Rocket – boom! – Brand, testimonial e effetto-Litfiba

July 7th, 2006 § 18 comments

La notizia – anche visto l'argomento – ha dell'esplosivo. La faccio breve: Amanda Congdon ha lasciato Rocketboom (se per caso i due nomi non vi dicono niente, vi basti sapere che Rocketboom è il videoblog più seguito al mondo e Amanda Congdon è colei che compare in video, scrive i testi e in generale tira avanti la baracca).

I motivi pare siano puramente economici. In sostanza Amanda possiede il 49% di Rocketboom e il suo compare il 51%. E non si sono messi d'accordo sui soldi. Il risultato è che Amanda lascia Manhattan e se ne va a Los Angeles a cercare fortuna e il suo compare resta titolare del brand Rocketboom, convinto di avere chissà cosa in mano.

Il fatto è che Rocketboom temo non sia percepito come un brand a sè stante, ma come il videoblog personale di Amanda Congdon (e in effetti lo è). E il merito di Amanda è essere realmente ciò che Gaia De Laurentis fingeva quando faceva Target.
Cioè, la De Laurentis ai tempi di Target non aveva la minima idea di ciò che leggeva in video, ma fingeva bene di essere intelligente, tanto i testi li scrivevano autori coi controcazzi (poi bastava sentire una sua intervista per capire che il livello era quello di una velina).
Amanda Congdon, invece, è colta e molto newyorkese, scrive cose smaliziate e divertenti, le traspone benissimo in video ed è pure carina (e credibile: non una super-donna plastificata), con quel sorrisetto intellettuale che ti fa perfino dimenticare che è bionda.

Ecco, quindi, un caso in cui il marchio non vale una mazza, senza il suo testimonial. Anzi, il testimonial in questo caso *è* il marchio. Faccio un esempio musicale: i Litfiba. Con Piero Pelù erano una cosa a tratti gradevole (fino a "Litfiba 3"), a tratti mostruosa (da "Pirata" in poi). Andato via – con tuto il suo entusiasmo – il suo peloso frontman urlatore, il "marchio" Litfiba è diventato un gruppo di rara tristezza, che non ha più seguito nessuno e che inizialmente prendeva fischi e insulti dagli ex fans.
Battezziamo, quindi, un vero e proprio effetto-Litfiba: l'accanimento terapeutico contro un marchio privo della sua icona genera antipatia.

Potrei fare decine di esempi, per far capire che ci sono casi in cui il nome di un marchio non vale nulla senza la sua "essenza", ma ci siamo capiti. Quanti hanno comprato "Other Voices" dei Doors post-Morrison?

Mi sa che lo stesso accadrà per Rocketboom, che sicuramente troverà una bella figliola dal profilo intellettuale da proporre in alternativa ad Amanda, ma l'effetto non sarà più lo stesso. Anzi, il rischio è di risultare perfino antipatici.

Il bello è che in mezzo a questo divorzio non ci sono i figli, ma fior di sponsor: marchi che hanno pagato la pubblicità su Rocketboom (40.000 dollari a pacchetto) e che ora presumo non saranno per nulla felici della situazione, anche perché mi sa che il loro investimento era su Amanda, più che sul marchio. Però è altamente probabile che i contratti li vincolino a Rocketboom e non alla sua front-woman. A meno che non abbiano fatto mettere dai legali qualche clausola intelligente. Stiamo a vedere.

In ogni caso, da 2 giorni il sito è chiuso da un comunicato stringatissimo e un po' paraculo. A quanto pare Amanda andrà a Hollywood a seguire chissà quali avventure (già le hanno fatto fare la parte di se stessa in una puntata di CSI: può fare di tutto). Probabilmente aprirà un altro videoblog, direi con lo stesso successo di Rocketboom. Di sicuro ha un patrimonio di popolarità su cui può costruire: anche senza materialmente un marchio, Amanda Congdon è un brand fortissimo, nel suo ambito.

§ 18 Responses to Rocket – boom! – Brand, testimonial e effetto-Litfiba"

  • Suzukimaruti says:

    ottime argomentazioni, segno di un’alta capacità dialettica e solide basi culturali…
    non so se fanno più pena i tardi Litfiba o le persone che commentano così.

  • gino says:

    cretino,ma quante troiate hai scritto?una cazzata dopo l’altra

  • BARBARA SEK says:

    povero ghigo….mi spiace ma uno come Cabo non lo trovi piu’!!!

    CABO una voce splendida, ed una persona altrettanto splendida… farsi amare dai fans come ha fatto lui…chissà cosa saprà fare il 3°solista!!

    peccato che la maggior parte di voi non lo abbia sentito dal vivo…altrimenti non vorreste mai dover sperare nel ritorno di Pelù!!! rimasto senza voce e con quello sguardo perso …che tristezza vederlo così ridotto!!!!!!!! anche se lui qualche santo lo deve avere, viste le numerosi apparizioni in tv!

  • Suzukimaruti says:

    In effetti è una mezza porcheria, visto che ci sono un po’ di brani vecchi dal vivo

  • BeetleJuice says:

    ci vuole molto coraggio per definire Pirata una porcheria

  • Suzukimaruti says:

    la ri-registrazione in SIAE non ha nulla a che vedere con chi ha materialmente scritto i brani (cioè Ghigo e Maroccolo quasi totalmente, salvo che da dopo Litfiba 3, quando anche Pelù ha tristemente iniziato a produrli).
    Fidati: non è per presunzione ma per effettiva pratica del gruppo e del suo entourage che credo di conoscere i Litfiba decisamente MOLTO bene.

  • DottorDark says:

    capisco la non informazione del blogger. i pezzi che vengono indicati come “a firma Maroccolo-Renzulli” sono stati tutti ridepositati in SIAE a firma Pelù-Aiazzi-Maroccolo-Renzulli.
    detto ciò, non ha più alcun senso stare a parlare con chi accusa gli altri di essere parziali perchè fans, essendo lui stesso in una posizione di, ignorante, parzialità; nemmeno, quindi, ha senso leggere il resto dei suoi interventi.
    con i migliori saluti

  • Suzukimaruti says:

    Ma nessuno li accusa di non-coerenza. Semmai l’unica accusa è che dopo l’addio di Pelù sono diventati un gruppo che fa pena. (detto questo, da Pirata in poi anche i Litfiba tradizionali facevano pietà)
    .
    E il problema non è solo musicale (che è opinabile: magari c’è qualcuno che trova piacevoli pure i nuovi Litfiba), ma è di immagine.
    .
    Cioè Pelù era – nel bene e nel male – la figura carismatica del gruppo. Certo, all’inizio non scriveva il becco di una canzone (il meglio è tutto a firma Maroccolo-Renzulli), ma incarnava il 100% dei Litfiba.
    .
    Faccio un parallelo coi Rolling Stones, anche se i valori musicali in campo sono ben altri: avrebbero mai avuto senso senza Mick Jagger? E i Doors senza Jim Morrison (e loro ci hanno provato: quanti hanno comprato “Other Voices”?)?
    .
    Quindi i nuovi Litfiba senza Piero Pelù hanno perso – visto che musicalmente, culturalmente ed esteticamente si erano intamarriti già da tempo – perfino il carisma del frontman e ora suonano come un gruppo simil-Ligabue: rock più o meno robusto, ma senza magia, senza carisma, senza di fatto interessare nessuno. Non a caso sono un gruppo che non vende una mazza, esattamente come Pelù (che ha pure tentato la via commerciale, per di più senza successo).
    .
    Quindi, capisci me: conosco molto bene e da vicinissimo la storia dei Litfiba (possiedo la loro intera discografia – singoli inclusi – fin dai tempi di “Catalog Issue” e con qualche pezzettino raro, ma interrotta con quella porcheria di “Pirata”), avrò visto una ventina di loro concerti, in gran parte dal backstage e oggettivamente sono uno dei gruppi che ha marchiato la mia adolescenza.
    Però sono anche uno dei più grandi pacchi che mi sono preso nella vita (musicalmente parlando): sono diventati una tristezza.

  • KILLER says:

    Caro Suzukimaruti, posso ammettere di essere di parte nella mia dichiarazione ma quello che non riesco a capire dalle persone come te è xchè non si vuol capire che i litfiba hanno un cammino coerente con il loro passato anche con il cambio del cantante (FATTO NORMALISSIMO NELLA STORIA DEL ROCK)…poi è logico che non ci potrà essere l’epicità di 17re o il dark wave degli esordi sulla nuova formazione perchè i litfiba hanno come concezione primaria di questo nome la continua evoluzione, basta conoscere la loro storia x confermarti queste mie parole… Poi è logico che possa piacere o no.

  • Suzukimaruti says:

    è proprio tipico dei fans non conoscere cosa è un blog. giusto un fan dei litsfiga post-Pelù (tristissimo anche lui nella sua carriera solista) può non essere così aggiornato sul mondo e così apodittico nella sua “fansitudine”.
    .
    Ma soprattutto, su quali fatti bisogna essere informati per sapere che gli attuali Litfiba fanno pietà? (e lo dico da ex fan dei vecchi Litfiba pre-Pirata)

    .
    E ora tutti in coro: “Litfiba, tornate insieme… Vi ricordate di quell’epoca che fu? Litfiba, non vi conviene una carriera da Renzulli e da Pelù…” 🙂

  • KILLER says:

    Ma chi è l’idiota che ha scritto questo articolo facendo l’esempio su qualcosa che non conosce? Caro ignorante, probabilmente hai poco a che fare con le vicende legate ai litfiba: i litfiba sono un gruppo che ha sempre dimostrato di essere unico nel suo genere e dopo l’abbandono di Pelù ha avuto la forza e il coraggio di proseguire il proprio cammino sperimentando e avendo sempre la giusta evoluzione, senza mai dimenticare l’attitudine rock, con grandissimo talento. Cabo ha sosituito Pelù e non ha avuto strada facile xchè esiste gente come te che scrive cose senza sapere i fatti e giudica su ciò che non conosce; ma lui vi guarda dall’alto del suo talento e non saranno certo le cazzate che scrivete a fermare il cammino della creatura litfiba!

  • regulus21 says:

    (non ci posso credere! Eìo che commenta Suz! Si vede proprio che sta cambiando il mondo! 😀 )

  • A X E L L says:

    Ma questa ha anche una pagina su Wikipedia!
    http://en.wikipedia.org/wiki/Amanda_Congdon
    pazzesco… noi no caro Suz?

  • eio says:

    certo che uno scrivere un post e poi aver dei commenti così, a ripensarci non lo scriveva 😉

  • Suzukimaruti says:

    Ossignur che tristezza

  • cabo says:

    CABO SEI IL MIGLIORE W LITFIBA…

    sentite luce che trema, oceano, sottile ramo, la tela del ragno, spia PRIMA DI PARLARE…

    W LITFIBA

  • degra says:

    beh, non che pelù al di fuori del marchio litfiba abbia fatto meno cagare dei litfiba senza di lui…
    Litfibaaaa, tornate insiemeeee!

  • eio says:

    il parallelo funziona. io non me lo ricordavo neanche, che i doors avessero fatto un album dopo jim morrison.

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