Effiicienza all’italiana

February 6th, 2007 § 6 comments

In un paese in cui la durata dei cantieri e la lentezza nella realizzazione delle opere pubbliche hanno raggiunto livelli biblici, sorprende notare i tempi di reazione ultra-rapidi dei comuni e delle società calcistiche per adattare ai dettami della legge anti-hooligan gli stadi non a norma.

Cioè, se si tratta di dare una dignità di strada (e non di mulattiera) alla Salerno-Reggio Calabria, ci mettono decenni.
Se si tratta di fare lavori notevoli (installare tornelli king-size, cablarli in fibra ottica con il Ministero degli Interni, aprire varchi per il deflusso del pubblico, istituire stazioni di polizia intra-stadio con sistemi video di controllo in realtime capillare delle gradinate, ecc.) per riaprire gli stadi in cui somministrare al popolo bue la droga nazionale chiamata calcio (niente snobismi, sono tossico pure io: la mia droga si chiama Julie Toro), improvvisamente diventiamo un paese più efficiente della Svizzera.

Non so se mi spiego: ci sono Comuni e società calcistiche che promettono di sistemare un intero stadio in 3 o 4 giorni. Prima che il Governo (giustamente) decidesse di chiudere gli stadi non a norma, un’operazione simile avrebbe avuto tempi di gestazione tra gli 8 e i 12 mesi, con spese folli. Ora, improvvisamente, tutto sembra risolvibile in un battibaleno.

Alla fine viene naturale chiedersi: ci prendono in giro adesso con tempi ultra-rapidi e irrealizzabili o ci prendevano per il culo prima, con tempi biblici?

Il mio timore è che l’ansia di restare senza calcio obblighi perfino gli italiani a trasformarsi (per breve tempo, per carità) in un paese civile, normale, con tempistiche razionali e non assurde, con un’efficienza a livello europeo, con contractor pubblici che fanno il loro lavoro senza perdere tempo e soldi della collettività.
Basta lo spauracchio di restare qualche settimana in più senza pallone per far rigare dritto questo paese di familisti amorali

Ad un certo punto, se le cose stanno così, ecco una proposta per il Governo per combattere e porre fine all’evasione fiscale in Italia: fissiamo un obiettivo coraggioso per la raccolta fiscale. Se non lo si raggiunge, niente campionato di calcio. Vedrete che anche gli evasori più incalliti pagherebbero le tasse fino all’ultimo centesimo! 🙂

§ 6 Responses to Effiicienza all’italiana"

  • sull’efficienza all’italiana c’è la famosa barza del tale, cattivissimo in vita, che muore e viene mandato all’inferno. Si presenta là e comincia a piagne de brutto: “povero mee! Io nun volevo esse cattivo! me cià costretto la società “…e via dicendo..
    San pietro, un po’ impietosito s’avvicina e je fà: “senti a mme..io nun te posso evità l’inferno perchè sei stato un gran fijo de mignotta peròò… te posso fa sceje tra inferno tedesco e inferno italiano! Allora, er tizio je chiede le differenze tra i due inferni. E S. Pietro: ” beh all’inferno tedesco devi camminà quattro ore ar giorno sui chiodi, artre quattro ore devi scalà a mani nude na montagna de cocci de vetro e poi te vai a riposà in un bel letto de olio bollente! ” Al chè er cattivo je dice, ” ammazza che schifezza aò! E l’inferno ita? com’è?”
    E S. Pietro risponne:beh pure all’inferno italiano devi camminà quattro ore ar giorno sui chiodi, artre quattro ore devi scalà a mani nude na montagna de cocci de vetro e poi te vai a riposà in un bel letto de olio bollente! ”
    E llora er condannato je fa: ” ma che me stai a cojonà? So’ uguali!”
    E San Pietro: “aspetta a bello: all’inferno italiano un giorno mancano i chiodi…un antro mancano i cocci, n’antro giorno manca l’ojo… “

  • stupidoèkilostupidofa says:

    in effetti Suz il tuo era umorismo 1 po nerd…ma fa niente! continua così!!!

  • Fede says:

    “ci prendono in giro adesso con tempi ultra-rapidi e irrealizzabili”

    probabilmente i tempi ultrarapidi sarebbero anche realizzabili, se ci fosse VERAMENTE la volontà.
    Quando c’è la volontà si è disposti a fare tutto e molto in fretta.
    Ma come hanno ottenuto deroghe per quasi due anni, secondo me puntano a far passare il polverone con promesse che non hanno intenzione di mantenere, per poi ottenere nuove deroghe.

  • Suzukimaruti says:

    In verità l’errore nel titolo è voluto. Cioè volevo emulare il fischio dell’arbitro. Ma mi rendo conto che è una di quelle cose che hanno senso solo per chi le scrive. Per di più sono freddure a cui riderei solo io… L’auto-referenzialità del singolo blogger, ovvero “me le suono, me le canto”.

  • pietroizzo says:

    HAHAHAHA… Sei un mito! La penso esattamente così anche io… Quando ho letto la notizia ho pensato “chiaro… quando si tratta di calcio”…! Se si trattava di cure per il cancro, di scuole, o simili non gliene fregava una mazza a nessuno!

  • stupidoèkilostupidofa says:

    Caro Suz, il tuo post con tanto di errore nel titolo mi fa riflettere su questo argomento…
    Premesse di dovere: non sono drogato di calcio, lo reputo un bello sport ma non mi interessa.
    Men che meno dal momento che muove un sistema di collusioni e infamate di portata oceanica, perlomeno in Italia.
    Ottimo il link a wiki.

    Se a morire fosse stato un tifoso, non sarebbe caduta una foglia.
    E’ capitato altre volte, capiterà ancora.

    Il sistema di repressione-permissivismo che contraddistingue la gestione della polizia sull’argomento violenza negli stadi è quello che funziona un po’ in tutti i campi.
    Io capo delle forze dell’ordine ti lascio fare più o meno apertamente quel caxo che ti pare, almeno finchè non fai la bua a gente grossa. Dico ai miei sgherri di non farti
    troppo male e di far finta di tenerti a bada.
    Questo perchè anche il mondo della tifoseria muove un mercato mica da ridere.
    Se poi qualcuno di voi tifosi ci resta, vado in tv a piangere 1 po’.
    Ora a restarci sono stato io, capo delle forze dell’ordine. Quindi bufera. Sì, ma solo per qualche settimana. Così anche i giornali sono contenti. E al mio posto
    arriverà un altro che la prossima volta manderà un Placanica a farsi cartellare.

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