Perché oggi non ho sfilato a Vicenza (e se ci fossi stato mi sarei indignato per la solidarietà alle BR)

February 17th, 2007 § 51 comments

La manifestazione di oggi a Vicenza è la dimostrazione pratica dello sfascio umano e politico in cui è – temo irreversibilmente – finita la coalizione di centrosinistra che attualmente governa l’Italia.

Metto subito le mani avanti: sono di sinistra e vengo da una famiglia di sinistra, ho anni di militanza alle spalle (di cui vado fiero) e sono tutto tranne un antipolitico. Però mi cascano le braccia a vedere come si è ridotta male la sinistra italiana in questi anni.

Parlo della questione della base statunitense a Vicenza perché è emblematica, ma è uno solo degli elementi che mi fanno disperare e pensare che questo è l’ultimo governo di sinistra che vedrò in vita mia in Italia. Sì, penso che CERTA sinistra ci condannerà a un secolo di Berlusconi (che sarà clonato e non si schioderà dalla poltrona fino a quando l’Italia intera non sarà una gigantesca Milano 2).

Torniamo a Vicenza. Rimetto le mani avanti. Io sono contrarissimo alle basi militari statunitensi in Italia e lo sono pure a quella di Vicenza. Non sono mai stato antiamericano (anzi, penso tutto il bene possibile degli States e NON del loro presidente, ovvio), ma mi sembra naturale che le basi statunitensi stiano negli Stati Uniti. E non ho notizia di “basi alla pari”, cioè basi militari italiane negli Stati Uniti. Già capivo poco le basi NATO che, sforzandosi un po’, potevano essere utili contro un eventuale atatcco dell’Unione Sovietica. Ma ora, nel 2007, le basi NATO sono inutili e quelle statunitensi inspiegabili. Insomma, ognuno padrone a casa sua, tanto per citare uno slogan leghista che casca a fagiolo.

Pur essendo contro le basi statunitensi in Italia e augurandomi che vengano smantellate tutte al più presto, mi chiedo quanto sono cretini quelli che hanno manifestato oggi a Vicenza. Il fatto è questo: il governo precedente ha preso un accordo con gli USA (sciagurato, infame, orribile) per raddoppiare la base americana a Vicenza. E’ un accordo che vede coinvolti i militari americani, Berlusconi e il sindaco (di destra) di Vicenza. Insomma, proprio solo la destra può volere una cosa così idiota come il raddoppio di una base militare straniera in terra italiana.

Purtroppo, però, i patti si devono rispettare. E il governo di centrosinistra attuale li ha rispettati. Chi ha manifestato oggi non capisce una piccola cosa, cioè che i governi passano, ma lo Stato resta ed è uno. Quindi non è facile nè intelligente violare i patti – soprattutto in politica estera – perché è cambiata la maggioranza. Se tradiamo un patto, ne paghiamo le conseguenze come paese e non possiamo dire “lo hanno deciso quelli prima”: gli Stati si relazionano con gli Stati e non con le maggioranze di governo. Insomma, se tradiamo un patto, la comunità internazionale capisce una cosa sola: l’Italia ha tradito un patto. E non c’è modo di spiegare che no, è colpa di Berlusconi, ecc.
Chiunque abbia un minimo di cultura di governo sa che sarebbe un danno gravissimo violare un patto preso in precedenza con una potenza straniera (preso dal paese, anche se voluto solo da Berlusconi e compagni di merende): il danno in credibilità internazionale sarebbe enorme, ben più clamoroso del fastidio di avere una base americana in più. Già abbiamo la fama di inaffidabili, figuriamoci se ne combiniamo una così.

Ed è proprio questo lo spirito con cui il governo di centrosinistra non ha opposto problemi alle scelte fatte dal Comune di Vicenza e dal governo precedente. Attenzione, la scelta di raddoppiare la base non è stata *approvata* dal governo, semplicemente non hanno (giustamente, aggiungerei) trovato elementi da opporre.

Ed è proprio questo lo spirito con cui ha agito il governo: obtorto collo non opporsi ad una scelta altrui e non condivisa. Insomma, è palese che a qualsiasi persona civile l’idea di una base straniera in casa propria non piace. Però a volte bisogna fare scelte impopolari perché sarebbe più impopolare farne altre. Insomma, sicuramente il governo Prodi non avrebbe fatto l’accordo infame fatto da Berlusconi, ma ha dovuto onorarlo ugualmente.
Governare è anche questo, ma certa sinistra non lo capisce.

E a me questa sinistra capricciosa, invasata dal “tutto e subito”, incapace di mediare, scarsa nell’analisi (o palesemente in errore), sempre pronta a vedere complotti, nemici e traditori quando non ottiene il 100% di quello che chiede, oltre che  incapace di fissare strategie e obiettivi politici con chiarezza, non piace affatto.
E’ un bambino viziato e del tutto irresponsabile. E neppure dei più intelligenti.

Una volta pensavo fosse un problema della classe politica, ma poi mi sono accorto che è colpa della gente, cioè di quelli che votano il 12-15% rappresentato oggi dalla sinistra antagonista/massimalista. Sono tantissimi. Nei paesi civili, come Francia e Germania sono un terzo, il 4-5%. Qui no, imperano e fanno danni con il loro massimalismo miope.

Io a questi partitini e ai poverini (non riesco a definirli diversamente) che li votano contesto una mancanza totale di visione sul mondo. Riescono solo ad occuparsi con grande enfasi di piccoli e grandi problemi contingenti, ma non hanno un’idea precisa di come vorrebbero l’Italia. Vogliono candidarsi a governare ma odiano la Polizia e l’Esercito. Vogliono gestire l’economia ma sono pregiudizialmente convinti che tutti gli imprenditori siano per definizione dei ladri ammazza-operai e tutti i lavoratori dipendenti hanno ragione comunque e sempre (anche gli assenteisti: per quello che non vogliono la meritocrazia negli uffici pubblici). Vogliono gestire la politica estera ma sono propugnatori di odi nazionali precostituiti. Ma come fanno a guidare un paese?
Sanno benissimo cosa non vogliono, ma non sanno cosa vogliono. Gente così può solo stare all’opposizione. E comicamente lo fa anche quando è al governo. E ci ride dietro chiunque.
Ma la cosa grave è che questa sinistra infantile e ignorante è totalmente incapace di dirsi basta: sembrano tutti presi da una spirale che li spinge ad essere sempre più di sinistra, sempre più antagonisti, sempre più intransigenti ai limiti dell’ottusità. E soprattutto sempre più disposti a tollerare atti ignobili, gente orribile, azioni infami.

Ecco, io sono indignato come uomo di sinistra per questo fatto: oggi in quel corteo composto da una sinistra “latina”, incapace di una cultura di governo, animato da buone intenzioni ma incapace di proporre soluzioni o mediazioni, è sfilato uno striscione di solidarietà alle aspiranti BR arrestate in questi giorni.

Lo striscione di solidarietà con le BR si è fatto tutto il corteo, senza che nessuno dicesse niente. Giorgio Cremaschi, boss della FIOM e persona che non stimo proprio perché rappresentante della sinistra che detesto (sempre più presente nel sindacato) ha avuto l’ardore di minimizzare, dicendo che sì, era uno striscione “sbagliato” (sbagliato???) ma che nessuno se lo è filato.

Ecco, quel pover’uomo di Cremaschi forse ignora il fatto che Guido Rossa, una delle prime vittime delle BR, era un suo compagno di sindacato. E ignora anche il fatto che se c’è qualcuno che inneggia alle BR va ALLONTANATO, DENUNCIATO e se possibile preso a calci nel culo (di punta) da qui all’eternità.

Proprio solo quella sinistra lì, dei luddisti, degli antimodernisti, dei NOTAV, dei deturpatori di monumenti, degli sfasciavetrine, dei fricchettoni,  ei massimalisti, degli illusi che si definiscono ancora “comunista” nel 2007, poteva tollerare uno striscione simile.

Io mi vergogno, sono incazzato come una bestia, ho una voglia clamorosa di calpestare le aiuole. E mi chiedo quale credibilità possano avere delle forze politiche che lasciano qualcuno gridare ai cortei “10, 100, 1000 Nassirya” o sfilare con uno striscione di solidarietà alle Brigate Rosse.
Lo chiedo ai Dilberto, ai Marco Rizzo, ai Migliore, ai Pecoraro Scanio e ai Bonelli. Ma lo chiedo anche ai tanti che hanno votato la sinistra estrema o i Verdi. Siete contenti?

Siete contenti che su tutti i telegiornali d’Italia sia venuto fuori che al corteo c’erano striscioni di solidarietà alle BR? E siete contenti che questa infamia sarà fatta ricadere ad arte su TUTTA la sinistra, inclusa quella che a quel corteo non c’era, quella che ha sempre combattuto il terrorismo con fermezza e quella nonviolenta?

Ecco, io chiedo conto ai manifestanti di quel silenzio nel confronto dei fiancheggiatori dei brigatisti. Sono allibito. Ci fosse stato il  servizio d’ordine dei DS (il mio partito), gli amichetti delle BR sarebbero stati presi a mazzate dopo 5 secondi. E avrebbero fatto bene.
Ma perché nessuno li ha almeno fischiati? Perché nessuno è andato lì a cercare di cacciarli dal corteo? Perché?
Quel silenzio tollerante di un intero corteo mi spaventa. E mi spaventa che tutti cerchino di minimizzare.
Guardate – lo dico ai tanti aspiranti estermisti, agli ipercritici di sinistra, agli scazzati – che state esagerando; quella sinistra lì sta prendendo una brutta piega, il vostro isolamento umano e temporale è clamoroso e siete presi da una spirale di odio e antagonismo che, credo, meriti un po’ di riflessione. Fermatevi un attimo e pensate.

Lottare per un mondo migliore non è questo. Essere di sinistra non significa essere solidali con chiunque si dica di sinistra o ammanti le proprie nefandezze con simboli “amici”. Militare non significa giustificare la violenza.

Io non so quali cattivi pensieri passino per la gente che vota i partiti di estrema sinistra, perché non sono come loro. Però ho il timore che sotto sotto tra i 70.000 di quel corteo serpeggiasse un po’ del marcio che spinge qualcuno a solidarizzare con le BR. Insomma, un po’ di accondiscendenza, una doppia morale per cui “sì, sono terroristi ma in fondo in fondo se proprio dovessi scegliere…”
Smentitemi, se ci riuscite.

C’è qualcuno, tra quelli che leggono qui, che era al corteo? Spiegatemi, spiegatevi, fatemi capire come può essersi realizzata un’infamia simile.

Certo è che se fossi uno di voi mi vergognerei fino alla fine dei miei giorni. Io con i terroristi, anzi con la fotocopia ridotta dei terroristi, non voglio avere nulla a che fare.  E se fossi stato così impreparato politicamente da essere al corteo, come minimo me ne sarei andato.

§ 51 Responses to Perché oggi non ho sfilato a Vicenza (e se ci fossi stato mi sarei indignato per la solidarietà alle BR)"

  • Suzukimaruti says:

    Sì, tutto l’immaginario derivato dal PCI è un lovemark che in realtà sta fuori mercato da anni (come la Brillantina Linetti o la Cera Grey), nonostante abbia avuto un suo grande perché in passato.
    Insomma, il PCI come Carosello: mitico alla sua epoca, fondamentale, innovativo, ecc. ma che ora va bene per i momenti di nostalgia quando si è bevuto un bicchiere di troppo (e lo dice una persona che si commuove quando ai funerali dei nostri vecchi suonano l’Internazionale).

  • spider says:

    Per me è un’immaturità che deriva dritto dritto dall’essersi innamorati di una certa liturgia del PCI ( e di leader carismatici come Berlinguer)
    Tu per ridere dici ci disfiamo delle bandiere rosse.In marketing si potrebbe rispolverare il concetto di eccessiva affezione al brand 🙂

    Grazie per la risposta esauriente, attendo approfondimenti

    Sulla questione partito democratico, come avrai intuito ho comunque ancora qualche dubbio.Anche perchè, a parte Boselli(che sto stimando sempre di piu’), credo che in Italia non ci sia un partito che incarni la tradizione socialista e non so ancora se il matrimonio con i laici della Margherita possa dar vita a questo.
    Ma se in effetti la questione è riciclare i progressisti del 1994 allora che dio (o chi per esso) ce ne scampi e liberi

    grazie ancora

  • Suzukimaruti says:

    spider: la vedo malissimo e la conosco da molto vicino. E’ la parte “orgogliosa” dei DS che di fatto sente una continuità dal PCI in giù e che si rifiuta all’idea di sciogliersi in qualcos’altro.
    Incredibilmente nella mozione Mussi ci sono persone assai intelligenti, ma la loro proposta politica sostanzialmente si racchiude nel “facciamo i Progressisti come nel 1994” (anno in cui ci prendemmo un sacco di mazzate).
    Per quanto mi riguarda è segno della profonda immaturità dell’elettorato di sinistra italiano (apro una parentesi a questo proposito: l’elettorato nostro sarà immaturo, ma quello dell’attuale destra italiana è schifoso, in malafede, disonesto, familista amorale, egoista, miope, bigotto e soprattutto ignorante): lo spirito di corpo vale più dei ragionamenti politici.
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    Insomma, mi sembra una soluzione “no future” assolutamente antiquata e senza speranze. Anche perché abbiamo capito che con l’attuale formula non riusciamo a fare più di così. Cioè smozzicare
    una maggioranza al Senato sperando che la Montalcini prenda il Gerovital tutti i giorni.
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    Boh, io credo in una profonda revisione del concetto di essere di sinistra, su nuove basi più moderne e meno ancorate agli schemi del passato. E il Partito Democratico può essere una risposta (anzi, attualmente è l’unica risposta possibile). Magari perdiamo le bandiere rosse e la Mannoia (speriamo…), ma in cambio modernizziamo il sistema e diventiamo un paese civile.
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    Il problema della sinistra italiana tutta è che è sicuramente la parte migliore, più sana e più onesta del paese, con un forte senso della moralità e con una classe dirigente eccellente (penso ai grandi sindaci, ma anche a ministri come Amato o D’Alema o ad un ottimo sottosegretario agli esteri come Vernetti, già ottimo assessore a Torino), ma sconta un’arretratezza (e a tratti un palese antimodernismo) e uno spirito conservatore proprio nel suo elettorato.
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    Per uscire da questo conservatorismo non credo ci servano altri anni di Berlusconi, il cui effetto è esattamente il contrario (cioè ci si arrocca sugli estremi, pensando che la politica sia una bilancia), ma un paio di legislature di centrosinistra magari non perfette, magari claudicanti ma in grado di sviluppare nel popolo di sinistra un po’ di “aspettative crescenti” che facciano ragionare e diano fiducia.
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    Possibilità che tutto questo si realizzi? Non più del 5%, ma vale la pena tentare.
    Certo che se Berlusconi uscisse dai giochi sarebbe tutto più facile.
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    Quel che è certo è che alle prossime elezioni, se non c’è il nano malefico, il centrosinistra deve assolutamente presentarsi senza Rifondazione, i Comunisti Italiani e i Verdi (se continuano così). A costo di perdere. Oppure – soluzione migliore – li emargina con una legge elettorale con un bello sbarramento proporzionale o alla francese.
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    Insomma, in tutti i paesi civili gli estremisti hanno il 4% o poco più. Qui contano il 15% (più una quota di mussiani), il che è inquietante.
    Vorrei avere il tempo per poter ragionare sul blog sulle origini di questa immaturità, che credo risalgano al 1976 o giù di lì (c’è di mezzo Berlinguer, nel bene e nel male). Magari in futuro ne ragioniamo.

  • spider says:

    Suz

    Posso farti una domanda quasi OT

    Tu come la vedi la faccenda Mussi?

  • Suzukimaruti says:

    paolo: beh, anche tu puoi fare qualcosa. Per esempio la prossima volta votare la sinistra responsabile (che incarna in sè pure la destra responsabile, es. la Margherita), giacché l’estrema sinistra stupida prospera grazie ad una destra totalmente estremista, che unisce la peggiore DC clientelare (l’UDC), i berlusconiani, i leghisti alla Calderoli e i fascistelli di AN (che quando non sono fascisti sono berlusconiani), il tutto con una spolveratina di malaffare.
    .
    Insomma, concordo con te che è il caso di ripulire dalle scorie la politica italiana. E questo significa rendere irrilevanti gli estremismi (di centro, di sinistra, di destra, personalistici, ecc.).
    E l’unica soluzione mi sembra votare DS, la Rosa Nel Pugno (solo in alcuni casi) o la Margherita. Non vedo alternative ugualmente “civili” a destra. Anzi, vedevo Follini ma ora non sta più a destra.

  • paolo says:

    Carissimo amico che hai scritto il bellissmo pezzo contro la sinistra idiota. Hai tutta la mia stima ed il mio sostegno. Io sono a malinquore elettore del centro-destra. Lo voto stringendomi sempre più forte il naso. Spero che da gente illuminata e seriamente autocritica come te possa nascere davvero una nuova sinistra che non scenda ne a patti ne a compromessi con la sinistra radicale ed estremista fatta di criminali antistato. Se così sarà…se davvero saprete prendere DEFINITIVAMENTE le distanze da Diliberto, Caruso e tutti gli altri apologhi delle BR e della lotta di classe, BERLUSCONI sarà definitivamente sconfitto. E’ paradossale che la sinistra non capisca questo. E’ paradossale che questo infame 15% di estremisti sia la linfa vitale della destra Italiana. Chi mai avrà il coraggio di capirlo e di isolarli per sempre relegandoli allo status di delinquenti comuni che compete loro per ciò che fanno e dicono ?

  • winston says:

    Ti appoggio al 100%: e questo mi spaventa, visto che non siamo mai d’accordo! 🙂
    Detto ciò. In questo cazzo di Paese si politicizza tutto. Ed è la nostra rovina. Ricorderei che la questione di Vicenza è nata come tipico caso NIMB: “fate pure la base – dicevano i vicentini – ma non vicino casa nostra”. Tutto qui. Gli americani fanno comodo a Vicenza, perchè portano soldi. Non a caso, da anni i tedeschi vorrebbero quella brigata da loro, perchè si tratta di un giro d’affari astronomico: 20mila persone che dipendono in tutto e per tutto dalla città che li ospita, che spendono ogni mese milioni di dollari di stipendi, che danno lavoro a un indotto mostruoso. Però “troppi” americani fanno paura e allora la gente protesta. A un certo punto, ci siamo dimenticati del punto della questione e la protesta NIMB è diventata una protesta per la Pace nel mondo…come se non fare la base a Vicenza significasse che il giorno dopo siamo tutti figli dei fiori peace and love. Si è completamente snaturato il nocciolo della questione e si sono vergognosamente calpestate le aspettative concrete di molti abtanti di Vicenza legittimamente spaventati per i rischi ambientali connessi all’ampliamento della bae: eccessivo sfruttamento delle falde acquifere, aumento dell’iquinamento atmosferico, aumento del traffico veicolare, lottizzazione edilizia di aree vincolate, ecc. Ma qui in Italia, ci divertiamo a parlare di Trotzky e di Marx perchè parlare delle cose concrete è troppo difficile.
    .
    L’atteggiamento della sinistra estrema non è nuovo. Guardate la storia. Credete davvero che la guerra civile spagnola sia colpa dei franchisti fascisti? O è scoppiata perchè i comunisti e gli anarchici hanno rovesciato il governo repubblicano e poi si sono scannati tra di loro (e ancora si scannavano allegramente mentre combattevano i franchisti, invece di concentrare le forze). Guardate Allende. Lo ha ammazzato Pinochet? Ma chi ha causato il Golpe cileno. I massimalisti del cazzo che facevano scioperare il Paese per mesi e alla fine hanno fatto incazzare la gente comune e isolato Allende. Ci stupiamo che anche in Italia certa gente ami darsi le martellate sui coglioni da sola? Hai ragione Suz. Vedono solo il particolare e non scorgono manco da lontano il quadro generale, vogliono tutto e subito come i bambini deficienti, sanno solo cosa non vogliono e mai cosa vogliono.
    .
    Adesso mi direte che guerra civile spagnola e Allende non c’entrano un cazzo. E vi rispondo a priori che almeno imparate un pò di storia. Concludo rivolto a chi non vuole i militari americani in Italia. Nemmeno io voglio troppe basi USA, ma perchè so dire che non ne reputo il bisogno nell’attuale contesto geopolitico (e anche l’amministrazione USA non sa che farsene, tant’evvero che se ne stanno andando dalla Maddalena). Non posso però capire chi è contro gli americani “a priori”, per razzismo, o solo perchè odia guardi e soldati e gli americani “sono tutti guardie e soldati”. Questa gente è logico che solidarizzi con i terroristi, perchè il suo no alla guerra è un paravento ipocrita per la violenza verbale che esprime e quella fisica che è costretta a reprimere. I Terroisti fanno quello che loro – viliacchi – non fanno e non sanno fare. Terroristi massima espressione di imbecillità, non solo perchè ancora credono che possa scoppiare la rivoluzione comunista in Italia – in un Paese che non vive senza fica in TV, cellulare in mano e partite di calcio miliardarie??? – ma anche perchè sono pronti perfino a scannarsi tra di loro, a fare distinguo su chi è + terrorista, a creare una “seconda linea”, per stare davanti alla prima linea della lotta armata…..

  • fmf says:

    Prostata, tu il diritto di dirlo millemila volte ce l’hai, nessuno parla di levartelo.
    Mi è poco chiaro come mai ti piaccia dirlo a braccetto di quattro imbecilli che solidarizzano con dei terroristi.
    Come mi è poco chiaro che qualche imbecille decida di essere troppo vergine per accettare di guardare più in là del proprio naso e consegni il Paese alla destra.
    Ma evidentemente entrambe le cose accadono nel mondo reale e io dovrò imparare a conviverci…

  • prostata says:

    Bof, sono un potenziale cretino… in breve, dopo il Cermis (e non solo…) sinceramente importa una ceppa se i capoccia USA o chi per loro pensano “oh, scandalooo, l’Italia ha tradito un patto!!”. Si sopravvive lo stesso. E io i militari americani qua non ce li voglio (o se proprio ci devono stare, almeno voglio avere il diritto di dire mille volte che no, non ce li voglio).

  • urza says:

    riassumendo il tuo post, se ne deduce che a far politica si diventa schizofrenici: ‘sono contrario a priori alle basi, ma visto che lo Stato ha preso accordi precedentemente non sono più contrario’.
    Come se la Russia di Lenin non si fosse ritirata nel 1917, l’Italia post armistizio non si fosse schierata contro i vecchi alleati…

  • Bravo! Non commento spesso ma stavolta, proprio, bravo!

  • svaroschi says:

    Direi che anche Napolitano oggi è stato chiaro sul rapporto tra “la piazza” e la democrazia.

  • svaroschi says:

    Direi che anche Napolitano oggi è stato chiaro sul rapporto tra “la piazza” e la democrazia.

  • garethjax says:

    Squilla un telefono in una villa di arcore.

    “Pronto, sono il presidente di tutto, chi sei?”
    “Padrone sono io”
    “Ah Emilio, che vuoi?”
    “Padrone ho appena fatto una terribile scoperta!”
    “Parla Emilio, che la Veronica esige i suoi 15 minuti di attenzione, altrimenti questa volta scrive al Times”
    “Ho scoperto che a Vicenza c’erano quasi centomila terroristi!”
    “Cribbio, ma è gravissimo! Lanciamogli contro le forze armate!”
    “Padrone, ma non è ancora a capo della repubblica…”
    “Cribbio, allora è meglio se mi iberno nel mio bunker sotto il mausoleo!”
    “Padrone, posso venire anche io?”
    “Certo Emilio, come potrei lasciare indietro un mio fedele collaboratore? Entra pure dalla porticina bassa, dove c’e’ scritto . Ora scusa, la Veronica mi attende…”

  • latribù says:

    Una volta tanto che avevamo la possibilità di manifestare pacificamente senza dare la soddisfazione a quel ebete di Emilio Fede di darci del “terroristi” a tutti quanti.E invece no…come al solito per colpa di poche(!?) mele marce ne va il nome di tutto il corteo.Anche sta volta Fede potra’ dire con fierezza (mentre proverà l’orgasmo più forte della sua vita) che i protestanti a Vicenza erano tutti brigatisti facendo ricadere questa infamia su tutti noi…

  • ced says:

    purtroppo le espressioni forti fanno parte del “lato oscuro” e non posso fare a meno di accalorarmi quando discuto. è un mio limite e me ne rendo conto.. comunque tendo ad assimilare le obiezioni che mi fanno ragionare. e infatti concordo con te riguardo anche alla posizione corretta del non poter rinunciare come se fosse niente ad un accordo di politica estera precedentemente preso, pur rimanendo diffidente sul resto…

  • Suzukimaruti says:

    Mario: almeno ced, espressioni forti a parte, dialogava. Fatto così è da lanciatore di sassi (di quelli che lo fanno da dietro il cordone e poi scappano, però).

    Insomma, se hai dei rilievi falli. O abituati al fatto che tuo nonno partigiano possa essere ben poco fiero di te.

  • Mario says:

    Più che un post del cazzo, una serie di cazzate e basta.
    p.s.
    metto le mani avanti, ho anni di militanza a sinistra, la mia famiglia è di sinistra e mio nonno era partigiano.
    Ma vai a cagare

  • fmf says:

    Leggo solo oggi.
    E dovessi schierarmi, anche e soprattutto dopo aver letto i commenti, sarei dalla tua parte.
    Anzi, prenderò alcune tue frasi ad esempio per un vecchio discorso con un’amica.

  • ced says:

    ah, a proposito: la margherita è la rovina dell’italia. il cattocomunismo della peggiro razza. una necessità per ragioni storiche e socioreligiose italiane… mi verrebbe voglia di urlare 10 100 1000 porta pia, ma poi mi taccereste di essere noglobal black bloc etc etc.. invece è solo che crescere in emilia romagna significa anche rendersi conto di cosa vuol dire avere i ds e i loro amici a governare…

  • zen says:

    bravo bravo bravo!
    z

  • ipazia says:

    Complimenti, splendido articolo!

  • spider says:

    >Ma se fossimo un paese civile, i DS avrebbero il 40% e governerebbero coi laici della Margherita

    beh, non esageriamo 🙂

    Diciamo che per essere un paese civile basterebbe non avere una destra che inneggia all’evasione fiscale e una fetta di sinistra che esprime solidarietà con dei bricoleur della lotta armata
    E’ uno scenario di populismi contrapposti ed entrambi a loro modo deleteri
    Il problema prima che politico è culturale. E come cazzo fai a migliorare culturalmente il paese in tempi ragionevolmente brevi?
    Mah
    Ti saluto

  • ced says:

    sull’indignazione per lo striscione ripeto che mi trovi d’accordissimo.
    non avresti dovuto esserci per criticare quello.

    ovviamente.

    avresti dovuto esserci, probabilmente, per criticare lo spirito della manifestazione.

    per mantenere uno dei tuoi esempi: non avresti dovuto essere sulle torri per commentare l’11 settembre, ma per raccontare come è stato vissuto a new york, probabilmente, vivere a new york avrebbe aiutato, se capisci cosa voglio dire.

    ritiro il fatto che sia un post del cazzo, forse mi sono lasciato trascinare dalle mie opinioni (d’altra parte anche tu esprimi un’opinione ed è sacrosanto il tuo diritto di farlo).

    resta che secondo me è un post populista: ricorda il modo di studio aperto di presentare certi movimenti, come se ogni partecipante alla manifestazione poi odiasse esercito e stato…

    c’è anche chi non vorrebbe la tav o l’ampliamento della base proprio perchè ama questo stato, semplicemente crede che le prospettive siano altre.

  • mammamaria says:

    Solo un commento…. avrei voluto scriverlo io!
    Felicissima di sentirmi meno sola, grazie!

  • Suzukimaruti says:

    hobo: ho parlato con centinaia di NOTAV, dagli invasati ai diessini del correntone. E sono mostruosamente pro-TAV. Anzi, l’approssimatezza, il qualunquismo e la faciloneria allarmistica del movimento NOTAV sono uno dei principali motivi di sfiducia nella ggggente.
    .
    Insomma, a me urta molto questo paese in cui sono tutti di estrema sinistra quando gli si tocca l’orticello e tutti di destra al momento di votare.
    .
    Sul discorso più generale: io credo alla democrazia rappresentativa, anche e soprattutto come “difesa” dalle istanze della società civile, che non ha la freddezza, la cultura e la preparazione per decidere. Ed reagisce prevalentemente per emotività.
    .
    Ma, insomma, è un discorso ormai fatto più volte: io non amo la democrazia diretta (e gli storici concordano che troppa democrazia diretta fa male alla democrazia, vedi il plebiscitarismo, Napoleone III, ecc.), preferendole quella rappresentativa perché più “fredda”.
    Quindi i cittadini di Vicenza si adeguino: se non volevano la base avevano da votare diversamente.
    .
    Per quanto mi riguarda, vedrei come un incubo il fatto che la sinistra vera si confronti con questi movimenti che non significano nulla e sono estemporanei e localistici. Pur (nel caso di Vicenza) sposandone alcune tesi, non li riconosco come interlocutori, proprio perché single-issue, enfatici ed emotivi. Non si fa politica con le “mamme ansiose”, per quanta simpatia possano ispirare.
    .
    Peggio che mai prestare orecchio a questi strepiti emotivi. E’ un’arma a doppio taglio. Li ascolti una volta tu governo di sinistra ed eviti il raddoppio di una base militare (e ci va ancora bene). Li ascolta una volta un governo di destra e mette la pena di morte al prossimo caso di infanticidio tipo Erba o tipo “il piccolo Tommaso”.
    .
    Storicamente sono pochi i *grandi movimenti* che hanno espresso istanze ragionate, globali, con obiettivi misurati a corto e lungo raggio. Ma propro pochi, giusto forse il ’68, in Italia. Ma quei pochi hanno lasciato il segno: le esplosioni di egoismo localista mascherate da issue di sinistra, al meglio mi lasciano indifferente; nel caso dei NOTAV mi vedono schierato col campo opposto: l’individualismo e il localismo a-solidale sono per definizione nemici dell’essere di sinistra, anche se si travestono da estremismo di sinistra.
    .
    Insomma, quando ero ragazzino un vecchio partigiano al Primo Maggio mi spiegò che gli autonomi erano “fascisti rossi”. Scoprii sulla mia pelle anni dopo che aveva ragione.
    Questi nuovi movimenti non sono altro che “leghisti rossi”: gente di destra che diventa pacifista il giorno che vogliono costruirgli una base militare sotto casa. Io con quelli non voglio avere nulla a che fare. E se un pezzo di sinistra incapace di pensarsi all’opposizione ci si butta sopra, tanto di guadagnato: speriamo portino voti. Ma se fossimo un paese civile, i DS avrebbero il 40% e governerebbero coi laici della Margherita, lasciando all’opposizione gli estremisti e gli stupidi. Come ha giustamente fatto Schroeder in Germania.

  • hobo says:

    Certo che la società civile non è meglio della classe politica – è altro. Che poi siano i soliti NYMBY, beh, questa è una lettura semplicistica. Ovvio che il primo stimolo per la mobilitazione sia l’interesse immediato (mi espropriano il giardino, mi passeranno camion sotto casa per dieci anni, la mia villetta da geometra perde valore, etc.); però se fossero solo questo non avrebbero il successo che hanno. Non ci sarebbero state 100.000 persone a Vicenza, per dire. A me, cittadino torinese, i no tav hanno fatto porre delle domande del tipo Ma sarà poi così vero che quel treno è indispensaile allo sviluppo? E di quale sviluppo mi parlano? Quelle risorse è davvero prioritario investilrle nella tav? e così via. Analogamente per la questione Dal Molin (vedi ad esempio le domande che fa il tavolo per la pace). Poi certo ci deve essere una mediazione politica, o, meglio, un discorso pubblico e trasparente che tratta quelle questioni. Insomma, non ti sto dicendo che la salvezza viene dalla “società civile” (esattamente come non viene dalla buona amministrazione a breve termine della “sinistra intelligente”); semplicemente mi sembra che in questo momento storico da queste cose vengano fuori delle domande che di per sé sono beni pubblici, nel senso che sono questioni che bisogna porsi se si vogliono fare politiche pubbliche di lungo respiro, e non solo mettere qualche pezza all’esistente. Parlo di riforme, non di rivoluzione, sia chiaro.
    Insomma, non si tratta di credere nel potere salvifico della società civile, ma di capire che ci sono bisogni che non trovano rappresentanza nei salotti di bruno vespa – dove fra l’altro i dirigenti della sinistra tutta, quella fessa e quella intelligente, passano troppo tempo – e che con quei bisogni bisogna interagire. Quando Amato dice che teme il coagularsi a Vicenza di forze anti-sistema, o quando Prodi dice Bravi, non avete tirato sassi ai poliziotti, ma noi tanto non cambiamo idea, ecco, secondo me non vanno nella direzione del dialogo con i cittadini – e con i loro elettori. E anche dal punto di vista della possibilità di governare a lungo credo valga molto di più affrontare bene la questione Tav o quella Dal Molin piuttosto che becchettarsi sul posizionamento del partito democratico rispetto al pse.
    La politica delle grandi opere che sono un valore in sé, quella dell’avvallo alla costruzione di nuove basi americane, quella che dice che i cittadini si esprimono col voto, poi sta ai rappresentatnti prendere le decisioni e che il manovratore non va disturbato, lasciamola alla destra, che fra l’altro la sa fare meglio.

    P.s. Ma tu hai fatto un giro a Venaus? Hai parlato con qualche no tav sensato o solo con i decerebrati askatasunidi?

  • capemaster says:

    Clap Clap Clap…
    leggo solo adesso, dopo aver scritto (molto di meno eh!) qualcosa di simile.

    Sono anche io perplesso sulle decisioni, ma quando si prendono vanno rispettate.

    Il resto è populismo, e in questo caso anche antiamericanismo delle perggior foggia.

  • raccoss says:

    Suz, se fondi un partito prenoto già una tessera, sono serio.

    E sono sopratutto molto d’accordo con te nella sfiducia dei “movimenti civili”, che in Italia, sopratutto non vedono oltre 5 centimetri dal naso, figli di un “arte di arrangiarsi” che in realtà mira soltanto a spostare oneri e responsabilità al prossimo.

  • Suzukimaruti says:

    Gommaweb: capisco che e noi uomini della strada possa sfuggire l’importanza del “pacta sunt servanda”, ma una scelta dolorosa come quella della base di Vicenza è stata sicuramente fatta tenendo conto di costi e opportunità.
    .
    Hobo: la tua analisi è ineccepibile, ma ne traggo conclusioni diverse. Il fatto è che non credo alla cosiddetta “società civile”, cioè a me i movimenti “dal basso” ispirano tutta la sfiducia possibile. Hanno avuto un boom con l’antipolitica post Tangentopoli, ma a mio giudizio sono una iattura per la politica italiana, perché alla fine sono al 99% single-issue movements, antipolitici, qualunquistici e assolutamente localisti e antisolidali, cioè i soliti NIMBY. Esattamente come i no-tav, che detesto e conosco benissimo, essendo di Torino.
    .
    Insomma, vedo in questo movimentismo spicciolo la classica antipolitica italiota: gente che si muove solo se toccata nel suo particulare; non a caso è partecipazione che nasce da issues locali e muore appena le issues locali si spengono.
    .
    Credo che uno dei grandi miti politici italiani da sfatare sia quello per cui la società civile è meglio della classe politica. Ecco, io credo che facciano schifo uguale, con la differenza che, almeno nel pezzo “intelligente” della sinistra italiana, ci sono politici capaci ad amministrare bene.

  • Gomma says:

    Quindi, suz, uno Stato non può mancare ai patti presi con altri stati. Anche se li ritiene sbagliati alla luce di mutate condizioni politiche o di danni per la propria popolazione.

    Sarà logico, ma è stupido. Politicamente prima che umanamente. Mi chiedo come ci considerino ancora oggi i tedeschi. Dopo l’8 settembre, intendo…

    Per me la politica è un’altra cosa. Rompere con i vecchi schemi è un’altra cosa. Forse sono più estremista di quel che penso. E molto probabilmente il prossimo giro ci vorrà una molleta ANCORA PIU’ GROSSA per il mio povero nasino.

  • hobo says:

    Mi sembra ci sia una questione che viene ignorata totalmente nel tuo post, e che lo rende secondo me più simile a uno sfogo “di pancia” che a un ragionamento politico. Nella faccenda del Dal Molin, così come nella Tav e in tanti altri movimenti di protesta di questi ultimi anni, i partiti della “sinistra sbagliata” sono attori tutto sommato secondari/parassitari. Si accodano, così come il Gramigna (il centro sociale padovano i cui militanti esponevano lo striscione di solidarietà agli arrestati, a quanto ho capito) o i disobbedienti, la cgil o i gruppi cattolici. Il motore primo della mobilitazione di ieri sono i comitati dei cittadini, che sono nati fin da quando furono fatti i primi accordi per la nuova base (non dunque dopo l’elezione di Prodi) e che si muovono a partire dal problema specifico, non da premesse ideologiche. Dentro questi comitati c’è di tutto, dai militanti rifondaroli ai diessini, dai leghisti ai cattolici, e tendenzialmente ciascuno mette la propria identità partitica/ideologica in subordine rispetto alla questione oggetto del contendere (in questo senso sì che mi sentirei di consigliarti di fare un giro a Venaus o a Vicenza, e di fare due chiacchiere con la gente che incontri).
    La mia impressione è che la politica istituzionale, dall’estrema sinistra all’estrema destra, non sappia come gestire i conflitti; o un conflitto si esprime all’interno del quadro istituzionale dato (per esempio dentro le dinamiche parlamentari, o nelle contrattazioni sindacali) oppure non si è in grado di dialogare. Si prova a cavalcarlo (rifondaroli e comunistume vario), si cerca di depotenziarlo (“sinistra giusta”), lo si riduce a problema di ordine pubblico (destra). Però alle domande che pone non si risponde, perché sono generalmente domande che vanno oltre l’orizzonte temporale e ideale dell’ordinaria amministrazione. Nel caso specifico del Dal Molin, la domanda investe il rapporto dell’Italia con l’uso della forza da parte degli Stati Uniti, l’idea della sicurezza, la politica estera di questo paese, e via dicendo. Il mio dubbio è che dietro al “non possumus” del governo ci sia in realtà un pensiero del tipo “non è che poi su queste questioni abbiamo delle strategie di lungo periodo, possiamo afr finta di niente, o al massimo chiedere una cubatura un po’ minore?”. Perché francamente l’argomento della decisione già presa e dei patti da rispettare è piuttosto deboluccio. Il governo spagnolo aveva dei patti con gli americani rispetto all’Iraq, è cambiato il governo e son cambiati i patti, senza che per questo la Spagna abbia perso in credibilità (anzi). I patti non sono i dieci comandamenti, se cambiano le condizioni (ad esempio i cittadini mandano via un governo e ne mettono su un altro), i patti si possono ridiscutere.
    Sono andato a Vicenza perché da questo governo, che ho votato, mi aspettavo e mi aspetto un cambio piuttosto radicale rispetto al modo in cui i problemi vengono trattati, e non solo per non vedere più i problemi di berlusconi diventare legge dello stato. Cambiare il metodo, come del resto Prodi stesso ha detto più volte in campagna elettorale, significa affrontare le questioni pubbliche in un’arena pubblica, e significa anche ascoltare quello che la gente dice (non solo quello che dicono i taxisti, magari). Poi uno può anche dire che il Dal Molin è una cosa furba, però deve supportare le sue tesi con argomenti seri, inserirle in un disegno strategico coerente.
    Quanto allo striscione di solidarietà agli arrestati (non alle br, la differenza è sicuramente sottile ma c’è), devo ammettere che non l’ho visto, ma in ogni caso sono d’accordo con Cremaschi (fra parentesi, non credo che Cremaschi abbia bisogno che tu gli spieghi chi era Guido Rossa). I servizi d’ordine li lascio volentieri ad altri. E se poi emilio fede usa quello striscione per dire che tutta la sinistra flirta con i terroristi, chi se ne frega. Gli esami li abbiamo già passati, sia noi della “sinistra sbagliata” sia voi della “sinistra giusta”, le br sono – queste sì – un problema di ordine pubblico.

  • degra says:

    Suz, d’accordo su tutto (anche se l’avallo alla base americana l’avrei concesso fra minimo sei mesi, e subordinato alla concessione del’estradizione per gli agnti della CIA e per Lozano).
    Per l’ultimo commento: ma infatti il 56% dei vicentini non si lamenta mica per la base. Anzi, dicono che porta lavoro, quando tutti sanno che le basi USA sono ad economia chiusa…

  • Tonino says:

    Bhe per avere un indicatore comune e oggettivo della consistenza di un cambio di rotta politico bisogna guardarne l’efficacia. Se lo scopo è quello di dare una sterzata alla perniciosa linea di Bush né l’Europa, né l’Italia – che comunque è la punta più avanzata di dissenso -, né la Francia – la più visibile -, né la Spagna hanno raggiunto l’obbiettivo.

    Bisogna stare nel campo del reale e del possibile ma alla fine devi pur ottenere qualcosa. Se avvalli decisioni che vanno nella direzione opposta a quella che ti prefiggi, non stai ottenendo un risultato graduale, ma stai avvallando la linea dell’altro. Cioè il ridisegno statunitense degli equilibri del nostro sud prossimo (non il loro, mica sono fessi).

    Forse a cominciare a dire qualche no si riuscirebbe a far desistere la cricca di Washington dai suoi propositi presenti e futuri. Bush ha invece buon gioco nel sostenere davanti al congresso che le scelte della sua amministrazione non stanno isolando più di tanto gli Stati Uniti. E se non si muovono i paesi più influenti, come il nostro, nell’esprimere il proprio dissenso, quelli più piccoli si guarderanno bene dal farlo, col rischio magari di essere inclusi in qualche lista nera e oggetto di tagli e boicottaggi.

    Spero per tutti noi che il governo italiano abbia un progetto negoziale solido e delle richieste precise da far valere al momento giusto in cambio di queste concessioni (gli altri europei non sono meglio ripeto, ma questo non consola).

  • Alchimista says:

    Assolutamente d’accordo. Sono nella strana situazione di vedere un testo che avrei potuto scrivere io, parola per parola. Ottime osservazioni ed eccellente analisi della sinistra italiana, della quale sono elettore.

  • Suzukimaruti says:

    Aggiungo due elementi:
    .
    Il primo è sottolineare quanto ha detto Matteo Rizzolli qualche commento fa: dov’era la sinistra antagonista quando Berlusconi firmava questo accordo? E perché scendono in piazza SOLO ORA? (io qualche idea ce l’ho: una precisa strategia di erosione a sinistra, giacché il primo nemico della sinistra antagonista non è la destra, ma gli alleati…)
    .
    Il secondo è tutta la mia antipatia per i cittadini di Vicenza che hanno eletto il sindaco Hullweck, di destra con il 56%. Avete voluto votare per Berlusconi, i leghisti e i fascisti? Bene, beccatevi le basi militari e non fiatate! Siete voi che scegliete da chi farvi rappresentare e il veneto tradizionalmente destrorso e razzista paghi le conseguenze della propria orribile identità politica.
    Insomma, il 56% dei vicentini non ha il diritto di lamentarsi.

  • Suzukimaruti says:

    Un po’ di risposte.
    .

    – ced: continuo a non capire perché avrei dovuto esserci per avere il diritto di criticare; cioè, dovevo essere dentro le Twin Towers per dire la mia sull’11 settembre? O essere a Catania per dire la mia sulla morte di Raciti?
    La mia critica allo striscione delle BR e al fatto che nessuno al corteo l’ha contestato è legittima indipendentemente dal mio aderire a quella manifestazione.
    .
    Matteo: concordo; è la posizione del Governo, che non ha potuto opporsi agli accordi presi in precedenza ma che ha seriamente intenzione di discutere il COME e il COSA sarà oggetto dell’ampliamento della base. Cioè agli Yankees non sarà data carta bianca, ma sarà discusso ogni singolo dettaglio. E se forzano la mano, si prendono provvedimenti.
    .
    dario: ho passato un’oretta a ravanare tra le notizie: gli slogan su Nassirya sono stati lanciati da un corteo “antagonista” a Roma, mentre i DS e la sinistra istituzionale sfilavano con un altro percorso. Teoricamente fu un giorno brutto per la sinistra (divisa in piazza), ma ripensandoci è stato un bene, perché la sinistra giusta ha evitato di mescolarsi con gli infamoni.
    .
    Gomma: siamo d’accordo sui principi ma non sulla pratica. Cioè, se uno Stato viene meno ai patti con altri Stati, quella è una cosa GRAVISSIMA, che porta guai seri dal punto di vista della credibilità.
    Citi il ritiro dall’Iraq, ma lì non è stato violato nessun patto: Berlusconi ha preso l’impegno di andarci ma non ha mai fissato una data per il ritiro delle truppe. L’Italia di Prodi le ha ritirate senza violare alcun trattato o patto.
    Altra cosa è il cambio di “identità”. Quello c’è stato e anche pesante. Insomma, siamo andati via dall’Iraq, la base americana alla Maddalena sarà smantellata entro un anno (merito dell’ulivista Soru e di D’Alema) e lo stesso raddoppio di Vicenza non sarà fatto alla cieca, ma con una precisa trattativa con il Governo (e si è fatto capire agli Stati Uniti che cose simili non saranno più tollerate).
    .
    – Commentatore (anonimo: male): ma infatti non contesto la legittimità degli striscioni pro-Brigate Rosse. In Italia si è fortunatamente liberi anche di essere idioti.
    Il mio post verte su un’altra cosa: cioè chiedo come mai nessuno a quel corteo ha contestato lo striscione pro-BR, perché non è volato nemmeno un fischio.
    O forse per certa sinistra sguaiata e disastrosa i militari sono peggio delle Brigate Rosse? Il mio timore è che il retropensiero di molti sia questo. E che molti considerino le BR qualcosa che in fondo in fondo sta “nell’album di famiglia” (per usare un’espressione Cossighiana).

  • Commentatore says:

    “Oppure, democraticamente, accettiamo il principio per cui, come viene detto nello splendido monologo di apertura di “Studio 60?: “Se in questo paese volete la libertà di parola, dovete accettare l’idea che ogni tanto una di queste parole (o idee aggiungo io) vi offendano”?”

    Ecco perchè gli striscioni non sono stati rimossi.
    Da fastidio il pensiero che ripugna eh? Folle o meno che sia….

  • Gomma says:

    Suzuki, condivido quasi tutto. E metto le mani avanti anche io dicendo che sai bene quanto detesti la sinistra estrema e le sue velleitarie rivendicazioni legate più alla soddisfazione del proprio ego che al bene comune.

    Ma temo che tu dica una minchiata (e lo dico con affetto, lo sai, e con stima inalterata) quando affermi che “si debbono rispettare i patti” anche se presi da un governo precedente. Ma che cacchio significa?

    Ogni governo ha il diritto e il dovere di rispondere per primo ai cittadini del suo paese. Si faccia un bel referendum con i vicentini e ci si muova di conseguenza. Se il governo berlusconi ha preso un accordo della minchia dobbiamo rispettarlo? Io ritengo proprio di no, e preferisco una crisetta da due lire con Bush jr a una crisi più difficile da recuperare con gli abitanti di vicenza.

    E poi anche usando la logica il tuo ragionamento non tiene. Avremmo dovuto rimanere in Iraq allora. Così come avrebbe dovuto fare lo Zapatero che tutti adorano, invece di mandare tutti a cagare e fare il bene del proprio paese prima di tutto.

    A livello internazionale ci si fa rispettare anche così. Prendendosi la responsabilità di decisioni che rivendichino la propria libertà di agire, quando necessario, solo per il proprio bene.

    Uno stato quando si rende conto di aver sbagliato ha il dovere di intervenire e fare marcia indietro. A maggior ragione in un caso assolutamente idiota come questo, dove si discute del raddoppio di una base USA senza alcuno scopo immediato a pochissimi chilometri dal centro di una città.

    Un governo di sinistra queste cse le DEVE fare. Questi ragionamenti li DEVE fare. E da un governo di sinistra che ha per 5 anni criticato (giustamente) il 99% di quello che ha fatto il centro-dx io un cambio di mentalità LO PRETENDO.

    E te lo dico da diessino ( sempre più con la molletta al naso). Difendere Prodi sempre e comunque rischia di farti diventare assolutista e integralista come quei veterocomunisti che giustamente non sopporti più. Occhio.

    Gomma

  • Blutarsky says:

    Quanto hai ragione, caro mio!

  • Tony says:

    Condivido il tuo post che non è affatto un post del cazzo!
    Che significa dire “avresti dovuto esserci”?
    Gli striscioni erano inequivocabili, l’indignazione sacrosanta.
    Nonostante tu abbia chiesto un confronto con questi antagonisti ad oltranza costoro sanno solo insultare o cavillare, ma razionalità e il dialogo non sanno nemmeno cosa siano: nel loro sangue scorre solo ribellione distruttiva miscelata a slogan fatui.
    Godiamoci questi ultimi quattro anni (se va bene) di governo di centrosinistra, perchè non vinceremo mai più.
    Poi ci racconteranno questi signori “alternativi per definizione” come si trovano nell’Italia di Gianfranco Fini premier e Daniela Santanchè ministro…Per me i 5 anni di governo berlusconi sono stati tra i più brutti e frustranti della mia vita!
    Scusate i toni accesi, ma non sopporto l’autolesionismo!

  • Tonino says:

    Parti bene e dici delle cose condivisibili sugli istinti primordiali che guidano un certo modo di intendere la politica, sulle BR, sul fare sempre di tutto un mazzo (come sottolinea anche Matteo), poi però devi sul tuo tema abituale della sinistra responsabile e della sinistra fuori dal mondo a cui attribuire ogni disastro. E’ una lettura che mi sento ripetere da quasi vent’anni e che non mi ha mai convinto completamente, perché non spiega molte cose e soprattutto non le risolve, che è ancora più importante.

    Se esiste questa ambivalenza – perché prima ancora che una divisione di partiti, di numeri e di scelte è secondo me una frattura trasversale al modo di intendersi della sinistra italiana, una piccola schizofrenia delle coscienze e questo spiega perché sia così difficile da “estirpare” nonostante i numerosi tentativi – significa che manca da parte della sinistra maggiore la capacità di fare sintesi e di aggregare un’opinione vasta dietro a sé. Giusto per fare nomi, io credo che i DS abbiano delle doti di capacità politica e amministrativa, di mediazione e di tenuta del sistema democratico del nostro paese largamente sottostimate, ma questo ruolo di portatori d’acqua viene svolto al prezzo di annullarsi nella responsabilità di governo, cosa che impedisce di prendere delle posizioni al di fuori di ciò che viene ritenuto necessario, utile al paese, funzionale a non far cadere la coalizione, adatto a non scontentare il consesso internazionale e di buon senso.

    Questo uccide qualsiasi forma di dibattito sugli indirizzi di fondo e sulle questioni con una prospettiva non immediata. Tutto viene ricondotto all’amministrazione quotidiana (che al 70% può anche andare bene, non che faccia schifo) e all’osservanza di alcuni criteri molto generici (che invece non funziona quando devi esprimerti su problematiche che esulano dall’ordinario). I patti vanno osservati, l’alleanza con gli Stati Uniti e gli altri paesi europei non è in discussione, l’Italia agisce in accordo con la Nato e gli organismi sovranazionali, il terrorismo internazionale va combattuto: questi sono degli indirizzi, non sono in sé politica. Non è che dall’applicazione meccanica di alcune regolette esce un responso sulla condotta che un governo si può permettere di perseguire. Le domande sull’andamento e il senso dell’operazione a cui partecipiamo in Afghanistan non è eludibile, per fare un esempio. O la scelta di quale disegno geopolitico si sta appoggiando negli equilibri mediterranei.

    Se queste domande non te le sai porre e discutere, non puoi poi lamentarti che vengano sollevate da altri con le modalità che gli appartegono. Sarebbe fare orecchie da mercante o da struzzo e come sinistra e come società non ci facciamo una bella figura se non siamo in grado di parlarne.

    Io a Vicenza non ci sono andato pur avendo partecipato ad altre mobilitazioni simili anche per questo: sono stufo della protesta un po’ fine a se stessa che non sa interrogarsi e dare una dimensione politica piena alle problematiche che solleva.

    Ma l’atteggiamento non è dissimile a quello della sinistra istituzionale. In una caso o nell’altro ci si regola rigidamente per partito preso.

    Piccola postilla sulla stampa: quella italiana credo che sia l’unica a sotterrare il significato politico delle mobilitazioni di piazza cercando sempre l’incidente e il caso umano. Senza nulla togliere alla stupidità irresponsabile di chi per protagonismo rovina lo sforzo collettivo di tutti i presenti (altro motivo per cui non mi va più di mettermi in mezzo a gente che per freethinking aborre i servizi d’ordine), per esperienza diretta allo scorso 25 aprile so che qualsiasi cosa tu faccia o non faccia la stampa oggi cercherà di far scadere tutto in rissa. Non dimentichiamoci nemmeno questo.

  • dario says:

    Suz, adesso è in effetti più chiaro, ma mi resta una domanda.

    Cosa hanno fatto di diverso la volta scorsa i DS contro chi ha affermato “10, 100, ecc?”

    da spettatore esterno a me pare che le reazioni durante e dopo siano molto simili

  • Matteo says:

    Suzuki. Per molti versi mi ritrovo sulle tue poszioni.

    La manifestazione andava fatta qaundo berlusconi decise di concedere il raddoppio, non oggi per chiedere a questo governo di non mantenere i patti presi. Quindi non si capisce davvero cosa ci stavano a fare la sinistra al governo in piazza.

    Come al solito poi, queste manifestazioni nascono con una piattaforma specifica legittima e mirata, chein questo caso io non condivido, e finiscono per metterci dentro di tutto.

    Ecco che una manifestazione contro l’opportunitá del raddoppio di una base militare a 2 km dal centro di una citta. é diventata una manifestazione per la pace nel mondo (peace and love), contro tutte le armi e gli eserciti a prescindere, contro gli americani contro questo contro quello, ma anche un po’ a favore dei fratelli brigatisti che loro sono compagni che sbagliano e via con le solite menate.

    Da tempo non vado piú alle manifestazioni del cosidetto movimento proprio perché parti pensando di manifestare per qualcosa e c’é sempre qualcuno pronto a dirottare a fini propri (sempre nobili ma mai condivisi) il significato della manifestazione.

    Detto questo. E dimenticando per cartià di patria che c’erano i bagordi BR (ma perché non vanno ad ammazzarsi con gli ultrà cosi mettiamo a posto due problemi?), forse non tutto il male viene per nuocere.

    !00.000 persone insomma fanno una certa impressione a vicenza e magari ora saranno gli USA a ridimensionare almeno un po, o spostare le ambizioni per la base senza che sia il governo a doversi rimangiare la parola data e mostrare debolezza verso la piazza.

  • ced says:

    premessa:
    sono indignato quanto te dallo striscione pro br.
    sono incazzato anche più di te sui discorsi anti-meritocrazia: penso che i sindacati dovrebbero lottare per ammortizzatori sociali e non per tenere alcuni culi su sedie non meritate.

    però non credo che tra i 70000 “serpeggiasse il marcio”.
    io non sono andato per motivi personali.
    conosco tante persone che c’erano perchè credevano in qualcosa e non anti-u.s.a. a priori.

    concordo con chi dice che avresti dovuto esserci prima di sparare a zero e con chi afferma che la manifestazione è sacrosanta (indipendentemente da chi ci sia al governo).

    ti leggo sempre volentieri, ma, senza offesa, mi sembra un post del cazzo, populista e generalista in un modo quasi offensivo…

  • Suzukimaruti says:

    Dario:

    1 – concordo; e se leggi bene non critico da nessuna parte la legittimità della manifestazione (anzi, se avessero vietato di sfilare mi sarei incazzato come una iena); però rivendico il diritto di criticarla politicamente nei suoi presupposti.
    .
    2 – è che forse mi sono spiegato male. Ci riprovo. io patisco l’accondiscendenza tacita di certa sinistra (l’ammuzzo di cui sopra) con certe frange estremistiche o addirittura fiancheggiatrici del terrorismo. Non aiuta il dialogo? Io con quelli che spaccano le vetrine non voglio dialogare! Anzi, è di sinistra mandarli in galera per i reati che compiono.
    .
    3 – non erano una parte di corteo, ma una decina di sfigati che con un solo striscione ha strumentalizzato l’intera sinistra italiana, anche quella che oggi era a casa. Il servizio d’ordine ai cortei serve ad evitare che i cretini facciano danni. Sì, vero, spesso mena le mani. Ma in un caso come questo non avrei avuto dubbi da che parte stare: non sta nè in cielo nè in terra che un corteo sfili con uno striscione che inneggia ai terroristi.

    4 – sono contro i reati d’opinione, vero. Però sono contro il fiancheggiamento del terrorismo. Per quello che avrei denunciato chi portava quello striscione infame. Magari non erano passibili di niente, ma in quei casi è meglio verificare.
    Detto questo, sarò anche contro i reati d’opinione, ma mi incazzo se con me sfila qualcuno con scritte orribili. Cioè, anche io ho un’opinione…
    Oppure domani vado ad un corteo della CGIL con una svastica e pretendo che non mi mandino via?
    Il dubbio che mi sorge è “ok, ma qual è l’opinione dei tanti che sfilavano oggi? Perché non li hanno mandati via o almeno contestati?”

  • Suzukimaruti says:

    Daxeel: non diciamo cazzate.
    A parte il fatto che rivendico il diritto di contestare e indignarmi per qualsiasi evento al mondo senza dover avere l’obbligo di parteciparvi, vorrei ricordarti che non ho partecipato DELIBERATAMENTE alla manifestazione poiché ne detestavo i presupposti, gli organizzatori, i fini e il retroterra culturale.
    .
    Mi inquieta, invece, che arrivi il solito anonimo di turno come te a criticare chi si indigna.
    .
    Ci va qualche requisito particolare per criticare chi fiancheggia ideologicamente i terroristi? (che per inciso progettavano di sparare a Pietro Ichino, che è un giornalista di sinistra oltre che ex parlamentare del PCI)
    .
    Fammi il piacere e fatti furbo, perché una reazione così è ideologicamente fascista, oltre che indice di una povertà umana e politica disarmante.
    .
    E solo i coglioni come te a quella manifestazione sono stati zitti di fronte allo striscione pro BR. Io RIVENDICO IL DIRITTO DI NON STARE ZITTO DI FRONTE AGLI AMICI DEI TERRORISTI!

  • dario says:

    e, va beh. premetto anche io.
    Premetto che sono d’accordo con il discorso che fai sulla base di vicenza, sulla necessità di accettare gli accordi. Così come sono d’accordo sulla miopia della sinistra (a dire il vero di tutta la sinistra, che i DS non è che abbiano questa innovativa visione del mondo…).

    Però…
    1. La manifestazione contro la base a me pare leggittima e sacrosanta. la società civile ha tutto il diritto di dire che le fa schifo la base, accordi internazionali a prescindere.

    2. anche con l’attenuante dell’incazzatura, mi pare che tu faccia un ammuzzo acritico e pericoloso. Mettere insieme le BR con i no TAv, il non aver cacciato o fischiato gli autonomi (“sui giovani d’oggi ci scatarro su”) con l’approvare le loro cazzate, mi sembra non aiuti affatto non il dialogo ma neppure l’analisi.
    Non solo, mi pare che l’altra idiozia di “10, 100, 1000 Nassirya” sia stata urlata in manifestazioni in cui il servizio d’ordine dei DS c’era.
    3. Andare a caricare (perché non è che gli autonomi potevi allontanarli in altro modo) una parte del corteo non sarebbe stata una cosa molto più intelligente.
    4. E, cmq, loro si dicono comunisti. Mi pare che tu fossi contro il “reato” d’opinione…

    In parole povere, se avessi evitato di fare anche tu il massimalista, evitanto di analizzare da par tuo mi troveresti qui in totale accordo anzicché in accordo con riserva.

  • Daxeel says:

    Io, per dimostrare la metà dell’indignazione che dimostri, io, dico io, ci sarei almeno dovuto andare. Alla manifestazione dico.
    Io, non essendoci andato, starei zitto. Io.

  • Bittersweet Me says:

    Sono d’accordo su ogni singola parola. Uno dei tuoi post più riusciti!

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