Dialoghi vagamente scientifici

October 28th, 2006 § 4 comments

Mentre cerco di raggiungere la sala di una biblioteca in cui si sta per svolgere un incontro completamente psichedelico (tanto per cambiare), cioè la proiezione di un lungo documentario sul backstage della partenza dell’astronauta italiano che, dal Khazakistan, ha raggiunto la stazione spaziale (sala inspiegabilmente molto più piena di quanto immaginassi), mi capita di dover transitare per una sorta di cortile trasformato in giardinetto (una versione elegante di un campo per l’ora d’aria in carcere, a dirla tutta).

Certo di orientarmi e – nel silenzio del luogo – sento provenire una strana cantilena. Mi volto: è una ragazza con l’aria vagamente ciellina che parla ad alta voce.

Guardo meglio: parla da sola.
Ok, è al telefono. No, niete telefono.
Avrà l’auricolare.
No, niente auricolare.

Ok, quasi mi convinco che è pazza: mi autoimpongo di pensare che la biblioteca ospita anche una struttura psichiatrica e tutto sommato sono fortunato che nel cortiletto l’unico essere umano presente sia una parlante da sola e non un pazzo sadico con tendenze sodomite.

Però la tipa continua a sussurrare con uno sguardo ben poco matto e io ho un disperato bisogno di indicazioni geografiche.

La interrompo: “Tutto bene!?”

Lei – “Sì, grazie!” (e intanto fa una faccia tra il sorpreso e il preso bene: credo siano secoli che un uomo non le rivolge la parola)

Io, in modalità buon samaritano: “Ehm, è che stai parlando da sola: sicura che è tutto a posto?”

Lei: “No, capisco la tua preoccupazione, ma sto ripetendo”

Io, confuso e in calo di zuccheri (e perspicace come un cactus): “Ripetendo cosa?”

Lei, basita da così poca perspicacia: “La lezione: ho un esame e sono ANCHE tesa” (l'”ANCHE” lo dice sforzando con gli addominali e alzando la voce di 2 semitoni)

Io, finto disinvolto: “Ah, ma che bello! Che esame dai?”

Lei, “Esame di specialità, faccio medicina”

Io, a disagio coi clinici e falso & cortese come ogni nato sotto la Mole: “Wow, medicina! Allora in bocca al lupo!”

Lei, “Merda, si dice merda!”

Io, inquietato dal fatto che una ciellina futuro medico (di sicuro iscritta a qualche gruppo di nazisti tipo “Scienza & vita”) pronunci la parola merda, specifico “Ma merda non lo dicono agli attori?”

Lei, fastidiosamente filosofica: “Siamo tutti attori, sul palco della vita…”.

Io, ormai disperato: “Hai ragione. Ora, per favore mi reciti dove posso gentilmente trovare la conferenza Tal dei Tali?”

Lei, con la faccia più ciellina del mondo “Sono qui che ripeto le lezione, come faccio a perdere tempo dietro qualche conferenza strana?”

Io, perfido: “Grazie lo stesso, auguri per l’esame!”

Lei, “Si dice merda! Auguri porta male”

Io, andando via “Appunto! Augurissimi!”

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