In ricordo di Arthur Lee, nell’indifferenza generale

August 25th, 2006 § 7 comments

Essendo in pieno viaggio ellenico, il 3 agosto non ho potuto sfogare qui sul blog il magone per la morte di Arthur Lee (che per i non udenti musica di qualità era il cantante dei Love, che erano una delle cose più belle, consapevoli e musicalmente uniche del pastone psichedelico, oltre ad essere il gruppo più media-unfriendly della sua generazione).

In compenso ho pensato stasera di fare un giro postumo per blog a vedere se c’era qualche traccia di disappunto tra i colleghi musicofili, anche perché i Love ed Arthur Lee non sono gente che si liquida con un “ah, mi dispiace”, non fosse altro perché quest’ultimo è stato esplicitamente citato come modello ispiratore da personcine come Jim Morrison e Syd Barrett.

Invece zero, nada, nisba.
Boh, magari al tempo erano tutti in ferie o in giro per festival (tipo che il giorno dopo iniziava Frequenze Disturbate), ma un po’ ci sono rimasto male.
In compenso mi hanno detto che su Radio 1 o Radio 2 c’è stata una mega-celebrazione non so se a Music Club o a Stereonotte. Ecco un motivo per pagare il canone.

Detto questo, vorrei recuperare, con un mini-tributo via blog.
Anche perché è anche grazie ai Love e a Forever Changes che ho abbandonato una monocultura di ascolti rock duri e puri e ho iniziato a guardarmi (a sentirmi?) intorno.

Sarà sicuramente merito del fatto che nel loro rock facevano volentieri capolino gli ottoni, trombe spagnoleggianti, arrangiamenti orchestrali (come nella bellissima “Andmoreagain”, rodatissimo brano da baccaglio – evitate solo di cantarla, se non tenete gli acuti).

Sarà che erano sì un gruppo rock degli anni ’60 che usciva per la Elektra (esattamente come i concittadini Doors, che pare furono scritturati dalla Elektra su suggerimento di Arthur Lee), ma che aveva le palle e l’originalità di esordire con una cover di Burt Bacharach (“My Little Red Book“).

Sarà che erano un gruppo militante, ma con testi non banali (come “Live And Let Live”) e decisamente meno fricchettoni dei Doors.

Fatto sta che mi è capitato di comprare “Forever Changes” a 19 anni in vinile, nel mitico negozio di dischi nel sottopassaggio di fronte a Porta Nuova. E poi l’ho prestato a chissà chi. E l’ho ricomprato anni dopo, a Londra in un HMV di saldo, in CD. Nel mezzo è stato un disco di quelli che ti segnano, ti tentano, ti rendono curioso e infedele ai tuoi principi (negli ascolti giova essere un po’ zoccole) e ti fanno comprare altri dischi.

Tutto qui. Il povero Arthur Lee non era certo uno stinco di santo, visto che ha passato un pezzo di vita al gabbio per possesso di arma da fuoco e altri reatucci da rockstar in disarmo (ricordo che i Groovers anni fa volevano scherzosamente istituire una sorta di “Comitato Arthur Lee”, stile Comitato Sofri, con tanto di coccarda psichedelica: avrei aderito subito), ma insomma si meritava almeno una mini-commemorazione su un blog agostano un po’ desolato. Poi tanto lo so che tempo 10 anni e i Love diventano di moda. E’ solo questione di tempo.

§ 7 Responses to In ricordo di Arthur Lee, nell’indifferenza generale"

  • io says:

    scopro adesso che è morto..
    forse è il disco più bello che abbia mai sentito..

  • fulvio says:

    vi rendete conto che io l’ho saputo solo adesso della morte di arthur lee. non me ne ero proprio accorto, forse perchè è morto nello stesso periodo di syd barett. è una brutta,bruttissima perdita per la musica.lee era un genio nel senso doloroso della parola ed è stato uno dei compositori che hanno espresso la grandezza della melodia ,dell’armonia.Le canzoni di arthur lee sono di una tale profondità e malinconia che ci fa guardare dentro noi stessi e su come la vita sia in gran parte poesia e ricordo.

  • Suzukimaruti says:

    penso che passerò a .com

    attualmente ho un altro dominio su lunarpages.com e va molto bene

  • garethjax says:

    Bravissimo 😀
    Ti consiglierei qualche economico e performante provider ammmericano, ma con il .it è un casino perchè non lo supportano… dovresti avere la possibilità di manipolare direttamente il dns del dominio e non so se è incluso con il contratto che hai fatto!
    Per qualsiasi info tecnico, sai dove e quando beccarmi 🙂

  • Suzukimaruti says:

    a novembre lo cambio: finalmente scade l’abbonamento e abbandono questa valle di lacrime e bit bradipi

  • gareth jax says:

    Suz cambia provider, Consulting Web fa cagare più di un autotreno carico di dolce euchessina -_-
    Il blog è lento e lo scaricamento di qualsiasi file procede con una lentezza fantozziana.

  • zuck says:

    Parole sante.

What's this?

You are currently reading In ricordo di Arthur Lee, nell’indifferenza generale at Suzukimaruti.

meta

%d bloggers like this: