Liberalizzazioni – bisogna tenere duro

July 18th, 2006 § 78 comments

Non sono affatto contento di come si è sviluppata la questione taxi. Sì, ieri sera si è firmato un accordo ed è finito tutto a tarallucci e vino, ma mi girano le balle.
Il fatto è che non considero affatto il volemose bene come una soluzione valida, almeno in questo caso.
Mi spiego: l’obiettivo del decreto Bersani non è portare la pacificazione sociale (quello tuttalpiù è un auspicio), ma è di fatto liberalizzare il mercato, dare più servizi e a prezzi più bassi ai consumatori.

Quindi sono scontento: è bastato far casino a un manipolo di taxisti fascistoidi e violenti per farci fare mezza marcia indietro? (perché quella di ieri è stata una mezza sconfitta per il Governo, con il decreto Bersani totalmente annacquato).
Beh – lo dico al centrosinistra tutto – io vi ho votati perché voglio che governiate bene e questo significa che se dovete fare delle scelte impopolari e farvi detestare da tutti i taxisti dello Stivale, lo dovete fare perché è giusto.

Preferisco un Governo che cambia davvero le cose in questo schifo di paese in cui il motore della società sono le pacche sulle spalle e piuttosto non si fa rieleggere perché è totalmente impopolare. Cioè, io voglio il cambiamento e non l’autoconservazione della sinistra, se poi non incide e se si fa prendere dall’ansia di cambiare.

Il tutto, per di più, ha senso proprio ora: Governo e paese in pieno effetto honeymoon, qualcosa tipo il 90% degli italiani contro le pretese (folli e anacronistiche) dei taxisti ed estate incombente. Insomma, c’erano le ragioni per mandare a stendere i taxisti, denunciarli tutti per sciopero selvaggio, eventualmente farli bastonare dalla celere alle prime intemperanze (così si picchiano tra fascisti e noi ce la ridiamo). E lasciare il decreto così com’era, senza cambiare una virgola. Cazzo, ora comandiamo noi e non ci dobbiamo fermare.

Condivido l’ansia di Capezzone: se abbiamo fatto così coi taxisti, figuriamoci come faremo con categorie ben più ricche potenti e arroganti, come i farmacisti, gli avvocati e i notai. Anzi, domani i farmacisti si apprestano a fare una serrata, per dire al mondo che loro reclamano come diritto il monopolio della vendita dei farmaci da banco, in nome di non si sa quale principio (forse sono più belli degli altri).

Quindi il mio appello (temo inutile ma si sa mai) è che il Governo tenga duro e – soprattutto – sia duro: le liberalizzazioni fatte sono sacrosante e se ci facciamo fermare da mille ansie (ma davvero ci dà l’ansia perdere il voto dei farmacisti? Ma esistono i farmacisti di sinistra?), allora tanto vale lasciare governare la destra, che almeno è apertamente schierata coi potentati, coi prepotenti, con i grandi e piccoli satrapi. I privilegiati sono la loro base sociale, se vogliamo farli vincere tanto vale farlo bene. Così almeno fanno schifo marcio e noi ce ne emigriamo in Sudafrica o in un paese a scelta.

Oppure decidiamo che l’obiettivo di un governo di sinistra è lottare contro i privilegi ingiusti, contro i monopoli assurdi, contro le incrostazioni del potere. E governiamo di conseguenza. Insomma – per buttarla sul calcistico – forza ragazzi, tirate fuori le palle. Ero felicissimo del decreto Bersani, che mi auguro sia il primo di una lunga serie di mazzate al sistema di privilegi italiani: non rovinatemelo.

E a proposito di Bersani: tieni duro! Ormai sei più popolare tu di Samuele (e si dice che pure tu canti bene), piaci a tutti, inclusi gli intelligenti di destra, ispiri efficientismo emiliano (pieno Nord produttivo: inattaccabile perfino dai leghisti), quando vai in Tv fai sempre bella figura e se continui così ti facciamo segretario dei DS dopo Fassino, che è della juve e non è quindi più compatibile con un partito di sinistra (l’alternativa – ottima – è la Finocchiaro). Fatti valere, insomma.

§ 78 Responses to Liberalizzazioni – bisogna tenere duro"

  • pietro says:

    non arroccarsi e vabbè, ma la massima “don’t feed the troll” a te ti fa una pippa, eh? 🙂

  • djdona says:

    ma infatti l’ho detto chiaramente ” non ti dico che sei razzista perche’ secondo me non lo sei”, da quello che leggo sul tuo blog credo che tu e il leghismo siano due cose ben separate e distinte :-))…ma le generalizzazioni sud-nord le fai eccome…

    gia’ quando dici al sud e al nord in provincia per fortuna ti riprendi… ecco, nella provincia del nord, o nelle periferie delle citta’ non credo che la situazione sia migliore di certe scuole del sud, sia in quanto a uso del dialetto, che a strutture fatiscenti, che a prof poco motivati…

    secondo me quei 10 giorni in meno di scuola non possono essere considerati indicativi della preparazione raggiunta a fine anno.. ripeto, se vogliamo usare una pietra di paragone, usiamo l’impatto con l’universita’ di chi esce da scuole del sud e del nord, non credo ci siano differenze sostanziali…

    e poi ti vorrei vedere a te il primo settembre ad andare a scuola (o i primi di giugno) quando fa un caldo boia che ti suda anche il cervello… :-))

    non so quanti anni hai, credo qualcuno piu’ di me (io ne ho 27), ebbene, quando andavo io a scuola, almeno negli anni in cui frequentavo la scuola superiore, c’e’ stata una legge che imponeva che i giorni di scuola dovessero essere uguali in tutta italia, quindi quei giorni in meno fatti a settembre si scontano poi come giorni in meno disponibili per la scuola per vacanze-ponti, gite scolastiche, attivita’ collaterali….
    gli unici giorni per cui c’e’ ancora disparita’ sono questi di giugno, ma non so se nella tua scuola erano dei giorni fondamentali in cui venivano spiegate cose nuove, o se venivano solo utilizzati per le ultime interrogazioni… insomma, io non li considererei cosi’ fondamentali per la preparazione complessiva…

    se invece vogliamo parlare del divario nord-sud (e delle differenze culturali, tipo il casco, giusto per fare un esempio) e’ ovvio che ci sono, ma alla fine piu’ che alla scuola in se’ i problemi vengono da altre componenti: ambiente in cui si cresce, dalla famiglia al luogo e contesto sociale, poca diffusione della “cultura” (inteso come qualcosa di vivo), ecc.
    Ma queste sono cose che in parte esistono anche al nord nelle periferie e in certa provincia, e inoltre sono cose imputabili solo in parte alla scuola..

    Una domanda, che non e’ un’accusa ma solo una curiosita’: in Sicilia ci sei mai stato?

  • Suzukimaruti says:

    Andrea e stayin: ovvio che se siete di destra e della juve dovete morireeeeee! 🙂
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    Scherzi a parte: essere della juve è di cattivo gusto, riduce le dimensioni del pisello ai maschietti, imbruttisce le donne ed è antisportivo, ma è un male minore.
    In ogni caso a breve apriremo delle cliniche di rieducazione in Siberia, in cui gli juventini saranno “ospitati” per periodi a tempo indeterminato fino ad avvenuto rinsavimento… 🙂
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    Personalmente, essendo un fottutissimo relativista, non giudico le persone per ciò che votano (per dire: ho fatto da testimone di nozze ad un caro amico che è fascistissimo militante). In compenso capita che ciò che votano sia espressione del loro modo di essere e fare. E su quello le giudico. E se uno vota per Berlusconi, in my opinion nella maggior parte dei casi lo fa in malafede (per convenienza/egoismo) o perché ignorante/razzista/gradasso. E in quel caso allora giudico il loro modo di essere/fare.
    Ma questo vale per tutti i colori: il mondo è pieno di stronzi e idioti che votano il centrosinistra: bene o male siamo il 50% del paese e lì in mezzo c’è una bella quota di gente detestabile.
    Certo, la mia impressione è che tra chi vota a destra il tasso di idiozia/disonestà/ignoranza sia più alto, ma è un effetto del Berlusconi-pensiero.
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    Nel resto d’Europa, infatti, la destra si arroga (e spesso ha) il primato morale: loro sono i guardiani delle regole, i tradizionalisti, quelli con un alto profilo istituzionale, con una concezione altamente etica dello Stato, ecc.
    In Italia è il contrario: da noi la destra ha sempre flirtato con il malaffare, il crimine, gli evasori fiscali, i prepotenti, ecc. Insomma, le famose leggi ad personam.
    Per quello che la destra – ma quella spicciola, cioè la gente – ha perso il primato morale in Italia: perché è diventato il partito dei furbi, di quelli che saltano le code, che si fanno la villetta abusiva, ecc.
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    Ci fosse una bella destra europea cazzutissima e super-attaccata alle regole e all’etica, non la voterei nemmeno morto ma ne rispetterei molto di più gli elettori.
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    Tornando ad Andrea: il chiederti (rileggi il contesto) cosa voti non implica automaticamente etichettarti (vedi sopra: stimo decine di persone di destra). Anzi, il pensiero categorico assoluto mi è estraneo. Sono, come già detto, un relativista. La cosa dà molto fastidio a Ratzinger e ad alcune prefiche dell’assolutismo sinistrorso, ma è così.
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    Però, detto questo, e detto che giudicare le persone senza conoscerle a fondo non è consigliabile, è palese che pur non conoscendoli so benissimo cosa pensare – per fare un esempio – degli iscritti al partito pro-pedofilia in Olanda o degli Irriducibili della Lazio.
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    Cioè, relativisti sì, open-minded sì, ma non piciu.

  • Andrea says:

    Per stayin: ticapisco sono juventino anche io….

  • svaroschi says:

    Uhm, pensa invece che la sottoscritta è stata più volte ospitata, il che forse vuol dire che un minimo di dignità di esistere mi è stato riconosciuto…e dire che tutta la mia famiglia è di juventini sfegatati!! 😛

    Al di là della critica becera, votare per un partito è abbastanza esplicativo di certe idee di una persona. Non vuol dire essere buone o cattive persone ma è certamente indicativo della visione della società che ognuno ha.
    Certo, questo ragionamento può valere per chi vota con convinzione e sulla base di idee/ragionamenti/valori ecc e non per la prima promessa “conveniente” che sente, si capisce…

  • stone says:

    gran bel post…

  • stayin says:

    ^^”Ti dico una cosa però non giudicare bene o male le persone solo per come votano..”

    o anche per che squadra tifano…

    basta che tu sia della Juventus che lui ti etichetta come merda umana senza dignità di esistere, senza morale, senza intelligenza…

    bella roba!

  • Andrea says:

    P.S. titarina paternale un corno … mi sembra che tu subito mi hai chiesto per chi votavo o mi sbaglio.. sei tu che etichetti per primo le persone caro suzuki… il fatto poi che tu stesso ammetti che un militante di sinistra, a me che mi considero nè di destra nè di sinisra perchè ti ripeto non mi importa niente, non avrebbe lasciato spazio .. la dice lunga sulla serenità del dibattito politico in Italia e sulla faziosità e sattarismo anche della tua parte politica….. sbaglio o qualcuno disse: odio le tue opinioni, darò la vita affinchè tu possa esprimerle….. Potrei anche ammetter di essere qualunquista.. sai che ti dico Giannini diceva tante cose giuste secondo me…. ma il bello è che non lo sono e non mi sento nemmeno superiore .. non mi piacciono nè gli uni nè gli altri, è un reato è una colpa….. Ho dei valori, non più degli ideali politici, ammesso che ci siano ancora …. Ti dico una cosa però non giudicare bene o male le persone solo per come votano..( come hai voluto fare con me ponendomi la fatidica domanda) ho incontrato tante volte delle persone che votavano a destra, ma in perfetta buona fede, credendo di fare l’intersse generale del paese ed erano bravissime persone

  • Suzukimaruti says:

    Andrea: senza offesa, la tiratina paternale (non richiesta e – credo – non meritata) era evitabile, non fosse altro perché fatta con qualunquismo un tanto al chilo.
    Giusto una precisazione: un blog in cui tutti possono commentare e in cui il titolare partecipa alle discussioni e lascia ampio spazio a chi commenta non è il blog di uno che “si arrocca”.
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    E potrei dirti anche che non milito nei DS (ma li voto, li voterò e li faccio votare) perché molti miei compagni patiscono il mio non ragionare come un politico di sinistra per partito preso.
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    Il fatto è che in quest’epoca in cui il disinteresse viene mascherato da superiorità e in cui l’avalutatività viene venduta come serenità mentale, capita che le opinioni forti siano scambiate per apodissi.
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    Insomma, per farla breve, un militonto di sinistra non ti avrebbe più dato retta dal secondo commento in poi, trincerandosi.
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    Ultima cosa: l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una proposta dei Radicali e – all’epoca – del PLI. I DS, ad esempio, sono perplessi ma tendenzialmente contrari. Questo per far capire quanto sono ortodosso e fedele alla linea (anche se la linea non c’è)

  • Suzukimaruti says:

    djdona: capisco quanto dici, ma se permetti la tua testimonianza rafforza quanto ho detto a proposito della scuola al Sud. Certo, da voi si saltavano meno giorni (e ricordo che si va a scuola circa 200 giorni all’anno), ma altrove se ne saltano di più (potrei citarti centinaia di casi). E nelle scuole al centro-nord non se ne saltano affatto.
    Certo, ci sono le eccezioni. Ma il dato generale è che al sud si va a scuola meno giorni che al nord. In media i giorni persi variano tra i 15 e i 30 (su un periodo ottobre-giugno). Ma c’è un dato che credo dimostri già quanto il problema sia sclerotizzato: guarda ogni anno in che giorno inizia l’anno scolastico nelle varie regioni. Incredibilmente, più si va a sud, più si inizia tardi. E – non mi sono mai spiegato il perché se non con il fatto che lì l’estate dura di più per ovvie ragioni climatiche – la Sicilia è sempre l’ultima regione ad iniziare, spesso già 10 giorni dopo le altre.
    E – ripeto – questa non è una novità, ma un problema noto al Ministero ormai da anni e anni. (conta, era già una storia vecchia quando iniziai il liceo nel 1988)
    .
    Riguardo al razzismo: quelli che espongo non sono opinioni, ma dati, quindi non credo siano bollabili. E non è neanche disinformazione.
    La politica scolastica è stata il mio interesse principale per anni. L’ho svolta a livello nazionale, girando decine di scuole in tutto il paese, incontrando migliaia di studenti, ecc. Ho passato anni ad occuparmene, a studiare, ecc. Tuttora vengo considerato, per dire, un esperto di sistemi scolastici comparati e all’epoca fui tra quelli che fecero gli incontri paritari tra studenti e Ministro (era la Jervolino, all’epoca) per l’approvazione della carta dei diritti dello studente.
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    Cioè su questi argomenti abbiamo fatto anni di studi, incontri, seminari, ecc. Il problema del divario di preparazione tra allievi del nord e allievi del sud non è una mia opinione, ma un fatto riconosciuto. Ed è vissuto come un problema dagli studenti stessi.
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    Per fare un esempio: il mio diretto capo quando faceva politica era un ragazzo di Napoli, ora dirigente dei DS e futuro parlamentare. E nel direttivo forse ero quello più a nord di tutti.
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    Vorrei, insomma, fosse chiara una cosa: dire che al sud certe cose vanno male non significa essere razzista, anzi: significa conoscere le realtà da vicino e cercare di evidenziare i problemi. Basta non strumentalizzare i dati. E credo di non farlo.
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    Dire che al sud c’è un problema di qualità dell’insegnamento, di carenza di strutture, di scuole fatiscenti, ecc. non è razzista: è semplicemente reale. E lo dico sulla scorta del fatto che dal 1990 al 1993 ho compilato personalmente insieme ad una manciata di altri compagni il libro bianco annuale sull’edilizia scolastica. E per quanto ne so le cose sono cambiate ben poco: so di licei al sud e in provincia anche al nord dove si parla in dialetto a scuola, ecc.
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    Rilevare le differenze tra sud e nord capisco possa essere una cosa antipatica. Ma non lo faccio da leghista, non lo uso per dimostrare alcunché. Però dire che al nord mettiamo le cinture di sicurezza in auto e il casco in moto e al sud no è un dato puro. L’etica dell’affermazione dipende dalla frase che segue. Se uno dice “non mettono il casco perché sono terroni” allora è razzista. Se uno (è il mio caso) si chiede come mai non mettono il casco e come mai le forze dell’ordine non fanno le multe, magari non è simpatico ma è solo uno che vuole capire e – ove possibie – dare una mano.

  • Andrea says:

    Per Tutti :Ciao a tutti e grazie della piacevole e costruttiva chiaccherata. P.S. se avete bisogno di un buon legale potete rivolgervi al sottocritto
    Ciao ancora!

  • Andrea says:

    Anche a me caro suzuki sembri persona intelligente… anche se a volte, pur dimostrando una non comune cultura, ti arrocchi su dei partiti presi e manchi di ragionevolezza e spirito critico…. il tuo è il modo di ragionare del politico di sinistra lo so bene prchè nelle segreteri dei DS( abito a Castelfiorentino ( provincia di Firenze , il paese più comunista d’Italia) ci sono stato tanto anche io.. poi mi sono stufato delle loro clientele e delle loro cricche

  • Andrea says:

    Vedi … si parla di liberalizzazioni… ma il merito dei provvedimenti non lo si conosce tanto bene.. prendi il caso di Degra non sa nemmeno cosa è il patto di quota lite .. ma la vertenza tra legali e governo si basa pproprio su quello oltre che sulla pubblicità

  • Andrea says:

    Sul patto di quota lite : cliente ed avvocato possono accordarsi nel senso che il compenso del professionista viene detrminato su una percentuale di quanto ottenuto per il cliente in caso di vittoria di lite. Fino ad ora era vietato… ma anche qui ragazzi c’è un frainteso.. era vietato perchè cio poteva ritorcersi sul rapporto fiduciario che si viene ad instaurare tra avvocato ed assistito… immagina di vincere una causa e di non esserti accorto che hai firmato un mandato che ti obbliga a dare metà di quello che hai ottenuto al tuo legale…. ( in America dove è ammesso siamo intorno al trenatre per cento)Mi dirai che ti importa per te meglio così! No caro Degra.. sono abbastanza intelligente per capire che alla lunga anche una pratica di questo genere si ritorcerà ancora di più sulla nostra categoria facendogli perdere di credibilità…. ripeto ritengo che lottare in giudizio per l’affermazione di un dirito del cliente non possa e non debba essere ridotto ad attività mercantile o imprenditoriale…..

  • Andrea says:

    Caro degra sul fatto che l’esame di abilitazione è iniquo sono d’accordo con te … ci sono passato due anni fa quando ero praticante … sul praticantato no e tu mi sembri assai disinformato.. l’avvocato non è una professione che si può imparare solo sui libri ma occorre frequentare sotto la guida di chi ne sa qualcosa di più le aule di giustizia ed occorre frequentare a lungo unos studio per imarare a redigere una miriade di atti giudiziari ( tanti e diversi tra loro. Sul numero chiuso non sono d’accordo affatto. chi se lo merita deve avere la possibiltà di fare il lavoro che vuole La cosa più giusta sarebbe sostituire l’eame con corsi di formazione post lauream gestiti dalle università, con la collaborazione degli studi professionali.
    Quanto alla pubblicità non è per presunzione o per rivendicare a tutti costi un prestigio e un decoro che il mio lavoro deve per forza avere. Ma rifletti bene: un omicidio, uno stupro, una rapina ti sembrano cose suscettibili di una pubblicità commerciale ? Io francamente credo che un avvocato non debba essere assoggettato totalmente a logiche mercantilistiche…. cerdo al contrario che la professione dell’avvocato, che è strettamente legata al diritto di difesa costituzionalmente garantito per il cittadino nei confronti di una pretesa punitiva dello stato debba mantenere o casomai riacquistare se inparte lo ha perso un ruolo ed una funzione sociale… Non ti dimenticare poi dell’istituto del gratuito patrocinio, che è asai diverso da come viene descritto in questo forum, dove viene confuso con la difesa d’ufficio ( cosa assi deiversa).
    Con il gratuito patrocinio il soggetto indigente che denuncia meno di 9000 Euro viene assistito gratutiamnete da un avvocato ( di sua scelta) che viene pagato dallo stato con parcelle ridotte ai minimi tariffari. Non capisco il perchè dielle vostre critiche … ritengo al contrario che questo istituto sia indispensavile per garantire a tutti anche ai meno fortunati una idonea difesa

  • djdona says:

    dalle mie parti non si smetteva di andare a scuola a meta’ maggio, ma al primo giugno.. senza contare che molti avevano da fare interrogazioni per recuperare, quindi andavano a scuola fino al 5-6 giugno.. insomma alla fine si saltavano al massimo una decina di giorni, altro che 15% dei giorni di scuola saltati… e non credo che sono quei giorni li’ che influiscono sulla preparazione…

    cmq per avere un’idea della preparazione delle scuole superiori nel sud basta farsi un giro nelle universita’ di tutta italia, al nord e al sud, e vedere che chi viene dal sud non e’ in media piu’ impreparato…casomai a volte a me sembra il contrario…

    poi non si puo’ mai generalizzare, dipende da che professori ti capitano… se sono preparati e se hanno voglia di fare studiare… e considerato che la maggiorparte dei prof delle scuole del nord viene dal sud…

    insomma suzuki, mi sembri una persona intelligente, ma gia’ in un paio di post hai parlato della sicilia e del sud senza conoscere come stanno le cose, ma solo per sentito dire… non ti dico che sei razzista perche’ non lo sei, ma superficiale nei giudizi questo si’…

  • djdona says:

    che sfiga! solo io allora sono capitata in un liceo classico al sud (sicilia per la precisione) in cui facevano studiare un sacco… guarda tu, e anche molti amici miei che hanno fatto scientifico, commerciale,ecc…

    e poi si’, che bello, aboliamo il valore dei titoli di studio per i concorsi, cosi’ almeno non bisogna fare tutti quei calcoli complicati per far passare i raccomandati…

  • degra says:

    vedo che stanotte non avete dormito molto … 😛
    e che, soprattutto, si è andati terribilmente fuori tema rispetto alle liberalizzazioni.
    Quindi ci ritorno.
    @andrea: no, non mi intendo minimamente di aule di giustizia, e per fortuna, aggiungo: non essendo avvocato le avrei potute frequentare solo da imputato, e non è il caso…
    Quindi riguardo alla “quota lite” non so nulla, ma mi pare che Paul dicesse l’esatto contrario di ciò che sostieni tu, cioè che l’abolizione della quota lite permetterebbe l’accesso alla difesa anche ai meno abbienti…
    Inoltre, riguardo al fatto che la legge obblighi a 2 anni di praticantato più un successivo esame di abilitazione (dove tu stesso hai detto che passano il 30% degli iscritti) è chiaro che si tratta di protezionismo corporativo: avvocati (in questo caso) che non vogliono altri avvocati a far loro concorrenza. E questo è ovvio perchè nel praticantato, nella maggioranza dei casi, il praticante non fa nulla che possa aumentare la propria preparazione in vista dell’esame (se non studiare e sperare), ma si occupa delle cose noiose dello studio e di fare fotocopie. Ovviamente gratis o quasi. E poi non è assolutamente detto che in quello studio ci resti a lavorare dopo l’esame di abilitazione…
    Questo non vale solo per gli avvocati, ovvio, ma anche per tutti gli altri professionisti. E gli ordini professionali tutelano quello. A questo punto sarebbe più onesto verso chi vuole intraprendere una certa carriera universitaria che gli ordini sovrintendessero all’istituzione di un “numero chiuso” alla iscrizioni per le facoltà universitarie. Del tipo: “ogni anno ci servono x avvocati. quindi, considerando gli abbandoni e chi non passerà l’esame, si possono iscrivere x + 40% studenti”. Sarebbe più semplice e il protezionismo sarebbe “a monte”, quindi chi vuole accedere alla professione si mette l’anima in pace da subito, invece di doversi scontrare contro i vari muri di gomma…
    Poi mi piacerebbe sapere come mai ritieni indecoroso farsi pubblicità, e cosa c’è di male nella mancanza di tariffe minime.

  • franco says:

    ma hai letto questo?

    dove si dice che lost potrebbe fermarsi alla terza stagione per il passaggio di j.j.abrams alla concorrenza

  • Andrea says:

    ti sei chiesto come mai dopo cinque anni di governo fallimentare del Berlusca la sinistra ha rischiato di perdere? e non dare la colpa alle telvisioni nessuno la beve più

  • Andrea says:

    Intendevo tuoi coetanei

  • Andrea says:

    Mi fai RIDERE!!!! grazie a Treu ( altro che partito preso) i miei coetanei sono stati sballotati (a differenza dei tuoi tutelati dalla CGIL) da un ‘azienda all’altra dalla Man Power, dalla Adecco ecc. ecc. ottopagati ed umiliati senza alcuna garanzia Negli anni 1996-2001: queste cose le ha fatte la SINISTRA non il Berlusca… parli bene forse perchè non ci sei passato

  • Suzukimaruti says:

    evidentemente no, in effetti. ma fidati: nessuno su questa terra vuole abolire i titoli di studio! 🙂

  • Andrea says:

    Prendo atto della tua precisazione. ma non era cosa scontata come credi tu

  • Suzukimaruti says:

    Riguardo alle accuse di razzismo: ho sposato una donna di Gallipoli, che ha studiato prevalentemente qui a Torino ma ha fatto un anno di liceo a Bari dove – parole sue – non ha praticamente studiato per un anno e preso otto di media o giù di lì.
    .
    Ti ripeto: per anni sono stato tra i responsabili a livello nazionale della più grande associazione di studenti di sinistra in Italia e conosco molto bene la situazone. Tra l’altro la cosa è confermata dagli studenti stessi, dagli insegnanti, ecc. Ed è un problema noto da tempo al Ministero della Pubblica (evviva!) Istruzione.
    .
    Ti faccio un solo esempio, che non è che uno dei tanti: al sud, soprattutto in zone turistiche, un allievo fa in media il 10-15% di giorni di lezione in meno rispetto alle scuole del nord. Questo perché a metà maggio al sud si smette (anche se formalmente è vietato) di andare a scuola: fa caldo, lì inizia la stagione turistica e per tradizione non si va.
    Quando seppi della cosa la prima volta, ne fui sorpresissimo. Anzi, invito i lettori del sud a testimoniare la situazione.
    .
    Questo è anche il motivo per cui, per esempio, molti vanno a fare gli esami di stato al Sud: passa più gente.
    .
    Anzi, ma stiamo divagando ed è una materia che credo interessi solo me, uno dei problemi dell’Istruzione italiana è uniformare il grado di preparazione tra zona e zona.

  • Suzukimaruti says:

    Andrea: di nuovo, credo che parli senza sapere.

    Mi ripeto per l’ultima volta. Confondi il valore legale dei titoli di studio nei concorsi con il ***valore abilitante*** dei titoli di studio per determinate professioni, cioè il titolo di studio come REQUISITO per fare certe cose. Ed è un principio sacrosanto: per fare certe professioni E’ SACROSANTO AVERE DETERMINATI TITOLI DI STUDIO ABILITANTI (ma in quel caso il titolo di studio non ha valore legale nel concorso, visto che ce l’hanno tutti). Sono riuscito a farti capire la differenza?
    .
    Quindi nel mio mondo ideale per fare il medico bisogna essere laureati in medicina e per fare l’avvocato bisogna essere dottori in legge, aver fatto la pratica, aver superato l’esame di stato, ecc.
    .
    In compenso, per fare il bagnino in una piscina comunale prendi più punti al concorso a seconda del voto preso alla Maturità (indipendentemente dal fatto che uno abbia fatto l’istituto per panificatori o il liceo linguistico). Cioè in questo caso il titolo di studio è un valore fuorviante, giacché in un concorso simile dovrebbe vincere chi nuota meglio, chi è più preparato sulle tecniche di salvamento, ecc.

  • Suzukimaruti says:

    Riguardo a destra e sinistra, mi pare psichedelico e assurdo (cioè è un’altra discussione demenziale alla Rapone [che è un mio amico situazionista]) accusare la sinistra di voler più precariato della destra. Insomma, ci sono 5 anni di legislatura passata che dicono tutt’altro. Basta leggere. Scusa se su questo non seguo oltre: capisco che lo fai per partito preso.
    .
    Detto questo, entro nel merito cococo e co-pro.
    I primi impedivano alle aziende di sfruttare il cococo per più di un tot di tempo (3 mesi), altrimenti avrebbero dovuto assumere.
    Coi co-pro i tempi si allungano a 6 mesi e 1 anno. E questo genera sottocupazione, cioè lavori così lunghi da essere “coinvolgenti” per il lavoratore, ma non così lunghi da dargli prospettive (es. fare un mutuo, comprare un’auto a rate, ecc.).
    .
    Per questo era meglio un cococo trimestrale in cui l’azienda dopo 3 mesi o ti assumeva o passava ad altri. Perché così il cococo era veramente un plus e non il sostitutivo di un dipendente.
    .
    La critica alla legge Maroni è tutta qui: crea sottocupazione prolungata e non crea “fermento”.
    Infatti è pieno di piccole imprese che fanno lavorare gente (molti laureati) con co-pro annuali. E questi manco possono prendere un videoregistratore a rate, le società di finanziamento non gli riconoscono le buste paga e i contratti, ecc.
    .
    Col cococo, invece, le aziende sapevano che potevano “provare” i lavoratori, formarli, ecc. Ma o li assumevano o niente. Cioè non avevano forme a basso costo di sostituzione di lavoro dipendente. La differenza era molta. E tutta a favore dei lavoratori.

  • Andrea says:

    E poi sei un po’ razzista … mi sembra di sentire accenti leghisti nelle tue parole o mi sbaglio.. sempre un po’ snob e presuntuosi, comunque, voi polentun….

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