I miei dubbi sui Dico

March 12th, 2007 § 58 comments

C’è qualcuno tra i lettori di questo blog che è contro i Dico? (in senso destrorso: quelli contro perché li ritengono troppo blandi non valgono).

Ecco, se c’è mi può togliere qualche dubbio, perché proprio non capisco certe posizioni e temo che i miei preconcetti ideologici mi impediscano di capire le ragioni (eventualmente non condivisibili) di chi avversa le unioni civili?

Primo dubbio:
In che senso la creazione di unioni civili è un “attacco alla famiglia”? Cioè, a me regolarmente sposato cosa succede di spiacevole se concediamo ai cittadini di regolarizzare le unioni al di fuori del matrimonio?

Secondo dubbio:
Mettiamo caso che chi avversa i dico non voglia dare diritti alle coppie omosessuali perché avversa/odia i gay. La domanda è: cosa punta ad ottenere?
Cioè se i gay non si uniscono civilmente cosa sperano succeda? Magari che i gay, disperati per non potersi unire, si “convertono”?
E ancora: qual è l’obiettivo di fondo? Togliere diritti ai gay? Se la risposta è sì, ecco due altre domande:
1 – come si concilia tutto ciò con quel capitoletto trascurabile della costituzione che sancisce uguali diritti per i cittadini indipendentemente dal credo, colore, sesso, ecc.?
2 – qualcuno pensa che togliendo diritti ai gay prima o poi finiscano i presunti “mali” che i suddetti gay fanno alla società? E se sì, come?

Terzo dubbio:
Ma non è che impedendo ai gay di regolarizzare le loro unioni si aumenta ulteriormente la loro propensione al libertinismo, al sesso casuale e alla leggerezza di costumi, cose che per alcuni benpensanti (non certo io) sono disdicevoli?

Attendo qualche risposta. Dai, destrorsi e cattolici (scusate la ripetizione): fatemi capire.

§ 58 Responses to I miei dubbi sui Dico"

  • Uei 😀
    Non ti dispiacerà se ho riportato questo post per un’altra discussione, vero?

  • Golmdund100 says:

    La mia… l’ho detta sul mio blog.
    Sta di fatto che le convivenze esistono e che le leggi devono rispecchiare la realtà, non possono pensare di regolarla, come nel medioevo.
    leggi che rispecchiano la realtà, convivenze esistono

  • Federico says:

    Danno anche alcuni doveri? Perché le cose che danno solo diritti e nessun dovere mi preoccupano alquanto. Alla mia compagna chiedo un certo impegno: magari arrivandoci lentamente, ma a un certo punto chiederò almeno che non mi mandi al diavolo in due minuti se passa Brad Pitt e le strizza l’occhio (sostituite pure Brad Pitt con una persona di vostro gusto e di qualunque sesso, è solo un esempio).
    Chiedo che mi assicuri che se fra noi ci sono difficoltà si impegni con me a cercare soluzioni prima di mollare tutto. Chiedo che si assuma delle responsabilità nei confronti miei e dell’eventuale prole. Chiedo che oltre ad avere il diritto di assistermi in ospedale se ne avessi bisogno, si assuma l’impegno di farlo. Lo stesso voglio prometterle io, perché sia chiaro che mi assumo un impegno. Non garantisco che mi un giorno non divorzieremo, piuttosto che essere infelici, ma farò di tutto per riportare la felicità nella nostra relazione prima di dividerci.
    Sono tutte cose per me alla base di una convivenza, non ci dovrebbe essere bisogno nè di dirsele nè tantomeno di codificarle, ma nel mondo reale non è così.
    Io vedo il matrimonio in questo modo, e anche i Dico. Per questo non capisco bene che differenza possa esserci fra le due cose. Se ci sono solo diritti, divento diffidente: può funzionare una cosa in cui ho dei diritti ma non mi assumo responsabilità? Sarebbe come se avessi il diritto di essere pagato senza il dovere di lavorare, ci metterei la firma, ma saprei che da qualche parte c’è la fregatura. La mia “coscienza” o il senso di giustizia mi farebbero lavorare comunque, ma vi fidereste voi?

  • Busko says:

    Io credo che i DICO non vogliano assolutamnete sostituire la famiglia, intesa come convivenza stabile tra 2 individui sulla quale si basa la società, ma siano un’altra opportunità per chi crede che sia troppo oneroso sposarsi o comunque non lo desideri. Mi lascia un po’ perplesso (dei PACS) la possibilità di adottare figli… se poi l’unione si scioglie che ne è dei figli adotivi?
    Per il resto avanti tutta, per portare un po’ di civiltà e di diritti in italia…

  • Federico: i DICO danno alcuni diritti – non tutti – quelli che ha una coppia sposata e, soprattutto, dopo un tot di anni di convienza.

    La differenza tra “contratto matrimonio” e “contratto dico” l’hai ribadita tu stesso dicendo che ci sono millemila motivi per non volersi sposare e, nonostante questo, può desiderare di avere un po’ di protezione per ciò che ha creato con la sua compagna/il suo compagno.

  • stefigno says:

    a favore dei dico…senza dubiio..ne parlavamo ieri sera a cena.. 😉

  • Federico says:

    Bene, vedo che la discussione è continuata anche mentre ero assente e si è fatta molto interessante.
    Ci sono molte nuove risposte validissime e anche nuove domande altrettanto interessanti.
    Attenti però: la mia domanda non voleva essere una difesa del matrimonio contro le coppie di fatto. Posso pensare anche io millemila motivi per non volersi sposare, ma vivere insieme e costituire non solo una coppia, ma addirittura una famiglia di fatto.
    Ma questi motivi non si applicherebbero a una forma alternativa?
    Forse è mancanza di informazione mia, ma non ho ancora scoperto le differenze fra il contratto “dico” e il contratto “matrimonio”, per una coppia eterosessuale.

  • valentina says:

    Perché i politici hanno una legge che gli permette di avere quei diritti che non vogliono concedere al popolo? E perché la chiesa in quel caso non ha messo bocca?
    vale

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