Don’t let the sun shine in

September 18th, 2006 § 40 comments

Qui in casa adoriamo Studio Universal, perché è praticamente l’unico canale del pacchetto Cinema di Sky che ha una programmazione decente (il resto non è brutto: è direttamente insultante per l’intelligenza di qualsiasi spettatore che non consideri Vin Diesel l’erede di Volontè).

Beh, su Studio Universal hanno pensato bene di far passare Hair, che è un film che in me provoca sentimenti *molto* negativi. Mi spiego: credo sia uno dei film più brutti al mondo, ma suona (attenzione: se non si presta attenzione al testo dei brani) assolutemente bene.

Sul fatto che sia una delle cose più brutte e stupide al mondo, non ci piove. Non so se è triste il musical alla base, con la rappresentazione degli hippy proprio degna di un musical e di chi li va a vedere: banale, scontata, fumettosa e non so se ingenua o cialtrona.
Ci sono gli hippy più tristi della storia, per di più a New York e in pieno Central Park. Ma in verità non sono hippy. Per qualche strano motivo sono vestiti come i Guerrieri della Notte (il nero è identico, con tanto di piume appese ai capelli) e vivono ben poco da hippy, cioè seminudi a Central Park con la brutta stagione (tutti girano con la giacchetta chiusa e loro smanicati o col mitico gilet peloso bianco che portano solo i pastori abruzzesi e gli hippy dei film) e il cielo grigetto. Ovvio che poi cantano “Let The Sun Shine” e ballano tutto il tempo: lo fanno per scaldarsi. Ma in compenso li si vede dormire in una sorta di locale ipogeo e umidiccio, il che non è un cavolo hippy.

In ogni caso, diffidate dei film dove ci sono gli hippy di colore, soprattutto se sono tanti (ad esempio “Sistemo l’America e torno”, di Nanni Loy, con Paolo Villaggio: film triste, ma notevole perché Villaggio ubriaco canta a squarciagola l’osteria numero 1000 e perché il suo personaggio nel film è tifoso del Toro): l’hippysmo era un “movimento” figlio dell’opulenza WASP, cioè un ingenuo (io direi idiota, nelle forme) rifuggire dalla società perbenista del boom americano e cercare “qualcosa di diverso”. A posteriori, a dire il vero, la sociologia ci ha visto poco più che il solito “ribellismo edonistico” dei figli di papà, ma facciamo finta che non sia ancora accaduto.
In ogni caso i neri hippy erano pochissimi. E i pochi erano yippie, cioè hippy intellettuali e ideologizzati, con tanto di para-partito alle spalle. Gli altri erano in Vietnam a sfangarsela o nei ghetti a fare lo stesso.
Basta dare un’occhiata al documentario su Woodstock, che è una discreta cartina di tornasole sugli hippy: praticamente il grosso dei neri stava sul palco.

Ma di “Hair” non si può certo parlare male per le inesattezze sugli hippy. E’ che fa schifo in ben altri settori. L’intero film, per esempio, è completamente slegato dalle canzoni. Ora, io non ho mai visto il musical (e mai lo farò), ma credo abbia una storia e credo – come tutti i musical – che le canzoni “quaglino” con quello che si vede recitato dagli attori. Nel film non è così: gli hippy battono moneta ad un’antipatica Beverly D’Angelo che va a cavallo tutta in divisa da cavallerizza in pieno Central Park e chissà perché ad uno dei tizi parte una canzone sul sesso. Poco prima gli hippy/guerrieri della notte/pastori abruzzesi fanno una specie di ginnastica comandata da una coreana e gli parte l’hit sull’era dell’Acquario. Tutto sganciato o che ha agganci risibili tra canzoni e film. Sembra il classico pornazzo, in cui il “casus belli” per copulare spesso e volentieri è tirato per i capelli (Lui: Signora, c’è da cambiare il tubo – Lei: Tubo? Hai detto tubo?).

In compenso le canzoni, come testi, sono un babà: penso che un manipolo di quindicenni ciellini mai usciti di casa e sordociechi scriverebbe cose più complesse, più problematiche e intimamente meno reazionarie delle canzoni che gli hippy ci propinano per tutto il film. Cavoli, la canzone media di Hair ha un testo che testualmente suona più o meno così: “Quanto ci piace [il sesso (orale/anale/di gruppo/casuale)] / [la droga (hashish/marijuana/coca)], perché ci fa stare tutti bene, ci rende tutti felici e siamo tutti liberi. ”
Giuro che non sto semplificando: il freak fatto da Verdone in “Un sacco bello” in confronto è un problematico, un complicatore di concetti, un irrequieto pensatore non ortodosso.

Non so voi, ma solo un clerico-fascista con la terza elementare può ridurre gli hippy (che, ripeto: io disprezzo con tutto il cuore) ad uno schematismo così ingenuamente banale, scontato e macchiettistico: delle specie di pornostar tristi, con vestiti inquietanti e capaci solo di gridare “sesso, sesso, sesso” alternato a “droga, droga, droga” e improvvisare balletti in tutti i momenti peggiori.

Per di più la storia è mesta: gli hippy convincono un bovaro della Bible Belt a non arruolarsi e partire per il Vietnam, copn tanto di mezzo colpo di scena finale. Come ci riescano, non si sa: vivono in una specie di fogna, sono brutti a vedersi, ragionano e parlano come bambini di quarta elementare (dal profitto medio-basso) e campano battendo moneta a Central Park nei giorni in cui fa brutto (dei geni). In ogni caso ci riescono e forse il merito è della signora Garrett (quella di Arnold), che inspiegabilmente ad un certo punto compare nel film, conciata esattamente da signora Garrett.

Tecnicamente la colpa di tutto questo è di Milos Forman, che non è esattamente un novellino e qualche film che merita l’ha pure fatto (a memoria, tra quelli che mi sono piaciuti: “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e “Man On The Moon”, mentre “Ragtime” è il classico film tutto costumi e niente sostanza). Certo, poi ha tutte le attenuanti del mondo: storia imbarazzante, testi patetici, attori di cui vergognarsi per procura. Ma un intero film infarcito di canzoni e balletti inutili e senza una storia è anche colpa sua. In Rete si dice sia il suo film peggiore. Ma cìè chi concorda nel dire che è uno dei peggiori film al mondo (ovvio che i film di Oldoini sono peggio [cioè io piuttosto mi guardo 5 volte “Anni 90”], ma qui si misura il rapporto tra il potenziale del regista e il risultato).

Ecco, l’inutilità dei balletti e delle canzoni, ma soprattutto la loro scollatura rispetto alla storia ne fanno un film inquietante. Non critico “Hair” perché è un film musicale, ma perché è un BRUTTO film musicale. Se usi i balletti per riempire il film, perché la storia inesistente ti va via in 2 scene, trova almeno delle scuse per piantarli lì, ma è tremendo vedere gli hippy che passeggiano per Central Park e ad un certo punto, così senza motivo, partono 10 minuti di danza su un brano che parla della preparazione dei saltimbocca alla romana .

Quindi non lamentatevi se poi la gente come me detesta gli hippy: dopo un film così è difficile resistere alla tentazione di iscriversi a qualche partito nazista tedesco e invadere da soli la Polonia o appendere sopra la spalliera del letto un santino di Giancarlo Pajetta. Giuro che in una scena ho inneggiato a Bin Laden. Ed ero serio.

Lo consiglio a tutti i genitori reazionari: se avete un figlio o una figlia che temete possa prendere una brutta piega nella vita, esponetelo ad “Hair” per tutta la durata e con certezza vi verrà fuori un fascistone tutto d’un pezzo. Anzi, se vi va bene si arruola nella Folgore il giorno dopo e si leva dalle balle.

Anzi, ora metto su un business: con un paio di DVD di Hair risolviamo il problema droga, chè un film così ti fa passare la voglia perfino di mettere il tavernello sulle scaloppine. E’ la volta che si fa fallire San Patrignano (sarebbe uno dei giorni più felici della mia vita): organizziamo un ciclo di proiezioni nelle scuole e il gioco è fatto. L’unico effetto collaterale sarebbe Forza Nuova al 73% alle prossime elezioni, ma che ci volete fare…

§ 40 Responses to Don’t let the sun shine in"

  • martina pantoni says:

    io un tipo che scrive su un sito qualsiasi di internet(sempre viva la libertà comunque!) cattiverie gratuite su un film che non ha neanche visto non lo avrei preso neanche in considerazione se non si trattasse della più grande offesa ad una cultura che noi giovani rincoglioniti da culi, tette e marie de filippis ci sognamo….non hai vissuto quegli anni di ricerca non tanto di sovversione, ma di libertà e di pace vera…un movimento che ha creato una contro cultura, un movimento di gente che, se anche proveniva da famiglie ricche aveva deciso di lasciare tutto, il che non mi sembra una cosa così scabrosa, visto e considerato che probabilmente tu non provieni da una banlieu italiana!
    essere poveri e lottare contro la povertà è più che giusto ed ovvio, ma non essere poveri e lasciare tutto il benessere e le comodità per vivere diversamente e di stenti è molto difficile.
    creare un movimento pacifista che rifiuta la guerra in tutte le sue forme ed avere il coraggio di bruciare la lettera di richiamo alle armi rischiando il carcere, è una cosa che noi critichiamo perchè non siamo in grado di ribellarci ad un cazzo…
    ah, tra l’altro, se tu avessi analizzato bene il film, ma soprattutto il periodo, sapresti che le canzoni in genere avevano testi che rappresentavano il mondo artificiale delle droghe, i viaggi, la trance, ma anche gli ideali ascolta formentera lady, leggi il testo e poi dicci che ne pensi!!
    mi dispiace per l’attacco feroce, siamo in democrazia, però non commentare se non hai visto il film, non è giusto e neanche convincente…martina

  • Cinzia says:

    Hehe..in effetti è vero..:p

  • degra says:

    semplice: non donano a nessuno 😛

  • Cinzia says:

    Come fai a sapere che non mi donano?

  • Suzukimaruti says:

    meno male, perché le gonne a fiori non ti donano

  • Cinzia says:

    Ok..va bene..so che la mia reazione è stata esagerata, ma il mio apprezzamento verso gli hippie è veramente molto alto..anche se questo non giustifica il mio comportamento..per cui ti chiedo scusa, perchè sono abituata a rispettare le idee altrui, anche se non le condivido, e questa volta non mi sono comportata secondo il mio “credo”..quindi le scuse mi sembrano d’obbligo.. Comunque non vado in giro vestita da hippie..

  • Suzukimaruti says:

    Ho detto io che sei fascista, magari senza saperlo, magari vestita da hippy.
    .
    Un’antifascista dialoga con chi la pensa diversamente e non risolve il tutto con un “MA VAFFANCULO”.
    .
    L’aggressione, l’insulto a chi non è allineato col tuo pensiero, la violenza verbale sono tutti atti fascisti.
    .
    Riflettici: hai letto un mio post che non condividevi e hai commentato con un bell’insultone. La cosa non mi offende, perché fa parte dei rischi dell’avere un blog, ma dice qualcosa di te. E cioè che l’unico argomento che hai per controbattere a chi non la pensa come te è l’insulto, l’aggressione verbale. Non è un atto fascista, quello?

    Non basta vestirsi da fricchettone per essere antifascisti.

  • Cinzia says:

    Quando mai ho detto di essere fascista?! Solo perchè uso abbreviazioni, questo non significa che io non sappia usare la lingua italiana, mio caro saccente. E comunque io sono antifascita. ANTIFASCIMERDI è il nickname di uno che ti ha lasciato un commento, quindi, perfavore, prima di dare del fascista a qualcuno pensaci, perchè è uno degli insulti peggiori che si possano dare,anche se purtoppo qualcuno lo considera un complimento..

  • Suzukimaruti says:

    beh, sai, Cinzia: il livello della dialettica è quel che è; ti aspettavi qualche risposta migliore o più articolata, a seguito del tuo commento sfanculante?
    Solo un fascista sfancula un altro perché la pensa diversamente da lui su qualcosa. Si chiama intolleranza.
    .
    Vedi, puoi difendere gli hippy quanto vuoi, ma se hai atteggiamenti fascisti e insultanti non solo ti contraddici ma fai ridere(o fai pena).
    .
    Perdonami, ma visto cosa scrivi e come lo scrivi (le “k”, i 2 puntini di sospensione, l’incapacità di usare la lingua italiana, ecc.) non riesco – e credo nessun altro riesca – a prenderti sul serio.
    .
    Ma forse è l’unico modo per farti capire quanto sei insignificante nella tua incapacità di esprimere un pensiero articolato. Vorresti, ma non ci riesci. Mi spiace per te. Già sei una fascista intollerante probabilmente vestita da hippy, in più non parli/scrivi correttamente la lingua italiana, cosa posso fare?
    .
    Mi auguro che tu abbia 11 anni, perché il livello è quello (cioè, ci sono undicenni più brillanti…). Senza rancore, credo che questo posto non ti appartenga, per mera tua incompetenza dialettica.
    .
    Il giorno che avrai qualcosa da dire di serio a proposito della mia critica (che è lì per essere commentata) e sarai in grado di esprimerlo in lingua italiana corretta, sarai presa sul serio. Ora evochi solo pernacchie meritatissime.

  • Cinzia says:

    ps:grandissimo ANTIFASCIMERDI

  • Cinzia says:

    Come siamo simpatici..oltre ke furbi pure simpatici..proprio da sposare!

  • Suzukimaruti says:

    e “gne gne gne” non lo vuoi aggiungere?

  • Cinzia says:

    E tu ne 6 la prova vivente

  • Suzukimaruti says:

    spider: come diceva Battiato il divino, “non è colpa mia se esiste l’imbecillità”.

  • spider says:

    in sintesi: L’IMMAGINAZIONE AL PODERE

    (ma possibile che ogni cosa che scrivi fai incazzare qualcuno? :D)

  • Cinzia says:

    Oh..te la posso dire una cosa? MA VAFFANCULO! W gli hippie 4ever!

  • Suzukimaruti says:

    Bellissimo… 🙂

  • ANTIFASCIMERDI says:

    Ciao Ignorante,

    forse Hair devi vedertelo in inglese….se lo sai… io non vedo la sconnessione che dici tu,
    e poi leggi bene sul web che mi sa che solo te lo critichi…ma purtroppo,la democrazia!!
    con 1 cosa però son d’accordo con te. farei una dittatura!!!(ma la farei hippy!!!!9
    Ciao e non avvelenarti trpp!
    E soprattutto, cerca di FARNE, DI SESSO.

  • Suzukimaruti says:

    ragazza colorata: l’assunzione sarà limitata, ma la capacità produttiva è notevole. 🙂
    .
    (e di film musicali ne avrò visti a decine, alcuni più volte e in maniera quasi maniacale)
    .
    Quello che non ho capito è il perché (anche il percome, ma facciamo finta) di questa confusa perorazione sugli hippy che, come minimo, è fuori tempo di qualche decennio.
    .
    Cioè, è un argomento relativo alla mia critica al film? O, così, volevi tanto scrivere qualcosa?

  • regazza colorata says:

    non puoi permetterti di commentare un musical se nella tua vita ne hai visto solo uno
    quindi per favore….
    e cmq gli hippy non è che hanno uno stile di vestirsi dettato da dogmi rigidi e precisi… e in piu(se sono veri hippy e nn figli di papà) non hanno soldi per comprarsi da vestire… quindi se nei cassonetti non evevano la fortuna di trovare jeans a zampa e camiciette in stile etnico… si metteveno quello che il cessonetto offriva loro.. e se nel cassonetto c’erano solo jilet di pelo bienco… mi dispiace dirtelo ma gli toccava mettersi quello.
    poi.. quando li vedi dormire sono sotto il ponticello di central park… e non vado avanti a commantare perche non ho potuto fare a meno di smettere di leggere.. visto che il mio cervello non ha la capacità di assorbire piu di tre cagate per volta

  • Neko says:

    Io il musical l’ho visto.
    Non che ci si possa aspettare chissà quale intreccio dal teatro musicale, comunque nel film è stata notevolmente ridotta.

    Nella versione teatrale non sono a Central Park, Sheila e Claude sono parte della comunità hippy e quest’ultimo parte per il Vietnam poiché sceglie (dopo un due o tre canzoni in cui si chiede il senso della sua vita etc etc) di non bruciare la cartolina. Non cantano/parlano solo di sesso e droga, ma sono comunque degli hippy un po’ stereotipati.

  • Suzukimaruti says:

    urza: ma non è di Lumet?

  • urza says:

    Nessuno oserebbe mai considerare Vin Diesel l’erede di Volontè, ma in Find me guily (Prova a prendermi) è godibilissimo!
    Vedrò questo Hair…

  • Yoshi says:

    l’antipatia per gli hippy è condivisa, ma non condivido la tua opinione che un movimento deve avere per forza istanze politiche. e poi per me “individualismo” ha più un’accezione positiva che negativa, ma io son libertario e tu invece ds 🙂

    “nulla per cambiare il mondo in meglio. totalmente autoriferiti”
    come i blog insomma 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Ovvio che sì: ha avuto una guida (come è tipico di tutte le avanguardie) elitaria, di buona famiglia, di alta scolarità. Movimento studentesco, appunto, in un’epoca in cui per essere studenti bisognava poterselo permettere economicamente. Non a caso lottavano, tra le altre cose, per la scuola di massa.
    .
    Ma l’antipatia che ho verso gli hippy non è il loro essere figli di papà, che a modo suo non è una colpa. Ma è il ridursi ad un movimento edonistico, senza istanze politiche reali, senza lotta, senza qualcosa che andasse al di là dell’individualismo, degli stili di vita “alternativi”, ecc. Insomma, nulla per cambiare il mondo in meglio. totalmente autoriferiti.

  • Yoshi says:

    se vogliamo essere pignoli però anche il 68 italiano e francese è stato fatto da figli di papà no?

  • FRa' says:

    Io ho sempre trovato piu’ rivoluzionarioa l’idea di non fare un cazzo, non produrre nulla per non comprare niente. Non difendere un cazzo per non sparare a nessuno, che la lotta di classe o le lotte per l’uguaglianza. Una volta ottenuta l’uguaglianza, a cosa sara’ uguale la propria esistenza? A chi produce, compra consuma vende difende e spara. Attenzione, non e’ la mia scelta. Ma mi affascina di piu’. Come Cristo o San Francesco. Poi in finale, io io compro produco consumo inquino difendo sparo e mi drogo. Mi masturbo e sodomizzo…

  • Suzukimaruti says:

    Beh potrei dirti che il mio odio per gli hippy è pari a quello che ho per i cattivi maestri alla Toni Negri. Ma in verità odio di più Toni Negri.
    .
    Diciamo che gli hippy mi fanno schifo (come il 90% dei “robbosi/punkabbestia/randagi/fricchetoni”). Mentre il buon Negri ha una coscienza lorda di sangue. Però è ben altra cosa rispetto al Sessantotto, anche se ci è passato.
    .
    Io poi comparavo l’hippysmo con il CIvil Rights Movement, Martin Luther King, ecc. TUtte cose nonviolente.

  • FRa' says:

    Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri, Toni Negri. So du’ righe?
    Mi riferivo ai vari movimenti di lotta (esagerando per diletto, non difetto) italiani da te preferiti ai quei ”tossici”. Mi sembrava comunque che oltre che con il film te la prendessi un po’ con gli ippis.

  • Suzukimaruti says:

    Fra’: ma infatti io parlavo del film e non del musical. Su come poi si concilino una passione per Hair e l’espressione “negri del cazzo”, credo vorrai scrivere 2 righe di spiegazione.
    .
    La stessa spiegazione che chiedo sulla P38. Cosa centra col movimento studentesco, la controcultura pacifista e il movimento per i diritti civili? In culo sì la P38, ma per chi la ha usata contro Martin Luther King.
    .
    Idee confuse? O non ho ti capito?

  • FRa' says:

    Bravo Yoshi.
    Non ho detto che siccome detesti gli ippis sei un militarista. Dico che cio’ che ti sembra banale e irritante visto dopo piu’ di 30 anni, non era cosi’ ”banale” allora. Per me Air, che a Brodway esordiva nel ’68, camminava a braccetto con il milione che sfilo’ l’anno prima a Washington contro la guerra nel Vietnam. Forse hanno fatto meno danni tutti quei cappelloni che i compagni dei vari Negri del cazzo. Nel culo la p38.
    Mo mi sparo If I could Only Remember My Name. E tutto AIR.

  • a me i musical piacciono.

    ora sarà che la mia visione era, ehm, interferita 😀 ma non mi ha presa più di tanto il film e ho cambiato canale senza tanti problemi.

    penso che ci fosse molto, molto di più dietro al movimento hippy – nella sua parte intelletuale per lo meno – di quello che il film fa vedere. gente che a central park chiede alla riccona di turno “hai moneta?” e balla e si fa le canne non promuove quello in cui credevano allora gli hipster, secondo me, ma prende solo la parte estetica del movimento – quella che fa più presa ancora oggi rispetto alle idee – e la condisce con un po’ di musica.

    quello che la controcultura ha prodotto è stato notevole – ho un’amica che c’ha fatto una mega tesi di laurea – ma nel film si mostrano pochi aspetti e gli hippies sembrano una manica di cretini che passa tutto il giorno a non fare un cazzo e farsi le canne dormendo per strada.

  • Yoshi says:

    io so perchè suz detesta gli hippy:
    se non ci fossero stati gli hippy ora non ci sarebbe l’ipod 🙂

  • Suzukimaruti says:

    palmasco: è una trama degna di un musical (che poi è l’evoluzione moderna dell’operetta), cioè a grana grossa, assolutamente non complessa, non problematica. Insomma, banale, lineare e scontata. La stessa conversione del “cowboy” è buttata via.
    Funziona benissimo per far ballare la gente, ma per riempire un film direi proprio no.

    Fra’: non confondiamo gli hippy con il movimento pacifista, con il movimento per i diritti civili, con lo Young Initiative Party e così via.
    .
    L’hippysmo non era quello, ma un movimento WASP che non ha mai condotto lotte, non ha mai espresso istanze che non fossero autoreferenziali. E infatti è un prodotto dell’individualismo americano. In Europa a quei tempi nascevano movimenti ben diversi come sostanza, esiti, capacità di analisi ed incisione sulla società. Insomma, in Europa si sono fatti i vari Sessantotto, negli States lo hanno fatto i neri e non certo gli hippy (che per di più erano una minoranza: non confondiamo il look hipp-oide dei giovani dell’epoca con l’adesione all’hippysmo)
    .
    Senza gli hippy ora non ci sarebbero i punkabbestia. Per di più in Europa di fatto non ci sono stati: quel centinaio di para-hippy si è fatto consumare dall’ero sulle scalinate di Piazza di Spagna e a Capocotta (merita la visione un film italiano dimenticato come “Bambulè”, a questo proposito).
    .
    Non capisco i riferimenti a “Fragole e sangue” e a “Zabriskie Point”: il primo è un film non strepitoso sulla contestazione antimilitarista nei campus delle università (e non ci sono hippy, ma militanti politici), il secondo ritrae di sponda l’hippysmo ed è notoriamente stato un disastro in sala proprio per la sua banalizzazione della controcultura (grande colonna sonora, niente da dire, ma per quanto mi riguarda uno dei momenti più scadenti della cinematografia di Antonioni).
    .
    Mi spiego: se scrivo che detesto gli hippy, non vuol dire che automaticamente tifo per la guerra in Vietnam, per il moralismo anni Cinquanta e così via. Magari vuol dire che ai figli di papà tossici e inerti, incapaci di lottare politicamente e dediti solo all’edonismo, preferisco il “movimento”, la lotta politica, ecc.

  • FRa' says:

    Gli ”ippis” stanno sul cazzo a molti. Alla maggior parte per invidia. Perche’ erano figli di papa’, alcuni, perche’ avevano la mente piu’ libera e piu’ veloce dei mezzemaniche di allora, la maggior parte. Questo blog non esisterebbe senza di loro. Anche. E senza quel film. Anche Fragole e Sangue visto ora sembra una fesseria (ancora con le occupazioni di istituto?!) o Zabriskie Point. Mi sembri quelli di Tropical pizza di radio deejay. Pischelli che gli e’ piovuto addosso dai papa’ e dagli zii il Rock and Roll senza sapere perche’. Sogni come quelli degli hippy te li auguro amico. Pace, fiori e sesso.

  • non_erika says:

    Piccolo appunto sulla trama, Berger e gli altri non lo convicono, lui parte lo stesso, è solo per sfortuna che succede quello che succede.
    Per quanto riguarda i testi non saranno complicati, ma non parlano solo di sesso e droga (ad esempio Easy to Be Hard).
    Quasi quasi questa sera lo riguardo

    …White boys are so pretty
    Skin as smooth as milk
    White boys are so pretty
    Hair like Chinese silk…sto già ballando

  • ioio says:

    Diciamo pure 40 anni dopo visto che il musical è del 67.
    Però effettivamente è il peggior film di Forman (tra l’altro hai dimenticato di citare Amadeus…)

  • palmasco says:

    E’ la storia di un normale ragazzo del mid-west, quindi di un tipico americano medio, che un qualsiasi pomeriggio a NY s’innamora di una bella ragazza, QUINDI diventa sensibile a nuove amicizie, in particolare a un discorso radicalmente pacifista, anti-guerra (del Viet-Nam), di un gruppo di hippy con varie storie di emarginazione – quindi abbastanza tipico, direi.
    Insieme viaggiano per sottrarsi alla guerra.
    E’ davvero una trama così banale? E’ davvero un discorso inutile? 🙂

    Aggiungiamo che quindi è il racconto mitologico di come gli americani arrivarono ad opporsi alle amministrazioni che facevano la guerra?
    Quando mai la mitologia segue la realtà punto a punto – a che le servirebbe, tra l’altro? – quando mai le canzoni di un musical mitologico devono seguire la trama punto a punto?

    Certo, non è un film per intellettuali, che ci mettono almeno duemila anni prima di concedersi il piacere di lasciarsi trascinare dalla mitologia. Gli altri, che hanno magari maggiori urgenze, possono amarlo già adesso, soltanto 28 anni dopo.
    🙂 palmasco

  • degra says:

    Suz, ma sei sicuro di aver visto Hair e non la pubblicità della nuova bibita Acquarius?
    No, perchè così si spiegherebbero molte cose del tuo racconto… 😛
    Tra l’altro Anni 90, che adoro, ha un perchè ed un certo target, un po’ meno pretenzioso di Hair 😀

  • stranigiorni says:

    a me Hair piace.

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