iPod video flop –> mercato video mobile flop?

November 20th, 2006 § 34 comments

Secondo Nielsen Media Research le funzionalità video dell’ultima generazione e mezza dell’iPod sono un flop clamoroso.

A quanto pare, meno dell’1% dei contenuti eseguiti su iTunes e sugli iPod è video. E restringendo il dato ai soli possessori di iPod 5G e 5.5G, il dato sale ad un misero 2.2%.

E’ chiaramente una sconfitta del modello di business su cui è costruito l’ultimo player di casa Apple. Insomma, i contenuti video non solo non vendono su iTunes, ma gli utenti non sono nemmeno disposti a guardarsi quelli gratis.

Su Gizmodo provano a chiedersi il perché di questa debacle, che di fatto conferma quanto vado dicendo da tempo: l’iPod attuale non è un lettore video, ma un lettore mp3 che costa come un lettore video.

A dire il vero mi inquieta un po’ che su Gizmodo perdano righe e righe discutendo della intrinseca scomodità di un player che per il video dispone di uno schermo piccolo e con pochi colori. La mia idea, infatti, è che chi compra un lettore multimediale portatile è più che disposto a scendere a compromessi con la qualità video. Insomma, ci si arrangia e non si prentende che uno schermo da pochi pollici ci dia sensazioni da sala cinematografica.

Il vero problema del’iPod e di molti player multimediali – tipo lo Zune – che mi pare che i ragazzi di Gizmodo si siano dimenticati è ben altro: la compatibilità con il corpus video circolante.

Mi spiego. E’ inutile perdere tempo a discutere di dimensioni dello schermo se il lettore multimediale portatile che stiamo per utilizzare non è compatibile con i formati video più diffusi online, ovvero DivX e XviD. 

I video su Internet si trovano prevalentemente in quel formato: la gente scarica e condivide i film, le serie tv, gli anime, i cartoni animati, i pornazzi, ecc. in DivX o XviD. E non mi sembra che ci siano all’orizzonte formati concorrenziali. Il che, tra l’altro, è un male, ma è un altro discorso (volendo lo affrontiamo in un altro post, col tempo).

Normalmente in questa fase capita il commento di qualcuno che mi scrive “sì, ma i file video si possono convertire in formati compatibili con i lettori multimediali”. Grazie al cavolo: non so se avete provato a convertire una puntata di Lost (42 minuti, 250 Mb) da DivX a H.264 o un qualsiasi formato compatibile con l’iPod. 

Avendo avuto un iPod per qualche giorno per le mani, ho fatto la prova con QuickTime Pro (che è a pagamento, by the way): su un pc ci mette delle ore. Anzi, ci metterebbe delle ore, perché nella maggior parte dei casi l’operazione resta lì, incartata a metà.

Avendo a disposizione un guru Apple, ho posto il problema. E ho scoperto che è cosa nota. Fortunatamente esistono utility terze e gratuite che fanno la conversione in “poco tempo”. Traduciamo la locuzione “poco tempo”: dai venti minuti in su, a seconda dei casi. E spesso si va molto su.

Beh, potrà sembrare strano ma venti minuti sono un tempo che attualmente pochi sono disposti ad attendere nell’ambito di una sessione informatica. Anche perché la conversione di un file ti porta via tutte le risorse del computer: mentre converti, l’unica soluzione è aprire il frigo, farti una birra sorseggiandola piano e avere taaaanta pazienza, perché il computer è ko.

Personalmente diffido di chi mi dice che venti minuti di attesa senza uso del computer (che, ricordo, sono un tempo minimo) sono accettabili, in una sessione. Anche perché l’informatica attuale, soprattutto per quanto riguarda i lettori multimediali portatili, va verso la piena integrazione tra hardware e software, prevedendo operazioni seamless, ultrarapide e automatizzate, con la gratificazione del risultato istantaneo.

Cioè, dopo tutti i discorsi sulla straordinaria importanza di iTunes e del suo perfetto connubio con l’iPod, che costituisce un modello di ergonomia, ecc. non è concesso fingersi di bocca buona di fronte ad un’operazione che ci uccide il computer per mezz’ora!

[al che apro una parentesi: ma sono sfortunato io – su tutti i 5 computer di casa – o iTunes su Pc ha la brutta abitudine di mangiare una quantità notevole di risorse, al limite dell’inutilizzo? Nei giorni in cui ho avuto per le mani degli iPod l’ho visto mostruosamente in crisi con la mia collezione di musica digitale che – lo ammetto – è pesantina, tanto che ho dovuto disinstallarlo e sostituirlo con un’utility terza che trasferisce la musica con un sano drag&drop, senza scaricare album art non richieste, senza sincronizzazione, senza balle inutili insomma]

La dimensione del fallimento del mercato video di Apple e delle funzionalità video del suo lettore multimediale, in verità, mi arriva da un’altra osservazione: sul Web è difficile trovare contenuti condivisi in formati compatibili con l’iPod. Fino a qualche tempo fa mi ero accorto che su alcuni siti di .torrent c’erano le puntate di alcune serie in formato iPod-compatibile. Ma erano scaricate da pochi, non avevano tanti seed ed erano praticamente inutilizzate. Poi sono praticamente sparite (e il servizio di vendita online delle serie tv via iTunes – lo rivela Nielsen Media Research – praticamente non ha clienti).

Per quanto ne capisco, questo è il segnale che un’opportunità tecnologica non è stata colta, cioè l’uso video degli iPod di ultima generazione non è diventato prassi comune. Se non lo fanno i pirati, non lo fa nessun altro, si sa.

Allargando il discorso, temo che la debolezza video dell’iPod (e dello Zune) stia tarpando le ali al mercato del video mobile o in mobilità. Per mille motivi, gli iPod stravendono e sono la grande maggioranza del mercato. La loro incompatibilità di fatto con i video mi pare un serio limite per lo sviluppo di servizi – legali o non – di fruizione dei video su dispositivi mobili.

Cioè, fino a quando zio Steve e zio Bill non si decidono a vendere lettori multimediali portatili compatibili col video DivX e XviD, il boom del video in mobilità temo non ci sarà. Certo, potrà esistere qualche servizio di nicchia, qualche mossa da pioniere e qualche iniziativa balzana, ma niente di serio o numericamente rilevante.
Ecco un caso in cui i due big dogs del mercato tecnologico (ma ci aggiungerei pure Sony e Toshiba, i cui lettori multimediali mobili non sono compatibili con DivX e XviD, tanto quanto iPod e Zune) rallentano l’innovazione tecnologica, tarpano le ali alla nascita di nuovi mercati e – tradotto in termini pratici – mi fanno venire voglia di scendere al giardinetto di sotto e calpestare le aiuole per protesta.

Il tutto a meno che, ovviamente, la gente rinsavisca e inizi a comprare i prodotti Creative, Archos, ecc. Non saranno stilosi quanto iPod e Zune, ma vedono i contenuti video che la gente condivide online. Insomma, sono una generazione avanti. Ed è una generazione importante: un salto come dalla radio alla tv, per capirci.  
Non accadrà. E continueremo a spendere soldi in prodotti vecchi ma di ottimo design. Retrogradi ma elegantissimi: molto belle epoque decadente.

§ 34 Responses to iPod video flop –> mercato video mobile flop?"

  • degra says:

    suz, è il commento più bello che abbia mai letto, sto ridendo tantissimo e solo per il “ma sei scemo?”

  • Suzukimaruti says:

    ma sei scemo?

  • andrea says:

    ei io sono andrea lancilla come state che bello eeeeee

  • andrea says:

    eee ciao come state io sono davvero soddisfatto

  • antonella says:

    non so come si trsferisce le fotoalla psp mi servono ti preco lo sapete rispondete al piu presto

  • stefano says:

    ciao
    senza entrare nelle diatribe mac/pc o ipod/zen/zune/altro dico la mia su quello che sembra essere il topic del video: sono sostanzialemnte d’accordo con quanto detto nel post da enrico. un player video portatile più che per il 15 alla fermata (anche io…) servirebbe forse per andare da amici e poter dire: ci guardiamo un film? senza portarsi dietro mezza videoteca…
    scrivo per una info: trovo allucinante che ipod non legga divx e xvid, non esistono modi per “craccare” ipod per farglielo fare?

  • stayin says:

    grazie suz per le dritte sulle utilities 😉

  • Suzukimaruti says:

    Kurai: ci mancherebbe: ergonomia e design sono fondamentali per un prodotto moderno.
    Detto questo, però, l’impressione è che nella valutazione d’acquisto di questa categoria di prodotti il design è un selling point troppo forte. Così forte da oscurare qualsiasi contenuto tecnologico, visto che il prodotto più venduto (cioè l’iPod) è tecnologicamente indietro di una generazione.
    .
    E questo è un male per il mercato e soprattutto per lo sviluppo tecnologico, in my opinion.
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    Il risultato è che da 5 anni i lettori multimediali portatili più venduti sono sostanzialmente uguali, cioè non evolvono. Al massimo crescono incrementalmente nelle prestazioni, ma non nelle feature, nei modi d’uso, ecc.
    Quanti anni è che tutti noi aspettiamo (chi coi soldi in mano, chi al varco) l’iPhone o un vero iPod Video? E perché non arrivano?
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    Ovvio che non è colpa – semmai merito – della Apple, che giustamente guarda al profitto e non al progresso.
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    La cosa triste, semmai, è che la concorrenza continua a fare prodotti migliori ma cercando di imitare il design Apple. Con l’effetto “me too” di cui parli.
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    Archos, unica eccezione, riesce a fare prodotti ottimi e a prezzi ragionevoli. E non insegue l’iPod, ma una via sua. Vende praticamente solo in Francia – dove è di casa – perché non mira al mass-market, ma sicuramente fa prodotti interessanti (es. i suoi prodotti spesso sono anche videoregistratori digitali portatili).

  • Kurai says:

    Tu te la prendi troppo con il design. Vedi quello come causa di ogni male e non le mille altre varibili che fanno sì che il mercato sia questo.
    In ogni caso, un buon design è un elemento irrinunciabile nella creazione di un certo tipo di oggetti; parlo dl design emozionale di cui diceva Norman. La domanda è questa: perché Creative e Archos non fanno nulla per migliorare i loro prodotti ANCHE sotto il profilo della comunicazione? Perché i primi non provano vie originali invece di scopiazzare iPod? In un ambiente dove contano le emozioni, quelli che fanno “me too, me too” sono malvisti. Per Archos il discorso è diverso. Loro la comunicazione non la fanno proprio per nulla.

  • garethjax says:

    Riguardo all’opzione dual-boot (boot camp) con il macbook pro… ci sto facendo un pensierino… e neanche troppo “ino”. 🙂

  • distretto71 says:

    Che dici… io sono un utente Mac, e pure fedele in fondo, ma a volte un dubbio mi viene: ma alla Apple ci fanno o ci sono? Così, solo per sapere… 😉

  • Suzukimaruti says:

    Beh, vista la lista mi sembra un’opzione ragionevole: sono praticamente tutti prodotti vecchi di almeno 3 anni!

  • distretto71 says:

    C’entra magari poco ma c’entra come info pratica per qualcuno: sul sito Apple http://docs.info.apple.com/article.html?artnum=93548 esiste una lista dei (non molti ma neppure pochi) player Mp3 compatibili con iTunes non Apple. Io, però, mi tengo stretto il mio iPod 5.

  • Suzukimaruti says:

    distretto71: è che qui siamo tutti WiMax 🙂

  • Suzukimaruti says:

    estragon: ma che divulgazione anti-Apple, qui si parlava d’altro, cioè di scenari digitali di mercato un po’ più complessi. Poco importa – almeno a me – se milioni di persone si comprano i prodotti (i più vari, non solo l’iPod) per moda, per conformismo o perché i media gli suggeriscono che è bello. Come diceva Marcello Marchesi “milioni di mosche non possono sbagliare, mangiate…” 🙂
    .
    Per di più ora a 50$ in meno, l’iPod 5.5G è un po’ meno un furto rispetto a prima. Continua a non essere un player video, tuttavia. Ed è questo il topic del post, cioè capire cosa succede in questo scenario monopolistico in cui l’innovazione non fa da traino al mercato, perché il design – io aggiungerei “disgraziatamente” – è troppo potente, almeno in questo settore.
    .
    Sul fatto che l’iPod sia uno status symbol non si discute. Ma, se permetti, è un’argomentazione a sfavore. Anzi, forse è proprio uno dei motivi per cui il consumo del video in mobilità non decolla: tuttora lo status symbol è un prodotto tecnologicamente “indietro”.

  • paul says:

    Così pareva all’inizio, ma alla Creative devono aver avuto uno scatto d’orgoglio: http://www.soundsblog.it/post/1148/creative-fa-un-passo-indietro-sulla-registrazione-da-fm . A maggior ragione tanto di cappello.

  • distretto71 says:

    Ok, ripiego in silenzio. Tutto troppo veloce qui… Sorry!

  • Suzukimaruti says:

    La Creative ha appena rilasciato un firmware che riabilita la registrazione digitale da FM sui propri lettori.
    Il bello è che il vecchio firmware non lo ha scaricato praticamente nessuno! 🙂

    http://www.gizmodo.com/gadgets/portable-media/creative-reactivates-fm-recording-for-zen-visionm-216165.php

  • Suzukimaruti says:

    Ah, dimenticavo una news balenga, off topic ma divertente. Oggi ad una conferenza il mitico Derrick De Kerckhove ha sfoggiato un computer nuovo, al posto del suo Sony Vaio Tx2 con lo schermo crepato.-
    .
    Era un MacBook nero, uno dei pochi che ho visto in mano a qualcuno che non fosse un dipendente della Fnac atto a spolverarli [ok, costano più che i bianchi a parità di dotazioni, ma sono mooolto più belli e soprattutto non sono bianchi!] e sopra ci girava… Windows XP!
    .
    Un po’ mi sono sorpreso, quando ha terminato la presentazione e chiuso PowerPoint. Attualmente conosco ben due utenti che usano BootCamp regolarmente e usano il Mac per farci girare esclusivamente Windows (ma uno di questi usa per lavoro un’applicazione Windows-only). Più uno che – intelligentemente – sul suo MacBook Pro usa OSX per le cose quotidiane e fa partire Windows per i videogiochi.

     

    Siamo nell’era dell’ibrido!

  • distretto71 says:

    Scusa Paul, ma a me pare esattamente il contrario: la Riaa (la Recording Industry Association of America, che in effetti svolge negli USA il lavoro – sporco – che fa la Siae qui da noi) ha invece “costretto” Creative a rilasciare un aggiornamento firmware per i lettori Zen MicroPhoto e Zen Vison che rimuove la funzionalità di registratore FM presente nei due lettori. Tutto questo segue la solitica politica del buzzicone-a-testa-bassa della poco-spettabile Riaa, che nel corso dell’anno passato ha persino cercato di convincere il Congresso a inserire nel cosiddetto “HD Radio Digital Content Protection Act” una serie di norme per limitare le capacità di registrazione dei contenuti audio nei dispositivi portatili. Torna?

  • Suzukimaruti says:

    degra: mi ricordo che la usava mia nonna, giusto all’epoca delle elementari. tipo “se non studi ti farai bagnare il naso da xyz” [dove xyz stava per non so quale lecchino odioso, già anziano a 7 anni]
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    distretto71: concordo pienamente: la dizione “Video” sull’iPod e l’implementazione patetica del Wi-Fi sugli Zune è puro marketing per chi ama l’accumulo di features. Di fatto non si fanno usare.
    E’ uno dei motivi per cui io utente, ora come ora, comprerei un prodotto Creative.
    .
    Domiziano Galia: su QuickTime devo confessare che ci sono rimasto male. Premetto che l’ho sempre patito perché su Pc è praticamente impossibile non averlo come processo residente in memoria anche quando non lo si usa. E si cippava sempre mentre cercavo di usarlo.
    Devo dire che la versione Pro è ancora peggio.
    Un po’ mi inquieta, perché da Apple mi aspettavo di meglio (e normalmente fa di meglio). Direi che in questo momento è l’anello debole della catena di valore dell’iPod.

  • paul says:

    E” notizia di pochi giorni fa che la Riaa, cioè la Siae italiana, per dirla banalmente, ha fatto pressioni sulle Case produttrici di lettori mp3 per eliminare la possibilità di ricevere la radio FM dai propri device. Ovviamente alla Creative li hanno mandati a quel paese, a differenza della Apple (che in realtà non l’ha mai implementata). Per dire come ci siano aziende (più) dalla parte dei consumatori di altre e che non è tutto sempre e solo un magna magna.

  • ImTOO iPod Movie Converter è un programmino del cazzo, ma funziona a dovere. Ci vogliono i suoi 20minuti per 350MB e deve fare una conversione alla volta sennò si incricca. Però converte sempre giusto.
    QuicktimePro invece non mi ha mai funzionato, e questo è davvero un paradosso. Non pensavo peraltro di un tale flop dei servizi video. Oltretutto io, da quando mi son preso un ultralight notebook uso quello per vedermi i serial. Il mio iPod è lì fermo da più di un mese…

  • degra says:

    se mi si passa un OT decisamente OT: l’espressione “bagnare il naso” non la sentivo da quando ero all’asilo. E mi sono accorto solo ora di sentirne la mancanza.

  • distretto71 says:

    Vediamo un po’… Per chi ha un Mac (ahimé, per i pc semplicemente mi spiace, non frequento abbastanza il circondario…) la miglior utility che ho scovato per la conversione dei video è iSquint (www.isquint.org), un prodotto freeware che fa da traino per un software commerciale (VisualHub, che fa anche il caffé, convertendo verso l’iPod da PSP, DV, DVD, Tivo, AVI, MP4, WMV, MPEG e Flash: almeno dicono loro). Che QuickTime (e nella versione Pro) ovvero una tecnologia proprietaria e davvero core di Apple si faccia bagnare il naso (eufemismo) da un software free è semplicemente scandaloso. Il miglior sistema integrato per audio-video-bla-bla che non riesce a gestire in modo decente un formato p-r-o-p-r-i-e-t-a-r-i-o! Mah!
    Ricordando che mi piacciono i Mac (anche) perché odio Windows cerco di tenermi il più possibile equidistante: credo che sia l’iPod con la parola magica “video” che lo Zune con la formula stregonesca “wi-fi” non abbiano fatto altro che banale e bieco marketing. Il messaggio è più da saponetta che altro: comprate QUESTO! Perché lava più bianco del bianco, non lascia macchie e aloni e… avete sentito che buon odore?! Fine. Detto ciò, e per far capire che non ho messo di mezzo lo Zune per amor di polemica, il video personalmente lo avrei visto davvero bene forse solo sulla PSP portatile (ma non in un formato, ennesimo, proprietario) semplicemente per il fatto che una PSP giustifica una cosa non da poco: portarsi in giro un altro aggeggio. La mattina, nel momento di preparare il tutto prima di uscire sembra ormai di essere Schwarzenegger in “Commando”: il portatile, con alimentatore (e chi è più sfortunato magari anche chiavetta modem e cosette varie), poi il cellulare (e chi è più sfortunato – in questo caso io – e si è incaponito nell’acquisto di un N80 deve ricordarsi anche il caricabatterie, più l’aggeggino per ascoltare la radio più l’auricolare), poi l’iPod (con cavetto per la connessione al Mac e cuffiette). Personalmente aggiungo un cavetto Firewire (che spesso mi è servito), qualche cd e dvd (può sempre servire) e ho finito la dotazione di minima. Poi ci sono chiavi (casa e ufficio) eccetera eccetera. E al ritorno… ogni sera, osservando la sfilza degli aggeggi di casa che si ricaricano occupando una mezza dozzina di ciabatte, penso che prima o poi dovrò ricordarmi di chiedere un upgrade del contratto di fornitura per la rete elettrica. Avere tutto ciò e usarlo al 100 per cento è un impegno in sé: da una parte ci sono resistenze (almeno così è per me) dettate dall’abitudine. E queste vanno combattute con l’intelligenza. Dall’altra c’è anche la comodità: ho dietro il portatile… beh, in treno un film me lo vedo sul portatile. In albergo pure. Già un cellulare che facesse da cell+ipod+zune sarebbe interessante (N95?): averlo in mano (passatemi sotto silenzio i commenti post erotici da Nadia Cassini) sarebbe già una tentazione per usarlo (commenti ammessi: me li sono cercati). Poi: un conto è vivere in paesi dove i trasferimenti lunghi sono quotidiani (vedasi Usa), un conto è stare sul 15 in attesa alla fermata (o sulla metro per chi ce l’ha: noi qui a Torino l’abbiamo giocattolo, per adesso). Per finire: credo che né Apple né Microsoft abbiano interesse a fare di più, adesso: PRIMA devono venderci tutti questi aggeggini, POI tireranno fuori quello che noi vorremmo già adesso. E temo proprio che IO, pavloviano discendente del primo topo Pavlov, correrò all’acquisto. Magari della seconda serie, magari un po’ usato… magari

  • Suzukimaruti says:

    metroguida: lì il discorso è più complesso ancora e meriterebbe un post ad-hoc. Il fatto è che il dvb-h è uno standard che non decolla per mille motivi, primo fra tutti il fatto che lo vendono le compagnie telefoniche, cercando di farci pagare contenuti che abbiamo normalmente gratis (chi pagherebbe x euro al mese per vedere la Rai e Mediaset che da secoli consideriamo gratis?).
    Poi c’è un problema di segnale, che va e viene e si vede solo all’aperto.
    .
    Ma più di tutto c’è un problema di formato: per ora ci ripropongono la tv sul cellulare, cioè un trasferimento puro di un modello.
    Invece con la tv in mobilità si potrebbero fare cose nuove, sperimentare nuovi linguaggi, nuovi format, ecc.
    .
    Ma se ci aspettiamo che Tre abbia l’intelligenza di capirlo (un’azienda che fa della pubblicità così cialtrona, grottesca e intimamente fascista e inzuppata di VIP discutibili come può essere “intelligente”?), campa cavallo.
    .
    Ora come ora il DVB-H mi sembra lettera morta. POi magari nel 2007 accade qualcosa. Forse il calcio può fare da traino, boh.

  • Suzukimaruti says:

    stayin, ti rimando a http://www.distretto71.net per quelle per i Mac.
    .
    Su windows, ho usato A-one e Aplus per convertire i DivX in formato iPod. Se li cerchi su Google li trovi facilmente.

  • stayin says:

    quali sono le utility terze e gratuite??? dicci dicci 🙂

  • Boe Szyslak says:

    ma è per questo che io ho scelto il creative zen vision: m!
    legge tutti i formati video (e audio ovviamente): basta trascinarci dentro divx xvid e quant’altro e lui te li legge subito. è grosso e capiente come un ipod, costa uguale (se non meno), in più ha la radio e il microfono integrati. e in più non è neanche schifosamente trendy. cosa vuoi di più?

  • estragon says:

    Ufff…..che palle. Ennesima dimostrazione che nonavete capito ancora niente della apple. Caro suz, come tu BEN sai, l’iPod video l’ho avuto anch’io e me ne sono disfatto dopo 2 o 3 mesi. Motivo? Troppo grande e troppo spazio per le mie reali necessità…ovviamente il tutto è = a troppo costoso . Diciamo che mi sono tolto uno sfizio.
    Bene. Non c’entra, marimane il fatto che ti ostini nella tua battaglia (persa) di divulgazione antiapple.
    Saresti dovuto arrivare prima. Ormai l’iPod (che non è che sia il mio prodotto apple preferito), è uno status symbol.
    Se vai all’uscita di una qualsiasi scuola del mondo occidentale e chiedi ad un ragazzino se scambierebbe il suo ipod con un “qualsiasi” altro prodotto simile, ma diverso, quello ti manda a stendere. Non gliene frega niente se legge 40 formati audio non 41 o se per mettere un divx scaricato da sw PtoP deve passare per un’altro programma. Se vuole lo mette lo stesso, ma farsi vedere in giro con un ipod, per lui sarà cosa ben diversa che andare in giro con uno zune color cacarella….

  • Kurai says:

    Aggiungo, per la precisione, che non è vero che i filmati su iTms non vendono. La stessa Nielsen dice il contrario.

  • metroguida says:

    Il paragone lo si potrebbe fare anche con i contenuti video dei Telefonini Umts. Non risulta che finora la Tre abbia fatto un successo con la sua “Televisione” portatile.

  • Kurai says:

    I lettori Archos in effetti hanno un design tutt’altro che brutto secondo me.

    Io ho un iPod Video e in effetti non ho quasi mai utilizzato la funzione di riproduzione dei filmati (anche perché le serie americane preferisco guardarle con calma e soprattutto con i sottotitoli sull’iMac di casa). Ci guardo i videocast, quelli sì, e mi sento di dire che la funzione video di questi player sia più che altro orientata a quel tipo di contenuti.
    Anche perché non so voi, ma quando sono in giro sono in giro, e difficilmente ho più di cinque-dieci minuti di tempo. Secondo me il contenuto andrebbe connaturato anche sotto questo aspetto all’uso che se ne fa. Scommetterei (ma non ho dati alla mano) che i filmati che vendono di più su Itms non sono le serie, ma video musicali e shorts pixar.

    Comunque il discorso è complesso, molto più di quanto appaia (il formato DivX è malvisto, a torto, da chiunque cerchi accordi con le major, per ovvi motivi) e non è solo una questione di mercato e di design. Mi riprometto di scriverne qualcosa appena ho un attimo.

    Anyway, su mac la conversione si fa con iSquint, gratuito e comodissimo. Ma hai ragione sui tempi, pienamente. È molto poco probabile mettersi a fare conversioni di intere serie. Sul fatto che non si riesca a lavorare su nient’altro, non saprei… forse su pc 🙂

  • bayle says:

    Non so come darti torto. Pur avendo un iPod Photo, una mia amica soffre le pene dell’inferno per convertire i video nel formato proprietario dell Apple, ha fatto due conti e le risulta che il 55% delle volte la conversione si blocca o ci mette più di 4 ore ed i video di partenza non superavano mai i 350mb…

    Altra cosa, a me i lettori Archos piacciono, e parecchio! Sarò l’unico?

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