Un avvoltoio appollaiato su una riga di cronaca

January 19th, 2007 § 44 comments

Non leggo quasi mai i fondi di Magdi Allam sul Corriere della Sera, perché li trovo sovente auto-razzisti.

Non capisco l’agenda di quest’uomo, sobillatore dell’anti-arabismo nei lettori padani del Corrierone, ma mi sembra la versione araba dell’ “ebreo che si odia” (il concetto, falso, è spiegato qui, su questo sito sionista delirante e – per quanto mi riguarda – deplorevole quanto i siti fascisti, sempre che vi sia differenza; scusate, ma non ho fonti migliori a portata di mano, ora).

Boh, cosa vuole dimostrare questo signore egiziano? Cioè, la sua attività giornalistica e la sua pubblicistica perennemente allarmista contro l’Islam servono esattamente a…?

Capisco se lo fa la destra, che ha fini puramente politici. Ma lui? Cosa vuole, che l’Occidente bombardi i paesi islamici fino a cancellarli? Ha litigato con i suoi parenti giù in Egitto?

In ogni caso il signor Allam si è permesso di fare una finezza giornalistica: ha pensato bene di pubblicare estratti da una lettera privata che una donna (incidentalmente un’amica e una persona che stimo e a cui va tutta la mia solidarietà) ha scritto al suo ex marito (islamico, poligamo, e figura nota tra gli islamici in Italia), discutendo di cavoli suoi che giustamente restano tali (perdonatemi se non linko l’articolo). Ovviamente la lettera gli è stata passata da qualcuno con evidenti intenti di sputtanamento (di lui presso la comunità islamica, di lei per il suo blog anticonformista sul presunto “scontro tra culture”).

E lui, l’ineffebile Magdi, c’è stato.
Il tutto per fare un articolo contro la poligamia, contro i pericoli che essa comporterebbe per la nostra società, ecc.
Vale la pena fare bassa macelleria dei cazzi di un altro, se ti serve come spunto per la tesi di un tuo corsivo… Vero?

Il tema poligamia non mi entusiasma, lo trovo un dibattito assurdo. E poi io sono liberal: per me fino a quando non fa danno, uno può anche fidanzarsi o sposarsi con una scarpiera (e negli anni ho visto fidanzate di conoscenti/amici molto meno espressive). E francamente l’articolo era tirato per i capelli, pretestuoso e pure scritto male, debolino.

Ecco, io mi chiedo che etica ha quest’uomo, che in nome del giornalismo si mette a pubblicare e commentare una lettera privata (tecnicamente una mail) di scazzo tra moglie ed ex marito, carica di cose private, cavoli loro, ecc. senza chiedere uno straccio di autorizzazione (che dubito sarebbe arrivata) e per di più facendo in modo che entrambi i soggetti fossero riconoscibili per nome e cognome.

Cioè, vi sembra ragionevole che la prossima mail in cui mi raccontate in dettaglio la vostra recente colonscopia venga pubblicata sul Corriere della Sera e usata da Magdi Allam come pretesto per un fondo contro il sesso anale?

Quindi mi appello direttamente al signor Magdi Allam (che mi chiedo cosa ci faccia ancora nell’Ordine dei Giornalisti: ma uno così non dovrebbe essere radiato con infamia e pedata beneaugurante? [nel caso mi candido per la pedata]).

Ciccio, io non so le tue paturnie contro la tua stessa identità e non ho voglia di psicanalizzarti (ci sono un sacco di commentatori qui sopra che lo fanno, Magdi: basta che fai un corsivo sulla Apple).
Però so che per gestire la tua imbarazzante crociata fatta di articoli noiosi e di ospitate in trionfo a Porta a Porta coi tuoi amici (?) destrorsi (ricordati che ora gli servi: dopo che non gli servirai più, per loro sarai solamente più un “negro” o giù di lì) sei disposto a sputtanare sul quotidiano più letto d’Italia una persona che manco conosci, ovviamente senza autorizzazione.

Pensa che bello, Magdi, se sul Corriere domani uscissero i cazzacci tuoi, quante volte ti fai le pippe alla settimana, quali sono i tuoi problemi intestinali e sessuali, quali le tue malattie, i tuoi segreti più imbarazzanti, ecc.
Il tutto in nome della cronaca o della Causa (ognuno ne ha una, per lui sacrosanta). Ti piacerebbe, vero?

Ecco, io Enrico Sola detto Suzukimaruti ti vieto di farlo – casomai per disgrazia ti servisse – coi cavoli miei. Ora e sempre. Lo scrivo qui, in pubblico, di fronte a testimoni di provata cocciutaggine.

Di te, persona che ovviamente non stimo, so solo una cosa. Hai proprio i tratti del peggiore Islam, quello che non vorremmo vedere e da cui tu dici di voler prendere le distanze… 
Con puro menefreghismo e disprezzo, infatti, hai maltrattato pubblicamente una donna facendoti forte del tuo potere mediatico. Complimenti. Un atto fascista al 100%.
Volevate vedere i “fascisti del mondo arabo” di cui parlava tra mille critiche George W Bush? Eccone uno, comodamente seduto sulla poltrona di Porta a Porta un giorno sì e uno no a spiegarci come si fa la Guerra Santa.

Dovresti vergognarti, Magdi (per punirti, da ora in poi pronuncerò il tuo nome con la stessa voce con cui Verdone in versione precisino-ossessivo diceva “Magdaaa?!” in “Bianco, Rosso e Verdone”). E voi che passate di qua, per favore fate altrettanto. Tutti in coro! “Magdiii?!”

Nota a margine: ma cosa lo teniamo a fare (a parte il fatto che io sono contrario a tutti gli ordini professionali e li voglio abolire) un Ordine dei Giornalisti, se non serve ad altro che a tutelare i diritti e non i DOVERI di una categoria che in questo paese ha la sua bella fetta di privilegi e potere? 

§ 44 Responses to Un avvoltoio appollaiato su una riga di cronaca"

  • BadWolf63 says:

    Peccato per il post cancellato… non mi sembrava OT

  • BadWolf63 says:

    Procura della Repubblica

    presso il Tribunale ordinario di Milano

    RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

    – artt.408/411c.p.p., 125 e 126 D.Lv. 271/89 –

    Al Giudice per le indagini preliminari

    presso il Tribunale dì Milano

    Il Pubblico Ministero

    visti gli atti del procedimento penale indicato in epigrafe, iscritto nel registro di cui all’ art. 335 c.p.p. in data il 03 ottobre 2005 nei confronti di:

    – MAGDI Allam, nato il 22 aprile 1952 a Il Cairo (EGITTO);

    – MIELI Paolo, nato il 25 febbraio 1949 a Milano

    difesi dal legale di fiducia aw. MALAVENDA Caterina, del foro di Lodi, con studio in Milano, via Podgora nr. 13

    per le ipotesi di reato:

    MAGDI Allam

    artt. 81 cpv, 595 co. 1-2-3 C.P., 13 Legge 47/1948 commesso in Milano il 25-26-27-28 luglio 2005

    MIELI Paolo

    art. 57 CP in relazione agli artt.595 C.P. e 13 Legge 47/1948 commesso in Milano il 25-26-27-28 luglio 2005

    RELEVATO

    – che in data 25-26-27-28 luglio 2005, venivano pubblicati da MAGDI Allam sul quotidiano “CORRIERE DELLA SERA” articoli che trattavano i rapporti tenuti dalla Comunità Islamica Italiana e dai vertici della U.C.O.I.I. (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia) in cui la parte offesa DACHAN Mohamed Nour riveste rispettivamente la carica di rappresentante e dì presidente, con organizzazioni antioccidentali, antiliberali e terroristiche come i “FRATELLI MUSULMANI”;

    – che occorre, al fine di delineare al meglio quanto si andrà ad esporre, precisare come l’organizzazione “FRATELLI MUSULMANI”, nota organizzazione Integralista Islamica, si richiami ad una rigorosa applicazione dei precetti coranici sia nella vita individuale che nell’organizzazione sociale, propugnando un ritorno alle origini e battendosi contro ogni contaminazione con l’occidente;

    – che l’indagato MAGDI si sia convinto di quanto da lui pubblicato, fornendo ai lettori documenti ineccepibili su cui crearsi una propria opinione circa la vicinanza dell’U.CO.I.I. alla formazione “FRATELLI MUSULMANI” della quale fa parte anche “HAMAS”, nota organizzazione terroristica operante nel mondo che per far prevalere i propri principi è noto che si serva di Kamikaze, che si fanno esplodere andando a colpire non solo obiettivi militari ma anche quelli civili, senza distinzione tra adulti e bambini, civili e militari;

    – che questo suo convincimento si è radicato nel tempo, proprio perché sia il querelante che le organizzazione da lui presiedute non hanno mai provato di aver preso esplicitamente le distanze dal citato movimento integralista islamico, andando così a condannare i principi da esso sostenuti e propugnati. In tal senso occorre evidenziare quanto il segretario nazionale dell’U.C.O.I.I. Harnza Roberto Piccardo sia stato molto esplicito, nella lettera aperta al Ministro dell’Interno On. Beppe P1SANU, nell’indicare che è indubbio che il pensiero dei Fratelli Musulmani influenzi molti musulmani nel mondo ed anche in Italia, aggiungendo che alcuni tentano di escludere i fautori di questa corrente ideale dal novero di coloro che potranno e dovranno partecipare all’elaborazione di una relazione costruttiva e duratura tra la comunità Islamica in Italia e il suo Stato, portando così ad una estrema radicalizzazione del proprio pensiero; che sul sito gestito dalla U.C.O.I.I. appaiono numerosi articoli e riferimenti che rendono evidente il legame con Qaradawi teorico dei Fratelli Musulmani, che predica l’ideologia violenta nei confronti dell’occidente; che giova precisare come in diversi convegni tenuti in Italia e nel mondo, alcuni rappresentanti della U.C.O.II. (PICCARDO e DACHAN) vi abbiano preso parte unitamente a noti esponenti dei “FRATELLI MUSULMANI”, giungendo a sottoscrivere con essi comunicati che avvaloravano le idee propugnate dal movimento in questione a proposito di attentati e dei terroristi; ed inoltre che l’ideologia del U.C.O.I.I. manifestata dai propri leader in diverse interviste, trasmissioni televisive e pubblicazioni, sia tutta improntata indirettamente a sostenere il movimento oltranzista “FRATELLI MUSULMANI”;

    – che del resto le idee manifestate dal giornalista MAGDI Allam nella sue pubblicazioni, hanno trovato riscontro anche in una vasta operazione antiterrorismo del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, che hanno portato ad operare perquisizioni nei confronti di svariati esponenti dell’U.C.O.I.I. incluso proprio il querelante DACHAN;

    – che il giornalista in questione ha espresso la propria opinione in maniera forte e appassionata, basando la propria critica su fatti noti, precisi e circostanziati così come indicato nella memoria difensiva presentata a questo Ufficio, dove ha dimostrato con una ampia ed accurata documentazione che effettivamente U.C.O.I.I. e/o i suoi principali esponenti hanno si da un lato mostrato di condannare il terrorismo, ma dall’altro hanno fatto distinzioni però tra terrorismo cattivo e terrorismo meno cattivo;

    – che, proprio per tali motivazioni il medesimo ha cercato di mettere in guardia la società civile nonché le istituzioni nazionali sulla vicinanza tra l’U.C.O.I.I. e il movimento integralista “FRATELLI MUSULMANT, sostenendo nei suoi articoli che sia opportuno compiere attente indagini prima di individuare l’U.C.O.I.I. quale principale interlocutore per quanto riguarda i rapporti con i musulmani evidenziando inoltre che le moschee in Italia possano essere un serbatoio di Kamikaze e terroristi, e che la loro gestione sia affidata ad organismi è soggetti chiaramente ed inequivocabilmente al di sopra di qualsivoglia sospetto di vicinanza a formazioni che considerano il terrorismo e gli attentati una legittima forma di lotta;

    – che, quindi alla luce di quanto sopra, occorre sottolineare l’interesse pubblico per le notizie rese, indubbiamente tali da richiamare l’attenzione del lettore e la sostanziale rispondenza al vero delle notizie fomite basate su fatti veri dei quali il MAGDI ha espresso una legittima opinione e critica, fa ritenere che le frasi contenute negli articoli in questione non possano essere considerate diffamatorie, e comunque tali da superare la soglia del legittimo esercizio del diritto di critica e di cronaca, ed invero, le affermazioni certamente non trasmodano in espressioni scorrette o volgari;

    PERTANTO

    si ritiene che non si configurino profili di illiceità idonei al promovimento dell’azione penale né per la diffamazione né per altri motivi penalmente rilevanti

    RITENUTA

    quindi l’infondatezza della notizia di reato in quanto gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

    visti gli artt. 408/411 c.p.p., 125 D.Lv. 271/89

    CHIEDE

    che il Giudice per le indagini preliminari in sede voglia disporre l’archiviazione del procedimento e ordinare la conseguente restituzione degli atti al proprio ufficio.

    Milano, 17 maggio 2006

    IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

    Dott. Gaetano RUTA – Sost.

  • Suzukimaruti says:

    Marco: no, tra il “virtualmente pubblico” e il privato, con tanto di dettagli “osèe” ce ne passa.
    E a fare come Magdiii?! si viola un principio libertario che è quello di decidere liberamente cosa è riservato solo a noi e cosa è coram populo.
    .
    Tutto il resto sono giustificazioni a posteriori su una questione che non mi piace (proprio perché è privata).
    .
    La libertà di stampa (come tutte le libertà) è tale fino al momento in cui non viola le libertà altrui.E qui è stata violata la libertà di un individuo di scrivere privatamente lettere a chi vuole, senza che queste vengano stampate a tiratura nazionale contro la sua volontà e a sua insaputa.
    .
    Il tuo, perdonami, mi sembra un giustificazionismo a posteriori. E, ripermettimi, ti tradisci quando dici che Magdiii!? certe cose aveva “il dovere di pubblicarle” in modo tale che l’opinione pubblica si potesse rendere conto di quanto è puzzone il marito musulmano (cosa su cui concordiamo tutti: quell’uomo non mi piace per mille motivi, ne diffido e rabbrividisco a pensare che bazzica certa sinistra).
    .
    Mi spiego: esistono motivi di forza maggiore per cui è lecito calpestare alcuni diritti individuali in cambio di un “greater good”?
    .
    Il tema non è da poco e, per dire, negli Stati Uniti Bush ha proposto ai suoi cittadini l’equazione: “meno diritti individuali, più sicurezza anti-terrorismo”.
    Al di là del caso in questione (in cui le colpe di Magdii? si moltiplicano, visto che ha violato corrispondenza di terzi, procurata non si sa come e si è arrogato il diritto LUI e non le forze dell’Ordine di stabilire cosa costituisce un pericolo per la società), io scelgo le libertà e i diritti individuali, anche se il prezzo è un po’ più di rischio.
    .
    Allo stato attuale, meglio rischiare da liberi che vivere da meno liberi e più sicuri. Anche perché il fine del terrorismo è togliere la libertà ai cittadini (non ucciderli: quello è il mezzo, non a caso si chiama “terrorismo” e non “ammazzismo”).
    Se la cura al terrorismo è che i cittadini la libertà se la tolgono (piano piano) da soli, con un processo di lenta mitridatizzazione, allora preferisco rischiare.
    .
    Se abbiamo paura e la paura ci fa produrre comportamenti e atteggiamenti fascisti, allora il terrorismo vince.

  • BastaMarco says:

    Adesso qualcuno non dica che ‘io non l’avevo detto’….
    Non è che sto Marco fa Calderoli di cognome?

  • Marco says:

    Non vi chiedo di scusarvi delle vostre idee, giammai.
    Però ritengo che la libertà di stampa sia importante; se un giornalista ha notizie attinenti una figura pubblica (e il capo dell’UCOII E’ tristemente una figura pubblica) ha il dovere di pubblicarle, in modo che l’opinione pubblica si renda conto di chi sia quel tizio.

    Siamo di fronte al dilemma privacy vs. libertà di stampa. Da libertario ritengo che la libertà di stampa debba prevalere sembre, fermo restando il diritto di replica.

    In questo caso però stiamo scoprendo che la privacy chiamata in causa era stata molto indebolita dal fatto che (probabilmente) la stessa blogger avesse cercato di far pubblicare la storia sull’Unità.
    In più nei mesi precedenti aveva scritto tutto sul suo pseudodivorzio nel blog, solo tacendo il nome dello pseudomarito. Però chi conoscesse la blogger dal vivo, sapeva chi era il marito, e d’altra parte non mi pare che fosse un segreto chi fosse lei, no? Di conseguenza si può concludere che la notizia fosse virtualmente pubblica….

  • distretto71 says:

    Marco: a parte le parole (l’aggressione, se c’è stata, è di MA e non di altri, che hanno detto quel che pensano di una cosa senza citare altro che un articolo di giornale ma lasciamo perdere che finiremmo solo per arrotolarci su profili retorici…) ma non vedo di cosa dovrei scusarmi. Penso, sostengo e sono convinto che sia stato un pessimo pezzo giornalistico, scritto in violazione di regole scritte (leggi) e non (deontologia professionale ececetera). Se anche il giorno prima le persone coinvolte avessero cercato di far pubblicare – e con la forza – le loro lettere private (per mille motivi) ad altri giornali, non cambia nulla: secondo me un giornalista NON LO DEVE FARE! Piantiamola di partecipare a questa mentalità da reality: atteniamoci a norme, principi e idee. Tutto il resto – rincorrere sentito dire, pezzetti di verità da vita vissuta e così via – non c’entra. Se poi io sono convinto di uan cosa e tu di un’altra, bene, benissimo: ma confrontiamoci. NOn ti chiedo di scusarti delle tue idee. Ti pregherei di fare lo stesso con me.

  • Suzukimaruti says:

    Marco: scusa de che? Magdii?! è colpevole di violazione della privacy tanto quanto prima. Il caso dell’Unità (se vero) è addirittura un’aggravante: dimostra infatti cosa fa un giornalista civile di fronte ad un caso simile. Cioè evita di sputtanare terzi, di fare i nomi, ecc. Perde lo scoop ma non la dignità, cosa che il buon Allam non ha fatto.

  • Marco says:

    Suzuki,
    come avrai letto sull’Unità, l’innominata blogger ci aveva provato con un giornalista dello stesso giornale a fare i nomi; questo fatto tra l’altro lo conferma la Valent.
    Per quanto riguarda il citare in giudizio la Valent, lo si può fare benissimo. Il reato si chiama diffamazione. Certo il fatto vale un po’ meno se i fatti che cita la Valent sono veri.

    Ora, di tutta la faccenda, non me ne frega più di tanto. Il problema è che l’aggressione mediatica di Magdi Allam era strumentale e piuttosto ingiusta. Ed i blogger ed i commentatori che si sono accodati, adesso dovrebbero un po’ chiedere scusa.

  • Suzukimaruti says:

    Riguardo alla Valent, non c’è reato perché non mi pare che violi alcuna privacy formale (cioè non diffonde corrispondenza privata di terzi, carpita chissà come).
    C’è, ovviamente, tanta violazione “privata” della privacy altrui, ma rientra nel dominio delle buone maniera, della convivenza civile e del buongusto, non è certo materia da avvocati.
    Cioè se un mio (ex) amico mi sputtana, per dire, non è denunciabile. A meno che dica cose false e dolose. Ma non mi sembra questo il caso.

  • Suzukimaruti says:

    Marco: il problema non si pone. Magdiii!? ha pubblicato estratti precisi e virgolettati di una lettera tra persone. E ha anche fatto i nomi degli interessati (in una vicenda privata, senza crimini o elementi tali da renderla pubblica), cosa che la protagonista di questa vicenda si è ben guardata dal fare.
    Anzi, proprio il fatto che la diretta interessata non avesse fatto nomi avrebbe dovuto far riflettere, no? Cioè il problema etico resta e non cambia di una virgola.
    E il tutto non risponde ad una domanda: come ha fatto Magdiii!? ad ottenere una lettera tra privati? E soprattutto in base a cosa l’ha resa pubblica? Con che diritto?

  • Marco says:

    Suzuki, ma se leggi il blog di Valent, quello che affiora non è l’aspetto privato della questione, ma il fatto che sia stata la stessa innominata blogger a scatenare il circo mediatico e che questo era proprio quello che voleva, sin dai tempi dello pseudodivorzio.
    Non so dire chi mente, se Dacia o l’innominata: certo è che la storia non mi pare semplice come l’avevi descritta.
    A questo punto mi aspetto che l’innominata quereli anche la Valent.

  • Suzukimaruti says:

    Mambo: non ci siamo. A me non interessa MINIMAMENTE l’aspetto privato della questione.
    Il mio post è sulla violazione della privacy di una privata cittadina, liberissima di fare le sue scelte.
    .
    Il fatto che io personalmente consideri alcune di queste scelte un errore (io lui non lo avrei mai sposato) è secondario e – appunto – privato.
    .
    Anzi, francamente l’operazione fatta da Dacia Valent mi pare getti benzina sul fuoco. E’ una storiaccia in cui non voglio entrare, proprio perché privata.
    .
    Il punto è proprio qui.

  • Mambo says:

    Sembra che questo è quello che ci si voglia far credere, ma a leggere chi la conosce bene sembra che la verità sia diversa

    http://www.verbavalent.com/index.php?q=node/61

  • Mambo says:

    Sembra che questo è quello che ci si voglia far credere, ma a leggere chi la conosce bene sembra che la verità sia diversa

  • Suzukimaruti says:

    BastaMarco: qui ha diritto di parlare chiunque.
    E Marco è troppo raffinato nello scrivere per essere un fascio mascherato (e lo dico a tutti i fasci: qui non mascheratevi, ché se dialogate siete i benvenuti).
    E in ogni caso mascherarsi è un diritto, soprattutto online.
    .
    Spigolando. Vero, il fascismo è uno, ma si maschera con colori diversi. Si *può* essere intolleranti e prevaricatori anche con una bandiera rossa in mano, lo dico da possessore e sventolatore di bandiere rosse. 🙂
    Diciamo che statisticamente è più facile trovare prevaricatori e prepotenti a destra, ma non è una matematica precisa.

  • BastaMarco says:

    posto che non mi rivolgevo a te ma al padrone di casa, di fascismo ne esiste solo di un colore.

  • Marco says:

    Scusa Suzuki,
    non dovrei abusare di uno spazio (non mio) per polemiche personali.

    Però invito Bastamarco a moderare i termini, in quanto nulla è di più lontano da me che il fascismo (rosso o nero che sia).

  • BastaMarco says:

    Caro Suzuki,
    a me sto Marco pare proprio un fascio mascherato da persona per bene, non perderci troppo tempo.

  • Suzukimaruti says:

    Marco: capisco, figurati io sono un liberal dei DS molto vicino ad alcune battaglie radicali.
    Però proprio perché sposiamo entrambi una cultura liberale, capirai che essere liberal non significa essere avalutativi.
    Quindi se arriva il Farina di turno a fare una pernacchia sul blog senza mettere un briciolo di argomentazione nelle sue critiche, ho il diritto di chiedergli spiegazioni (l’ho forse fatto con troppa ironia?).
    .
    Ovviamente non rispondo dei commenti altrui, però prima di dire che qui c’è una cultura stalinista, ce ne passa. Non viene censurato alcun commento, agli insulti si risponde con richieste di argomentazioni e non si cessa mai di chiedere al prossimo di dire la sua.
    .
    Un’ultima cosa: la privacy, il diritto all’autodeterminazione della propria vita e la tutela dei diritti individuali sono da sempre temi liberali. E mi pare che l’atteggiamento di Magdiii!? sia stato profondamente illiberale, da questo punto di vista. Uno “sbatti i cazzi degli altri in prima pagina” senza pudore.

  • Marco says:

    Caro suzuki, di destra no e poi no. Comunista neppure. Essenzialmente un radicale, che non ha seguito Pannella quando credeva di fare la rivoluzione liberale a dx, ed ora invece ha ritrovato la sua dimora politica…

    Scusami, ma confermo che il riflesso che leggo in questo post e nei commenti (ed è strano, perchè normalmente leggo questo blog con piacere e spesso condividendo quello che leggo) è di tipo stalinista…

    Sia verso Magdi Allam che verso i commentatori non allineati.

    E di nuovo verso di me: non sono d’accordo con te, ed allora sono uno di destra, probabilmente fascista se non leghista

    Dici: argomentate sui fatti. E non ti rendi conto che invece è proprio il tono che hai usato in questo post che urta una sensibilità liberale

  • Ale says:

    Beh non mi stupisce affatto…. per leggere un ritratto impietosoe illuminante di questo colossale cialtrone consiglio a tutti di leggere quello che ha scritto di lui Valerio Evangelisti su http://www.carmillaonline.com

  • Suzukimaruti says:

    Marco: non avevo dubbi che tu fossi uno di destra. Detto questo, la tua mi pare una fuga da una discussione in cui non hai argomenti (anche perché l’unico possibile a difesa di Magdiii!? Sarebbe “sono degli arabi di merda: calpestiamoli”).
    .
    Non mi pare di aver insultato Tommaso Farina (e non gli ho dato del ciccione, semmai ho ironizzato sul fatto che fa il giornalista gastronomico), ma anzi di avergli chiesto degli argomenti a supporto di quanto accusa, visto che tira la pietra e nasconde la mano…

  • Marco says:

    Il vostro atteggiamento (LockOne, racoss, Suzuki) è prettamente stalinista nei toni. Chi non la pensa come voi è una spia dei servizi segreti, un grassone ed un cretino… Complimenti!

  • LockOne says:

    racoss, e’ il figlio. betullina. questa e’ gente al soldo dei servizi segreti, e poi va a dare lezioni in giro. ah, pero’ si firma, eh, certo………. sticazzi.

  • raccoss says:

    Farina? Stiam parlando mica di Mr. Betulla?

  • Suzukimaruti says:

    Montanelli aveva un’etica, pur non mancando affatto di vis polemica. Magdi Allam no.
    .
    E prendersela con il mio tono e non con i miei contenuti denuncia una sola cosa: povertà di argomenti. La stessa povertà che ho letto sul tuo post in cui – chissà perchè? – dai solidarietà a Magdiii!
    .
    Ovviamente ti troveresti a sostenere le stesse posizioni, se sul Corriere fossero finiti i cazzacci tuoi più intimi senza autorizzazione, vero?
    .
    Tommaso Farina: nutri troppo la panza e trascuri un po’ il cervello.
    Accetta un’altra lezione di giornalismo (ma di quelle elementari): visto che sostieni una posizione, fai il favore di argomentare.
    Altrimenti ne deduco che passi qui, fai esplodere il tuo insulto e te ne vai. Terroristicamente, da kamikaze delle figuracce…

  • Mi piace il contegno del proprietario di questo blog, che elargisce lezioni di giornalismo a cuor leggero a chiunque. Stiamo a vedere che siamo di fronte a un Montanelli redivivo.

  • Hobo says:

    Marco, la tesi secondo la quale c’è “gente” (chi?) che ha “l’implicito o esplicito desiderio che quella legge barbara (come è la sharia) diventi legge anche per i musulmani d’Italia (se non per tutti)” è esattamente quella che sostiene il pessimo Magdi. Ma una tesi del genere, se la si vuole sostenere, bisogna supportarla con argomentazioni un po’ più solide delle vicende private di una coppia.

    Se l’Ordine dei giornalisti avesse un senso, Magdi dovrebbe essere radiato a vita. Però ovviamente non succederà. Del resto i casi di violazione della privacy da parte dei giornalisti, anche su questioni meno gravi di quella di cui si parla qui, sono d’una frequenza impressionante.

    Una curiosità: Magdi il facinoroso sostiene di essere stato contattato da Forza Italia per una candidatura (o per una qualche poltrona sotto-governativa, sinceramente non ricordo più bene), però poi Berlusconi ha rimandato troppo a lungo l’appuntamento e Magdi alla fine si è offeso.

  • Marco says:

    Caro Suzuki,
    innanzitutto il “matrimonio” / “divorzio” islamico l’ha messo in piazza prima di tutto la impronunciata blogger (impronunciata per rispetto del padrone di casa che non vuole). Non c’era il nome, ma la storia l’era tuta li.

    Però se io fossi stato un giornalista del corriere ed avessi avuto la notizia, l’avrei pubblicata, non per il fatto in se (totalmente irrilevante) ma per rendere conto al pubblico di quanto “straniante” sia tutta la faccenda: gente che fa riferimento a leggi che non sono di questo stato, ponendosi addirittura contro lo stato, con l’implicito o esplicito desiderio che quella legge barbara (come è la sharia) diventi legge anche per i musulmani d’Italia (se non per tutti). Cose che fanno venire i brividi!
    Quanto alla denuncia, rimango della mia idea che la mail sia stata diffusa o dal ricevente o dalla blogger; non vedo altre possibilità, salvo lo spionaggio (ma non credo proprio).

    Quanto ad Allam, anche se si candidasse in Forza Italia o AN, chissenefrega? Non lo voteremo.

    Speriamo solo di non trovarci lo pseudo-marito candidato in uno dei partiti della sinistra antagonista…

  • Suzukimaruti says:

    Marco, guarda che la critica è ben altra. E non fingere di non capire.
    Metti caso che siamo amici e domani mi mandi una lettera con i fattacci privati tuoi (quelli più intimi e che non vorresti rivelare). E metti caso che io la giro ad un giornalista, ti fa piacere?
    Ma soprattutto, letto l’articolo, ti sembra ragionevole? Ti sembra sano? Ti sembra giusto?
    Certo, uno dei due interessati nella lettera (il ricevente) magari autorizza, ma l’altro?
    .
    [A parte il fatto che il problema non si pone: lei non conosce Magdiii?! e lui è il suo nemico storico e ho perso il conto delle denunce tra i due: c’è sicuramente una talpa].
    .
    Tu dici “e allora denuncino Magdiiii? Allam”. Cosa fatta.
    Ma una denuncia non rimedia al fatto che i cazzi tuoi più intimi sono stati sbattuti in prima pagina sul quotidiano italiano più diffuso.
    .
    Quindi la lapidazione mediatica il nostro caro Magdiiii?! se la merita pienamente.
    E non perché critica l’Islam radicale, ma perché ha comportamenti violenti e fascisti esattamente quanto loro. E non rispetta le persone, i loro diritti, ecc.
    .
    Ma poi mi chiedo che giornalista è uno che ha la faccia da culo di pubblicare una lettera privata piena di dettagli intimi (prontamente riportati), indipendentemente da come gli è arrivata.
    E mi chiedo che uomo deve essere un direttore che lascia uscire un pezzo simile.
    .
    Che poi lo sappiamo tutti: è una vendetta di Magdiiii?! contro il suo nemico storico (il marito), con cui si è querelato una secchiata di volte. Non ha perso l’occasione per sputtanarlo.
    Quindi questo ominicchio gestisce i suoi bullismi privati a mezzo stampa. E per farlo se ne strafotte se prende in mezzo e sputtana pubblicamente (con tanto di nomi) una persona che nemmeno conosce.
    Ovvio, a lui interessava far sapere agli islamici in Italia che uno dei loro personaggi più in vista non è esattamente un modello di comportamento, ma nel mezzo c’è la vita di una persona.
    .
    Sul fatto che poi Magdi Allam sia veramente uno che combatte l’Islam radicale, bisognerebbe discutere (e a lungo).
    Lui è un seminatore di zizzania, un rissaiolo, uno da bega personale. Leggo solo righe nichiliste, a sua firma, che aizzano all’odio. Il tutto bello generico, senza distinzioni (perché a leggere Magdiiii?! sono tutti islamici radicali, perfino il mio verduriere).
    .
    Vogliamo combattere i radicalismi religiosi? (o tutti o nessuno; io voto per combatterli tutti) Bene, iniziamo a non comportarci da fascisti noi per primi.
    .
    Ma già me lo aspetto: prima o poi Magdiii?! fa il salto e ce lo troviamo candidato in AN o Forza Italia. E’ solo una questione di tempo. Ma ho capito la natura dell’individuo…

  • prostata says:

    Anch’io lo detesto, sinceramente, ha un opportunismo che si legge dalla sua faccia. Mi piace la definizione “auto-razzismo”, in realtà penso che, come detto, sfrutti il momento per ottenere consensi e prestigio (“hai visto? è islamico, è colto e parla male dell’Islam…”)

  • Marco says:

    Caro Distretto,
    sono d’accordo con te se si trattasse di qualcuno che spia la mia posta. Ma se la comunicazione è arrivata al giornalista, o è stata diffusa da chi ha scritto o da chi ha letto. Peraltro se privacy è stata infranta, esistono i tribunali: si faccia causa ad M. Allam e vediamo… Ma procedere ad una lapidazione mediatica di uno solo perchè critica l’islam radicale non è cosa degna di noi.

  • A me più che il Magda di Verdone viene da pronunciarlo come il “Wendyyyy!” di Jack Nicholson in Shining.

    E’ più aderente all’incazzatura che la vicenda mi provoca.

  • Ah ah ah ! Magdiiii ! L’ ho fatto a voce alta appena ho letto ” Verdone” ! E cmq io lo sapevo che non ci si poteva fidare di uno con i denti finti piu’ bianchi (e oltremodo ingombranti) di un Tele-Imbonitore dell’ Arkansas!

  • Blutarsky says:

    1) Magdi??????

    2) Ennesima dimostrazione di “giornalismo” di bassa lega…

  • Crama says:

    Suzuki, basta! Continui a fregarmi le parole… Ora cosa dico ai miei lettori sulla faccenda che tu non abbia già scritto (e con l’accortezza di non citare i malcapitati protagonisti della vicenda)?
    Piuttosto sarebbe da discutere se la lettera che alcuni blogger hanno scritto al compiaciente Corriere sia un valido strumento di protesta.
    Possibile che ci rimane solo un MAGDIII?!

  • distretto71 says:

    Marco: oltre alle definizioni (liberal, veterocomunismo eccetera) ci sono i principi e le leggi. Insieme formano la base su cui dovrebe innestarsi qualsiasi discussione in una società sana e adulta. La corrispondenza privata è protetta da un sistema di norme di legge. E un gionalista dovrebbe tenerne conto, soprattutto quando lo stesso sistema di leggi lo colloca in una posizione privilegiata, al riguardo. Qui dovrebbero intervenire i principi. Non stiamo parlando di una lettera in cui si svelino arcani politici, malversazioni… Si tratta di una vicnda privata. Usata, dove la parola prende tutto il suo senso pegiore, per un articoletto. Non stiamo parlando delle intercettazioni telefoniche del Governatore della Banca d’Italia, ma delle vicende private di una coppia. L’articoletto, in verità più contro una persona che su un tema, poteva farne a meno, se fosse stato un articolo: il pezzo di Allam ammiccava più al giornalismo da tabloid (usare le vicende private come prova di una tesi) che non all’inchiesta. Se devo dirla tutta, era un brutto articolo, inutile, scritto anche male. Poco importa se la lettera fosse stata diffusa ad arte da una delle parti: se qualcuno decise di diffondere notizie per fini qualsiasi, nessuno è tenuto a pubblicarle. NOn capovolgiamo, come la nostra italietta ci ha abituato a fare, i problemi. Norme, legi, principi. E un Ordine, qui (pure) che è mera corporazione e mai controllore.
    Magdi Allam non combatte: combattere è un atto serio. Lui mesta, rimesta, ciarla. E’ un giornalista. E l vicedirettore di una testata nazionale, non un giornalista scandalistico. Avrebbe degli obblighi. E’ un ruolo responsabile. E a prescindere dalle nostre singole opinioni credo dovremmo puntare tutti a ricordare, a chi occupa certe sedie, che esistono – mi ripeto alla noia – obblighi, norme, leggi e principi. Che ci dovrebbero consentire dialoghi seri sui temi.

  • silentman says:

    o più probabilmente tale lettera era stata diffusa da uno dei due ed era pubblica anche se non pubblicata?

    Per pubblicare una conversazione privata ci vuole l’assenso di ambo le parti.

  • raccoss says:

    Marco, Magdi è un fanfarone e un cacciaballe di prim’ordine.

    La storia delle presunte minacce ricevute è tragicomica: ricordo a una puntata de l’Incudine fu invitato Magdi assieme ad esponenti delle comunità islamiche italiane gli furono domandati chiarimenti. Lui si trincerò dietro a una specie di “segreto di stato” e a una serie di Non so/non rispondo da far impallidire Oliver North al processo Iran-Contras.

  • Marco says:

    Essere liberali (o liberal come scrivi tu) non significa dimenticare quale minaccia ponga l’islam radicale, che va combattuto ovviamente con le armi della critica ( e non viceversa, secondo l’abusato gioco di parole). Magdi Allam fa proprio questo: mi pare che le tue critiche “generali” siano fortemente ingiuste e – diciamolo – più degne di un veterocomunista che di un liberal. Per quanto riguarda il fatto specifico, mi chiedo come una mail privata sia finita ad un giornalista: spionaggio? furto di computer? sbirciatina alle spalle della scrivente o del leggente? o più probabilmente tale lettera era stata diffusa da uno dei due ed era pubblica anche se non pubblicata?

    Quindi al massimo qui grido: Suzukiiiii

  • xlthlx says:

    Magdiii?!
    la cosa ignobile e’ che una denuncia non servirebbe a cancellare quello che e’ stato riportato. mi auguro, anche se non credo che succedera’, che costui non possa piu’ scrivere nemmeno una mezza riga pubblica. e’ vergognoso, moralmente e professionalmente.
    solidarieta’ alla donna e un applauso a te.

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