E poi? Considerazioni sulla zona rossa, su Bush e sulla sinistra “ginnica” e sul valore politico delle grigliate

June 8th, 2007 § 26 comments

Credo sia superfluo spiegare che sono, come molti miliardi di persone dotate di buonsenso, in assoluto disaccordo con le idee politiche (mi fa un po’ ridere scrivere “idee”) di George W. Bush. Insomma, l’omino che presiede gli Stati Uniti mi fa schifo sotto tutti i punti di vista. Detesto il suo bigottismo religioso, detesto il suo puritanesimo anglosassone, detesto il suo essere filo-israeliano, il suo essere irresponsabile dal punto di vista dell’ecologia e lo ritengo un completo idiota dal punto di vista umano e intellettuale. Insomma, se la gioca con Berlusconi (che in più ha il difetto di essere immorale e diseducativo per il popolo italiano, ma ha il pregio di contare poco o nulla e non può – per ora – fare molti più danni) nella classifica del mio personale disgusto (al primo posto continua imperterrito ad esserci Vincenzo Muccioli, il peggiore uomo mai esistito in Italia: un giorno ci faccio un post).

Ad una premessa simile non può che seguire un “però”. E infatti eccolo. Io non sono tra quelli che cercherà di invadere la “zona rossa”, cioè di saltare i blocchi che separano Bush dai manifestanti contro di lui e contro le sue idee.
E non perché la penso diversamente da loro, ma semplicemente perché non capisco l’utilità delle loro azioni e – se c’è – non ne condivido il metodo.

Seconda premessa: teniamo da parte la questione black block, casseur e sfaciavetrine, che riducono la politica ad una questione di ordine pubblico o di cronaca (e che un giorno scopriremo a chi servono, da chi sono pagati e come mai per esempio un mio conoscente skinhead, insieme a molti suoi camerati, erano tra loro a Genova nel 2001) e pensiamo ai manifestanti “normali”, cioè ai tanti manifestanti nonviolenti che sono lì. Così non droghiamo il discorso.

Ok, immaginiamo per assurdo che c’è un corteo di persone perbene che vuole protestare contro le politiche di Bush e che – essendo persone perbene – non c’è nessuna zona rossa, nessun blocco stradale, nessuna forma di separazione.

Facciamo anche che il corteo riesce ad arrivare a un millimetro da Bush, assediato nella sua auto presidenziale, anzi a piedi e indifeso. Che si fa? Lo si picchia? Gli si fa un processo proletario e poi lo si brucia in Campo De Fiori? Ci sono altre soluzioni, magari qualcuna intelligente e pratica?

Insomma, io anti-Bush chiedo ai miei “compagni”: qual è il valore politico di sfondare la zona rossa e avvicinarsi a Bush? In che modo questo contribuisce a contrastarne le politiche che combattiamo? A cosa serve tutto questo sforzo? Non facciamo il suo gioco, squalificando le nostre giuste istanze da politiche a fatti di cronaca o ordine pubblico?

Cosa speriamo, che arrivati ad una certa distanza arbitraria Bush dica “Ok, siete arrivati a meno di 100 metri da me, approvo il protocollo di Kyoto: avete vinto”? Il mondo reale non è SuperMario Bros, cazzarola.

Mi arrabbio perché ho l’impressione che tutta questa energia consumata per una mera questione fisica potrebbe essere utilizzata per fare cose migliori, più funzionali alla nostra causa. Fare controinformazione sarà meno antagonista dal punto di vista estetico, ma è molto più utile alle nostre idee. Lo so che fa più figo ed è più comprensibile per la sinistra “ginnica” (la definizione è di D’Alema) entrare nella zona rossa piuttosto che girare per i mercati a spiegare alla sciura Pina cheil protocollo di Kyoto potrebbe migliorare la qualità dei suoi pomodori da salsa e nel mentre anche l’aria che respira, però io considero la politica un atto teso a migliorare il mondo, non a migliorare la mia autostima o farmi sentire un rivoluzionario.

Per di più, ragionando in termini più sinistrorsi, sta questione di sfondamento delle zone rosse, dei blocchi, ecc. è sbagliata anche nel metodo puro. Se lasciamo che mettano dei blocchi e giochiamo a sfondarli, di fatto lasciamo a “loro” la prima mossa dell’iniziativa politica e di piazza. E poi sbagliamo l’oggetto dell’azione politica, che non è Bush (il quale non credo si lasci convincere in base al numero o alla vicinanza dei suoi oppositori di piazza), ma la gente che non è informata. E quella gente è a casa a guardare i black block che sfasciano le utilitarie, non nella zona rossa.

Secondo me è un atto politicamente molto più rilevante se ci troviamo in un milione in piazza belli distanti da Bush, facciamo una mega-festa con grigliata al tramonto, coinvolgendo gente che magari non scende mai in piazza, non milita e non sa. E tra una braciola e una sangria gli spieghiamo perché Bush supporta delle politiche sbagliate e dannose per tutti.

E Bush se ne sta da solo, protetto da barriere di cui non ce ne può fregà de meno, circondato da poliziotti che si rompono le balle a non picchiare nessuno e assolutamente irrilevante.
Siamo sinceri: far circolare la conoscenza, fare controinformazione, creare consapevolezza, ecc. sono cose che rendono credibile un’azione politica.

Attenzione: in questo processo ci sta pure il momento di piazza, per dare una consistenza e una visibilità “numerica” alle proprie azioni, ci mancherebbe (io adoro i cortei). Ma è politicamente inutile sfondare vetrine, blocchi e fare a botte con la polizia. E fare il loro gioco, cioè calzare i panni dei “comunisti cattivi e sfasciatutto”, quando non vogliamo altro che rendere migliore e più a misura d’uomo il mondo.

Ha molto più senso, per noi italiani, votare e militare per i partiti che avversano le politiche bushiane. E’ meno ginnico, ma vi assicuro che politicizzare la sciura Pina è un’impresa molto più ardua, utile ed apprezzata che sfondare una delle tante recinzioni che separano i “cattivi” dai “buoni che sbagliano”.

§ 26 Responses to E poi? Considerazioni sulla zona rossa, su Bush e sulla sinistra “ginnica” e sul valore politico delle grigliate"

  • matteo says:

    con impazienza aspetto anch’io il post su muccioli

  • sciura pina says:

    “ma vi assicuro che politicizzare la sciura Pina è un’impresa molto più ardua,”
    …ma quando finalmente la Sciura Pina capisce…
    🙂

  • panda says:

    all’analisi di suzuki, che condivido in toto, aggiungo solamente che mi pare che i “materiali pericolosi” che verranno estratti per creare le gallerie (l’amianto) verranno sigillati e portati in germania (dove verranno smaltiti).
    .
    ormai è datato, perché il progetto ha subito modifiche, però vi consiglio di leggere questo mio vecchio post – in cui “interrogo” un mio amico appassionato di treni ed esperto di TAV sul progetto, in modo da farmi chiarire le idee sui dati tecnici che per me erano incomprensibili e comunque introvabili, fra tutta la fuffa che si legge sull’argomento.
    .
    la cosa che mi amareggia di più è che sulla TAV si parla per preconcetti.
    ogni volta che porto dati, mi sento rispondere con la demagogia alla beppe grillo. la protesta alla TAV, che NON è un progetto perfetto (ci mancherebbe), è ottusa proprio perché è un NO E BASTA, non un NO, RAGIONIAMO PER UN COMPROMESSO

  • Suzukimaruti says:

    Sid: a me invece la questione TAV sembra emblematica per un altro motivo: indica la disinformazione, l’ignoranza e la povertà culturale di certa sinistra NIMBY retrograda che farà governare la destra per 30 anni, appena finirà il governo Prodi.
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    E’ demenziale contestare la TAV, contando che gil allarmismi che fanno i valligiani sono risibili, assolutamente iperbolici, basati su studi completamente sbagliati, scorretti, a volte talmente fuori dal mondo da essere comici (in uno si diceva che il cantiere avrebbe messo “plutonio” nell’aria, contando che il plutonio è un materiale artificiale).
    .
    Ovvio che chi si occupa tangenzialmente della questione (e crede di vedere i poveri valligiani che difendono la loro valle da cattivi speculatori inquinanti, non sapendo che quella valle di elettori prima democristiani e poi leghisti/forzaitalioti non solo ha il record per il numero di comuni al Nord commissariati per mafia, ma è assolutamente insensibile alle tematiche ecologiche ed è stata cementificata dai valligiani stessi, trasformandola in un cesso) si senta, se è di sinistra, di parteggiare per chi osteggia la TAV. Da come ce la raccontano, bella superficiale, è una cosa mostruosa.
    Però basta informarsi e si scopre che non è così, che dietro il movimento NO TAV ci sono degli interessi commerciali precisi (infatti alcuni si sono calmanti quando il progetto di nuovo tracciato ha previsto una fermata in valle), c’è un po’ la Lega che fa finta di essere pro-TAV ma localmente rimesta nel torbido, ci sono gli interessi della società che gestisce l’autostrada del Frejus (a cui potrebbe essere vietato per legge il traffico pesante, su cui ovviamente guadagna a secchiate), ecc.
    .
    E basta informarsi un po’ (per esempio c’è un report dell’associazione di riferimento dei geologi italiani che ha bollato come falsità complete alle soglie della denuncia i dati portati dai movimenti NO TAV sullo scavo della galleria, ma ci sono anche un po’ di studi del Politecnico che confermano l’assoluta normalità del cantiere e del tracciato) per capire che l’allarmismo che viene fatto su questo tema è tanto sbagliato quanto preoccupante per l’approssimatezza con cui è assemblato e per i danni politici e sociali che ha fatto.

    (ma basta gridare e nasce il movimento, con tanto di Agnoletto, Franca Rame e autonomi d’ordinanza).
    Come si fa a temere un treno? Per di più un treno che passa interamente in galleria e praticamente non sfiora la valle?
    Sono arrivati a dire che temono che i lavori di scavo delle gallerie portino fuori dalle montagne “materiali pericolosi”. Peccato che la Valsusa sia piena di gallerie (in cui passa la vecchia linea ferroviaria, ma anche in cui passa l’autostrada) e non è mai emerso nulla.
    .
    La mancanza di trasparenza è dovuta al governo che ha istituito i cantieri, cioè il governo della destra. Ma è un problema sanabile che non scalfisce minimamente la qualità del progetto, la sua utilità e il suo straordinario valore ecologico. Tra vent’anni la Valsusa farà marcia indietro e non potrà che compiacersi della TAV.

  • Sid says:

    @Panduzza: mai considerato un male supremo, anzi, solo un caso emblematico.
    Continuo a ritenerlo tale, segno del progressismo/decisionismo (indecisionismo) a tutti i costi della sinistra nostrana (che non ha un’ idea ma la difende lo stesso).

    @Suzukimaruti: cavolo se non sono convinto che il traffico su rotaie sia una cosa buona e giusta, ma una regola vale in un contesto e non ovunque; bene, dal mio punto di vista quel contesto è sbagliato. Rappresenterebbe l’ ennesimo spreco di risorse realizzato (quello si) con metodi ed interessi poco chiari. Sulle speculazioni e la poca trasparenza delle proteste non ho niente da dire se non che è assolutamente meno grave della speculazione e la mancanza di trasparenza del progetto stesso. Se siamo conventi che una tratta veloce sia indispensabile dobbiamo anche pensare a cosa: a trasportare tutta la tecnologia che produciamo in Italia? Ripeto, io la vedo diversamente… poco male comunque

  • degra says:

    @Panduzza: ma infatti il movimento non è stato per nulla spontaneo. Ne è la prova che i NoTav non danno un minimo di alternativa alla TAV. Un movimento spontaneo e disinteressato, prima si documenta trovando alternative (magari meno o per nulla praticabili, ma tant’è), e poi protesta contro qualcosa e a favore di qualcosa di meglio. Invece è il solito movimento “senza se e senza ma” che non ha senso e serve solo a riscaldare gli animi (e far prendere manganellate a chi partecipa in buona fede).
    Qui, al mio paese, si parla (pare certa la realizzazione in 3-4 anni) di una centrale a biomasse, si dice una delle più grandi d’Europa.
    Appena appresa la notizia, subito sono arrivati personaggi da fuori (non so da dove) a tenere una riunione-comizio contro la centrale, perchè poteva essere benissimo un inceneritore camuffato da “cosa buona”.
    Ovviamente la cosa non ha attecchito perchè qui la mentalità è YIMBY (contrario di NIMBY) e basta avere un profitto si lascia costruire qualsiasi cosa. Basti pensare alla TAV, accolta come una manna, perchè hanno espropriato i terreni agricoli pagandoli 4-6 volte in più del loro valore, e tutti correvano a farseli espropriare anche se erano lontani dalla ferrovia 😀

  • maurizio says:

    La Tav?è indispensabile per non perdere il passo di un Europa che tecnologicamente ci surclassa.

  • Suzukimaruti says:

    anzi, la TAV e’ una cosa buona e giusta che in Francia e’ stata un vero e proprio cavallo di battaglia della sinistra e in particolare degli ecologisti francesi (che considerano il treno un investimento ambientale proficuo)

  • panduzza says:

    sid: non è certo la TAV il male supremo di questo mondo malato.

  • Sid says:

    Diciamo allora che vi do ragione: un altro mondo non è possibile… sigh

  • panduzza says:

    wow, come zapatero, grazie ;D
    .
    dai, dai, a quando il post su muccioli?!
    .
    (e sulla TAV… beh, siamo in 4 o 5 ad aver votato a sinistra e a pensarla così 😉

  • pakistano says:

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2123041762.html
    oooh finalmente! Ci sono sempre quei 4/5 imbecilli che devono sfasciare qualcosa senza capire che è controproducente.

  • Suzukimaruti says:

    panduzza: santa subito, concordo pienamente sulla TAV, come credo gia’ sai 🙂
    Ho ovviamente letto il libro di anibaldi cantelli, ma ci sono 6 o 7 titoli in giro (spesso non ristampati) che raccontano che mostro era quell’uomo schifoso.

  • panduzza says:

    a proposito di muccioli: hai/avete per caso letto “la quiete sotto la pelle” di fabio anibaldi cantelli?
    è la storia di uno degli ex “protetti” di muccioli: come ha cominciato a farsi, come ha smesso, il ruolo di muccioli a san patrignano e nella sua guarigione, come il ruolo di muccioli sia cambiato nel corso degli anni etc, e come l’autore se ne sia infine allontanato. molto bello.

    sid: protestare per la TAV è legittimo, per carità, nel senso che è consentito dalla legge, ma è quanto di più miope e retrogrado potesse concepire mente ultrasinistroide. e credo che non sia campato in aria pensare che tutta la protesta anti TAV sia stata in qualche modo accesa e fomentata in modo poco trasparente (cioé che non sia quel movimento spontaneo che appare). ma siamo OT rispetto a bush 😉

  • Sid says:

    Su Muccioli la pensiamo allo stesso modo (quindi attendo il post).

    Sulle manifestazioni in generale posso anche concordare che servano a poco (ma un blog a cosa serve scusate?), ma rispetto a Genova ho un idea diversa: quella è stata un occasione persa. Quando potrà ricapitare che una visione così alternativa (anche ingenua se vuoi/volete) del mondo abbia tanta rilevanza nei media..? Mai purtroppo. Sono convinto che sia servito da test e (nelle menti sataniche del “potere”) sia stato considerato perfettamente riuscito: da li in poi puoi manifestare per i motivi più legittimi (il caso TAV è emblematico) ma sarai sempre considerato estremista o fuori dal mondo… ci è stato dimostrato che non esiste nessuna alternativa. Punto

  • Suzukimaruti says:

    degra, come prevedevi è arrivato! 🙂

  • degra says:

    Io, culturalmente sono parecchio distante dai movimenti e dalle manifestazioni. Secondo me manifestare non risolverà mai nulla, e serve solo a confortare i presenti con il classico “io c’ero” (idem per le varie iniziative simili: fiaccolate, lenzuolate, campagne internet, ecc.). Ciò premesso, sono perfettamente d’accordo con la valutazione sull'(in)utilità delle dimostrazioni di “forza” nelle manifestazioni: un conto è far vedere che milioni di persone in tutto il mondo scendono in piazza pro o contro qualcosa (e può dimostrare che il problema è sentito, e magari cambiare qualcosina), un’altra è fare casino ed invadere una zona rossa in pochi e senza utilità.
    Chi si incontra nel G8, se ne frega bellamente del fiato sul collo o di chi protesta fuori dalla porta.

    L’avvertimento no era riferito al post su Muccioli, ma a questo.. 🙂

  • Suzukimaruti says:

    mah, sai, Alessandro: ho organizzato cortei per gran parte della mia gioventù, non credo mi manchi l’esperienza politica.
    .
    Anzi, forse ne ho ormai troppa per entusiasmarmi di fronte ad un atto politico “simbolico” che si propone di “assediare i potenti nei ghetti che si auto creano”.
    .
    Tradotto in termini pratici: mi sembra una clamorosa menata.
    .
    Primo: perché è un atto simbolico assolutamente incomprensibile se non a chi lo pratica e quindi è totalmente autoriferito e non comunicante.
    O è riferito ai potenti stessi? Cioè, facciamo politica ignorando le masse? La sciura Pina è in grado di capire il valore simbolico di un atto simile? Credo che il buonsenso suggerisca di no.
    .
    Secondo: proprio perché conoscendo come i media raccontano gli eventi, un atto simbolico di quel genere rischia non solo di non essere comunicato in quanto tale, ma di essere trasformato in una questione di cronaca/ordine pubblico e come tale squalificato. E ovviamente utilizzato per fare i favori politici dei “cattivi”.
    .
    Terzo: perché la sciura Pina, di fronte a queste cose che non capisce e che le vengono presentate male dai media, si sente ancora più convinta a votare per Berlusconi, mentre opportunamente “grigliata” potrebbe cominciare a ragionare.
    .
    Perdonami, ma nella tua ottica vedo la solita manciata di errori clamorosi della sinistra “vecchia” del genere rifondarolo/ginnico/antagonista, che poi fa sempre il gioco dei padroni:
    – una politica autoreferenziale, senza interlocutori al di là di coloro che già fanno politica attiva
    – una totale disattenzione alle masse non politicizzate (che in Italia sono un trascurabile 99,999999999999 della popolazione, cosa vuoi che siano…)
    – un’attenzione (ai limiti di certi estetismi da Ventennio) al conflitto e non alla circolazione dell’informazione
    – totale disprezzo o disinteresse per le masse che hanno “troppa fiducia nelle cronache dei media nazionali, dal tg4 in avanti”, che invece meriterebbero un sano controcanto politico, con eventi di informazione a loro misura. Oppure le consideriamo masse perse per sempre e speriamo che un giorno battano la testa e si sveglino di sinistra e colte?
    – un patetico attacco al riformismo, come se le prospettive rivoluzionarie non fossero fantascienza. In un paese in cui più della metà dei cittadini vota per Berlusconi. (e per di più senza aver letto un banalissimo Michels, che ci ricorda che ad ogni rivoluzione fa seguito un redde rationem). Ma soprattutto, che credibilità ha una prospettiva rivoluzionaria in Italia? Non ci crede più nessuno, tranne quei solitari lunatici cani sciolti delle nuove BR: gente che sparava alle tolle di latta nei campi il sabato pomeriggio.

  • Raffaele says:

    su Muccioli pseudo santo ho le mie idee

  • Alessandro says:

    la resistenza civile ha un significato simbolico e politico.
    ciò non significa sfondare vetrine ne bruciare cassonetti.
    bensì “assediare” i potenti del mondo entro i ghetti che si auto creano e nei quali sono obbligati a rifugiarsi per evitare l’assalto del “popolo” che si arrogano di rappresentare.
    emarginarli in zone rosse, costringerli in cittadelle blindate, fargli sentire il fiato sul collo.
    dopodiché, proprio perché la premessa parte coll’evitare commenti su cani sciolti e biglie impazzite varie, ogni critica e riflessione alla gestione della piazza che prescinde dalle responsabilità negli scontri di coloro che proprio dell’ordine pubblico si dovrebbero occupare, é faziosa.
    denota o poca esperienza in merito(eppure Genova qualcosa lo deve pur ricordare) o troppa fiducia nelle cronache dei media nazionali,dal tg4 in avanti.
    uno stimolo al contatto con la realtà.
    e a meno riformismo.
    la grigliata con la sora Lella risparmiamola…

  • Suzukimaruti says:

    degra: beh, il fascista era Muccioli, non certo io 🙂

  • antonio says:

    Condivido pienamente

  • degra says:

    Attendo anch’io il post su Muccioli!
    (Occhio a scrivere queste cose, che poi arriva qualcuno e ti dice che non sei di sinistra, ma fascista! 😛 )

  • Raffaele says:

    una volta questi si chiamavano provocatori…infiltrati e con questo HO DETTO TUTTO

  • ThePetunias says:

    Attendo con impazienza il post su Muccioli.

  • stark says:

    Mi trovo d’accordo, anzi d’accordissimo, su molti punti (per inciso: nulla contro i cortei, ma mettere uno striscione in mano -o uno slogan in bocca- a un bimbo cinquenne è un abominio, da qualsiasi parte lo si guardi). Sfidare le barriere di sicurezza di qualsiasi evento, sia pure con intenti pacifici, è un atto che crea inutili tensioni e non ispira certo simpatie né tantomeno fa cambiare idea a quelli che la pensano diversamente (assunto più generico: nessuno cambia MAI idea). Inoltre da’ ai tromboni un ottimo pretesto per generalizzare liquidando come facinorosi e anarchici i manifestanti di qualsiasi genere.

    (del resto la controinformazione, da noi, paga pochissimo, quindi sarebbe auspicabile inventarsi qualcosa di veramente alternativo. Mica facile)

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