Torinesi nel mondo: una success-story musicale e blogosferica

April 24th, 2007 § 2 comments

La notizia ha dell’incredibile, da un lato. Dall’altro no, perché la qualità (umana, musicale, artistica, ecc.) del personaggio merita platee attente in tutto il mondo e qui lo si sa bene.

In ogni caso, la notizia bomba della settimana è che sabato, mentre noi già ci si esalta perché partecipiamo allo ZenaCamp, Giorgio Valletta metterà i dischi a Tokyo!!!

Cioè, a Tokyo in Giappone, non so se mi spiego! E non è che mette i dischi in un circolo ALCI sfigato, ma in un signor locale chiamato Velours, in piena zona aulica, a due passi dal Blue Note e dal megastore di Prada.

Come fa un affermato dj torinese ad arrivare fino a Tokyo? Credete sia servito il suo curriculum che lo ha visto protagonista in consolle al The End o al Sonar?

Naaah. Il migliore dj di Torino sbarca in Giappone grazie al suo blog, che ha aperto sì e no 3 mesi fa. Il merito è tutto dei suoi due podcast (quello parlato e quello mixato): come biglietto da visita sono decisamente meglio di qualsiasi curriculum o demo. Qualcuno lo ha ascoltato online, lo ha contattato e gli ha proposto la serata. Sembra una leggenda metropolitana, lo so.

Già, perché un podcast periodico lo ascolti settimana dopo settimana e capisci se un dj è bravo davvero. A fare un singolo CD mixato al computer sono bravi tutti, basta sapere usare i software giusti e copiare una scaletta in giro. Produrre 3 mesi di doppi podcast (di cui uno mixato) settimanali ricchi di novità musicali, esclusive, ecc. invece non è da tutti.

Il tutto mi farebbe partire dei ragionamenti sulle potenzialità dello strumento-blog, soprattutto se utilizzato in settori specifici. Insomma, verifico quotidianamente con Valletta quanto il blog e la sua “credibilità di ambito” producano interesse nel mondo del clubbing, della discografia, ecc. Il tutto con un blog che non ha (per ora) un traffico da blogstar.

Qualcuno potrebbe pensare che è una botta di fortuna (e in parte lo è), ma un blog messo lì, aperto al mondo e che non ha barriere linguistiche (insomma, un buon mix resta tale in tutte le lingue del mondo) può fare proprio da collettore di quella fortuna lì. Cioè, di questi tempi bisogna essere anche “predisposti” alla fortuna e pronti a coglierla al volo. 

Ovviamente trasformare la fortuna/l’occasione in un’opportunità e in qualcosa di più concreto è compito del Vallettone e ovviamente gli faccio il mio migliore in bocca al lupo (e un po’ mi bullo di averlo stressato per un anno affinché aprisse il suo blog), conscio che quando lui sale in consolle ballano anche i tavolini e non vedo perché non dovrebbero farlo i giapponesi.

Giusto per sdebitarsi della mia “insistenza”, Valletta mi ha promesso l’autografo di Kenzo Kabuto e della Regina Himika (di cui sono sempre stato un fan erotico, mi spiace per Jeeg). Trovare il primo è facile: la base è giusto fuori Tokyo. Per la seconda, invece, mi sa che dovrà ravanare un po’ sotto terra, ma lui nell’underground è a suo agio.

§ 2 Responses to Torinesi nel mondo: una success-story musicale e blogosferica"

  • fdl says:

    già che ci siamo facciamogli conoscereanche quelli di Label/Bellissimo, ai giapponesi: così la prossima volta magari faranno un flyer un po’ meno pugno-nell-occhio… ;-))

  • EmmeBi says:

    Valletta è bravo, questa è la verità.
    Fa venire un po’ i brividi il fatto che la serata sia stata organizzata dalla linea di vestiti Billionaire del flavietto nazionale.
    Anyway..

What's this?

You are currently reading Torinesi nel mondo: una success-story musicale e blogosferica at Suzukimaruti.

meta

%d bloggers like this: