Un po’ di cover per il weekend

June 22nd, 2007 § 10 comments

Con un lievissimo ritardo sabaudo (giusto quel mese abbondante), riesco solo ora a compilare una delle tante catene che sono girate in rete negli ultimi tempi. Lo so che non è il massimo agganciarsi ad un meme quando ormai è scaduto, il tema è tiepidino e non gliene cala più a nessuno, ma che ci posso fare: meglio tardi che mai.

Il tema della catena è questo e arriva gentilmente da Alberto Mucignat: dimmi 5 cover migliori delle versioni originali.

In un’epoca in cui si producono praticamente solo più cover e perfino Billy Idol fa un album di cover natalizie, c’è un eccesso di offerta che rende difficile selezionare le cose buone da quelle cattive.

Ci va un po’ di metodo, insomma. E il metodo che ho adottato è questo.
Primo: affinché una cover sia “meglio” dell’originale, è necessario che io consideri bello l’originale. Cioè, sono tutti capaci di rifare in meglio una b-side di Albano & Romina.
Secondo: la cover deve almeno lontanamente assomigliare all’originale, altrimenti non ha senso fare confronti. Cioè, “Tainted Love” in versione originale cantata da Gloria Jones e la cover dei Soft Cell sono apples & oranges: incomparabili. Ed entrambe belle uguali, nella loro clamorosa diversità.
Terzo: però le cover non devono assomigliare nemmeno troppo all’originale, altrimenti si ricade nel fenomeno tribute band, che è roba da birrerie per sedicenni.

Bene, fatte le regole, ecco la lista, con tanto di ascolti (gli originali sono in gran parte video di YouTube. Tutto il resto e’ in mp3 e basta cliccare col destro e salvare) e qualche commentino. Nota: la lista non è una classifica, quindi non è in ordine di merito, ma in sano disordine casuale.

– “Never Let Me Down Again” dei Depeche Mode, rifatta dagli Smashing Pumpkins.
Gran pezzo, di puro pop elettronico, rifatto in versione rock chitarristica dagli Smashing Pumpkins, che non mi hanno mai fatto impazzire. Eppure la cover è bellissima e un po’ meno algida dell’originale.

– “Are Friends Electric?” di Gary Numan, rifatta da An Pierlé (per chi non la conosce, cliccate qui)
Altro monumento del pop elettronico, rifatto in versione pianistica con voce alla Bjork e tono vagamente teatrale. Mi sa che mi piacciono i brani “freddi” riscaldati.

– “Hurt” dei Nine Inch Nails, rifatta da Johnny Cash
Mi sa che ho parlato ad nauseam di questa cover, che si candida ad essere una delle migliori di sempre. Anche se qui il modello è inverso: un pezzone teso e tirato di Trent Reznor diventa un brano folk oscuro e tristissimo (non che fosse allegro in partenza, ma insomma).

– “Some Velvet Morning” di Lee Hazlewood e Nancy Sinatra, rifatta dai Primal Scream e Kate Moss.
Per la serie, il gioco delle coppie, ecco la cover indie-danzereccia di un classico della “cowboy psychedelia”, decisamente migliore dell’originale, perché fa muovere il piedino.

– “I Heard It Through The Grapevine“,di Marvin Gaye, rifatta da Gladys Knight & The Pips (nota: voglio la giacca dell’annunciatore!).
Qui la cosa si fa controversa, perché più o meno tutti conoscono la versione di Marvin Gaye, erroneamente considerata quella originale. In verità è uscita un anno dopo quella fatta da Gladys Knight, che tuttavia era una cover dell’originale del solito duo Motown, Whitfield & Strong.
Quindi, più che una cover, questa è “un’altra versione rispetto alla versione più conosciuta”. Ed è migliore, soprattutto perché è tiratissima, con tempi quasi punk e un contrappunto perfetto tra Gladys e i suoi coristi Pips. Zio Marvin, invece, la metteva sul sexy, peraltro con risultati eccellenti. Ma non quanto zia Gladys. Sembra Paperopoli, lo so.

– “I Only Have Eyes For You” dei Flamingos, rifatta da Billie Holiday.
Anche qui l’originale è un pezzo stratosferico (adoro quando lo si sente uscire dall’au
toradio in “American Graffiti”). Però Billie Holiday lo prende e lo trasforma, da brano notturno e un po’ etereo (con rischio diabete), in un pezzo buttato un po’ via, biascicato così tra una canzone e l’altra. E l’understatement con cui stravolge un pezzo con tanta atmosfera, trasformandolo in un pianeta desolato, è arte pura. Migliorare qualcosa “togliendo”, come in una scultura.

– “Satisfaction” dei Rolling Stones, rifatta da Cat Power.
Lo so che è quasi reato dire che là fuori c’è qualcosa di meglio di una delle pietre miliari del rock’n’roll. E forse è vero. Però Cat Power ha avuto il fegato, rischiando di incappare nel tragico punto 2 delle mie regole, di spiazzare completamente glia ascoltatori, con una cover che fa di “Satisfaction” una sorta di cantilena circolare, per di più senza ritornello. Ok, non dovrebbe stare qui, ma è talmente un’idea coraggiosa che merita di essere condivisa.

– “For Your Love” degli Yardbirds, rifatta dai Chilly (il look tardo-disco del video è semplicemente sublime), ma anche da Dj Hell.
Ecco un altro pezzo con cui ho rotto le balle non poco a chi legge questo blog. Ok, lo so che il brano originale non è stato scritto dagli Yardbirds, ma da Graham Gouldman (lo stesso, inspiegabilmente, dei pessimi 10CC), però prima di loro non l’aveva mai fatta nessuno. E tuttora resta uno dei migliori pezzi dei tardi Sixties britannici, poche storie.
Però la versione “disco” dei Chilly (ignoro chi sia il genio che ha chiamato un gruppo come un deodorante intimo) ha letteralmente trasformato un brano un po’ monolitico in qualcosa di irresistibilmente danzereccio. Talmente irresistibile che Dj Hell gli ha fatto sopra un po’ di moroderismi alla “I Feel Love” e l’ha coverizzata a sua volta, ma negli anni Novanta, con beat degli anni Novanta. Un bel 3×2, insomma.

– “Black Hole Sun” dei Soundgarden, rifatta dalle Cibo Matto.
Ecco una cover di un pezzo non disperso nelle brume di 40 anni fa, ma qualcosa di relativamente non vecchissimo. Insomma, il brano più famoso dei Soundgarden (ma di certo non il migliore) viene preso da quelle due pazze nipponiche delle Cibo Matto e trasformato in un qualcosa che suona vagamente orgasmatronico (non ho bene idea di cosa voglia dire, ma spiega bene il sound: ascoltare per credere), a metà tra certe cose di Brigitte Bardot e le basi delle audiocassette di Cicciolina che vendevano negli Autogrill tanto tempo fa.

– “We Can Work It Out” dei Beatles, rifatta da Stevie Wonder.
Scontro fra titani. Sebbene provi molta più simpatia per Stevie Wonder che per i Beatles superstiti (cioè, odio Paul McCartney, mentre Ringo Starr mi è sempre stato simpatico), la sfida qui è dura. Un classico dei Beatles, che non difettavano certo di “anima”, riceve un ulteriore trattamento soul dal piccolo Stevie e diventa un pezzone da paura. E uno dei 2 o 3 pezzi che mi piacciono in cui c’è il suono dell’armonica cromatica (l’altro che mi viene in mente è “Non gioco più” fatta da Mina)

-“Iron Man” dei Black Sabbath, rifatta dai Bad Plus.
Un po’ di jazz ci stava. E se poi è una versione jazz di un classico del metal più ascellare (con un riff che è secondo solo a “Smoke On The Water” per memorabilità universale, tanto meglio. Grandi i Black Sabbath, grandi i Bad Plus che ricordano a tutti che il jazz di fatto è tutto qui: variazioni libere su un tema portante. E chi se ne frega se il tema è di un gruppo metal.

§ 10 Responses to Un po’ di cover per il weekend"

  • FRa' says:

    Scusa, mi ero gia’ dimenticato che Hurt l’avevi inserita tu.
    Non fa mai male sentirla due volte comunque.
    Pensavo di essere l’unico ad avere i bruciori di stomaco come da vino cattivo e che sa pure di tappo sentendo i MUSE.

  • FRa' says:

    Redemption Song rifatta da Joe Strummer
    Straight to Hell rifatta da Moby e Heather Nova
    (I know) I’m Losing You rifatta da Rod Stewart
    Hurt rifatta da Johnny Cash
    Rebel Rebel rifatta da Rickie Lee Jones

  • Suzukimaruti says:

    ma comunque non avrei mai sospettato che fossi tu, anche perche’ nessuna persona sana di mente potrebbe pensare che “Can’t Take My Eyes Off You” fatta dai Muse sia una cover decente. (i Muse non fanno niente di decente: sono pura retorica musicale baroccheggiante)

  • Suzukimaruti says:

    boss: saro’ pure uno che piazza la zampata, ma tu vanti – come la Settimana Enigmistica – innumerevoli tentativi di imitazione! 🙂

  • boss says:

    minchia suz mi hai fatto conoscere delle cover che manco sapevo. sei il solito cover esperto che piazza la zampata

    PS ilboss di cui sopra non sono io se ti interessasse

  • fat mike says:

    e sabotage fatta dai phish

  • fat mike says:

    summer of 69 di b.adams e rocket man di elton john rifatte dai me first and the gimme gimmes, l’intro dei simpson eseguito dai sonic youth, 1979 suonata dai pavement, tutto the dub side of the moon e radiodread

  • ilboss says:

    “i will survive” rifatta dai cake

    “can’t take my eyes off of you” rifatta dai muse

    “simpathy for the devil” rifatta dai guns and roses

  • Suzukimaruti says:

    stark: dettaglia

  • stark says:

    Leggo delle cose, in sto post, che t’ammazzerei 🙂

    (Comunque nella lista qualche cover di Bob Dylan ci starebbe bene)

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