Le nuove serie in arrivo dagli Stati Uniti, parte 1: lunedì e martedì

August 24th, 2006 § 16 comments

Arriva settembre e riprende la stagione televisiva negli Stati Uniti, quella seria (d’estate non vale). Questo vuol dire che da fine agosto a novembre iniziano decine di serie, tra vecchie e nuove. Quest’anno, complice anche una curiosa congiuntura per cui l’anno scorso si sono chiusi i cicli di un bel po’ di serie Tv, le serie nuove sono tantissime. E ovviamente rimangono tutti i grandi classici dell’anno passato. Nell’impossibilità di intercettare la Tv statunitense in Italia, l’unica soluzione rimane scaricare le puntate da Internet, mi sa.

L’anno scorso il tema portante delle nuove creazioni della tv seriale era il mistero: l’obiettivo era copiare il successo di Lost e Desperate Housewives, che campavano in gran parte su qualche storiaccia detta a metà e trascinata, tra un enigma e l’altro, fino a fine stagione.
E’ cosa nota che hanno floppato praticamente tutti gli innumerevoli tentativi di imitazione. Per capirci, Invasion – pompato come the next big thing – è stato accorciato, non l’ha visto praticamente nessuno ed era noiosissimo a partire dal pilot. Thresold non andava da nessuna parte e l’hanno segato dopo pochissimo, addirittura rifiutandosi di mandare in onda materiale già girato. Peggio che andar di notte Nigh Stalker, che pure era un remake: era squilibrato, mescolava indagine giornalistica e soprannaturale senza nessun talento ed è salito ai verdi pascoli. E’ rimasto giusto Supernatural, ma più che una serie “misteriosa” è un lungo road-movie nella provincia americana, che fa più paura dei mostri che vi albergano.

Dopo la divagazione pignola, torniamo a bomba: quest’anno non c’è un tema portante. Anzi, ad un’occhiata sommaria mi pare che aumentino le commedie rispetto ai drammi. Dopo uno spiedino di flop così era naturale che ci fosse una reazione uguale e contraria. Quest’anno la gente vuole ridere o in ogni caso non vuole arrovellarsi troppo. Pure Lost pare molli un po’ gli enigmi e si concentri maggiormente sull’ammmmore tra i protagonisti. Sicuramente staremo a vedere.

Parto subito con una mini-presentazione delle nuove serie in arrivo. Piccola nota: per ciascuna linko la relativa pagina di tv.com , che è una specie di IMDB della tv seriale. Lì trovate tutte le informazioni sulle serie, i trailer, le date di uscita, i recap delle puntate, ecc.

Per questo post mi limito alle serie che sono programmate dai vari network americani per il lunedì e il martedì. Nei prossimi giorni completo la settimana, contando che il sabato solitamente non c’è nulla di interessante.

Lunedì

The Class
Iniziamo con una commedia vagamente alla Friends, ma su larga scala. Un tizio decide di fare una sorpresa alla propria fidanzata (sua compagna di classe fin dalle elementari) e per il suo compleanno invita a sorpresa tutti i compagni di classe comuni: gente che non si vede da decenni. Ne viene fuori un mega-party in cui lei, appena arrivata, lo molla senza addurre alcuna motivazione plausibile e lui resta lì come un beota (già l’idea della festa faceva pensare che lo fosse, tuttavia).
Fatto sta che la serie verte sulle storie incrociate dei vari compagni di classe ritrovati che, tra alti e bassi, incrociano le loro vite, si innamorano, ecc. Ovviamente l’occasione è quella di presentare una bella galleria di casi umani, dal compagno mammone a quello sfigato e con tendenze autolesionistiche, la bella ma odiosa, la snob, il duro di comprendonio, ecc.
A conti fatti ci sono 8 protagonisti, che a mio giudizio sono un po’ troppi e si rischia un effetto Friends sovraffollato, con poco spazio per tratteggiare i personaggi al di fuori della macchietta. Vediamo: i produttori sono gli stessi di Friends (e ci sarebbe pure mancato) e di Innamorati Pazzi.

Vanished
Prima cosa: questa serie è già iniziata da un paio di giorni, quindi se volete darle una chance sbrigatevi. In verità siete fortunati, perché su tv.com c’è l’intera puntata gratis in streaming e senza la pubblicità.
La storia è presto detta: la moglie di un senatore degli Stati Uniti viene rapita o in ogni caso sparisce. Ovviamente bisogna ritrovarla e ci si mettono il senatore in primis, un agente dell’FBI bello e bravo ma con qualche problemino psicologico (e anche un po’ con la scopa nel didietro), una giornalista sexy pronta a tutto. Ciò che emerge fin dai primi secondi del pilot è che nessuno la conta giusta, tutti hanno qualcosa da nascondere e il mistero si fa fitto. Insomma, prima di trovare la scomparsa sarebbe carino innanzitutto capire chi è la scomparsa.
E’ palese che la storia non è delle più originali, almeno nelle premesse. Non ho idea di quante puntate siano previste, ma secondo me una storia simile non la possono tirare troppo per le lunghe: è roba che in 6 o 13 puntate si conclude. Detto questo, il pilot è fatto bene (sempre nei limiti della non originalità della storia) e una chance gliela si può dare. Guardo la seconda puntata e mi faccio un’idea più precisa: per ora è guardabile, senza strapparsi i capelli.

Heroes
Proseguono le serie con titoli ispirati a David Bowie (l’altra era Life On Mars, ma era inglese). La storia di Heroes è semplice e vagamente fumettosa, almeno nelle premesse. Sparsi qua e là per gli Stati Uniti, un po’ di individui scoprono di avere alcuni superpoteri e iniziano a porsi il problema di cosa farsene, come conviverci, ecc. Il campionario fa un po’ ridere, ma è originale: si spazia dalla cheerleader indistruttibile (una sorta di Kenny di South Park al contrario: ogni puntata sopravvive a cose incredibili) al tossicomane che dipinge il futuro ogni volta che è sverso, fino all’uomo che sente i pensieri altrui.
Se per caso vi stanno venendo in mente le prime puntate di The 4400, beh in effetti le somiglianze sono molte. La storia, però, prende pieghe diverse: qui c’è un cattivone fin da subito ed è interessato al DNA dei super-eroi inconsapevoli. Alla fine il tutto si riduce al solito manipolo di eroi che deve salvare il mondo da qualche nemesi.
Ok, la storiaè infantile, ma questo non significa automaticamente che la serie sia una porcheria. Anzi, finora c’è un bell’hype che la circonda. In certi casi conta più l’esecuzione che la partitura. E poi l’autore è il creatore di Crossing Jordan, che è una serie decisamente buona, quasi quanto la protagonista.

Runaway
Anche qui un’altra storia che ci farà gridare esausti un “abbiamo già dato”. Un uomo è in fuga, con tutta la sua famiglia, dall’accusa di omicidio: secondo gli inquirenti ha ucciso la sua segretaria. Ovviamente non è così e a lui tocca l’ingrato compito di nascondersi e contemporaneamente capire cosa è successo, chi lo sta incastrando e perché. Quindi scappa in un altro stato, la famiglia cerca di farsi uno scampolo di nuova vita sotto falso nome e si dedica anema e core a smascherare il great complotto che lo attanaglia.
Attualmente si sa poco di questa serie: mancano trailer e sample video, non si sa quanto durerà e mancano dettagli sulla natura della trama, anche se direi che si tratterà di una classica spy-story in cui il protagonista è il classico uomo che sapeva troppo. Alla fine, in attesa di visioni chiarificatrici, l’unica cosa notevole è la presenza nel cast della bionda di Line Of Fire, quella che sembra una versione algida della Melandri.

Studio 60 On The Sunset Strip
Questo, teoricamente, dovrebbe essere uno dei pezzi da novanta della stagione imminente. I motivi sono presto detti: cast notevole, autori prestigiosi, budget generoso e meccanismo collaudato.
Alla faccia del metafilmico, ecco una serie che parla di una serie. Nello specifico, una serie che va in onda su un canale di fantasia (la NBS) e soprattutto una serie tv che va male. Anzi, va malissimo, visto che viene girata e trasmessa live in studio e gli attori sono presi male, la produzione peggio e addirittura un membro dello staff si concede il lusso di una crisi nervosa in diretta.
Tutto sembra andare a rotoli. E i vecchi studios in cui si gira la serie sembrano destinati alla pensione. Per reagire, la direzione di rete scrittura due nuovi autori e prova a ribaltare la situazione. E capita che i due nuovi autori siano interpretati nientemeno che da Matthew Perry (cioè Chandler in Friends) e dall’attore che fa Josh Lyman in The West Wing.
Contando che il produttore è Aaron Sorkin (cioè l’uomo dietro The West Wing), è facile capire dove la serie va a parare. Se The West Wing ci raccontava i retroscena, le meccaniche, le mediazioni, gli scazzi e in generale il non-visto della politica e dell’amministrazione tra le alte sfere, Studio 60 On The Sunset Strip fa la stessa operazione, mostrandoci tutto quello che non vediamo in Tv ma che di fatto avviene dietro le quinte della Tv: una sorta di The West Wing trasposto da Washington a Hollywood, in cui il potere politico è sostituito da quello mediatico.
Sicuramente in The West Wing ha funzionato a lungo: vediamo se ingrana anche parlando di Tv.

martedì

Friday Nights Lights
Il titolo è bello ed evocativo, ma la storia mi mette il magone fin da subito: un giovane giocatore di football americano si trova a far parte di una squadra che ha serie chances di vincere il campionato e deve affrontare i suoi demoni, lo scazzo da sportivo di alto livello e l’inattesa fama del campione. Mi sono annoiato a scriverlo, figuriamoci a guardarlo. Direi che lasciamo la serie agli americani, ché loro certe cose riescono a trangugiarle.

Standoff
Avete presente i tizi che nei film quando c’è un uomo armato asserragliato con degli ostaggi prendono il megafono e dicono cose tipo “hey, sono qui per trattare, dimmi cosa vuoi in cambio degli ostaggi e te lo diamo, basta che non fai cazzate”? Ecco, io credevo fossero scelti a caso tra i pochi poliziotti in grado di coniugare i verbi. Ora scopro che invece sono una precisa categoria professionale: negoziatori dell’FBI, cioè gente allenata a trattare in fretta e bene con gente tesa, con pretese estreme e in situazioni di pericolo.
Il bello dei due protagonisti di questa serie è che fanno i negoziatori, lavorano insieme e – già che ci sono – decidono pure di farsi una storia insieme. Il che significa raddoppiare il numero di negoziazioni quotidiane, di fatto portandosi a casa il lavoro.
L’idea di fondo (molto diessina) è che nella vita tutto è mediazione, contratto, mutualità, ecc. Idea decisamente buona ma non so quanto durevole nel tempo. Di sicuro potrebbe piacere al pubblico yankee, visto che garantisce due ingredienti molto graditi Oltreoceano: esplosioni e ondeggiamenti sentimentali.

Knights Of Prosperity
Sicuramente avrete sentito parlare di questa serie: è quella in cui un gruppo di ladri improvvisati decide di svaligiare la casa di Mick Jagger. E il bello è che lui si è prestato a comparire qua e là durante la serie (comportandosi da riccastro molto “vain”, decisamente sopra le righe), cosa prontamente avvenuta nel pilot. L’idea è divertente: il guardiano sovrappeso di un cimitero decide di farla finita con la vita misera e raccoglie un po’ di suoi simili (un taxista complessato, un disoccupato cronico, ecc.) per formare una scalcinata versione deformata di Ocean’s 11 e far pagare a Mick Jagger la colpa delle loro miserie (e magari anche l’onta di quell’orribile duetto con Bowie: Dancing In The Street).
L’idea è divertente e a modo suo ricorda -vai a capire perché – Full Monty. I trailer sono divertenti, soprattutto nel momento in cui alla compagine si aggiunge una brunetta ispanica bellissima che altera il tasso ormonale degli aspiranti Robin Hood (i quali – a scanso di equivoci – non hanno la minima speranza con una così). Di sicuro è una serie che inizio a guardare.

Smith
Parli di ladri e spuntano i grimaldelli. Rispetto a Knights Of Prosperity il livello di professionalità è ben altra cosa. La storia è questa: esiste un gruppo di ladri iper-tecnologici e iper-allenati che compiono furti clamorosi e di altissimo livello, ovviamente con metodi non violenti. Il capo di questa comitiva di voleurs itineranti ha una vera e propria doppia vita: con la famiglia si finge un businessman di media caratura, di quelli che prendono casa a Wisteria Lane e che parcheggiano la Ford nuova ma un po’ triste nel vialetto. Lontano dagli occhi della famiglia parcheggia la Ford e se ne va in giro in Aston Martin a svaligiare case di miliardari, trafugare opere d’arte, ecc.
Se non ho capito male dai vari trailer, alla fine questa non è altro che una sorta di riduzione seriale di una storia vagamente alla Ocean’s 11, senza intenti parodistici. Dopo un po’ rischia di stufare: non fa esattamente per me, ma può piacere a chi ama il cinema d’azione e i polizieschi.

Men in trees
Le premesse di questa serie sono abbastanza originali. Una moderna Donna Letizia, famosissima autrice di best-seller di auto-aiuto femminili, oltre che stranota “love coach” che aiuta le zitelle a trovare l’uomo giusto, si trova a dover presentare il suo ultimo libro in giro per tutti gli Stati Uniti ad affollatissime platee di donne adoranti. Finisce addirittura per tenere una conferenza in Alaska, ma con un po’ di lievi differenze. La prima è che durante il volo la dispensatrice di consulenze sentimentali numero uno in America scopre che la sua vita amorosa è una monnezza e che sta per sposare un marpione traditore. La seconda è che sbarca in Alaska e si trova ad avere a che fare con un intero villaggio popolato praticamente da soli uomini, curiosissimi di capire come si fa a trovare la donna giusta. Anzi, viste le condizioni, come si fa a trovare una donna, punto.
Gli ingredienti per una commedia ci sono tutti: miss “so tutto io sulle relazioni” con una profonda crisi sentimentale e di self-confidence nelle sue teorie, le sue reazioni orgogliose per autodifesa, un manipolo di uomini dell’Alaska non esattamente campioni di galateo ma talmente indifesi da essere pericolosissimi, un’agente letteraria che le fa da sparring partner e non brilla per acume. Il risultato è che i trailer fanno ridere, la protagonista fa delle facce incredibili e in generale si fa dello humour sulle donne che fino a qualche tempo fa non era nemmeno postulabile. Il mio timore è che mandino tutto in vacca calcando troppo la mano sugli aspetti romantici della questione. Per ora sembra promettere bene.

Help Me Help You
Ecco un altro autore di libri di auto-aiuto in crisi e sbertucciato da una serie Tv: che sia segno che gli americani si stanno svegliando? Il protagonista è un affermatissimo psicologo , autore di best-seller di bassa psicologia fai-da-te e auto-pompatore di ego. Lo sventurato si trova ad avere a che fare con un manipolo di partecipanti alle sue sedute di psicoterapia di gruppo e ovviamente colleziona una serie di casi umani incredibili: dalla casalinga remissivo/perfezionista, al perennemente schifato dal mondo, fino alla ragazza perennemente in errore e imbevuta di psicologia un tanto al chilo e al maniaco persecutorio.
Ma c’è un ego decisamente più tempestato di problemi rispetto alla galleria di macchiette ipertrofiche che costituiscono il gruppo. Ed è ovviamente lui, il dottore: una sorta di miles gloriosus della psicologia, che vede la sua vita andare un po’ a rotoli, si rifugia spesso e volentieri nella bottiglia e già che c’è porta nel gruppo i suoi scazzi personali, combinando un guaio dietro l’altro. Letta così sembra un dramma, ma è una commedia che teoricamente dovrebbe fare ridere. I trailer non sono un granché (cioè sono troppo corti per farsi un’idea), ma l’idea promette bene e ho riso un paio di volte. Certo qualcuno potrà dire – e io sono tra quelli – che abbiamo già dato e che Verdone ci ha giusto fatto un film un po’ di tempo fa, ma per essere una commedia americana stiamo già volando alto.

§ 16 Responses to Le nuove serie in arrivo dagli Stati Uniti, parte 1: lunedì e martedì"

  • simone says:

    Non è giusto che invasion, sia finito in quel modo, in italia ci è piaciuto molto questo telefilm, vorrei che ci fosse una seconda serie

  • Suzukimaruti says:

    biba: inizia ad ottobre. E non sono skater o jater (chi sono sti due?)Ti sembra che potrei usare dei nickname così? 🙂

  • biba says:

    ultima cosa…ma Lost precisamente quando inizia?Perché ho letto date differenti sui vari siti…così mi regolo con il countdown…ma Suz sei Skater o Jater? 😉

  • biba says:

    grazie suz…allora mi metterò a scaricare qualche titolo… 😉

  • Massimo says:

    Io mi abbono ai feed di tvrss.net Puoi scegliere il programma che ti interessa e ricevere direttamente il feed di quanto disponibile su torrent. Comodissimo.

  • alessio says:

    In effetti il pilot di Studio 60 è molto interessante e ben girato.

  • Suzukimaruti says:

    yes, si scaricano con BitTorrent o con eMule.
    Teoricamente non è nemmeno illegale (di fatto non rubi niente se scarichi una puntata – registrata dalla TV americana – di una serie che in Italia non è trasmessa).
    Il discorso è diverso se uno scarica, per esempio, una copia del DVD della prima stagione di Lost, che è regolarmente in vendita in Italia.

    Quindi se scarichi cose inedite non è la fine del mondo e non si arrabbia quasi nessuno (spero).
    Per trovare i file, una volta c’era tvtorrent.info ma ora non va più. Ma basta http://www.mininova.org per ottenere tutto.

  • biba says:

    Scusa Suz,ma queste le si scarica con Bit Torrent?(Scusa la domanda forse ovvia…)

  • Il tossicomane con poteri ricorda molto il Doctor dell’Authority di Warren Ellis. La fumettara in me gioisce.

  • Suzukimaruti says:

    Beh, i trailer sono pesantemente da commedia, tra l’altro non delle più sottili. Se svoltasse in tragedia, sarebbe la serie del secolo.
    Te lo immagini Friends con un colpo di scena in cui a metà stagione Jennifer Aniston diventa una serial killer cannibale?

  • svaroschi says:

    Sicuro che The class sia una commedia?
    Mi sembra di ricordare di aver letto su qualche guida tv che a un certo punto virasse sul tragico, tipo un delitto o roba così…però potrei anche confondermi con un’altra serie, eh!

    Grazie per questi post di servizio, eh! 🙂

  • Suzukimaruti says:

    Domiziano Galia: in effetti Surface ha annoiato (si è capito subito dove andava a parare), ma si vocifera che fosse previsto che durasse poco
    .
    alessio: in effetti la grande sfda di quest’anno potrebbe essere riuscire a proporre sitcom di successo, tenendo anche a mente la fine (trascinata troppo a lungo) pure di Will & Grace. Direi che The Class è esattamente un prodotto su quella linea, ma la vedo male. Per esempio nell’anno passato l’unica commedia che ho trovato valida è stata Everybody Hates Chris.
    La mia impressione, tra l’altro, è che la sitcom WASP (in 7 anni il numero di non-bianchi inquadrati si conta in minuti) e buonista alla Friends mi sembra un modello un po’stantio (per di più le ultime due stagioni di Friends io le ho trovate invereconde e mi stavano perfino sul culo i protagonisti)
    .
    Massimo: in effetti l’ho un po’ buttata via, ma purtroppo è un limite mio: non riesco a trovare lo sport (tutto) “letterariamente” interessante (sono sempre stato un tifoso e mai uno sportivo). Meno che mai il football americano.
    Sicuramente avrà un suo mercato, soprattutto tenendo conto di quanto negli States lo sport è sopravvalutato ed eletto a collettore di molti valori dell’american way of life.

  • Massimo says:

    Non liquidare cosi’ facilmente Friday Night Lights. Il pilot promette bene, e la serie deriva dal film ominimo che, a sua volta, deriva dal superlativo libro di Bissinger sui Permian Panthers di Odeaas, TX. Insomma… piu’ Varsity Blues che non Any Given Sunday, sempre per restare in tema di film sul football americano.

  • alessio says:

    Noto che c’è un fantasma che si aggira per i palinsesti, ed è quello di Friends: qualsiasi sia l’opinione sul valore della sitcom (io sono un fan, faccio outing!) è certo che ha avuto negli anni un posto speciale nel cuore della cultura popolare americana. Da allora i suoi ex-protagonisti non hanno collezionato successi, Joey è stato un flop completo, eppure i produttori ritornano con The Class che ha più di un tema in comune con il prototipo, e vede nel cast Andrea Anders già presente in Joey. Di How I Met Your Mother ho già detto, Studio 60 vede un ex-Friends come Perry in un ruolo auto-riflettente, quasi come la ex-collega Lisa Kudrow nel complicato The Comeback. Eccetera…

  • Grazie per il servizio, così mi evito di dover tener traccia di tutto. 🙂
    Circa la next big thing, hai scordato Surface che con Invasion faceva paio, entrambi dietro a Lost, e ancor più noioso. Tra l’altro, dietro, ma senza aver proprio imparato un cazzo: entrambi, nel pilot, già capisci tutto e poi, tutto il resto è noia (cit.)

  • A X E L L says:

    ammazza quante serie… iper produttivi gli amici Yankee…

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