Macchietta nera

September 27th, 2006 § 18 comments

Premessa: questo non è un post contro Macchianera/Gianluca Neri (che, anzi, saluto!) ma una semiseria riflessione sulla destra italiana, su Gianfranco Fini e in particolare su AN: a volte i titoli suonano ambigui, perdonatemi.

Il punto è questo: casomai non ve ne foste accorti, è capitato che un paio di giorni fa Gianfranco Fini, ad un evento della destra sociale, si sia prodotto in una tirata in cui sostanzialmente diceva che le esperienze coloniali in Italia non devono poi essere state così male, se guardiamo come i paesi occupati dall’Italia si sono evoluti: poiché non schiattano di fame, tutto sommato il colonialismo nazionale è da rivalutare.

Beh, chiunque abbia studiato la storia, perfino quella di parte dei libri delle edizioni di Ciarrapico o Pisanò, sa bene che l’Italia nelle colonie ha dato il peggio di sè: gli storici calcolano circa 500.000 africani morti per la conquista dell’impero fascista (sic) e ci sono lettere autografe di Mussolini in cui il pelatone richiede ai militari italiani (che all’epoca cercavano miseramente di mantenere una minima dignità sabauda [sic pure qui: quanto suona stonata oggi questa espressione]) di usare le armi chimiche contro i “negri”. Insomma, un disastro, che ha creato sì delle infrastrutture post-occupazione, ma che per secoli sono state ad uso esclusivo dei bianchi. Per quanto mi riguarda non c’è autostrada o grande opera così lunga da valere una singola vita umana. Ma si sa, noi di sinistra siamo dei romantici travestiti da illuministi.

La frase di Fini si commenta da sè: basta fare un esempio. Ovvero, i grattacieli di New York e l’intero sistema statunitense (lo stato più ricco al mondo, ecc.) giustificano lo sterminio coloniale delle tribù native americane? Francamente non c’è grattacielo che tenga: gli orrori del colonialismo, fatti di schiavitù, razzismo, guerra, soprusi, non sono giustificabili MAI. E questo vale ancora di più se il colonialismo è fatto all’italiana, cioè cercando di cancellare del tutto la cultura dei paesi occupati (il che, per un impero fascista che cercava di emulare l’Impero Romano – in cui trionfava il relativismo culturale – è paradossale). Per di più Somalia, Eritrea & C. avevano culture millenarie, con forti radici bibliche, una mitologia bellissima e antica, che in parte è andata persa a causa delle distruzioni italiane. Che schifo.

Quello che non mi sorprende, invece, è la mossa di Fini. Certo, è stata una gaffe, un autogol, ma spiega due o tre cose di AN e della sua dirigenza.
La prima cosa palese è che AN e il suo zoccolo duro sono ancora (fieramente) fascisti. Per esperienza personale (ho amici militanti di AN, gente che si è canditata, che ha fatto vita di partito, ecc.), la vecchia guardia missina resta tuttora fascista, le abiure sono di pura facciata e fanno fatica a controllarsi.
Un consiglio per tutti: se vi imbattete in una festa di AN, tipo Festa dell’Unità in versione destrorsa, fate un salto nello stand dove vendono i libri e date un’occhiata. Troverete i libri della Fallaci, un po’ di editoria berlusconiana e poi i soliti libri in cui si nega l’Olocausto, le edizioni di Pisanò, un po’ di memorialistica fascista (la temibile oasi di Giarabub), un po’ di Evola, Drieu De La Rochelle ed Ezra Pound per i colti, qualche cosa delle edizioni Settimo Sigillo per i movimentisti, un po’ di Celine (grande scrittore) per gli antisemiti (in calo), e poi altre decine di libri dichiaratamente fascisti, dalle biografie del mascellone fino alla propagandazza sull’oro di Dongo e sul triangolo rosso.
Ho la fortuna di abitare su un corso in cui – a 3 o 4 isolati di distanza – hanno organizzato una festa dei Comunisti Italiani e una della Destra Giovanile, che è già il secondo anno che compare, sempre desolantemente vuota: fanno fin tenerezza. E puntualmente i libri sono lì. E sono gli stessi che vidi ad una festa del Secolo d’Italia anni fa, quando avevo sì e no 18 anni e l’MSI – già guidato da Fini – ancora si dichiarava contrario ai diritti umani universali. Tra l’altro sono tutti libri (a modo loro) estremamente interessanti: se non avessi scelto di fare il comunicatore, avrei fatto lo storico dei fascismi (sono attratto intellettualmente dalle cose che mi ripugnano politicamente: mi sono sempre chiesto quale malattia mentale porta un uomo sano a dirsi fascista e a praticarlo).

Ora, io non penso che Fini stia truffando gli italiani da decenni. Alcune sue svolte sono credibili. Altre sono palesemente strumentali. Ma il fatto è che il poveraccio è in una posizione difficile.
Già, se vai ad una festa della “destra sociale”, che poi sarebbe l’ala destra di AN, quella più borgatara/picchiatrice/filo-fascista, è ovvio che un po’ devi vellicare i bassi istinti della base, perché è composta da militanti: gente che attacca i manifesti, riempie le sezioni, finanzia l’attività politica, ecc.
Normalmente queste cose vengono fatte lontano dai giornalisti, che snobbano le iniziative di partito, salvo la Festa dell’Unità nazionale, che ha numeri e dimensioni non trascurabili. Butti lì la frase nostalgica, strappi l’applauso e rassicuri la gggente.
Però Fini si è fatto beccare. E infatti è scattata una sua (patetica) correzione a quanto detto in precedenza: una fantozziana arrampicata sugli specchi.

La realtà è che AN è in crisi. Hanno perso le elezioni, AN ha perso voti più di tutti e ha un corpus di dirigenti politici assolutamente ridicolo.
Cioè, a parte Fini (che pure non è una cima, ma ne riparleremo), il gotha di Alleanza Nazionale è fatto da gente scarsa come cultura, come preparazione politica, come capacità dialettica. Attenzione: è un giudizio pre-politico: direi lo stesso se fossi un iscritto ad AN. Cioè, gente che non coniuga i verbi come Gasparri, La Russa e Storace pertiene al mondo delle comiche, non certo alla politica.

Tra l’altro è la dimostrazione che nel partito non c’è stato rinnovamento: dove sono i nuovi dirigenti, cioè i cittadini di destra che non provengono dall’MSI? Sono pochi, sono tutti in posizioni di secondo piano e il loro esponente più importante (cioè Domenico Fisichella) ora sta con la Margherita.

Ma il problema non è solo la classe dirigente inadeguata, è la proposta politica. Che fa AN? Pensiamoci: da un lato Forza Italia continua ad avere risultati elettorali sorprendenti e di fatto ha una sua visione del paese, cioè una simil-democrazia peronista e paternalista in cui la politica sociale altro non è che una politica compassionevole (nulla di nuovo: “conservatore compassionevole” è l’autodefinizione di Bush), in cui i ricchi fanno beneficienza ai poveri, ma in cui il riscatto o la promozione sociale non esistono.
Dall’altro, la Lega si è presa una mazzata fresca fresca dall’Italia intera e in particolare dal Nord: ha perso il referendum, ma ha già una sorta di programma, cioè arrivare a dare al lombardo-veneto una forte autonomia con mezzi costituzionali e legali (fosse per me farei a meno di queste due regioni, regalandole all’Austria, così imparano a votare a destra, ma questo è un altro discorso). E in ogni caso la Lega è un partito statico. Prende sempre il 3,9% a livello nazionale, indipendentemente dalle politiche che fa. L’unico rischio per loro è una rissa (che in parte sta avvenendo) tra lombardi e veneti, perché si è sempre terroni di qualcuno, per quanto si viva a nord. E se la Lega non tiene, ha comunque una base elettorale e militante che segue il partito, perfino se questo si dà al cupio dissolvi.

Chi è messo meglio di tutti è l’UDC: di fatto è un soggetto di destra che – a parte la quinta colonna berlusconiana Giovanardi – ha nei fatti superato il berlusconismo e la formula della CdL e cerca in qualche modo di smarcarsi, di democristianeggiare e di fare forza sulla debolezza numerica del Governo al Senato. Il loro obiettivo è palese: candidare Casini al ruolo di mediatore tra due universi assolutamente incompatibili e spiazzare Berlusconi, che a modo suo continua ad essere il motivo per cui il centrodestra è forte ma non vincente. Lo so che sembra un paradosso, ma è così.

In mezzo a tutto questo, AN. Che fare? La destra nazionalista liberale? La destra ultracattolica assistenzialista e autoritaria? Attenzione: sono identità contrapposte, non conciliabili. Giuro che in anni di attenzione alla politica non sono mai riuscito a capire se AN è un partito liberista o statalista, centralista o federalista. Secondo me non lo sanno nemmeno loro.

E poi come porsi nei confronti della nuova destra che – inevitabilmente – verrà?
Cioè, ad Alleanza Nazionale conviene essere tra i fans berlusconiani? Nell’ipotesi di un partito unico, con un Berlusconi che è profondamente appiattito sulla Lega, che fa AN? Si fa fagocitare? Per di più io continuo a non vedere differenze sostanziali tra AN e Forza Italia, come proposta politica. Il fatto è che AN non ha una proposta politica e soprattutto non ha ancora maturato (e temo non lo farà, visto il materiale umano da cui è composta) una visione per il futuro.

Il risultato – e ne scrivevo già in un lungo post post-elettorale – è che AN quando è in crisi di identità e di idee si appella alle radici (siete autorizzati a canticchiare “Going Back To My Roots”), si ritira in posizione fetale nel para-fascismo, nella nostalgia e si succhia il pollice. E visti i tempi disperati sta lì, in attesa di tempi migliori (“ma questo è il nostro tempo, camerati”, mi si consenta una citazione musicale di roba loro)

Sembra un paradosso, ma l’anello debole della catena di AN è Fini. Certo, gli altri dirigenti del suo partito non valgono una sua unghia, ma lui non è poi questo granché. Un po’ mi spiace, perché lo vedo ai dibattiti in TV e ha sempre un’aria seria e rassicurante, ma è uno che rigorosamente perde tutti i dibattiti. Magari li perde ai punti, ma in molti è finito KO (la sua bestia nera è Rutelli, che suona sempre falso ma se vede Fini se lo inghiotte).
Fini è il famoso politico che tutti dicono di votare e di stimare, ma che poi ben pochi votano. Avete presente quel compagno di scuola che tutte le ragazze dicevano di adorare, che faceva il tenerone e che tutte a parole definivano il marito ideale e poi regolarmente mandavano in bianco? Ecco AN e Fini sono così.

Sì, il problema è Fini: è palese che lui si è schifato della gente con cui dirige il partito (e chi non lo sarebbe…). Ma non ha la forza per proporre la destra liberale (anche nei costumi) e più moderna sull’immigrazione che a tratti ha disegnato. Da solo non ce la fa. Non riesce a mollare AN, non riesce a mettersi da solo, a tirare fuori un partito che non c’è. Non ha i soldi e il carisma. E soprattutto ha come base elettorale la destra italiana, che è clerico-fascista, disonesta, ignorante e dedita al “chiagne-e-fotti”. Insomma, una destra latina e da operetta, non rispettabile, contrariamente alla destra francese, inglese, tedesca, che è austera e rigida sulle regole (se notate, l’Italia è l’unico paese europeo in cui la destra “tifa” per gli evasori fiscali. Nel resto d’Europa le destre sono solitamente per la riduzione delle tasse, ma fortissimamente intransigenti con chi non le paga). Insomma, magari lui ha le idee, ma ha sbagliato paese.

Per di più Fini non è una persona brillante, mi sembra svogliato, talvolta supino nei confronti di Berlusconi (che è uno del livello di La Russa: materiale da Billionaire) e costantemente amareggiato. Sembra uno che vuole cambiare lavoro, ma non trova il coraggio, non so se mi spiego. Anche perché se molla AN, questa nel giro di 48 ore compie una scelta fatale: o si fa fagocitare da Forza Italia o regredisce all’MSI e alle sue percentuali.

Il risultato è che AN – un partito che vale una decina scarsa di punti percentuali a livello nazionale, solitamente ben distribuiti, cioè senza picchi regionali/locali – va alla deriva, per inerzia, mancanza di idee e implicita tristezza. Almeno quando erano fascisti esplicitamente, avevano un’aria crepuscolare e mortifera che un 5% di fascino ancora lo evocava. Ora sono una sorta di macchietta nera, che è andata al potere e ha fatto schifo esattamente come la vecchia DC, con tanto di portavoce di Fini che si fa fare i servizietti erotici in cambio di comparsate in TV. Almeno Mussolini aveva il buon gusto di tradire la moglie in pubblico! Che tristezza.
I veri fascisti latini votano Forza Italia e il caudillismo compassionevole di Berlusconi. I topastri di ultradestra hanno molte più ragioni per votare Borghezio e Calderoli, piuttosto che Ronchi e Alemanno (che ha confuso la visione corporativa del fascismo con la difesa dei satrapi privilegiati, come i taxisti, i farmacisti, ecc.).
Ma chi la vota AN? Giusto lo zoccolo duro che ancora fa il saluto romano, qualcuno che è di destra ma ha troppo buon gusto per votare Berlusconi e un po’ di clientele tardo-democristiane destrorse, ma queste ultime passeranno a Forza Italia in un battere di ciglia.

Butto lì una previsione. Alle prossime elezioni – se non si inventano qualcosa – AN finisce per prendere il 7-7,5%, che poi è un risultato pericolosamente molto vicino ai numeri dell’MSI nel suo periodo di fulgore. E’ il prezzo da pagare per l’assoluta mancanza di idee, di dinamismo, di spirito di iniziativa e – forse – di sintonia con questi anni. Un manganello impolverato, nascosto dentro un doppiopetto da piazzista berlusconiano.

§ 18 Responses to Macchietta nera"

  • Suzukimaruti says:

    davdie (il nome sbagliato non è colpa mia): e già che ci siamo conquistiamo la Cina perché abbiamo voglia di risotto, poi la Germania per le patate, poi la Francia perché la baguette è buona e già che ci siamo spezziamo la schiena alla Grecia così facciamo la scorta di yogurt…
    Il problema è che se ai cinesi gli viene voglia di agnolotti attaccano noi. E se agli americani viene voglia di gnocco fritto attaccano noi.
    Tutti contro tutti! Olè.
    .
    Una visione del mondo bellissima, no?

  • Er frittata says:

    Questi sono i post che mi piacciono!

    Pregnanti ed argomentati.

    Saluti, adesso non ho tempo x commentare come si deve… parto con moglie e prole x la “mitica” settimana bianca in Trentino: FINALMENTE!

    La mortadella ci piace FINIa, FINIa, FINIa…

    P.S. – Ma avete visto che spasso Neri Marcore’ che imita Gasparri nell’ult. prog. della Dandini. Imperdibili su You Tube

  • degra says:

    nessuno, ad esempio… 😛

  • davdie says:

    io sn un fascista e ki nn vorrebbe pagare di meno il petrolio ?se avessimo libia etiopia somalia e eritrea il costo sarebbe una sciocchezza e ki nn vorrebbe l’italia un impero?

  • gianni says:

    ITALIA: Gianfranco FINI E IL COLONIALISMO. RISPONDE IL VICE PRESIDENTE ANCIS: G. GIGLI CON UNA INTERVISTA A REPUBBLICA DI F. CAFERRI

    “Noi figli di coppie miste ora chiediamo giustizia”. Intervista a Giorgio Gigli, Vice dell’associazione che unisce gli italo-somali.
    Roma 27.09.2006

    Che cosa ha significato il colonialismo per la gente d’Africa e quali siano i suoi lasciti lo sanno bene perché per tutta la vita ne hanno portato addosso i segni. I figli di uomini italiani e di donne somale venuti alla luce durante gli anni della colonizzazione e in quelli successivi di Amministrazione Fiduciaria da parte dell’Italia della Somalia sono migliaia: quelli di loro oggi residenti in Italia si sono riuniti in un’associazione – ANCIS – che denuncia gli abusi di cui quei bambini, figli di unioni non ufficiali e guardate come “diverse”, subirono negli anni.
    Da dieci anni l’Ancis si batte perchè quelli abusi siano riconosciuti e lo Stato italiano si assuma la responsabilità delle mancanze di allora: per gli ex-bambini italo-somali, oggi adulti, le parole di FINI hanno riaperto una ferita. Il Vice-presidente dell’associazione Giorgio Gigli, spiega perché.
    Gigli, come ha reagito alle parole di Fini?
    “Una persona che parla così mi pare non conosca la storia: la colonizzazione è stata dura, violenta, e ha fatto molti morti. Certo, si può dire che abbia portato anche qualche progresso e che all’inizio alcuni strati sociali l’abbiano appoggiata, ma è stata solo una fiammata, durata fino a quando non è stato chiaro che colonizzazione significava perdere la libertà di pensare, di agire, di seguire le proprie tradizioni. La civilizzazione è un’altra cosa”.
    Della colonizzazione, e del periodo successivo di amministrazione italiana della Somalia. lei e i membri della sua associazione siete figli. Che ha significato questo per voi?
    “Ha significato partire svantaggiati in tutto nella vita. Non avere una famiglia intera, subire violenza sin da piccole per le bambine e essere costretti a lavorare per i bambini: le regole del clan che vigevano in Somalia per noi non valevano, nessuno ci proteggeva a parte le nostre madri. E per l’Italia a lungo non siamo esistiti: solo dopo l’allarme dei missionari che erano in Somalia i più fortunati di noi sono stati messi in collegi, fatti studiare e poi mandati in Italia, un paese di cui oggi siamo cittadini ma che non riconosce i torti che abbiamo subito, il male che abbiamo sofferto”.
    Che significa oggi tornare a parlare di colonialismo?
    “Non è un bene: viviamo in un momento di grandi difficoltà di comprensione fra i popoli. Dovremmo aver capito che non serve la forza per imporre una civilizzazione e che è di cattivo gusto tornare a parlare di queste cose. E’ vero che l’Africa non sta passando un buon momento, ma dovremmo pensare a sostenerla, non a dire queste cose. Sbaglia Fini a fare questi discorsi: è è vero forse che alcune cose quando c’erano gli europei funzionavano meglio, ma imporre una lingua o una cultura non è mai una cosa buona. Se si vogliono aiutare quei paesi si può fare qualcosa contro l’integralismo che dilaga in posti come la Somalia, dove i bambini oggi vedono sfumare la possibilità di una vita migliore, come è successo a molti di noi. Tirare fuori il passato così non serve”.

    http://www.italosomali.org
    http://www.risorseinternet.it/myservices/forum.php?f=2539

  • Francesco says:

    Samuele: AN liberista?? AN federalista?? Ma dove? Poi se la sinistra dovesse fallire (ma io sono un tenace ottimista) al governo non ci andrebbe certo un quasi ottantenne (Berlusconi) né un’eterna incompiuta come il buon Fini, personaggio dal profilo di perdente ormai quasi shakespeariano, ma chi invece ci sta lavorando da anni, ossia qualcuno delle nuove (de)generazioni del grande centro. Ma l’ottimismo ci accomuna, quindi fai bene a crederci 🙂

  • spider says:

    Mi allineo con Sauro, è un ‘analisi talmente calzante che spero che nessuno della dirigenza di AN la legga (anche se mi rassicura il fatto che poi si debba anche comprendere cio’ che si legge)
    Onestamente pensavo che sul referendum AN avrebbe difeso la vecchia costituzione, piuttosto che mettersi modello tappetino sulle posizioni di Berlusconi e 8soprattutto) della lega

    Sono anni che sento blaterare di Un Fini politico di razza
    Agli esordi forse. Adesso è un fantasma abbronzato con la lampada

    E poi è pure laziale…

  • Yoshi says:

    ma è quello che penso anch’io eh. infatti ho scritto “pensa che quello sia un partito liberale” 🙂

  • Yoshi: “c’è gente che ha votato e vota forza italia non perchè crede in peròn berluscòn ma perchè pensa che quello sia un partito liberale”

    e ha preso una cantonata colossale.
    forza italia è liberista come il mio lattaio cioè non lo è affatto.
    in 5 anni non ha fatto 1 straccio di legge liberista che fosse una e quando l’ha fatta bersani, più di un uomo del centro destra ha detto con sincerità: “questo avremmo dovuto farlo noi”.

    la destra economicamente liberista come quella americana non esiste qui in Italia; non c’è il materiale genetico e politico per generarla e invece una piccola dose ci farebbe davvero bene.

  • Yoshi says:

    ma io scherzavo eh

  • Suzukimaruti says:

    Yoshi: è che la simpatia non è uno degli obiettivi di questo blog 🙂
    Cioè, sono estremamente scortese ma almeno non falso, se dico quello che penso 🙂

  • Yoshi says:

    scrivi cose quasi tutte condivisibili ma però rischi di diventare antipatico con battute del tipo
    “fosse per me farei a meno di queste due regioni, regalandole all’Austria, così imparano a votare a destra”
    ora, io non vado in giro a dire che il piemontese è falso e cortese anche se dalle mie esperienze personali in massima parte trovo questo detto esatto, ecco 🙂

    io al referendum non sono andato a votare per il semplice motivo che non volevo essere strumentalizzato dal berlusca ma sinceramente mi sarebbe tanto piaciuto votare sì, almeno la classe politica sarebbe stata “costretta” a riformare, ma lasciamo stare la questione referendum…

    chi come samuele ritiene che an sia un partito liberista o non sa cosa vuol dire liberista o confonde “statalismo” con “liberismo”. an ormai è incanalata verso il ppe, e quando questo accadrà ci sarà una scissione che si posizionerà tra an e forza nuova.
    c’è gente che ha votato e vota forza italia non perchè crede in peròn berluscòn ma perchè pensa che quello sia un partito liberale, e non sono pochi, continuando aprenderli per il culo e dare loro dei pirlotti non si fa un bel servizio secondo me

  • degra says:

    D’accordo sull’analisi della destra italica…
    Ma a proposito di Casini, chi ha visto Ballarò ieri sera avrà notato la risposta imbarazzato/ironica che ha dato a Floris, alla domanda: “È d’accordo con Berlusconi che il centrodestra ha superato il centrosinistra nei sondaggi?”…

  • Pappafico says:

    Solita analisi precisa e centrata.
    il verbo democristianeggiare….;-)))))) descrive perfettamente quel falso di Casini.
    Chapeau

  • Samuele says:

    Io dico che la previsione che fai verso la fine del post non si avvererà. Per un semplice motivo: al potere adesso c’è la sinistra e fa talmente schifo, ma talmente schifo, che alle prossime elezioni gli italiani correranno a votare il cavaliere e Fini. Perchè in Italia è così. Io comunque voto AN perchè è un partito liberista e federalista (anche per altri motivi eh!); poi se tu non sei riuscito ancora a capirlo…

  • Sauro says:

    Io spero che nessuno di AN legga il tuo post, sennò va a finire che imparano qualcosa (anche solo su di loro) e alle prossime elezioni diventano il partito di maggioranza relativa. Grande analisi.

  • B says:

    Un post molto sagace. Ritengo tuttavia, che proprio per le motivazioni che tu hai spiegato, la frase di Fini non sia stata una vera e propria gaffe, ma il classico ‘pedaggio’ che ogni tanto è costretto a pagare per tutti quelli che ancora fascisti lo sono davvero, e lo possono dire apertamente. Lui lo è, ma non lo può dire, poveretto! Per quanto riguarda la fine prossima futura di AN…che dire? Spero tu abbia ragione, e non accada, come spesso è accaduto in passato, che una bella mano di ‘bianco’ rinfreschi le facciate e convinca l’italiano medio destrorso che quello è un buon partito da votare.
    P.S. Fisichella se lo giocarono quando Berlusconi non gli volle dare la poltrona che voleva nella passata legislatura.

  • Brain says:

    Interessante analisi.

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