Genova (Festival della Scienza), prime impressioni

October 27th, 2006 § 4 comments

Noi torinesi, che siamo urbanisticamente ortogonali e dechirichiani, a Genova restiamo un po’ perplessi. Non ci perdiamo, giacché perdersi in una città di mare è praticamente impossibile (alla fine, se sei proprio disperato, vai verso il mare e ti raccapezzi), ma fatichiamo un po’ a non concepire un mondo perfettamente a griglia squadrata. Grazie al cielo Genova non è come Milano, quindi se chiedi ragguagli topografici a) sono felici di aiutarti b) sono del luogo e sanno aiutarti c) sanno dare le indicazioni (non come a Pisa, dove tutti sanno darti indicazioni che capirà solo un pisano la cui famiglia risiede lì da almeno 15 generazioni).

La perplessità, tuttavia, passa anche perché le cose da fare – per chi è preso dalla macchina organizzativa del Festival della Scienza – sono tante e non c’è molto tempo per stare lì a fare il faccino perplesso. Peccato, perché è un’espressione che mi viene bene.

Partecipare ad un festival scientifico praticamente è un’esperienza simile a quella di un festival cinematografico, con la sottile differenza che qui non guardi film da mattino a sera, ma conferenze sui temi più variati e psichedelici.
Per capirci, ieri sera in una birreria a forma di birreria (con tanto di birraie vestite come le loro colleghe tedesche, guance rosse incluse) c’era un incontro intitolato “La fisica della birra”. Purtroppo non sono riuscito ad arrivare in tempo, ma pare che fosse una conferenza con aspetti pratici, cioè si sperimentava in laboratorio (comodamente sotto forma di boccale) quanto riferito dai relatori. Un pienone.

Per questo motivo questa sera prevediamo una mastodontica affluenza di pubblico desideroso di assaggi alla conferenza “La marijuana che viene da dentro“. L’impressione è che il più drogato di tutti sia chi inventa le conferenze, ma insomma: sono modi carini per trasmettere alla gente un po’ di curiosità scientifica. Sempre che sia sufficientemente lucida per recepire. Modera il dibattito il mio amico e collega Jacopo. Io faccio i filtrini coi biglietti del pullman.

In compenso oggi è svettata la mia faccia da torinese perplesso alle seguenti conferenze:

Scienza e proprietà intellettuale (tema interessante: fondamentalmente se in Italia per lavoro inventi qualcosa e sei un dipendente di un’azienda privata o di un ente pubblico, non si capisce bene chi possiede cosa, chi guadagna, chi si prende i meriti, chi brevetta, ecc. Peggio ancora se lo fai all’interno di un laboratorio universitario. Highlight dell’evento, la frase “l’innovazione è trasformare la ricerca in denaro”. Concordo. Vero highlight dell’evento, il buffet alle 13 e 30, che ha visto una presenza di pubblico doppia rispetto ai presenti in sala.)

La catalisi intorno a noi (il titolo sembra una canzone di Battiato nel suo periodo “spaziale” o ha un implicito tono vagamente allarmistico, ma poi se uno ci pensa scopre che la catalisi non è nulla di preoccupante. Già mi vedevo le nonnine preoccupate perché il nipote ha la catalisi e temono che si prenda pure il morbillo. Ha un nome da malattia, ma è un fenomeno che praticamente tutti quanti ci portiamo dietro ogni volta che usiamo l’automobile, direttamente nella marmitta. A meno che uno abbia un’auto antidiluviana. Ne ho visti 5 minuti – incredibilmente – c’era un bel po’ di pubblico, immagino tutti installatori di marmitte e/o retrofit)

Il segreto delle luci di Hessdalen (cosa interessantissima per mille aspetti. Il primo è che in Norvegia, ad Hessdalen, si materializzano strani globi di luce con strane proprietà energetiche. Ovviamente i villici locali pensano ai troll, gli appassionati di queste cose pensano agli ufo e gli scienziati pensano a “strani fenomeni energetici”. Io tifo per una terza via: ufo guidati da troll, che generano strani fenomeni energetici. Il secondo aspetto interessante è il pubblico, che affolla la sala ed è quanto di più eterogeneo si possa immaginare, dai pensionati annoiati ai ragazzini in cerca di emozioni extraterrestri, con una costante comune: un 80% dei partecipanti ha la faccia da “diabolico”, come nel Pendolo di Eco: facce da ufologo, da appassionato spettatore di Voyager e in generale da presi bene da quel grande tema che negli States chiamano “disinformation”. Dopo 3 minuti di intervento fioccavano già le domande. Ovviamente tutti tifavano per gli ufo.)

Purtroppo mi sono perso gemme fondamentali come “Felci golose di arsenico“, che a me sembra un titolo perfetto per un libro di Miss Marple o in generale per un giallo post-vittoriano britannico, ma che in verità era una conferenza su come certe piante possono aiutarci a guarire certi mali dell’inquinamento. Ma anche “Open day al dipartimento di chirurgia“. Contando che sono uno di quelli che cambia canale appena inquadrano un ospedale (manco una sala operatoria: mi basta sentire la sigla di ER e distolgo lo sguardo), sarebbe stata una terapia shock: magari avrei scoperto la mia sopita passione per la chirurgia. Oppure anche no.

Nel mezzo, sempre per questioni di lavoro, ho spacchettato e inizializzato un intero scatolone di iPod. Cavoli, passi mesi a parlarne male e poi ti trovi ad averci a che fare. A conferma dell’inutilità pratica degli oggetti più trendy del mondo, sto cercando di far funzionare oscuri moduli esterni per consentire agli iPod di registrare brevi interviste audio ai conferenzieri. A fatica, ma funzionano.

C’è anche una inquietante testimonianza fotografica, che mi ritrae alle prese con gli infernali oggettini sfornati da Steve Jobs, ma non la vedrete mai. 🙂

A minuti ripiegherò su una cena (in quanto organizzazione abbiamo libero accesso a due ristoranti convenzionati: quello di ieri, alla mia richiesta di un tonno al sesamo appena scottato, mi ha presentato un pezzo di tonno carbonizzato e – inspiegabilmente – freddo, quindi si prova l’altro ristorante sperando che sia meglio. Di certo un salto a Vico Palla lo si fa, magari verso la fine del Festival, giacché ingozzarsi di zuppa di acciughe non giova alla vita sociale e si rischia di mettere ko qualche conferenziere.

§ 4 Responses to Genova (Festival della Scienza), prime impressioni"

  • Suzukimaruti says:

    Kurai: è che faccio il consulente per la società che lo organizza.

  • Kurai says:

    E bravo suz. Ma come hai fatto a farti prendere al Festival? Ho mandato mille curricula, e mi han risposto che a loro interessavano solo stagisti… Avrei pagato io per lavorare all’interno del festival.

  • funnyg says:

    Non riesco ad aggiornare funnyg:((
    ad ogni modo dillo che ieri a “Scienza e proprietà intellettuale” leggevi il giornale dal cellulare (seduto dietro di me)..e che a cena cercavi disperatamente di farci dire che la canzone giusta per “baccagliare” è una che anche tu sai strimpellare alla chitarra..
    (risvolti sociali del festival, that’s all falks!)
    g

  • distretto71 says:

    L’uso a titolo personale dei commmenti sarà permesso dalla Legge? Io ci provo. Ci vediamo domani a Genova. Si cena?

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