Let’s go back to the old school – aka consigli per chi va a New York

April 16th, 2007 § 14 comments

Ho appena scoperto che esiste la Hush Tours, che organizza visite guidate alla New York delle radici dell’hip hop, ai suoi luoghi simbolo e ai suoi personaggi mitici.

E non è uno di quei tour in cui ti fanno vedere Harlem o il Queens in cartolina e poi te ne torni tranquillo al solito tran tran turistico: qui giri davvero per la parte “bassa” della Grande Mela, da cui è emerso forse l’ultimo genere musicale che fosse anche espressione di una cultura più ampia e radicata (genere che già dal 1996 fa schifo ed è in mano a gente orribile che lo ha distrutto musicalmente e culturalmente: it’s the money).

Insomma, nelle visite guidate della Hush Tours ti fa da cicerone uno come Kurtis Blow, non so se rendo l’idea.

Ecco, se andate a New York o progettate di andarci, sapete cosa fare.

§ 14 Responses to Let’s go back to the old school – aka consigli per chi va a New York"

  • Suzukimaruti says:

    Beh, aggiungerei anche Blackalicious e Handsome Boy Modeling School e mille altre cose.
    Però sono ai margini dei margini dei margini del mercato, non vendono una mazza e li seguiamo in 2 o 3.

  • felice bisonte says:

    che brutto essere così nostalgici… non è vero che l’hip hop non ha dato più niente da dieci anni: clouddead, el-p, la anticon, perfino alcune cose della big dada… tutta roba di qualità e soprattutto innovativa uscita dal 2000 in poi!

    quindi dì che TU l’hip hop non lo segui da dieci anni e il discorso fila liscio…

  • Suzukimaruti says:

    Infatti la cosa mi ispira proprio perché sembra credibile e non è una baracconata. Non è un tour ad Harlem o Brooklin sul pullman, a guardare da lontano “i negri”: è una cosa esplicitamente pensata per chi ama e conosce il genere.

  • zen says:

    d’accordissimo. odio le cose organizzate ma mi smebra che da questa traspari una cosa che solitamente manca. parlo di passione. Se mi ricordo nn mancherò di andarci. Respect!

  • Suzukimaruti says:

    Beh non è detto che uno ci vada per la prima volta.
    Ma poi per me, ad esempio, sarebbe una cosa “da prima volta”.
    Insomma, l’hip hop delle radici è un’espressione notevole di newyorkesità. Altrimenti finisce che uno se ne sta sempre nei soliti posti a Manhattan.

  • Luca says:

    Intendevo che magari vado a New York per qualcos’altro di un pò più interessante, che ne dici suzuki, fai finta di non capire?
    Intanto venerdì me ne vado 10 giorni sulla riviera Maya, Xpu-Ha, TIE! CIAPA LI’!
    Poi magari vado anche nella bella Campobasso, perché no?

  • …ovvio, sei un niggah…! 😛

    La musica di quel periodo, caro Warren, come dici tu era fatta da altri suoni: dopo tutto l’epoca della disco era finita non da così tanto e le influenze erano ancora forti, soprattutto a livello di Funk (e io stravedo per il funk!) e appunto soul.

    Ora è facile dire che si è ridotto a una sorta di commercialata-scenica, però…è così. Dopo le prima canzoni denuncia della propria condizione con cui si fanno strada i cantanti ci mostrano più che altro come vivono da straricchi. Insomma di “povero” non c’è più una cippa!

  • Suzukimaruti says:

    Beh, io psicologicamente e musicalmente sono fermo al 1980-85, per quanto riguarda l’hip hop. Esteticamente io e l’hip hop proprio non ci capiamo (per metterla sul razzista becero e beccarmi un centinaio di commenti sfanculanti prima che qualcuno capisca che scherzo, i negri si vestono come i meridionali a festa: abiti orribili e carichi d’oro :-)), ma l’epopea del primo rap per quanto mi riguarda è meravigliosa.
    .
    Cioè, il vinilismo, la musica “povera”, la breakdance, l’importazione di suoni europei sul soul e sul funk riciclati a mano, le fly-girls, i graffiti, ecc. Tutte cose bellissime. Ma si sa che sono affascinato dalla cultura black.

  • …aggiungi anche il consiglio di portarsi…un giubbotto anti-proiettili…!

    Quando parli di Kurtis Blow però (basta vedere com’era vestito nel video :D)…devi ammettere che l’hip hop era davvero diverso. Oggi è proprio un’altra cosa insomma…non so nemmeno se è possibile paragonarli.
    Comunque sia ho deciso: da oggi ti chiamerò Warren G.
    Sei d’accordo? ;D

  • Suzukimaruti says:

    ma infatti: meglio andare a Campobasso, per scoprire le radici dell’hip hop!

  • Luca says:

    Ci manca solo che vada a NYC per riscoprire le strade dell’Hip-Hop…..ma per favore….

  • boss says:

    [vagamente OT]: mi mancava il tuo “rendo l’idea?”. Quando penso al viaggio ad Urbino ho sempre in mente il tuo “Rendo?” (guardandomi negli occhi mentre guidavi) ogni dieci minuti 🙂

    PS Lo ricordo con piacere, nulla più lontano di una crititca questo commento

  • hunter says:

    Ecco..quersto è interessante..levarsi dalla massa per vivere la cità un pò più da vicino..e poi New York rimane tra le mete future da visitare..

  • ia-ca says:

    Non ho neanche un soldino:-(..anzi,ho appena controllato la posta:due mail dal medesimo mittente.In una il mio migliore amico chiede a tutti i suoi creditori uno sforzo per la restituzione delle somme generosamente concesse in prestito(GENEROSISSIMAMENTE,credetemi,concesse in prestito a TUTTI gli amici più squattrinati di lui..),la seconda recita”amorino,tu sei libera di ignorare all’infinito la mail precedente,solo tu..”.Ignorerò,perchè non ho neanche un soldino,ma mi sento in colpa da morire 🙁 ,ALTRO CHE NEW YORK..Sorry,volevo condividerlo con voi..

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