(not so) Nouvelle Vague

December 14th, 2006 § 13 comments

Scena: una Grande Punto lanciata a velocità inquietante, all’interno Giorgio Valletta e me, intenti ad attraversare Torino in meno di un quarto d’ora e arrivare in tempo in radio violando tutto il Codice della strada.

La radio è sintonizzata su Radio MonteCarlo 2, quella che solitamente dà pessime cose chillout 24 ore al giorno: suona un pezzo strano in francese, che mi turba: fenomeno tipico di quando sento un brano che mi è noto ma non riesco ad identificarlo.

Io – “Giorgio, questo mi sa che è un pezzo anni Ottanta rifatto adesso in versione quasi tropical

Valletta – “Sì ma non sono i Nouvelle Vague; ci assomigliano, ma non sono loro”

Io (con Valletta che concorda) – “Eh, ormai vanno di moda questi gruppi moderni che fanno cover tenui e raffinate di roba anni Ottanta. Senti ‘sto synth: è troppo darkettoso, dai l’ho già sentito: fatti venire in mente che canzone è. Saranno degli imitatori dei Nouvelle Vague”

[Valletta alza il volume e si concentra; compare una clessidrina e la scritta “Computing”, sta consultando il suo database mentale in cui SICURAMENTE c’è la risposta]

Io – “Cazzo, Giorgio, saranno pure imitatori dei Nouvelle Vague ma questo pezzo è BELLISSIMO, molto meglio di certe cose loro, più ‘spaziale’!”

Valletta annuisce e intanto scandaglia l’archivio. Poi fa un balzo: “Ci sono! E’ “Camino del sol” degli Antena!”

Io – “Ma allora non è una cover…”.

Valletta (un po’ inquietato dalla scoperta, che in effetti sembra un controsenso temporale) – “No, è un vero brano degli anni Ottanta: e suona come i Nouvelle Vague, ma vent’anni abbondanti in anticipo*”

[poi segue un mini-dibattito che vi risparmio sulla discografia anni Ottanta belga, visto che gli Antena uscivano per la mitica e fantasmatica Les Disques Du Crépuscule: sembra incredibile, ma per una quindicina d’anni il Belgio ha contato un bel po’ musicalmente, lo dice uno che venera il cavallino della R&S Records tanto quanto quello Ferrari]

Il risultato è che ho riscoperto un brano inquietante, credo ascoltato in un mix di Gilles Peterson chissà quanti anni fa e poi sepolto nell’inconscio.

Un pezzo del 1982 che suona come una cover tropical del 2006 di un brano degli anni Ottanta: un paradosso musicale/temporale. Sfido chiunque a non pensare che siano i Nouvelle Vague o qualcosa di simile, tipo i Re:Jazz: ci sono pure i versi dei gabbiani sullo sfondo, come nella cover di “Love Will Tear Us Apart”, la tipa che sussurra in francese, gli strumenti giusti, le percussioni live e pure una copertina dell’album che sembra presa da un “Cafè del Mar”.

antena - camino del sol (album cover)

Invece sono gli Antena (che altro non sono che il gruppo di Isabelle Antena), gente che nel 1982 era così avanti da fare un solo EP (ristampato giusto qualche tempo fa come album vero e proprio e da cui è tratta “Camino del sol”) che all’epoca deve essere suonato così “avanti” da risultare oltraggioso e infatti non se lo è filato nessuno.

Nel 1982 la gente era in pieno riflusso post-punk, ma ancora con i piedi ben piantati nel sound metropolitano, figurarsi se avrebbero mai potuto seguire qualcuno che in quegli anni suonava un po’ come gli Air, molto come gli Stereolab e a tratti come i Nouvelle Vague, rivolto in generale verso i tropici (tristi) con una spolveratina di cosmo.

1982, niente chitarre, ma harpischord, synth, percussioni e basso acustico: ancora non mi sono convinto del tutto che gli Antena non siano frutto di un’anomalia temporale e sono stati mandati indietro nel tempo da qualche pasticcio della Dharma Initiative.

Ovviamente consiglio a tutti di godersi il brano (cliccate col destro e salvatelo: è in mp3) e pure il remix moderno (praticamente identico all’originale, solo un po’ più groovy e “pieno”) che in realtà era la versione che stava passando in radio. Se vi divertite a mixare, sappiate che va a braccetto con “Sweet Harmony” dei Beloved, che suona giusto 1 BPM e (a orecchio: verificate) un semitono sotto.

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