Dovrei, ma non posso

November 30th, 2006 § 10 comments § permalink

Dovrei parlare delle nuove dichiarazioni di Mario Placanica, dei carabinieri che – ucciso Carlo Giuliani – in caserma festeggiano e fanno il coro cantando “uno di meno” come allo stadio e regalano a Placanica un basco dicendogli “benvenuto tra i killer” mentre brindano. E non sono carabinieri

Dovrei proprio farlo, perché sono cose talmente mostruose da non meritare il silenzio. Perfino un poveretto come Placanica non ha resistito al rimorso di fronte a tanta mostruosità. E non ha resistito, dopo anni in cui si è tappato la bocca, di fronte allo scempio del cadavere per nascondere le prove, di fronte al cranio fracassato col sasso, al Defender che passa 2 volte sul corpo morto.

Ecco, dovrei scrivere tutto questo. E’ un post che ho iniziato a scrivere decine di volte già dai tempi in cui avevo il blog su Splinder. Ogni volta non riesco a scriverlo perché la rabbia mi fa letteralmente sclerare.

Anche oggi non l’ho scritto, ma voi fate finta di averlo letto. Se siete degli esseri umani – anche se siete di destra – fate finta di averlo letto, tanto sapete già cosa avrei scritto.

La mia unica preoccupazione è che ora mi ammazzino pure Placanica. Ora che ha parlato è troppo pericoloso per i Carabinieri. Ci mettono poco ad organizzare un incidente d’auto o una disgrazia a scelta. Pensate l’ironia della sorte (e meravigliamoci per l’umanità): è stata la madre di Carlo Giuliani la prima a consigliargli di farsi proteggere.

Un tributo ad un piccolo grande campione

November 26th, 2006 § 18 comments § permalink

Gol così non se ne vedevano da anni.

Un grande campione per il centenario (si fa per dire: in verità gli anni sono molti di più).

Il corpo del (Cavaliere – Duce – Lìder Maximo)

November 26th, 2006 § 21 comments § permalink

Oggi – svenendo ad un congresso a Montecatini – Silvio Berlusconi ha accusato una delle più grandi sconfitte politiche della sua carriera. Attenzione, non sto gongolando perché il capo dei “cattivi” è svenuto e sta male (anche perché gli auguro molto di peggio, cioè una condanna a vita all’irrilevanza), ma semplicemente guardando il fenomeno Berlusconi così come noi lo comprendiamo.

Diversamente da altri leader politici, Berlusconi ha fondato il suo successo sul mito dell’invincibilità. Il Berlusconi immaginario, cioè quello che ci presentano i media e che lui fa di tutto perché coincida con quello reale, è un chiaro oggetto di preteso superomismo, un invincibile che non invecchia (il suo medico Scapagnini lo ha definito “tecnicamente immortale”), che batte le insidie del tempo (lifting, trapianti, ovviamente lontano da occhi indiscreti), che non mostra mai segni di stanchezza e che ci viene rappresentato mitologicamente come un uomo che lavora 20 ore al giorno, instancabile.

Costruirsi un’immagine simile è fondamentale per ottenere consensi dalla destra italiana. Si sa, all’italiano medio(cre) piace l’uomo forte e da sempre si è fatto affascinare da chi mostrava i muscoli, fossero essi fisici o verbali. Non è un caso che la storia italiana sia un susseguirsi di passaggi del paese dalle mani di un preteso superuomo ad un altro: da Mussolini ad Andreotti, da Andreotti a Craxi, da Craxi a Berlusconi. Poco importa che questi abbiano abbracciato “il lato oscuro della forza”, incarnando l’abuso di potere, la sopraffazione, il malaffare, il malcostume: la destra italiana è affascinata dal padre-padrone e sicuramente secoli e secoli di cultura maschilista e patriarcale non contribuiscono a migliorarne l’attitudine.

D’altronde basta pensarci: dal Mussolini invincibile a torso nudo che miete il grano e sulla cui potenza sessuale si vociferava in tutto il paese, alle voci sulle amanti di Craxi o l’immortalità di Andreotti, il filo rosso è evidente. Ancora di più lo è per Berlusconi, che – nell’immaginario che cerca di trasmettere il suo staff – unisce immortalità e superomismo, con una bella dose di machismo.

Il problema di questa immagine da “supereroe dotato di minchia” (scusate la finezza, ma credo renda l’idea) è che è difficilissima da tenere. Finora per Berlusconi è stato relativamente poco faticoso: aveva 6 canali televisivi amici, un po’ di giornali compiacenti e un bel po’ di giornalisti a modo loro affascinati dal fenomeno, così tanto da non violarne il mito (penso a Marcello Sorgi, moscissimo contraltare a Porta a Porta, ma anche al sempre più ambiguo Paolo Mieli o ad Augusto Minzolini, che non mi stupirei di scoprire che è sul suo libro-paga).
Non è un caso che l’ufficio stampa di Berlusconi è prodigo di foto ufficiali, scatti autorizzati, ecc. per i media: l’immagine del superuomo va curata, garantita e non ci devono essere errori. Ma basta pensare alla mitica copertina di Panorama (giornale suo) con Berlusconi preso di nuca e con la pelata cancellata da Photoshop per rendersi l’idea di quanto conta il mantenimento di un’immagine forte.

Il mito di Berlusconi, quindi, in parte era il suo corpo. Non è una cosa nuova in Italia: è stato così anche per Mussolini, anzi sul tema c’è un bellissimo saggio di Sergio Luzzatto intitolato “Il corpo del duce”, che inquadra perfettamente il “mito fisico” del potere.

E ora questo corpo ha fallito pubblicamente. Niente da meravigliarsi, a quell’età è normale. Il problema sorge quando mascheri la tua età e il trucco si scopre. Di fronte al pallore di Berlusconi – giallastro nonostante il cerone – non c’è ufficio stampa che tenga, non si può fare nulla. Poi sviene, con gli occhi spenti, il labbro inferiore deformato, come un qualsiasi settantenne che ha chiesto troppo alle sue energie.

Mettiamo da parte la pena (non ne provo: per me è facile) e pensiamo che questa è la crepa nella diga del superomismo berlusconiano. Basta così poco per evocare una presa di distanza in molti dei suoi: i tanti che lo votavano e supportavano perché “uomo forte”. I miti fanno in fretta a crollare o a sbriciolarsi un po’.
Non è un caso unico: basta guardare la malattia di Fidel Castro, tenuta segretissima. E anche la fretta con cui i servizi segreti americani hanno diffuso l’immagine di Castro che – ad un comizio – cade da una scaletta e si rompe una gamba: distruggere l’immagine invincibile del dittatore cubano è più importante che distruggere lui in persona (anche se ci hanno comicamente provato più volte).

Certo, ora la sua stampa berlusconiana tenterà di salvare il salvabile facendone una vittima, un martire devoto che professa così fortemente le sue idee da farsi venire un coccolone. Ma la realtà è altra: l’invincibile ha mostrato un momento di umana debolezza e ha dichiarato a tutti di aver contato un sacco di balle.
Potrà sembrare strano, ma la mia impressione è che questa è una balla – tra le decine di migliaia dette da Berlusconi – molto più comprensibile di altri. Cioè, la nonnina di Vigevano rimarrà più colpita dal crollo di questo mito, che non dal sapere che Berlusconi era iscritto alla Loggia P2, che era un corruttore di finanzieri, ecc. D’altronde il mito superomistico è assoluto per definizione: basta inciamparsi una volta e si rischia grosso.

Certo, vedere le immagini di oggi mi ha fatto effetto (tanto), perché non ho potuto non pensare alle stesse immagini di più di vent’anni fa quando, in un’occasione simile, Berlinguer si sentì male e nel giro di poche ore morì.
Le stesse immagini, ma un’attitudine e un destino diversi: Berlinguer che continua, che sta male e non lo nasconde, con il pubblico a gridare “basta, fermati”.

Ma quello che più cambia è la figura umana: il superomismo di Berlusconi è su un altro pianeta rispetto a Berlinguer, la cui debolezza fisica era la manifestazione fenotipica della sua irrequietezza problematica, del suo vivere di domande intelligenti e non di sicurezze assolute, pronte a crollare al primo inciampo. Berlinguer non si curava certo della sua immagine (erano anche altri tempi), ma era naturale: pur essendo il segretario del più grande partito comunista d’Europa non aveva costruito su di sè alcun mito.

berlinguer e fidel castroC’è un’immagine che ritrae benissimo questa caratteristica di Berlinguer, che poi era la sua vera forza: un Berlinguer piccolo e secco, con un improbabile completo carta da zuccero, schiacciato fisicamente da un Fidel Castro in divisa che sembra Superman: un superuomo e un uomo forte dei suoi dubbi.

A volte un’immagine vale più di mille parole e questo mi sembra il caso.

Certo, l’auspicio è che l’intelligenza media di questo paese crescesse un po’, dopo anni di buio destrorso. Un po’ mi inquieta e sapere che un pezzo di Italiasi fa ancora affascinare dal mito del più forte.
Ma più che tutto mi fa tristezza sapere che questo mito si è rivelato fasullo, che il più forte è un fanfarone che fa il gradasso dall’alto del cumulo di balle che ha raccontato. Oggi è caduto, per di più in diretta tv. Il suo karma finalmente comincia a manifestarsi. E scommetto che già da domani piacerà un po’ di meno a molti dei suoi. Non agli aficionados, ma ai tanti che dicono “io non mi occupo di politica/rossi e neri sono tutti uguali” e alla fine scelgono sempre male.

 

RIP – Philippe Noiret – aka “Il Perozzi”

November 24th, 2006 § 14 comments § permalink

“Io restai a chiedermi se l’imbecille ero io, che la vita la pigliavo tutta come un gioco, o se invece era lui che la pigliava come una condanna ai lavori forzati; o se lo eravamo tutti e due” (Philippe Noiret/Perozzi in “Amici miei”, a proposito di suo figlio, rigidissimo e imbottito di senso del dovere)

Scompare Philippe Noiret, cioè un signor attore, bla bla bla.

In verità per quanto mi riguarda posso anche dimenticarmi “La grande abbuffata” e la versione cinematografica di “Zazie nel metrò” e finire per ricordarmi solo la sua interpretazione del Perozzi nei primi due “Amici miei”, film che temo di sapere a memoria dalla prima battuta ai titoli di coda. (una preghiera per gli amici: evitate in mia presenza di citare anche una sola frase da “Amici miei”, perché poi mi sento in dovere di citare per intero tutto il passaggio, poi la scena successiva e così via per ore, fino a quando qualcuno mi tramortisce con un forte colpo di randello – nodoso – alla nuca)

E’ sua la voce fuori campo che racconta i primi due film. La stessa voce che ad un certo punto produce l’indimenticato: “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione”.

Non prendetela come una reductio: è che la sua parte in quei due film mi basta e avanza per considerarlo un grande (doppiato perfettamente – nel primo film – da un ottimo Renzo Montagnani, poi chiamato nel secondo a interpretare il Necchi al posto di Duilio Del Prete). Per quanto mi riguarda, la sua carriera può fermarsi qui: non ho bisogno di altro.

Mi resterà sempre il dubbio se anche lui, prima di morire, ha fatto la supercazzola al prete (quella che – quando danno il film in tv – solitamente viene tagliata).

Uccidete la democrazia – guida pratica

November 23rd, 2006 § 29 comments § permalink

Hi già postato sul tema dei presunti brogli della destra al potere durante le ultime Elezioni Politiche, lo so. E ho anche preso le distanze dalla sinistra allarmista e complottista.

Però mi interessa seguire l’affaire-brogli da molto vicino, anche perché mi sono fatto l’idea che le elezioni dell’aprile 2006 siano le prime in cui è facilmente ravvisabile un sistema di taroccamenti sistematici del voto, visibili ad occhio nudo.
E non sono il solo, visto che Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani e il regista Ruben H. Oliva hanno pensato la stessa cosa e fatto partire un’indagine giornalistica che non sembra affatto campata in aria e che solleva non pochi dubbi.

Riassumo – a beneficio di chi non ha voglia/tempo di seguire i link che riporto nel post – la questione, in pochi semplici punti (qui un articolo che ripercorre i temi del film):

1 – Domani esce in tutte le edicole (prenotatelo oggi, perché andrà a ruba) il film di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani che indaga sui brogli del 10-11 aprile 2006. Qui il trailer. Qui un’intervista a Deaglio sui brogli. E qui il sito ufficiale del DVD, consigliatissimo. (nota: funziona male, perché ha troppi lettori o perché qualcuno tenta di boicottarlo, non so: nel dubbio insistete). E qui l’intervista a Deaglio fatta da Lucia Annunziata, grazie ad Axell.

 

2 – Il sospetto principale che anima il film è che nei due giorni di elezioni siano stati compiuti brogli sistematici a favore – ovviamente – del centrodestra allora al potere, tali da rovesciare un risultato elettorale altrimenti marcatissimo, con distanze irrecuperabili tra il centrosinistra vincente e il centrodestra in crollo verticale di consensi.

 

3 – Il meccanismo dei brogli è relativamente semplice, oltre che un classico, sebbene in versione digitale: prendere le schede bianche e votarle, favorendo un partito di centrodestra (nello specifico Forza Italia).

 

4 – Il sospetto nasce da un insieme di fatti curiosi.
Il primo è il crollo del numero (e della relativa percentuale sui votanti) delle schede bianche, ridotte più o meno ad un quarto del trend nazionale: un fatto inspiegabile, che non ha precedenti, contando che la percentuale di schede bianche è un dato sostanzialmente costante da 30 anni, con scartamenti irrisori.

Il secondo è la distribuzione quantomeno dubbia della percentuale delle bianche. Mi spiego: ci sono regioni in cui storicamente ci sono percentualmente più schede bianche di altre, con differenze anche sostanziali. Curiosamente, nelle Politiche del 2006 la percentuale di bianche è diventata sostanzialmente una costante, simile da regione a regione.

 

5 – Ci sono anche scenari accessori che alimentano il sospetto che il governo Berlusconi abbia taroccato le elezioni.
Il primo scenario riguarda i dati pubblicati dal Ministero degli Interni. Pensate: tuttora sono provvisori e il dato delle schede bianche è complessivo e non dettagliato seggio per seggio. Cosa chiedono Deaglio & c.? Che sia fatto il conteggio delle schede seggio per seggio e sia confrontato con i dati sospetti forniti dal Ministero degli Interni.

Il secondo scenario è un po’ più da spy-story (e per quanto mi riguarda meno interessante del resto, se non documentato) e riguarda le visite sospette dell’allora Ministro dell’Intero Pisanu nella sede privata di Berlusconi, la notte dello spoglio: un comportamento non solo estremamente censurabile, ma sospetto. Anche perché in una di queste visite di Pisanu, scoppia una lite con Berlusconi a proposito dei risultati elettorali.

Il terzo scenario è puramente psicologico – per ora. In effetti è curioso che TUTTI i sondaggisti abbiano sbagliato così tanto gli exit-poll e i sondaggi pre-poll. Si parla di un 5% medio di errore, che è un dato enorme rispetto al margine di errore dei migliori sondaggi. Con gli exit-poll, poi, è pura fantascienza.

Ovviamente insospettisce pure la sicumera con cui – a fronte di risultati imbarazzanti – alcuni politici di destra affermavano che col passare del tempo il dato si sarebbe stabilizzato e avrebbero vinto loro. Nessun uomo sano di mente, di fronte a proiezioni così imbarazzanti, avrebbe mai potuto dirlo senza giocarsi la carriera politica.

Ciò che inquieta di più, tuttavia, è lo scartamento tra la prima proiezione (che è fatta sulla base dello spoglio delle schede reali, valutando seggi-campione, andamenti statistici, ecc.) e i risultati effettivi comunicati dal Ministero: le proiezioni hanno margini di errore bassissimi e da sempre sono un indicatore con precisione quasi chirurgica dei risultati elettorali. Insomma, essendo fatte su uno spoglio reale, non sbagliano se non di frazioni di punto.
Incredibilmente, le proiezioni confermano la vittoria del centrosinistra con ampio margine e solo in un secondo momento vengono corrette con i dati del Ministero dell’Interno.

 

6 – Come sono avvenuti i brogli? L’anello debole della catena elettorale è il passaggio dal voto cartaceo al dato digitale. Di fatto le schede vengono contate, verbalizzate e i dati – con il crisma dell’ufficialità – trasmessi al Ministero dell’Interno in formato elettronico. E – in modo assolutamente idiota e pericoloso – fa fede il dato elettronico.
Quindi basta taroccare i dati in fase di trasferimento online per falsare le elezioni: niente operazioni “analogiche” rischiose, come votare manualmente le bianche o sostituire le schede, ecc. Basta cambiare i dati, tanto chi verifica?

Nel film c’è un’intervista ad un esperto di brogli elettorali che spiega come è possibile realizzarli con pochissima fatica: basta un programmino o una talpa al Ministero dell’Interno.

 

7 –  Le contestazioni. Beh, ovviamente la destra smentisce tutto e ci mancherebbe facesse il contrario. Due Riformatori Liberali (i Radicali che hanno scelto il lato oscuro della forza, per capirci) hanno contestato a priori il film dicendo che il riconteggio delle schede è avvenuto ed è stato fatto – come prevede la normativa – dai giudici delle Corti d’Appello.

Vero, ma è stato fatto il conteggio dei voti validi e non delle schede bianche, quindi di fatto non c’è nessuna certezza che parte di questi voti non sia contraffatta e che la somma complessiva con le bianche corrisponda al numero totale di voti espressi.

 

8 – Sì, ok, ma alla fine ha vinto il Centrosinistra. Vero, ma ha vinto per una manciata di voti, con tutti i problemi politici che ne conseguono. La tesi del film è che il Ministro dell’Interno, accortosi dei brogli, li abbia fermati perché alla fine Beppe Pisanu sarà pure un democristiano di destra con delle idee inquietanti, ma è una persona civile e a modo suo un democratico.
Da qui l’origine della rissa con Berlusconi e di fatto il defenestramento di Pisanu, che – se avete notato – è come se non esistesse più.

 

9 – Il Centrosinistra si è accorto di tutto ciò? E cosa ha fatto in merito?
Due domande difficili. Di certo qualcosa devono averlo capito, anche perché i DS storicamente seguono i trend elettorali con precisione svizzera, hanno una rete di rappresentanti di lista che monitora l’andamento dello spoglio e sono i migliori in Italia a capire come “butta” un risultato elettorale. Non a caso mandano Minniti al Ministero degli Interni (una sorta di Mister Wolf/Jack Bauer di sinistra), ma questo viene fermato da una telefonata prima che faccia scoppiare il bubbone.

Chi lo ha fermato e perché? Non lo sappiamo, per ora. La tesi di Deaglio è che probabilmente i capi di Minniti – appreso del tentativo di brogli e saputo che Pisanu li ha fermati – hanno preferito evitare scenari inquietanti tipo l’annullamento delle elezioni (con Berlusconi al potere, tutte le tv in mano sua, ecc. gestire la cosa sarebbe stato rischiosissimo, sebbene vittime, e certo il tutto avrebbe rilanciato i fuochi berlusconiani, giacché la destra avrebbe tratto vantaggio dalla situazione) e – peggio ancora – il risultato politico di indurre alla sfiducia nelle istituzioni democratiche gran parte del paese.

 

10 – Ci sono stati tentativi di golpe? A quanto pare sì, se si vuole chiamare golpe (non amo la parola, però…) il tentativo di Berlusconi – che ha realizzato il fallimento del suo piano criminoso – di annullare le elezioni con un decreto. Decreto fortunatamente bloccato da Ciampi, che si è rifiutato di firmarlo.

 

11 – Cosa chiede il film?
Il film chiede poche cose semplici e chiare.
La prima è che ci sa parli. Cioè Ciampi, Pisanu e qualcuno coinvolto nella questione (Minniti, per esempio).
La seconda è che si ricontino le schede bianche seggio per seggio, così da confrontare i verbali cartacei con quelli digitali e capire se è vero che il dato delle schede bianche è realmente crollato del 75%.
La terza è che l’attuale Ministro dell’Interno – cioè Giuliano Amato – cessi di fare realpolitik e dica tutta la verità su queste elezioni. E pubblichi i dati elettorali completi.

 

12 – Aftermath
La prima buona notizia è che la Procura di Roma ha immediatamente aperto una procedura d’indagine sulla questione, per ora senza indagati o ipotesi di reato (che eventualmente ci saranno dopo la visione del dvd da parte della magistratura).

Politicamente è ovvio che al centrosinistra non conviene – soprattutto ora – agitare le acque. In effetti il rischio attuale è che qualora si scoprissero dei brogli da parte della destra, le elezioni rischierebbero l’annullamento. E quindi accadrebbe un caos incredibile in cui – inesorabilmente, anche se fosse pescata con le mani nel sacco – avrebbe la meglio la destra, con i suoi media, i suoi soldi, ecc.

Tuttavia c’è uno scenario ottimistico, cioè che la scoperta di eventuali brogli possa portare alla revisione dei risultati elettorali, cambiando la composizione di Camera e Senato, ovviamente riflettendo i risultati elettorali VERI.
Il tutto genererebbe un po’ di caos (non è facile ricontare, ristabilire chi entra e chi esce dalle Camere, ecc.) e probabilmente la fine definitiva di Berlusconi e della “destra criminale” e magari la nascita di una destra civile e onesta.

Più wireless per tutti

November 22nd, 2006 § 9 comments § permalink

Il dibattito sui benefici che porterebbe la diffusione massiccia dell’accesso wireless ad Internet (ovviamente libero e gratuito) è un po’ ovvio e molto trito per noi pratici di cose Internet.

Ovviamente non è così scontato, invece, per il grande pubblico e meno che mai per i media, per la gente comune e per chi ci governa.

Quindi il fatto che Beppe Severgnini oggi sul Corriere pubblichi un articolo che apre il dibattito su questo problema è un’ottima notizia. Ok, sono cose che ci siamo già detti (nelle nostre torri d’avorio), ma ora che se ne parla su più larga scala l’occasione è ghiotta. Potrebbe perfino capitare che qualcuno che conta se ne accorga.

Insomma, l’invito è a gettare benzina sul fuoco e alimentare la discussione. Magari sarebbe carino iniziare a contestare la legge Pisanu, almeno per quanto rigurda l’accesso a Internet (e magari riflettere sui danni reali di 5 anni di governo della destra). Anche perché finora ci limitiamo a lamentarci singolarmente, ma se facessimo un po’ di baccano, magari otterremmo qualcosa.

Nuovi eroi: Paolo Ziliani

November 22nd, 2006 § 10 comments § permalink

Da oggi questo blog ha un nuovo eroe: Paolo Ziliani, giornalista  non certo sospetto di estremismi calcistico-ideologici, ma anche autore di un blog sul calcio in cui non la manda a dire a nessuno. D’altronde è abituato a dare i voti, evidentemente ogni tanto gli scappa qualche bacchettata.

Già solo questo post – che spiega perché la juve dovrebbe restituire una decina di scudetti – merita di essere letto, diffuso e – stampato su cartoncino rigido – usato come arma impropria contro chi, accecato dal tifo per la squadra più sgradevole dell’universo, si ostina a negare gli illeciti o nascondersi dietro un indifendibile “tutti colpevoli” (basta leggere per capire che c’è chi è MOLTO più colpevole degli altri: smettetela con questa autoassoluzione dei potenti, tutta mafiosa, immorale e tremendamente italiota!).

Dai, fate lo sforzo di leggere qualche articolo sulle minacce, sui metodi mafiosi, sui ricatti di Moggi e soci ai calciatori affinché passassero alla Gea. E poi provate a difendere Moggi e la juve, se ci riuscite.  

Purtroppo la morale di Calciopoli è che il crimine paga. Mettetevi – urgh – nei panni di uno juventino: con gli illeciti, il doping e il monopolio mafioso della Gea ottieni 12 scudetti in 15 anni, con la prospettiva di renderne 2 e farti un anno di B con una penalizzazione irrisoria e praticamente il ritorno in A garantito.
Il risultato è ottimo: 10 scudetti su 15 anni e un danno economico contenuto nell’unica transitoria stagione di B: dov’è che si firma?

RIP – Robert Altman

November 21st, 2006 § 2 comments § permalink

Questo blog adora riempirsi di coccodrilli, ma mi vengono sempre fuori lamentosi e un po’ retorici, quindi evito.

Mi limito solo a dispiacermi per la scomparsa di Robert Altman, meritevole di aver diretto uno dei miei 10 film da isola deserta (e forse uno dei film più significativi degli anni Settanta).

Poi ha fatto decine di altri film più o meno belli, alcuni inverecondi (uno sulla danza e uno sulla moda: universi che mi provocano l’orticaria solo a pensarci).

Ma io resto fermo a Nashville (qui uno dei miei primi post sul vecchio blog in cui ne parlavo diffusamente), al suo rumore e alla sua impossibilità di essere doppiato e sottotitolato. Come molti film, piace prima alle orecchie e poi agli occhi. Non tanto per la musica, ma per il sovrapporsi di voci e rumori, per la confusione corale che è la migliore cifra rappresentativa di quegli anni.

Ora speriamo che parta una retrospettiva seria in Tv, magari in cui non trasmettono Nashville alle 4 di mattina come fanno di solito.

Nokia N95 – la prima recensione

November 21st, 2006 § 5 comments § permalink

Da queste parti ci si era già emozionati preventivamente per il Nokia N95: una sorta di uber-telefono a cui pare non manchi nulla (salvo la tastiera qwerty, ma per quello c’è l’E61 che tutti noi amiamo) e che pare raccolga il meglio della qualità e usabilità Nokia, oltre alla solita batteria straordinaria.

Qualcuno è riuscito ad averne una copia di pre-produzione e ha prodotto una prima recensione. Pare molto promettente. Mi sa che a gennaio potrebbe essere un best-seller, se si conferma così com’è.

 

Chi controlla i controllori?

November 21st, 2006 § 8 comments § permalink

Non so per quale motivo, ma da qualche giorno Akismet, cioè il plugin che becca e toglie di mezzo i commenti di spamming dal blog, è un po’ troppo zelante nel cassare i commenti.

Finisce, quindi, che ci vanno di mezzo tanti commentatori innocenti, che non vedono comparire il parto delle proprie sfuriate sulla tastiera.

Pertanto se commentate e il vostro commento non compare, non disperate: se lo è mangiato Akismet, ma io solerte ogni tanto vado a dare un’occhiata e recupero i commenti buoni.
In ogni caso, casomai vi venisse il dubbio e lo formalizzaste nei commenti: no, non voglio comprare del Viagra e non ho intenzione di allargarmi il pisello (tra l’altro non l’ho mai capito quello spamming lì: non è più ragionevole, al limite, allungarlo?)

Poi, forse, bisognerebbe spiegare al signor Akismet che il suo plugin anti-spam inizia a dare un po’ sui nervi, visto che mi cassa qualcosa tipo il 30% dei commenti.

E’ il difetto di tutti i guardiani: quando sono troppo zelanti ti rendono la vita difficile.

 

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