Whole lotta nanna

September 15th, 2006 Comments Off on Whole lotta nanna

Non so per quale strana connessione astrale, ma sono capitato sul catalogo della Baby Rock Records [anzi, ora so perché sono capitato lì: stavo cercando tracce della mitica Baby Records, ovvero la casa discografica che negli anni Ottanta ha prodotto il peggio (o il meglio, se per voi i Ricchi e Poveri, Gazebo e Den Harrow sono “meglio”) della musica italo-disco di quegli anni].

Fatto sta che scopro la Baby Rock Records e mi accorgo che i suoi prodotti potrebbero portare molti indie-boys single e rocchettari ad ammogliarsi nel più rapido tempo possibile e, soprattutto, a riprodursi in fretta e furia.

Il motivo?
Beh, la Baby Rock Records produce esclusivamente album di brani per bambini (ninne-nanne classiche e un po’ ossessive, quelle suonate coi campanellini, il glockenspiel, il mellotron, con le pecorelle che belano in sottofondo e gli uccellini che cinguettano, ecc.), con la sola particolarità che sono cover di brani classici di grandi gruppi rock.

Mi spiego meglio: ecco “Come As You Are” dei Nirvana, in versione carillon. Ma se volete andare sul più moderno, ecco “Paranoid Android” dei Radiohead, ancora più psichedelica dell’originale.

Qui trovate il catalogo della Baby Rock Records, che deve davvero essere animata da gente che o è geniale o non c’è tutta col cervello. O entrambe le cose.
Cioè, ci sono interi album di versione ninna-nanna di classici di gente come i Tool, i Led Zeppelin, i Beach Boys, i Queens Of The Stone Age, i Beatles, i Metallica, i Pink Floyd. C’è perfino Bjork e addirittura un gruppo già soporifero di suo come i Coldplay (ma anche l’originale di “Something In The Way” dei Nirvana non scherza…)

I più perversi, poi, possono suonare ai propri pargoli “Lullaby” dei Cure in versione ninna-nanna, creando un vero e proprio cortocircuito semantico che manderebbe in crisi perfino De Saussure.

Nel mentre, mi godo gli mp3 e pure le copertine, che sono ironiche, geniali e sicuramente mirate più ai genitori che ai diretti interessati.

[malignità musicofila]
A volere essere stronzetti e iconoclasti verrebbe da dire che – ascoltati non pochi episodi della discografia degli Orb (che in genere adoro) – non si capisce bene dove stia la differenza tra ninna-nanna e “interessante esperimento dub iterativo”.
[/malignità musicofila]

Quindi già mi vedo l’indie-boy (che in generale, causa ascolti musicali notoriamente intransigenti, è solidamente single) che prende famiglia e, tutto fiero, incontra gli amici all’ennesima edizione di Frequenze Disturbate e si vanta di far ascoltare i Radiohead ai suoi figli fin dal primo mese di età. E si butta a pogare con il passeggino.

Chissà cosa ne viene fuori. Meglio “Enter Sandman” dei Metallica in versione capretta garrula su una collina fiorita o – come è capitato a noi tutti – una prima educazione musicale a suon di filastrocche idiote (o incomprensibili), canzoni di Cristina D’Avena, Jeeg Robot d’acciaio e orridi canti di chiesa?

Update

Mi accorgo che qualche giorno fa anche Inkiostro è rimasto inquietato piacevolmente dalla raccolta di ninne-nanne in versione Radiohead. Chissà se pure lui stava ravanando su Google alla ricerca dell’altra Baby Records (quella non “rock”)

Update 2

In effetti intitolare il post “Cherub rock” non sarebbe stato neanche poi così male, no?

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