Niente software di terze parti per l’iPhone: parola di Steve Jobs. Ma perché? Colpa di iTunes?

January 14th, 2007 § 61 comments

Visto che tutti si affrettano a smentire quanto ho scritto sull’iPhone – basandomi su un’analisi di Jupiter Research pubblicata dopo il keynote – e cioè che il secondo tentativo di Cupertino nel campo della telefonia mobile è un telefono su cui non è possibile installare applicazioni sviluppate da terze parti, ho chiesto a tutti di dimostrarmi il contrario.

Il risultato è un mutismo assoluto. Giusto qualche incauto se ne è uscito con un “Ma figurati se…”.
La questione puzza un po’: pigrizia dei fanboy? O mancanza di argomenti al di là della fede?

Beh, è bastata una mezz’ora sul Web per scoprire che sì, l’iPhone NON consentirà l’installazione di software terzi e va considerato un semplice feature phone (sicuramente con una dotazione di base generosa, ma assolutamente incompleta per gli standard del consumatore medio).

La fonte di questa notizia mi sembra abbastanza affidabile, per quanto riguarda il mondo Apple. Un certo Steve Jobs, in un’intervista al New York Times.

Bene, direi che la discussione – almeno su questo punto – è chiusa. E per quanto mi riguarda è svanita qualsiasi possibilità che io possa comprarmi l’iPhone.

Ora resta da capire il perché di questa scelta (assurda?, idiota?, suicida?, ragionevole?) di Apple.

La giustificazione di zio Steve è che – parole sue, traduzione mia – “questi sono aggeggi che devono funzionare, cosa che non accade se [tu utente, ndSuz] ci installi del software sopra”.
E poi c’è una giustificazione in più: “Cingular [l’operatore che supporta l’iPhone in esclusiva negli States, ndSuz] non vuole vedere la sua rete della West Coast collassare perché qualche applicazione si è incasinata”.

Non prendetemi per un anti-Apple a priori, ma qui mi incazzo: ci sta prendendo in giro. Lo dico da semplice utente che frequenta il mercato mobile e i suoi prodotti: la concorrenza riesce da anni ad aprire i propri cellulari ad applicazioni di terze parti senza problema alcuno. Perché la Apple no?

UN’IPOTESI DI SPIEGAZIONE

Non ho idee sul perché (anzi, sono bene accette, anche se temo che la gente riempirà i commenti criticando l’autorevolezza del New York Times “e poi chi è sto Jobs?”), però ho un’ipotesi.

L’ipotesi è che è tutta colpa di iTunes. Mi spiego, altrimenti suona strana.

Tu sei un’azienda come la Apple, che con i computer non ci campa e che che ha la fortuna di vendere milionate di iPod.
Gli iPod – pur non essendo il massimo là fuori – stravendono perché hanno un bel design e sono di moda. E ti permettono di realizzare guadagni nel tempo con iTunes Music Store, cioè il negozio online con cui la gente si compra i brani musicali – protetti da DRM – che tu vendi e su cui guadagni un tot a vendita.
Unica condizione per cui le milionate di iPod che vendi siano profittabili nel tempo è che questi riescano ad essere compatibili SOLO con iTunes e non con nessun altro “negozio musicale” online. E tu Apple sul binomio iPod-iTunes basi gran parte dei tuoi profitti. Insomma, ci campi e fai MOLTA attenzione a non metterti nei guai.

Con l’iPhone, che è un iPod che telefona e va su Internet, il rischio è altissimo. Cosa succede se – per esempio – Rhapsody, Napster o – orrore – l’accoppiata Microsoft/MTV ci mettono sopra un’applicazione che legge i *loro* file musicali e i loro DRM? E magari sviluppano un player musicale alternativo sull’iPhone, con tanto di applicazione host (alla iTunes) dedicata?

Ecco cosa succede. Capita che la condizione monopolistica di iTunes (l’unico negozio compatibile con gli iPod) viene meno. Con tutti i rischi che ne conseguono. Rischi che probabilmente Apple non vuole correre e la capisco: si gioca il suo core business. Ricordate con che rapidità fu cassato il negozio online di musica che creò, sfruttando una debolezza del firmware dell’iPod e di iTunes, una temporanea compatibilità con gli iPod? Apple gli mandò i celerini negli uffici. Ora capisco perché…

Attenzione: è una mia ipotesi, non una tesi. Non ho dati, ci ho ragionato un po’ su e non riesco a trovare altre soluzioni (ma ho poca fantasia, si sa).

Però, pensandoci bene, tutta questa ansia di controllo sul software dell’iPhone (solo il software Apple preinstallato, nessun software terzo e aggiornamenti certificati da Apple stessa solo via iTunes) mi pare tesa proprio ad impedire che qualcuno sviluppi programmi per iPhone, cosa che – in una condizione normale – sarebbe auspicabile: cosa può volere di più un produttore di hardware se non centinaia di software-house che sviluppano altrettante reason to buy per i propri prodotti?

Beh, io un’ipotesi l’ho lanciata. Mi affido ai tanti utenti, fanatici, conoscitori, esegeti, osservatori di Apple (e non solo) che frequentano questo blog. Assodato che non sarà possibile installare altro software, troviamo una ragione: almeno capiamo cosa ha in mente Jobs.

§ 61 Responses to Niente software di terze parti per l’iPhone: parola di Steve Jobs. Ma perché? Colpa di iTunes?"

  • Er frittata says:

    Steve Jobs annuncia l’atteso SDK per l’iPhone: sara’ disponibile a Febbraio.

    http://www.appleinsider.com/articles/07/10/17/steve_jobs_confirms_native_iphone_sdk_by_february.html

  • Er frittata says:

    A dirla tutta spero vivamente che gli si scarichi la batteria 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Ormai è palese che Steve Jobs legge questo blog 🙂
    Detta tutta, mi pare ovvio che si sono accorti che un prodotto completamente chiuso non era ragionevole e commerciabile.
    Per quanto mi riguarda resta tutta la perplessità di base, cioè pare che Apple consentirà (forse) l’apertura dell’iPhone ad applicazioni terze approvate ed erogate da Apple.
    Insomma, c’è una bella differenza tra un sistema aperto e un sistema con a disposizione applicazioni terze “ufficiali” e gestite dalla casa produttrice. Resta un sistema chiuso in cui c’è chi decide cosa è installabile e cosa no.

  • Er frittata says:

    Aggiornamento di SJ sulle apps di terze parti:

    “I think sometime later this year we will find a way to let third parties write apps and still preserve security. But until we can find that way, we can’t compromise the security of the phone. Nobody’s perfect, but we sure don’t want our phone to crash. We would like to solve this problem, if you could be just a little more patient with us, I think everyone can get what they want,” he said.

    http://www.macworld.com/news/2007/05/30/steveatd/index.php

  • Curiosavo qui dopo qualche tempo. Ti dissi in effetti che un analista non era Apple. E quindi di aspettare. Purtroppo abbiamo avuto conferma di questa situazione, che mette giustamente in dubbio molte cose.

    La tua ipotesi è interessante, però riflettendoci, sarebbe davvero miope per Apple anche in quel contesto: il DRM sta crollando. Lentamente, ma sta crollando.
    Quindi, do per buona la tua tesi che mi sembra la più valida sin’ora e aggiungo che credo che per me non potranno giocarci a lungo su questa cosa.

    L’altra cosa che li potrà fare cedere è quando altri “phone” (perché per me non è un telefono) competeranno su interfaccia e feature e quindi non rimarranno altre vie.

    Che soddisfazione le frecciatine ai fanboy eh? 😀

  • Tonino says:

    Non fatemi fare la Maria Antonietta che non sono, uffa!

    Hahaha 🙂

    Io dell’insensato entusiasmo che ha accolto da subito l’ultima trovata di Cupertino avrei anche scritto, ma sono pigro, ho arretrati ancora dalla fine dell’anno e nessuno stimolo risolutorio.

    Ma daltronde ne ha parlato anche Antonio Dini, mac-giornalista militante e con senno.

    Personalmente uso quasi interamente codice libero per le mie varie esigenze e la denuncia dell’ambivalenza di casa Apple sulle tematiche dei diritti digitali è uno dei pallini della comunità che gravità intorno al sw libero.

    Detto questo il mio giudizio è meno tagliato con l’accetta. Penso che Jobs rappresenti un’altra faccia di una generazione e di un’epoca dell’informatica ben precisa a cui appartengono anche Gates e altri che hanno iniziato nello stesso periodo. Penso che tutti noi, nonostante i diversi percorsi, in qualche modo siamo debitori a quella fase la cui scia è arrivata fino ad oggi, ma penso anche che a un certo punto sarà destinata a finire. Perciò sì, per tanti versi Apple ha una fama di alternativa radicale alla visione windonica del mondo che fa passare in secondo piano gli elementi di comunanza e complementarità che esistono tra i due mondi (per non considerare tutti gli altri mondi che hanno percorso questo tratto di storia, come ricordava qualcuno).
    Il paradigma incentrato sul prodotto prima o poi farà il suo tempo, secondo me. Fintanto che regge però il contributo nella mischia di Apple ha un suo perché, anche perché è un’interpretazione addirittura letterale e purista del concetto.

    Vedere un po’ meno auto in circolazione sarebbe una innovazione tecnologica molto più rivoluzionaria, per dirne una.

    Ma neanche finirò mai di stupirmi del coinvolgimento emotivo anche negativo che questa azienda può suscitare…

    E poi in tutto questo l’iTV o come si chiama è passata completamente in secondo piano e invece a me non dispiaceva che una società con i numeri giusti spingesse in quella direzione: che dire la troverà qualche oscura fastweb la via alla diffusione di una tv on-demand davvero fruibile.

    ciao

  • distretto71 says:

    Facciamo il conto delle battute? Eh eh eh!

  • Suzukimaruti says:

    Sante parole.
    A distrè, ma le mie tirate contro lo Zune però valgono eh? 🙂

  • distretto71 says:

    Lutero mi sta più simpatico, ma le tesi son 95… Facciamo che si passa per le Tavole della Legge (o come si chiamano i Comandamenti), che mi stanno più sui maroni ma son solo 10.

    1. Siano lodate le tecnologie aperte.
    2. Sia lodato il codice aperto.
    3. Sia lodata la nuova economia che [forse ma forse] verrà anche grazie alla Rete e alle tecnologie.
    4. Apple fa però parte del Vecchio Mondo.
    5. Apple non fa tecnologie se non per guadagnarci.
    6. Chi compra è attratto da quello che compra.
    7. Se no è un pirla e deve patire.
    8. Il 90% della tecnologia è, in fondo, un enorme giocattolone.
    9. Scelgo i giocattoli che mi piacciono
    10.Fare una guerra di pensiero su tai basi è la giusticazione base dell’affermazione 8.

    E’ EVIDENTE che la possibilità di inserire software di terze parti è un ENORME vantaggio, un sintomo di libertà, di voglia di novità e quindi di intelligenza. La stessa intelligenza che in funzione delle logiche di mercato e soprattutto delle scelte di mercato, ha deciso in senso opposto per l’iPhone. Faraà vendere di più o di meno, questa scelta? Vedremo. Apple segue quelle che crede siano le migliori logiche di mercato: ci prova, come tutti. A volte toppa (Cube), a volte no (iPod). Credo sia una delle aziende con più voglia-bisogno di innovare che esista: perché qulla è la sua area di mercato.
    Dire che un prodotto “chiuso” è male è, però, semplicemente, dire una di quelle cose che dovrebbero essere scritte contemporaneamente in una sutra, sulle tavole della legge e affisse alle porte delle cattedrali (sono in serata mistica…). Non può essere contraddetto.

    Ma: ho un Nokia E61 che è, in qualche modo “a sovranità limitata” grazie a quei tromboni della Tim che ne hanno distrutto il sotware: rimane un buon prodotto, lo uso (mi incazzo) e via. Farò la stessa cosa con l’iPhone. Perché lo VOGLIO avere. Perché mi piace, perché uso Mac da una vita, perché avrà per me vantaggi superiori ai difetti, perché è figo, attira le ragazze, fa il caffé, profuma l’aria e la ionizza…: ma da qui a difendere l’indifendibile ce ne passa.

    Stupefacente, comunque, la forza del brand Apple: milioni di citazioni, milioni di persone (fra cui poche scritte da personaggi preparati come il padrone di casa qui) impegnati a digitare in continuazione, bit dopo bit, tasto dopo tasto, “Apple”, “iPhone”, “Jobs”. Delusi, in fondo, dal fatto che sia uguale a Microsoft. Vero, ma ragazzi… (sorry, Suz! Pugnalata finale: però un giorno un numero di battute pari a quelle che scrivi su Apple per alcune delle decine di migliaia di porcate che esistono sul mercato potresti farlo. Il Cencelli dell’informatica, la quota rosa del bit, la par condicio del silicio… quando arrivo alle rime chiudo)

  • Suzukimaruti says:

    Tonino: sì, lo sappiamo. Anche perché riporti un estratto dall’intervista a Jobs che linko in questo post.
    Ma noi stiamo parlando di software di terze parti. Capisci che manca la libertà di sviluppo, su un coso come l’iPhone. Se Apple si vende (cosa che fa) agli interessi degli operatori telefonici contro gli interessi dei consumatori, addio Skype o VoIP reale per iPhone.
    .
    Insomma, c’è qualcuno che decide cosa gli conviene che sia sviluppato, venduto e installato sugli iPhone.
    .
    Il cellulare a “sovranità limitata”, permettimi, io non lo accetto innanzitutto eticamente.
    Sui blog italiani tutti parlano male (a ragione) della Microsoft, ma quando la Apple fa una porcata simile, nessuno si lamenta.
    .
    Lo dico ai tanti blogger che parlano di tecnologia, alcuni anche dal serissimo profilo intellettuale (e lo dico anche agli amici di Nova e di Apogeonline): di fronte a cose simili è palese che la blogosfera italiana usa due pesi e due misure. Chi ha il coraggio di denunciare questo fatto, magari proprio scrivendo un post dal suo MacBook?
    .
    Devo restare solo io – che peraltro non è che ne sono propriamente all’altezza – ad indignarmi indipendentemente dal marchio? Non fatemi fare la Maria Antonietta che non sono, uffa!

  • Er Frittata says:

    Altro doc interessante: info da chi ci ha giocato per un po’…

    http://www.macworld.com/weblogs/macword/2007/01/iphonehands/index.php

    Saluti

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