Too Zune *

September 16th, 2006 § 14 comments

Tecnologicamente lo Zune di Microsoft è sicuramente un’evoluzione rispetto all’iPod che, diciamolo, ormai è un po’ triste senza novità tecnologiche. L’idea del Wi-Fi integrato e dell’accento posto sulla condivisione wireless istantanea di musica con chi ti sta intorno è decisamente intelligente. Insomma, l’aspetto comunitario è quel che crea il successo di cose come MySpace.
Tra l’altro il principio alla base di Zune (trasferire via Wi-Fi ad hoc sugli Zune di chi ti sta accanto alcuni brani, ascoltabili per un tot di tempo) è davvero innovativo, perché rompe l’ormai pluridecennale esperienza del walkman, cioè un consumo isolato, solitario e negato agli altri. Sembra un paradosso, ma finora l’idea di “musica portatile” era sempre stata associata al concetto di “musica personale”. Ora cambia: ci si porta dietro la musica (anche) per farla ascoltare agli altri.
C’è, poi, anche l’idea dell’integrazione tra Zune, Windows e soprattutto gli Xbox, che può essere un plus.

Esaurita la parte filosofica, resta la mera questione hardware. Personalmente apprezzo molto l’estetica del player Microsoft. Ma si sa, detesto le carinerie metrosexual della Apple e a me piace l’elettronica fatta a forma di aggeggio elettronico. Quindi le mie preferenze vanno per l’odiatissimo Zune marrone, che sta sollevando ironie qua e là. Marrone, perché sta male con tutto e non è alla moda. Cazzo, l’informatica era l’ultima nicchia di mondo non toccata dal fottutissimo marketing e dalla gentaglia che dice “fashion” ogni 2 minuti e poi è arrivata la Apple post-1997. Ora la Microsoft, col suo Zune marrone dal look simil-gelato mattonella, ci riporta in lande non-fashion molto geek. Era ora.

Però, però, però. Chi è così scemo da comprarsi un player che non visualizza i DivX? Milioni di persone che hanno comprato un iPod!, risponderete voi. Ma anche i futuri milioni che compreranno uno Zune.
E poi non si fa un player con la batteria non intercambiabile: ai tempi lo fece la Apple e giusto dopo un annetto e mezzo l’iPod moriva, visto che non teneva più la carica.

Quindi per quanto mi riguarda non se ne fa niente. Sicuramente lo Zune è un potenziale iPod-killer (è meglio sotto ogni aspetto tecnologico e dietro ha la più grande azienda informatica al mondo), ma non basta fare un iPod-killer per fare un killer-product. Ad esempio a me non fa nè caldo nè freddo.
No Microsoft, no Apple. Adesso organizzo una conferenza a Bandung per noi non-allineati.

Ma poi la soluzione c’è, e la fa Creative!
E’ il Creative Zen W: visualizza i DivX, ha lo schermo widescreen ad alta risoluzione (mentre Apple e Microsoft ci propinano i vecchi 4/3 – 320×240 – su cui guardare film a pagamento), legge tutto il leggibile, è una versione migliorata del vecchio Creative Zen Vision (quello non “M”) e fa altre tremila cose.

Quindi, se proprio dovete spendere dei soldi per acquistare un player multimediale portatile giusto ora che inizia la stagione delle serie Tv americane, fate così: non buttate soldi in un iPod, che praticamente vi rende impossibile la visione delle puntate scaricate (o le pagate, per di più in bassa qualità video, oppure sono ORE a convertirle in un formato che accetti; ma la batteria non tiene per più di 2 puntate, sappiatelo) e non mettete via i soldi per questa prima generazione di Zune, che ha tutti i difetti dell’iPod tranne l’estetica da pecorone fashion victim.

Un consiglio: orientatevi sul Creative ZenVision W o sul Creative Zen Vision M. Ricordate che i signori di Creative sono i primi al mondo ad aver prodotto player mp3 con hard-disk, anni e anni prima che il termine iPod significasse qualcosa. Oggettivamente sono gli unici a fare player multimediali veri, tagliati sulle esigenze degli utenti, con tutte le feature che contano, con prezzi ragionevoli e qualità indiscutibile.

La Creative, nel mercato dei player multimediali portatili, è l’unico big player (negli States sta crescendo San-Disk, nel mentre, ma per ora teniamola da parte) che non ha una precisa strategia per metterla in quel posto agli utenti.
Già, perché Microsoft e Apple fanno porcherie identiche: vi propinano un player “chiuso”, fanno di tutto per non farvi vedere video gratis (o lo scarichi da loro o devi arrabattarti) e casualmente già che ci sono creano dei negozi online dove “obbligare” il cliente a comprare. Ma chi ce lo fa fare?

Le speranze che Microsoft non abbracciasse la filosofia Apple erano, francamente, vane per non dire ridicole. Come volevasi dimostrare, nel mercato della multimedialità portatile ora è sano e giusto orientarsi sulla “terza via”, cioè prodotti e marchi seri e di successo come Creative ed Archos, che in questo campo hanno esperienza da vendere. Alla fine i più onesti sono loro: producono hardware e non intendono venderci anche una filosofia di vita, un negozio online di musica e video a prezzi salati e mille accessori che non servono a niente.

* – Il titolo è da leggersi come “too soon”, nel senso che è ragionevole pensare che entro breve tempo Microsoft rilasci un’evoluzione dello Zune, magari qualcosa con la batteria intercambiabile. Sperare che visualizzi i DivX e gli XviD è da fessi, ma non si sa mai.

§ 14 Responses to Too Zune *"

  • Antonio says:

    Anch’io ho pensato al Nintendo come esempio riuscito di un dispositivo wi-fi portabile. Come dicevo da kurai non è la funzionalità in sé e in astratto che garantisce il favore del pubblico, ma la capacità di presentarla all’utente in modo coerente ed utilizzabile, sommato a un fattore random e imponderabile di gradimento e successo.

    In effetti pare che l’esatto senso della cosa sarà tarato per fasi sulla reazione del pubblico. Il modello di riferimento è la strategia adottata con Xbox Live.
    Per altri indizi:
    http://www.engadget.com/2006/09/14/the-engadget-interview-j-allard-microsoft-corporate-vice-presi/

  • Kurai says:

    Più che altro pare che quel sistema di condivisione, proprio per la sua limitazione, violi le licenze Creative Commons. A meno che, ovvio, non ci sia modo di riconoscere i file così licenziati e di condividerli liberamente.

  • djdona says:

    il libero scambio assoluto non me lo aspettavo nemmeno io, ma una limitazione a 3 ascolti come avevo letto da qualche parte mi sembra veramente troppo poco…
    ho anche letto che dentro lo zune ci potrebbe essere la tecnologia palladium/trusted computing…
    poi niente e’ ancora sicuro, stiamo a vedere cosa succede…

  • Suzukimaruti says:

    I numeri e i meccanismi di condivisione di Zune non sono ancora chiari del tutto (e Microsoft è stata abbastanza vaga: secondo me si adatteranno a seconda di come reagisce ora il pubblico).
    .
    Di sicuro non sarà consentito il libero-scambio, e fin qua è naturale aspettarselo. In compenso, la condivisione over the air avrà dei limiti sia di -quantità per utente fratto giorgno-, sia di numero di ascolti che il ricevente può fare, sia la durata degli ascolti (cioè dopo un tot di giorni, pare 3, i brani condivisi non funzionano più).
    .
    Ancora non è chiaro se il sistema vale solo per file con sopra i DRM, quindi quelli comprati su Zune Marketplace, o per tutti. Ad esempio se io sono un musicista e metto in giro i miei brani in mp3 con sopra dei creative commons, perché limitarne la diffusione?
    .
    In ogni caso non sottovaluterei la novità. Certo, i limiti possono impedirle di spiccare il volo, ma tenderei a non sottovalutarla, più che altro perché dietro ogni mossa di un colosso come Microsoft ci sono secchiate di dollari spesi in focus-group, analisi di mercato, ecc. per capire cosa vogliono gli utenti (o come far volere agli utenti cosa vuole Microsoft).
    .
    Faccio un esempio pratico: il Nintendo DS è la console erede del GameBoy Advance ed è un mito. E ha il Wi-Fi. Questo può servire a 3 cose: 1) giocare via Internet contro altra gente che ha il tuo stesso gioco in quel momento 2) Farti giocare con un amico dotato di Nintendo DS entro il tuo raggio Wi-Fi, se entrambi avete lo stesso gioco (es. una sfida a Mario Kart) 3) Farti giocare
    con un amico che è nel tuo raggio Wi-Fi col suo Nintendo, ma non ha il tuo gioco. Ovviamente in quest’ultimo caso, l’amico ha delle limitazioni (es. corri su una sola pista, puoi scegliere solo 2 personaggi, ecc.).
    .
    Paradossalmente, questa modalità “assaggio” è stata un successone oltre le aspettative di Nintendo, per meccanismi che ora mi sfuggono ma che evidentemente funzionano. Non sottovaluterei, insomma, la forza della condivisione perfino quando è limitata.
    .
    Insomma, stiamo a vedere che succede. Almeno si muove qualcosa sul mercato e c’è qualche novità di cui parlare.
    .
    Uno degli aspetti promettenti (forse l’unico oltre la condivisione) dello Zune è che può essere aggiornato via firmware. Quindi non è da escludere che eventuali limiti siano aggirabili, che altri formati siano aggiungibili, ecc. Ovviamente tramite hacking.

  • djdona says:

    mi sembra di aver letto che la condivisione di musica (caratteristica dello zune che hai lodato) in realta’ e’ una finta, perche’ puoi trasferire un file massimo tre volte…
    tanto vale che all’amico gli masterizzi un cd :-))

  • Suzukimaruti says:

    yes: devi convertirli su un computer con un software apposito e i tempi si calcolano in ORE. Chiedi a chiunque abbia un iPod video.
    .
    Ma la maggior parte di quelli che conosco e che hanno un iPod (direi il 99%) ci hanno rinunciato: ci hanno provato una volta (quasi tutti per farmi vedere una puntata di Lost e dirmi “toh, eccco cosa fa l’iPod di cui parli sempre male!”) e poi hanno capito che è troppo scomodo, lungo e noioso.

    (ah, sul mio Nokia E61 vedo le puntate di Lost senza alcuna conversione: peccato ce ne stiano solo 2 per volta sulla scheda di memoria)

  • stayin says:

    questo zenvision costa un ciulo di soldi!

    ma è vera sta storia che per trasferire divx/mpeg sull’ipod video ci si mette tanto?

  • Suzukimaruti says:

    Zuck: l’FM transmitter è un accessorio comune (esiste per tutti i player), ma serve ad altro, cioè ad integrare i player mp3 con le autoradio senza tirare cavi. Conta che ha un raggio cortissimo, di un paio di metri.
    Tra l’altro in Italia funziona male per colpa della babele dell’etere italiano: è difficile trovare una frequenza libera su cui emettere il segnale. Soprattutto è difficile tenere una frequenza se si gira, perché l’etere è un bordello…

  • Suzukimaruti says:

    Zuck: l’FM transmitter è un accessorio comune (esiste per tutti i player), ma serve ad altro, cioè ad integrare i player mp3 con le autoradio senza tirare cavi. Conta che ha un raggio cortissimo, di un paio di metri.
    Tra l’altro in Italia funziona male per colpa della babele dell’etere italiano: è difficile trovare una frequenza libera su cui emettere il segnale. Soprattutto è difficile tenere una frequenza se si gira, perché l’etere è un bordello…

  • zuck says:

    Sbaglio o per l’ipod c’è un accessorio che fa sentire quello che stai ascoltando in FM?
    Forse è più condivisione questa che un wifi solo con oggetti dello stesso tipo.

  • Kurai says:

    Boh, io il mio iMac ho iniziato a vederlo nelle serie TV molto dopo l’acquisto. L’ho comprato perché ho avuto occasione di provarlo e a livello di ambiente di lavoro mi è sembrato da subito molto più confortevole rispetto ai miei PC. Magari la mia visione è un po’ meno da informatico hardcore, però un computer (e anche un digital player) non è fatto solo da caratteristiche tecniche. Senza essere necessariamente una fashion victim.
    Ah, hai dimenticato di dire che il Creative è parecchio più grosso e più pesante di iPod (di Zune non so, non ho visto le caratteristiche, ma credo si allinei con iPod). Per me ad esempio il fatto che un dispositivo portatile lo sia davvero è fondamentale. È, per dire, molto più importante della batteria, giacché se devo vedere un film, me lo guardo su uno schermo vero, non su quello del Creative né, tantomeno su quello di iPod. Stessa cosa per le nuove serie americane, che sono create pensando agli schermi grandi, non a quelli portatili. Con iPod mi fa piacere guardare i podcast, per esempio. Mentre i film di stivgiobs glieli lascio volentieri sullo scaffale virtuale (così come quelli di amazon: meno vendono, più son contento).

  • degra says:

    ma infatti non penso che dietro Sex and the city ci fosse la volontà di lanciare gli iBook, in Italia si sarebbe gridato alla scandalo per pubblicità occulta…
    Nessuna polemica verso Apple, però fa capire che certi successi possono arrivare senza un motivo vero (o al di là di quello), solo a causa del successo di qualcos’altro di collegato, anche non ufficialmente.
    E il mercato viene “drogato” da una richiesta immotivata, magari solo perchè una serie ha avuto successo. E questo nonostante sarebbe normale pensare che un laptop non è una cosa che la compri se la vedi in tv, e che dietro l’acquisto ci debbano essere dei requisiti tecnici e, soprattutto, un bisogno vero di un oggetto del genere (che poi non costa due soldi).
    E invece…

  • Suzukimaruti says:

    beh, ma qui il discorso non è sulla Apple (cioè un po’ sì, ma fuor di polemica).
    Più che altro cerco di capire come butta il mercato e chi lo comanda.

  • degra says:

    guarda… io sono sempre convinto che il male dell’informatica prestata al fashion (o viceversa) l’abbia fatto “Sex and the city”, la serie di riferimento per chi vuole essere fashion.
    Grazie a S.J.Parker la Apple ha venduto parecchi iBook a un tot di trentenni frustrate facendone una moda. Da qui tutto quello che ha la mela è cool. Quindi è inutile discutere se una cosa sia meglio tecnicamente, utile o funzionale: c’ha la mela, cazzo vuoi? 😀
    (non c’è nessun intento maschilista, intendiamoci, basta leggere qualche blog…)

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