Non ho visto “300”, ma a 13 anni ascoltavo i Manowar

March 26th, 2007 § 35 comments

Non ho visto – e credo non vedrò – “300”, cioè il film sulla battaglia delle Termopili, con gli spartani contro tutti.

In compenso ne ho letto la migliore recensione possibile (alle soglie dell’opera d’arte) e ho capito che dev’essere uno spasso, se visto con l’occhio attento alla fasciogayezza del tutto (anche se pare che da questo punto di vista sia una mezza delusione).

300.jpg

Boh, a me sa di film già visto. Forse perché a 13 anni ascoltavo i Manowar. Ecco, il fil rouge che unisce “300” ai Manowar è quello delle cuciture dei mutandoni.

manowar.jpg

Già, basta guardare “300” o una qualsiasi foto dei Manowar per rendersi conto che sono gemelli separati alla nascita: mutandoni ascellari (solitamente di peluche, nel caso dei Manowar – come ebbe felicemente modo di dire Luca Signorelli nel suo fondamentale “Estetica del metallaro“, libro che dovrebbero leggere TUTTI), fisico palestrato, capelli lunghi o col mullet, faccia da scemo, spadoni a due mani o asce bipenni e pose da macho che ispirano un’inconsapevole gayezza pura.

Che bello, è palese che finite le cose buone, le cose meno buone e le cose trash degli anni Ottanta, il revival permanente del decennio più cialtrone del Dopoguerra sta raschiando il fondo del barile. Dopo i mutandoni cosa ci attende? Un rilancio dello Slime (anzi dello Slaim) della Mattel? La rivalutazione di Zed il robot? L’apologia di Giorgio Porcaro?

§ 35 Responses to Non ho visto “300”, ma a 13 anni ascoltavo i Manowar"

  • l'eroe says:

    Io nn ho vito 300, ma sn malato di manowar! saranno quel ke sono, nazisti ke pensano solo ai muscoli e ad auto-idolatrarsi, ma se davvero sn così stupidi (se qlcn dice ke sono stupidi gli ficco una lancia in gola e gliela faccio uscire dall’orifizio anale…skerzo)da farlo bene senza uccidere nessuno, xkè criticarli tnt? parlo da metallaro più comunista del che, e sinceramente ke siano nazi loro me ne fotto, piuttosti viene un amico e mi dice ke è nazi lui si ke lo uccido. cmq da quel ke mi hanno detto 300 è tanto ma tanto tanto tanto sanguinolento, a me i film col sangue piacciono, ma credo ke fino ad un certo punto si possa sostenere, sembra ke questo sia solo macelleria. poi lasciamo xdere le trasposizioni storike, è un film, mica un’enciclopedia. ps faccio palestra pure io, e anke a me hanno detto ke i palestrati sn fascisti e gay, ma dammi il tempo di diventare cm john cena e gli mollo un destro ke li spacco! ciao a tutti, w il metal e la f**a!

  • Suzukimaruti says:

    io sono stato per anni metallaro (assolutamente non palestrato). Fasciogay è un aggettivo divertentissimo, ma il copyright è di VIoletta Bellocchio, che ha coniato anche il mitico “criptogay” (c)

  • Ash says:

    Sono un metallaro palestrato e capellone! Adoro i Manowar tra i pochi artisti dotati di un po’ di autoironia, altro che i quattro saltimbanchi nostrani!
    Se avessi ricevuto un euro tutte le volte che ho sentito prendere in giro i metallari e i palestrati sarei alquanto benestante.
    Non sono gay e neppure fascista ma fasciogayo come appellativo mi piace: All Hail!

  • winston says:

    Pensate che figata rifare 300 con gli spartani che hanni il fisico di Fassino e Sircana. E i persiani? Doppiopetto Forza Italia e camicia verde????:-)

  • wile says:

    Nel film non non ho visto machismo, ma solo rappresentazione dell’uso della forza. Se fai un film sulla guerra e sui soldati, gli attori non possono avere il fisico di Fassino e Sircana. Se poi il film tratta di eroi greci, a maggior ragione non si può fare a meno dell’estetica dei bronzi di Riace.

  • Suzukimaruti says:

    bah, nessuno ha detto che era un film fascista (sì, c’è stata una polemica sui media, ma non qui).
    .
    L’oggetto del bloggare era il fascismo estetico/retorico del film: cameratismo virile che calpesta quella sottilissima linea tra il macho e il gay, ondeggiando qua e là.
    .
    Tutto il resto delle considerazioni direi di riservarlo per film più credibili.

  • wilde says:

    Il film non è fascista e non è comunista. Il suo valore artistico, come quello di qualunque opera d’arte, non può essere paragonato a qestioni politiche o ideologiche. Tuttavia non facciamo finta di non accorgerci che alcune questioni di carattere valoriale le propone. A proposito, il fascismo la democrazia non l’amava proprio, e la guearra non la faceva mica per difendere la propria libertà, ma per toglierla agli altri. Non vedo dunque come si possa accusare questo film di filofascismo o peggio.Poi vorrei sapere per quale ragione chi difende la libertà viene sempre considerato guerrafondaio, e chi invece attenta a quella degli altri viene giustificato in nome della pace? la risposta è semplice: viltà, ideologia, ottusità. La democrazia spartana di circa 2500 anni fa non era perfetta ed evoluta come quella delle società attuali, ma paragonata alla tirannia di Serse o di qualunque tiranno deve reputarsi senza dubbio preferibile. Forse le vicende raccontate non possono paragonarsi agli eventi attuali, ma il problema della libertà e della sopraffazione sono eterni, e dureranno fino a che esisterà l’umanita. Per il resto il film è quasi perfetto. La accuratezza storica è utile se necessaria a meglio spiegare l’evento da raccontare, ma se i particolari sono marginali le discordanze nulla tolgono al valore descrittivo dell’opera stessa.

  • Violetta says:

    Sia “ma quanto è sopravvalutata questa Bellocchio?” che la faccenda della “pennellata di apocalisse” sarebbero ottimi blurb da copertina. Grazie!

  • Suzukimaruti says:

    Violetta non è sopravvalutata: è avanti (e talvolta fuori). E altre volte all over the place. E riesce ad essere contemporaneamente ombelicale e universale, con una pennellata di apocalisse.

  • firter says:

    Ma quanto è sopravvalutata questa bellocchio?
    Ma gira un altro pò sul web e vedi che trovi delle ottime recenzioni ironiche. Quella su hatingline già ti è stata segnalata.

  • distretto71 says:

    Suz, i Manowar a 13 anni… e il reducismo punk no?
    😉

  • garethjax says:

    @mousse: in realtà il film è persino troppo buonista 🙂 Nel fumetto mi par di ricordare che Leonida butta giù dalla rupe il gobbo !

  • Violetta says:

    Sapu: John Cena io lo rispetterei pure (a denti strettissimi), solo che nel film sta sullo schermo sì e no il 25 % del tempo, ad onta del suo esserne il protagonista nominale.

    (il resto del tempo c’è Robert Patrick e il film, ca va sans dire, ne giova)

  • mousse says:

    No, 300 secondo me è MOLTO meglio del Gladiatore (si vabbè ci vuol poco: se quel film non fosse stato diretto da Scott, che, almeno registicamente sa il fatto suo, sarebbe stato solo un B movie costosissimo).

    Anche in 300 gran parte della bellezza del film è “estetica”, a prescindere dai contenuti. Secondo me è un riuscitissimo esperimento di trasposizione visivamente fedele di un fumetto in pellicola, senza entrare nel merito di considerazioni pseudo-politiche (dopotutto è un film americano e gli americani specie al cinema non riescono ad andare oltre le contrapposizioni noi/loro buoni/cattivi belli/brutti ecc..)

  • sapu says:

    … se non c’è più rispetto neppure per john cena dove andremo a finire ?

  • garethjax says:

    Ho visto “300” e sono d’accordo con chi dice che è la perfetta trasposizione del fumetto. Dalla sua non cerca di essere granchè di più, è un omaggio a chi apprezza Frank Miller.
    Questi sono i film per cui vale la pena di andare al cinema con gli amici per farsi 4 risate e uscirne giustamente galvanizzati. (e poi il giorno dopo fare strage in ufficio ovviamente)
    Considerando lo schifo che ci propone il cinema negli ultimi anni, ben vengano questi fenomeni! (sopratutto la produzione italiana che è da oltretomba).

  • @Violetta (totally off topic)
    1) riattiva i commenti sul tuo blog!
    2) ho visto distrattamente Supernatural la domenica sera su Rai2 e sono contenta che sul nostro HD ci siano tutte le puntate. credo che assumerò dosi abbondanti la prossima estate.
    3) cosa ne pensi del paramedico marito della ghost whisperer? io lo trovo valido 😀

  • Suzukimaruti says:

    mousse: non ho visto 300, ma è se sul genere del Gladiatore (che reputo uno dei peggior film visti in vita mia), siamo fritti.

  • mousse says:

    @camillo: i Greci non avevano l’Inferno nel senso Cristiano MA l’Oltretomba, l’Ade. Infatti la battuta di Leonida era una roba tipo: “mangiate ora, stasera ceneremo nell’Ade”.

    Comunque non cercherei la correttezza filologica in 300. Affatto. Piuttosto cercherei una trasposizione incredibilmente fedele di un fumetto: quasi tutte le inquadrature sembravano vignette.

    E anche ne “Il gladiatore”, il protagonista se ne esce con “al mio segnale, scatenate l’inferno”…

  • spider says:

    e la postura di He Man tipo “mi son testè cagato indosso…”

    Sto ridendo sino alle lacrime Suz…

  • Suzukimaruti says:

    Ecco, He Man!!!! Eccezionale il suo caschetto alla Enzo Paolo Turchi.

  • Violetta says:

    Troppo buono.

    (per inciso: non ho visto “Sin City”, e non credo che lo farò, perché non ne avverto la necessità. In compenso ho visto “The Marine”, il film con John Cena protagonista, in uscita italiana il 20 aprile col titolo “Presa Mortale”. Quindi siamo pari. Sì.)

  • winston says:

    A proposito di miti della fasciogatyezza, non dimenticare He-Man! 🙂

  • winston says:

    Anche io ero scettico prima di vederlo. Ma ti consiglio di provare. Non è per niente male.

  • Suzukimaruti says:

    winston: ma infatti la fasciogayezza non è oggetto di critiche, semmai di divertimento cazzone (cioè a me fa ridere vedere questi omoni palestrati, depilati, mutandati in lycra elastica).
    E sbaglia chi cerca veridicità storica in un film così [a) è un fumetto trasposto b) è un film americano e la mentalità storica proprio non ce l’hanno, pensate al Gladiatore, con i romani che bevevano in bicchieri di vetro…]
    .
    Chiaramente è un film che non mi interessa, ma non certo perché è pieno di palestrati in mutande. Anzi, nel post non l’ho affatto criticato, poiché per me è un film irrilevante, nel senso che lo escludo a priori perché non apprezzo pregiudizialmente il genere.

  • winston says:

    Io l’ho visto.Inevitabilmente, qualche scivolone c’è (tipo appunto “li spediremo all’inferno”). Ma perchè il film – dichiaratamente – si ispira a un’opera fumettistica, più che alla realtà storica. Fatta questa precisazione, lo considero uno dei più bei film visti da anni: 1) per la sceneggiatura efficace, secca, essenziale, ma suggestiva; 2) per l’estetica visiva, che offre finalmente qualcosa di innovativo e affascinante; 3) per il perfetto collegamento tra immagini e musiche (che mi ricordano un pò il bellissimo corredo musicale preparato da Brian Eno per il Momix, per chi l’ha visto); 4) per la mancanza di un lieto fine a tutti i costi, come ha già ricordato qualcuno. Quanto alla fasciogayezza: che ci sarebbe di assurdo? Gli Spartani, in fin dei conti, erano abbastanza fascistoidi dal punto di vista culturale (anzi un pò nazisti, vista la pratica dell’eugenetica) e gli spartiati (i nobili guerrieri) si accoppiavano tra di loro per rinsaldare i legami di fratellanza e lealtà. Non farei quindi su questo trasposizioni culturali che inducono a errati giudizi.

  • Suzukimaruti says:

    grazie, l’ho presa dal tuo blog! 🙂

  • boss says:

    ascoltavo i manowar e ho visto il film. sul paragone mi trovo d’accordo. d’altronde lo chiamavano epic metal e il film mi è piaciuto perchè è un fumettone epico, ridondante, impetuoso, barocco per la trama. Immenso per alcune scene d’azione di combattimento. Di certo inferiore a Sin City.

    PS Bella l’immagine 😉

  • Beh, un film che si copre di ridicolo automaticamente . Ma come si fa a far dire a Leonida :” li spediremo tutti all’ inferno ” o qualcosa del genere sull’ inferno , quando i greci l’ inferno manco sapevano che cavolo fosse ! Vabbè che è praticamente un fumetto e non una ricostruzione storica , ma suvvia!

  • Suzukimaruti says:

    Beh, diciamo che il dibattito sul presunto fascismo di questo film qui non prende molto. Anzi, l’ho trovato pretestuoso.
    La fasciogayezza è puramente estetica: machos armati in mutandoni ascellari.
    Cinematograficamente è un film che non mi interessa (non amo gli effetti speciali, i toni epici e detesto i film in costume e d’azione: sono fermo al neorealismo e alla nouvelle vague) ma non ne faccio un dramma.

  • sapu says:

    Ed invece l’ho visto, col ‘pregiudizio’ della doppia narrazione, l’evento storico reso mito da Erodoto e da Miller, e l’ho apprezzato.
    Senza i fronzoli inutili di quel che dovrebbe rappresentare: le solite minchiate sullo scontro di civiltà, i nonsenso sul parlare di fascismo per una società precristiana, etc.
    Solo quel che rappresenta: un magnifico fumetto epico, una storia di eroi, davide contro golia senza la cazzata irrealistica del lieto fine.
    Trovo irritante questa tendenza a considerare certi valori peculiari a certe categorie (di solito politiche) disprezzabili se, da quelle categorie, ci si ritiene lontani.
    Quell’altra tendenza, invece, quella di giudicare senza provare, anche se provare costa poco o nulla, la capisco meglio, è sintomatica…

    Per inciso, la recensione di Violetta è spettacolare !
    Ma non per il tema, per l’autrice, come sempre…

    I mutandoni… Beh, anche i sandali… I mantelli…
    Sì, in effetti un giudizio equilibrato su un’opera non può prescindere dalle sue componenti fondamentali…

  • Che noia. Tutti a vedere la superficie di questo film e nessuno che si stupisca, che si lasci affascinare da uno stile visivo che non ha precedenti, di una storia ben raccontata e ben girata, di un registro narrativo originalissimo.
    È un peccato, questo film è destinato ad essere sottovalutato dalla critica.

  • eio says:

    sai che ci avevo pensato anch’io?
    sarà che sono un altro che ha letto quel libro…

  • capemaster says:

    Ma il metallaro vero caro Suz, non è palestrato!
    Quella è una aberrazione tutta Conan il Barbaro…

    Il vero metallaro è trippone e birrafondaio.

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