Rifondazione Lostista

November 12th, 2006 § 17 comments

Al New York Magazine hanno deciso di proporre una soluzione per salvare Lost dal mare di critiche in cui è capitato durante la terza stagione (troppi misteri, poche soluzioni e una vaga idea di essere presi in giro).

Per di più – ed era naturale immaginarselo, data la natura strettamente sequenziale della serie, per cui se perdi un paio di puntate sei fuori dai giochi – gli ascolti sono in calo, anche se resta una delle cose più viste della tv statunitense.

Ora gli autori hanno tempo fino a febbraio per ragionare su che fare della serie, cioè capire se ha senso tirarla per le lunghe e gettare le basi per altre 2 o 3 stagioni di Lost rivelando pochissimo e continuando ad aggiungere interrogativi, oppure fare una giusta exit-strategy dal mare di misteri e procedere in crescendo (perché quando i misteri si risolvono la gente accorre in massa) per ancora una stagione oltre questa, chiudendo con un season-finale di quelli memorabili, roba da storia della Tv. Avrebbero giusto una quarantina di puntate per sfangarsela. E visto il numero di misteri mi sa che non possono cavarsela con meno.

Meglio 4 stagioni piene di significato che 6 o 7 infestate di puntate fiacche sui due coreani (ogni volta mi auguro schiattino) o sul patetico hobbit tossico. Mi sa che il dipartimento marketing della ABC non la pensa come me.
 

§ 17 Responses to Rifondazione Lostista"

  • Suzukimaruti says:

    bella idea: ci faccio un post

  • winston says:

    Aprirei le scommesse sulle cose che, anche in 5 stagioni, non si potranno mai spiegare. Io, ad esempio, mi domando come cazzarola faranno a spiegare perchè LIbby era in manicomio, come è possibile che fosse anche una vedova ereditiera di una barca che casovuole decide di donare a Desmond e perchè si innamora di Hugo (o se stava fingendo per chissà quale scopo).

  • director77 says:

    Concordo in tutto e per tutto con Degra: Lost è una gran “bella” presa per i fondelli e Abrams un (pessimo) regista molto, ma molto paraculo (vedere Mission Impossible 3 che spiega meglio di tante parole). Fino ad ora le sorprese che ci sono state non sono state assolutamente nulla di sconvolgente (siamo a più di 10 anni da Twin Peaks ma ancora certi livelli non si raggiungono – Lynch o non Lynch .). Gli ascolti in calo sono più che ovvi: non puoi tirarla così tanto per le lunghe senza dire assolutamente NULLA (e quando lo dici è come se non l’avessi detto), non è rispettoso del telespettatore ed oltretutto esplicita l’idea secondo cui non si sappia realmente dove andare a parare (e non è propriamente un bene). Mi ripeto, lo so, ma per quanto sia un prodotto comunque tecnicamente valido è lontano anni luce da altre serie statunitensi con un apporto di sceneggiatori validi.

  • raccoss says:

    Perfettamente d’accordo. Io sto già iniziando a stancarmi alle soglie della seconda. E sto già  iniziando a chiedermi com’è che hanno sempre i capelli in ordine (mentre a me, che sono cresciuti, vanno a destra e manca come vogliono loro) e come mai il grassone non dimagrisce.

  • Pietro says:

    io sono un ossessivo compulsivo. mi sono fatto una lista ragionata di tutte le menate ancora irrisolte (èl’ultimo post che ho fatto). Posso aspettare ancora 2 stagioni e mezzo, lo ammetto. Però poi basta! Andrò da Gei Gei a fargliela pagare! Comunque non sarebbe una cattiva strategia quantomeno risolvere i misteri della prima serie, oggi che siamo alla terza…

  • garethjax says:

    Vaffancuore a Lost.
    Dissento completamente con questa analisi della 3×06 che mi è sembrata un ammosciamento pazzesco: con TRE MESI di sospensione fai capitare più cose, fai rimanere la gente un pò più in tensione.
    Dai Suzuki, questa puntata sembrava un crossover tra OC e ER, e con 4 lettere ho detto tutto.
    Riguardo alla bravura degli “others” dal punto di vista psicologico, probabilmente hanno sempre saputo qual’è il profilo psicologico di Jack. Sanno esattamente il vero nome di Sawyer (e lo chiamano sempre “Ford”) e sanno che era un truffatore.
    E’ evidente che sono in contatto con la Dharma e che quando hanno ottenuto la lista delle persone dell’aereo si sono fatti spedire tutte le schede personali che hanno trovato.

    Io ricordo ancora quando JJ abrams giurava sul suo primogenito “Tre e non piu’ di tre (serie)”. La mia impressione è che in corso d’opera qualcuno abbia deciso di farne 4 e poi anche 5, con tutte le cagate che questo comporta del punto di vista della sceneggiatura.

    Peccato.

  • Io sono per “il meglio 4 stagioni chiuse con un season finale coi controcazzi che 7 anni di trascinamenti penosi”.

    Questo sarebbe vero per tutte le serie in realtà, ma data l’eccezionalità del contesto di Lost – aereo precipitato su isola dove niente è come sembra e “nulla accade per caso” 😉 – lo suggerirei fortemente.

    Anche perchè l’eccezionale ci impiega poco a diventare normale e da lì – o per trascinamento della serie o per sequel o spin off improbabile – come dice l’amica svaroschi, la vaccata è dietro l’angolo.

  • Suzukimaruti says:

    beh, la mia impressione diretta è diversa e cioè che Lost è diventato a modo suo un fenomeno, ovviamente nei limiti della tv italiana (che non rispetta le serie, le taglia, le trasmette a 3 puntate per volta e senza teaser, ecc.).
    .
    E non lo dico solo perché ho praticamente attaccato la malattia a tutti quelli che conosco, ma perché spesso mi capita di fare riferimenti a Lost mentre parlo con gente sconosciuta (suggerimento: non usatelo come ice-breaker per baccagliare) e mi accorgo che quasi tutti capiscono.
    .
    Poi in queste cose empiriche chiaramente va a culo, cioè magari incontro solo gente che guarda Lost, ma mi sono fatto quest’idea.

  • degra says:

    a parte che allora il discorso varrebbe per tutte le serie, visto che le fanno sempre prima su sky, bisogna vedere se “la massa”, quella che guarda la tv e non ha internet (o intrallazzi con chi ce l’ha) cosa farà…
    Il fatto di non sentirne parlare come fenomeno (cosa abbastanza difficile, visto che per il “costume” tutto è caso, tutto è fenomeno) mi aveva fatto dubitare del successo di Lost (già che le altre serie non è che facciano quegli ascoltoni, se vanno sui 2 milioni a puntata è grasso che cola)…

  • Suzukimaruti says:

    Beh, per quanto ne so io Lost sulla Rai ha avuto un successo notevole con la prima stagione.
    .
    Il dramma è che gli interessati si sono già beccati i DVD o i file con sopra la seconda stagione, registrata da Sky. Anche perché il fan di Lost non sta certo lì ad aspettare che la Rai si svegli.

  • degra says:

    pensa che io quella “vaga idea” di essere preso in giro l’ho avuto alla terza puntata della prima serie…
    e, tra l’altro, se si eliminassero TUTTE le puntate sui coreani, Lost terminerebbe in una sola serie, avrebbe un senso e nessuno si porrebbe interrogativi.
    Io Alias l’ho visto tutto (sì, per Jennifer Gardner, e allora?), ma era diverso da Lost: in tutte le puntate c’era azione e si capiva qualcosa, anche se poi risultava tutto non vero. Non per niente non ricordo una singola puntata di Lost, e se dovessi rivederlo mi sembrerebbero tutte in prima visione…
    E ho anche dei dubbi che trasmetteranno mai la seconda serie su raidue. Non so quali fossero gli ascolti, ma il fatto di non aver mai sentito nessuno che avesse seguito Lost, mi fa pensare che non si fosse poi in tanti e che finirà come Twin Peaks…

  • Suzukimaruti says:

    regulus: il frullato di peperoni e strutto non giova alla qualità dei sogni, si sa 🙂

  • svaroschi says:

    Se deve esserci un finale, che sia chiuso e il più definito possibile. Ciò non toglie che ci possano essere situazioni “sospese” ma niente di fondamentale.
    Altrimenti, se le finanze di qualcuno dovessero scarseggiare, ci ritroveremmo con un sequel o cose analoghe, solo per sfruttare la fama acquisita.
    E, a quel punto, il rischio “vaccata immane” sarebbe davvero altissimo…

  • regulus21 says:

    [OT] Stanotte ti ho sognato. Dottore, sarà mica grave?!

  • winston says:

    Lost può sopravvivere a se stesso? Andiamo oltre ciò che tradizionalmente diciamo della tv. Un prodotto è di successo se fa audience sullo schermo, perchè porta introiti pubblicitari. Ma con Lost funziona così? Il telefilm vive una vita parallela saggiamente e massicciamente alimentata dalla lost experience. Una fenomeno che porta introiti economici di interessante rilievo. Strategie di questo tipo non sono certo una novità. Nuove mi sembrano però la scala, la qualità e gli effetti. La vita del telefilm “oltre” il telefilm ne garantisce il prolungarsi dell’esistenza in barba ai livelli dell’audience. Io certo preferisco un prodotto di breve durata ma di buona qualità. In ABC, invece, cercheranno di far fare alla gallina più uova possibili. Ed è per questo che, al momento, mi aspetterei almeno altre due stagioni. Almeno e purtroppo.

  • Sconcordo con paul: Lost non è tecnicamente infinito, non fosse altro per la sua collocazione spazialmente limitata, a differenza di X-Files ed Alias. Certo ciò non significa che non puoi tirarla avanti alla noia. Lo stesso vale per Prison Break: una volta evasi per quanto puoi andare avanti?
    Comunque concordo per quanto riguarda meglio poco e ottimo che tanto e noioso. Per dire: la quinta stagione di Alias era evitabile. Però 4 non mi piace come numero: 3 o 5 e ritengo che la prima opzione sia già persa. Concordo anche sulla fallacità dei season finales di due ore – a meno che non lo scrivano i sceneggiatori di Battlestar Galactica. Io voto per un arco di un cinque puntate in continuo crescendo. E con un finale non finale, aperto. Non nel senso di quelli che il-cattivo-è-ancora-vivo o che il serial possa continuare, ma nel senso di lasciare un’atmosfera di sospensione, di voluta parziale irrisuluzione e incompiutezza, che così ti spinga a pensarci anche oltre la fine. Un po’ tipo la fine di Quantum Leap, avete presente.

  • paul says:

    Hai perfettamente centrato il punto. Lost è tecnicamente un serial infinito, sempre aperto, come lo erano X-files, Twin peaks ma anche, si parva potest componere magnis, Alias, ai quali si è soliti accomunarlo (per quanto X-files, pur avendo un main plot infinito e ingarbugliato, risolveva ad ogni puntata un caso). Il loro successo è stato tutto qui: creare aspettativa, complicare la trama, mischiare le carte in tavola; poca roba insomma, se rivista ora, col senno di poi (oddio è chiaro che ci vuole mestiere anche a far quello, basti vedere quella porcata di Vanished). Sì certo, in TP c’era il semidio Lynch, ma solo nel pilot e nel prequel. Storicamente, i finali di serie che nascono con l’intenzione, in 2 ore di rispondere ad ogni interrogativo lasciato insoluto, sono sempre stati dei fiaschi clamorosi, roba da spanzarsi dal ridere per quanto comici (Smokin’ Man che fuma in una riserva indiana attrverso un buco in gola, poi bombardato dai militari…), con la sola funzione di palesare il salto dello squalo, con capriole e piroette. Lost mi sembra sia su questa scia, tanto che si era parlato di un gran finale al cinema. Ovviamente, vorrei che Gei Gei mi smentisse.

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