Libertà di espressione

January 28th, 2007 § 13 comments

Sì, ok lo so che è una settimana che non bloggo. Ma sono impegnato, ho poche (o troppe) idee e poi ogni tanto capita di prendere una micro pausa.

In effetti dovrei scrivere tremila cose, per esempio ragionare sulle nuove liberalizzazioni volute da Bersani (ottime, davvero dalla parte dei consumatori, ecc.). Oppure ragionare sul fatto che Napolitano si è permesso di attaccare gli anti-sionisti (e io sono FIERAMENTE ANTISIONISTA come sono antinazista, antifascista, anti-imperialista e in generale anti tutti quegli “ismi” che prevedono la superiorità di qualcuno su altri, in nome di “principi superiori” variabili a seconda del caso), paragonandoli agli antisemiti (che è gente che, accanto alle tante associazioni di ex deportati, combatto con la pratica politica da quando ho l’età della ragione).

Dovrei anche parlare (e lo faccio) di una legge inquietante, cioè quella che rende illegale il negazionismo sulla Shoah.
Il negazionismo e i suoi derivati sono concetti orribili, falsi, mostruosi e abominevoli, ma per quanto mi riguarda è fascista impedire a qualcuno per legge di essere fascista. Altrimenti che differenza c’è tra noi e loro?
Mi piange il cuore farlo, ma sposo il principio per cui “odio quello che dici, ma farò di tutto affinché tu possa dirlo, balengo!“.
Ma, insomma, non è una novità, per quanto mi riguarda. Considero un errore storico il reato di apologia del fascismo.
Cioè, noi siamo i democratici, quelli per la libertà di pensiero e ci permettiamo di stabilire per legge cosa è giusto pensare?
E allora se un domani governa la destra può permettersi di mettere fuori legge chi pensa cose antipatiche a loro?

Qualcuno obietterà che certe posizioni minano la stabilità sociale, che sono “idee pericolose” per la convivenza civile. L’argomentazione mi spaventa ancora di più dei rimedi. Chiunque abbia letto anche solo la quarta di copertina di un libro di storia sa che con questa scusa le dittature (o le mezze democrazie) mettono fuori legge chi gli pare. Il fascismo lo fece con la quasi totalità dei partiti politici, a Cuba lo fanno con i dissidenti e con i gay, in Cina pure.

Ovvio che di fronte ai neonazisti, ai fascisti e a chi nega l’abisso dell’Olocausto la tentazione è forte. Cioè, sono idee talmente cretine e dannose, perpetrate da uomini talmente sgradevoli, sfigati, deboli e ignoranti da provocare rabbia e disgusto.
Però concedere a costoro di parlare è la base per distinguere una democrazia dal resto. Non esistono democrazie dove c’è libertà di parola a determinate condizioni imposte per legge.

Lo stesso discorso, sia chiaro, vale per un’altra legge (questa ormai vecchia) assolutamente liberticida, anche se su un tema molto più light: il divieto di bestemmiare. Medesimo principio, medesima dittatura del pensiero. Io cittadino libero in una democrazia ho il diritto di dire quello che voglio. E chi se ne frega se questo offende altri: è il mio pensiero e ho diritto di esprimerlo. Qualcuno si sente offeso se cristono? E chi se ne ri-frega.

Oppure facciamo una legge sul fastidio? A me dà fastidio e insulta che la gente si faccia le lampade, che tagli le orecchie ai cani per estetica, che faccia battute sui piemontesi e che parli male dei Beatles.
E allora? Vogliamo metterli in galera?
Oppure, democraticamente, accettiamo il principio per cui, come viene detto nello splendido monologo di apertura di “Studio 60”: “Se in questo paese volete la libertà di parola, dovete accettare l’idea che ogni tanto una di queste parole vi offendano”?

§ 13 Responses to Libertà di espressione"

  • Lucernaiuris says:

    Solo per sottolineare: “La tua tua teoria confligge con un principio basilare del diritto, che sancisce che si è colpevoli *per quello che si fa* e non è reato la programmazione di un reato o l’intenzione di compiere un reato.”

    Il nostro ordinamento giuridico punisce in talune circostanza le condotte di adesione al reato quali quelle di concorso MORALE concretantesi in meri atteggiamenti passivi di fronte al reato. Ad esempio la presenza come spettatore compiaciuto al reato di danneggiamento. Viene altresì punita l’istigazione a delinquere e spesso la programmazione di un reato quando si concreta in atti perordinati al fine di commetere un delitto è punita a titolo di tentativo. Si potrebbe poi analizzare tutta la serie dei c.d. Reati di sospetto (in parte espunti dall’ordinamento a seguito di pronunce della Corte Costituzionale) secondo i quali non viene punita una condotta, ma un semplice status quale il possesso o la detenzione di taluni beni sulla scorta di un aprecedente sentenza di condanna. Per non parlare poi dei c.d. reati oggettivi. Art. 42 3 comma c.penal. Per ciò che concerne la libertà essa sulla scorta del principio del neminem laedere termina sul confine per cui una condotta diventa lesiva di un bene giuridico tutelato dall’ordinamento. Un pensiero non sarà mai punito penalmente, perché interiore, il perseguire una affermazione ripugnante che si concreta nel mondo esteriore esula dal foro interno del soggetto agente e si manifesta al suo destinatario che lo riceve nelle modalità di comunicazione prescelte dal soggetto emittente. L’ingiuria altrimenti non sarebbe che estrensicazione del mero pensiero e quindi non punibile???
    Per quanto consegue poi al paventato pericolo di derive di stampo autoritario esiste la valvola di sicurezza costituita dalla Corte Costituzionale che vigila affinchè non si violino i valori sociali minimi sui quali si fonda il nostro patto sociale.

  • felice bisonte says:

    sei un brutto figlio di pautasso, piemontese bogia nen di merda, hai gli occhiali come quello sfigato di john lennon, ti farò azzannare dal mio boxer dalle orecchie mozze. ora ti saluto che devo andare al solarium, dio fa!

  • Blutarsky says:

    Sono con te al 100%. È come pretendere silenzio e quiete in treno ogniqualvolta mi metto a leggere. Non so se mi spiego.

  • Suzukimaruti says:

    Luca: la violenza psicologica se porta conseguenze concrete può essere causa di reato (lo è nel 99% dei casi di mobbing, per dire). Ma è, appunto, mettere in pratica un’ideologia perversa. Fino a quando l’ideologia non crea danni ravvisabili, non c’è niente da fare. E se crea danni si puniscono i responsabili, non l’idea stessa.
    Mi pare che la legge attuale già punisca in parte chi propugna l’odio razziale. Da antirazzista militante confesso che una legge simile mi risulta ambigua. Se si punisce chi invita alla discriminazione forse ci sto pure: è l’apologia di un reato (discriminare è reato in Italia e nei paesi civili), quindi un reato a sua volta. Se si punisce il folle che sostiene in un libro che i negri/gialli/ebrei/bianchi/ecc sono una razza inferiore, allora no. E’ liberissimo di pensarlo e di scriverlo, fino a quando non invita a compiere atti illegali.

  • Luca says:

    c’è una domanda che vorrei fare, assolutamente non polemica, ma vorrei solo sapere cosa ne pensi.
    Il tuo diritto a dire anche cose che possono offendere la gente, non potrebbe creare della violenza psicologica?
    intendo, non dev’essere facile per un bambino down sentirsi ripetere dal cuginetto nazista che i disabili andrebbero uccisi, no?
    e, infine: sono ignorante a riguardo, ma cosa dice la legge riguardo alla propaganda d’odio in generale?

  • Mousse says:

    Ef Frittata: no, spetta. Prima di tutto hai ragione a dire che è sbagliato fare discriminazioni e che Calderoli è un cretino. Negare la storia non è una questione di razzismo, è una questione di idiozia. Però io non posso impedire per legge alle persone di essere idiote. Dici che non bisogna discriminare le persone per il colore della pelle e metti un sacco di odio contro “i fascisti”. Discriminare per il colore NO e per le idee SI ? Beh, c’è qualcosa che non quadra…

    Infine, commento l’articolo del blog…

    Il fatto che Napolitano abbia paragonato i negazionisti agli anti-sionisti non è del tutto campato per aria: in molti casi chi è in un modo è anche nell’altro. Certo uno può benissimo non essere d’accordo sul fato che esista un certo Stato ma non può pretedere che solo per questo quello stato venga cancellato dalla faccia della terra.
    Dire “c’e’ la libertà di pensiero allora dico quello che voglio e chissene se dà fastidio” non è democrazia, è anarchia. Purtroppo il mondo è uno solo, e dobbiamo farci una ragione che non c’è solo la nostra isoletta felice in cui possiamo fare quel che ci pare, ci sono anche quelle degli altri. E non c’è abbastanza spazio perchè non entrino in conflitto.

    Insomma, non facciamoci prendere la mano nè in un senso (che porta all’anarchia) nè nell’altro (che porta alla dittatura, non importa di che colore).
    E ragioniamo con la NOSTRA testa tenendo conto che esistono anche altri che possono non pensarla come noi, senza mettere etichette (“fascista”, “comunista”, “negro”, “terrone”, ecc…).

  • Er frittata says:

    forse, e dico forse, Calderoli ci pensera’ 2 volte prima di aprire bocca o di sbottonarsi la camicia in tv…? Sara’ la volta buona? Sicuramente mi sono perso i suoi commenti su questa legge non “liberale”… xche’ sono esattamente i tipi come lui che approfittano del concetto di democrazia per creare malessere e rischi sociali! Questi loschi figuri mi fanno girare le balle e vanno puniti xche’ molto spesso non sono loro a pagare le conseguenze dei loro atti ma bensi’ qualche altro povero cristo totalmente estraneo ma “colpevole” di essere “diverso”. L’offesa gratuita razzista e’ una cosa che va’ punita. Ad esempio (forse non calzante con la legge in questione, ma secondo me illuminante) ma cosa gli vuoi dire a quella ragazza di colore, Eliana, che e’ stata licenziata solo per il colore della sua pelle. Adesso, fortunatamente (anche xche denunciato su Repubblica), ha trovato un’altro lavoro… NON SI PUO’ IN ASSOLUTO DIRE AD UNA PERSONA CHE LAVORA “VATTENE XCHE’ SEI…”. Persone di questo genere, secondo me, vanno punite…mentre i fascisti le applaudono e se le coccolano.

    Saluti

  • Suzukimaruti says:

    jokerulez: la tua teoria confligge con un principio basilare del diritto, che sancisce che si è colpevoli *per quello che si fa* e non è reato la programmazione di un reato o l’intenzione di compiere un reato.
    Con la tua visione, invece, si è colpevoli *a priori*, sulla base di un sillogismo. Magari un sillogismo vero, ma che sottende delle conseguenze pericolosissime.
    Ti rendi conto che in base ad un ragionamento simile il Berlusconi di turno potrebbe mettere fuori legge le idee di sinistra perché “attentano al sistema capitalista” o l’omosessualità perché chi è gay e chi lotta per i diritti dei gay “attenta all’istituto della famiglia”?
    .
    Mi pare che sia naturale in democrazia che chi esprime idee orribili deve essere perseguito solo quando inizia a metterle in atto e si mette contro la legge. Pensare cose mostruose può essere odioso (e socialmente riprovevole, ci mancherebbe). Ma non è reato, se resta pensiero.
    .
    Mi rendo conto che è assolutamente un segno del “doppio taglio” della lama democratica, ma è così.

  • degra says:

    Quoto in pieno la teoria.
    Però bisogna sempre ricordarsi che nella pratica si ha, talvolta, a che fare con della gentaglia (gli sfigati, ignoranti, ecc. di cui sopra) che non ha nè la cultura, nè l’inteligenza per capire di essere in un regime di libertà, e ne vogliono imporre uno tutto loro.
    Come dire, chi è democratico se la fa mettere in quel posto, e ci fa pure la figura del fesso.
    Ci vuole qualcosa che tuteli la democrazia, ma l’idea stessa è un ossimoro e può portare più danno che guadagno (vedi l’utilità/pericolosità dei servizi segreti).

  • xlthlx says:

    grazie per avermi fatto cambiare idea. all’inizio pensavo fosse buona, ma…
    una societa’ e’ piu’ forte quanto piu’ sa tollerare le minoranze e le ‘devianze’. me l’ero dimenticato.

  • jokerulez says:

    eh no. C’è un piccolo problema in questo discorso. Per difendere la libertà democratica, devi costruire un sistema che sia in grado di impedire che qualcuno possa usare la libertà democratica per imporre un suo sistema che la uccide.
    I fasci hanno come primo principio quello di instaurare un regime fascista. Questo deve essere impedito per difendere la democrazia. Per questo è fatto assoluto divieto di lavorare alla ri-costruzione del partito fascista. Sarebe come dire “in un sistema democratico è fatto assoluto divieto di demolire il sistema democratico”.
    E questa è cosa buona e giusta.
    Il resto è qualunquismo…

  • dario says:

    quoto in pieno.

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