Dalle 21 sono live in streaming audio & video

May 16th, 2007 § 2 comments § permalink

Se proprio ci tenete, dalle 21 sono in diretta con Giorgio Valletta su Radio Centro 95 con “Casa Torino”, trasmissione che va in onda tutti i martedì e mercoledì sera dalle 21 alle 24.

Valletta mette le novità musicali più “avanti” (oggi credo suonerà il recupero di un oldie di Frankie Valli che pare si candidi ad essere il prossimo tormentone estivo), io dico le menate tra un brano e l’altro.

Ovviamente siamo in diretta su Ustream a questo indirizzo, così ci vedete mentre trasmettiamo, potete chattare con noi, richiedere brani che non metteremo mai (ma critichiamo le vostre richieste), ecc.

 

Lo spoiler definitivo su Lost. O una magic turtle?

May 16th, 2007 § 8 comments § permalink

Beh, sono capitato su questi spoiler di Lost (non so quanto affidabili, ma temo non poco) e teoricamente so tutto sulle ultime due puntate. Oppure mi sono fatto prendere in giro. In effetti non so se crederci.
Leggeteli a vostro rischio e pericolo, che magari vi rovinano lo spettacolo. Ci sono pure tutti i dettagli sul colpo di scena finale.

Speriamo siano spoiler fasulli, va. Anche perche’ altrimenti mi sono perso il gusto di farmi sorprendere. E Lost e’ l’ultima cosa su schermo che riesce a sorprendermi: ormai perfino gli horror orientali non mi fanno battere ciglio, tutto e’ telefonato, prevedibile, scontato. In Lost mi inquietano sempre, ‘sti puzzoni di autori.

Segni che ormai siamo in estate e mi girano le balle

May 16th, 2007 § 9 comments § permalink

– E’ sparito l’ovetto Kinder, sostituito dal Kinder Merendero (stesso form-factor esterno, stesso sapore se correttamente consumato, ma consistenza e design interni completamente diversi): ormai vale come indicatore del cambio di stagione da anni.

– La pubblicita’ di rimedi contro la cellulite e’ salita a livelli insostenibili. Con tutte le brutture che hanno le donne italiane, devono proprio focalizzarsi sulla trascurabile cellulite? Cioe’, ieri sono capitato su un sito americano che sbandierava ai 4 venti una foto in cui era palese che anche Jessica Alba, lontana dalle photoshoppature da rivista di moda, ha la cellulite e pure non poca. Volete sapere una verita’ crudele? Era bellissima lo stesso. Coi soldi buttati in creme anti cellulite, fatevi raddrizzare i denti, ripulitevi la pelle, curate le occhiaie. Insomma, curate i VERI difetti che avete. Chi se ne frega se sul sedere avete la pelle che fa l’effetto a buccia d’arancia, ananas o banana: se noi maschi siamo arrivati a vedervi la pelle del sedere vuol dire che di li’ in poi non ci ferma piu’ nulla, abbiamo gia’ “comprato”.

– Tutti cercano un tormentone estivo, non accorgendosi che e’ dai tempi di Asereje che il tormentone non c’e’ piu’, sostituito da un maelstrom di canzoni ripescate qua e la’ nella produzione di tutto l’anno precedente.
La mia ipotesi e’ che con il pezzo delle Las Ketchup (che odio con tutto il cuore e mi provoca attacchi di adesione momentanea ad Al Qaeda) si sia sfondato il limite della sopportazione, ben oltre i gia’ critici eccessi che ci furono per “7 Seconds” (all’epoca a furia di subire questa canzone ubiqua imparai a memoria perfino la parte in “africano” e facevo una bellissima imitazione di Neh Neh Cherry).
Per questo motivo non c’e’ piu’ il tormentone: ci siamo tormentati troppo, meglio variare.
Poi magari cambia e tutti ci prendiamo bene per un pezzone come “Stop Me” di Mark Ronson (che in effetti mixa gli Smiths con “You Keep Me Hangin’ On” delle Supremes: cosa voglio di piu’, una pennellatina di Bandiera Rossa e un refrain con l’inno del Toro?)


– Le aziende iniziano a produrre oggetti e alimenti specifici per l’estate: la fottuta stagione in cui per forza bisogna stare leggeri e mangiare cose fresche. Mentre a me la voglia di porcini impanati, fonduta e risotto alla salsiccia non passa. Metteteveli dove dico io i pomodori ripieni!
Peccato che ai pochi resistenti alla “dittatura freschista” si oppongano torme di nutrizionisti televisivi armati dei soliti consigli (mangiate molte verdure crude, bevete molta acqua e privatevi del piacere di mangiare per sempre: poi suicidatevi magrissimi e in piena salute).
A proposito, faccio una scommessa: secondo me gia’ per il weekend del 2 giugno scatta il servizio sui Tg con i turisti che fanno il bagno nelle fontane (mai visto uno dal vivo: esistono solo nei telegiornali, come gli anarco-insurrezionalisti, le mamme rock, il popolo dei fax e Second Life).
– Alla fine e’ una stagione che patisco per mille motivi: la musica, il cibo, la gente, la tv in cui non c’e’ una mazza (e la prospettiva che l’anno prossimo Lost inizi a febbraio mi attanaglia: mi sa che inizio a drogarmi), gli insetti e i turisti (italiani e non).
Ok, d’estate divento misantropo, e allora? Forse e’ l’astinenza da ovetto Kinder, boh.

Scene di Matera

May 13th, 2007 § 28 comments § permalink

Non so bene come sia possibile, ma nel sasso in cui l’ottimo Estragon mi ha piazzato ad alloggiare ci sono ben 2 access point aperti. E con uno sto navigando senza problemi, alla faccia del digital divide. (e dire che in un intoccabile patrimonio dell’UNESCO come i Sassi ti aspetteresti di tutto tranne che la banda larga).

Dovrei fare delle lunghissime riflessioni sul perche’ un BarCamp a Matera ha molto senso ed e’ un’esperienza da fare. La faccio breve. Il motivo principale e’ perche’ ci siamo visti nascere una “scena” sotto gli occhi.

Ricordate i primi blog-raduni in cui ci si trovava, timidamente si faceva conoscenza, si scambiavano i primi link, ecc? Ecco, sotto il naso di noi barcampisti non lucani e’ avvenuto questo: un bel po’ di blogger della zona (ma anche qualcuno della vicina Puglia) si sono incontrati, si sono parlati, hanno condiviso le prime conferenze e se la sono contata, ripromettendosi di fare di piu’.

E si sono viste un bel po’ di presentazioni ispirate alla filosofia BDigital: concetti base, spiegazioni complete, un’etica “no one left behind” e pure una pennellata di massimi sistemi, tanto per gradire. Insomma, niente svolazzi sulle tecnologie ultra-cool, ma qualcosa di piu’ carino e concreto: la nascita di un “giro” di persone.

Un evento cosi’ bello spero (e credo) sia propedeutico per chi sta al Sud e vuole innovare, contando che – Basilicata esclusa (che’ qui hanno il piu’ alto tasso nazionale di informatizzazione dei cittadini) – nel Mezzogiorno non e’ esattamente un pranzo di gala. Certo, e’ una battaglia piu’ dura, ma e’ anche una sfida piu’ interessante.

Essendo una scena nuova, con il 90% dei partecipanti che era al suo primo BarCamp, ci sono stati un po’ meno momenti di chiacchiera negli interstizi. Cioe’ li abbiamo occupati tutti noi barcampisti incalliti che ci conoscevamo in precedenza e abbondavamo di pacche sulle spalle (in verita’ date per scaricare il nervosismo da overdose di caffeina causato dal mitico “espressino gelato freddo”, nuova bevanda ufficiale dei BarCamp e immancabile libagione del blogger che conta (c)).

Alla fine, privi di Samuele Silva, la parte di quello che ha fatto un sacco di fotografie brutte e’ toccata a me. Anzi, mi sono spartito il carico col buon Antonio Sofi. Lui le fa sfuocate, io a fuoco ma inutili: il Pulitzer e’ a portata di mano.

Un’altra cosa che mi e’ piaciuta molto del BarCamp a Matera e’ che ci e’ stato piacevolmente impossibile viverlo senza tenere conto della citta’. Sara’ perche’ il tutto si e’ tenuto su una terrazza completamente a picco sulla gravina (per i non geologi: una gola stretta stretta scavata da un fiume erosivo) o perche’ le singole presentazioni erano “disturbate” dallo scampanellare di una mucca in riva al fiume, oppure piu’ semplicemente perche’ Matera e’ un luogo esteticamente unico con un’identita’ visiva che ti rende difficile pensare ad altro, ma questo e’ il primo BarCamp in cui la citta’ a modo suo e’ stata protagonista e non semplicemente un’entita’ “ospitante”. E poi ci siamo pure fatti un giro per i sassi, con tanto di guida turistica giovane, informata ed estremamente orgogliosa (come non esserlo) del posto in cui vive.

Ecco, confesso che il viaggiare per BarCamp spesso mi delude perche’ si trasforma in operazioni mordi-e-fuggi. Arrivi in una grande citta’, ti chiudi in un luogo di riunione e ne riemergi giusto in tempo per ripartire o per una cena rapida. E il luogo in cui ti richiudi potrebbe essere ovunque: non ti godi il “dove”, l’identita’ della citta’ in cui ti trovi, i suoi ritmi, ecc.

In questo caso il BarCamp e’ stato anche un’ “esperienza di Matera”: qualcosa – per il viaggiatore che c’e’ in me – piu’ appagante del trovarsi con amici vecchi e nuovi, ascoltare idee nuove (buone o pessime che siano) e cazzeggiare in liberta’.

Dal BarCamp di Matera

May 12th, 2007 § 6 comments § permalink

Tutti ti guardano come se avessero di fronte un balengo quando gli spieghi che sì sei al BarCamp di Matera ma vieni da Torino. Quando scoprono che sei venuto da solo e in macchina, sono certi di avere fatto lo sguardo giusto.

Fatto sta che sono qui, a un migliaio di chilometri dalla base e da un BarCamp che si tiene nella mia città.

E ho fatto bene: c’è una giornata radiosa, Matera è un posto splendido e il BarCamp si tiene in un posto che è pitocco definire suggestivo. C’è perfino una rupe tarpea da cui buttare giù i relatori che non piacciono.

Pranzo luculliano, con secchiate di cibo e fette chilometriche di prosciutto crudo tagliato al coltello. E poi è un BarCamp all’aperto, salvo che nelle ore più calde della giornata.
Questo significa che il cazzeggio interstiziale prende il volo con le giuste infrastrutture: un sacco di sedie e tavolini, dondoli, terrazze. E l’espresso freddo a mo’ di granita. E il prosecchino ghiacciato. E pure un BarCamp con delle donne.

Chilometri ben spesi, insomma.
In serata, temo avrò a che fare con l’impegnativo pterodattilo arrosto lucano d.o.p., nella cena tra blogger.

Il bello di partecipare ad un BarCamp “fuori casa” è che conosci un sacco di blogger nuovi, aumenti i tuoi orizzonti ed esci dai soliti giri. Certo che un BarCamp senza Andrea Beggi non ha tanto senso, ma mi sono portato un suo santino in macchina che dice “Non correre, pensa a me! E ricordati di accendere i fari nel tunnel SSH”.

C’è anche un pezzo di gente nota della “cricca” della blogosfera, da Granieri (che gioca quasi in casa) all’ineffabile Sofi, a Zoro. Più ovviamente il patron Estragon, l’uomo più accaldato del pianeta.

Nel mentre, Massa è in pole e chissà come va a Torino. Aggiornatemi, dai.

Un torinese a Milano (con un livornese)

May 10th, 2007 § 3 comments § permalink

Domani mattina (che poi tecnicamente sarebbe oggi, visto che scrivo all’una di notte) sono a Milano per “Il nuovo potere dei consumatori sul Web”, conferenza organizzata da Digital PR, che su queste sa il fatto suo.

Poi, dice il mio tour operator locale, dovrei partecipare come esterno ad un aperitivo tra blogger milanesi al Movida.

E poi ancora fare un salto alla presentazione di Nokia al Blue Note, con tanto di concerto di Nicola Conte (ma io vado per guardare i telefoni).

Ma non finisce qui: non so bene come e dove (twittero pure questo, appena ho dettagli: pare in Triennale Bovisa), ma da qualche parte c’e’ la carbonarissima e mitica serata “un piatto solo”, in cui fior di dj si esibiscono mettendo solo ed esclusivamente vinile, usando un solo Technichs SL 1200. Con le pause tra un brano e l’altro, che fa molto festa delle medie con le 3 lucine strobo da camera (spero solo che la selection sia migliore di quella delle feste delle mie medie, dove il brano piu’ indie era “Ciao pa” di Ramazzotti).
Magari ti segnano il nome sul bicchiere di plastica col pennarello, per essere filologici. Vediamo.
Verso le 4 di mattina, infine, panino e caffe’ (piu’ ponderazione di una raccolta tripla di classici di Califano a 6.99 euro che non mi decido mai a comprare) in un autogrill della Torino-Milano (direzione Torino) ancora da stabilirsi, magari l’ex “pavesone” di Novara.
Mi riconoscete perche’ sono quello con le occhiaie, che non si rade da 22 ore.
Se avete bisogno di contattarmi al volo, mi scrivete a enrico.sola@gmail.com e vi leggo live col Blackberry.

Teoricamente saremmo in diretta

May 9th, 2007 § 0 comments § permalink

Giorgio Valletta ed io, qui: la nostra trasmissione radio in diretta video.

http://www.ustream.tv/channel/solo-per-malati-di-mente

 

Qui ci scappa la class-action contro HP

May 8th, 2007 § 29 comments § permalink

Sono uno sfortunato possessore di una stampante HP Laserjet 1020: una laser piuttosto recente, utile per chi ha un ufficio casalingo e non deve smazzarsi migliaia di stampe al giorno. La uso per stampare le fatture e nulla più.

Piccolo problema: nonostante sia una stampante relativamente nuova, non esiste un suo driver per Windows Vista. Intendiamoci, a pedate funziona lo stesso. Basta usare il vecchio driver di XP e, dal computer a cui è collegata direttamente con il cavo USB, stampa dopo aver dato un paio di messaggi d’errore. Tra l’altro gli unici messaggi d’errore constatati finora su Vista (che da me funziona perfettamente: ne parlo a breve in un altro post).

Il problema è che non stampa in rete, non si installa su altri computer della rete e non c’è verso se non buttare i file su una chiavetta e stampare dal pc attaccato ad essa.

Ho cercato un po’ in giro e, a mesi e mesi dall’uscita di Vista, la HP non ha nessun driver per la Laserjet 1020. E, se non ho capito male l’aria che tira, mi sa che non ne produrranno mai uno, visto che in cambio ti danno un bell’elenco di stampanti compatibili con Vista, alcune decisamente più antiche della Laserjet 1020 (che è un prodotto praticamente nuovo).

Ecco, io qui mi arrabbio. E’ palese che un’azienda grande come HP o è in rovina o non ha voglia di sviluppare i driver Vista per alcuni suoi prodotti in risposta ad una precisa strategia: obbligarci a comprare una stampante nuova. Perfino l’azienda più sfigata del pianeta ormai ha aggiornato i suoi driver a Vista!

Credo ci siano gli estremi per una class-action, cioè una denuncia collettiva fatta dai consumatori contro un’azienda. E’ una novità introdotta dall’ultimo decreto Bersani sulle liberalizzazioni ed è un altro motivo per rendersi conto che questo governo sta facendo bene. Ma questo è un altro discorso. Quel che conta è che ora noi consumatori abbiamo un’arma in più per difenderci dalle imprese che fanno le furbette.

Oggi pomeriggio contatto un paio di associazioni di consumatori: voglio capire cosa possiamo fare, come consumatori e come possiamo fargliela pagare ad HP.

Di sicuro hanno già perso un cliente (e credo altre decine di migliaia: i forum sono pieni di gente che è lì con una stampante inutilizzabile), non perché mi stiano creando un dramma (per me non è un problema: attacco la stampante ad una macchina con sopra XP e il gioco è fatto), ma perché non è possibile vendere dei prodotti e poi non supportarli per un tempo ragionevole. Non gli sto chiedendo il supporto per una versione aliena di Linux in Klingon, ma un banalissimo driver per Windows Vista.

Quindi scatta la vendetta. Primo, mai più prodotti HP. Tanto i loro portatili sono orribili. E per le stampanti me ne torno alla Xerox, che tratta meglio i clienti e poi innova.

Non solo, ma invito tutti a non comprare più niente di HP: ditta antipatica e che evidentemente se ne frega dei consumatori. So che il mio appello non conta una mazza, ma fatemi sfogaaaaare (tra i numi tutelari di questo blog c’è Adriano Pappalardo, pre-Isola).

Ovviamente mi attendo qualche risposta da HP. E non il solito babble corporate, ma una spiegazione, delle scuse e una data precisa per l’uscita dei driver. Oppure una stampante laser nuova e compatibile con Windows Vista. Ma in quel caso la devono mandare a tutti.

links for 2007-05-08

May 8th, 2007 § 0 comments § permalink

E ora Moo.com passa alle cartoline. O forse sono biglietti d’auguri. O forse mini-quadri da scrivania. Boh?

May 8th, 2007 § 3 comments § permalink

Avevo parlato in precedenza di Moo.com, il sito che prende le fotografie di Flickr e permette a ciascun utente di farsi biglietti da visita personalizzati utilizzando le proprie immagini.

Ormai sono 5 o 6 mesi che uso questi biglietti da visita e confermo che generano sorpresa, attenzione e perfino un po’ di invidia. Li ho usati in tutti i contesti, dai momenti di maggior svacco ai BarCamp, fino a situazioni business serissime e imbalsamate. E spaccano, si fanno notare e tutti si ricordano di te, che poi credo sia il fine principale di un biglietto da visita, no?

Bene, i ragazzi del team di Moo.com hanno pensato bene di aggiungere un’altra linea di prodotti alla loro offerta. Dopo i biglietti da visita, ecco a voi le cartoline! Anzi no, forse sono biglietti d’auguri (in effetti si possono personalizzare dietro con un messaggio personalizzato). Oppure no: hanno una linguetta che, se posizionata ad angolo, gli permette di stare in verticale su una scrivania o un ripiano, come se fossero dei mini-quadri.

Insomma, il design della “cosa” appare piuttosto intelligente: si presta ad almeno tre usi diversi, pur essendo originale in ciascuno di essi.

Volendo fare quello che analizza i fenomeni 2.0 e dice la sua, mi pare che quelli di Moo siano un chiaro esempio di gente che ha trovato un modo per costruire un business usando le API di un servizio terzo. Forse sono tra i pochi: vedo decine di cose gratuite online, tipo versioni infinite di mappe di Google, ma raramente percepisco odore di denaro.

Qui tra l’altro l’idea di business si concretizza in un prodotto, per di piu’ un prodotto che “gira”, che passa di mano in mano e costa meno che soluzioni simili 1.0 (provate, con metodi tradizionali, a fare 100 biglietti da visita patinati, double-face e con fotografie su entrambi i lati, ciascuno con un’immagine diversa dalle altre e spaventatevi di fronte al prezzo). Business 2.0 che diventa “roba” (scusate il materialismo) e che porta vantaggi a chi compra e chi vende.

Le cartoline/biglietti da visita/quadretti mi sono sembrate care, inizialmente. 16 pezzi per 24 dollari mi sembravano troppi. Poi ho pensato a quanto costa un biglietto d’auguri, anche ultra-cheap. Poi ho scoperto che Moo ti manda pure 16 buste in omaggio, ovviamente delle dimensioni esatte (e strane) dei loro cartoncini.

Alla fine il tutto si rivela un affarone 2.0 da non perdere: basta avere delle fotografie degne di essere pubblicate, e qui casca l’asino. Evidentemente i Moo-isti ci devono aver pensato, infatti gli utenti possono crearsi i cartoncini anche con delle fotografie proposte dal team di Moo: roba decisamente piu’ appetibile dei miei scatti ballerini di cadaveri di Neve & Gliz.

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