti says:

    Francesco: se leggi bene il post sono il primo a specificare che i dati di At&T non contano una mazza, proprio per il fatto che in realtà sono riferiti a 2 giorni di vendita e probabilmente non tengono conto del venduto online.
    .
    Infatti il resto del mio post è basato sulla news che c’è molto invenduto.

  • distretto71 says:

    ah ah: rieccoti a parlare dell’iPhone! Il lupo perde il pelo ma eccetera eccetera. Sullo specifico: credo che il discorso sulle vendite sia da riprendere almeno in ottobre. Prima si rischiano dati inquinati da troppi fattori (Apple stessa, come dici tu, partecipa al processo, ahiné): non mi ripeto su altro (l’iPhone non costa 2000 dollari, io spendo di più per l’E61 a pari condizioni, non è un concorrente per Blackberry, in fondo io non credo nemmeno sia uno smartphone eccetera). Insomma: io rimango sul mio, ne parlerò tecnicamente quando lo vedrò e commenterò i dati economici e non tecnici quando i dati ci saranno. Per intanto comunque qualche azione Apple, approfittando dei prezzi “bassi”, la comprerei: teniamo conto anche di questi giochetti del mercato finanziario, dove a volte l’invito a vendere può nascondere una volontà d’acquisto. Ma qui siamo alla fantapolitica. A bientot!

  • alessandro gaja says:

    allora…premesso che sono abbastanza d’accordo sulle considerazioni sulla “Hyperizzazione” dei prodotti (e su questo Apple fa comunque scuola, nel bene e nel male), mi pare che la cifra dei 2.000 $ sia buttata un po lì a caso…magari documentarsi meglio?…http://blogs.zdnet.com/mobile-gadgeteer/?p=400…(da leggere fino alla fine però!)

  • Francesco says:

    Siamo _cosi’_ sicuri che vadano male le vendite? Il numerino che ha scatenato il panico e’ riferito alle attivazioni effettuate da AT&T in due giorni, non sono le vendite. Da quel che si legge in giro sulla velocita’ dei tempi di attivazione di AT&T non mi stupirebbe un backlog equivalente o superiore. Ci sono poi iPhone che magari non hanno richiesto l’attivazione di un nuovo contratto, immagino.

    Per ora mi pare che tutto questo allarme sia fondato sulle stesse informazioni utilizzate dagli analisti finanziari nel formulare le loro previsioni: poco o nulla.

    Ciao, f.

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