Lost 3×01 – la recensione (?)

October 5th, 2006 § 16 comments

E’ ripreso Lost. Ed è ripreso col botto, con un’altra puntata di quelle che riescono a farti fare il balzo sulla sedia.

[di qui in poi un po’ di spoiler]

E’ innegabile che i primi 5 minuti sono stati scritti e girati da un genio malefico e sono degni dei primi mitici 5 minuti del season premiere della seconda stagione: non capisci dove sei, ma poi lo capisci e il mondo ti crolla addosso.

Dopo 2 annate sulla cresta dell’0nda è lecito, come spettatori maligni, aspettarsi che la serie si imbolsisca, che gli attori comincino a fare le star, che il tutto diventi un gran carrozzone di figuranti in mano agli uomini marketing. Felicemente, almeno a giudicare da questa prima puntata, Lost non solo resiste, ma rilancia.

Può sembrare strano, ma questa è stata una delle puntate più anomale di tutta la serie. Di fatto si sono visti solo 3 protagonisti delle stagioni precedenti e tutto ciò che accade al resto dei naufraghi per ora ci è ignoto. Focalizzare l’attenzione sul trio Kate/Sawyer/Jack è un rischio non da poco: si perde la dimensione corale, ma ne guadagna la profondità di ciò che si vede.

E poi c’è meno azione: meno inseguimenti, meno mostri inafferrabili, meno urla. E in compenso molta più psicologia, tensione emotiva, focalizzazione sui personaggi. Manco ce ne accorgiamo e Lost ci cambia – di molto – sotto il naso. E ci piace allo stesso modo, anche se l’identità (almeno parziale) degli Others ci viene rivelata così, con una battutina buttata via, anche se non c’è nessun nuovo mistero rilevante da svelare.
Insomma, cambiano le meccaniche dello show, cambiano le geometrie esistenziali dei personaggi e noi siamo – immagino – tutti lì con la stessa faccia serissima di prima. I veri prigionieri (felicissimi di esserlo, almeno nel mio caso) siamo noi.

Una puntata straordinariamente statica (i tre sono in gabbia, nel vero senso della parola), ma incredibilmente movimentata a livello psicologico. E soprattutto un bel viaggio nel background del dottore più amato del piccolo schermo (dopo Clooney in ER, ok!), che è palesemente vittima di una sindrome da Henry Tuttle (l’uomo che trovava eversivo – e moralmente doveroso – riparare le cose rotte in “Brazil” di Terry Gilliam) e non si rivela essere quel buon samaritano che ci hanno venduto finora. Tu pensa: l’unico personaggio tutto d’un pezzo che ci era rimasto (presumo per tranquillizzare l’americano medio) viene preso e smontato fino a rivelarne qualche lato non esattamente edificante. Niente buoni-buoni e cattivi-cattivi: non è un western manicheo, questo.

E poi c’è lei, Juliette: misteriosa, affabile ma forse semplicemente dominatrix. Vai a capirla. Sembra la sorella minore carina di Marta Flavi, con un bel po’ di capacità manipolatoria in più. A me questi Others così paternali e – nel caso di Henry Gale/Ben – decisamente perversi mettono un po’ di magone: fanno i piccolo-borghesi e accanto alle loro villette da Happy Days marciscono i resti di un progetto tanto ignoto quanto inquietante, con della tecnologia da laboratorio quasi steampunk (la Skinner box!), forse frutto di un’utopia andata a rotoli (e quale non lo è, si chiederebbe Lyotard?).

Insieme a Studio 60 On The Sunset Strip e Desperate Housewives (guardatevi il season premiere della terza stagione: è ottimo e la serie sta diventando sempre più volutamente grottesca e nichilista, alle soglie dei Monty Python), il miglior inizio di stagione. Già faccio il conto alla rovescia per la settimana prossima.

§ 16 Responses to Lost 3×01 – la recensione (?)"

  • baldo says:

    la prima puntata in effetti non e’ niente male. pero’ dire che non si aprono nuovi interrogativi è falso.

  • lapiccolacuoca says:

    scusa non Dave, Ben the boss…

  • la Mela sonica says:

    è ovvio che gli others siano in contatto col mondo esterno addirittura quotidianamente.
    il rapport sulla vita di jack…è aggiornato al minuto.
    poi sto villaggio vacanze others…
    piu che altro..non essendo il sottoscritto un fan di libri horror…chi mi ragguaglia sul libro di juliet?

    ah..piccolo OT guarda questo:
    http://www.apple.com/trailers/sony/americanhardcore/

    non è porno….

  • lapiccolacuoca says:

    Sempre più il Signore delle Mosche (Lord of Flies), umani tutti diventano kattivikattivi, tutti se lasciati sull’isola da soli. I flashback sono un po’ troppi e Abrams deve morire che ogni mistero ha dietro mille altri misteri e noi ci sbraniamo solo per carpirne uno. Comunque un botto. Vero. Dico solo che Dave a me piace. Lord of Flies appunto.

  • FRa' says:

    Oh, ancora non sono andato oltre la scena del cd. Ho beccato digitando il codice su Google che quella serie corrisponde al cd/dvd di SON VOLT / OKEMAH AND THE MELODY OF RIOT (CD TRANSMIT SOUND/LEGACY JN 94743. Quando gli Uncle Tupelo si sciolsero, ne nacquero i Wilco e i Son Volt. Forse sia i Talking Heads che i Son Volta erano due scelte per la colonna sonora poi abbandonate per rispettare l’uso di una voce femminile in apertura: Burning Down The House comunque starebbe bene sulla scena del forno, e il disco dei Son Volt (attenzione del luglio 2005!) ha dentro un titolo come Jet Pilot. Che vuol dire? Non chiedetelo a me. Mortacci loro.

  • Suzukimaruti says:

    FRa’: come dice Sky, nulla accade per caso. Quindi il fatto che un cd da cui esce un brano di Petula Clark (per la precisione “Downtown”: se a qualcuno serve l’mp3 me lo dica) sia stato estratto dal disco più classico dei Talking Heads può avere qualche significato.
    .
    Gente con l’occhio clinico ha visto in quel CD un dual-disc (CD & DVD), per di più con un codice corrispondente ad un’altra band ancora (non ricordo quale: di certo http://www.lostpedia.com lo sa), il che credo stia sottilmente a significare che gli Others sono dotati di tecnologie decisamente moderne. Pare infatti che il dual-disc sia in giro dal 2004.
    .
    Magari è tutta roba che arriva dal cielo, esattamente come le casse di cibo. Chi può dirlo?

  • FRa' says:

    Faccio spoiler a chiedervi perche’ secondo voi il retro copertina del cd e’ dei Talking Heads di Speaking In Tongues? Dovro’ rileggermi i testi del disco? O bastano i titoli, da quello del disco stesso a Burning Down The House, Making Flippy Floppy, Girlfriend Is Better, Slippery People, I Get Wild/Wild Gravity, Swamp, Moon Rocks, Pull Up The Roots, This Must Be The Place? Ho ho visto male? E da dove si vede che e’ un dual disc? A me sembra piu’ un cd inserito al contrario.

  • mrbrightside says:

    Proprio il parallelismo mi ha fregato: ho pensato “E’ tutto uguale alla stagione 2, non possiamo essere di nuovo sull’isola!” E invece…
    Episodio meraviglioso, comunque.

  • stojil says:

    anche per me i cinque minuti iniziali sono valsi tanto quanto, se non più, del resto della puntata. e proprio grazie ai parallelismi con la premiere della seconda stagione. era chiaro, in effetti, dall’inserimento del cd nel lettore che ci sarebbe stata qualche sorpresa: ma quale? proprio per questo me li sono gustati tanto, sempre sull’attenti e in attesa che succedese qualcosa cui non ero preparato. (e comunque, ogni volta che si tira di mezzo stephen king io vado in brodo di giuggiole)

  • Mari says:

    concordo in tutto con te, se il buon giorno si vede dal mattino credo che questa season sarà spettacolare (certo, anche l’anno scorso avevano iniziato bene e poi si sono un po’ dispersi nel mezzo, ma sono fiduciosa :))

  • biba says:

    Sembra proprio che gli Others abitino a Wisteria Lane…^_^

  • Andrea Beggi says:

    Io sono più critico, invece. I primi 5 minuti sono una fotoopia della passata stagione, era chiaro da subito che le cose non erano come sembravano, ci avrei scommesso appena ho visto il dual-disc in mano alla tipa.
    E poi, continuare da due anni ad aggiungere carne al fuoco, senza mai svelare nulla che non apra nuovi e moltiplicati interrogativi, alla lunga è stancante.
    Se continuano così, tanto vale che le puntate le diriga Lars von Trier….

  • winston says:

    Scusa, ma forse Jack si gioca il secondo posto di medico + amato della tv con il dottor House….

  • paul says:

    Gran puntata, 2 considerazioni. Utopiaville pare essere in contatto con il mondo esterno: molti hanno notato che il dual disc (cd-dvd) che Juliet inserisce è un’invenzione estremamente recente: marzo 2004 (ma forse è solo un anacronismo); in secondo luogo: perchè diavolo Kate era così sconvolta??

  • Giovanni says:

    L’inizio della puntata è fantastico e rende l’idea di cosa ci aspetterà nei prossimi mesi.

    Ne riparleremo quando lo spoiler non sarà piu’ tale, cioè tra qualche giorno 🙂

  • Kurai says:

    Completamente d’accordo. Studio 60 ancora mi manca, ma è in lista.
    Hai notato che è forse la prima volta in tre serie di Lost che viene fatta una rivelazione importante senza che si aprano nuovi misteri?

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