Dio solo sa quanto mi costa farlo

March 26th, 2007 § 41 comments

Tutta la mia solidarietà a Fausto Bertinotti, oggetto oggi di un attacco tanto idiota quanto insulso e ingiustificato da parte di alcuni autonomi all’Università.

Ci sono migliaia di motivi – tutti squisitamente politici, visto che pare che umanamente sia una persona ammirevole – per attaccare Bertinotti e qui non ci siamo tirati indietro quando è stato il caso di suggerirli. Però dargli dell’assassino e del guerrafondaio è semplicemente assurdo, quasi dadaista.

Anzi, se proprio avessi dovuto contestarlo oggi, lo avrei fatto perché stava presenziando bello vanesio ad un convegno organizzato da quel comitato d’affari che è Comunione e Liberazione, non certo perché il suo partito voterà per confermare un’operazione di peacekeeping dell’ONU.

Non riesco a pensare niente di bello riguardo ai contestatori, non riesco a mettermi nei loro panni, non riesco – nemmeno a sforzarmi – a pensare come loro. Insomma, io tra l’ONU e i Talebani so scegliere per chi fare il tifo. E sono così antimilitarista da riconoscere che tra un casco blu ONU e un talebano in abiti civili il più militare, il meno democratico e il più fascista e bigotto è il secondo.

Al di là della rabbia per l’attacco ingiustificato e pretestuoso (ma chi li paga questi?), il vero problema è il fastidio che mi provoca leggere sui giornali paragoni tra la contestazione a Bertinotti e quella a Lama nel febbraio ’77. Ecco, lo dico una volta per tutte: Bertinotti *non è Lama* e in quanto a spessore e dignità politica vale sì e no i lacci delle sue scarpe. Giusto per prendere le misure, ché a volte si rischia di perdere la prospettiva storica.

§ 41 Responses to Dio solo sa quanto mi costa farlo"

  • Hola =D
    Condivido l’analisi e per sicurezza ti ho ripreso ampliando l’analisi.

    Dare poi del guerrafondaio a Bertinotti è da barzelletta. Ma se pensi anche cos’è successo quel giorno in concomitanza capisci il perché di cotanto spazio sui simpatici media italiani about questo fatto. Tutto nella norma insomma.

  • sapu says:

    Suzukimaruti, ho capito quel che vuoi dire ma non mi rassegno a considerare irrecuperabili certe ‘frange’: tu stesso dimostri che c’è una fine del tunnel.
    Ed anche se dubito che quella famiglia di operai fiat possa ospitare tutti, i modi ci sono e sono semplici: varrebbe la pena che una certa parte politica che vanta progressismo, che si vanta di trar vantaggio da una certa superiorità culturale, ci lavorasse sopra…

    Pensavo poi di considerare la percezione data dai media di questa ‘contestazione’ dato che, girando per blog, mi è parso ne girasse un’immagine distorta ed ingigantita (strano, conoscendo come sia fedeli ed equilibrati i nostri mezzi di comunicazione, eh?) ma, in effetti, poichè il tema della discussione è divenuto altro, non è questo il luogo nè il momento…

    Soluzioni per l’Afghanistan ?
    Ogni tentativo di soluzione è da considerarsi estremo, dal pacificare coi caschi blu al passare coi bombardieri.
    Restano i tentativi di non risolvere, come dice Cachorro Quente: li si lascia a scannarsi, si fa un po’ di beneficienza giusto per sentirci meno sporchi, gli si manda i gino strada ed affini.
    Come si fa per tutti gli altri conflitti, genocidi, tragedie su tre continenti.
    Ed intanto, magari, non si portan via solo i ‘nostri’ soldati, ma anche i nostri tecnici, i nostri impianti, le nostre multinazionali…

  • Suzukimaruti says:

    Cachorro Quente: però messo giù così è un discorso “sfascista” e nichilista insieme.
    Forse addirittura antipolitico.
    Sembra che manifestare sia il fine e non il mezzo.
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    La gente non scende in piazza per il Darfur? Ecco un bell’atto di politica pacifista: fare opera d’informazione e sensibilizzazione, far sapere alla gente che c’è qualcosa oltre quello che (non) si vede in TV.
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    Una volta l’antagonismo aveva il merito almeno della controinformazione. Ora si è perso pure quello? Da come parli sembra che i movimenti antagonisti seguano precisi trend, di fatto quelli dettati dai giornali “borghesi” e dalle tv.
    Non mi sembra una cosa bellissima.

  • Cachorro Quente says:

    “Senza togliere nulla alla vostra interessante discussione sul pacifismo e su cosa significa essere pacifisti adesso, volevo solo segnalare che in fondo i contestatori non sono altro che i primi elettori di Bertinotti, che ora gli rinfacciano il voltafaccia.”

    Questo non è affatto detto; in realtà Bertinotti HA TENTATO di pescare nell’area antagonista, che però è in una buona misura assenteista, nonostante la partecipazione di alcuni noti esponenti a liste di RC e dei Verdi.

    “Cachorro: quindi, confermi? Se siamo responsabili, in tutto o in parte, si deve reclamare la Pace. Altrimenti, che si scannino allegramente! Ma stare a guardare gli orrori della guerra senza fare nulla, non implica responsabilità???”

    Mi pare che non ci stiamo capendo. In realtà il problema è nei termini della questione, fin da quando si parla di pacifismo. Una cosa è essere non violenti, un’altra è contestare la guerra imperialista; la posizione di un marxista ortodosso che legge in un particolar modo la politica estera americana, europea e israeliana, ma non ha nessuna pregiudiziale sull’uso della violenza, è datata e contestabile ma non incoerente.

    Per quanto mi riguarda, credo che le proteste di massa abbiano senso solo quando hanno un bersaglio influenzabile; questo non vuol dire che non si debba fare nulla per il Darfur, solo che non c’è un margine di azione per la mobilitazione popolare (almeno credo). Putin o Ahmadinejad se ne fregano bellamente se gli italiani o gli americani scendono in piazza, mentre manifestazioni di successo erodono il margine di consenso dei leader italiani o americani impegnati in Iraq e Afghanistan. Non vedo necessariamente una pregiudiziale anti-americana o anti-Berlusconi: i pacifisti hanno protestato anche contro Chirac (per Muroroa) e contro D’Alema (per il Kosovo).
    Poi, è innegabile che il modello di protesta di piazza stia mostrando le corde, solo che mi sono rotto il cazzo di gente che dice: perchè non manifestate contro la guerriglia del Vattelapeschistan? Che poi, paragoniamo il volume di informazione che c’è su guerre dimenticate da Dio tra il Manifesto e il Giornale, per piacere…

  • Jakala says:

    Senza togliere nulla alla vostra interessante discussione sul pacifismo e su cosa significa essere pacifisti adesso, volevo solo segnalare che in fondo i contestatori non sono altro che i primi elettori di Bertinotti, che ora gli rinfacciano il voltafaccia.
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    Bertinotti non ha mai fatto parte in senso stretto della sinistra ufficiale, era un sindacalista di minoranza all’interno della CGIL e si è unito con i fuoriusciti dai DS per fondare rifondazione. Ed ha sempre pescato voti in quell’area fra centri sociali e sinistra antagonista insieme ai verdi (basta una veloce sguardo ai candidati di rifondazione per accorgesene). Area che propone da sempre un pacifismo “senza se e senza ma” ovvio che ora i loro punti di riferimento sono Turigliatti e Rossi e non Bertinotti che partecipa alle sfilate militari con la spilla con su il simbolo della pace.
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    PS Qualc’uno mi vuol spiegare perchè in Italia il simbolo della pace è quello internazionale dei gay(arcobaleno)?

  • winston says:

    Cachorro: quindi, confermi? Se siamo responsabili, in tutto o in parte, si deve reclamare la Pace. Altrimenti, che si scannino allegramente! Ma stare a guardare gli orrori della guerra senza fare nulla, non implica responsabilità???

  • Suzukimaruti says:

    Cachorro Quente: scusa, ma hai testé confermato quello che ha scritto Winston.
    E rilancio io: diciamolo, il pacifismo italiano si è ridotto così male che ormai manifesta solo contro il governo o contro gli americani.
    O forse la Pace in Darfur è di serie B?
    .
    Guarda, è un dibattito che va avanti da tempo nel “movimento” e, temo, si sia risolto male: un pezzo di estremismo italiano sta strumentalizzando i movimenti pacifisti in Italia, usandoli per fini politici e di odio.

  • Suzukimaruti says:

    winston: concordo. Negli ultimi anni ho visto il movimento pacifista peggiorare dal punto di vista umano. Insomma, facce brutte, idee mostruose, violenti, ecc.
    Ho addirittura smesso di andare alla Perugia-Assisi: non volevo farmi strumentalizzare dagli autonomi o dai cattocomunisti.

  • Cachorro Quente says:

    “Una parte della sinistra è contro la Guerra quando questa ci riguarda. Quando non ci siamo, smette di protestare. Avete visto comunisti (o pseudo-tale) in piazza a fare casino per il Darfur??? No, li si possono ammazzare come vogliono. Li non conta il principio di Pace a tutti i costi. Che triste ipocrisia. ”

    Che argomentazione fresca, soprattutto. Il nostro governo (o un suo alleato) è impegnato militarmente in Darfur? E’ responsabile del conflitto lì?

    Perchè i pacifisti non protestano anche perchè gli eschimesi muoiono di freddo e per lo tsunami? E’ la stessa cosa dell’Iraq e dell’Afghanistan.

  • Er Frittata says:

    La realizzazione di una conferenza internazionale sull’afghanistan che coinvolga TUTTI al massimo livello, e’ il primo passo da compiere in modo da poter ripensare e rimodulare la missione ONU/NATO secondo criteri piu’ politici, diplomatici, umanitari.
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    Una presenza vigile sul territoro e’ secondo me necessaria.

  • winston says:

    Una parte della sinistra è contro la Guerra quando questa ci riguarda. Quando non ci siamo, smette di protestare. Avete visto comunisti (o pseudo-tale) in piazza a fare casino per il Darfur??? No, li si possono ammazzare come vogliono. Li non conta il principio di Pace a tutti i costi. Che triste ipocrisia.

  • Suzukimaruti says:

    sapu: ti posso portare la testimonianza dall’interno: gli antagonisti sono tali perché stupidi o invasati o con odii repressi, ecc. E poi sì, c’è un tasso di follia negativa nella società e prende mille forme, tra cui l’antagonismo politico (ma c’è anche il bigottismo religioso, l’essere fashion-victim, gli assatanati del fitness, ecc.).
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    Non è questo il luogo e il momento per analizzarne le origini, ma è evidente che chi solidarizza con le BR o vuole instaurare in Italia la dittatura del proletariato ha bisogno di uno psicanalista e denuncia una distanza abissale dal mondo reale, forse un (auto)isolamento che si può risolvere.
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    Guarda, io ero così fino a 16/17 anni, pur venendo da una famiglia ortodossa di scuola PCI. Poi un amico vero mi ha portato a cena ospite in una casa VERA di operai FIAT e ho toccato con mano la povertà e tutti i connessi dell’essere poveri e sfruttati. Quel giorno ho capito che le prospettive rivoluzionarie andavano bene per me, studente mantenuto, che potevo permettermi di aspettarle, immaginarle onanisticamente e in cuor mio tacermi il fatto che non si sarebbero mai realizzate (e meno male, aggiungo a posteriori).
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    Insomma, ho sbattuto il naso contro la realtà e ho capito che le fughe rivoluzionarie vanno bene solo per lorsignori, per i don ferrante della politica, per i figli di papà che antepongono gli assoluti ideologici alle soluzioni pratiche.
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    Il bello è che Marx si scagliava contro questa visione assolutistica, pur parlando di Utopia. La politica come scienza del possibile, ecco.
    Meglio ancora Lenin, che ci scrisse l’ormai epico “L’estremismo: malattia infantile del comunismo”, ma anche lo scritto giovanile “Chi sono gli amici del popolo”.
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    Insomma, il buon “comunista” (con tutta la perdita di senso presente che ha questa parola) si deve confrontare col reale. Sono ore che chiedo ai “comunisti” che commentano qui di proporre soluzioni e immaginarne le conseguenze.
    Per ora solo pakistano ci ha detto che lui lascerebbe fare agli afghani e se si sgozzano a migliaia e tornano i talebani al potere, chi se ne fotte: la volontà popolare è quella.
    Probabilmente ignora che le prime vittime dei talebani al potere sono stati proprio i militanti comunisti e di sinistra, ma tant’è.
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    Quindi no, gli antagonisti li bollo come fascisti nelle idee (assolutisti ideologici, settari, non disposti al confronto), nei metodi (in gran parte violenti e provocatori, per di più con vigliaccheria [il classico sasso lanciato da dietro ai cortei, con la polizia che carica quelli davanti]), nelle gerarchie interne (tanti capetti indiscussi di bande, schiaffoni che volano e intimidazione nei confronti del dissenso) e negli attacchi (la sinistra istituzionale prima di tutto, prima ancora del fascismo e dei “padroni”).
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    Detto questo NOI che siamo democratici siamo più che persuasi che qualsiasi forma di dissenso, se rispetta le leggi, è legittima. E infatti le contestazioni a Bertinotti lo erano (e se noti non le ho contestate nella loro legittimità o nel metodo ma nel merito).
    Certo che se devo dare un giudizio politico sulla contestazione e sui contestatori, questo è iper-negativo anche alla luce del fatto che Bertinotti alla fine del suo intervento si è offerto per incontrare i contestatori e discutere (cosa che pochi altri avrebbero fatto [dio quanto mi pesa parlare bene di quell’uomo!]) e questi hanno rifiutato il confronto. Un altro metodo fascista.

  • Cachorro Quente says:

    In primis, il fatto che la guerra in Afghanistan rispetti una risoluzione ONU, non significa che là ci siano caschi blu dell’ONU

    Comunque mi piace parlare di questioni pratiche e di hic et nunc. Che fare (avrebbe detto il buon vecchio Vladimir, un altro che non aveva poi tanti scrupoli morali)?
    Posso dirti quello che farei io: mi concentrerei su due ipotesi diverse
    a) lasciare l’Afghanistan a se stesso, e dare solamente soldi per la ricostruzione (che finiranno per l’80% in mano ai signori della guerra, ma tutto fa brodo). La possibilità che le cose vadano meglio di così non è poi così remota.
    b) inviare altri soldati (tipo: tutti quelli che sono in Iraq), prendere controllo militare di tutte le province (anche quelle al confine col Pakistan), disarmare il più possibile le milizie e dare un’end-point (tre anni, cinque anni) a TUTTE le parti in gioco (compresi i Talebani, perchè non ha senso decidere che loro non possono partecipare e un Dostum qualsiasi – criminale di guerra e assassino di massa – sì) per formare un governo di unità nazionale.
    c) (solo per noi) andarsene unilateralmente, sperando che nel giro di una quindicina d’anni passi l’incazzatura a olandesi, inglesi e tedeschi (vecchio trucco italiano di andarsene senza pagare).
    Purtroppo non decido solo io, e non decide solo l’Italia. Nell’attuale situazione direi che l’unica opzione possibile è quella del governo: rimanere là con un contingente invariato pregando che le cose non precipitino (in Afghanistan e in Senato).

  • Suzukimaruti says:

    Sì, ma vedi che ripeti il solito errore di assolutismo ideologico. Non stiamo parlando di *se e come abbattere le dittature nel mondo*, ma di una questione pratica: *l’Afghanistan ora è come è, che facciamo?*
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    Da militante pacifista e nonviolento quale sono sempre stato contesto chi urla “10, 100, 1000 Nassirya” o chi dice che bisogna andarsene dall’Afghanistan perché odia gli yankee. Altrimenti si è antimilitaristi formali: poiché i talebani non hanno le stellette si tifa per loro. Per me sono militari pure loro. E dei peggiori.
    .
    Ripeto la domanda di prima: chi è più antipacifista, più intimamente fascio e più antidemocratico e bigotto, i caschi blu dell’ONU o le milizie afghane?
    .
    Ovvio che i militari non possoino stare lì per sempre, ma non si può andare via di punto in bianco: bisogna costruire uno stato civile, ripristinare una cultura del rispetto della donna, stabilire il rispetto dei diritti umani, ecc.
    .
    Riguardo alla Storia, vero: l’esempio del nazismo e dell’indolenza dell’Europa borghese è trito e abusato. Ma solo perché è sempre valido e ahimé vincente.
    .
    So anche che la lotta alle dittature è una delle foglie di fico con cui i neocon americani giustificano l’imperialismo di Bush e soci e non tifo affatto per l’esportazione della democrazia.
    .
    Ma ora il danno è fatto e siamo lì in Afghanistan. Cosa facciamo *TENUTO CONTO DELLA SITUAZIONE E NON IL LINEA TEORICA COI SE E COI MA* in Afghanistan?

  • Cachorro Quente says:

    “Cachorro Quente: da quello che scrivi se ne evince comunque che andare via sarebbe comunque ancora peggio che restare. O no?”

    Boh? Quello che so è che la classe dirigente afghana, come quella irachena, sopravvive solo in virtù della presenza delle truppe. Che equilibri si svilupperebbero se ce ne andassimo? Nessuno può dirlo. Un grosso problema è quello dell’ingerenza pakistana (il Pakistan in generale è un grosso problema: potenza nucleare, regime autoritario sempre più debole nei confronti degli estremisti che hanno diversi simpatizzanti tra forze armate e s.s., ecc. ecc.). Ma è così diverso il governo appoggiato dalla NATO, dal regime filo-comunista appoggiato dall’URSS? La principale differenza che mi viene in mente è che nel regime filo-comunista le donne (almeno a Kabul) avevano molta più libertà.

    “Pensate che qualcuno non scannerebbe anche la star Gino Strada se non fosse protetto dai tanto bistrattati americani?”

    Questa è una colossale cazzata, scusami. Emergency ha mandato avanti ospedali in situazioni di guerra per anni senza bisogno della “protezione” degli americani. Sotto le bombe USA, durante la guerra civile tra Talebani e Armata del Nord, ecc. ecc. Io odio la beatificazione di chicchessia, Strada come chiunque è suscettibile di essere criticato (e ne dà diversi motivi, specie per chi si interessa dei problemi della cooperazione), ma è triste il rancore qualunquista nei confronti di uno che aveva davanti una carriera da trapiantista di cuore e ha mollato tutto per andare a lavorare nella Croce Rossa.

    Sull’esempio di Hitler: è uno dei più abusati. E’ vero, avrebbero dovuto attaccarlo un po’ prima dell’invasione della Polonia, cioè nel momento dell’Anschluss, dell’annessione dell’Austria (ma non è che sarebbe cambiato molto). Però mi chiedo cosa si sarebbe dovuto fare secondo gli anti-pacifisti.
    Attaccare la Germania nel ’33, o quando si sono esacerbate le persecuzioni degli ebrei? E’ uno scenario probabile? Posto che, all’epoca, erano i comunisti a incitare alla guerra contro il fascismo (vedi Spagna) e i capitalisti di tutto il mondo a guardare con simpatia Mussolini e Hitler, non certo il contrario (le cose cambiarono con il patto Molotov-Ribbentrop), mentre da certi discorsi sembra che l’Olocausto sia colpa dei pacifisti (cioè quattro gatti dossettiani o anarchici).
    Il dato di fatto è che i regimi possono essere cambiati solo con grandi sacrifici, e per questo tale opzione dev’essere presa solo nelle situazioni più disperate. L’Unione Sovietica non aveva scrupoli a finanziare armate rivoluzionarie e a portare avanti guerre prolungate; gli USA ci provarono con scarso successo in Vietnam, e in genere si limitavano a finanziare dei sociopatici (con le conseguenze che conosciamo). Mi pare che sia l’ora di tornare alla diplomazia.

  • sapu says:

    Suzukimaruti, ‘non confondiamo’ l’avevo già premesso.
    Ho detto Pera per non dire altri, nel senso che un politico deve ben accettare un certo grado di contestazione,
    Ci son comportamenti che si suole definir fascisti come conseguenza di ideologie omogenee: conseguenza logica ma non necessaria !
    Questo intendo per farci i conti: non chiamarli compagni che sbagliano e neppure fascisti, capire cosa sia (se ‘pippe’ o altro) che gli annebbia la ragione.
    Non per spirito missionario, chè quelli che spaccan le vetrine non sto neppure a criticarli, li prendo, li processo e li faccio lavorare un anno gratis al macdonald per pagare i danni!
    Ma perchè se questa gente è lì a far quello che fa nonostante al governo ci sia gente che ha votato (e c’è di sicuro, ci sono tutti !) il problema c’è e bisogna farci i conti.
    Oppure basta lamentarsi: si considera fisiologico un certo grado di inciviltà e ci si regola di conseguenza ma, di base, basta menarsela con quelli che son funzionali alla dx e tutte le altre lagnanze.
    Ma è brutto quando si considera ineluttabile l’inciviltà…

  • pakistano says:

    Nemmeno io ho fiducia nella gente e credo che la rivoluzione non sia fattibile visto che ci troviamo relativamente bene nel nostro capitalismo ovattato che con una mano dà e con l’altra toglie. Chiamarsi comunisti e rinnegare le basi del comunismo: questo sì che è un brutto scherzo contro Marx e la povera gente! Credimi non potrò mai avere simpatie per governi sanguinari e intrisi di religioni varie. Non è che mi diverta a generare mostri nelle mie ricostruzioni storiche, cerco semplicemente di ragionare. Da quello che ho letto di storia deduco che Hitler venne distrutto perché aveva scatenato una guerra in Europa.

  • Suzukimaruti says:

    pakistano: è proprio lì che non ci capiamo ed è lì che fatico a prenderti sul serio.
    Io non mi dichiaro affatto comunista (semmai in passato, ai tempi del PCI, fui un “comunista italiano”, cioè un democratico di sinistra), difendo la democrazia parlamentare; l’idea di dittatura del proletariato (per di più per via violenta) mi fa ridere, in primis perché non ho fiducia nella gente.
    .
    E poi, con tutto il rispetto, leggere alla lettera il Capitale e il Manifesto del 48 nel 2007 come fanno i testimoni di Geova con la Bibbia è un brutto tiro a zio Carlo Marx, che sinceramente merita qualcosa di più.
    .
    Però, visto che ti dichiari comunista, ti sfido a rivedere gli obiettivi, perché mi sa che li stai ciccando perfino nella tua ottica di 159 anni fa. La mia impressione è che tu ti trovi dispostissimo a rovesciare con la violenza le democrazie parlamentari, mentre hai un’accondiscendenza strepitosa per le dittature clericofasciste di base islamica.
    .
    Per di più la tua ricostruzione storica genera mostri. Vero: Hitler non fu attaccato fino a quando non fece la guerra. Ma la domanda è, visti i milioni di morti e la fiacchezza degli stati democratici: fu un bene? Stando alle tue logiche, sì. Milioni di morti nei lager (tra cui tanti comunisti, by the way) ringraziano.

  • pakistano says:

    winston, non preoccuparti per la sorte di Gino Strada. E’ ampiamente dimostrato che fino a quando renderà servizi sanitari a feriti di guerra senza fare distinzioni tra terroristi, civili, guerriglieri etc. nessuno lo toccherà. Secondo me potrebbe avere qualche problema se iniziasse a diventare un referente politico, vedi liberazione di Mastrogiacomo. E l’esempio di emergency dovrebbe farci capire qual è il vero aiuto che noi possiamo portare agli afghani, non soldati e pippe mentali imperialistiche ma semplicemente aiuti concreti.

  • pakistano says:

    La Germania nazista venne giustamente abbattuta dai sovietici e dagli alleati perché aveva invaso metà Europa, non perché era stato eletto Hitler. Ti ricordo che prima delle sue mire espansionistiche gli inglesi sotto sotto tifavano per Hitler perché poteva essere un utile baluardo contro i bolscevichi. Noi fummo invasi dagli alleati non perché c’era la dittatura fascista ma perché noi eravamo alleati dei tedeschi e davamo loro ospitalità e appoggio.
    Non penso che la democrazia sia la migliore forma di governo, credo che tu abbia capito benissimo quale sia la migliore forma di governo che intendo, quindi inutile continuare ad alimentare la polemica. Soprattutto non credo che essere comunista voglia dire esportare la democrazia ed erigerla a migliore forma di governo. Ti ricordo che essere comunista significa lottare contro la democrazia parlamentare e creare la dittatura del proletariato per via violenta. Questo è il punto! Non condividete questo concetto? Non chiamatevi comunisti! Che ci vuole? Gli americani hanno invaso 5 anni fa l’Afghanistan secondo me legittimamente, perché attaccati in casa loro dietro appoggio talebano. Ma oggi la situazione è cambiata. Gli afghani considerano gli occupanti come invasori e li combattono a modo loro, anche con le teste mozzate è la loro cultura e non la cambieremo certo noi!

  • winston says:

    PAKISTANO (nulla in particolare contro di lui)propone di lasciare l’Afghanistan a se stesso e far risolvere tutto a una bella guerra civile… Certo. In teoria funziona. Solo che guerra civile significa morte, stupri, distruzioni, orfani, mutilazioni, atrocità, dolore, odi che coveranno per anni e secoli, miseria infinita e terribile. Non è che stiamo parlando di una partita di Risiko, ma di cose che passano sulla pelle della gente vera. Ma mi rendo conto che la borghesia radical chic questo non lo capisce… Giorni fa, su Radio 24, Franca Rame sosteneva l’ipotesi che in Afghanistan c’è guerra solo perchè ci sono gli eserciti stranieri. Partiti questi, tornerebbe il sole, la pace e l’amore fraterno, sotto la candida vigilanza delle ONG. Ma ci si ricorda che – senza presenza di eserciti stranieri – gli afghani si sono massacrati fra loro per 10 anni abbondanti? Se partissimo, non tornerebbero a farlo? E le ONG? Chi difenderebbe gli operatori umanitari nel caos? Pensate che qualcuno non scannerebbe anche la star Gino Strada se non fosse protetto dai tanto bistrattati americani? Io spero che la guerra (perchè guerra è) in Afghanistan finisca il prima possibile. Ma come diceva Tolstoy, l’unico modo per rendere la guerra meno crudele è farla finire in fretta utilizzando tutta la forza militare disponibile senza riserve. Rinunciamo alle ipocrisie del cazzo su Guerra e Pace, mandiamo più truppe e più mezzi, staniamo i talebani fino all’ultimo e poi andiamo SUBITO via per lasciare agli afghani moderati (credo la maggioranza, nonostante tutto) il diritto di autodeterminarsi.

  • nick drake says:

    Vorrei proporre un bel dibattito sull’ONU, visto la quantità di commenti negativi che ho trovato in questa pagina. Cito Suzu “Attendo la tua strategia (perché sicuramente se contesti questa ne hai una, vero? Siamo tutti d’accordo che contestare senza proporre alternative credibili e ben spiegate è infantile, oltre che politicamente umiliante, vero?)”. Come dovrebbe funzionare? Come pensate che si riesca ad equilibrare la partecipazione delle nazioni forti (cosa fondamentale per un forum di dibattito internazionale (è questo è la ragion d’essere dell’onu, non le altre cose), con il loro naturale prevalere sulle decisioni? Sono d’accordo che non è più l’organizzazione di tanti anni fa, ma credo anche che le riforme fatte nell’ultimo segretariato hanno sortito alcuni effetti positivi. Sistema di banchieri? Mi sembra naturale che lo sia stato nell’ultimo decennio visto che l’andamento internazionale era la proposta che il sistema economico internazionale avrebbe portato a una regolarizzazione stabilizzante del mondo, come mi sembra anche normale che ora che la teoria di stabilità mondiale si pone in altri modi (principalmente con un forte ritorno dell’idea di etica nazionale) che le persone che ne fanno parte stiano cambiando. Siamo anche molto bravi a parlare dei vari fallimenti dell’onu, di situazioni dove sia andato ad affossarsi, però dei successi non diciamo niente? Non capisco questo modo di parlare, come se si credesse che sarebbe meglio non avere l’ONU. Lo pensate davvero? Oppure è solo un modo per sparare contro un’organizzazione che qualcosa (nella mia mente tanto) ha fatto? Per quanto sia pieno di problemi, trovo che in genere i critici capiscono ben poco i suoi obiettivi e ancora meno come funziona, e ancora di più non capiscono la differenza tra un sistema globale e un sistema multilaterale. Non so bene dove vogliamo andare con questa linea, ma mi interesserebbe sapere i vostri pensieri.

  • Suzukimaruti says:

    Cachorro Quente: da quello che scrivi se ne evince comunque che andare via sarebbe comunque ancora peggio che restare. O no?
    Nessuno dice che in Afghanistan ora ci sia il migliore dei mondi possibili, però inizia ad esserci, in piccole parti del paese, un abbozzo di stato di diritto.
    Eviterei di giocare al tanto peggio/tanto meglio lasciando il paese ai clericofascisti islamici.>
    Detta tutta: tra i militari americani ci possono anche essere dei guerrafondai infami. Ma tra i talebani – e tra tutti quelli che vogliono imporre la legge islamica e negare i diritti umani – è peggio. E ricordiamoci che in Afghanistan ci sono i soldati dell’ONU e non solo gli yankee.
    .
    Sul fatto che la democrazia non sia esportabile, parzialmente sono d’accordo. Soprattutto se l’esportazione della democrazia è una scusa per il petrolio o il controllo politico.
    .
    Ma ricorda che viviamo proprio in un paese in cui ci hanno esportato la democrazia, perché se non ci fossero stati gli Alleati, a quest’ora eravamo ancora lì a cantare Faccetta Nera, perché a noi italiani la dittatura piace (e gli uomini forti pure).

  • Cachorro Quente says:

    P.S. la democrazia non si può esportare a nessuna nazione che non sia composta interamente da giapponesi (a quelli si può esportare di tutto, compreso Dario Argento). Vale per l’Afghanistan come vale per l’Iraq.

  • Cachorro Quente says:

    “La mia idea è che si fanno una bella repubblica islamica del genere fascistoide e violento, esattamente come era l’Afghanistan qualche anno fa.”

    Ed esattamente com’è adesso.
    Il regime talebano era un’orrenda dittatura sostenuta dall’estero (=Pakistan); adesso c’è un regime ugualmente autoritario, con un governo centrale delegittimato che sopravvive grazie alle noster truppe e il potere reale distribuito tra signori della guerra ed ex-talebani. Parlare di “ONU vs. talebani” è francamente ridicolo; la guerra in Afghanistan è stata un errore quasi come quella in Iraq. E non vedo in che modo la presenza straniera stabilizzi il paese; la NATO non combatte per la democrazia, ma contro una delle due fazioni in guerra, peraltro in un sistema di alleanze labili (tajiki e uzbeki contro pashtun, pashtun governativi contro pashtun filo-talebani – spesso la differenza tra i due sta solo nella quantità di tangenti pagata dal governo). Molti “talebani” sono semplicemente pashtun esasperati dalle bombe USA e soprattutto dal fatto di essere governati da dei sanguinari criminali di guerra.

    Non penso che abbia senso contestare Bertinotti (ma le contestazioni sono SEMPRE legittime), perchè non ha senso far cadere il governo sull’Afghanistan (per far salire al potere una grosse koalition prona agli interessi USA, o peggio). Ma ha ancora meno senso fare tutti questi distinguo tra Iraq e Afghanistan, perchè sono situazioni molto più simili di quanto la propaganda centrista possa far credere. E neanche dimenticare che il nostro compito là sarebbe parare il culo agli americani, che hanno causato il disastro afghano sconcentrandosi troppo presto da quel terreno per lanciarsi nella drammatica avventura iraqena.
    Dovremmo andarcene, purtroppo non si può, punto.

  • Suzukimaruti says:

    sapu: non confondiamo “quelli” con la sinistra tutta, che era quella che contestava Pera per cose ben diverse (per esempio prendersela con “il meticciato”).
    .
    “Quelli” non sono mai andati bene nemmeno quando il centrosinistra era all’opposizione. Facevamo i cortei per la pace e quegli idioti gridavano “10, 100, 1000 Nassirya”, spaccavano le vetrine, facevano a botte con i poliziotti, ecc.
    .
    “Quelli” non hanno nulla da spartire con la sinistra, non appartengono all’album di famiglia e sono puramente funzionali alla destra che li usa come spauracchio. Sono extraparlamentari, quindi non votano e col loro astensionismo tolgono voti a sinistra (e questo in un sistema bipolare significa dare voti a destra). Non solo, ma sono quelli che cantano “ds=ss” e ora hanno pure dato del guerrafondaio a quel vanitoso di Bertinotti. E strumentalizzano le manifestazioni – a cui non sono invitati – con slogan e scritte orribili.
    .
    Io con quelli non voglio fare i conti per nessun motivo. Li considero fascisti, con un armamentario iconografico comunista, ma restano fascisti per infamia, incapacità politica e visione “ginnica” dei rapporti di forza. In alcuni casi mi fanno pena o ridere, soprattutto quando cercano di darsi toni rivoluzionari. Sai, per ora per gli antagonisti italiani il cui più grande risultato politico è far cordone ai cortei.

  • Suzukimaruti says:

    Quindi ben vengano i talebani e la sharia: basta che siano genuini…
    Certo che è illusorio pensare che, lasciato a se stesso, l’Afghanistan si doti di un autogoverno in modo democratico.
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    Ma se ti piace quell’approccio lì, riflettici. Per me oltre che assurdo è ipocrita. Ed è tremendo, basta applicarlo un po’ in giro. Somalia? e’ una questione interna, si autodeterminano e poco importa se c’è una pulizia etnica in atto. Lasciamoli fare. (lo dici tu stesso che un po’ di sangue versato, beh non è poi sto dramma: ogni rivoluzione ha bisogno dei suoi boia, come diceva zio Lenin)
    Meglio ancora: perché invadere l’Italia nel 1943? Era capacissima di gestirsi la sua dittatura mussoliniana. E perchè attaccare la Germania, visto che Hitler era stato regolarmente eletto?
    .
    Capirò poco di politica estera, ma a me l’Afghanistan non sembra un paese abituato alla democrazia, visto che non l’hanno mai sperimentata da quelle parti. E lasciarlo a se stesso solo perchè magari non si condividono le ragioni dell’attacco americano è stupido: la politica si confronta col reale e non con i “se”. E il reale dice che ora in Afghanistan c’è un caos violento che va gestito, poco importa la simpatia delle sue cause. Andiamo via e ce ne fottiamo?
    Ma soprattutto: ce ne fottiamo degli afghani? E decidiamo noi per loro che è meglio farsi soggiogare dai talebani o dalle tribù armate piuttosto che vivere sotto l’ONU e rischiare di essere un po’ yankee? Io tra un talebano e uno yankee so scegliere, pur non amando entrambi.
    .
    La tua è una posizione legittima, ci mancherebbe. Più o meno coincide con l’ottica leghista: guardiamo solo a casa nostra e ce ne fottiamo del mondo. Si versa del sangue? Me ne frego. Burka, donne sottomesse, ecc? Me ne frego. L’Afghanistan come centrale del terrorismo fascista di Bin Laden? Me ne frego (anzi magari sotto sotto tifi per loro, se attaccano gli yankee).
    .
    Io credevo che essere di sinistra significasse volere la democrazia ovunque, lottare contro le dittature e – se proprio costretti – scegliere le forme di governo meno antidemocratiche.
    .
    Poi arrivi tu (e qualche altro antagonista) a proporci una sorta di “Slow Food” politico: meglio una bella dittatura clericofascista autoctona, spontanea e sanguinaria (per quanto possa esserlo, ma tant’è) che una semidemocrazia imposta dagli odiati yankee e dall’ONU dei banchieri (faccio che chiamarla io come dite voi) .
    Valuta tu se è una posizione sostenibile senza farsi ridere dietro.
    .
    Io sarei per chiederlo agli afghani, dopo un assaggio di cosa vuol dire vivere in democrazia. La storia ci insegna che solitamente i popoli scelgono la democrazia e che le dittature, dal dopoguerra in poi, sono imposte.
    .
    Ma, lo chiedo a te, preferiresti vivere sotto i talebani (o i leader tribali: chiamali come vuoi) con tutto quello che ne consegue o sotto gli yankee?

  • sapu says:

    Con questi però bisogna farci i conti…
    Bisogna aver l’onestà di ammettere che tornavan comodi gli anni indietro quando andavano a contestare quelli allora in carica.
    Certo, con le distinzioni del caso, ma come si può replicare all’obiezione “se contestavano pera (o chi per lui, non ricordo chi c’era, ho rimosso) perchè non dovrebbero far lo stesso, con gli stessi toni, per bertinotti ?”

    Forse non c’è soluzione, le regioni ed i torti delle parti, di quando tutto è cominciato, si trascinano fino ad oggi: “noi”, per i contestatori, restiamo quelli che combattono una guerra di difesa in casa “loro”.
    Come spiegare, come essere credibili nel sostenere che lo scopo è eliminare l’insopportabile regime talebano, quando gli stessi talebani, più o meno direttamente, son diventati una minaccia per colpe ancora “nostre” ?
    Alla fine non è più questione di ragioni, ma di come le si sostiene…

  • pakistano says:

    uh-oh il flame, il flame! Cerco di smorzare i toni e poi di ragionare sulle questioni che avete posto. Non mi pettino il ciuffo, ho i capelli cortissimi.
    Non capisco perché noi si debba considerare gli afghani come dei deficienti buoni a nulla, tutto qui. E’ un popolo ed ha una terra e quindi deve governarsela come meglio crede. Perché noi dovremmo imporre a tutti i costi la democrazia in Afghanistan? Siete così sicuri che gli afghani la vogliano questa nostra benedetta democrazia? Se noi Italiani uscissimo dall’Afghanistan non risolveremmo nulla, tant’è che rimarebbero sempre gli altri invasori a fomentare violenza. Provate ad immaginare, però, se tutti i militari stranieri uscissero dall’Afghanistan. Ci potrebbe essere il caos, una violenta guerra civile, ma poi lentamente il Paese tornerebbe alla sua normalità. Sua, appunto, non nostra, a noi parrebbe uno scandalo sicuramente. Questo tornare alla normalità implica certamente perdite umane anche notevoli ma la storia va avanti così da sempre, non c’è niente da fare. Quindi, per terminare con il nostalgico “che fare?” se fossi afghano saprei cosa fare: per prima cosa combatterei gli invasori per cacciarli fuori di casa e poi cercherei di dotarmi del tipo di governo che più trova consensi tra la mia popolazione, senza chiedere aiuti a governi occidentali ma eventualmente solo quello di governi asiatici a me affini. Tutto qui, senza troppe seghe mentali sul burka di qua e burka di là e su falsi moralismi occidentali che sono così lontani dai veri interessi degli afghani.

  • Suzukimaruti says:

    giammai: quelli di destra e funzionali alla destra sono proprio loro, i fascistelli rossi travestiti da rivoluzionari. Li conosco bene (essendo stato uno di loro in anni in cui le troppe pippe annebbiavano la ragione).

  • winston says:

    Suzuki, ma che fai, mi stai mica diventando di destra?? 🙂

  • winston says:

    Compagno PAKISTANO, invece di ribrezzarti per nonnulla, informati. Parlavo a ragion veduta di fighetti finti-contestatori. Ma se tu vuoi essere cieco (o cecacto dall’ideologia), fai pure. Buon ribrezzo a te!

  • Axell says:

    Sveglia ragazzi… Silvio ha oliato un gruppetto di giovanastri. Non è difficile pensarlo.
    Persino la sinistra estrema (e i suoi assurdi seguaci) hanno di meglio da fare che contestare uno come Bertinotti.

  • Suzukimaruti says:

    Pakistano: valuta tu se l’Afghanistan si autodetermina o se qualcuno (i talebani) lo etero-determina.
    Vogliamo andare via dall’Afghanistan? Andiamo pure via. Poi vediamo cosa accade.
    La mia idea è che si fanno una bella repubblica islamica del genere fascistoide e violento, esattamente come era l’Afghanistan qualche anno fa.
    .
    Ma a te cosa importa? Meglio sentirsi duri e puri e far valere un principio assoluto che ti fa sentire tanto rivoluzionario quando ti curi per ore il ciuffo ribelle di fronte allo specchio.
    E poco importa se quel principio che piace tanto agli antagonisti lo si fa valere sulla pelle degli aghani e soprattutto delle afghane.
    .
    Sai, i distruttivi con idee ingenue come gli antagonisti crollano miseramente o manifestano la loro pochezza politica di fronte ad una domanda leniniana e banalissima: “che fare”?
    .
    Forza, disegnaci la tua strategia per l’Afghanistan. E spiegaci perché è meglio che andiamo via. Cosa succede di bello e auspicabile se andiamo tutti via, yankee inclusi? Come ci guadagna l’Afghanistan? Migliora la situazione? Diventa più democratico l’Afghanistan? Chi prenderà il potere?
    .
    Attendo la tua strategia (perché sicuramente se contesti questa ne hai una, vero? Siamo tutti d’accordo che contestare senza proporre alternative credibili e ben spiegate è infantile, oltre che politicamente umiliante, vero?)

  • degra says:

    Ora si spera che chi finora ha difeso certa “gente” prenda le debite distanze e diventi un partito serio. Da quando Bertinotti è presidente della Camera noto già un aumento nella maturità politica di Rifondazione… Speriamo che duri…

  • Mousse says:

    pakistano… a confondere il tuo post con trollaggine ci vuol poco.

    Certamente chi va a contestare davanti alle università in orario d’ufficio (di qualsiasi colore sia) NON va a lavorare. E non credo che prenda ferie per andare a manifestare. Mi viene quindi da chiedere se li mantenga papà o chi altro..

  • pakistano says:

    winston per favore questa polemica dei contestatori che hanno abiti firmati è vecchia come il mondo e non ha nè capo nè coda!
    Dissento: appoggio la contestazione fatta alla Sapienza e spero che si allarghi sempre di più.
    Confondete i talebani, che non sono più organizzati, con gruppi di guerriglieri esasperati per l’occupazione straniera. Usate la parola “compagno” e non conoscete minimamente il senso del diritto dell’autodeterminazione dei popoli a scegliersi da soli la forma di governo che vogliono. Mi fate ribrezzo, altro che rifondaroli del comunismo! Mi scuso per l’eccesso ma vi prego di non confonderlo con trollaggine.

  • thisend says:

    Di gente stupida è pieno il mondo..

  • winston says:

    Ma tu le hai viste le fpto dei contestatori. Tutti in abito firmato e le ragazzette fresche di parricchiere. Avevano gli striscioni firmati D&G, in pratica. A me Bertinotti non piace, ma questa gente fa veramente schifo, per la stupidità, l’ipocrisia, e l’idizia (come si fa a contestare in modo violento in nome della pace nel Mondo?). Solidarietà al compagno Fausto!

  • FRa' says:

    Non e’ che era un festeggiamento del trentennale ”punk ma preferisco essere bestia”? 🙂

  • azael says:

    contestare bertinotti per eccesso di militarismo è come contestare la binetti per difetto di latex

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