Ma chi me lo fa fare? Impressioni sanremesi

February 28th, 2007 § 24 comments

Ogni anno inizio il mio consueto post sanremese mettendo le mani avanti. Conto la storia per cui dopo aver fatto un po’ di esperienza sanremese direttamente dalla sala stampa lì dentro l’Ariston, per deformazione professionale mi sento in dovere ogni anno di sorbirmi il Festival, prendere appunti e condividerli con il prossimo.

Ecco, è una razionalizzazione a posteriori. Dopo un bel po’ di anni mi rendo conto che lo faccio per qualche mia perversione mentale. Forse la stessa che fa sì che la gente rallenti per vedere meglio la scena di un incidente automobilistico, forse la stessa per cui il cinema splatter ha un suo perché. Boh. In ogni caso non è una cosa sana. Ma che ci posso fare?

In ogni caso, eccoci qui. Come ogni anno me lo sorbisco dall’inizio alla fine e rigorosamente ne esco fuori con una disturbante sensazione di raccapriccio. Sensazione che evidentemente ricerco e di cui ho bisogno.
Andiamo per ordine.

L’INIZIO

Parte tutto con Pippo Baudo in abito spezzato (meno imbalsamato del solito), che con la solita disinvoltura chiama sul palco la Hunziker vestita da Ferrero Rocher. La valletta di turno prova a commuoversi ma non ci riesce, fa il solito sorrisetto finto e poi si allontana verso il pianoforte, dove canta “Adesso tu”, dimostrando che chiunque può cantare meglio di Ramazzotti.

In ogni caso la fanno abbastanza breve, anche se per qualche istante si rischia l’effetto “facciamoci gli affari di Michelle”, visto che lei parte per la tangente iniziando a parlare di sua figlia di “Eros”, ecc. Baudo taglia corto e chiama sul palco i primi “artisti”.

ZERO ASSOLUTO

Questi se non sbagliano il brano hanno già vinto il Festival. Scrivo questo appunto prima di sentire la loro canzone. Boh, per me l’hanno sbagliata. Poi a metà canzone mi accorgo che gli Zero Assoluto sono un gruppo mono-canzone, cioè gira e rigira fanno sempre la stessa lagna afona. Cambio canale dopo un minuto, notando in extremis che o sono io che capisco poco di vestiti (il che è probabile) o ai due zeri hanno sbagliato l’orlo ai pantaloni, visto che gli si accumulano al fondo delle caviglie con quell’effetto che molto efficacemente qui a Torino chimiamo “alla scagassa”.

PIERO MAZZOCCHETTI

Questo vince, signora mia. Gli ingredienti ci sono tutti. In primis è un Bocelli 2.0, per di più non ipovedente (e auspicabilmente meno idiota), quindi uno che mescola belcanto e lirica un tanto al chilo, il tutto sulla solita canzonaccia d’amore sanremese. Poi è una storia da libro Cuore, con l’emigrato in Germania, la valiga di cartone piena di sogni e tanta voglia di tornare al suo paesello (che è tanto bello) a cantare. E poi quel look da emigrato che ha fatto i soldi ma in cuor suo nasconde una lacrima. Un genio. Se dietro c’è Malcom McLaren, non mi sorprendo.
Il bello è che esordisce chiacchierando in tedesco con la Hunziker e Baudo li interrompe dopo un po’ gridando “Brecht”, prima di una lunga serie di gag preparate a freddo. Noi che preparammo la gentilezza non potemmo essere gentili, che tristezza.
Il brano sarà gettonatissimo dalle over-75. Peccato per i close-up su lui che canta con la bavazza alla bocca.

STACCHETTO CON ALDO, GIOVANNI E GIACOMO

Sono io che sono arido o le pubblicità della Wind di Aldo, Giovanni e Giacomo non fanno MAI ridere? Mi sa che gliele scrive qualcuno di diverso dai loro soliti autori. Sicuramente uno non molto intelligente. O un assiduo spettatore di RaiSat YoYo (l’esperienza più psichedelica che si possa avere restando nei limiti della legge: guardatelo, se avete SKY).

MARIANGELA

Mariangela chi? Alla fine viene fuori una ragazzina piccola ma ben formata (trascurate il fatto che la locuzione “ben formata” si utilizzi anchein veterinaria, non sto a dirvi a proposito di che cosa), in un tripudio di trasparenze. Ok, l’ormone prevale sull’audio, ma non mi impedisce di notare che Mariangela (chi?) viene presentata come una che “l’anno passato ha già avuto un successo discografico” (e forse quel giorno ero malato). Boh, canta come Valeria Rossi, continua fastidiosamente a ridere per tutto il brano (gettandomi nel nadir ormonale) e canta un profetico brano intitolato “Ninna nanna”, il cui spessore è proporzionale.

I FACCHINETTI

L’evirato dei Pooh e suo figlio (fatto pre-evirazione), cioè Dj Francesco. Quel Dj Francesco lì, quello della miniera, ricordate? Che coppia. Padre e figlio, per di più. Era dai tempi degli Arrested Development che non si vedeva una cosa così. Anzi no, ricordo una cosa orribile di Cat Stevens, ma la voglio rimuovere, perdonatemi. Il vecchio è vestito elegante, il giovane è vestito come il suo spacciatore di fiducia. Il brano è tremendo e dj Francesco riesce nell’impresa di far cantare stonato uno dei Pooh. A guardarli bene sembrano entrambi reduci da un trapianto di capelli. Quel che è certo è il trapianto di una canzone dei Pooh, ovviamente rigettata, causa stonature e troppe rime in “are”, da prima media.

ANTONELLA RUGGIERO

Sono trent’anni che questa donna è vestita malissimo. Ma non può mettersi nelle mani di un buon sarto? In ogni caso arriva nella città dei fiori, da vecchia volpe qual è, con la strategia giusta: un brano sui bambini maltrattati e un video di accompagnamento pietista che ricorda “Man In The Mirror” di Michael Jackson. Ovvio che vuole ottenere l’effetto lacrima per le “creature”. Certo che per queste cose era molto meglio – e più credibile – Mario Merola. Brano noiosissimo, come tutti i brani impegnati al Festival. La gente a Sanremo vuole i fiori, i vestiti firmati del mignottone di turno, la spensieratezza e la melodia. Anche se i barbari sono accampati appena fuori le mura.

PIQUADRO

Ecco la prima imitazione degli Zero Assoluto. Perfino nel nome vagamente scientifico/matematico. Beh, questi hanno anche una pennellat(in)a di Simply Red (nei loro aspetti più deleteri, ovvio). Il brano è un funkettino pop assolutamente perdibile, di quelli che ti dimentichi subito. E infatti.

STACCHETTO DI PRESENTAZIONE DEGLI ARTISTI DELLE ALTRE SERE

Di stacchetti di anticipazione di ciò che vedremo(?) nelle prossime serate ne saranno trasmessi 2 o 3. E sono tremendi, con un inquietante effetto video che non si vedeva dagli anni Ottanta. Vi basti sapere che AlBano, che apre la rassegna, sembra un kamikaze di AlQaeda prima di un attentato e Marcella e Gianni Bella, causa effetto psichedelico/gotico, due dei Megadeth.

DANIELE SILVESTRI

Doverosa premessa. A me Silvestri è stato simpatico per anni: lo trovavo paraculo ma funky, cazzone al punto giusto e a tratti intelligente (tipo quel pezzo sulla Y10 Bordeaux). Poi ha fatto quel brano tremendo pieno di slogan apodittici (“Cohiba”) e da allora è entrato nel libro nero dei cialtroni che sfruttano l’essere di sinistra per vendere dischi.
Vabbè, fa la parte del “povero sfigato sinistrorso spaesato a Sanremo e che moralmente dobbiamo adottare”. Normalmente è una parte che si interpreta da soli (lui l’ha già fatta con “L’uomo col megafono”, anni fa). Ma qui ci sono un paio di giovani e – domani – Tosca a tenergli compagnia.
Tutte queste premesse cascano di fronte al brano, che è roba da Arbore, con un testo demenziale, una melodia latin pura e innegabilmente materiale da pista da ballo. Peccato che la sua voce esca come da una scatola di cartone (errore? effetto voluto?). Lo dico col pianto nel cuore, ma merita di vincere.

GRANDI ANIMALI MARINI

Si fossero chiamati Tanti Animali e Marini, avrei pensato al Senato. Passato il dolore per la pessima battuta, riconosco che il brano è trascurabile: rocchettino all’acqua di rose. Il famoso rock italiano, espressione che per chiunque – salvo che noi italici – risuta credibile come la locuzione “sushi austriaco”. Ok, i titolari del gruppo, a giudicare dal look, mi sa che si drogano. Quel che è certo è che sono stonati.

CORNACCHIONE

Stenderei un velo pietoso, ma forse non se lo merita. Anni di cabaret, di Zelig, ecc. e ti riduci a fare il Bagaglino? Ma è obbligatorio avere i comici a Sanremo? A certi livelli, meglio Pippo Franco, che almeno lo fa da una vita. Non insisto oltre.

L’INFERNO: I BAMBINI CHE CERCANO DI FARE RAP CON LA HUNZIKER

Ecco, questa è una delle cose più brutte che ho visto in vita mia. Sono umanamente distrutto da quel che ho visto. In sostanza alcuni bambini conciati come un over-70 del TG1 si immagina che si vestano i rapper invadono l’Ariston e chiedono di poter ballare qualcosa di moderno.
Potrei riempire pagine di insulti e spiegazioni sulla cialtroneria delle premesse di questa scenetta (tipo spiegare che il rap tra una cosa e l’altra ha 30 anni e NON E’ QUELLA COSA LI’), se non fosse che qualsiasi livello di indignazione crolla di fronte a quel che accade dopo.

Capita, infatti, che la Hunziker si metta a fare Biancaneve o qualcosa di simile, inducendo i poveri figuranti a canticchiare con lei una canzone da musicarello Disney, trasformandola progressivamente in quello che gli over-70 di cui sopra credono sia un rap.
In momenti come questi rimpiango il compagno Erode, che tanto ha fatto per il bene nel mondo. Poi mi accorgo che non è colpa dei bambini (cioè, un po’ sì: io da piccolo mi sarei rifiutato!), ma dei genitori, che andrebbero puniti corporalmente. E più di tutti andrebbe colpito chi ha ideato e realizzato la cosa.
Confesso che per qualche secondo ho sperato che si materializzasse sul palco GrandMaster Flash e prendesse tutti a vigorosi calci in culo.

Insomma, una commistione tra lo Zecchino D’oro, Piccoli Fans e quelle trasmissioni locali agghiaccianti dove fanno ballare il liscio ai bambini (solo che qui – sic – “ballavano il rap”), con in più il vilipendio di un genere musicale che ha una grande dignità. L’ennesimo segno della decadenza certa della civiltà occidentale.

MILVA

Ero talmente preso male per i bambini malefici e per la Hunziker, che mi sono praticamente perso Milva. Il fatto è che per me Milva è quella donna strepitosa che – in un vecchio filmato in bianco e nero – recitava e cantava Brecht con dietro Strehler e addosso un mini-abito indimenticabile (ok, lo so che il mix di cultura, militanza e ormone non è il massimo); insomma, una che ha cantato l’orgoglio militante delle osterie e delle balere fumose, una che da quel mondo è arrivata al teatro impegnato, senza cedere mai. E ora si fa scrivere i testi da Faletti, che era divertente come comico, ma quando fa il serio fa pietà (o fa le pubblicità antipirateria, quelle odiose).
Quindi non dico niente, salvo che Milva è – come al solito – vestita benissimo e tiene sempre bene gli anni.

SCISSOR SISTERS

Beh, mi sono sorbito il Festival finora sostanzialmente per vedere loro. Fanno il loro compitino, non scandalizzano, non ostentano, non dicono niente di speciale. Cantano, tuttavia, con le voci live e in effetti si sente che dal vivo sono una forza. Certo, un brano così “una botta e via” è tremendo. Fortunatamente Baudo e la Hunziker evitano di metterli in imbarazzo (si rifaranno dopo con Norah Jones).

JASMINE

La figlia di Stefania Rotolo, nera di pelle e berlusconiana dichiarata (su Vanity Fair). A me una di colore che dichiara di tifare per la coalizione di Calderoli & C. sta gioiosamente sul cazzo, perché è manifestamente ignorante. Insomma, tifo contro (il che vuol dire che vincerà sicuramente). Il brano è un funkettino con orride tastiere anni Ottanta su cui fa un po’ l’Aretha alla vaccinara, un po’ la Anna Oxa. Perdibilissimo.

SIMONE CRISTICCHI

Dopo anni in cui è stato un tema per estremisti di sinistra, l’antipsichiatria sbarca a Sanremo e lo fa dalla porta principale. E ovviamente fa un buco nell’acqua, giacché al Festival le canzoni impegnate lasciano il tempo che trovano: il pubblico è composto prevalentemente da anziani sordastri, che non capiscono le parole e se le intendono, non le interpretano bene. E poi la gente vuole Papaveri e Papere, non Cristicchi che si mette a fare l’impegnato e fa una specie di rap alla AK47, peraltro brutto. Puoi scrivere cose condivisibilissime, ma se fai una ciofeca…

MARIO BARONI

Al di là del fatto che si sceglie per maesto un tizio con le meches, questo è un furbacchione. Ha capito che il segreto è avere un brano facile, che i nonnini si ricordino. E infatti fa una sorta di pezzo ossessivo in cui ripete sempre la stessa frase musicale, con variazioni minime. Roba alla Steve Reich: music with changing parts.
Non guasta che il tutto sia interpretato con una voce e un tono innegabilmente alla Enrico Ruggeri. Farà strada, fidatevi.

NADA

Sarà Nada, ma a me sembra Marianne Faithfull: sfondatissima, rugosa, voce che raschia in gola, occhio iniettato di sangue e denti inesorabilmente gialli. Per di più fa un pezzo inquietante, non melodico, a tratti urlato, con un testo che pare carico di sovratoni erotici che – visto chi li canta – non vogliamo cogliere. Quindi glissiamo. Nel complesso, una prestazione orribile.

NORAH JONES

Lei a vedersi è carina, elegante e poi suona un Rhodes meraviglioso, con cui purtroppo fa dei brani banalini. Certo, con i soldi che fa potrebbe fare un salto dal dentista, ma suvvia.
Purtroppo ha intorno Baudo e la Stuzziker che la obbligano a suonicchiare il piano. Anche lei fa il suo compitino (completamente dal vivo). C’è pure un disguido tecnico a fine brano. E quei due astuti le chiedono se vuole rifare il brano. Ovvio che no, gridano i suoi occhi. Si defila con una fuga a scena aperta e una nonchalance assolutamente olimpica. Quello che segue è orribile (Baudo e la Hunziker che perdono tempo per far sì che entri un piano in scena).

STEFANO CENTUOMO

Eccone un altro furbo. Si produce pure lui in un brano basic al piano, tanto per compiacere Baudo e la Hunziker. Mentre lo fa, rimango ipnotizzato dalla sua pettinatura, sicuramente frutto di un parrucchiere di Al Qaeda. In ogni caso fa un brano talmente sanremese da assomigliare ad uno zucchino (questa la capiscono solo i sanremesi): una cosa sdolcinatissima, impestata dalle sue vocali strette, per cui “sarebbe” diventa “saribbi”. L’effetto è piacevolmente ridicolo. Mi sbilancio: arriva nei primi 3.

MANGO

E’ una vita che Mango vive in una cella frigorifera tutto l’anno e viene sgelato prontamente pochi giorni prima di Sanremo. Poi, verso metà marzo, un pool di tecnici Findus lo ricongela fino all’anno venturo (negli anni Ottanta capitava così anche con Spagna, ma il suo periodo di scongelamento era il Festivalbar).
Tanto per cambiare, arriva con un brano alla Mango (falsetto, toni lievemente mediterranei, testi in cui l’amore tra uomo e donna è – giustamente, visto l’autore – frustrato). Uniche differenze rispetto alla sglaciazione precedente, un intro quasi metal e un assolo a fine brano che ricorda gli Europe.

NICOLA CANE’ (EDIT: MI FANNO NOTARE CHE SI CHIAMANO KHORAKANE O QUALCOSA DI SIMILE, COME L’OMONIMA CANZONE DI DE ANDRE’; LASCIO IL NOME SBAGLIATO PERCHE’ A VOLTE L’ERRORE E’ PIU’ BELLO DELLA COSA GIUSTA)

Spero si scriva così, perché ho orecchiato di sfuggita il suo nome. Ennesimo brano di folk sinistrorso, con testo militante, addirittura antifascista. Se vai a Sanremo e non sei come minimo Battiato, evita di fare un brano sui lager, sul contadino che va alla guerra, ecc. Le nonne vogliono Toto Cutugno, non Gramsci.
Classico caso di cantante che va volutamente a farsi maltrattare da quegli “insensibili” di Sanremo e poi pretende di essere consolato al Premio Tenco.

LEDA BATTISTI

Sbaglio o è inciampata in un secchio di make-up? Fa un tanghettino con rime da terza elementare, svolazzando nel suo vestito nero (apprezzabile). Con quel cognome lì, prima di cantare è meglio pensarci due o tre volte. Canzone perdibile.
Visti questi chiari di luna, dubito che domani avrò lo slancio per sorbirmi un’altra giornata di cantanti di questa stoffa. Certo, c’è AlBano ed è sempre uno spettacolo raccapricciante a vedersi. E poi c’è Marcella Bella, la donna che ha spostato più in là la soglia del cattivo gusto nel vestire. Boh, forse lo guardo: la tentazione di farmi del male non è poca.

§ 24 Responses to Ma chi me lo fa fare? Impressioni sanremesi"

  • 003 says:

    io sanremo devo seguirlo. è una droga, è un’abitudine malsana, è una perversione. ma devo seguirlo. ci contavo, su nada, peccato. devo risentirla, forse. la canzone di cristicchi è un plagio a metà tra solo per te degli articolo 31 e frankie di quelli che benpensano. mario baroni è davvero un clone di ruggeri. ma su daniele non sono d’accordo, per niente. nè su di lui nè sul pezzo. per me resta uno dei migliori, in assoluto e sempre.

  • regulus21 says:

    W Cristicchi, mi sono innamorato e basta!

  • Suzukimaruti says:

    emmebi: il toscano campanilista prevale sul critico musicale, dai! 🙂

  • TOlove says:

    Il post su San Remo ogni anno mi fa morire dal ridere!

  • edi says:

    ciao Famoso Blogger, finalmente leggo una rece ispirata di Sanremo.

  • Giorgio V says:

    Mi associo ai difensori di Nada: il suo “Sblen sblen sblen” vocale prima che parta il ritornello è genialmente fastidioso per le mummie sanremesi e da ultimo posto garantito (e per il duetto di giovedì ha chiamato Cristina Donà!). E a me storicamente sono quasi sempre simpatici gli ultimi piazzati, dai tempi di Garbo in poi…

  • Ecco cosa c’era ieri in TV: il Dottor House. Però tra seguire a tratti Ballarò e fare zapping sul satellite me ne sono dimenticata.

    Di House intendo. Il Festival l’ho sentito in sottofondo… 😀

  • dario says:

    ora ho visto milva e nada.

    milva canta una roba insulsa, con classe, ma cmq insulsa.

    Meglio nada, a sto punto, anche musicalmente

  • EmmeBi says:

    Ah, anch’io dissento su Nada der Gabbro.
    Canzone zero sanremese, ma con personalità (a parte l’inizio che è uguale a Maniac di Michael Sembello)

  • thisend says:

    43% di share… troppo! Ieri mi sn visto su sky il bellissimo film di Spielber Salvate il Soldato Ryan! Altro che Sanremo e quel pazzo che vede E.T. Non ho letto tutto il report, ma mi sono limitato a vedere gli stranieri e qualche artista che un pò (ma poco poco eh) mi interessa. Da quel che ho capito è stata tutta una bella c****a..

  • dario says:

    ho appena beccato la Hunziker che canta adesso tu…

    o mio dio
    ma questa come fa a cantare la minnelli?????

  • EssePi says:

    Al netto di tutte le considerazioni serie sull’utilità dei blog, a cosa servono i blog e bla bla bla, il massimo è vedersi in tranquillità il dr. house e il giorno dopo scompisciarsi grazie a voialtri valorosi.
    Grazie da un’affezionata lettrice.

  • FRa' says:

    Nel genere tv Sanremo, la prima serata mi e’ sembrata buona. Disinvolta, ‘ironica’, e con canzoni piu’ da radionetwork che non da Sanremo. Le mie perversioni sono: i Facchinetti (premio per la canzone lacrimuccia per chi ha perso il padre), Silvestri (premio per il pezzo che si ballera’ sui tavoli dei villaggi vacanze dalle sciure che hanno fatto latinoamericana tutto l’inverno sognandouna notte con il maestro di ballo-finto-cubano).

  • eword says:

    condivido quasi tutto. decisamente solo dissento sulla sfattissima magnifica nada del gabbro, provincia di livorno.

  • fmf says:

    Come faccia a piacere il Cornacchione di ieri sera non me lo spiego.
    E’ stato l’unico momento in cui ho seguito il festival per caso in uno zapping e non mi spiegavo come potesse essere accettabile un comico che palesemente leggeva da un gobbo.
    Al punto che ad un certo punto ha rifatto l’inizio di una gag e s’è corretto dicendo che quello l’avevano già detto… Mah.

  • Dany says:

    L’unica cosa positiva di questo carrozzone all’italiana è che una volta tanto i dati auditel di raiuno superano da soli il totale delle 3 reti fininvest. Stasera voglio contribuire pur sprecando un pò di elettricità, lascio acceso il televisore su Raiuno tutta la sera (se mi infastidisce c’é sempre il muto).
    Ho visto or ora il video di Cornacchione (via YouTube); non mi è mai piaciuta la sua comicità ma una cosa è certa: se ci fosse stato ancora il nano seduto sulla poltrona presidenziale il suo pezzo sarebbe stato allegramente censurato. Le sue battute non brillano di acutezza ma per lo meno hanno osato un pò più del solito e questo grazie al fatto che il polipo nano non ha potuto allungare i suoi tentacoli.

  • Io comunque su Cornacchione non son molto d’accordo, a me piace: credo sia l’unica nota positiva

  • Suzukimaruti says:

    Camillo: nonono, verso Sanremo non bisogna avere atteggiamenti riformisti. Lo si ingolla così com’è. E l’orchestra fa parte del disgusto.
    Quindi o si è passivi, o lo si abbatte. E vogliamo forse scontentare tutti gli anziani che da una vita sognano di passare una serata all’Ariston?

  • C’era il dottor house e un poi un povero pazzo che lo hanno rapito gli alieni al bivio su italia 1 e voi vi perdete dietro al festival ?

    C’era pure cecchi Paone in veste di finto razionalista modalità cicap che è stato oggetto di gag divertentissime da parte della regia , secondo me volute perchè sono impossibili tante coincidenze .

    Ad esempio l’ intervistato dice ” anche io ero di quelli che non credeva agli alieni ma dopo questi fatti SONO DIVENTATO DELL’ ALTRA SPONDA ”
    ZAP inquadratura immediata di Cecchi Paone e altre chicche del genere .

    Cmq , tornando a Sanremo : abbattere l’ orchestra , ognuno le canzoni se le arrangia come vuole e gareggia anche con quello perchè sennò non è possibile continuare a sentire roba come quella di cristicchi , che per la cronaca alla fine pensavo si volesse impiccare , con i pad di viole violini e violoncelli

  • Me lo sono perso volutamente anche quest’anno.

    Sono 22 anni che me lo perdo volutamente.

    E’ più forte di me, anche se mi impegno il record massimo di persistenza davanti allo schermo con il Festival di Sanremo è stato al massimo di un paio di minuti.

    Non riesco a capire il perchè si buttino tanti di quei soldi per una ca**ata del genere. Boh. Siamo in Italia.

    Comunque la tua analisi è stata molto meglio di qualsiasi altra recensione si possa scovare in giro. Ho capito che non mi sono perso niente e mi sono fatto pure quattro risate.

    Grazie di sacrificarti con le 1000 ore di diretta per noi. Te ne sanremo grati

  • Bella lì says:

    ognuno ha le manifestazioni canore (e non solo) che si merita.

  • gommaweb says:

    È mezzora che rido! Grazie Suz… Non ho visto Sanremo ma ora è come se lo avessi fatto…

  • onanrecords says:

    Un reportage encomiabile. Bravissimo.
    Se continui a dare questa copertura potrò continuare a dedicarmi ad altro e a gettare solo qualche occhiata.
    Ce la fai per altre 4 serate vero? Tieni duro.

    PS
    Centomo, non Centuomo. Lo so solo perchè è dalle mie parti.

  • EmmeBi says:

    L’orribile gruppetto folk sinistrorso si chiama Khorakhané

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