Advertising tarocco

November 16th, 2006 § 19 comments

Noto con piacere che l’inquietudine per la strana mania di questi tempi di proporre pubblicità in cui prevale la dimensione “tarocca” dell’esistenza non prende solo me.

Il buon EmmeBi, infatti, si preoccupa per la pubblicità del Parmigiano Reggiano che rifà il verso a “Mamma Maria” dei Ricchi & Poveri (che per inciso internazionalmente è considerato un classico della tarda disco-foxtrot e ha consacrato per molti europei il baffo, la brunetta e il biondo come una sorta di versione mediterranea degli ABBA).

In effetti è vero: di fronte ad una pubblicità simile la voglia di buttarsi sul pur peggiore Grana Padano è altissima. Grazie al cielo anche loro fanno una pubblicità da fucilazione istantanea (quella di “padao!”, per cui uno sogna che in Brasile torni la dittatura), quindi a parità di schifo non si cambia.

In compenso i casi si moltiplicano. Se ascoltate la radio (e vi consiglio caldamente di farlo) sicuramente vi sarete sorbiti pure voi l’ennesima pubblicità Ferrero (che, diciamolo, se le fa in casa e riesce a produrre sempre il peggio del panorama nazionale: l’advertising più cialtrone, fuori moda, ottantoide e sgradevole nelle forme, nel merito e nei valori espressi), cioè quella in cui per pubblicizzare i Mon Cheri hanno riscritto il testo di “Splendido splendente” della Rettore, compiendo un altro recupero anni Ottanta assolutamente perdibile.

(nota: va pure in tv, ma me la sono persa; si intitola “Splendido fondente”: la trovate qui, se proprio ci tenete)

Ma evidentemente il tarocco, il fake, è un po’ la cifra di questi anni, soprattutto in un paese che è stato governato per 5 anni da un uomo finto, lampadato, imbellettato, trapiantato, taccato (interno) e vestito sempre uguale come un personaggio dei fumetti.

(per approfondire, tra l’altro, l’ultimo numero di Miele – che è una delle riviste underground più belle in Italia – è totalmente dedicato al concetto di fake)

Come spiegarsi, altrimenti, la scelta agghiacciante di Fiat di produrre la tristissima pubblicità con la versione taroccata (quella da discoteca, ma la più scadente tra la varie imitazioni) del “Po-po-po-pooo” dei mondiali, cioè “Seven Nation Army” dei White Stripes?

Ma soprattutto, come spiegarsi la pubblicità della Lancia in cui Alessandro Gassman inonda d’acqua una sosia dei Penèlope Cruz?
L’ultima volta che ho visto un uso così non ironico (e truffaldino) dei sosia era per quella ditta tremenda che produce elettrostimolatori (credo sia la Tesmed, poi passata a sponsorizzare il programma della DeFilippi), in cui compariva il sosia di Del Piero, per di più su un campo di calcio: vera e propria circonvenzione di incapace.

A dire il vero non c’è da meravigliarsi: la circonvenzione d’incapace è – dicendosi la verità un po’ crudelmente – il core business della pubblicità. Mette un po’ di tristezza, invece, la completa mancaza di ironia in questi taroccamenti.

Insomma, tra il citazionismo, il mashup e la cialtroneria c’è una bella differenza. Alcuni top brand italiani evidentemente non la colgono. O si affidano a creativi tristi.

§ 19 Responses to Advertising tarocco"

  • kiaramente says:

    genericamente su Ferrero la scelta musicale non è azzeccatissima soprattutto per il fatto che la grafica ammicca a un film di 007 e la canzone …è di Donatella Rettore. Tutto detto.

  • Suzukimaruti says:

    E’ che sono gli anni del fake, Violè. Even better than the real thing.

  • Violetta says:

    Mi accorgo solo leggendo questo post di aver SEMPRE scambiato la pubblicità del’elettrostimolatore come un reale spot con il reale Del Piero (e di aver pure razionalizzato la “coincidenza” così: magari ha un bisogno di soldi dirompente e il contratto con Uliveto non è un’esclusiva assoluta”).

    C’è un nesso tra questo buffo fatt e il fil rouge della cialtroneria?

  • FRa' says:

    Da un articolo di Gabriella Grillo su MediaForum n 34: (…)”Abbiamo fatto una scelta di rinnovamento generale di grafica e comunicazione, – spiega Leo Bertozzi, direttore del Consorzio- a partire dal logo e dal nuovo pack, prima su fondo blu, ora nero e IN GRADO DI METTERE IN RILIEVO LA STRUTTURA DEL PRODOTTO.” (…) ”Anche il claim e’ cambiato: dal precedente ”Solo il parmigiano reggiano e’ uguale al parmigiano reggiano” siamo passati a ”Quando c’e’ si nota”.”Un cambiamento guidato dalla scelta di voler passare dal focus sul ”come” e’ fatto il Parmigiano Reggiano, al ”quanto vale”, coinvolgendo il consumatore piu’ sul piano emotivo che su quello razionale. Lo spot (…) e’ un vero e’ proprio musical (…) al quale partecipano piu’ di 50 attori, tra cui i piu’ importanti ballerini bulgari della National Opera di Sofia ed acrobati. (…). Investimanto di 8,5 milioni di euro. Agenzia Max Information. Direzione creativa: (3DC!) German Silva, Haitz Mendibil e Heki Mendibil (anche copy) Art director Jose’ R.Rodriguez e Gianluca Regnicoli. CDP: Diaviva. Regia: Sebastian Grousset.

  • livefast says:

    tutto vero, ma non sono convinto che quella della Ferrero sia cialtroneria. preferisco pensare che sia una rafinata trash strategia, la quale, peraltro, funziona benissimo. dall’ambasciatore dei rocher a “mi vuoi tutta ciccia e brufoli” una sfilza di orrori *che tutti ricordiamo perfettamente*, è più di quanto si possa dire di gran parte delle campagne intelligenti alle quali abbiamo assistito.

  • degra says:

    Sì, ma mentre l’essere truffaldini (e malfidati,di riflesso) non è un granchè bello, l’essere scorreggioni appaga, e poi non è tanto male, dai…
    D’altra parte l’Italia È trash. Chi non ha in casa la gondola che si illumina sopra il televisore o il cessetto in miniatura con scritto sopra “il papa e il re qui sopra sono come me” (o simili)?
    Io no, ma ne ho viste ovunque anche di molto peggio, anche se ormai sono retaggi anni ’70, ma visto che si ripesca nella musica per la pubblicità…

  • FRa' says:

    Ma non c’erano dei travestiti carnascialeschi anche su uno spot per l’insalata di riso? Idea vecchia, realizzata male e con colonna sonora tra le peggiori. Pero’ pero’, in Italia si parla solo di queste pubblicita’, di Siffredi e patatine, di Buona seeera di Fiat. Siamo un paese di truffaldini e scoreggioni. Cazzo culo figa pernacchia fa ancora idere, come nano, grasso, quattrocchi, negra, sardignolo, mafioso, finocchio, cicciona, pelato, scroto. Comunque Campari e Jagermaister mi danno piu’ fastidio di Parmigiano Reggiano.

  • mawriter: sì quel video sembra una roba tipo i teletubbies sotto acido…

  • mawriter says:

    A me hanno rovinato un ricordo d’infanzia: Mamma Maria la ballavo nella mia cameretta come una pazza, mandando avanti e indietro il mangiacassette. Ora mi immagino sempre un tizio in un costume di gommapiuma…

  • Suzukimaruti says:

    A me ricorda il video di Skin Trade dei Duran

  • Mio dio il video è mostruso. Il cerchio di fuoco con la silouette di donna in mezzo poi credo di averlo già visto in qualche video di Madonna o di Goldfrapp – che non è la stessa cosa, me ne rendo conto, ma tant’è.

    Posso spezzare una lancia in favore dell’ABOLIZIONE del finale di OGNI spot di prodotti al cioccolato (e non) in cui la donna di turno mangia il prodotto e allude SEMPRE al sesso orale?

  • Marco says:

    Sauro, in effetti credevo che nella pubblicità cantassero Mama mia degli Abba. Questa cosa dei ricchi e poveri mi lascia un po’ basito. si conferma il fatto che il mio orecchio è peggiore di quello di che guevara…

  • Suzukimaruti says:

    io la Autieri la detesto e schifo con tutto il cuore

  • TOlove says:

    Quella del parmigiano è talmente demenziale che mi piace…

  • E la cosa che più m’eccide è che “Splendido Fondente” la canti Serena Autieri che è donna di gran classe. Il fatto non è mica il tarocco o il cantato, che è pure brava. E’ il video. E’ agghiacciante. Vorrei morire.

  • degra says:

    E tra l’altro Mamma maria e Mama Mia si mixano perfettamente alla fine del ritornello, e quando c’è la pubblicità del Parmigiano ce la canto sempre sopra 😛
    In effetti la cialtroneria è di casa, ultimamente. Passi per quella bibita con Aquarius e la piscina piena di ciccioni, che poteva essere volutamente trash, ma Splendido Fondente no, non lo accetto…

  • Sauro says:

    Ma sei sicuro, Marco? Appartengono allo stesso “genere” e hanno la stessa “cadenza” (diciamo così), ma non mi sembrano proprio uguali uguali. Sei sicuro che sia una cover o è una cosa che pensi tu? Semplice curiosità, eh?

  • Andrew says:

    “Mamma Maria” è dei R&P, “Mama mia” è degli ABBA. E non sono uguali, benché entrambe orecchiabili.
    Il tarocco è il core business della pubblicità, da sempre. E’ sempre stato finto l’attore che decantava il prodotto, così come l’immagine del prodotto (non a caso, sulle scatole dei cibi, c’è scritto “L’immagine ha il solo scopo di illustrare il prodotto”…
    Piuttosto è deprimente la scena globale, ove non si fa altro che riciclare qualcosa di già visto (una musica, una foto, un personaggio), che finisce poi per divenire un tormentone di ritorno, con il paradosso di ragazzini che ascoltano robe tipo i Village People e la disco degli anni 70 (rigorosamente remix) come se fosse il non plus ultra della novità.
    Stendiamo un velo pietoso sulla Fiat, che non riesce nemmeno ad inventare dei nuovi nomi per i suoi modelli… come se la gente comperasse una scatola con le ruote solo perché si chiama Panda.

  • Marco says:

    Faccio umilmente notare che Mama mia è degli Abba. Salvo che questi abbiano fatto una cover dei Ricchi e Poveri, ma non credo

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