Tg-rano le balle, dopo un po’

June 22nd, 2006 § 12 comments

Di fronte all’ennesimo servizio sulla Maturità (che esaurisce la sua utilità ad ora di pranzo, cioè nel momento in cui i genitori in apprensione scoprono che loro figlio/a si è preparato su tutt’altro), ho capito che il 90% della noia grama che infesta la mia esistenza (non la noia creativa, quella che ti obbliga a trovarti qualcosa da fare/pensare/creare) è dovuta alla Tv, anzi ai telegiornali.

Provo a fare un mini-elenco di cose televisivamente noiose, che mi ammorbano ma che sono talmente tristi da inibirmi qualsiasi reazione: le subisco come si subisce il traffico: c’è e c’è poco da fare.

– i servizi dei tg sulla Maturità: li odio, banalmente perché è dal 1992 che non me ne frega niente della maturità. Tanto il copione è sempre lo stesso: le leggende metropolitane sugli studenti in Giappone che ricevono i titoli prima di altri (con una new entry da qualche anno: il Web lo sapeva prima!), le solite interviste agli allievi SEMPRE DEGLI STESSI LICEI dagli anni Sessanta in poi, cioè il D’Azeglio a Torino, il Mamiani a Roma e il Parini a Milano, il commento di qualche intellettuale e – se proprio va bene – un “come eravamo” in cui qualche cariatide racconta la sua maturità (di solito Dacia Maraini, evidentemente una specialista del settore).

– i servizi sul caldo: ne parlo male ogni anno, appena iniziano a sbocciare sui tg come fiori maligni. Sì, quelli coi turisti che fanno il bagno nelle fontane e col dietologo che dice “bevete molta acqua, mangiate molta verdura, state al fresco e non prendete il sole a torso nudo alle 2 di pomeriggio dopo aver ingozzato 4 chili di cozze fritte nella sugna, pasteggiando a cachassa e Vov”. Il fatto è che mi dà fastidio che con i soldi del mio canone Rai paghino qualcuno per dirci che è estate e fa caldo. Anzi, fa sempre un caldo record o un freddo record. Procedendo così, a record forzati, non dovremo certo meravigliarci se entro breve la Terra sarà oggetto di una sana autocombustione.

– i servizi sugli scioperi dei ferrovieri: innanzitutto a giudicare dai tg sembra che i ferrovieri siano tutti CoBas. Evidentemente non è così, visto che ogni tanto i treni funzionano (mai in orario e mai puliti, ma funzionano). In compenso in occasione di qualsiasi sciopero si ripete un trito copione che prevede l’intervista allo sfigato di turno che non trova un treno (così impara a non informarsi), l’intervista ad un signore indignato che se la prende con gli scioperi e la comunicazione dei dati di adesione allo sciopero, con una forbice del 60-70% tra quelli dati dalle Ferrovie e quelli dei CoBas. A sentire le Ferrovie, l’adesione è stata talmente bassa che perfino alcuni ferrovieri in pensione sono rientrati in servizio, per l’occasione. A sentire i CoBas, hanno scioperato tutti, inclusi i borseggiatori e le macchinette timbra-biglietti (anzi no, quelle scioperano sempre: trovarne una funzionante è un’impresa, di solito).

– i servizi gastronomici col dietologo: io li odio. Veramente. Se siete dei dietologi (o dietologhi?) televisivi vi auguro di inciampare durante una visita aziendale e finire di testa dentro un container pieno di strutto, di mascarpone, di melassa. Ma voi davvero mangiate le cose che consigliate? Davvero mangiate sempre e solo verdure crude, non bevete mai più di un dito di vino, non bevete mai acqua gassata e di frigo (ma solo pisciazza naturale tiepida come in ospedale), non salate una mazza e l’unica cosa dolce che vi concedete è una mela cotta ogni tanto? A vedere le facce e le taglie di certi dietologi, a dire il vero, qualche dubbio sorge: in giro sul tubo catodico compaiono certe espressioni da “mo je meno sulla julienne de carote e poi me stronco de pajata appena nun me si vede”.
Davvero, il mestiere di questi esperti (che in Tv danno consigli di una banalità disarmante: lo sappiamo tutti che al trentanovesimo Tegolino forse è meglio darsi una regolata e mangiare un po’ di carote crude) è togliere il piacere dall’atto fondamentale e culturalmente rilevante di mangiare: una delle massime godurie al mondo.
E poi si inventano stronzate invereconde, tipo quella per cui “un gelato dal punto di vista nutrizionale è un pasto completo”. Allora, non so voi ma io per togliermi la fame di un pasto completo devo mangiare 8 Viennette pucciandole nella Nutella, come minimo. Ma poi dove si è visto? Un gelato? E allora quando a fine cena offro un gelato agli ospiti è come se gli stessi offrendo una seconda cena? E se uno fa il bis mi fa tre cene? Che mi facciano il piacere! Un gelato se va bene è l’equivalente di un pasto completo di un profugo del Darfur. Fosse vero, avremmo risolto il problema della fame nel mondo: inondiamo l’Africa di cornetti e il gioco è fatto.
Ma poi, come sempre, sottovalutano un fatto: mangiare solo un gelato non sostituisce il PIACERE del mangiare, del provare più gusti, del saggiare la diversa consistenza dei cibi, del fare scarpetta nel piatto, ecc. Insomma, a seguire la mentalità da dietologo catodico fare sesso e farsi le pippe è uguale, nel senso che “tecnicamente” si compiono le stesse frizioni. Bah.

– i servizi gastronomici col cuoco: la massima frustrazione gastronomica non la danno i dietologi ma “Gusto”, quella rubrica tremenda del Tg5 con una sigletta sintetizzata vomitevole. La scena è questa: è martedì (o un qualsiasi altro giorno lavorativo) e se va bene sei a casa che pranzi in fretta e furia tra una riunione e l’altra. E se va bene stai mangiando un panino con la cotoletta o un mesto prosciutto e melone, col prosciutto ancora nel cartiglio del macellaio. E lì ti fanno vedere uno che cucina dei paccheri fantasmagorici con un sugo di triglie e olive taggiasche da svenimento e poi ti propina un fritto misto di calamari da raptus mistico. Ovvio che mangi di cattivo umore e pensi che la tua vita è una merda.
Il bello è che se sei uno reattivo e incazzuso, deciso a non farsi mettere sotto, magari scopri che stanno proponendo una ricetta che ti piace e decidi di appuntartela, col preciso intento di godertela la sera stessa: è una questione di principio. E qui scatta la seconda parte della frustrazione: in media il servizio prevede un cuoco con un pesante accento lombardo (come i ciclisti al Giro, i cuochi di “Gusto” sembrano tutti di Varese, chissà poi perché) che cucina pochi secondi un piatto che a te costerebbe 4 ore di duro lavoro. Uso il condizionale perché in realtà non lo cucinerai mai, visto che nel tempo che ci metti a rimediare una biro e un foglietto, il cuoco professionista ha già tagliato, mondato e infarinato un pezzo di fassone, l’ha picchettato di chiodi di garofano, l’ha marinato nel vino con 15 verdure diverse (che ti taglia lì sotto gli occhi in un millisecondo), l’ha passato in padella con chissà quali aromi, ha ristretto la salsa, ha guarnito il tutto su un piatto coreografico con un tortino di patate che ha materializzato con uno schiocco delle dita e ha pure flirtato con l’intervistatrice. E tu sei fermo lì che chiedi ai tuoi compari di sventura “Arrosto di che…?”. Di tutte le ricette che mi passano sotto il naso durante “Gusto” ricordo solo una cosa, che poi è l’unica che afferro: alla fine metti sempre un filo d’0lio extravergine d’oliva crudo, anche fosse un budino al cioccolato. Fa molto chef di alta classe.

– i servizi sul mostro di turno con le interviste ai vicini: periodicamente la Tv si inventa un mostro, a ragione o torto. Un po’ ci piace anche – come spettatori – l’idea di un nemico pubblico numero uno da odiare, da paventare e da utilizzare come valvola di sfogo per quegli attacchi di indignazione fascistoide che ogni tanto ti vengono. Normalmente il mostro di turno è un omicida o qualcosa di simile. E qui scatta l’intervista ai vicini di casa. Da un servizio simile non mancano mai un’inquadratura del citofono della casa della vittima (o del mostro) (o di entrambi, se coniugati/conviventi), un’intervista ai vicini di casa che affermano tutti in coro che non se l’aspettavano, che era tanto una brava persona ma un po’ chiuso (con spesso una variabile, tipo un’inquadratura di anziani che non vogliono parlare, se il mostro è siciliano, o anziane che non vogliono essere riprese e tirano dritto, se il mostro è padano), un intervento del parroco o del sindaco a spiegare che loro non sono una comunità malata (se il mostro proviene da un paese piccolo) e che il paesino è sano, un intervento di un sociologo/psicologo/qualcosologo che discetta sulla mancanza di valori tra i giovani, con ammiccamenti alla Crepet (qualora il mostro sia giovane).
Ecco, io vorrei tanto vedere una volta un vicino di casa che ammette “sì, era uno stronzo e non sono affatto sorpreso che abbia trucidato tutte le allieve del corso da cheerleader del paese a colpi di badile, gridando frasi sconnesse sulla fine della civiltà europea”. Esattamente come vorrei vedere dei sindaci e dei parroci che non si preoccupano del fatto che se uno svalvola a Zunferlate di Sotto (il paese, spero, è inventato) e fa una strage, il resto d’Italia pensa che gli zunferlatesi siano tutti potenziali omicidi. E poi gradirei non vedere servizi postumi su un omicidio: data la notizia dell “‘efferato delitto” e la notizia della cattura del colpevole (spesso concomitanti), passiamo ad altro.

– i servizi su qualche disgrazia, con fiaccolata dei bambini: spiegatemi voi a cosa cacchio serve una fiaccolata di bambini nel caso dei due fratelli spariti a Gravina di Puglia. Lo so, non serve a niente. Primo: se sono stati rapiti, di certo non è una fiaccolata a convincere i rapitori. Non li ferma la minaccia della detenzione, figuriamoci le fiaccole. Secondo, se sono caduti in un burrone o in cattive mani, non c’è fiaccola che tenga. E allora perché? Ma al di là del fastidio per un atto inutile e solitamente perpetrato da gente che vive in piccole città, in paesini o in luoghi raramente considerati dai media (e che quindi fa le fiaccolate per ottenere un po’ di visibilità), quello che mi annoia a morte è che i tg ci fanno un servizio.
E il servizio è sempre lo stesso: si vede la fiaccolata guidata da un prete (perché la fiaccolata è intimamente di destra, come forma di manifestazione: non a caso era la preferita dal KKK), si vedono i bambini con le fiaccole e i genitori che li spronano (variante diurna: i fiori, spesso gigli se le vittime della disgrazia di turno sono bambini) e poi ci sono imbarazzanti interviste a bambini mostruosamente afasici o arretrati nell’uso della parola, che cercano disperatamente di ripetere una frase generica insegnatagli lì per lì da chi conduce il servizio. Se proprio vogliono infierire, mandano del footage girato un paio d’ore prima, in cui si vedono i disegni a tema fatti dai bambini (che poi vorrei vedere la faccia della maestra che commina il disegno alla classe “Su, dai, bambini! Fate un bel disegnino con i vostri amichetti rapiti da un anonimo bruto!”).

In verità potrei andare avanti per ore, ma credo che in questi casi urga un sano dibattito per capire cosa non piace della Tv. Quali sono i momenti televisivi che più detestate? Fatevi sotto. Se ci troviamo tutti d’accordo, raccogliamo le firme e le sottoponiamo a Gentiloni o a chi per lui. Magari chiediamo una cosa minima, tipo l’emanazione di un decreto che vieta i servizi sul caldo o sanziona il bagno nelle fontane se inquadrati. Siamo o non siamo un bel movimento?

§ 12 Responses to Tg-rano le balle, dopo un po’"

  • Ciao, anch’io come voi non ne potevo più della scadente qualità dei servizi di informazione tradizionali italiani..
    Ho pensato che si debba porre fine al silenzio dei media italiani su temi importanti come il genocidio in atto nel Darfur, così sto lanciando questa iniziativa: Italian Blogs For Darfur. Mi sembra che possa essere efficace l’idea delle email alle emittenti televisive, basta compilare un modulo sul blog. Se trovate l’iniziativa interessante, vi sarei veramente grato se poteste iniziare un tam-tam, in modo tale da creare un piccolo gruppo…
    Grazie.
    Fabrizio

    How to join Italian Blogs for Darfur

    People die in Darfur!
    Join Italian Blogs for Darfur now!
    __________________________________________________ ________
    Send an email to Italian Blogs for Darfur with your web address.
    Then, add our logo on the front page of your blog with a link to us(you can take the code here).
    Call your friends too, and tell’em what’s happening in Darfur.
    Thank you!
    IB4D

    http://itablogs4darfur.blogspot.com

  • Suzukimaruti says:

    è il brutto della Tv: i tempi di cottura saltano in quanto non televisivi.

    Ma il tragico è che a Gusto mancano perfino i temipi di scrittura, cioè non faccio a tempo a prendere appunti che è già tutto finito…

  • “Gusto” io lo odio e te lo dico come cheffa. Mi fa cagare e basta. E se cucini non e’ vero che in un nanosecondo prepari una pietanza (e i tempi di cottura suz dove li metti??), comunque mi hai fatto schiattare dal ridere che sto come sempre dalla tua parte. E’ invereconda sta solfa sugli chef e il potere mediatico che si da’ loro in questo periodo. E si’ sulla tv si potrebbe aprire approfondito dibattito. Grazie per le sghignazzate. Lapiccolacuoca

  • degra says:

    suz, dopo questo post, chiudo quel che resta del mio blog infortunato, metto un redirect qui e ti nomino mio portavoce, un po’ come Bonaiuti, tanto sono d’accordo con quello che hai scritto.

  • regulus21 says:

    Ah, comunque i miei complimenti per il titolo del post… “Tg-rano le balle” è spettacolare 😛

  • regulus21 says:

    Io lo sapevo che benty è un mito. Solo che mi so’ scordato di farci un post. 😀

  • Suzukimaruti says:

    benty: cazzo, sei quasi profetico! 🙂

  • Pietro says:

    Concordo su tutto e ci metterei d’ufficio i servizi di DORECIAKGULP di quella cariatide di Mollica. Assolutamente inutili e molesti. Ma del resto mi capita di rado di incorociarli, la TV la uso per vedere i DVD e “Un posto al sole” :-DD

  • marco.inge says:

    pur non avendo i sandali, la barba incolta, i Nomadi, le magliette del Che (e non avendo piu’ l’R4, purtroppo), non possiedo televisione…
    saro’ fuori dal mondo? puo darsi…
    certo che il tuo bel post conferma che la mia scelta cosi’ sbagliata non e’.

  • Gommaweb says:

    Che aggiungere. Condivido tutto… Magari potremmo pensare al peso degli zainetti quando iniziano le scuole, con la variante dei libri elettronici lanciati ogni anno da almeno un lustro senza che ce ne sia uno in giro tranne forse che in qualche quartiere ipertecnologico di Tokio.

    O ancora, perché no, i messaggi sul traffico, che tanto salvo episodi sporadici o incidenti si concentrano sempre sulle stesse zone: “roncobilacciobaerberinodelmugello”, “tengenzialefirenzenord” e “salernoreggiocalabria”.

    Besos

  • benty says:

    avevo cominciato a lamentarmi già a gennaio, permettimi l’autocitazione

    http://benty.splinder.com/post/6743154/L%27anno+che+verr%C3%A0

  • garethjax says:

    Sicuramente il meteo delle 12 e qualcosa che c’e’ su rai tre.
    Non fa previsioni, dice solo dati di fatto “Sull’arco alpino se non ve ne foste accorti, sta nevicando. E continuera’ a farlo per il resto del pomeriggio”.

    Bellissimo. molto zen ;D

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