Gli anni di Cristo

April 22nd, 2007 § 15 comments

A festeggiamenti avvenuti, con un giorno di ritardo annuncio il mio trentatreesimo compleanno. (adoro il tono pomposo di questa frase, che in verità sa un po’ di necrologio).

Uno dei difetti dell’essere culturalmente un po’ figli degli anni Ottanta (sebbene personalmente mi senta più figlio dei Settanta per molti aspetti, ad esempio l’attenzione alla politica) è che personalmente non riesco a pensare ai numeri da 1 a 36 senza autoimpormi mentalmente gli orridi commenti che faceva Mike Bongiorno quando conduceva Bis su Canale 5 (trasmissione, tra l’altro, che all’epoca potevamo vedere solo se malati o in ferie, visto che si svolgeva a mezzogiorno, quando tutti eravamo ancora a scuola). Solo anni dopo avrei scoperto che la sigla di Bis era Rydeen della Yellow Magic Orchestra di Sakamoto (ed è un pezzo fighissimo, anche se non sembra).

Quindi 33 mi fa scattare “Gli anni di Cristo!”: è un binomio inscindibile, ma mi capita con praticamente tutta la sequenza di numeri che copriva i difficilissimi rebus (ma voi ve li vedete dei concorrenti dei quiz odierni che risolvono rebus, per di più mezzi occultati? Già hanno problemi a sapere qual è il capoluogo della Toscana, figurati capire anche solo come funziona un rebus).

[forchettata di cavoli miei, come se prima e dopo non ce ne fossero]

Quando ero molto piccolo e ancora incapace di risolvere i rebus (ora sono ufficialmente un “solutore più che abile”, materiale da incroci obbligati, crittografie sinonimiche e parole crociate senza schema: come notate mi bullo molto della cosa, ma chissà perché è un pessimo ice-breaker con le tipe alle feste) mi divertivo a guardare i disegni dei rebus della Settimana Enigmistica e leggerli come se fossero vignette dei fumetti.

In effetti era uno scenario bellissimo, con donne colpevoli arrestate in riva al Po, su cui sorgevano misteriosamente delle are, mentre un oste turava dei tini e altri avevano abbandonato curiosamente alcune carte da gioco (spesso dei re) e alcune lettere di cartone nero sparse qua e là. Non capivo ma era bellissimo. Come l’arte contemporanea.

[/forchettata di cavoli miei, come se prima e dopo non ce ne fossero] 

Tra i commenti più idioti, ricordo l’8, che era “Gli occhiali del papa”, contando che il papa di allora non li portava e in ogni caso se li avesse portati non sarebbero stati a forma di 8 (è una mia convinzione scema: questo non è un post serio), semmai erano gli occhiali di Gramsci, ma figuriamoci se Mike sa chi è.

Quindi ho questa condanna un po’ tra capo e collo: farmi assillare da Mike Bongiorno ogni volta che pronuncio i numeri da 1 a 36. Credo che a 37 anni me ne libererò. Oppure mi incamminerò verso la mezza età arrovellandomi cercando di capire come avrebbe commentato Mike Bongiorno.

Tra l’altro il delirio numerico mi porta a pensare che tra 0,333333333 (and so on) anni avrò esattamente un terzo di secolo. Non so fare bene il conto, ma sarà circa tra 4 mesi, in pieno agosto: mese che non mi piace.

La rilevanza di tutto ciò è clamorosamente nulla, ma mi andava di fare un bel post ombelicale e autoriferito, di quelli che fanno impazzire i giornalisti che scrivono “i giovani si raccontano sul blog” (e tu vagli a spiegare che a) a quasi un terzo di secolo di età non riesci più a dirti giovane b) non ti racconti sul blog c) conosci gente in pensione che ha un blog e posta con molta più convinzione di te).

In ogni caso, mi preparo al 34. Com’era già che lo commentava Mike?

§ 15 Responses to Gli anni di Cristo"

  • Suzukimaruti says:

    Violetta: cercherei disperatamente di unire il necessaire per i baffi e “Antonella Clericiiiii!!!” (non vale pronunciarla non gridata). 🙂

  • Ha ragione il Suz: anche io ho avuto il dubbio sul 77, ma Wikipedia conferma che era il 7, gamba di donna.
    Anche perché con 90 numeri la puntata sarebbe durata tre ore 😀

  • degra says:

    guarda, non immagini come mi sentivo fuori posto in quella casa (oltretutto la nonna era incomprensibile, ma mi parlava lo stesso)…
    Mi sono ripreso un po’ solo quando, a tombola, gli ho pelato 50mila lire. E chissà come mai non sono più stato invitato… 😛

  • Suzukimaruti says:

    azz, degra: questa fidanzata calabra aveva una vita mondana da paura! 🙂
    Tombolata coi suoceri: cosa c’è di peggio? (forse quella festa in cui tutti cantavano a squarciagola, presi benissimo, oscuri brani di Ron: ancora non ci credo)

  • degra says:

    io il necessaire per i baffi ce l’ho, e lo uso pure!
    non ricordo Bis (anche se mio cugggino aveva il gioco di Bis, e ci giocavamo sempre d’estate), ma la cosa dei numeri mi è successa una sera ad una tombolata (cosa che odio tantissimo) tradizionale natalizia a casa di una mia ex morosa calabra: il padre estraeva i numeri, ma diceva solo il “sinonimo” alla Mike. Ovvio che non capivo minimamente a che numeri alludesse. Quando disse “gli anni di Cristo” mi guardai intorno pensando a quale età si riferisse, cioè non ha avuto sempre 33 anni, ma da 1 a 33… Guardato malissimo peggio di quando ho estratto un numero esclamando “novantanove!”.

  • holdenC says:

    ehehehe, gli occhiali del Papa, ehehe, mitico… pure a me è rimasta la tara.

  • Violetta says:

    Il “necessaire per i baffi” potrebbe essere il revival meme dell’anno. Batterebbe – con classe – perfino la ruotona di “Il pranzo è servito”.

  • Suzukimaruti says:

    Chi ricorda il 77 mi sa che ricorda male: in Bis c’erano solo 36 caselle. Di solito commentava il 7, dicendo “una gamba”.
    .
    Ora che ci ripenso, mi vengono in mente anche i premi: uno di quelli che si vincevano più spesso era il “necessaire per i baffi”, oggetto dalla conclamata inutilità cosmica.
    E finiva quasi sempre per vincerlo una donna (e visto il livello delle concorrenti di Bis non è detto che non ne avessero bisogno).

  • felice bisonte says:

    tra quattro mesi potrai festeggiare lo stesso numero di giri del tuo album preferito

    come sai io sono al livello di un singolo…

  • regulus21 says:

    Qui invece 77 è “le zappe” e 11 è “le gambe di Sisina”.
    Chi sarà mai questa Sisina (Teresa, n.d.R21) così secca come la cameriera dei signori Montagner? (cit. dotta 😀 )

  • pietroizzo says:

    concordo, anche io ricordo solo il 77…! 😛

  • Violetta says:

    Buffo, ricordo solo “settantasette, le gambe delle donne”, associazione logica che tuttora mi provoca dei grattacapi.

  • Suzukimaruti says:

    beh, ma quelle sono il sale della discussione: non avrei certamente aperto il blog per farmi dare ragione da tutti, no? 🙂

  • pakistano says:

    abbiamo avuto discordanze riguardo alla politica, è vero, ma la politica non è tutto. Mi piace quello che scrivi e come lo scrivi. Auguri sinceri da un semi-lurker dopo tutto affezionato 🙂

  • regulus21 says:

    Sai che non riesco a ricordare i commenti del Michelino nazionale? Ricordo benissimo invece la sigla, abbastanza inquietante per fanciullini come noi all’epoca. Ora diciamo che è un pezzo da CDteca.

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